Ci sono oltre 19 milioni di caselle PEC attive in Italia, con un incremento importante rispetto ai 16,2 milioni confermati da AgID a fine 2024. Il dato è fornito da Aruba, tra i player principali di questo ambito. Si tratta di un successo che non è da definire solo in termini numerici, ma anche con un riferimento alle modalità di utilizzo: non si ricorre più allo strumento solo per obbligo, ma sempre più spesso come frutto di una libera scelta. Una differenza non da poco.
Sempre più PEC in Italia, crescita costante
Il nostro è un paese che sta acquisendo sempre più familiarità con la Posta Elettronica Certificata. Nata proprio da noi, si affaccia ora allo scenario internazionale con la prospettiva di semplificare la trasmissione di comunicazioni a valore legale in tutto il continente. Qui è già diventata uno standard per gli scambi digitali a valore legale tra professionisti, imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione.
Ecco come Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba, ha sintetizzato il percorso di evoluzione durante l’evento Telefisco organizzato dal Sole 24 Ore.
Si stima che in Italia siano oggi oltre 19 milioni le caselle di Posta Elettronica Certificata attive. Un dato che, più di qualsiasi previsione, racconta il percorso e il ruolo che la PEC ha assunto nel tempo: da strumento introdotto per rispondere a specifiche esigenze normative a standard di fatto della comunicazione digitale a valore legale per professionisti, imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione.

In altre parole, la Posta Elettronica Certificata non è più solo l’alternativa digitale alla raccomandata. È diventata uno strumento di semplificazione, qualità di cui oggigiorno il nostro paese ha terribilmente bisogno.
La PEC rappresenta uno dei casi più riusciti di innovazione digitale nel nostro Paese. Nata come obbligo, si è progressivamente affermata perché utile. La sua diffusione è stata guidata dalla capacità di rispondere a esigenze concrete: garantire certezza giuridica nelle comunicazioni, semplificare i rapporti tra soggetti diversi e ridurre complessità operative. Le analisi disponibili mostrano come, oggi, 8 volte su 10 il suo utilizzo è frutto di una scelta e non di un obbligo normativo.
Un altro passo verso l’interoperabilità in Europa
La definitiva apertura verso l’interoperabilità a livello europeo è il prossimo step evolutivo della PEC. A questo proposito, Aruba ha realizzato un proof of concept in collaborazione con Asseco Data Systems, completando il primo scambio certificato di documenti tra Italia e Polonia, attraverso una e-Delivery qualificata. Il test ha dimostrato come sia già oggi possibile superare le barriere tecniche e normative, per abbattere i confini nazionali e permettere comunicazioni con validità legale tra diversi paesi. Conclude Sposato.
In questo scenario, il ruolo di Aruba è quello di accompagnare il cambiamento seguendo l’evoluzione normativa e contribuendo allo sviluppo tecnologico, con l’obiettivo di tradurre complessità crescenti in strumenti sempre più semplici e utilizzabili.