1000 dollari per stare un anno senza Facebook

Una ricerca svela che, mediamente, poco più di 1000 dollari sarebbero sufficienti per convincere un utente a rimanere senza Facebook un anno intero.

Cerchiamo di rispondere in modo sincero alle seguenti domande. Siamo disposti a rinunciare a Facebook? Lo faremmo in modo del tutto volontario? E se a fronte di un possibile ritorno economico, quanto vorremmo intascare per rimanere lontani dal più grande e influente dei social network? Quesiti ai quali hanno cercato di dare una risposta alcuni ricercatori d’oltreoceano: sintetizzando, servono mediamente 1.000 dollari o poco più per convincere qualcuno a mettere in standby il proprio account per dodici mesi.

Quale cifra per un anno senza Facebook?

Uno studio tanto curioso quanto interessante, per diverse ragioni. La prima è quella che ci permette di cogliere quanto la piattaforma sia ormai arrivata a essere profondamente radicata nelle nostre vite, nella nostra quotidianità. Lo testimonia il valore economico che le viene associato, il prezzo stabilito per sopportare la sua assenza. I chiamati in causa sono disposti a rinunciare a 100, 200, 500, 900 dollari pur di continuare a connettersi con la comunità virtuale che hanno costruito intorno a loro. Questo nonostante una percezione che va man mano crescendo di quanto le dinamiche attuate da Facebook nel trattamento dei dati personali si siano spesso rivelate nel tempo poco rispettose della privacy.

La ricerca è frutto del lavoro congiunto di due team differenti: uno della Susquehanna University (Pennsylvania) e l’altro condotto in collaborazione dalla Tufts University (Massachusetts) e dalla Michigan State University. La cifra varia in modo sensibile a seconda dell’età degli intervistati: si arriva in alcuni casi oltre i 2.000 dollari chiamando in causa gli studenti, mentre nella fascia adulta ci si attesta mediamente a 1.000-1.100 dollari, altra indicazione utile per comprendere chi attribuisce maggiore importanza al social network.

Applicare lo stesso metodo d’indagine ad altre piattaforme e applicazioni (Instagram in primis), anche concorrenti (Twitter o Snapchat), permetterebbe di stimare il valore loro assegnato partendo da parametri diversi rispetto a quelli considerati tradizionalmente come il valore di capitalizzazione della società che li gestisce, il numero di iscritti o il volume delle interazioni.

Si faccia attenzione a non interpretare lo studio con un’errata chiave di lettura: non si sta affermando che gli utenti siano disposti a mettere mano al portafogli e sborsare 1.000 dollari o più ogni anno per continuare a utilizzare Facebook. La creatura di Zuckerberg non evolverà nella direzione di un servizio premium, il suo business è e rimarrà focalizzato sull’advertising. Chiedere agli iscritti un esborso economico per la fruizione della piattaforma, infatti, ne provocherebbe inevitabilmente la fuga verso alternative che non tarderebbero a palesarsi.

Fonte: PLOS ONE

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