Wind-Infostrada nel fuoco delle polemiche

Dopo aver annunciato la trasformazione delle sue flat, Usenet, Punto Informatico e altri snodi informativi sono presi d'assalto dai tanti delusi. Cresce l'arrabbiatura. Qualcuno accusa l'Autorità garante delle TLC


Roma – Il collasso delle flat-rate italiane, la mancata partenza del modello FRIACO, le vicissitudini di due anni di passione hanno fatto sì che le ultime scelte di Wind sui propri servizi di connettività flat-semiflat abbiano creato qualcosa di equivalente ad una sollevazione popolare sulla rete.

Basta dare un’occhiata ai newsgroup italiani della gerarchia it.tlc e in particolare quelli dedicati a Wind e Infostrada per rendersi conto di quanto sta avvenendo. A questo si sommano poi le numerose, accorate lettere di molti lettori di Punto Informatico che hanno utilizzato la connettività flat di Wind-Infostrada e quelle inviate dagli utenti di quei servizi, alcuni dei quali hanno realizzato il sito LiberiamoSogno2002 .

Il punto nodale della questione sta nella decisione dell’operatore telefonico di modificare sostanzialmente i termini di servizio, come peraltro già riportato anche da questo giornale .

Il sito realizzato dagli utenti è legato appunto alla trasformazione delle condizioni di utilizzo di Libero@Sogno. La lettera che si trova sul sito della protesta e che è stata inviata ripetutamente anche a Punto Informatico afferma: “Vi scrivo per portarvi a conoscenza di una situazione che ritengo un vero e proprio sopruso da parte dell’operatore di telefonia fissa Infostrada/Wind nei confronti di migliaia di utenti tra cui il sottoscritto”.

Nella lettera inviata da tante persone a numerosi organi di informazione si sostiene che le modifiche decise da Wind “si indirizzano verso il principio di ‘clausola vessatorià. Tali clausole sono considerate delle vere e proprie violazioni del codice civile dei contratti del consumatore”. E si sostiene come con l’ultima modifica tariffaria “le ore di navigazione settimanale in fascia flat vengono ridotte di 28.5 ore: rispetto alle originarie condizioni sottoscritte nel contratto, un utente di questa opzione si ritrova con il 75% in più del canone da pagare ed il 25% in meno di ore di navigazione disponibili”.

Va detto che, in un momento così bollente, c’è anche chi sostiene che quanto accaduto con Wind e quanto è in generale successo con la pressoché totale scomparsa delle flat-rate in Italia, sia da attribuire all’ Autorità garante per le TLC . In molti fanno notare quanto tempo ci è voluto prima del varo della delibera che ha dato il via alle FRIACO e il tempo che da allora è passato senza che si vedessero novità sul fronte della flat-rate.

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