2008, l'anno del computer quantistico

D-Wave Systems annuncia che il suo primo elaboratore quantistico sarà immesso sul mercato nel corso di quell'anno. Un enorme passo avanti? Tutti i particolari


Roma – La start-up canadese D-Wave Systems , che ha ricevuto cospicui finanziamenti per lo sviluppo di un elaboratore quantistico, ha annunciato che il primo modello commerciale sarà pronto per il 2008.

Un elaboratore quantistico è un elaboratore in cui il valore 0 o 1 di un bit è codificato in una proprietà di una particella elementare detta in questo caso qubit. Effettuando delle trasformazioni sulle particelle elementari, ad esempio sottoponendole ad opportuni campi elettro-magnetici, se ne modificano le proprietà e quindi il valore del qubit, realizzando così delle operazioni di calcolo.

Il punto principale è che le particelle elementari non soddisfano le leggi della fisica macroscopica a cui siamo abituati nella vita di tutti i giorni, ma soddisfano le leggi della Meccanica Quantistica, teoria sviluppata dai fisici a partire dagli anni ’30 per descrivere il mondo sub-atomico. Le leggi della Meccanica Quantistica sono notevolmente diverse da quelle delle fisica macroscopica, e spesso contro-intuitive.
Ad esempio non è possibile fare una copia esatta di una particella sconosciuta, ovvero le fotocopiatrici quantistiche non esistono; ed anche non è possibile misurare una proprietà di una particella senza perturbarla.

Se da un lato le particelle elementari sono molto difficili da maneggiare, sia per le loro dimensioni che per le leggi della Meccanica Quantistica, dall’altro grazie proprio alla Meccanica Quantistica è possibile utilizzarle per fare delle cose altrimenti impossibili.

Ad esempio, per gli elaboratori quantistici esiste l’algoritmo di Shor per fattorizzare velocemente il prodotto di due numeri primi grandi. Questo problema matematico è alla base della sicurezza dell’algoritmo RSA e di altri algoritmi crittografici Asimmetrici, ed è quindi fondamentale per la sicurezza dei certificati digitali e della maggior parte dei protocolli di sicurezza informatica odierni. L’avvento di un elaboratore quantistico in grado di implementare l’algoritmo di Shor comporterebbe la fine della sicurezza garantita oggi da questi algoritmi. L’altro principale algoritmo quantistico è l’algoritmo di Grover, che permette di effettuare velocemente ricerche in spazi non strutturati.

Ad oggi il più grande prototipo di elaboratore quantistico è stato costruito nei laboratori Almaden Research Center di IBM nel 2001. Era un elaboratore quantistico a 7 qubit ed è stato in grado di fattorizzare il numero 15 in 3 per 5. Questo elaboratore quantistico era formato da una molecola con 7 spin nucleari che rappresentavano i 7 qubit. Le operazioni venivano effettuate utilizzando impulsi in radio frequenza, mentre i risultati sui 7 spin nucleari venivano letti con tecniche di risonanza magnetica nucleare (NMR) simili a quelle adottate negli ospedali e laboratori chimici.

Uno dei principali problemi degli elaboratori quantistici è quello della “de-coerenza”. Ovvero le particelle elementari utilizzate come qubit possono interagire con le particelle del mondo circostante e trasformarsi in modo praticamente casuale. Questo ovviamente porterebbe a risultati praticamente casuali per i calcoli.

Per superare questo problema è stato proposto di utilizzare dei sistemi a superconduttori, in pratica speciali circuiti a temperature vicine allo zero assoluto. Usando in maniera particolare delle “giunzioni Josephson”, è possibile creare degli stati quantistici che possono essere usati come qubit. Applicando dei micro-voltaggi si possono effettuare delle operazioni i cui risultati si possono leggere nelle modifiche dei campi magnetici generati dalle giunzioni.

D-Wave Systems sta costruendo un prototipo di elaboratore quantistico a superconduttori, alla temperatura di -269 gradi, che dovrebbe essere pronto per la fine del 2006. La versione commerciale dovrebbe invece essere pronta entro il 2008. Secondo D-Wave Systems questo elaboratore quantistico non sarà in grado di implementare l’algoritmo di Shor per fattorizzare il prodotto di numeri primi, ma sarà in grado di risolvere problemi solubili con l’algoritmo di Grover, quali alcune equazioni particolarmente complesse nella fisica delle particelle elementari o delle interazioni molecolari, ed il famoso problema del “Commesso Viaggiatore” che ha moltissime applicazioni pratiche, dalla organizzazione di merci e magazzini ai portafogli finanziari.

D-Wave Systems dichiara sin d’ora che il loro elaboratore quantistico sarà uno strumento “delicato” e che non pensano di venderlo ma di vendere solo il tempo macchina sullo stesso. I clienti effettueranno la maggior parte dell’elaborazione sulle proprie macchine, e richiederanno all’elaboratore quantistico solo di elaborare la parte più complessa del calcolo.

Sino ad oggi si riteneva che fossero necessari almeno una decina di anni prima di poter costruire il primo elaboratore quantistico commerciale. L’annuncio di D-Wave Systems sembrerebbe quindi essere in contraddizione con quanto sostenuto dalla maggior parte degli scienziati e ricercatori.

In realtà, è stato dimostrato nel 1999 che è possibile implementare l’algoritmo di Grover su delle versioni semplificate di elaboratori quantistici. D-Wave Systems vuole appunto sviluppare un elaboratore quantistico di questo tipo che richiede componenti molto più semplici rispetto a quelli utilizzati sinora. Per questo D-Wave Systems ritiene di poter riuscire a commercializzare il primo elaboratore quantistico nel 2008, il che comunque rimane una scommessa da verificare.

Andrea Pasquinucci

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  • Anonimo scrive:
    Allora che facciamo ?
    Ho letto con attenzione i rilievi fatti sulla preregistrazione e registrazione di dominio .ueMi sembrano interessanti e fanno riflettere. Però, se mi permettete, sono forse poco costruttivi. Vi chiederei allora : se una persona avesse intenzione di registrare un dominio .ue, oggi in prospettiva del prossimo aprile, cosa dovrebbe fare per evitare di farsi fregare soldi e idee ?Ringrazio chi vorrà rispondere. Lele.
  • Anonimo scrive:
    CE -
    UE (da qualche annetto...)

    all'interno della Comunità europea.Si chiama Unione Europea...
  • Anonimo scrive:
    Re: Secondo me è aria fritta !
    - Scritto da: Anonimo
    Personalmente mi pare eccessivo tutta sta
    burocrazia esasperata e sto magna-magna dietro ai
    domini EU.Di questi tempi pure io vorrei fare il magna-magna ma comefaccio se compro a 10 euro e rivendo a 2?
  • Anonimo scrive:
    Esistono ancora gonzi cosi?
    "Da ricordare, per chi sta già salivando all'idea di appropriarsi di un dominio di questo tipo, "La corsa ai domini l'hanno inventata Register.it e compagni.. che sono i soli a guadagnarci.Che volete che vi dicano? Che se anche ve ne fregate di domini validi ce ne saranno sempre a bizzeffe?Un bel .com con 4 soldi e pochi minuti. ;)
  • Anonimo scrive:
    chi registrera' boicottiamo.la.eu ?
    eh?
    • Anonimo scrive:
      Re: chi registrera' boicottiamo.la.eu ?
      Dipende se permettono domini a due caratteri (la).
      • Anonimo scrive:
        Re: chi registrera' boicottiamo.la.eu ?
        - Scritto da: Alex¸tg
        Dipende se permettono domini a due caratteri (la).allora questa.eu
      • teddybear scrive:
        Re: chi registrera' boicottiamo.la.eu ?
        - Scritto da: Alex¸tg
        Dipende se permettono domini a due caratteri (la).Se lo permettono sul .com, non vedo i motivi per non permetterlo sul .eu
        • Anonimo scrive:
          Re: chi registrera' boicottiamo.la.eu ?
          Mah, non si sa mai.In Italia non si puo`: i nomi di dominio sono riservati alle sigle delle provincie presenti e future. Cosi` pi.it identificherebbe un dominio relativo a Pisa...ps. anche perche` se no avrei gia` registrato "do.it" per farmelo poi levare dalla Nike al momento di mettere il mio sito a "http://just.do.it"... :D ma vuoi mettere la trovata?==================================Modificato dall'autore il 24/06/2005 20.28.09
          • Anonimo scrive:
            Re: chi registrera' boicottiamo.la.eu ?
            - Scritto da: Alex¸tg
            Mah, non si sa mai.

            In Italia non si puo`: i nomi di dominio sono
            riservati alle sigle delle provincie presenti e
            future. Cosi` pi.it identificherebbe un dominio
            relativo a Pisa...

            ps. anche perche` se no avrei gia` registrato
            "do.it" per farmelo poi levare dalla Nike al
            momento di mettere il mio sito a
            "http://just.do.it"... :D ma vuoi mettere la
            trovata?

            ==================================
            Modificato dall'autore il 24/06/2005 20.28.09Beh esiste www.ti.com (Texas Instruments)
          • teddybear scrive:
            Re: chi registrera' boicottiamo.la.eu ?
            - Scritto da: Anonimo
            Beh esiste www.ti.com (Texas Instruments)Stava parlando dei .it ...In effetti www.hp.it non esiste, non avevo mai fatto il test.Vabbe.... gli .eu non saranno gestiti da italiani, e quindi la stessa regola non varrabbe. Speriamo.
  • Anonimo scrive:
    Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
    C'è da dire che Aruba prende comunque 2 euro anche se la prenotazione di un certo dominio è già stata fatta da terzi.Mi spiego meglio, è successo che sia io che il mio socio, ci siamo accorti della possibilità di registrare il marchio aziendale sotto EU con Aruba, di cui siamo già clienti.Ambedue abbiamo fatto la prenotazione e la prenotazione è stata accettata da Aruba, facendosi pagare tranquillamente i due euro senza informare che una prenotazione era già stata fatta in precedenza per quel dominio.E' corretto ?
    • luni scrive:
      Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
      il pre-booking non si paga poichè ovviamente non è garantitonon è corretto, vi hanno arrubato i soldi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
      A me non sembra corretto come vendere domini sottocosto... ma è solo un'opinione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
      - Scritto da: Anonimo
      C'è da dire che Aruba prende comunque 2 euro
      anche se la prenotazione di un certo dominio è
      già stata fatta da terzi.
      Mi spiego meglio, è successo che sia io che il
      mio socio, ci siamo accorti della possibilità di
      registrare il marchio aziendale sotto EU con
      Aruba, di cui siamo già clienti.
      Ambedue abbiamo fatto la prenotazione e la
      prenotazione è stata accettata da Aruba,
      facendosi pagare tranquillamente i due euro senza
      informare che una prenotazione era già stata
      fatta in precedenza per quel dominio.
      E' corretto ?sì, ancora non possono inoltrare le richieste. certo potrebbero fare un controllo al loro "interno" se qualcuno ha già richiesto il dominio tramite aruba e informare l'utente che comunque sarebbe già in coda.ma sono due euro. e al massimo te li ridanno in credito.
      • Anonimo scrive:
        Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
        Register per i domini normali controlla se qualche loro utente ha già fatto richiesta, chissà se lo fa anche per le preregistrazioni dei domini .eu...
    • Anonimo scrive:
      Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
      Dopo la vicenda di Autistici.org non credo che consdererò più Aruba un provider degno di questo nome.
      • Anonimo scrive:
        Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
        - Scritto da: Anonimo
        Dopo la vicenda di Autistici.org non credo che
        consdererò più Aruba un provider degno di questo
        nome.Mah io problemi con Aruba mai, ma proprio mai. E su quella cosa la', sinceramente, autistici ha tirato su un polverone per una cosa del tutto tipica in inchieste di questo tipo senza da quel che vedo avere uno straccio di prova di niente. Mi fermo qui senno' sono ot
        • Anonimo scrive:
          Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
          - Scritto da: Anonimo
          Mah io problemi con Aruba mai, ma proprio mai. E
          su quella cosa la', sinceramente, autistici ha
          tirato su un polverone per una cosa del tutto
          tipica in inchieste di questo tipo senza da quel
          che vedo avere uno straccio di prova di niente.
          Mi fermo qui senno' sono otMah... guarda che è risaputo che Aruba non si fa problemi a chiudere siti della gente, senza avvertire e senza verificare, non appena gli viene chiesto...
    • Anonimo scrive:
      Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
      E' corretto.Il fatto che tu abbia preregistrato il dominio non significa che ti verrà assegnato.Cito da register.it:Potranno registrare il dominio .eu le persone giuridiche con sede in uno dei paesi membri dell'Unione Europea e le persone fisiche residenti. Più precisamente potranno procedere ad inoltrarci una richiesta:a) società regolarmente registrate in uno dei paesi della Comunità Europea;b) organizzazioni regolarmente costituite nella Comunità Europea;c) persone fisiche residenti in Europa.Nei primi quattro mesi, quelli del Sunrise Period, i criteri di assegnazione saranno due, ovvero a parità di diritto verso un certo dominio varrà la regola del "first-come-first-served". Ma nella fase successiva le registrazioni avverranno in tempo reale, e registrare un.eu sarà facile come registrare un .com.
      • teddybear scrive:
        Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
        - Scritto da: Anonimo
        E' corretto.
        Il fatto che tu abbia preregistrato il dominio
        non significa che ti verrà assegnato.Infatti. Cosa succederebbe se non accettassero seconde prenotazioni e poi la prima dovesse risultare non accettabile? Che chiunque altro, con un po' di fortuna, potrebbe accaparrarsi un dominio se riesce ad entrare nel sistema di prenotazioni nel momento in cui viene rifiutato il primo e la seconda persona che ci ha provato non ha ancora saputo di poter ritentare.Certo, sarebbe carino da parte di Aruba dire "ci sono x persone in lista prima di te, vuoi rimanere o lasci?"
    • Anonimo scrive:
      Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
      Preso dalle pagine di Aruba:La fornitura del servizio comprende solo ed esclusivamente l'inserimento nel sistema automatizzato di EURid del nome a dominio pre-registrato e, nel caso in cui uno dei domini scelti venga poi effettivamente assegnato al Cliente, il mantenimento del nome a dominio .eu presso Eurid per 1 (un) anno; il Cliente non avra' quindi in tal caso a disposizione spazio web su ns. server ne' altri tipi di servizi ma potra' comunque richiedere la conversione dal servizio di pre-registrazione ai servizi di hosting offerti da Aruba sulla base delle condizioni e dei prezzi riportati sul nostro portale Aruba.it (http://www.aruba.it) nella relativa sezione di hosting.NON AVENDO NE' SPAZIO WEB NE' ALTRI TIPI DI SERVIZI VADO A VEDERE QUANTO COSTANO LE LORO CONVERSIONI.....ESEMPIO LA PIU' ECONOMICA....LA CONVERSIONE PIU' ECONOMICA (ES. PARTE DA UN PREZZO MINIMO DI 10 EURO + I 2 EURO DI PRE-REGISTRAZIONE DEL DOMINIO .EU...TOTALE= 12 EURO +IVA.....(Nel loro sito web tale offerta per tutti gli altri domini costa 12,91 Euro + iva).Quindi la conversione consisterebbe nell'associare un servizio al .eu che ho pre-registrato, cosa che succede pari pari se si acquista un nuovo dominio compilando il loro form di ordine (es. .com, .net, .org ecc...).Concludendo: Gira che ti rigira il prezzo è lo stesso.....ed i 2 Euro per la pre-registrazione del dominio .eu sono solo uno specchio per le allodole....(Ragionando razionalmente: è possibile vendere sottocosto fino all'80% del valore di un prodotto o servizio? Risposta: NO. I domini .eu costano 10 Euro al provider di turno che li richiede, ed Aruba li vende a 2 euro....Ma non scherziamo.. Quindi diciamo che Aruba chiede i 2 Euro di registrazione, poi richiederà altri 10 Euro al momento di affibiare un servizio al dominio .eu pre-registrato, poichè come Aruba stessa dice, i 2 Euro sono solamente per richiedere il dominio alla rispettiva authority, ed un nome a dominio senza servizi non ha alcuna possibilità di utilizzo).Punto informatico parla ( http://punto-informatico.it/p.asp?i=53668&r=PI ) di imponente investimento.....ihhihihi possiamo conoscere le ragguardevoli cifre di questo investimento? (Risposta: le sole spese di accreditamento all'authority dei domini .eu come hanno del resto fatto gli altri provider).L'investimento imponente Aruba lo dovrebbe fare se tutti i clienti che si sono visti rifiutare la registrazione del dominio .eu richiedessero al suo posto, sempre per 2 Euro di mantenimento all'anno, la registrazione di un dominio .tv o .fm che Aruba fa pagare 90 Euro.... senza poi rinnovarlo l'anno dopo. Questo sarebbe un imponente investimento! ;-)Se ci fosse stata la possibilità di offrire domini .eu a 2 Euro l'avrebbe avuta Aruba come tutti gli altri provider.Cordiali saluti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Registrazioni-Prenotazioni ARUBA
        Altra visione:Aruba con i 2 miseri eurini riserva il dominio per un anno, tenendolo parcheggiato a disposizione, sino a quando non si deciderà di convertirlo o semplicemente lasciarlo.Se lo si converte entro l'aprile 2007 ad un costo minimo es gestione DNS, sarà costato 6 euro all'anno. Poterlo utilizzare da subito ovviamente costa qualche spicciolo in più, e chi desidera farlo e vorrà risparmiare non dovrà rivolgersi ad Aruba.Invece per chi ha intenzione di utilizzare il dominio EU a lunga scadenza è l'ideale.Nota sui domini non registrati per concomitanza di richiedenti: i 2 euro vengono rimborsati attraverso acquisto di altri servizi aruba.Mi pare tutto corretto...Perchè lamentarsi sempre?
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