196/2003, workshop Sicurezza e Privacy

Workshop


Roma – Martedì 7 si terrà a Roma (Palazzo Unione del Commercio, via Properzio 5, alle 9) il secondo workshop di Partner Data realizzato con il patrocinio dell’associazione delle imprese ICT di Confocmmercio Assintel dal titolo Strumenti di sicurezza e privacy alla luce del D.L. 196

“Il D.L. 196 del 30/6/2003, più noto come Codice della Privacy – ha spiegato Giulio Camagni, Amministratore Unico di Partner data e Consigliere Assintel – richiedeva che entro il 31 Dicembre 2004 venissero completati gli adempimenti previsti dalla legislazione precedente relativi al Documento Programmatico sulla Sicurezza ed alle misure minime di sicurezza descritte nell’allegato B della legge. Ormai molti avranno già provveduto a mettersi in regola, ma forse non tutti dato il crescente numero di richieste che stiamo ricevendo relative a prodotti per il controllo degli accessi, logici e fisici, per la cifratura dei dati e delle comunicazioni e per la firma digitale”.

L’idea dunque è di offrire una sia una panoramica legislativa sia una rapida presentazione di soluzioni di sicurezza, anche alla luce dell?ennesimo rinvio al 30/6/2005 per la redazione di alcuni dei punti contenuti nel DPS.

La partecipazione ai workshop è gratuita ma richiede la registrazione obbligatoria qui

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  • max59 scrive:
    Re: Sarà pure reato....
    - Scritto da: senzaesclusiva
    ...ma ricordo perfettamente, di qualche mese fa,
    la vicenda di una moglie che sospettando il
    tradimento del marito, si mette a monitorare
    tutto quello che il marito fa ;computer, mail,
    sms e telefonate ( non ricordo se grazie ad un
    amico che lavorava in Telecom o un
    investigatore), microfono nello
    studio.
    I dati raccllti sono serviti a questa signora per
    provare il tradimento del marito , il quale ha
    pensato bene di denunciare la moglie per i reati
    da lei commessi ( violazione della privacy, ecc)

    Il giudice ha sentenziato che , l'utilizzo di
    azioni di controllo espressamente lesivi della
    privacy, SE utilizzati al fine di dimostrare la
    colpevolezza del coniuge, diventano a tutti gli
    effetti strumenti FINALIZZATI al conseguimento
    della verità e quindi NON punibili come
    reato.

    Deriva femminista o possono NON essere reato?

    Eddieimho ci vorrebbe l'autorizzazione della questura...
  • Anonimo scrive:
    Mi permetta di dissentire
    Innanzitutto l'articolo che lei cita è 617 quater e non ter. In secondo luogo, le comunicazioni tra sistemi telematici non sono riconducibili, a mio parere, esclusivamente a "corrispondenza mail", ma piuttosto al complesso di scambio di dati, per cui l'intercettazione si configura ogni qualvolta vi sia una interconnessione tra più sistemi, a prescindere dal contenuto specifico. Un discorso a parte deve essere riservato, poi, al contenuto del file di log, che potrebbe contenere codici di accesso (si potrebbe configurare reato di detenzione abusiva 615 quater, nel momento in cui i keylogger installato provveda anche a recapitare via mail il file di log all'intruso); ed all'utilizzo che si fa del contenuto dei file di log stessi. Inoltre relativamente all'art 617 bis, se è possibile discutere sulla qualificazione di "apparecchiatura" per i keyloggers software, credo che nel caso di keyloggers hardware non ci sia alcun dubbio.Saluti a tutti e discutete sempre!
    • avvandrea67 scrive:
      Re: Mi permetta di dissentire
      Dissintire, non solo è assolutamente permesso, ma oltremodo consigliato :)Venendo a noi...Concordo che la comunicazione non possa essere ristretta nei liti di un email, mi pongo solo il problema relativo alla necessità o opportunità che vi siano dei limiti, o se, al contrario qualsiasi scambio di bit possa essere considerato comunicazione.La legge (ter o quater - di cui chiedo scusa -....non fa troppa differenza...) non ci dice cosa debba intendersi per comunicazione ed allora deve provvedervi l'interprete, cioè io e voi tutti: a quale concetto di comunicazione si riferisce, allora, il legislatore? E non solo quello di allora (1993 ) ma anche quello di oggi, perchè si sa che il diritto è (o dovrebbe essere) "vivo".E non dimentichiamo che nell'interpretare una legge, l'interprete si fa in parte condurre anche dalle suo "vissuto" non dovrbebbe ma, tra il dire ed il fare...dunque non escluderei che un giurista un po' attempato (almeno di cervello) avrebbe difficoltà a considerare comunicazione un 0101010101000111000111000 e via dicendo tra un hard disk e un chip, senza che l'utente direttamente faccia o dica alcunchè.Comunicazione spersonaizzata, insomma? Tempo fa leggevo del problema della imputabilità degli effetti giuridici scatutenti dagli "agenti software" (chi l'ha presa quella decisione l'uomo o la macchina?) e anche se qualcuno non è d'accordo, viene sempre il dubbio se le nostre categorie giuridiche siano idonee a regolare anche i rapporti tra i bit....Nel frattempo io posso solo continuare a fare l'avvocato della situazione, cioè ad instillare dubbi sulla correttezza di una tesi o di un convincimento, non sentendomi né dichiarandomi affatto latore di certezze assolute, perchè, come diceva R. March (Fisica per poeti) " Ciò che la scienza dovrebbe insegnarci è dubitare, considerare cioè che molte delle convinzioni da noi accettate come vere possono in realtà derivare dall'abitudine o dal pregiudizio, o possono semplicemente essere sbagliate. "ABP.S. Del keylogger hw come apparecchiatura, c'è poco da discutere, ma i dubbi sulla "comunicazione" permangono. Che possedere illegittimamente codici pin e simili sia reato, poi nessuno lo contesta, solo che questa è una eventualità, mentre il semplice fatto di "trattare" quei dati senza consenso dell'interessato, ha una portata più generale, essendo applicabile indipendentemente dalla natura o tipologia del dato (pin del bancomat o numero di scarpe che sia) che permetterebbe sempre di rintracciare una illiceità nella condotta dell'installatore di keylogger e.... sempre che si dimostri il trattamento :).
  • Cavallo GolOso scrive:
    Avvocato realista.
    Quel che ci ha mostrato l'avvocato è assolutamente realista. Ovvero ci mostra come a seconda dei casi la nostra legislazione ci dia una speranza oppure ce la tolga. Dipende da chi sta lavorando per noi .E' anche giusto che il diritto non sia bianco o nero ... ma qualche volta sarebbe davvero bello che fosse assolutamente impossibile per chicchessia nuocerci, senza che qualcuno arrivi a difenderlo. La difesa dovrebbe - per quanto sento giusto - arrivare, appunto in difesa del debole, di chi ha subito o sta subendo il sopruso.Colui che si vede spiato , non deve aspettare, a mio avviso (e quindi secondo me ), che qualcuno dica che ha subito effettivamente un danno. Nessuno ci deve dire se abbiamo o no subito un danno. Noi sappiamo che abbiamo subito un danno.Purtroppo c'è talmente tanto grigio a disposizione di chi ci offende che non vedo poi tanto strano vedere gente esasperata che passa il limite :( Non li approvo, ma capisco da dove viene la loro frustrazione: il grigio non è mai al loro servizio e stranamente il diritto non è nemmeno mai bianco per loro: ecco perchè la vedono nera.==================================Modificato dall'autore il 06/12/2004 20.57.14
  • avvandrea67 scrive:
    Riassumendo..
    Spero di non aver dimenticato nessuno: in caso contrario, perdonatemi...Il 617 quinquiesPrima di tutto bisognerebbe capire se un keylogger è da considerare una "apparecchiatura". La legge penale non può essere interpretata estensivamente e nel dubbio vale sempre il favor rei: meglio un criminale a spasso che un innocente in galera. Per la "comunicazione" vale quanto segue.ComunicazionePoi c'è il problema connesso al concetto di "comunicazione": si potrebbe anche sostenere che la comunicazione è utente/sistema o tra due sistemi: il fatto è che la legge non ci dice né come deve esser fatto questo sistema, né se sia sufficiente uno scambio di dati a qualsiasi livello. Di primo acchito si potrebbe pensare che la comunicazione, per esser tale, postuli una sorta di esternazione (Il dizionario dice "trasmissione di informazioni mediante messaggi da un emittente a un ricevente " ed anche "mettere in comune") del dato o dell'informazione.All'opposto si potrebbe sostenere che ogni scambio di dati tra una parte del sistema (il s.o. ad esempio) ed un altra (i vari applicativi, o con/verso/attraverso i vari protocolli) è una comunicazione, nel senso che due parti autonome di uno stessa macchina parlano tra di loro. D'altra parte un pc è composto di tanti pezzi che dialogano.Insomma, ogni processo che gira sul pc è una comunicazione? Allora, praticamente, il Task Manager di Windows che monitorizza questi processi-comunicazioni sta realizzando una intercettazione? Con il consenso dell'avente diritto, magari....E' possibile, non lo nego. E così sosterrebbe una ipotetica accusa. Ma io faccio l'avvocato :)) Sono portato ad estremizzare per vedere se il ragionamento "tiene".Come al solito, il senso comune, indurrebbe a pensare che colui che installa un keylogger non ha alcun diritto a farlo e non persegue un fine lecito: ma se la legge, magari perchè è datata o inadeguata, non permette di considerarla "intercettazione" resta il fatto che una norma penale deve essere sufficientemente chiara e non può essere "piegata" caso per caso, diversamente si comprometterebbe pure quel minimo di certezza del diritto....Oggi il keylogger e domani?Accesso abusivoE', forse, il presupposto, nel senso che probabilmente per installare il keylogger qualcuno prima si è intrufolato di nascosto, ma questo è un altro problema. Mi ero solo concentrato su un aspetto, quello coinvolto dalla notizia commentata, non su quello che fa il nostro amico keyloggatore fa, da quando si sveglia la mattina :))Il controlloSe si considera la questione in via di sintesi al contrario di quanto si è detto sopra, si potrebbe essere portati a vedere anche un fine "lecito". In realtà non è così. Non entrando assolutamente nel merito della faccenda e sull'opportunità dell'installazione, ed esaminando la questione solo da tecnico (del diritto..) direi due cose. Per capire se è intercettazione vale quanto detto al capoverso che precede. In un ottica più ampia, invece, direi che la privacy (o meglio la tutela del dato personale) vale anche per il figlio: diversamente ed assai pericolosamente, con la scusa di verificare o impedire ? forse ? la commissione di reati tagliamo un pezzo di libertà. E le due cose non stanno sullo stesso piano: per impedire, forse, togliamo di certo?La tematica è stata affrontata in materia di videosorveglianza o di uso di email aziendale: io tendenzialmente direi che è preferibile utilizzare sistemi preventivi: meglio un filtro web o simili che non una controllo a posteriori. Se il sistema è fallace, non è un problema insormontabile: sempre meglio un criminale a spasso...Infine, quello che si dimentica, in questi casi, è che ? a monte ? ci vorrebbe una norma che mi impone un certo tipo di controllo: per cui se il mio comportamento di genitore non è contrario ai principi di negligenza, imperizia ed imprudenza, nessuno mi potrà accusare per fatti commessi da mio figlio. E' come lasciare un fucile carico in casa ed a portata di bimbo: è prudente e diligente come comportamento? Se mio figlio se ne va sui siti pedo (non so se a questa ipotesi si pensi...) la responsabilità è sua. Se diffama qualcuno su un forum, idem.E' sempre incerto ed evanescente giustificare i mezzi con il fine ed ancor più rischioso o, quantomeno, delicato, usarlo come argomento giuridico, IMHO.SnifferOk, questa è carina. Però è proprio così, almeno per un avvocato. E se lo sniffer lo metto nella mia azienda per controllare i problemi sulla rete, ne dò comunicazione a tutti coloro che transitano in quella rete, ed a questo fine appiccico disclaimer nei luoghi "pubblici" e pure nei cessi? D'altra parte un macellaio è un maniaco assassino solo perché sa maneggiare bene i coltelli e sta tutto il giorno in mezzo al sangue? Machiavelli è sempre dietro l'angolo...Capisco il punto di vista, ma da avvocato non posso condividerlo, da uomo potrei sospettare, nulla di più.Io non ho detto che non è reato, mi son chiesto "che" reato...AB
  • Anonimo scrive:
    Re: Sarà pure reato....
    - Scritto da: senzaesclusiva
    Deriva femminista o possono NON essere
    reato? Se un uomo avesse fatto la stessa cosa alla moglie, uscirebbe dal carcere tra 20 anni. A meno che non vogliamo legittimare il cosiddetto "far west", in tal caso sarebbe legittimo che il tabaccaio o il benzinaio potessero sparare ai ladri (cosa tra l'altro auspicabile).
  • senzaesclusiva scrive:
    Sarà pure reato....
    ...ma ricordo perfettamente, di qualche mese fa, la vicenda di una moglie che sospettando il tradimento del marito, si mette a monitorare tutto quello che il marito fa ;computer, mail, sms e telefonate ( non ricordo se grazie ad un amico che lavorava in Telecom o un investigatore), microfono nello studio.I dati raccllti sono serviti a questa signora per provare il tradimento del marito , il quale ha pensato bene di denunciare la moglie per i reati da lei commessi ( violazione della privacy, ecc) Il giudice ha sentenziato che , l'utilizzo di azioni di controllo espressamente lesivi della privacy, SE utilizzati al fine di dimostrare la colpevolezza del coniuge, diventano a tutti gli effetti strumenti FINALIZZATI al conseguimento della verità e quindi NON punibili come reato.Deriva femminista o possono NON essere reato? Eddie
  • phantomparadise scrive:
    sofismi
    Con questo ragionamento anche un omicidio se riportato ad una sequenza scollegata di operazioni non è un omicidio.Prendere un pistola , metterla in posizione , premere un grilletto ....di per se sono operazioni che non recano danno.Il ragionamento non mi piace affatto
  • dsdsds scrive:
    Re: Mi stupisce...
    Il nostro avv.to si è anche dimenticato(!) dell'articolo relativo al reato di accesso abusivo - anche senza intercettazione - a sistema informatico altrui.
  • dendra75 scrive:
    in america
    Mi ricordo una notizia letta qui su punto informatico, che riguardava la condanna di un ragazzo che aveva installato dei keylogger sui pc dell'università. Grazie a questi programmi (che a giudicare da quello che ho letto, la gente pare credere che non servano a fare nulla di illegale:-)) si era impadronito dei numeri di carte di credito dei suoi compagni, facendo poi un po' di spesuccie.... S questo non è illecito! Su dai, non facciamo gli ingenui.
  • Anonimo scrive:
    Ma è ovvio...
    Ovviamente non ho studiato legge e sono uno stupido che dice cose insensate. Nonostante ciò ho voluto dire la mia :)In termini informatici non c'è differenza tra:- registrare le informazioni sulla memoria di massa e poi leggerli da lì- inviare le informazioni attraverso una rete ad una macchina remotaIn entrambi i casi si spostano dati da una origine (la tastiera, ma possiamo anche astrarre) ad una destinazione. Nel primo caso si spostano in termini temporali: le informazioni restano "locali" ma vengono letti nel futuro. Nel secondo caso si spostano in termini spaziali: le informazioni diventano "remoti" ma vengono letti nel presente (in tempo reale). Ovviamente si possono combinare i due modi (spaziale/temporale) a piacere.Mettiamo che io scriva con carta e penna un diario contenente informazioni personali e che dopo giorni una persona a me non nota legga quelle righe. La situazione sarebbe esattamente la stessa perché non è il supporto che può alterare la natura delle informazioni: sarebbero notizie personali e riservate sia sotto forma di carta che bit.La domanda si riduce quindi alla seguente:E' lecito leggere le notizie riportate da un'altra persona senza il consenso dell'autore, se l'autore ESPLICITAMENTE predispone il supporto in modo tale da far sottointendere che il contenuto è riservato?La risposta è ovvia. A me darebbe fastidio. Anche se si tratta solo del mio numero di scarpe. E' una questione di principio (per me) e quindi ne traggo un grave (se pur soggettivo) sconforto psicologico. Pretenderei il rispetto della mia persona, della mia privacy, il risarcimento dei danni morali, che la persona in questione non possa perpetrare azioni del genere e che la stessa possibilità tecnica di reato (e.g. legge il codice della carta di credito ma non lo usa) costituisca un rischio materiale che, in quanto tale, mette repentaglio la mia tranquillità mentale e quindi la mia qualità della vita (ovvero ancora un danno psicologico tangibile).E' necessaria una legge? Credo proprio di no, perchè il buon senso è lo spirito stesso del leggiferare. Se un giudice vuole fare il suo lavoro deve solo prendere le leggi di cento anni fa ed applicarle alla lettera. Ripeto: le tecnologie non alterano la natura del danno percepito dalla vittima e in questo senso va difesa e tutelata esattamente allo stesso modo.In realtà c'era in ballo un'altro processo (contro l'agenzia di assicurazione) che avrebbe risentito pesantemente da una decisione diversa del giudice. Il giudice in questione ha quindi adottato un'ottica più ampia e ha voluto proteggere le prove di quell'altra causa ben più importante. Rendiamoci (noi informatici) conto che quel che conta è il benestare delle persone, non delle macchine. E un giudice che applica alla lettera una legge senza pensare con la propria testa (il suo buon senso basato sull'anzianità e saggezza comprovata) è solo un folle. Altrimenti potremmo immettere tutte le leggi in una macchina ed eliminare dall'economia giuridica tutti i giudici e tutti gli avvocati.
  • Anonimo scrive:
    Re: domanda all'avvocato
    - Scritto da: Anonimo
    Ma non darai mica la colpa agli studenti,
    vero?No, figurati, gli studenti vanno a scuola per crescere e confrontarsi con nuove culture in un contesto multiculturale, non certo per imparare qualcosa. Scusami tanto.
    Quali principi? La tolleranza e il dialogo?Forse dovresti vedere che cosa c'è dietro la "tolleranza" e il "dialogo".
    Se i figli sono idioti la colpa è dei
    genitori che li educano all'idiozia. O li
    ignorano salvo poi cercare di controllarli
    coi keylogger, le telecamere e quant'altro.I figli passano buona parte della loro giornata a scuola, a farsi riempire la testa di collettivismo e sensi di colpa.
    Sacrosanto! Perché rivendichi il
    diritto all'uso della violenza?Non hai capito niente, pazienza.
    Aspetta indovino: ai miei tempi, mio padre
    bla bla bla!Bravo, vai bene così.
    Ah signora mia! Oh tempora oh mores!
    Non c'è più rispetto!
    'Sti giovani capelloni, screanzati, druga'!
    ...le mezze stagioni...L'Europa è fatta per te.
  • Anonimo scrive:
    Come si riconosce un Key..?
    come da oggettoVi prego di essere semplici :)Grazie a tutti gli esperti
  • Anonimo scrive:
    Diritto USA
    "...confesso subito di non essere esperto in diritto americano ma la cosa si potrebbe benissimo tenere in piedi: se la norma penale non c'è, non c'è. Non è che il giudice se la può inventare!"Domanda da profano: e la cosiddetta "common law"?Sappiamo che nel diritto yankee una sentenza di un giudice fa giurisprudenza. Non avrebbe potuto il giudice in questione prendere una decisione in tal senso?
  • Anonimo scrive:
    Re: domanda all'avvocato

    I figli si educano col dialogo, con la
    comprensione e con la libertà. Non
    col mangalello ed il keylogger..Sarà, ma se mio figlio minorenne scarica e/o condivide mp3 in rete, come genitore inizio a star male solo pensando che, magari per mantere il mio posto di lavoro (che mantiene anche i figli a carico), ho necessariamente bisogno di non commettere reati penali.Magari per la mia attività è necessario un patentino o una licenza rilasciata dietro presentazione di documenti che attestano lo stato della mia casella giudiziaria, magari sono un dipendente pubblico e a fronte di tali reati vado in contro alla sospensione cautelativa, etc.Certo coro gli stessi rischi dando un motorino in mano al figlio minorenne, comunque come genitore, ho il dovere di pensarci ed educarlo per tempo.Purtroppo è più semplice convincere i propri ad andare in giro con il casco e a 30 Km/h che evitare che scambi canzoni.
  • samu scrive:
    noooo
    non ho uno sniffer, ho un programma che registra i cambi di tensione nella rete elettrica....:-)un keylogger e' un programma per intercettare una comunicazione cosi' come uno sniffer..
  • Anonimo scrive:
    Re: domanda all'avvocato

    Non so se ti sei accorto di che cosa
    è diventata la scuola, Sì, un cesso. Ringrazia la Moratti e chi l'ha preceduta.Ma non darai mica la colpa agli studenti, vero?
    applicando
    questi principi in modo sbracato e confuso.Quali principi? La tolleranza e il dialogo?Se i figli sono idioti la colpa è dei genitori che li educano all'idiozia. O li ignorano salvo poi cercare di controllarli coi keylogger, le telecamere e quant'altro.
    In un mondo dove i figli portano in
    tribunale i genitori per uno schiaffone,Sacrosanto! Perché rivendichi il diritto all'uso della violenza?Aspetta indovino: ai miei tempi, mio padre bla bla bla!
    dove l'autorità di genitori ed
    insegnanti è stata divelta, ci
    aspetta un futuro di pecore ammaestrate a
    comprare cellulari. E non è questo
    ciò che vogliamo tutti?Ah signora mia! Oh tempora oh mores!Non c'è più rispetto!'Sti giovani capelloni, screanzati, druga'!...le mezze stagioni...
  • Candido scrive:
    Comunicazione tra utente e sistema
    La comunicazione di cui si discute potrebbe essere quella tra utente e sistema -
    pressione di tasti.Non è del tutto fuori luogo, se pensiamo a quante comunicazioni uomo/macchina ci sono (dal bancomat a qualsiasi sito di e-commerce).Si tratta sempre di comunicazioni, intercettate, appunto, dal programma.
  • Anonimo scrive:
    piu' avanzati?
    ma non direi propio dal punto di vista di un amante del diritto,una sentenza dettata dalla logica e' sempre meglio di una dettata e basta, se uno e' un forcaiolo invece..
  • Anonimo scrive:
    Re: domanda all'avvocato
    - Scritto da: Buzz
    Non sono un avvocato, e non so se sia reato
    o meno. Ma posso dirti che come padre
    saresti un po' stronzo! Solo un po', eh!? :D
    I figli si educano col dialogo, con la
    comprensione e con la libertà.Non so se ti sei accorto di che cosa è diventata la scuola, applicando questi principi in modo sbracato e confuso. In un mondo dove i figli portano in tribunale i genitori per uno schiaffone, dove l'autorità di genitori ed insegnanti è stata divelta, ci aspetta un futuro di pecore ammaestrate a comprare cellulari. E non è questo ciò che vogliamo tutti?
  • Anonimo scrive:
    Re: domanda all'avvocato
    - Scritto da: sroig
    se come padre di famiglia metto un keylogger
    sul piccì di casa, visto che come
    padre sono responsabile dei reati
    eventualmente compiuti da un figlio
    minorenne, sto commettendo un illecito o no?Commette un illecito chi ha stabilito che tu sia colpevole di reati che non hai commesso.
  • HotEngine scrive:
    Mi stupisce...
    Sig. Avv.to, mi stupisce che lei però non segnali correttamente tutte le norme relative ai crimini informatici. Il 617 quinquies tratta proprio della questione:"(Installazione di apparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche) .- Chiunque, fuori dai casi consentiti dalla legge, installa apparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative a un sistema informatico o telematico ovvero intercorrenti tra più sistemi, è punito con la reclusione da uno a quattro anni."
  • Anonimo scrive:
    Re: domanda all'avvocato
    Non sono un avvocato, e non so se sia reato o meno. Ma posso dirti che come padre saresti un po' stronzo! Solo un po', eh!? :DI figli si educano col dialogo, con la comprensione e con la libertà. Non col mangalello ed il keylogger..Il tutto IMHO ovviamente! =)
  • sroig scrive:
    domanda all'avvocato
    se come padre di famiglia metto un keylogger sul piccì di casa, visto che come padre sono responsabile dei reati eventualmente compiuti da un figlio minorenne, sto commettendo un illecito o no?
    • Anonimo scrive:
      Re: domanda all'avvocato
      - Scritto da: sroig
      se come padre di famiglia metto un keylogger
      sul piccì di casa, visto che come
      padre sono responsabile dei reati
      eventualmente compiuti da un figlio
      minorenne, sto commettendo un illecito o no?Boh, io lo metterei.Se poi il pargolo ti sgama, vuol dire che e' abbastanza smaliziato da essere fuori dal tuo controllo in ogni caso.Se infine e' qualche altro software paranoico che hai sulla macchina a denunciare la presenza del logger durante una sessione del pargolo, sei tu ad essere un po' ingenuo. :D
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