Per gli utenti Premium di YouTube arriva una bella novità: un assistente AI che crea playlist. La funzione è disponibile sia su iOS che Android. Basta andare nella sezione “Raccolta”, premere “Nuovo”, selezionare “Playlist AI” e poi digitare o dettare a voce che tipo di musica si vuole. L’intelligenza artificiale fa il resto, pescando tra milioni di brani per creare un mix che dovrebbe corrispondere alla propria richiesta.
Playlist create dall’AI: YouTube copia Spotify
Si può chiedere un mix dei grandi successi di Stevie Wonder
o i grandi successi degli anni 80′
o qualsiasi altra combinazione di genere, mood e contesto venga in mente. L’AI elabora, sceglie e assembla. Non è una novità assoluta. Spotify ha lanciato una funzione simile mesi fa. Amazon Music pure. Deezer idem. YouTube arriva per ultimo. Non che sia un problema, sia chiaro, meglio tardi che mai.
Le playlist generate dall’intelligenza artificiale sono perfette per chi vuole musica di sottofondo senza pensarci troppo. Per chi non ha tempo, voglia o interesse di curare manualmente una scaletta. Meno per chi considera la creazione di playlist una forma d’arte, sì, quella gente esiste e prende la cosa molto sul serio!
La strategia di Big G
Proprio questa settimana YouTube ha iniziato a nascondere i testi delle canzoni agli utenti gratuiti di YouTube Music. Un esperimento su una piccola percentuale di utenti. In pratica, per leggere le parole delle canzoni, bisogna pagare.
L’obiettivo di Google è chiaro: rendere la versione gratuita talmente limitata e infarcita di pubblicità che alla fine, ci si arrende e si tira fuori il portafogli. Le playlist AI sono l’ennesimo mattoncino di questo recinto, un’esclusiva per chi paga che serve a giustificare il costo dell’abbonamento.
E a quanto pare funziona. Google ha dichiarato all’inizio di febbraio di aver raggiunto 325 milioni di utenti paganti tra Google One e YouTube Premium. Non è una strategia nuova, è la stessa applicata da Netflix, Spotify, praticamente ogni servizio di streaming sul pianeta.