Xbox 360 alle prese col Giappone

La console è sbarcata da pochi giorni nel Sol Levante e l'accoglienza fin qui non è entusiastica. Microsoft comunque ostenta ottimismo: andrà molto meglio che in passato


Tokyo – A pochi giorni dal debutto giapponese di Xbox 360, avvenuto lo scorso 10 dicembre, il Paese del Sol Levante si conferma il mercato più refrattario al marketing di Microsoft . A differenza di quanto accaduto in USA ed Europa, dove molti negozi e supermercati sono stati letteralmente presi d’assalto, in Giappone la nuova console di Microsoft ha ricevuto una tiepida accoglienza: poche le file davanti ai centri commerciali, scarsa la partecipazione all’evento organizzato dal big di Redmond nel centro di Tokyo.

Microsoft non ha rivelato quante Xbox 360 fossero disponibili in Giappone al momento del lancio, ma le stime parlano di quantità assai inferiori a quelle introdotte sui mercati occidentali: nonostante questo, diversi negozianti affermano di avere a disposizione ancora diverse unità.

“Se non avete ancora acquistato una Xbox 360 è perfettamente inutile che la compriate su eBay a cifre esorbitanti: qui a Osaka ci sono ancora un mucchio di console invendute”, scriveva il sito giapponese Kotaku a diverse ore dal debutto di Xbox 360.

Microsoft ha scelto di portare in Giappone solo la versione Premium della propria console, ossia quella dotata di hard disk, e il suo prezzo, pari a 39.795 yen (circa 280 euro), è persino inferiore a quello che in Europa costa la versione base (Core System).

In fatto di videogiochi, il campanilismo dei consumatori nipponici è ben noto: il mercato locale delle console da gioco è dominato da due colossi di casa, Sony e Nintendo, e buona parte dei giochi più in voga sono spesso impregnati della tradizione e della cultura orientale. Va del resto sottolineato come Microsoft sia la prima azienda americana – dopo 3DO, all’inizio dello scorso decennio – ad aver tentato la scalata al mercato delle console da gioco.

Microsoft sa bene che per conquistare il cuore dei giapponesi il marketing, il design e la tecnologia non bastano: è necessario adeguarsi alla cultura e alla mentalità dei videogamer asiatici. All’epoca del lancio della prima Xbox il colosso americano ha assoldato Toshiyuki Miyata, considerato in patria un vero e proprio guru del settore videoludico, e varato una divisione giapponese autonoma il cui primo obiettivo è quello di promuovere e sviluppare titoli pensati per il pubblico giapponese. Questi sforzi hanno permesso a Microsoft di vendere, in Giappone, circa mezzo milione di Xbox: una cifra imbarazzante rispetto ai quasi 20 milioni di PlayStation 2, ma non per questo da sottovalutare: va infatti considerato che il big di Redmond, oltre ad essere il primo produttore di console occidentale a mettere piede in Giappone, con Xbox era alla sua prima esperienza nel settore.

“Il feedback del pubblico giapponese nei confronti di Xbox 360 ci sembra davvero positivo”, ha commentato Yoshihiro Maruyama, a capo di Xbox Japan. “Vogliamo che la nuova console attragga un numero assai più elevato di utenti giapponesi rispetto al precedente modello”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti