Microsoft ha dichiarato che Windows 11 proverà a riconquistare la nostra fiducia, tenendo in considerazione feedback e critiche. Ora sappiamo anche come ha intenzione di farlo: togliendo di mezzo quell’integrazione forzata dell’AI che ha dato fastidio a molti. Copilot, Recall e le altre funzionalità di intelligenza artificiale rimarranno in circolazione, ma non saranno più così invadenti.
Dietrofront: meno Copilot e AI in Windows 11
Zac Bowden del sito Windows Central racconta di aver ricevuto informazioni molto interessanti da alcune fonti rimaste anonime. Anzitutto, la presenza dell’assistente in applicazioni come Blocco note e Paint è stata messa in discussione. Non è detto che le funzionalità vengano rimosse, più semplicemente potrebbero rimanere, eliminando però i riferimenti a Copilot. Tagliati inoltre i progetti per portarlo in altre app di sistema.
A proposito di Recall, Microsoft ha preso coscienza del fatto che fin qui si è rivelato un fallimento. Al di là delle preoccupazioni legate alla privacy emerse fin dalla sua presentazione nel 2024, nemmeno il rinvio e le ottimizzazioni hanno saputo suscitare quell’entusiasmo in cui aveva sperato la software house. Insomma, è davvero utile? Per molti la risposta è no
. Non è escluso un suo rebranding.
Altre iniziative legate all’intelligenza artificiale su Windows 11 continueranno invece a essere supportate come pianificato: dalla ricerca semantica alle API.
Microsoft ha iniziato ad ascoltare gli utenti
Microsoft detiene saldamente la quota di mercato più grande nell’ambito degli OS desktop e continuerà a farlo per molto tempo, ma è consapevole di non poter continuare a ignorare i feedback di chi le è valso la leadership. Lo avevamo previsto e anticipato, definendo il 2026 un anno di rottura per il sistema operativo, un bivio di fronte al quale scegliere se proseguire a testa bassa forzando un’adozione dell’AI spesso troppo invasiva oppure concedere una maggiore libertà di scelta. Fortunatamente, sembra aver deciso di percorrere la seconda strada.
Detto questo, la piattaforma non è in crisi: ha appena raggiunto il miliardo di utenti e lo ha fatto in meno tempo rispetto al predecessore Windows 10.