Xbox Linux avanza, ma perde pezzi

Il progettone per portare Linux su Xbox continua la sua corsa verso una distribuzione stabile ma perde uno dei suoi fondatori che getta alcune ombre sul progetto
Il progettone per portare Linux su Xbox continua la sua corsa verso una distribuzione stabile ma perde uno dei suoi fondatori che getta alcune ombre sul progetto

Roma – Partito lo scorso anno, il progetto finalizzato a creare una versione di Linux per Xbox sta facendo passi da gigante, e questo soprattutto grazie alla promessa , da parte di un benefattore anonimo, della donazione di 200.000 dollari a progetto concluso.

Se fino a pochi mesi fa il lavoro di sviluppo dell’ Xbox Linux Project (XLP) aveva partorito pochi e inutilizzabili frammenti di codice, oggi l’iniziativa sembra procedere ad un ritmo serrato: dopo aver messo a punto un nuovo BIOS da sostituire a quello originale, il 16 agosto gli sviluppatori hanno annunciato di essere riusciti a fare per la prima volta il boot di Linux su Xbox. A meno di due settimane da questo grande traguardo, il progetto ha ora rilasciato una nuova versione del software, la 0.2, in grado di supportare il frame-buffer. Nel frattempo è stato anche portato avanti lo sviluppo dei primi moduli del kernel per il supporto del suono e delle porte USB di Xbox.

L’XLP ha spiegato che Linux può essere avviato sia da un CD che da una memoria flash, a patto però di aver installato un mod-chip che consenta il lancio di codice non firmato. Il prezzo da pagare per far girare Linux su Xbox è la perdita della garanzia, un effetto conseguente alla sostituzione del BIOS e all’applicazione del mod-chip.

L’obiettivo degli sviluppatori è quello di rilasciare, entro la fine dell’anno, una versione stabile della distribuzione che metta in grado l’utente di connettersi ad Internet, navigare sul Web, far girare qualsiasi programma scritto per Linux, riprodurre file MP3 e altri contenuti multimediali (come i DivX), e supportare appieno l’hardware di Xbox, incluse periferiche come tastiere, mouse e webcam.

Con l’attuale versione di Xbox Linux, scaricabile sotto forma di immagine ISO da qui , è già possibile trasformare Xbox in un server di rete e farvi girare Telnet, il prompt della shell e un server Web.

“Xbox con Linux – si legge sul sito del progetto – può essere molto utile come computer desktop, come (web) server o come nodo di un cluster basato su Linux”.

Nonostante il progetto proceda a gonfie vele, uno dei suoi fondatori, Enrico Kern, ha recentemente deciso di abbandonarlo. Kern, che ideò il progetto insieme al team di hacker conosciuto come H Zero Seven , sostiene di essersi trovato fortemente in disaccordo con le scelte intraprese dall’attuale project leader, Michael Steil, il quale avrebbe spesso agito di propria iniziativa senza prima consultare gli altri membri del gruppo.

Kern ha poi affermato di non avere molta stima per l’anonimo donatore, di cui i capi del progetto conoscono l’identità, che ha promesso fama e gloria alla neo versione di Linux: egli sostiene infatti che all’interno della comunità open source questo personaggio abbia fama di avere compiuto diversi passi falsi, come “infrazioni” alle licenze open e ritardi nella pubblicazione del codice.

L’ex fondatore dell’XLP ha spiegato che l’influsso del denaro avrebbe corrotto la vera natura del progetto, inizialmente animato dallo spirito hacker del divertirsi, dello scoprire e dello scrivere buon codice.

“Ho fondato l’Xbox Linux Project – ha commentato Kern – dopo aver letto un articolo di un impiegato di Microsoft che spiegava come trasformare Xbox in un server. Ho pensato che sarebbe stato divertente portarlo su Linux. Il mio primo obiettivo era divertirmi e fare esperienza. Dopo il comunicato stampa che annunciava l’arrivo di 200.000 dollari da parte di un donatore anonimo, tanta, tanta gente ha aderito al progetto, alcuni come eccellenti sviluppatori, altri spinti unicamente dai soldi. Personalmente preferisco morire che pubblicare il mio codice free con in mente il profitto delle grosse aziende”.

Dalle parole di Kern si potrebbe evincere che l’anonimo donatore è a capo di una grande azienda e che, in passato, si è avvalso dell’open source con un po ‘ troppa “leggerezza”. A questo punto si aprono le scommesse per indovinare l’identità di questo misterioso personaggio.

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29 08 2002
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