WindowsXP impone un Web proprietario?

L'accusa durissima arriva nientemeno che dal Wall Street Journal e in Rete infuria la polemica. Perché le Smart Tag del nuovo Internet Explorer spaventano tutti? Microsoft si difende e spiega. Ecco i dettagli


Web – Le funzionalità degli “Smart Tag” non sono ancora ufficiali né pubbliche eppure questi nuovi componenti del prossimo Microsoft Windows, Windows XP, stanno già scatenando polemiche la cui forza e ampiezza è davvero inconsueta. Sono polemiche durissime che si riversano sulla Rete dopo che un articolo del Wall Street Journal ha stigmatizzato il funzionamento delle Smart Tag, accennando all’ipotesi di un tentativo da parte di Microsoft di imporre al World Wide Web un “sistema di link proprietario”.

“La nuova funzionalità – scrive il WSJ – consente a Internet Explorer, browser Microsoft incluso in WindowsXP, di trasformare qualsiasi parola su qualsiasi sito Web in un link al sito o ai servizi Microsoft o ad altri spazi Internet appoggiati da Microsoft”. In altre parole, secondo quanto rilevato dal WSJ, “Microsoft sarà capace attraverso il browser di ri-editare il sito di chiunque, senza che questi ne abbia consapevolezza o abbia dato il proprio permesso, in un modo che spingerà gli utenti a lasciare il sito corrente e a recarsi su un sito scelto da Microsoft”.

L’articolo pubblicato dal WSJ ha avuto sulla Rete una eco molto più ampia di altre pur feroci polemiche scatenate da Windows. Della questione se ne parla a tutte le latitudini e finora non si è levata una sola voce in difesa di Microsoft e delle nuove funzionalità, viste per lo più come “predatorie” nei confronti dell’ipertestualità del Web.

Queste contestate funzionalità sono realizzate dalle Smart Tag di Internet Explorer in arrivo sia con OfficeXP che con WindowsXP. Ma Microsoft ha già messo in chiaro che si tratta di funzionalità ancora in fase di sperimentazione che potrebbero subire notevoli modificazioni. Secondo Chris Jones, vicepresidente dello sviluppo in WindowsXP, “le Smart Tag rappresentano un altro passo nella personalizzazione del Web consentendo agli utenti di ottenere l’informazione che desiderano nel modo che hanno scelto”.

Nella versione di Internet Explorer che contiene le Smart Tag, quando si apre una pagina Web appaiono alcune sottolineature sotto certe parole che si trovano sul sito. Queste sono parole qualsiasi che vanno, ad esempio, dal nome di un’azienda a parole-chiave individuate da Microsoft, e costituiscono dei link “aggiuntivi” che consentono di arrivare su siti scelti da Microsoft. “Piazzando il mouse su una sottolineatura – scrive il WSJ – appare un’icona e se si clicca sull’icona, una piccola finestra mostra link ad altri siti che offrono ulteriori informazioni”.

E’ evidente che un tale meccanismo sottrae all’autore del sito ogni controllo sui link che gli utenti vedranno apparire all’interno delle finestre aperte sul sito in questione. Stando al WSJ, Microsoft avrebbe affermato che queste funzionalità agevolerebbero gli utenti dei siti “ipo-linkati”, cioè con pochi link offerti sulle loro pagine. Anche su questo la polemica infuria, perché ci si chiede come Microsoft possa arrogarsi il diritto di stabilire quali link piazzare su un sito, contrapponendosi a chi quel sito ha costruito e gestisce. Secondo il WSJ e i tanti che in questi giorni stanno attaccando Microsoft, scegliere i link “fa parte del processo editoriale” di costruzione del sito.


Va detto però che Microsoft ha già assicurato che le funzionalità Smart Tag di Internet Explorer saranno disattivate di default con la distribuzione del browser nel nuovo sistema operativo. Dunque solo gli utenti che lo vorranno accederanno alla funzionalità e al “sistema di link proprietario”. Non solo, proprio per rispondere alle critiche, Microsoft ha specificato che fornirà porzioni di codice, “meta tag”, che consentiranno a chi ha un sito di impedire che le Smart Tag funzionino per gli utenti che si rechino sulle proprie pagine.

Secondo Micheal Silver, analista del Gartner, “questo è un altro esempio dei tentativi di Microsoft di integrare contenuti Internet nel proprio Sistema Operativo per dare una spinta ai propri servizi Internet. Questo è esattamente quello che Microsoft ha fatto in passato con il bundling (di IE in Windows, ndr), cercando cioè di massimizzare quello di cui dispongono sul desktop per utilizzarlo in un altro mercato dove non hanno quella posizione dominante”.

In realtà le Smart Tag sono strumenti che vanno oltre la segnalazione di “link consigliati”. Sono strumenti realizzati in XML che consentono, in Office XP per esempio, di integrare molto di più le funzionalità dei diversi prodotti della suite da ufficio. O, ancora, se si inserisce il simbolo di un titolo in Borsa, per esempio, in una tabella di Excel 2002, si può infilare una Smart Tag che linka ad altre informazioni sul titolo o sull’azienda che lo ha emesso. Questa “ipertestualità interna” rappresenta il cuore delle attività delle Smart Tag in Windows XP.

Microsoft ha sottolineato che le Smart Tag possono essere realizzate da chiunque per il proprio sito o applicazioni, ma è evidente che per sfruttarle bisogna disporre degli ultimi software della casa di Redmond. Un elemento che secondo Chris LeTocq, analista della Silver and Guernsey Research, “offre a Microsoft un’ottimizzazione potente”, perché così l’azienda può portare visitatori ai propri siti e a quelli dei partner e a siti dove si trovino “servizi a pagamento”. “Non è notevole? – si chiede LeTocq – Uno spende milioni di dollari per creare un sito web e Microsoft ti piazza una Smart Tag che invia i tuoi utenti a uno dei suoi siti”.

Sulla questione si è espresso anche il legale della Electronic Frontier Foundation, Robin Gross, secondo cui la tecnologia Microsoft potrebbe rappresentare una violazione alla legge sul diritto d’autore e alle leggi contro le pratiche economiche anti-concorrenziali. Secondo Gross, infilare le Smart Tag su siti che non hanno dato la propria autorizzazione, per Microsoft significa rischiare di essere accusata di aver realizzato “opere derivate”; ovvero copie editate di contenuti Web proprietari che vengono visti dagli utenti Microsoft. Copie che sono, appunto, protette da copyright.


“Questa funzionalità (del browser, ndr) – sottolinea Gross – rende i lavori su cui si attiva un’opera nuova rispetto a quella originale, e la legge sul copyright lo proibisce”. L’avvocato della EFF ha anche avvertito Microsoft che in questo modo si pone ai limiti della legge anche per quanto riguarda le norme sulle pratiche commerciali. Gli utenti, infatti, potrebbero ritenere che quei link aggiuntivi siano stati creati dagli autori dei siti e che, dunque, quei siti “supportano” i link inseriti da Microsoft. “Microsoft – spiega Gross – potrebbe decidere che intende linkare una certa parola, come aborto, ad un sito anti o pro aborto”. In qualsiasi caso quel link così controverso non sarà stato deciso dall’autore del sito…

Altri fanno notare come la funzionalità di ipertestualità aggiuntiva possa tradursi in veri e propri link pubblicitari i cui proventi andrebbero interamente a Microsoft, sebbene questi link siano generati dai contenuti presenti sul sito visto dall’utente…

Shawn Sanford, manager di prodotto per Windows, sostiene che queste interpretazioni nascono dalla mancata comprensione di questa tecnologia: “Riteniamo che sia l’utente a dover decidere cosa guardare. Tutti sembrano volersi focalizzare sull’aspetto negativo di tutto questo come se noi andassimo a consigliare agli utenti moltissimi contenuti sbagliati… Credo invece che consiglieremo agli utenti molti buoni contenuti “.

Secondo il WSJ, però, queste rassicurazioni non sono tali: “Le Smart Tag sono qualcosa di nuovo e di pericoloso. Significano che un’azienda che controlla il mercato dei browser Web sta utilizzando quel potere per alterare i siti Web altrui a proprio vantaggio”. “Microsoft – continua il durissimo articolo del prestigioso quotidiano finanziario – ha tutto il diritto di vendere servizi, ma se utilizza il suo software dominante per farlo, manda il settore a carte quarantotto e minaccia l’integrità editoriale”.

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  • Anonimo scrive:
    Il corpo umano
    Qualcuno si ricorda che le cellule del nostro organismo si scambiano informazioni attraverso campi magnetici di bassissima intensita'?E che questi campi possono essere più disturbati proprio dalle alte frequenze(vedi nuove tecnologie )?La potenza ha poca importanza quando si sale di frequenza, ciò che conta e' la quantita' di tempo che si trascorre esposti a tale frequenza.Solo un'ultima nota : i forni a micronde funziona ad una frequenza di 2,045 Ghz la nuova tecnologia UMTS 2,1 Ghz, le potenze in gioco sono diverse ma queste cifre dovrebbero farci pensare......
    • Anonimo scrive:
      Re: Il corpo umano
      - Scritto da: Paolo Pasquino
      Qualcuno si ricorda che le cellule del
      nostro organismo si scambiano informazioni
      attraverso campi magnetici di bassissima
      intensita'?
      E che questi campi possono essere più
      disturbati proprio dalle alte frequenze(vedi
      nuove tecnologie )?
      La potenza ha poca importanza quando si sale
      di frequenza, ciò che conta e' la quantita'
      di tempo che si trascorre esposti a tale
      frequenza.
      Solo un'ultima nota : i forni a micronde
      funziona ad una frequenza di 2,045 Ghz la
      nuova tecnologia UMTS 2,1 Ghz, le potenze in
      gioco sono diverse ma queste cifre
      dovrebbero farci pensare......Se fosse come dici saremmo già COTTI !Invece non è così, anche perchè il microonde lavora a circa 800 Watt, il campo elettromagnetico generato dai gestori in un punto dello spazio per far funzionare un cellulare non arriva ai milliwatt.Un phon genera un campo di circa 300 Volt/m (proprio mentre ti asciughi i capelli), mentre il limite per i cellulari è circa 1 V/m.C'è una bella differenza non credi ?
  • Anonimo scrive:
    La propagazione e' instabile
    Vorrei ricordare che la propagazione delle onde elettromagnetiche e' molto instabile (piu' sale la frequenza piu' si evidenzia il fenomeno), il campo elettromagnetico si somma e si sottrare con le varie riflessioni dello stesso producendo sacche postive e negative a volte di enorme profondita'.In sostanza muovendosi di pochi centimetri il campo elettromagnetico puo' azzerarsi o assumere valori di anche cento volte superiori a quello nominale, dipende da tantissimi fattori.La cosa accertate e' che all'interno di luoghi chiusi (auto, case, ecc.) o in presenza di materiali ferrosi o simili (materiali che conducono elettricita' o magnetizzabili) queste sacche si producono sempre.Le onde elettromagnetiche non sono un fiume d'acqua, non basta stare sotto un valore prudenziale, bisogna stare sotto X volte quel valore.Salve Dbg
  • Anonimo scrive:
    risarcimento danni
    Se il brevetto va in porto, significa che i cellulari finora prodotti sono nocivi.Quindi si puo' benissimo chiedere il risarcimento danni per manifesta e dichiarata nocivita'.Cause miliardarie in arrivo :)Scarlight
    • Anonimo scrive:
      Re: risarcimento danni
      MA VAI A LAVORARE!- Scritto da: Scarlight
      Se il brevetto va in porto, significa che i
      cellulari finora prodotti sono nocivi.
      Quindi si puo' benissimo chiedere il
      risarcimento danni per manifesta e
      dichiarata nocivita'.
      Cause miliardarie in arrivo :)

      Scarlight
      • Anonimo scrive:
        Re: risarcimento danni
        Poveretto.Scarlight- Scritto da: Davide

        MA VAI A LAVORARE!


        - Scritto da: Scarlight

        Se il brevetto va in porto, significa che
        i

        cellulari finora prodotti sono nocivi.

        Quindi si puo' benissimo chiedere il

        risarcimento danni per manifesta e

        dichiarata nocivita'.

        Cause miliardarie in arrivo :)



        Scarlight
    • Anonimo scrive:
      Re: risarcimento danni
      Con che base scientifica gli intenteranno causa?Sul sentito dire da qualcuno?Non è lo stesso caso di tabacco+nicotina (le sigarette)...Riconosciuto a livello mondiale come causa del cancro.Gli scienziati non hanno ancora capito come interagiscono davvero le onde elettomagnetiche con il corpo umano.Ne siamo sempre avvolti e attraversati, viviamo immersi in un gigantesco campo elettromagnetico.La mossa dei 3 big è molto semplice.Prevenire,(bloccando sul nascere ogni possibile polemica) prima che qualcuno decida di fargli causa...su una base scientifica incerta ed ambiguaUna volta che queste tecnologie saranno lanciate sul mercato, nessuno potrà più toccarli.- Scritto da: Scarlight
      Se il brevetto va in porto, significa che i
      cellulari finora prodotti sono nocivi.
      Quindi si puo' benissimo chiedere il
      risarcimento danni per manifesta e
      dichiarata nocivita'.
      Cause miliardarie in arrivo :)

      Scarlight
  • Anonimo scrive:
    Che noia!
    Uff...Che la comunità scientifica sia divisa per quello che riguarda la pericolosità delle onde elettromagnetiche, è una balla che nonostante le evidenze i giornalisti continuano a sbandierare! Ci sono decine di migliaia di ricerche che ne mostrano l'innoquità (spesso pure male interpretate da chi non capisce un cavolo di scienza e statistica) e poche (e molto discutibili) che fanno correlazioni deboli o semplicemente assurde.Le emissioni dei telefonini si ridurranno non tanto per combattere una paura fantasma quanto perchè nuove tecnologie per le antenne permetteranno di essere altamente direzionali (vedi LeScienze di 6-7 mesi fa) riducendo così la potenza d'uscita e quindi i costi (batterie, elettricità, ecc..)!E' chiaro che le grandi industrie dei telefonini (o meglio i loro esperti di marketing) ne approfittano per sbandierare anche questa nuova "feature" che ci tocca in una parte molto sensibile: la sanità!Bah.. quanti inganni!
    • Anonimo scrive:
      Re: Che noia!
      ?????????????????????Che sia divisa non c'e' il MINIMO dubbio, mentre ci sono seri DUBBI che il cellulare faccia male.Non ci sono prove in un senso o nell'altro.So che in Australia c'e' una proposta di legge per una tassa sui telefonini per pagare le spese delle cure antitumorali...Non aiuta la verita' dire che TUTTO e' chiaro, quando NON lo e' per niente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Che noia!

        Che sia divisa non c'e' il MINIMO dubbio,Ok, forse non ci siamo capiti: se la divisione esiste si tratta della stragrande maggioranza contro uno sparuto gruppo.
        mentre ci sono seri DUBBI che il cellulare
        faccia male.Mostrami una ricerca degna di questo nome. Fin'ora non ne è stata presentata alcuna. Tanto per citare l'editoriale di LeScienze (ma è opinione comune tra i ricercatori)di questo mese (ne consiglio la lettura!):[...]Un altro modo esotico di invocare il principio riguarda la questione del cosiddetto elettrosmog. L?esoticità consiste nel chiedere alla scienza una certezza assoluta: e un livello di certezza assoluta, si dice, non può poggiare solo sulla misera cifra di 25 000 ricerche che escludono un rapporto certo di causa ed effetto tra onde elettromagnetiche e leucemie infantili[...]
        Non ci sono prove in un senso o nell'altro.Vedi sopra.
        So che in Australia c'e' una proposta di
        legge per una tassa sui telefonini per
        pagare le spese delle cure antitumorali...Questa non mi pare una prova: si tratta di una proposta di politici, non di scienziati.
        Non aiuta la verita' dire che TUTTO e'
        chiaro, quando NON lo e' per niente.Neppure inquinare le informazioni giusto per generare allarmismo utile a raccogliere voti. Durante la recente campagna elettorale se ne sono sentite di tutti i colori, e le conseguenze le sentiamo ancora ora...
    • Anonimo scrive:
      Re: Che noia!
      Per essere certi, che un uso frequente del telefonino non causa nessun danno alle persone nemmeno a lungo termine, lo sapremo con sicurezza solo tra 20 anni.Nel frattempo ben vengano misure che riducono le emissioni.- Scritto da: noss
      Uff...
      Che la comunità scientifica sia divisa per
      quello che riguarda la pericolosità delle
      onde elettromagnetiche, è una balla che
      nonostante le evidenze i giornalisti
      continuano a sbandierare! Ci sono decine di
      migliaia di ricerche che ne mostrano
      l'innoquità (spesso pure male interpretate
      da chi non capisce un cavolo di scienza e
      statistica) e poche (e molto discutibili)
      che fanno correlazioni deboli o
      semplicemente assurde.
      Le emissioni dei telefonini si ridurranno
      non tanto per combattere una paura fantasma
      quanto perchè nuove tecnologie per le
      antenne permetteranno di essere altamente
      direzionali (vedi LeScienze di 6-7 mesi fa)
      riducendo così la potenza d'uscita e quindi
      i costi (batterie, elettricità, ecc..)!
      E' chiaro che le grandi industrie dei
      telefonini (o meglio i loro esperti di
      marketing) ne approfittano per sbandierare
      anche questa nuova "feature" che ci tocca in
      una parte molto sensibile: la sanità!

      Bah.. quanti inganni!
  • Anonimo scrive:
    si contraddicono
    Se dicono che le emissioni non nuociono alla salute perche' hanno investito importanti risorse per creare e brevettare sistemi di protezione dalle radiazioni?
  • Anonimo scrive:
    Balle
    Punto primo, se il telefono non emette onde elettromagnetiche, non funziona.Vogliono semplicemente giocare d'anticipo, quando diranno che i telefoni ci faranno nascere i figli coi tentacoli, loro sbandiereranno i sistemi di protezione (cose tipo carta stagnola avvolta sulle antenne che triplicherà il prezzo del telefono!!!).Delle grendi industrie non mi fido più da anni.
    • Anonimo scrive:
      Re: Balle

      Punto primo, se il telefono non emette onde
      elettromagnetiche, non funziona.Come levare il motore all'auto per eliminare le emissioni nocive. L'auto e' poi + che ecologica, peccato che non va!Mah.....
  • Anonimo scrive:
    ???
    Mi sembrava ci fossero delle dichiarazioni che sostenevano che le emissioni dei cellulari non fossero nocive ??!!Perchè quindi fare delle protezioni ??
    • Anonimo scrive:
      Re: ???
      - Scritto da: fabio
      Mi sembrava ci fossero delle dichiarazioni
      che sostenevano che le emissioni dei
      cellulari non fossero nocive ??!!

      Perchè quindi fare delle protezioni ??E' la classica presa per il **** delle grandi aziende nei confronti dei consumatori.Anni fa una famosa azienda dolciaria regalava con le merendine degli stupidi giocattolini. Ci si chiedeva perché spendere di più per avere un regalo non richiesto, e loro dicevano che includere il regalo non aumentava il prezzo finale.Poi, un giorno, hanno smesso di mettere i regali.E hanno diminuito i prezzi!Meditate, gente, meditate...
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