709, fioccano le sanzioni

Nel mirino della Polizia Postale di Napoli quattro operatori telefonici che dovranno pagare 600mila euro di multa. Continuano gli accertamenti mentre non si ferma l'onda delle denunce, forse già a quota 25mila. E' solo l'inizio?


Roma – Le denunce degli utenti che si sentono truffati dai dialer che hanno fatto gonfiare le bollette telefoniche, talvolta in modo vertiginoso, continuano ad aumentare e, ora, iniziano ad arrivare i primi provvedimenti delle autorità contro chi ha gestito in modo illegale lo spaccio di dialer.

La Polizia Postale di Napoli, infatti, ha inflitto multe per più di 600mila euro nel complesso a quattro operatori di telefonia ai quali si contesta la diffusione di dialer gonfiabollette, un’attività al di fuori delle prescrizioni di legge che si configura come frode informatica. Sono 16 i verbali di contestazione notificati dalla Polizia Postale a questo primo gruppo di operatori coinvolti.

Intesa Consumatori ha confermato nelle scorse ore dell’apertura di una indagine su questo tipo di frode che è destinata a coinvolgere non solo operatori e forse alcuni provider compiacenti, ma anche taluni webmaster “responsabili delle bollette salate che hanno colpito numerosi utenti”.

Sempre da Intesa arrivano i primi numeri sulle denunce. Fino a questo momento, infatti, si stima che dai siti delle associazioni dei consumatori siano stati scaricati almeno 25mila moduli di denuncia.

Le operazioni di accertamento delle responsabilità richiederanno ancora del tempo, alla luce soprattutto della mole delle denunce pervenute e della vastità che il fenomeno dialer ha assunto in Italia. Comprensibile la soddisfazione espressa in queste ore dalle associazioni del consumo per le operazioni di repressione messe in campo dalle forze dell’ordine che, dunque, potrebbero essere solo all’inizio.

Oltre ai siti dei consumatori, la disponibilità dei moduli per le denunce, consigli per evitare di cadere nella trappola di software gonfiabolletta, indicazioni per ottenere il rimborso e altre informazioni sono a disposizione con la massima evidenza sul sito della Polizia di Stato .

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  • Leoproject scrive:
    Decreto Wi-Fi scritto da incompetenti...
    Non mi stupisce per niente il "meraviglioso" decreto redatto dall'esimio On. Gasparri, del quale non ho per nulla una cattiva opinione, però secondo me questo tipo di decreti dovrebbero essere curati da TECNICI del settore o quanto meno sotto una qualche supervisione tecnica.Concludo dicendo che secondo me ci saranno un mare di illegalità difficili da individuare...Queste sono le ricette per "tagliare le gambe" alla straordinaria capacità dei tecnici italiani nello sviluppare tecnologie ad alto livello.Grazie Di Vita Leonardo.
  • Anonimo scrive:
    Non mi frega un tubo di Internet ....
    Ma per quanto riguarda la MIA lan .....sono autorizzato a fare quello che cavolo mi pare nel mio palazzo ?Posso connettermi con il palazzo di fronte ???O per attraversare la strada (suolo pubblico) devo pagare una tassa ????Se si e decido ni non pagare una tassa ingiusta ....posso rivolgermi a Strasburgo in caso di contenziosi con ..lo "stato" Italiano ??Che cosa dicono le direttive europee sul WiFi ???grazie a chiunque puo' darmi info salutiPino Pallino
  • Anonimo scrive:
    disastroso !
    cosa vi aspettavate ?infatti si tratta dell'ennesimo "favore" di Gasparri agli operatori telefonici dominanti.Ennesimo perchè si tratta della stassa volontà politica che ha chiuso l'operatore Blu quando aveva 2 milioni di clienti e rappresentava un fastidio per il gigante Tim !La stessa volontà politica per la quale si è lasciato che Ipse morisse da embrione !I disastri di questa gestione li stiamo vedendo, una perdita di alternative per il pubblico in termini di servizi e tariffe, perdita di concorrenza, perdita di progresso tecnologico nelle infrastrutture di questo Paese, perdita di posti di lavoro nel settore e nell'indotto.Potevamo aspettarci che le Signorie Loro difendessero il diritto dell'utenza a sottrarsi alle pratiche monopolistiche degli operatori che, svenati dai costi delle licenze UMTS, non possono che rifarsi con altissimi costi dei servizi ?Così una tecnologia nata dal basso, popolare perchè poco costosa, che ha il sapore della libertà come l'avevano i CB dei gloriosi tempi dei radio-amatori, è stata ricondotta alle leggi del più forte, alla logica del "mercato" da mungere a tutti i costi (i nostri ...).La stessa cosa che sta succedendo con la stessa Internet, i cui costi non sono affatto destinati a scendere, anzi al contrario, ma la cui fruizione è sempre più condizionata da vincoli e limitazioni di ogni sorta.gr8wings
    • Anonimo scrive:
      Re: disastroso !
      Condivido.
    • Hydargos scrive:
      Re: disastroso !
      Ti ricordo che BLU è(ra) nata già defunta.Fu creata per il solo scopo di fare e abbandonare la gara UMTS per tenere basso il prezzo delle licenze.E il favore, qui, non è stato fatto solo a Telecom ma a tutte le altre compagnie.
  • Taras scrive:
    Controdomanda
    Ciao a tutti,mi dispiace essere controcorrente, ma secondo me la regolamentazione delle reti wireless sul tipo di quella dei telefonini potrebbe non essere del tutto sbagliata.Dal punto di vista puramente filosofico la tua critica non fa una grinza, ma da quello pratico ciò che dici, ovvero una rete wireless libera non è fattibile dal punto di vista tecnologico.Una cosa su tutte: il problema della sicurezza. E' una questione non ancora del tutto ben chiara ancora nello standard e i problemi legati all'autenticazione e al cracking delle reti wifi sono all'ordine del giorno. Inoltre non ricordo se il protocollo preveda handover su reti wifi diverse, cosa necessaria pre realizzare reti geografiche, anche su piccola scala dato la bassa copertura delle antenne.Inoltre il wifi è soggetto bene o male (decreto Gasparri volente o nolente) agli stessi problemi legati all'utilizzo delle frequenze...è impensabile che lo stato che si fa pagare anche dai radioamatori un patentino apposito non voglia mettere le mani su una tecnologia potenzialmente così esplosiva.Di questioni aperte in merito ce ne sono tante, fra le quali non bisogna dimenticare che il protocollo 802.11 è fatto per reti LAN e non per reti MAN o WAN e la scarsità di banda (checchè ne dicano in america -vedi 802.11g- è un grosso problema per queste reti)
    • Anonimo scrive:
      Re: Controdomanda
      In effetti quando un qualsiasi fenomeno diventa significativo (in termini economici, di sicurezza, di impatto sulla società, ecc.) va regolamenato.La regolamentazione, la riorganizzaizone fanno parte dell'evoluzione.Se in un paese ci sono in tutto 4 automobili, i semafori non servono a nulla...se ce ne sono 400 probabilmente si!Sulla bontà di questa legge non mi pronuncio, in quanto non ne ho le competenze...di sicuro è stata fatta avendo in mente ben precisi interessi, di sicuro poteva essere fatta meglio, ma una regolamentazione va data.Resta il fatto che per tutti quelli che cercano qualcosa di nuovo e di libero dalle leggi e dalle regolamentazioni, ogni volta che si arriva a questo punto è triste...ricominciare a cercare qualcos'altro. O reinventarsi qualcosa di preesisente in un modo imprevisto. Coraggio.
  • Anonimo scrive:
    Deluso...
    Vorrei solo esprimere il mio disappunto, e ringraziare Massimo Mantellini per essere stato così chiaro nell'esposizione del "favoloso" intervento di Gasparri...Un utente deluso, ma impotente.Giak
  • Anonimo scrive:
    Niente di nuovo
    :| ma anche :-| Niente di nuovo da segnalare.Tutto come al solito, mi sembra che il paese si chiami :| ma anche :-| Italia.
  • Anonimo scrive:
    DOMANDA PER VOI ESPERTI
    Ciao a tutti.Premetto: benchè su un pezzo di carta c'è scritto che sono un programmatore, di informatica ho solo nozioni elementari.E in questa definzione rientra anche, ovviamente, tutta questa questione del wi-fi.Ho letto molti pareri in merito alla legiferazione che il governo ha posto in essere in questi giorni.E devo dire che, pur non avendo importanti cognizioni informatiche, sono stato convinto di più da chi sosteneva che alla fine, la regolamentazione in materia è sostanzialmente corretta (italian style permettendo).Forse perchè, un po' ni tutti gli argomenti, credo che l'equilibrio della libertà, sia un po' più spostato verso il "garantismo", (ovvero, verso la garanzia, di essere sicuro che la "libertà degli altri" non invada la mia), che non verso l'anarchia.Domanda vera (finalmente):Secondo voi, per l'utente medio che vuole accedere ad una rete, che costi avrà una tecnologia del genere?E' paragonabile al costo delle comuni connessioni ADSL odierne?E, non ho capito bene, quanta mole di dati permette di scaricare al secondo.Secondo una recente notizia di PI, mi sembrava di aver capito che una recente tecnologia della U.S. Robotics, permettesse di scaricare 100Mb al secondo.Ciao a tutti, e grazie anticipatamente per l'eventuale risposta.
    • Anonimo scrive:
      Re: DOMANDA PER VOI ESPERTI

      E' paragonabile al costo delle comuni
      connessioni ADSL odierne?Potrebbe costare di meno e più veloce (per ora 4/6Mb reali su lunghe distanze), non essendoci Telecom di mezzo, ma il decreto in questione permette solo la creazione di HotSpot (utenti simil-mobili) nelle aree confinate e non l'offerta di accesso verso impianti fissi nelle case o nelle aziende (simile ADSL/HDSL).
    • Anonimo scrive:
      Re: DOMANDA PER VOI ESPERTI
      I 100Mbit al secondo di US Robotics ce li hai solo tra apparecchi US Robotics perchè usano un protocollo non standard. In pratica, stanno ritentando sul wi-fi ciò che tentarono sui modem analogici per farli andare a 56k con il loro protocollo proprietario X2, che di li a poco venne soppiantato dallo standard V90. Secondo me faranno un altro buco nell'acqua
    • Anonimo scrive:
      Re: DOMANDA PER VOI ESPERTI
      - Scritto da: Anonimo
      Secondo voi, per l'utente medio che vuole
      accedere ad una rete, che costi avrà una
      tecnologia del genere?Sono stato al webb.it a Napoli ed ho seguito tre seminari sul wireless. Uno era tenuto dalla Connexa, e si spiegava appunto quanto costerebbe il collegamento ad un loro hotspot mediante una sorta di carta prepagata come quella delle ricarcihe dei telefonini. 3 ore di connessione, circa 5 euro. Come si puo' intuire, questa tecnologia non e' affatto per tutti.
      E' paragonabile al costo delle comuni
      connessioni ADSL odierne?Costa molto di piu'.
      E, non ho capito bene, quanta mole di dati
      permette di scaricare al secondo.Lo standard 802.11b, conosciuto col nome di wi-fi, ha un throughput nominale di 11 mbit, ma praticamente si assesta sui 3 mbit reali (intorno ai 400 kilobyte al secondo). Questo con un solo client che satura la banda. Con piu' client la banda va ovviamente divisa.L'802.11g, standard in fase di approvazione, arriva a 54 mbit nominali ma intorno a 15/20 reali (tra i 2 e i 3 megabyte al secondo).A questi standard si affiancano soluzioni proprietarie che moltiplicano questi valori ma che hanno l'inconveniente di funzionare solo fra apparecchi della stessa famiglia di una particolare casa produttrice. E' questo il caso dell'usrobotics da te citato, e cmq 100mbit non sono reali ma sempre nominali (arrivera' sui 30 mbit reali).
      • Anonimo scrive:
        Re: DOMANDA PER VOI ESPERTI
        5 euro per 3 ore?...che porci...lo sapevo...era troppo bello che una nuova tecnologia...fosse alla portata di tutti...Comunque di sicuro non lo sarà per me...
        • Anonimo scrive:
          Re: DOMANDA PER VOI ESPERTI
          - Scritto da: Anonimo
          5 euro per 3 ore?...che porci...
          lo sapevo...era troppo bello che una nuova
          tecnologia...
          fosse alla portata di tutti...
          Comunque di sicuro non lo sarà per me...Che c'entra? gli hotspot sono niente altro che degli Internet Cafè con in più la possibilità di navigare sfruttando il proprio portatile o palmare munito di scheda wi-fi. Perciò non puoi confrontare i prezzi con l'abbonamento ADSL, devi semmai confrontarlo con quello degli Internet Cafè. Non so dove vivi te, ma qua a Firenze possono costare anche più di 2 euro l'ora....
      • Anonimo scrive:
        Re: DOMANDA PER VOI ESPERTI

        Sono stato al webb.it a Napoli ed ho seguito
        tre seminari sul wireless. Uno era tenuto
        dalla Connexa, e si spiegava appunto quanto
        costerebbe il collegamento ad un loro
        hotspot mediante una sorta di carta
        prepagata come quella delle ricarcihe dei
        telefonini. 3 ore di connessione, circa 5
        euro.
        Come si puo' intuire, questa tecnologia non
        e' affatto per tutti. Beh, con alice 3 ore costano 2.7 euro ... ma con banda massima di BEN 30K/sec ...Tra le due non c'e' paragone ...meglio pagare quasi il doppio ed andare 12 volte piu' veloce ...
        • Anonimo scrive:
          Re: DOMANDA PER VOI ESPERTI
          - Scritto da: Anonimo
          Beh, con alice 3 ore costano 2.7 euro ... ma
          con banda massima di BEN 30K/sec ...
          Tra le due non c'e' paragone ...meglio
          pagare quasi il doppio ed andare 12 volte
          piu' veloce ...Forse non hai ben capito come funziona il wifi.11 mbit sono TEORICI.Reali siamo sui 2.4/3.2 mbit.Da dividersi per tutti gli utenti che si agganciano all'access point. Tra parentesi, visto come si comporta telecom, e' facile pronosticare una limitazione della banda per ogni singolo utente.
  • Pibo scrive:
    Leggere prima di firmare
    Se le cose stanno così, mi chiedo se il Ministro lo ha letto il decreto prima di firmarlo e soprattutto prima di fare dichiarazioni in merito al "digital-divide".
    • Anonimo scrive:
      Re: Leggere prima di firmare
      - Scritto da: Pibo
      Se le cose stanno così, mi chiedo se il
      Ministro lo ha letto il decreto prima di
      firmarlo e soprattutto prima di fare
      dichiarazioni in merito al "digital-divide".Io credo di no .Purtroppo avrà (come il 90 % dei nostri politici) firmato la proposta presentata da un "pool di esperti" ignoranti e profumatamente pagati.Il punto è che la cosa in cui questi "pool di esperti" sono di solito esperti.. è appunto il modo di intrufolarsi nei ministeri forti dei loro rapporti politico clientelari.Mentre i nostri politici rivendicano, addirittura con un certo autocompiacimento, la loro ignoranza "io non sono un tecnico io sono per il primato della politica" con tutto il coro dei giornalisti che gli tiene bandone! A me va bene il "primato della politica" ma il "primato della politica" è difficile da mantenere senza almeno la competenza necessaria a scegliere i propri collaboratori!Altro che primato della politica questo è il primato di "cosa nostra".
    • Anonimo scrive:
      Re: Leggere prima di firmare
      - Scritto da: Pibo
      Se le cose stanno così, mi chiedo se il
      Ministro lo ha letto il decreto prima di
      firmarlo e soprattutto prima di fare
      dichiarazioni in merito al "digital-divide".Forse lui non l'ha letto, ma qualche lobbista si e anche bene.
      • Anonimo scrive:
        Re: Leggere prima di firmare
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Pibo

        Se le cose stanno così, mi chiedo se il

        Ministro lo ha letto il decreto prima di

        firmarlo e soprattutto prima di fare

        dichiarazioni in merito al
        "digital-divide".

        Forse lui non l'ha letto, ma qualche
        lobbista si e anche bene.ERRORE : il lobbista l'ha scritto. :-(
        • Anonimo scrive:
          Re: Leggere prima di firmare
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          - Scritto da: Pibo


          Se le cose stanno così, mi chiedo se il


          Ministro lo ha letto il decreto prima
          di


          firmarlo e soprattutto prima di fare


          dichiarazioni in merito al

          "digital-divide".



          Forse lui non l'ha letto, ma qualche

          lobbista si e anche bene.

          ERRORE : il lobbista l'ha scritto. :-(parole sante :'(
    • Anonimo scrive:
      Re: Leggere prima di firmare
      - Scritto da: Pibo
      Se le cose stanno così, mi chiedo se il
      Ministro lo ha letto il decreto prima di
      firmarlo e soprattutto prima di fare
      dichiarazioni in merito al "digital-divide".come sarebbe a dire "se le cose stanno così"? tu lo hai letto il decreto o ti fidi ciecamente dell'articolo?
    • Anonimo scrive:
      Re: Leggere prima di firmare
      - Scritto da: Pibo
      Se le cose stanno così, mi chiedo se il
      Ministro lo ha letto il decreto prima di
      firmarlo e soprattutto prima di fare
      dichiarazioni in merito al "digital-divide".Ti aspetti molto da uno che sa solo parzialmente parlare italiano... figuriamoci leggerlo.
  • Anonimo scrive:
    Un commento perfetto
    Sono perfettamente d'accordo col merito e la sostanza del commento.Il problema però siamo anche noi e la abitudine consolidata a saltare sui carri dei vincitori.Negli stati uniti (patria del capitalismo) semplici cittadini hanno fondato comunità wireless e hanno "cablato" (qui la parola è un controsenso ma passatemela lostesso) intere aree metropolitane.Gli imprenditori (anche quelli piccoli) hanno fatto la loro parte.In un quadro simile sarebbe stato molto più difficile per i Gasparri e i Tronchetti Provera di turno fare i loro porci comodi!Quello che infastidisce è anche che questi "porci comodi" non solo vanno a esclusivo vantaggio dei "soliti noti" ma impediscono lo sviluppo della economia e della competitività.Alla faccia del libero mercato!
    • Bruco scrive:
      Re: Un commento perfetto
      - Scritto da: Anonimo
      In un quadro simile sarebbe stato molto più
      difficile per i Gasparri e i Tronchetti
      Provera di turno fare i loro porci comodi!Gasparri = burattino di BerlusconiTronchetti Provera = burattinaio di CofferatiTronchetti Provera ===
      monopolio telefonico (e non solo)Berlusconi ===
      monopolio televisivo (e non solo) SIGNORI E SIGNORE, ECCO A VOI LA POLITICA ITALIANA!
  • Anonimo scrive:
    Router wi-fi
    Ho sempre pensato che esisteserro dei router wi-fi,poi ho scoperto che esistono degli adattatori 100BaseT - wi-fiche costano poche decine di euro che collegati adun normale router lo trasformano in router wi-fiIn pratica senza dover passare cavi è possibile creareuna vera rete geografica, non una semplice rete locale,organizzando delle reti metropolitane dove ogniapparato del singolo rete-amatore funge da cella.Il costo ovviamente è costituito solo dall'hardware e dallacorrente elettrica, ma con dei pannelli solari ......Poi su queste reti si potrebbero far passare dati .......... quindi anche voce ......C'è da stupirsi allora di questa legge ?Martellini sei un grande !!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Router wi-fi
      Volevo ancora aggiungere che secondo me- questo rappresenta il peer-to-peer dei protocollidi trasmissione di basso livello, addesso che ilpeer-to-peer si è affermato a livello di TCP/IPcomincerà a scendere sui livelli di trasporto.- la storia dell'elettronica insegna chele soluzioni informatiche hanno sempre vinto sullesoluzioni delle telecomunicazioni, per tutte lacommutazione di pacchetto contro quella di circuito,quindi il wi-fi batterà sicuramente l'umts.- se una tecnologia è buona si affermerà, diamoglisolo tempo, magari muta, cambia frequenza, mala strada è stata aperta è la comunicazione nonsarà mai più come prima.
    • Anonimo scrive:
      Re: Router wi-fi
      Certo, è tutto bellissimo. E il decreto NON vieta di farlo. Vuole solo che ci sia qualcuno (persona fisica o, meglio, giuridica) che sia in grado di organizzarla, mantenerla in efficienza e garantirne la sicurezza. Che c'è di male in questo?
      • Anonimo scrive:
        Re: Router wi-fi
        - Scritto da: Anonimo
        Certo, è tutto bellissimo. E il decreto NON
        vieta di farlo. Vuole solo che ci sia
        qualcuno (persona fisica o, meglio,
        giuridica) che sia in grado di organizzarla,
        mantenerla in efficienza e garantirne la
        sicurezza. Che c'è di male in questo?Poco male, se l'autorizzazione e` gratis...Ma si sa, le autorizzazioni, per qualche ragione strana, costano un mucchio di soldi. E come faccio ad accertare la competenza (con le EULA che girano fra i provider di connettivita`)? E come la mettiamo col fatto che questa situazione dovrebbe portare ad avere pochi gestori che organizzano un'enormita` di traffico? Dove la quantita` stessa di gente costituisce una copertura per l'anonimato?
        • Anonimo scrive:
          Re: Router wi-fi
          - Scritto da: Alex¸tg
          - Scritto da: Anonimo

          Certo, è tutto bellissimo. E il decreto
          NON

          vieta di farlo. Vuole solo che ci sia

          qualcuno (persona fisica o, meglio,

          giuridica) che sia in grado di
          organizzarla,

          mantenerla in efficienza e garantirne la

          sicurezza. Che c'è di male in questo?

          Poco male, se l'autorizzazione e` gratis...

          Ma si sa, le autorizzazioni, per qualche
          ragione strana, costano un mucchio di soldi.Certo. Questo è un aspetto fondamentale della faccenda, ma ancora non si sa o per lo meno il decreto non lo dice. Quando sapremo, vedremo
          E come faccio ad accertare la competenza
          (con le EULA che girano fra i provider di
          connettivita`)?In teoria (e sottolineo in teoria) la competenza ce l'hai accertata "automaticamente" grazie al decreto che richiede di soddisfare le varie condizioni. Certo, dovremmo vedere come il ministero pensa di vigilare su ciò, ma questo è un altro discorso.
          E come la mettiamo col fatto
          che questa situazione dovrebbe portare ad
          avere pochi gestori che organizzano
          un'enormita` di traffico?Cioè? non capisco. Perchè dovrebbe portare a cio? chi ha detto o auspicato questo?
          Dove la quantita`
          stessa di gente costituisce una copertura
          per l'anonimato?A mio parere NON ci deve essere anonimato, perchè l'anonimato porta all'anarchia, si sa che la tentazione fa l'uomo ladro....
      • Anonimo scrive:
        Re: Router wi-fi
        - Scritto da: Anonimo
        Certo, è tutto bellissimo. E il decreto NON
        vieta di farlo. Vuole solo che ci sia
        qualcuno (persona fisica o, meglio,
        giuridica) che sia in grado di organizzarla,
        mantenerla in efficienza e garantirne la
        sicurezza. Che c'è di male in questo?Tornando all'esempio del peer-to-peer odel file-sharing, qui si tratterebbe di net-sharing,che scopo ha una persona fisica o giuridicaper organizzarla, mantenerla e garantirne la sicurezza ?Sono i protocolli che organizzano, aggiranoi fault e rendono sicura questa rete.
        • Anonimo scrive:
          Re: Router wi-fi
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Certo, è tutto bellissimo. E il decreto
          NON

          vieta di farlo. Vuole solo che ci sia

          qualcuno (persona fisica o, meglio,

          giuridica) che sia in grado di
          organizzarla,

          mantenerla in efficienza e garantirne la

          sicurezza. Che c'è di male in questo?

          Tornando all'esempio del peer-to-peer o
          del file-sharing, qui si tratterebbe di
          net-sharing,

          che scopo ha una persona fisica o giuridica
          per organizzarla, mantenerla e garantirne la
          sicurezza ?Quello di guadagnarci, se possibile e se è un privato, oppure di dare un pubblico servizio (magari gratuito ovvero sovvenzionato dalle tasse) se è un ente comunale/provinciale/regionale che vuole davvero il bene dei propri cittadini.... sto parlando per ipotesi, ovviamente :-)

          Sono i protocolli che organizzano, aggirano
          i fault e rendono sicura questa rete.I protocolli sono solo gli strumenti; sono gli amministratori di rete che scelgono quelli più adatti al servizio che vogliono offrire, li configurano, li tengono aggiornati, all'occorrenza li sostituiscono con protocolli più recenti (e possibilmente migliori :-) ) e, the last but not the least, tengono d'occhio i log di sistema per intervenire in caso di malfunzionamenti o di accessi non autorizzati che possono sempre accadere.
  • Anonimo scrive:
    Commento perfetto
    Salve a tutti,L'articolo scritto da Mantellini è semplicemente perfetto. Tristi complimenti. Tristi, perchè Mantellini ha azzeccato in pieno la questione, prevedendo, con una lucidità disarmante, quello che purtroppo sarà il futuro del wi-fi qui in italia, cioè un costoso giocattolo per manager in pausa pranzo. Tristezza cosmica. il wi-fi era l'occazione buona per il wireless local loop, cioè sostituire il doppino telefonico, insomma una vera alternativa alla fibra, magari proprio dove quest'ultima arriverà tardi (se arriverà).i miei ?0.02Ciao,Il *Pat__H*PS(semiserio): che ne dite di una raccolta firme x modificare la legge sul wi-fi? Oppure un bel wardriving selvaggio in tutti gli "hot-spot" dell'odiata Telekom, per poi intopparli tutti?!? ;P
    • Anonimo scrive:
      Re: Commento perfetto
      mi spieghi perchè il decreto così com'è vieta l'utilizzo delle wlan come "ultimo miglio"? a mio parere non lo vieta affatto, richiede solo che chi lo gestisce sia in grado di farlo seriamente
      • Anonimo scrive:
        Re: Commento perfetto
        - Scritto da: Anonimo
        mi spieghi perchè il decreto così com'è
        vieta l'utilizzo delle wlan come "ultimo
        miglio"? a mio parere non lo vieta affatto,
        richiede solo che chi lo gestisce sia in
        grado di farlo seriamente"Il presente provvedimento fissa le condizioni per il conseguimento dell?autorizzazione generale per la fornitura, attraverso le applicazioni Radio LANnella banda 2,4 GHz o nelle bande 5 GHz, dell?accesso del pubblico alle reti e aiservizi di telecomunicazioni , in locali aperti al pubblico o in aree confinate afrequentazione pubblica quali aeroporti, stazioni ferroviarie e marittime e centricommerciali ."http://www.comunicazioni.it/it/Img/34/regolamento%20wi-fi.pdf
        • Anonimo scrive:
          Re: Commento perfetto
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          mi spieghi perchè il decreto così com'è

          vieta l'utilizzo delle wlan come "ultimo

          miglio"? a mio parere non lo vieta
          affatto,

          richiede solo che chi lo gestisce sia in

          grado di farlo seriamente

          "Il presente provvedimento fissa le
          condizioni per il conseguimento dell?
          autorizzazione generale per la fornitura,
          attraverso le applicazioni Radio LAN
          nella banda 2,4 GHz o nelle bande 5 GHz,
          dell?accesso del pubblico alle reti e ai
          servizi di telecomunicazioni , in locali
          aperti al pubblico o in aree confinate a
          frequentazione pubblica quali aeroporti,
          stazioni ferroviarie e marittime e centri
          commerciali ."

          http://www.comunicazioni.it/it/Img/34/regolam
          Esatto. Si dice che con questo provvedimento si regolamenta l'accesso da LOCALI aperti al pubblico o in aree CONFINATE a frequentazione pubblica quali .... segue tanto di lista di esempi. Non si parla di situazioni da "ultimo miglio", cioè situazioni dove la connettività deve arrivare nelle singole stanze delle singole case. Prendiamo ad esempio i condomini : io non sono esperto di leggi nè di burocratese ma non credo che i condomini possano essere considerati "locali aperti al pubblico" o "aree confinate a frequentazione pubblica", ergo: o sono regolamentati da altre legislazioni già presenti, o lo saranno a breve, oppure semplicemente rientrano in ciò che si può considerare come connettività privata dove, con una serie di access-point nelle varie case, posso condividere un'unico accesso broadband adsl, fastweb, satellitare, elettrico o altra diavoleria. Anche il caso di piccole comunità montane o insulari non penso possano rientrare tra i "locali aperti al pubblico" o tra le "aree confinate...", qui a mio parere si tratta solo di avere i soldi per installare (e chiedere l'ulteriore autorizzazione necessaria per installazioni radio che superano il limite di potenza entro il quale non c'è bisogno di chiedere concessioni) e mantenere in funzione le antenne necessarie a coprire l'area che si vuole coprire; se poi in queste aree arriva prima la Telecom perchè loro hanno più soldi e sono già pronti con le attrezzature, non è certo colpa di nessuno
          • Anonimo scrive:
            Re: Commento perfetto
            - Scritto da: Anonimo

            "Il presente provvedimento fissa le

            condizioni per il conseguimento dell?

            autorizzazione generale per la fornitura,

            attraverso le applicazioni Radio LAN

            nella banda 2,4 GHz o nelle bande 5 GHz,

            dell?accesso del pubblico alle reti e ai

            servizi di telecomunicazioni , in locali

            aperti al pubblico o in aree confinate a

            frequentazione pubblica quali aeroporti,

            stazioni ferroviarie e marittime e centri

            commerciali ."


            http://www.comunicazioni.it/it/Img/34/regolam
            Esatto. Si dice che con questo provvedimento
            si regolamenta l'accesso da LOCALI aperti al
            pubblico o in aree CONFINATE a
            frequentazione pubblica quali ....Ma vedi la parte importante non e' l'elenco di dove puoi o non puoi, ma la parte iniziale: "Il presente provvedimento fissa le condizioni per il conseguimento dell?autorizzazione generale..."Hai capito? Ahi bisogno di una autorizzazione. Che poi sia facile o no, lo stato si e' ipotecato questo diritto di scelta, per cui puoi parlare per ore su cosa sia una zona pubblica e cosa non lo sia, di fatto per mandare il segnale dall'altro lato della strada a 5 metri TU non avrai l'autorizzazione tanto facilmente mentre una compagnia telefonica si.
          • Anonimo scrive:
            Re: Commento perfetto
            - Scritto da: Anonimo
            Ma vedi la parte importante non e' l'elenco
            di dove puoi o non puoi, ma la parte
            iniziale:
            "Il presente provvedimento fissa le
            condizioni per il conseguimento
            dell?autorizzazione generale..."

            Hai capito? Ahi bisogno di una
            autorizzazione. Che poi sia facile o no, lo
            stato si e' ipotecato questo diritto di
            scelta, per cui puoi parlare per ore su cosa
            sia una zona pubblica e cosa non lo sia, di
            fatto per mandare il segnale dall'altro lato
            della strada a 5 metri TU non avrai
            l'autorizzazione tanto facilmente mentre una
            compagnia telefonica si.Si, certo che ho bisogno di un autorizzazione, altrimenti non c'era bisogno di fare una legge in merito, ed è chiaro che lo stato si riserva il diritto di non concederti questa autorizzazione se non si fida di te, altrimenti non c'era bisogno di chiedere un autorizzazione! e chiaramente solo lo stato sa (sic!) cosa sia una zona pubblica, e per ciò che concerne la facilità nell'ottenerla questa benedetta autorizzazione, questo è ancora un "mistero" per molti, cioè per coloro che ancora non hanno fatto la richiesta. Siamo qui solo per commentare un decreto e con questo cercare di chiarire le idee un pò a tutti, me per primo, ovviamente....Magari fra qualche settimana potrò darti una risposta precisa, visto che sono un tecnico di una piccola società che vorrebbe lavorare proprio in questo settore, e quindi di qui a breve dovremo chiederla questa famigerata autorizzazione!!
    • Ekleptical scrive:
      Re: Commento perfetto

      pranzo. Tristezza cosmica. il wi-fi era
      l'occazione buona per il wireless local
      loop, cioè sostituire il doppino telefonico,Te hai molta confusione in tetsa.Col termine Wireless Local Loop si intende una precisa tecnologia, che il ministero ha autorizzato per un numero limitato di operatori (2 o 3 max per regione, se non ricordo male), che prevede l'uso di bande in concessione, quindi non libere, che in genere si aggirano attorno ai 24-28 GHz.Questi sono autoirizzati a fornire Internet e voce, usando i loro apparati. (I "modem" finali per l'utente, in genere aziendale, costano cifre esagerate e sono prodotti in Isreale o Nord Europa).Sono servizi tipicamente rivolti alle aziende.La banda concessa implica che nessuno possa usare la stessa frequenza dell'operatore X in un dato territorio. Ergo non esistono problemi di interferenze e casini vari. Il servizio è assicurato.
      insomma una vera alternativa alla fibra,Il Wi-Fi non è un'alternativa alla fibra, come carrier, ma come rete locale.Peraltro mi sfugge come tecnicamente si possa portare connettività a banda larga in zone disagiate col Wi-Fi. Mettiamo che devo percorrere 10 Km su e giù per la montagna. Cosa faccio, piazzo un Acces Point e un bridge Wireless alternati ogni 200 metri, più ostacoli di mezzo vari?500 apparati sparsi per strada a traccia, modello pane di Pollicino? E piazzati dove, esattamente, così per curiosità!O fate una serie di ponti radio, che diventano un filo costosetti e che fa anche la Telecom normalmente. (Indi se non lo fa per il paesetto Vattelapesca, vuol dire che economicamente è un salasso senza ritorni)
      Oppure un bel wardriving selvaggio in tutti
      gli "hot-spot" dell'odiata Telekom, per poi
      intopparli tutti?!? ;PDubito molto che la Telecom li lasci aperti all'accesso pubblico di chicchesia, senza login e password. Hai voglia di fare wardriving.Peraltro, ribadisco, la normativa non da nessun vantaggioa Telecom, di nessun tipo! Stabilisce solo dei requisiti minimi per CHIUNQUE voglia operare nel settore.Dov'è esattamente la preferenza a Telecom??Avete la paranoia cronica!
      • Anonimo scrive:
        Re: Commento perfetto
        per Ekleptical. Sono sostanzialmente d'accordo con te su questo argomento (ma NON sulla GPL!!). Obbietto solo che è possibile usare il wi-fi come sorta di "ultimo miglio" senza access-point ogni 200mt semplicemente sfruttando anche antenne più potenti, dietro regolare concessione ovviamente. E' già stato fatto in alcune comunità montane nel Cuneese da aziende autorizzate alla sperimentazione e che hanno riportato i loro successi (ammesso che sia vero) al WLAN Forum del 21 maggio scorso.
        • Ekleptical scrive:
          Re: Commento perfetto

          per Ekleptical. Sono sostanzialmente
          d'accordo con te su questo argomento (ma NON
          sulla GPL!!). Obbietto solo che è possibile
          usare il wi-fi come sorta di "ultimo miglio"
          senza access-point ogni 200mt semplicemente
          sfruttando anche antenne più potenti, dietro
          regolare concessione ovviamente. Ponti radio, appunto.Però ci vuole la concessione (che arriva per silenzio-assenso), visto che sfrutti etere pubblico a tutto andare.(Se non altro c'è da rispettare la normativa che regola l'emissione, per evitare inquinamento elettromagnetico)
          E' già
          stato fatto in alcune comunità montane nel
          Cuneese da aziende autorizzate alla
          sperimentazione e che hanno riportato i loro
          successi (ammesso che sia vero) al WLAN
          Forum del 21 maggio scorso.Non vedo perchè non debba esserlo. I provider WLL fanno alla fine una cosa analoga, su frequenze diverse.
      • Anonimo scrive:
        Re: Commento perfetto
        - Scritto da: Ekleptical
        Peraltro mi sfugge come tecnicamente si
        possa portare connettività a banda larga in
        zone disagiate col Wi-Fi. Mettiamo che devo
        percorrere 10 Km su e giù per la montagna.
        Cosa faccio, piazzo un Acces Point e un
        bridge Wireless alternati ogni 200 metri,
        più ostacoli di mezzo vari?Ma và!
        500 apparati sparsi per strada a traccia,
        modello pane di Pollicino? E piazzati dove,!!!!

        O fate una serie di ponti radio, che
        diventano un filo costosetti e che fa anche
        la Telecom normalmente. (Indi se non lo fa
        per il paesetto Vattelapesca, vuol dire che
        economicamente è un salasso senza ritorni)!!!!!!!Prima di scrivere sappi della tematica ... sono a tutt'ora funzionanti impianti Wireless 2.4 dove fra punto-punto fanno con due apparati più di 25Km come d'altro canto uno raggiunge i 100Km ...Ma perfavore lasciate fare a chi della materia ha fatto la propria professione da più da trent'anni...E finitela di scrivere cavolate.
    • Anonimo scrive:
      Re: Commento perfetto
      sicuramente una raccolta firme per modificare il DM potrebbe essere valida ma oggi abbiamo visto che fine fanno i referendum popolari in questo paese. Forse sarebbe il caso di far capire al Signor Gasparri che questo DM pone seri paletti allo sviluppo del programma della CdL ovvero:la famosa "i" ripetuta per tre volte nel programma elettorale della CdL se ben ricordo : i - inglese - informatica - i - istruzione, va decisamente a farsi benedire (quella i dell'Informatica intendo... le altre hanno già avuto il colpo di grazia !) poichè così facendo solo pochi eletti avranno accesso al sapre (anche quello attraverso le reti internet da wi-fi) che è alla base dello sviluppo e della crescita civile e democratica di un popolo. .... forse questo al Sig. gasparri non interessa.
      • Bruco scrive:
        Re: Commento perfetto
        - Scritto da: Anonimo
        la famosa "i" ripetuta per tre volte nel
        programma elettorale della CdL se ben
        ricordo : i - inglese - informatica - i -
        istruzione, va decisamente a farsi benedire
        (quella i dell'Informatica intendo... le
        altre hanno già avuto il colpo di grazia !)ImmunitàImpunitàIpocrisia
    • Anonimo scrive:
      Re: Commento perfetto
      - Scritto da: Anonimo
      Salve a tutti,
      L'articolo scritto da Mantellini è.....[cut]..........
      Ciao,

      Il *Pat__H*

      PS(semiserio): che ne dite di una raccolta
      firme x modificare la legge sul wi-fi?
      Oppure un bel wardriving selvaggio in tutti
      gli "hot-spot" dell'odiata Telekom, per poi
      intopparli tutti?!? ;Pfammi fare anche a me la mia propostina... io ho in casa wifi e tutto il resto..ho hanche fatto qualche prova con antene direzionali su "distanze interessanti".. perchè non fare in italia (io sto a Roma) quello che si fa in altri paesi? date una occhiata http://www.qsl.net/n9zia/e buon divertimento!se qualcuno mi vuole contattare a questo scopo me lo faccia sapere ...qui sul forum ... ho disposizione servers e tutto quanto serve...Facciamo la richiesta a Gasparri e mettiamo su un bel network pubblico... ma pubblico con la P maiuscola!
  • Anonimo scrive:
    Non sono d'accordo...
    ....con l'autore dell'articolo e i molti post-ari di questo forum. Ho letto attentamente il pdf a cui l'articolo fa riferimento e l'autore ha omesso una parte fondamentale del decreto : le condizioni che devono essere soddisfatte per la concessione dell'autorizzazione. Queste condizioni riguardano: la capacità del richiedente l'autorizzazione di mantenere nel tempo l'integrità e l'efficienza della rete (a tutto vantaggio degli utenti), il rispetto delle normative contro le interferenze, il rispetto dei limiti di potenza delle emissioni, l'implementazione di metodi di identificazioni certi, sicuri ed univoci degli utenti/abbonati utilizzatori della wlan, ed altre cose ancora. Tutte queste condizioni mi sembrano più che giuste, sensate e opportune e non possono che passare per una autorizzazione chiesta all'autorità competente (il ministero), e sono certamento alla portata di qualsiasi azienda SERIA anche piccola. In fondo è proprio questo che il ministero vuole tentare di garantire: la serietà del servizio offerto. Ci pensate se tutto fosse totalmente libero come l'autore dell'articolo e molti altri in questo forum speravano? non sarebbe "libertà", sarebbe "anarchia" : bolgia di interferenze con access-point in conflitto l'un l'altro, amministratori all'acqua di rose che si sono "dimenticati" un AP aperto (come qualcuno ha ipotizzato in questo forum) consentendo così al primo che passa di fare ciò che vuole (anche organizzare i crimini più efferati) quando vuole senza lasciare traccia, insomma un vero far-west delle comunicazioni. Secondo me è giusto che questo possibile scenario venga arginato sul nascere. In nessuna parte del decreto sta scritto che per accedere a delle wlan devi passare per forza da potenti Società di Telecomunicazioni. Il costo degli apparati wi-fi è alla portata di TUTTI e proprio per questo non deve essere possibile che TUTTI possano fare come gli pare, dove gli pare e quando gli pare, sarebbe come liberalizzare totalmente l'esercizio della professione medica. Ovviamente non c'è paragone tra i danni che possono derivare da un medico che esercita senza essere tale, e un improvvisato installatore/amministratore di rete, ma il principio che si applica è lo stesso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono d'accordo...
      sono assolutamente d'accordo con te...quello che si deve evitare è l'anarchia, con la dovuta tutela della libertàRobertowww.retisenzafili.com
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono d'accordo...
      E già: il "far west" lo possono fare solo le aziende, a norma di legge e a spese dei consumaori ... Sugli "efferati crimini" che si possono commettere utilizzando le reti informatiche, poi, stendiamo un velo: ieri in calabria si sono sparati col kalashnikov in mezzo alla strada, e adesso spiegami un po' che cosa intendi per "crimine", "criminale", "criminoso", tutti termini un po' troppo abusati, mi pare.k.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sono d'accordo...
        - Scritto da: Anonimo
        E già: il "far west" lo possono fare solo le
        aziende, a norma di legge e a spese dei
        consumaori il "far west" ci sarebbe certamente se tutto venisse gestito da chiunque come gli pare, invece che da aziende che operano a norma di legge e che sanno come gestire le wlan ad accesso PUBBLICO (perchè di wlan pubbliche si parla). In quanto alle spese dei consumatori, non si capisce perchè l'accesso a delle risorse (in questo caso, banda larga fornita da backbone in fibra ottica o satellite o quant'altro) che hanno dei costi di installazione e manutenzione debbano essere gratuite, e se i prezzi sono alti, nulla vieta a concorrenti di effettuare prezzi più bassi, poichè ribadisco che il decreto NON rilascia licenze a chicchessia (come invece è avvenuto per l'umts) bensì stabilisce le regole e le condizioni che devono essere rispettate per l'accesso da luoghi PUBBLICI
        ... Sugli "efferati crimini" che
        si possono commettere utilizzando le reti
        informatiche, poi, stendiamo un velo: ieri
        in calabria si sono sparati col kalashnikov
        in mezzo alla strada, e adesso spiegami un
        po' che cosa intendi per "crimine",
        "criminale", "criminoso", tutti termini un
        po' troppo abusati, mi pare.
        k.Intendo esattamente coloro che sparano col kalashnikov in mezzo alla strada, ed anche chi organizza simili cose (come l'omicidio di Marco Biagi o anche la pedofilia) magari proprio comunicando tramite Internet
        • Anonimo scrive:
          Re: Non sono d'accordo...
          Allora sarebbe meglio metter fuori un decreto per vietare la guida di automobili private. Ci puoi mettere sotto la gente, con tutti questi anarchici alla guida. Affidiamo le strade esclusivamente ai servizi pubblici gestiti da aziende competenti. Poi naturalmente se il taxi vi chiede dei soldi per portarvi in un posto, hah! ma e` normale, cosa dovrebbe fare? portarvici gratis? Ha ragione Mante... e` proprio facile rovesciare le frittate.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Alex¸tg
            Allora sarebbe meglio metter fuori un
            decreto per vietare la guida di automobili
            private. Ci puoi mettere sotto la gente, con
            tutti questi anarchici alla guida. Affidiamo
            le strade esclusivamente ai servizi pubblici
            gestiti da aziende competentiCerto che no. Infatti le wlan ad accesso privato sono totalmente libere così come è giustamente libero guidare un auto privata, mentre installare una wlan ad accesso PUBBLICO (perchè di pubblico si parla nel decreto) richiede una regolare autorizzazione, esattamente come ci vuole l'autorizzazione per guidare un auto privata
            Poi naturalmente se il taxi vi chiede dei soldi
            per portarvi in un posto, hah! ma e`
            normale, cosa dovrebbe fare? portarvici
            gratis?Il taxista ha comprato l'auto, paga la benzina, il bollo, l'assicurazione (pur con tutte le agevolazioni che ha in merito) e quindi non vedo perchè dovrebbe fare il suo servizio gratuitamente. In ogni caso, la legge non gli vieta di lavorare gratis, così come NON vieta a chi installa una regolare wlan ad accesso pubblico di offrire detto accesso gratuitamente ai suoi abbonati. Al decreto non importa se tu con la tua wlan ad accesso pubblico guadagni oppure no, importa solo che tu sia in grado di garantire continuità ed efficienza di servizio, nonchè sicurezza e, all'occorrenza, rintracciabilità di chi ha fatto cosa
            Ha ragione Mante... e` proprio
            facile rovesciare le frittate.Beh, potrei dire la stessa cosa di Mante! Purtroppo tutto in questo mondo ha sempre due faccie (o "facce"? non ricordo come si scrive...), anche le frittate. Anche io avrei voluto che tutto fosse libero e quindi che tutti nel mondo fossero in grado di gestire oculatamente in sicurezza e legalità una wlan ma non è così e non c'è niente di male in questo: non possiamo saper fare tutto tutti
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            E' inutile spiegare a questo cosa vuol dire liberta'.Se domani uscisse un decreto sull'aria che respiriamo, il cui utilizzo dovrebbe essere regolamentato e concesso solamente ad organizzazioni certificate e competenti in grado poi di rivendercela in comode bombole pressurizzate, ci sarebbe qualcuno come questo qua felice di commentare positivamente questo nuovo traguardo per la sicurezza del vivere comune.Sveglia !!!!!!!!!!!Ma non lo capisci che la scusa della sicurezza e' il miglior modo per fregarti la liberta' ?!?!?!?
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo
            E' inutile spiegare a questo cosa vuol dire
            liberta'.

            Se domani uscisse un decreto sull'aria che
            respiriamo, il cui utilizzo dovrebbe essere
            regolamentato e concesso solamente ad
            organizzazioni certificate e competenti in
            grado poi di rivendercela in comode bombole
            pressurizzate, ci sarebbe qualcuno come
            questo qua felice di commentare
            positivamente questo nuovo traguardo per la
            sicurezza del vivere comune.Se questo decreto ci fosse domani come dici tu, mi vedresti certamente al tuo fianco a combattere strenuamente contro un simile sopruso, mentre sarei contento eccome di un tale decreto se l'atmosfera del pianeta fosse uguale a quella di Marte; in quel caso sarei contento di essere sicuro che, in teoria, chiunque mi venda la bombola pressurizzata è uno che sa cosa metterci dentro, quali gas e in quale percentuale. Ma il tuo paragone non regge non solo perchè è impossibile sapere quanto potrebbe costare un simile prodotto in un simile scenario (mentre si sa che la maggior parte degli apparati wi-fi sono alla portata di TUTTE le tasche, anche del privato cittadino) ma anche perchè tu parli di un "prodotto" che già esiste gratuitamente in natura, e soprattutto non richiede nessuna "messa in opera" e "manutenzione", mentre il wi-fi è un prodotto/servizio di invenzione dell'uomo e per la sua messa in opera e manutenzione richiede personale che garantisca che farà le cose per bene e nel rispetto di tutti. Puoi farlo anche tu se vuoi, basta che tu dica al ministero che lo fai in modo che se deve rintracciare un delinquente che ha usato la tua rete per fare crimini tu possa aiutare la polizia a rintracciarlo (oppure nel tuo concetto di "libertà" si prevede anche l'impunità?) e basta che tu comunichi a tuoi utenti (che paghino o no il tuo servizio è una scelta tua) chi devono "cazzottare" se qualcosa non funziona. Insomma, ribadisco: libertà e legalità si, anarchia no.
            Sveglia !!!!!!!!!!!

            Ma non lo capisci che la scusa della
            sicurezza e' il miglior modo per fregarti la
            liberta' ?!?!?!?
            Purtroppo non lo è. Ma se è questo che vuoi, accedi pure alla tua wlan pubblica preferita e totalmente libera e dove nessuno ti garantisce nulla ma poi non ti lamentare se quella wlan perde di prestazioni o smette proprio di funzionare oppure se non puoi mettere la tua wlan privata in casa tua solo perchè c'è un tizio qualunque che ha installato un antenna abbastanza potente da sovrastare il, ed impedire quindi il corretto funzionamento del, tuo access-point personale o se la stessa wlan "aperta" viene utilizzata "liberamente" anche per lo cose più abbiette.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo
            Puoi farlo anche tu se vuoi, basta che tu
            dica al ministero che lo fai in modo che se
            deve rintracciare un delinquente che ha
            usato la tua rete per fare crimini tu possa
            aiutare la polizia a rintracciarlo (oppure
            nel tuo concetto di "libertà" si prevede
            anche l'impunità?) e basta che tu comunichi
            a tuoi utenti (che paghino o no il tuo
            servizio è una scelta tua) chi devono
            "cazzottare" se qualcosa non funziona.
            Insomma, ribadisco: libertà e legalità si,
            anarchia no.A me sembra che dato il fatto che tramite svariati di tipi di connessione analogica, remailers ancora lasciati sia open che anonimi, floating IP, eccetera eccetera... insomma data la palese impossibilita` di risalire con certezza all'identita` di un tizio che ci sappia fare abbastanza, internet sia gia` utilizzabile per cose "abbiette" di vario tipo. Infatti e` pieno di spammers impuniti, per esempio. Ma il punto e`: vale la pena di farci sottrarre liberta` fino a quel punto? Per poi cosa, evitare lo spamming, qualche virus, qualche intrusione in un sistema che evidentemente non era abbastanza ben protetto? I rimedi per ognuna di queste cose potrebbero anche essere diversi, insomma, dire che "gli AP pubblici li apre solo chi di dovere" ti mette subito in odore di lobbismo. Il principio e` logico, ma si sa, con la logica pura si puo` dimostrare qualsiasi cosa, come che 2+2 fa 1.soluzione possibile: perche` stavo calcolandolo in base 3...p.s. "facce" e` quella giusta.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            Il principio e` logico, ma si sa, con la logica
            pura si puo` dimostrare qualsiasi cosa, come
            che 2+2 fa 1.

            soluzione possibile: perche` stavo
            calcolandolo in base 3...
            2+2 = 11 in base 3 , non fa 1.....Tamerlano
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Alex¸tg
            - Scritto da: Anonimo

            A me sembra che dato il fatto che tramite
            svariati di tipi di connessione analogica,
            remailers ancora lasciati sia open che
            anonimi, floating IP, eccetera eccetera...Cosa intendi per "connessione analogica"? forse i modem a 56k? anche a loro viene assegnato un ip all'atto della connessione, ip che in quel giorno e a quell'ora viene loggato dal provider associandolo a quel username/password e quindi all'anagrafica di quell'utente registrato e abbonato.E i "remailers" cosa sono? forse ti riferisci agli relay SMTP, contro i quali c'è continua lotta vedi, solo per esempio, i servizi forniti dal sito http://mail-abuse.org che tiene un registro degli open relay in modo che i server SMTP chiusi (quelli come si deve) possano "schivarli" rifiutando la posta in arrivo da loro."floating IP"? anche questo mi sfugge; io conosco gli IP dinamici che sono quelli che il provider assegna all'atto appunto della connessione e che lui è certamente in grado di loggare
            insomma data la palese impossibilita` di
            risalire con certezza all'identita` di un
            tizio che ci sappia fare abbastanza,
            internet sia gia` utilizzabile per cose
            "abbiette" di vario tipo.
            Infatti e` pieno
            di spammers impuniti, per esempio.L'impossibilità di risalire con certezza all'identità è una bufala! o meglio, oggi avviene perchè molte (probabilmente la maggior parte) degli ISP, IAP, ASP, ecc... non fa, appunto, le cose come si deve : se tutti gli ISP, IAP, ASP (arf, arf!) loggassero i loro accessi la certezza dell'identità sarebbe totale e assoluta. Comunque, il problema non è nè delle wlan nè di Internet, bensì di amministratori all'acqua di rose che non implementano i sistemi di sicurezza e rintracciabilità che esistono, sono parecchi, efficaci ed efficienti. Chi ci sa fare abbastanza è tale solo perchè sa riconoscere quali sono questi server "aperti" e quindi li sfrutta. Se non ci fossero questi sistemi installati da amministratori superficiali, gli spammer esisterebbero lo stesso (perchè il protocollo SMTP non prevede alcuna identificazione) ma avrebbero sicuramente vita durissima.
            Ma il
            punto e`: vale la pena di farci sottrarre
            liberta` fino a quel punto?Ancora non capisco di quale libertà parli esattamente? cos'è che vorresti fare liberamente e il governo con questo decreto ti impedisce?
            evitare lo spamming, qualche virus, qualche
            intrusione in un sistema che evidentemente
            non era abbastanza ben protetto?No, non certo per bazzecole come spamming, qualche virus o intrusioni varie, ma per veri e propri crimini come detto nei precedenti post e, senza andare troppo nel drammatico, per garantire che tutto funzioni per tutti e non che la mia rete pubblica smette di funzionare perchè un'altro ne ha aperta un'altra dopo di me senza magari nemmeno sapere che li c'ero già io. Purtroppo le bande a disposizione del wi-fi a 2.4Ghz sono solo 5 il che vuol dire che bastano 5 trasmettitori vicini per riempire la frequenza ed un eventuale 6° andrebbe a disturbare uno degli altri. Tutto questo ammesso e non concesso che i 5 pre-esistenti "collaborino" fra di loro nel non usare la banda altrui, il chè, in una libertà totale dove non c'è nessuno che sa chi è già presente in quella zona, NON si verificherebbe SICURAMENTE. Inoltre, con il costo irrisorio degli apparecchi e con una libertà totale, in alcune zone (soprattutto luoghi turistici) si farebbe presto a superare anche i 5 trasmettitori "sovrapponibili"
            I rimedi
            per ognuna di queste cose potrebbero anche
            essere diversi, insomma, dire che "gli AP
            pubblici li apre solo chi di dovere" ti
            mette subito in odore di lobbismo.Perchè mai? se il decreto assegnasse licenze ai "soliti noti" ti darei ragione ma non lo fa! allora perchè lobbismo? come detto, puoi fare anche tu la tua rete pubblica, i costi sono davvero alla portata di tutti
            Il
            principio e` logico, ma si sa, con la logica
            pura si puo` dimostrare qualsiasi cosa, come
            che 2+2 fa 1.


            soluzione possibile: perche` stavo
            calcolandolo in base 3...
            Scusa, ma 2+2 in base 3 non dovrebbe fare 11??
            p.s. "facce" e` quella giusta.Grazie :-)
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo
            Cosa intendi per "connessione analogica"?
            forse i modem a 56k? anche a loro viene
            assegnato un ip all'atto della connessione,
            ip che in quel giorno e a quell'ora viene
            loggato dal provider associandolo a quel
            username/password e quindi all'anagrafica di
            quell'utente registrato e abbonato.Anche se il malintenzionato chiama da una cabina? Anche se si inserisce su una linea altrui? E l'anagrafica non e` controllata all'atto di molti abbonamenti "free". Visto che sai perfettamente come funziona il discorso dei logs degli ISP, dovresti anche poter immaginare le migliaia di scappatoie diverse.
            E i "remailers" cosa sono? forse ti
            riferisci agli relay SMTP, contro i quali
            c'è continua lotta vedi, solo per esempio, i
            servizi forniti dal sito
            http://mail-abuse.org che tiene un registro
            degli open relay in modo che i server SMTP
            chiusi (quelli come si deve) possano
            "schivarli" rifiutando la posta in arrivo da
            loro.http://riot.eu.org/anon/chiamali come ti pare.
            "floating IP"? anche questo mi sfugge; io
            conosco gli IP dinamici che sono quelli che
            il provider assegna all'atto appunto della
            connessione e che lui è certamente in grado
            di loggareAppunto, il floating IP e` un IP che varia durante la connessione. Secondo te perche` molti servizi (anche forums) che prevedono il "login" di un utente non usano come chiave univoca, per identificare una sessione aperta, il solo IP dell'utente in quel momento? Perche` alcuni si troverebbero a dover rifare il login all'improvviso, perche` il loro IP e` cambiato. Per questo usano anche (o solo) cookies per riconoscere la macchina.
            L'impossibilità di risalire con certezza
            all'identità è una bufala! o meglio, oggi
            avviene perchè molte (probabilmente la
            maggior parte) degli ISP, IAP, ASP, ecc...
            non fa, appunto, le cose come si deve : se
            tutti gli ISP, IAP, ASP (arf, arf!)
            loggassero i loro accessi la certezza
            dell'identità sarebbe totale e assoluta.La certezza assoluta non ci sarebbe comunque mai (in teoria, solo in teoria, potrebbe esserci, come e` vero che in teoria i reattori nucleari non dovrebbero mai andare in meltdown).
            Se non
            ci fossero questi sistemi installati da
            amministratori superficiali, gli spammer
            esisterebbero lo stesso (perchè il
            protocollo SMTP non prevede alcuna
            identificazione) ma avrebbero sicuramente
            vita durissima.E perche` l'SMTP (che esiste comunque anche nella sua versione autenticata "SMTP-auth") non usa un protocollo d'identificazione? Be', io credo che non lo faccia perche` non vuole neanche perdere tempo in inutili controlli attraverso i quali certa gente passerebbe comunque, e che darebbero fastidio solo a chi in effetti non ha intenzione di fare nulla di male.Mi sai dire un sistema per evitare qualsiasi problema nell'identificazione di un utente, in una qualsiasi parte del mondo, che spedisce un email o che comunque accede a un sito, o anche solo si connette a internet in generale? Io sono arrivato alla conclusione che non esiste, forse mi sbaglio?
            Ancora non capisco di quale libertà parli
            esattamente? cos'è che vorresti fare
            liberamente e il governo con questo decreto
            ti impedisce?Se fossi uno che scommette, scommetterei che il decreto causerebbe l'introduzione di autorita` competenti destinate a vagliare le richieste di autorizzazione per l'apertura di AP pubblici.
            Purtroppo le bande a disposizione del wi-fi
            a 2.4Ghz sono solo 5 il che vuol dire che
            bastano 5 trasmettitori vicini per riempire
            la frequenza ed un eventuale 6° andrebbe a
            disturbare uno degli altri.Questo non lo sapevo. Ma non si possono introdurre altre bande? Queste bande non includono un certo numero di canali, un po' come la UHF e` suddivisa in 120 canali per le trasmissioni TV?
            Perchè mai? se il decreto assegnasse licenze
            ai "soliti noti" ti darei ragione ma non lo
            fa! allora perchè lobbismo? come detto, puoi
            fare anche tu la tua rete pubblica, i costi
            sono davvero alla portata di tutti...per ora? E non e` solo una questione di costo. Metti che la tua competenza di aspirante admin sia legata a qualche certificazione che si ottenga con qualcosa di simile all'ECDL, anche se naturalmente diversa, orientata a quell'ambito? Per l'ECDL bisogna pagare parecchio in corsi...
            Scusa, ma 2+2 in base 3 non dovrebbe fare
            11??Si`. M'ero scordato il riporto, ma si potrebbe dire che fa 1 usando aritmetica modulare di modulo 3, ovvero 1 e` il resto della divisione per 3 del risultato di 2+2. :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            Ti devo scrivere questa risposta in due post perchè è troppo lunga per entrare in uno solo!!!PRIMA PARTE:- Scritto da: Alex¸tg
            Anche se il malintenzionato chiama da una
            cabina? Anche se si inserisce su una linea
            altrui?a Firenze diciamo: "i'cche tu' ddici??". Comincio a pensare che ti sia fatto convincere un pò troppo da certi "films"!!!! Comunque, si, certo, anche se qualcuno sradicasse una cabina telefonica per agganciarci il proprio modemino a 56k, e anche se quel qualcuno aprisse la mia centralina telefonica casalinga o, come si vede in certi "films", si agganciasse ai tralicci telefonici verrebbe comunque loggato dal provider perchè quello che si logga non è il cavo o lo spinotto o la cabina o il traliccio dal quale ti colleghi ma solo ed esclusivamente il tuo username + password che sono impostati sul tuo Accesso Remoto ovvero li digiti ogni volta che ti colleghi
            E l'anagrafica non e` controllata
            all'atto di molti abbonamenti "free"1) Nessun provider CONTROLLA l'anagrafica ad ogni collegamento, perchè non c'è motivo di CONTROLLARE a priori nessuno. Ciò che si fa (o che si dovrebbe fare) è quello di scrivere su un file di log che il tal username+password si è connesso il tal giorno alla tal ora, si è disconnesso il tal'altro giorno alla tal'altra ora ed in quel lasso di tempo egli/ella ha avuto quel determinato indirizzo ip2) Naturalmente non posso sapere ciò che questi molti abbonamenti "free" loggano o non loggano dei propri accessi; dico solo che loggare gli accessi è ciò che tutti i provider dovrebbero fare ed è ciò che questo decreto esige per concedere l'autorizzazione ad installare delle wlan ad accesso pubblico3) Personalmente dubito MOLTO che ci siano molti abbonamenti "free" che non loggano gli accessi : immagino che tu abbia notato che fin dagli albori di Internet i provider di connettività chiedeveno, all' atto della sottoscrizione l'abbonamento, di compilare tanto di modulo di iscrizione con tanto di dati anagrafici e soltanto DOPO che ciò avveniva, ti veniva comunicato lo username e la password con il quale ti veniva concesso l'accesso ad Internet tramite la loro rete4) Può darsi pure che ci siano alcuni provider "free" che non chiedono nulla e di conseguenza hanno ben poco da loggare; questo è ciò che questo decreto relativo alle wlan cerca di evitare e francamente lo trovo più che giustificato
            ... dovresti anche
            poter immaginare le migliaia di scappatoie
            diverseIn tutta onestà, non ne vedo neanche una delle migliaia di scappatoie che vedi te, a patto che il provider sia a sua volta onesto e che faccia le cose come si deve
            http://riot.eu.org/anon/Ok. ho visto. non ne conoscevo l'esistenza e sono cosa ben diversa dagli open relay che ti dicevo nel messaggio precedente. Cosa vuoi che ti dica : secondo me non dovrebbero esistere servizi del genere proprio perchè consentono (anzi, facilitano oltre misura) l'uso di Internet anche per azioni illegali. I princìpi che li muovono non giustificano l'esistenza di tali servizi: privacy e libertà di parola? entrambe si possono benissimo ottenere facilmente, nel caso di Internet, tramite la cifratura (o crittatura?) del contenuto che si vuole rendere non intercettabile. Non ho nulla in contrario a questi remailer in sè, il problema è solo che il prezzo da pagare (in termini di mancata sicurezza) è troppo alto. Poi, per entrare nel merito tecnico di questi servizi, hai letto le loro politiche anti-spam? in pratica chi riceve spam da questi remailer basta che mandi un certo messaggio con indicato il proprio indirizzo email e loro "promettono" di non mandare più messaggi a quella casella. Oddio! non resisto! HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA... ehm... perdonami non ce la facevo più!! allora, delle due l'una:1) se sono onesti, perdono la stragrande maggioranza dei loro potenziali "clienti" (che sono ovviamente gli spammer), influenzando negativamente anche chi usa in maniera innocua il servizio, poichè se io ricevo spam da quel remailer, provvedo immediatamente ad inviare il suddetto messaggio di inibizione ed io non riceverò più nessun messaggio da quel/i remailer/s, nè di tipo spam, nè di tipo legittimo.2) se sono disonesti, sono ESSI STESSI dei potenziali spammer, poichè è arcinoto che il metodo principe che gli spammer usano per venire a conoscenza di caselle "vive" (cioè che vengono lette da qualcuno) è proprio quello di "invogliare" la gente a rispondere a messaggi, magari "invogliando" a comunicare esplicitamente la propria casella di posta elettronica. Quindi, ogni volta che io dico ad un remailer di non inviarmi più posta, esso ha la certezza automatica che la mia casella è letta da qualcuno.....segue....
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo
            Ti devo scrivere questa risposta in due post
            perchè è troppo lunga per entrare in uno
            solo!!!'azz. Ringrazio PI per aver messo il limite dei 7800 caratteri. :)
            - Scritto da: Alex¸tg

            Anche se il malintenzionato chiama da una

            cabina? Anche se si inserisce su una
            linea

            altrui?
            a Firenze diciamo: "i'cche tu' ddici??".a Pisa "ma che c***o dici?"
            Comincio a pensare che ti sia fatto
            convincere un pò troppo da certi "films"!!!!Mah, puo` darsi, ma non mi sembra impossibile.
            Comunque, si, certo, anche se qualcuno
            sradicasse una cabina telefonica per
            agganciarci il proprio modemino a 56k, e
            anche se quel qualcuno aprisse la mia
            centralina telefonica casalinga o, come si
            vede in certi "films", si agganciasse ai
            tralicci telefonici verrebbe comunque
            loggato dal provider perchè quello che si
            logga non è il cavo o lo spinotto o la
            cabina o il traliccio dal quale ti colleghi
            ma solo ed esclusivamente il tuo username +
            password che sono impostati sul tuo Accesso
            Remoto ovvero li digiti ogni volta che ti
            colleghiMa davvero pensi di poter sapere con certezza chi o cosa c'e` dietro a quell'username... insomma spero ci avrai pensato al fatto che quello che uno digita come dati personali in fase di registrazione di un abbonamento, quando ti si chiede "nome", "cognome", "codice fiscale" ecc...? e` qualcosa di completamente impossibile da controllare. Anche il codice fiscale e` creato tramite un algoritmo perfettamente replicabile... che qualunque ragioniere si e` trovato a studiare sul libro di tecnica aziendale...

            E l'anagrafica non e` controllata

            all'atto di molti abbonamenti "free"
            1) Nessun provider CONTROLLA l'anagrafica ad
            ogni collegamento, perchè non c'è motivo di
            CONTROLLARE a priori nessuno. Ciò che si fa
            (o che si dovrebbe fare) è quello di
            scrivere su un file di log che il tal
            username+password si è connesso il tal
            giorno alla tal ora, si è disconnesso il
            tal'altro giorno alla tal'altra ora ed in
            quel lasso di tempo egli/ella ha avuto quel
            determinato indirizzo ipMa... ma questo non ti dice assolutamente nulla.Se il tizio si chiama "Blblbl Ptptpt" e come password ha "zzzzz" e il numero di origine della chiamata che ha effettuato la registrazione dell'account non ce l'hai o non significa nulla, come diamine fai a sapere chi e`? O mi sfugge qualcosa? Dai dati di log come risali all'identita`, se quello non si e` registrato telefonando da casa sua? Avrai un numero sconosciuto o che corrisponde a qualcun'altro... no?
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Alex¸tg
            'azz. Ringrazio PI per aver messo il limite
            dei 7800 caratteri. :)Spero almeno tu abbia letto entrambe la parti!! con tutto il tempo che ho impiegato per scriverle e la fatica che ho fatto per ridurle (ebbene si: tutto l'insieme era persino ancora più lungo!!!! ma d'altronde tu mi hai fatto un sacco di domande ed ho pensato di darti le mie risposte....)

            a Pisa "ma che c***o dici?"
            Anche a Firenze.... dipende da come vuoi mantenere il tono della discussione.....
            Mah, puo` darsi, ma non mi sembra
            impossibile.
            Cosa? che qualcuno smonti una cabina telefonica per allacciarci il proprio modemino a 56k? o che si allacci alla mia centralina di casa? o che si allacci ad un traliccio?

            Ma davvero pensi di poter sapere con
            certezza chi o cosa c'e` dietro a
            quell'username... insomma spero ci avrai
            pensato al fatto che quello che uno digita
            come dati personali in fase di registrazione
            di un abbonamento, quando ti si chiede
            "nome", "cognome", "codice fiscale" ecc...?
            e` qualcosa di completamente impossibile da
            controllare. Anche il codice fiscale e`
            creato tramite un algoritmo perfettamente
            replicabile... che qualunque ragioniere si
            e` trovato a studiare sul libro di tecnica
            aziendale...
            Ah, bè, certo, se la spingi a questi estremi è chiaro che di sicuro al 100% a questo mondo c'è solo la morte! neanche tu puoi essere davvero certo della tua stessa identità, se soffri di sdoppiamento della personalità o di "semplice" amnesia acuta, figuriamoci se possono essere sicuri della tua identità la banca presso la quale hai aperto il conto o il Comune nel quale vivi (tanto per nominare alcuni degli enti "superiori" ai quali solitamente i provider si appoggiano a garanzia dell'identità dei loro abbonati/sottoscrittori). Ma anche ti posso "rigirare la frittata" dicendo che, per mettere in piedi un "cloaking" totalmente inespugnabile pur mantenendo una ragionevole libertà d'azione nel mondo (tipo: comprare una casa, un'auto, fare un viaggio, sposarti, avere dei figli, ecc... e non dover vivere costantemente braccato), devi aver cominciato a farlo fin da prima della tua nascita, cioè i tuoi genitori devono aver mentito circa i tuoi dati, e devi non distrarti mai e avere dei complici (a meno che tu non voglia vivere completamente solo) che darebbero la vita pur di non tradirti
            Ma... ma questo non ti dice assolutamente
            nulla.
            Se il tizio si chiama "Blblbl Ptptpt" e come
            password ha "zzzzz" e il numero di origine
            della chiamata che ha effettuato la
            registrazione dell'account non ce l'hai o
            non significa nulla, come diamine fai a
            sapere chi e`? O mi sfugge qualcosa? Dai
            dati di log come risali all'identita`, se
            quello non si e` registrato telefonando da
            casa sua? Avrai un numero sconosciuto o che
            corrisponde a qualcun'altro... no?Non ci si appoggia al numero di telefono nè a qualsivoglia "MAC address" (poichè si può dire, grezzamente, che il tuo numero di telefono è il MAC address dell' apparecchio che tu usi nel contesto di network di telefonia.... spero tu sappia cos'è un MAC address, altrimenti per spiegartelo devo postarti un altro messaggio spezzato in 3 invece che in 2!!).Funziona così : tu vai sul mio sito dove puoi abbonarti al mio servizio; per far ciò devi compilare un modulo con indicati i tuoi dati anagrafici completi, con tanto di spunta sulla "Autorizzazione per il trattamento dei dati ai soli fini di erogazione del servizio" e magari pure con invio (via fax, email, o posta ordinaria, questo lo decido io in base alle mie preferenze e a quanto ritengo necessario rompere le palle al cliente) di fotocopia di un tuo documento di identità in corso di validità. Dopo di chè, io (provider) posso decidere di effettuare controlli incrociati più o meno rapidi e più o meno efficaci (è vero, non avviene mai, ma posso decidere di farlo), e solo dopo tu ricevi lo username+password di accesso(supponiamo che siano rispettivamente "Blblbl Ptptpt" e "zzzzz") che io, se sono una ditta seria e faccio le cose come questo decreto impone di fare, avrò associato nel mio database degli utenti ai tuoi dati anagrafici. Avvenuto ciò, ogni qual volta qualcuno accede alla mia rete tramite "Blblbl Ptptpt", darò per scontato che sia tu che accedi, sia che tu lo faccia da casa tua, da casa di un tuo amico, da una cabina telefonica, da un traliccio, dall' Australia, dalle Hawaii (beato te!) o dalla stazione spaziale Alpha. Ho detto che "darò per scontato", non che "sarò certo" : è chiaro che in questo ci deve essere la tua collaborazione nel senso di non comunicare mai a nessuno il tuo username e password, esattamente come si fa per il codice del bancomat. E' altrettanto evidente che, come ho sempre affermato, con ciò si cerca di arginare, e non di impedire l'uso illecito
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Alex¸tg

            'azz. Ringrazio PI per aver messo il
            limite

            dei 7800 caratteri. :)

            Spero almeno tu abbia letto entrambe la
            parti!! con tutto il tempo che ho impiegato
            per scriverle e la fatica che ho fatto per
            ridurle (ebbene si: tutto l'insieme era
            persino ancora più lungo!!!! ma d'altronde
            tu mi hai fatto un sacco di domande ed ho
            pensato di darti le mie risposte....)Sissi` e io ci ho messo un bel po' di tempo per rifletterci su.Ho anche risposto alla seconda parte.

            Mah, puo` darsi, ma non mi sembra

            impossibile.



            Cosa? che qualcuno smonti una cabina
            telefonica per allacciarci il proprio
            modemino a 56k? o che si allacci alla mia
            centralina di casa? o che si allacci ad un
            traliccio?No. Non mi sembra impossibile. Intendo... certo, se uno ha intenzioni davvero brutte. Pensando alla sicurezza, immagino si dovrebbe cercare di prepararsi al peggio.

            Ma davvero pensi di poter sapere con

            certezza chi o cosa c'e` dietro a

            quell'username... insomma spero ci avrai

            pensato al fatto che quello che uno digita

            come dati personali in fase di
            registrazione

            di un abbonamento, quando ti si chiede

            "nome", "cognome", "codice fiscale"
            ecc...?

            e` qualcosa di completamente impossibile
            da

            controllare. Anche il codice fiscale e`

            creato tramite un algoritmo perfettamente

            replicabile... che qualunque ragioniere si

            e` trovato a studiare sul libro di tecnica

            aziendale...


            Ah, bè, certo, se la spingi a questi estremi
            è chiaro che di sicuro al 100% a questo
            mondo c'è solo la morte! neanche tu puoi
            essere davvero certo della tua stessa
            identità, se soffri di sdoppiamento della
            personalità o di "semplice" amnesia acuta,
            figuriamoci se possono essere sicuri della
            tua identità la banca presso la quale hai
            aperto il conto o il Comune nel quale viviNo no, ma mi sa che con internet sia molto piu` semplice. La banca quantomeno ti vuole vedere in faccia, se non sei residente vuole che tu abbia almeno un amministratore in loco (diciamo nella stessa nazione), e se devi aprire un conto chiede che tu venga li` a firmare. Per abbonarti a un ISP (senza fare nomi precisi perche` non voglio diffamare nessuno, e non sto affibbiando colpe) devi solo compilare una schedina, coi treni di dati binari che non sono altro che segnali lungo un filo, filo che puo` partire da chissa` dove...
            (tanto per nominare alcuni degli enti
            "superiori" ai quali solitamente i provider
            si appoggiano a garanzia dell'identità dei
            loro abbonati/sottoscrittori). Ma anche ti
            posso "rigirare la frittata" dicendo che,
            per mettere in piedi un "cloaking"
            totalmente inespugnabile pur mantenendo una
            ragionevole libertà d'azione nel mondo
            (tipo: comprare una casa, un'auto, fare un
            viaggio, sposarti, avere dei figli, ecc... ePensavo si parlasse di possibilita` di tipici crimini informatici, tipo diffusione di virus, spamming, intercettazione numeri di carte di credito, e cosi` via... almeno io intendevo roba del genere.
            Non ci si appoggia al numero di telefono nè
            a qualsivoglia "MAC address" (poichè si può
            dire, grezzamente, che il tuo numero di
            telefono è il MAC address dell' apparecchio
            che tu usi nel contesto di network di
            telefonia.... spero tu sappia cos'è un MAC
            address, altrimenti per spiegartelo devo
            postarti un altro messaggio spezzato in 3
            invece che in 2!!).Dovrebbe essere qualcosa che ha a che vedere con un codice interno al modem, forse combinato con altri serial dell'hardware del computer... ma anche li` puo` essere agevolmente aggirato, o quantomeno a seconda di come ti comporti dovrebbe essere difficile risalire a chi ha comprato un certo modem e/o computer. Comunque tanto hai detto che non registrano neanche quello... mah...
            Funziona così : tu vai sul mio sito dove
            puoi abbonarti al mio servizio; per far ciò
            devi compilare un modulo con indicati i tuoi
            dati anagrafici completi, con tanto di
            spunta sulla "Autorizzazione per il
            trattamento dei dati ai soli fini di
            erogazione del servizio" e magari pure con
            invio (via fax, email, o posta ordinaria,
            questo lo decido io in base alle mie
            preferenze e a quanto ritengo necessario
            rompere le palle al cliente) di fotocopia di
            un tuo documento di identità in corso di
            validità. Dopo di chè, io (provider) posso
            decidere di effettuare controlli incrociati
            più o meno rapidi e più o meno efficaci (è
            vero, non avviene mai, ma posso decidere di
            farlo), e solo dopo tu ricevi lo
            username+password di accesso(supponiamo che
            siano rispettivamente "Blblbl Ptptpt" e
            "zzzzz") che io, se sono una ditta seria e
            faccio le cose come questo decreto impone di
            fare, avrò associato nel mio database degli
            utenti ai tuoi dati anagrafici. AvvenutoAh, be', rende tutto piu` difficile, ma non e` comunque attinente alla situazione attuale. Se in internet ci sono fior di provider che, via modem, fanno entrare chicchessia, con attivazione immediata dell'account, e addirittura ti regalano un po' di spazio web? E` difficile, mi sa, imporre tante e tali norme a tutto il mondo. E visto che ogni luogo in internet e` accessibile da ogni altro luogo, basta UN BUCO per invalidare tutto il sistema.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Alex¸tg
            No. Non mi sembra impossibile. Intendo...
            certo, se uno ha intenzioni davvero brutte.
            Pensando alla sicurezza, immagino si
            dovrebbe cercare di prepararsi al peggio.
            Caspita! sei davvero fatalista! comunque, come ti dicevo non mi ricordo quando, anche se lo facesse verrebbe comunque loggato perchè si logga username+password, non il luogo fisico dal quale ti colleghi. Semmai quello che il criminale deve fare per farla franca è rubare username e password di qualcun'altro.

            è chiaro che di sicuro al 100% a questo

            mondo c'è solo la morte! neanche tu puoi

            essere davvero certo della tua stessa

            identità, se soffri di sdoppiamento della

            personalità o di "semplice" amnesia acuta,

            figuriamoci se possono essere sicuri della

            tua identità la banca presso la quale hai

            aperto il conto o il Comune nel quale vivi

            No no, ma mi sa che con internet sia molto
            piu` semplice.Beh, ci sono casistiche diverse. Prendiamo chi ti dà accesso a pagamento: di solito ci sono due metodi principalmente usati in Italia: carta di credito oppure RID; non so se hai mai provato ad acquistare via Internet ma quando paghi tramite carta di credito il webstore ti scrive grosso come una casa di non cliccare più di una volta sul pulsante di invio e di pazientare molto perchè l'operazione può richiedere anche fino a 60 secondi. Ciò che avviene è che il webstore invia la sua (tua) richiesta alla società della tua carta di credito per chiedere l'autorizzazione, esattamente come quando la usi per comprare nei negozi e il negoziante passa la tua carta nel lettore. In quel momento, il provider ha la certezza della tua identità, fidandosi della garanzia fornitagli dalla società della carta. Nel caso del RID di solito non hai la cosiddetta "attivazione istantanea" del servizio comprato (come invece hai con pagamento tramite carta di credito) e devi invece aspettare di solito 24-48 ore durante le quali il provider verifica i dati immessi presso la banca da te indicata (o meglio : presso la propria banca che poi si rivale sulla banca da te indicata). Ovviamente tutto ciò avviene perchè il provider ha tutto l'interesse ad assicurarsi che verrà pagato. Caso diverso è per chi vuole fornire l'accesso gratuito poichè non ha certo alcun motivo per chiederti simili dati. Li l'unico modo decente che vedo è quello di fare come le banche, ovviamente senza attivazione immediata del servizio purtroppo, ma d'altronde, se c'è qualcuno che non vuol pagare, che almeno si rompa le palle ad andare a firmare da qualche parte, no?!
            La banca quantomeno ti vuole
            vedere in faccia, se non sei residente vuole
            che tu abbia almeno un amministratore in
            loco (diciamo nella stessa nazione), e se
            devi aprire un conto chiede che tu venga li`
            a firmare. Per abbonarti a un ISP (senza
            fare nomi precisi perche` non voglio
            diffamare nessuno, e non sto affibbiando
            colpe) devi solo compilare una schedina, coi
            treni di dati binari che non sono altro che
            segnali lungo un filo, filo che puo` partire
            da chissa` dove...
            E' vero, ma per sottoscrivere un abbonamento "free" tramite Internet, devi averlo già un accesso Internet, sia esso privato o pubblico, e quello viene (dovrebbe venire) loggato. Il percorso da risalire può essere lungo ma, se le cose vengono fatte come si deve, prima o dopo si arriva alla mèta
            Pensavo si parlasse di possibilita` di
            tipici crimini informatici, tipo diffusione
            di virus, spamming, intercettazione numeri
            di carte di credito, e cosi` via... almeno
            io intendevo roba del genere.Io invece intendo crimini seri! non ricordo se l'ho scritto a te o ad altri ma in un post ho portato la pedofilia e l'omicidio di Marco Biagi come esempi
            Dovrebbe essere qualcosa che ha a che vedere
            con un codice interno al modem, forse
            combinato con altri serial dell'hardware del
            computer... ma anche li` puo` essere
            agevolmente aggirato, o quantomeno a seconda
            di come ti comporti dovrebbe essere
            difficile risalire a chi ha comprato un
            certo modem e/o computer. Comunque tanto hai
            detto che non registrano neanche quello...
            mah...
            Esatto, non si registra il singolo pezzo hardware che ha reso possibile la connessione.... non avrebbe molto senso (o magari anche si, ma non definitivo) : si deve registrare qualcosa che risalga alla persona
            ... E` difficile, mi sa,
            imporre tante e tali norme a tutto il mondo.Dì pure impossibile. Ma intanto occupiamoci della nostra Italietta! E questo decreto, così com'è, mi pare tutto sommato buono
            E visto che ogni luogo in internet e`
            accessibile da ogni altro luogo, basta UN
            BUCO per invalidare tutto il sistema.Eh si, è vero purtroppo, se per "buco" intendiamo un provider di accesso che non logga a dovere (e ce ne sono parecchi, soprattutto tra gli Internet Cafè). Ma intanto una legge che "obbliga" detti provider a fare le cose per bene (ammesso che poi ci sia una vigilanza decente) mi sembra un buon inizio
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            .....SECONDA PARTE:
            Appunto, il floating IP e` un IP che varia
            durante la connessioneNon ti offendere, ma hai delle lacune sul funzionamento del protocollo TCP/IP : un indirizzo ip NON può variare DURANTE una connessione; o meglio, teoricamente è anche possibile ma tutti i "colloqui" client/server (siano essi invio o ricezione di posta, scambio di file, scaricamento di una pagina html, ....) si interromperebbero inappellabilmente e dovrebbero essere re-inizializzati con il nuovo ip : figuriamoci se un amministratore di rete, con tutti i casini che deve fronteggiare ogni giorno, si prende la briga di complicarsi ulteriormente la vita a configurare un meccanismo di "floating ip", ma anche se fosse, ciò non toglie che egli (cioè il provider) può certamente loggare questa variazione dato che è lui ad assegnarti l'ip, statico, dinamico o "fluttuante" che sia.In realtà ciò che avviene è che tu, se hai un abbonamento che prevede un ip DINAMICO, puoi avere un indirizzo diverso ad ogni connessione che effettui
            Secondo te
            perche` molti servizi (anche forums) che
            prevedono il "login" di un utente non usano
            come chiave univoca, per identificare una
            sessione aperta, il solo IP dell'utente in
            quel momento?La prossima volta che scrivi un messaggio ANONIMO su un forum di punto-informatico prova a dare un'occhiata alla scritta in blu immediatamente sotto la finestrella di testo nella quale scrivi, avrai una bella sorpresa!!!
            Perche` alcuni si troverebbero
            a dover rifare il login all'improvviso,
            perche` il loro IP e` cambiato.Puoi dover rifare il login perchè la tua "pseudo-sessione" http (implementata dal webmaster del sito) è scaduta o perchè la tua connessione ad Internet si è autodisconnessa per timeout di inattività (tipico delle connessioni via modem analogico o ISDN e anche di alcune ADSL con ip dinamico) e quindi quando ti riconnetti è possibile che il provider ti assegni un ip diverso da quello che avevi prima (leggi sopra)
            La certezza assoluta non ci sarebbe comunque
            mai (in teoria, solo in teoria, potrebbe
            esserci, come e` vero che in teoria i
            reattori nucleari non dovrebbero mai andare
            in meltdown).C'è, c'è! anche in pratica. Basta fare le cose per ottenerla e c'è, almeno per i provider.
            E perche` l'SMTP (che esiste comunque anche
            nella sua versione autenticata "SMTP-auth")
            non usa un protocollo d'identificazione?
            Be', io credo che non lo faccia perche` non
            vuole neanche perdere tempo in inutili
            controlli attraverso i quali certa gente
            passerebbe comunque, e che darebbero
            fastidio solo a chi in effetti non ha
            intenzione di fare nulla di male.Non c'è perchè il protocollo SMTP è uno dei primi nati nella famiglia TCP/IP (si parla degli anni 80 per il primo, degli anni 70 per il secondo), quando spammers e pirati della rete non erano nemmeno nella pancia delle loro madri e gli utenti stessi delle reti si contavano sulle dita di un cavallo monco, tanto è vero che adesso che se ne sente l'esigenza, tu m'insegni, è stato inventato il SMTP con identificazione.La "inutilità dei controlli" e il "passaggio a prescindere" di certa gente che lo sappia fare è estremamente opinabile, mentre il "dare fastidio" è TOTALMENTE opinabile poichè tu, come essere umano, non devi fare proprio niente se non cliccare su "Invia e Ricevi", sia senza identificazione, sia con identificazione
            Mi sai dire un sistema per evitare qualsiasi
            problema nell'identificazione di un utente,
            in una qualsiasi parte del mondo, che
            spedisce un email o che comunque accede a un
            sito, o anche solo si connette a internet in
            generale?Mai sentito parlare dei meccanismi di autenticazione tramite certificati firmati con algoritmi hash e cifratura con "chiave asincrona", detti anche "chiave pubblica e privata"? tra l'altro, proprio il client del tuo amato remailer prevede l'utilizzo opzionale del PGP che altro non è che un metodo di cifratura e firma digitale di un documento di qualsivoglia genere, utile in particolare proprio per l'invio in forma privata di posta elettronica
            Se fossi uno che scommette, scommetterei che
            il decreto causerebbe l'introduzione di
            autorita` competenti destinate a vagliare le
            richieste di autorizzazione per l'apertura
            di AP pubblici.Certo che introduce ciò! altrimenti che bisogno c'era di fare tanto di legge con tanto di richiesta di autorizzazione?? DEVE essere così, altrimenti sarebbe anarchia
            Questo non lo sapevo. Ma non si possono
            introdurre altre bande? Queste bande non
            includono un certo numero di canali, un po'
            come la UHF e` suddivisa in 120 canali per
            le trasmissioni TV?In teoria si può fare tutto, in pratica ci sono standard pre-esistenti da rispettare, frequenze vicine già utilizzate da altri contesti con i quali non si può interferire altrimenti non funzionano nè loro, nè noi, ad esempio : TV, radio civili e militari, radar civili e militari, satelliti di vario genere (anche loro a livello più basso trasmettono onde radio) e via discorrendo. Sarai pure sorpreso di sapere che oltre alla limitata banda di frequenza che è possibile utilizzare con lo standard wi-fi a 2.4ghz, c'è pure l'interferenza dei normali cordless casalinghi che trasmettono in quella frequenza, nonchè i forni a micro-onde che emettono onde radio in varie bande compresa quella
            ... certificazione che si ottenga con qualcosa
            di simile all'ECDL ...Stai facendo processo a priori. Attualmente non è così, qualora lo diventasse e i costi o i modi per ottenerli fossero davvero proibitivi, allora mi schiererò dalla tua parte
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo

            Appunto, il floating IP e` un IP che varia

            durante la connessione
            Non ti offendere, ma hai delle lacune sul
            funzionamento del protocollo TCP/IP : un
            indirizzo ip NON può variare DURANTE una
            connessione; o meglio, teoricamente è anche
            possibile ma tutti i "colloqui"
            client/server (siano essi invio o ricezione
            di posta, scambio di file, scaricamento di
            una pagina html, ....) si interromperebbero
            inappellabilmente e dovrebbero essere
            re-inizializzati con il nuovo ip :Questi sono appunto svantaggi di tale tipo di connessione, ma cio` non significa che non esista. In genere sei dietro a un router che mantiene su una stessa gamma di indirizzi una serie di utenze, o client. Il router che c'e` esattamente prima di te sa a chi vanno i pacchetti. Tutto qui. Se poi credi che non esista, devi sapere che ho scritto di recente un forum engine in php. Ebbene, se non mettevo il cookie avevo appunto questo problema con alcuni membri: venivano forzati a un logout perche` la sessione, che usava come chiave primaria il loro IP, a un certo punto non corrispondeva piu`. Perche` l'IP era incostante, appunto si trattava di un floating IP, e` da quella circostanza che ho imparato a conoscerli.
            figuriamoci se un amministratore di rete,
            con tutti i casini che deve fronteggiare
            ogni giorno, si prende la briga di
            complicarsi ulteriormente la vita a
            configurare un meccanismo di "floating ip",
            ma anche se fosse, ciò non toglie che egli
            (cioè il provider) può certamente loggare
            questa variazione dato che è lui ad
            assegnarti l'ip, statico, dinamico o
            "fluttuante" che sia.Sissi` ma il floating IP esiste come tecnica, ed e` usata, te l'ho detto e te lo posso garantire. Io non pensavo, nemmeno io lo pensavo, ma ho dovuto fare i conti con questo fatto.
            In realtà ciò che avviene è che tu, se hai
            un abbonamento che prevede un ip DINAMICO,
            puoi avere un indirizzo diverso ad ogni
            connessione che effettuiQuesto succede con le normalissime dialup.

            Secondo te

            perche` molti servizi (anche forums) che

            prevedono il "login" di un utente non
            usano

            come chiave univoca, per identificare una

            sessione aperta, il solo IP dell'utente in

            quel momento?
            La prossima volta che scrivi un messaggio
            ANONIMO su un forum di punto-informatico
            prova a dare un'occhiata alla scritta in blu
            immediatamente sotto la finestrella di testo
            nella quale scrivi, avrai una bella
            sorpresa!!!Ma davvero pensi che non l'abbia mai notato o che sia un po' scemo? E davvero pensi che quello sia pericoloso per chi VUOLE davvero rimanere anonimo?

            Perche` alcuni si troverebbero

            a dover rifare il login all'improvviso,

            perche` il loro IP e` cambiato.
            Puoi dover rifare il login perchè la tua
            "pseudo-sessione" http (implementata dal
            webmaster del sito) è scaduta o perchè la
            tua connessione ad Internet si è
            autodisconnessa per timeout di inattività*scuote la testa*Il webmaster ero io.La sessione era un record nel file che archivia le sessioni.E la sessione non era scaduta.
            (tipico delle connessioni via modem
            analogico o ISDN e anche di alcune ADSL con
            ip dinamico) e quindi quando ti riconnetti è
            possibile che il provider ti assegni un ip
            diverso da quello che avevi prima (leggi
            sopra)Ovviamente io non ho mai curiosato nella form "dettagli" della finestrella di stato della connessione, sotto "indirizzo IP del client". Vuoi anche l'indirizzo IP del mio server (quello che mi ha risposto a Wooowflat, cioe`?)

            La certezza assoluta non ci sarebbe
            comunque

            mai (in teoria, solo in teoria, potrebbe

            esserci, come e` vero che in teoria i

            reattori nucleari non dovrebbero mai
            andare

            in meltdown).
            C'è, c'è! anche in pratica. Basta fare le
            cose per ottenerla e c'è, almeno per i
            provider.Devi convincere in primo luogo tutto il mondo a fare tutte le cose necessarie per ottenerla. Con Palladium ci stanno provando, comunque. Si vedra`...
            Non c'è perchè il protocollo SMTP è uno dei
            primi nati nella famiglia TCP/IP (si parla
            degli anni 80 per il primo, degli anni 70
            per il secondo), quando spammers e pirati
            della rete non erano nemmeno nella pancia
            delle loro madri e gli utenti stessi delle
            reti si contavano sulle dita di un cavallo
            monco, tanto è vero che adesso che se ne
            sente l'esigenza, tu m'insegni, è stato
            inventato il SMTP con identificazione.Io non pretendo d'insegnarti roba di rete (avrei potuto dirti le stesse cose, rispondendomi da solo in maniera perfettamente inutile), e` qualcosa che ho abbracciato da pochi anni, a malapena dal 1998, e ne sono interessato principalmente a livello di utente, non a livello tecnico. Sui computers invece programmo dal 1981... tuttavia, essendo li' a gestire il mio sitino, qualcosa ho dovuto imparare, volente o nolente. Nessuno o quasi usa l'SMPT-auth. Come mai? Non vogliono la sicurezza o pensano che sia un impaccio e sono arrivati alle mie stesse conclusioni, e cioe` pensano che la sicurezza assoluta non esista, a meno di non voler riprogettare internet daccapo?
            La "inutilità dei controlli" e il "passaggio
            a prescindere" di certa gente che lo sappia
            fare è estremamente opinabile, mentre il
            "dare fastidio" è TOTALMENTE opinabile
            poichè tu, come essere umano, non devi fare
            proprio niente se non cliccare su "Invia e
            Ricevi", sia senza identificazione, sia con
            identificazioneNon ho capito. E` ovvio che se vuoi essere sicuro non puoi aspettarti che tutti, tutti quelli che vengono li` muniti di un cervello di 1300 grammi possano evitare automaticamente di pensare anche a fare qualcosa di strano o di non previsto, per incidente o perche` hanno scoperto una "falla".

            Mi sai dire un sistema per evitare
            qualsiasi

            problema nell'identificazione di un
            utente,

            in una qualsiasi parte del mondo, che

            spedisce un email o che comunque accede a
            un

            sito, o anche solo si connette a internet
            in

            generale?
            Mai sentito parlare dei meccanismi di
            autenticazione tramite certificati firmati
            con algoritmi hash e cifratura con "chiave
            asincrona", detti anche "chiave pubblica e
            privata"?Un hash e` un risultato di controllo, non un algoritmo. L'algoritmo ha il suo nome... per esempio RSA MD5.Ma a me non e` chiaro come questo possa essere una risposta. Uno puo` benissimo connettersi da un ISP che fornisce abbonamenti gratis a chiunque compili una form di iscrizione, e non ha niente a che vedere con questo tipo di firme digitali.
            tra l'altro, proprio il client del
            tuo amato remailer prevede l'utilizzoOddio! Non e` il mio amato remailer! E` un'affare che ho trovato con Google per fare un rapido esempio... scrivendo "anonymous remail
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Alex¸tg
            Questi sono appunto svantaggi di tale tipo
            di connessione, ma cio` non significa che
            non esista. In genere sei dietro a un router
            che mantiene su una stessa gamma di
            indirizzi una serie di utenze, o client. Il
            router che c'e` esattamente prima di te sa a
            chi vanno i pacchetti. Tutto qui. Se poi
            credi che non esista, devi sapere che ho
            scritto di recente un forum engine in php.
            Ebbene, se non mettevo il cookie avevo
            appunto questo problema con alcuni membri:
            venivano forzati a un logout perche` la
            sessione, che usava come chiave primaria il
            loro IP, a un certo punto non corrispondeva
            piu`. Perche` l'IP era incostante, appunto
            si trattava di un floating IP, e` da quella
            circostanza che ho imparato a conoscerli.
            Se esiste, ti prego di indicarmi l' RFC di riferimento perchè fa sempre bene stare informati, ma mi permetto di insistere: non sono "floating IP", bensì "dynamic IP", indirizzi che cambiano tra un collegamento e l'altro, non durante uno stesso collegamento. Implementare un meccanismo del genere sarebbe davvero una complicazione eccessiva e, tutto sommato, inutile. Tu ti sei ritrovato utilizzatori del tuo forum che cambiavano IP perchè hanno un dial-up, con timeout più o meno lungo che scade mentre che scrivono un messaggio e quindi quando cliccano "Invia" il loro nuovo ip non è lo stesso con il quale avevano iniziato la tua pseudo-sessione

            In realtà ciò che avviene è che tu, se hai

            un abbonamento che prevede un ip DINAMICO,

            puoi avere un indirizzo diverso ad ogni

            connessione che effettui

            Questo succede con le normalissime dialup.
            Anche alcune ADSL senza ip statico possono fare ciò
            Ma davvero pensi che non l'abbia mai notato
            o che sia un po' scemo? E davvero pensi che
            quello sia pericoloso per chi VUOLE davvero
            rimanere anonimo?
            Non pensavo che tu fossi scemo, pensavo che tu non l'avessi notato, dato che dicevi che i forum non loggano l' ip..... E non penso che sia QUELLO ad essere pericoloso per chi vuole rimanere anonimo perchè l'identificazione dell'utente non spetta all' ISP nel significato più stretto dell'acronimo (Internet SERVICE Provider) bensì è competenza dell' IAP = Internet ACCESS Provider. Un sito che implementa un forum è un fornitore di un servizio, non un fornitore di accesso; questo decreto cerca di regolamentare i fornitori di accesso wireless che sboccieranno da ora in avanti e porre la clausola che un fornitore di accesso wireless al pubblico debba garantire di implementare metodi il più possibile efficaci per l'identificazione univoca dell' utente/abbonato mi sembra una clausola più che legittima. Loggare l'ip che di volta in volta viene assegnato a quell'username+password, i quali a loro volta sono associati a quei dati anagrafici sono il minimo che si possa fare con la tecnologia odierna per fornire rintracciabilità in caso di necessità
            *scuote la testa*
            Il webmaster ero io.
            La sessione era un record nel file che
            archivia le sessioni.
            E la sessione non era scaduta.Ok. Quindi è valida la seconda possibilità (connessione ad Internet scaduta)
            Ovviamente io non ho mai curiosato nella
            form "dettagli" della finestrella di stato
            della connessione, sotto "indirizzo IP del
            client". Vuoi anche l'indirizzo IP del mio
            server (quello che mi ha risposto a
            Wooowflat, cioe`?)Volentieri ma... per fare cosa? non ho capito cosa vuoi dirmi...
            Devi convincere in primo luogo tutto il
            mondo a fare tutte le cose necessarie per
            ottenerla. Con Palladium ci stanno provando,
            comunque. Si vedra`...
            Non so, lessi qualcosa su Palladium ormai quasi un anno fa e non ricordo molto bene ma dalle caratteristiche che ricordo mi pare che non potesse essere usato a scopo di rintracciabilità, bensì solo per scopi di anti-pirateria (intesa come copie non autorizzate)
            ... Nessuno o quasi usa l'SMPT-auth.
            Come mai? Non vogliono la sicurezza o
            pensano che sia un impaccio e sono arrivati
            alle mie stesse conclusioni, e cioe` pensano
            che la sicurezza assoluta non esista, a meno
            di non voler riprogettare internet daccapo?Perdonami. Non intendevo essere irriverente, volevo solo farti notare come mi pareva infatti che in parte ti rispondessi da solo. "SMTP-auth" non viene usato perchè è uno standard relativamente recente, e solo con le nuove versioni dei vari client (Outlook XP, Outlook Express 6, ecc...) c'è il supporto pienamente conforme allo standard. Personalmente sono convinto che piano piano anche i server si adegueranno e se così non sarà, sarà solo per "pigrizia" degli amministratori.... ma vedrai che sarà!
            Non ho capito. E` ovvio che se vuoi essere
            sicuro non puoi aspettarti che tutti, tutti.... Si, certo che non mi aspetto ciò. Riformulo il discorso, anzi, ti chiedo: cosa intendevi per "dare fastidio"? io ho pensato che tu intendessi che è fastidioso dover far digitare all'utente (specie se utonto, ma anche per gli utenti)username+password all'atto dell'invio di posta e quindi io ho replicato che un utente, all'atto dell'invio cioè quando clicca "Invia e Ricevi" o pulsante equivalente, non ha bisogno di digitare alcunchè, nemmeno se usa un client con attivato "SMTP-auth"
            Un hash e` un risultato di controllo, non un
            algoritmo.Certo, ma nel tagliare il messaggio ho tolto le parole che mi sembravano più ininfluenti al concetto!!
            L'algoritmo ha il suo nome... per
            esempio RSA MD5.Ad essere pignoli non è esatto nemmeno questo, ma non importa : nei miei post ho scritto altre cose non precisamente esatte ma ci siamo capiti ed è questo che conta!
            Ma a me non e` chiaro come questo possa
            essere una risposta. Uno puo` benissimo
            connettersi da un ISP che fornisce
            abbonamenti gratis a chiunque compili una
            form di iscrizione, e non ha niente a che
            vedere con questo tipo di firme digitali.Beh, tu mi hai chiesto se conoscevo metodi di identificazione "certa" per invio di email e navigazione da qualsiasi parte del mondo ci si trovi ed io ti ho dato la mia risposta. Ho anche implicitamente aggiunto che questi metodi di autenticazione dell'identità potrebbero benissimo essere usati anche all'atto della sottoscrizione e, di conseguenza, al successivo accesso ad Internet tramite quell' abbonamento (e qui mi riallaccio all'argomento relativo a metodi più o meno efficaci per essere certi dell'identità, argomento che abbiamo affrontato nell'altra metà del messaggio)
            Oddio! Non e` il mio amato remailer!.....Scusa, avevo inteso che lo osannavi quindi che lo usassi, evidentemente avevo capito male. Scusami
            Eh, ma con lo spamming il problema non e` la
            posta privata, e` quella pubblica...Si, certo. Ho citato il PGP quando stavamo parlando di metodi per ottenere identificazione e autenticità dell'origine di qualcosa (in questo caso: un
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            E' inutile spiegare a questo cosa vuol
            dire

            liberta'.



            Se domani uscisse un decreto sull'aria che

            respiriamo, il cui utilizzo dovrebbe
            essere

            regolamentato e concesso solamente ad

            organizzazioni certificate e competenti in

            grado poi di rivendercela in comode
            bombole

            pressurizzate, ci sarebbe qualcuno come

            questo qua felice di commentare

            positivamente questo nuovo traguardo per
            la

            sicurezza del vivere comune.

            Se questo decreto ci fosse domani come dici
            tu, mi vedresti certamente al tuo fianco a
            combattere strenuamente contro un simile
            sopruso, mentre sarei contento eccome di un
            tale decreto se l'atmosfera del pianeta
            fosse uguale a quella di Marte; in quel caso
            sarei contento di essere sicuro che, in
            teoria, chiunque mi venda la bombola
            pressurizzata è uno che sa cosa metterci
            dentro, quali gas e in quale percentuale. Ma
            il tuo paragone non regge non solo perchè è
            impossibile sapere quanto potrebbe costare
            un simile prodotto in un simile scenario
            (mentre si sa che la maggior parte degli
            apparati wi-fi sono alla portata di TUTTE le
            tasche, anche del privato cittadino) ma
            anche perchè tu parli di un "prodotto" che
            già esiste gratuitamente in natura, e
            soprattutto non richiede nessuna "messa in
            opera" e "manutenzione", mentre il wi-fi è
            un prodotto/servizio di invenzione dell'uomo
            e per la sua messa in opera e manutenzione
            richiede personale che garantisca che farà
            le cose per bene e nel rispetto di tutti.
            Puoi farlo anche tu se vuoi, basta che tu
            dica al ministero che lo fai in modo che se
            deve rintracciare un delinquente che ha
            usato la tua rete per fare crimini tu possa
            aiutare la polizia a rintracciarlo (oppure
            nel tuo concetto di "libertà" si prevede
            anche l'impunità?) e basta che tu comunichi
            a tuoi utenti (che paghino o no il tuo
            servizio è una scelta tua) chi devono
            "cazzottare" se qualcosa non funziona.
            Insomma, ribadisco: libertà e legalità si,
            anarchia no.


            Sveglia !!!!!!!!!!!



            Ma non lo capisci che la scusa della

            sicurezza e' il miglior modo per fregarti
            la

            liberta' ?!?!?!?



            Purtroppo non lo è. Ma se è questo che vuoi,
            accedi pure alla tua wlan pubblica preferita
            e totalmente libera e dove nessuno ti
            garantisce nulla ma poi non ti lamentare se
            quella wlan perde di prestazioni o smette
            proprio di funzionare oppure se non puoi
            mettere la tua wlan privata in casa tua solo
            perchè c'è un tizio qualunque che ha
            installato un antenna abbastanza potente da
            sovrastare il, ed impedire quindi il
            corretto funzionamento del, tuo access-point
            personale o se la stessa wlan "aperta" viene
            utilizzata "liberamente" anche per lo cose
            più abbiette.Peccato che le aziende citate non abbiano la più pallida idea di come implementare tale sicurezza!Fatti pure un giro a fiumicino (suppongo la si debba definire wlan pubblica) e sappimi dire qualcosa (di sensato!) sulla sicurezza di quella Wlan...Non basta essere grossi per saper fare un mestiere!Occorre competenza!Quanto al resto se un io come gestore ti voglio dare accesso a una infrastruttura e rispettare la tua privacy devo poterlo fare punto e basta!Non mi risulta che per poer comprare i fiammiferi occorra un particolare permesso eppure ci puoi dare fuoco ad un palazzo! così come con un paio di forbici da giardiniere ci puoi uccidere una persona.La sostanza del diritto consiste proprio nel fare i processi per i reati non per le intenzioni (o presunte tali).Quando una società arriva a presumere la colpevolezza a priori è già molto lontana dai principi del diritto (persino quelli del codice di ammurabi per non parlare di quello romano, su cui si fonda il nostro ordinamento).La legge (nei paesi di diritto romano) è scritta proprio perchè non ci si può basare sulla presunzione e devono essere dimostrabili reato e corpo del reato.Il resto sono tutte scuse (per fortuna fuori dalla nostra costituzione).Persino nei paesi di ordinamento "common law" c'è un testo scritto (costituzione) alla base dei principi di applicazione della giustizia.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo
            Peccato che le aziende citate non abbiano la
            più pallida idea di come implementare tale
            sicurezza!
            Fatti pure un giro a fiumicino (suppongo la
            si debba definire wlan pubblica) e sappimi
            dire qualcosa (di sensato!) sulla sicurezza
            di quella Wlan...
            Non basta essere grossi per saper fare un
            mestiere!
            Occorre competenza!Su questo hai perfettamente ragione. Sono totalmente d'accordo. Non sono stato a Fiumicino ma ho visto per lavoro (lavoro in questo settore) altri hotspot ed in molti la sicurezza non sanno neanche cosa significhi, ma d'altronde fino ad'ora la cosa era totalmente sperimentale, con questo decreto smette di essere tale
            Quanto al resto se un io come gestore ti
            voglio dare accesso a una infrastruttura e
            rispettare la tua privacy devo poterlo fare
            punto e basta!Tenere i log di chi accede e quando accede non significa mica doverlo poi divulgare sulla gazzetta ufficiale o sul quotidiano locale!!! significa solo che in caso di necessità, cioè per motivi di pubblica sicurezza, le autorità competenti (e non chicchessia) possano chiedere al gestore di fornire tali log
            Non mi risulta che per poer comprare i
            fiammiferi occorra un particolare permesso
            eppure ci puoi dare fuoco ad un palazzo!
            così come con un paio di forbici da
            giardiniere ci puoi uccidere una persona.A parte il fatto che per venderli i fiammiferi e le forbici ci vuole un'autorizzazione (seppur una banale licenza al commercio) e qui stiamo parlando di chi il wi-fi lo fornisce, non chi lo utilizza, il problema del tuo esempio è che, anche se ci fosse un registro di tutti coloro che hanno comprato fiammiferi e forbici sarebbe comunque impossibile utilizzarlo per risalire a chi ha dato fuoco al palazzo o a chi ha ucciso con le forbici, per il semplice motivo che il gesto di per sè non è fisicamente rintracciabile sul luogo del "delitto" (è possibile liberarsi facilmente sia del fiammifero che delle forbici), mentre con l'informatica il luogo del "delitto" (Internet) può (se implementato nel modo stabilito dal decreto) fornire tutte le informazioni necessarie per risalire al colpevole
            La sostanza del diritto consiste proprio nel
            fare i processi per i reati non per le
            intenzioni (o presunte tali).
            Quando una società arriva a presumere la
            colpevolezza a priori è già molto lontana
            dai principi del diritto (persino quelli del
            codice di ammurabi per non parlare di quello
            romano, su cui si fonda il nostro
            ordinamento).

            La legge (nei paesi di diritto romano) è
            scritta proprio perchè non ci si può basare
            sulla presunzione e devono essere
            dimostrabili reato e corpo del reato.
            Il resto sono tutte scuse (per fortuna fuori
            dalla nostra costituzione).
            Persino nei paesi di ordinamento "common
            law" c'è un testo scritto (costituzione)
            alla base dei principi di applicazione della
            giustizia.Nessuno fa processi alle intenzioni o presunzioni di reato a priori (o per lo meno, non mi pare che lo si voglia fare con questo decreto), bensì ci si vuole premunire per avere tutto il necessario in caso di processi per reati, per non doversi ritrovare in un processo, che so, di pedofilia a dover assolvere il colpevole che ha agito magari esclusivamente tramite Internet (nella fattispecie una wlan pubblica non controllata da nessuno) perchè non si hanno le prove, cioè i log del suo accesso. Certamente le cose non sono certo così semplici, anche con i log più dettagliati ed "inchiodanti", ma almeno qui che possiamo fare qualcosa per aiutare la legalità, facciamolo!
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Peccato che le aziende citate non abbiano
            la

            più pallida idea di come implementare tale

            sicurezza!

            Fatti pure un giro a fiumicino (suppongo
            la

            si debba definire wlan pubblica) e sappimi

            dire qualcosa (di sensato!) sulla
            sicurezza

            di quella Wlan...

            Non basta essere grossi per saper fare un

            mestiere!

            Occorre competenza!

            Su questo hai perfettamente ragione. Sono
            totalmente d'accordo. Non sono stato a
            Fiumicino ma ho visto per lavoro (lavoro in
            questo settore) altri hotspot ed in molti la
            sicurezza non sanno neanche cosa significhi,
            ma d'altronde fino ad'ora la cosa era
            totalmente sperimentale, con questo decreto
            smette di essere tale


            Quanto al resto se un io come gestore ti

            voglio dare accesso a una infrastruttura e

            rispettare la tua privacy devo poterlo
            fare

            punto e basta!

            Tenere i log di chi accede e quando accede
            non significa mica doverlo poi divulgare
            sulla gazzetta ufficiale o sul quotidiano
            locale!!! significa solo che in caso di
            necessità, cioè per motivi di pubblica
            sicurezza, le autorità competenti (e non
            chicchessia) possano chiedere al gestore di
            fornire tali logI log sono come ben sai dei file del piffero dove in teoria chiunque (dal gestore in malafede) al dipendente sistemista può scrivere a tua insaputa che tu hai partecipato ad uno scambio di informazioni finalizzato a qualche azione delittuosa.Per questo motivo la legge europea sulla privacy impone dei limiti precisi alla conservazione di questi dati e la loro cancellazione su RICHIESTA DELL' INTERESSATO. Ti auguro che tu non ti debba trovare in simili circostanze!


            Non mi risulta che per poer comprare i

            fiammiferi occorra un particolare permesso

            eppure ci puoi dare fuoco ad un palazzo!

            così come con un paio di forbici da

            giardiniere ci puoi uccidere una persona.

            A parte il fatto che per venderli i
            fiammiferi e le forbici ci vuole
            un'autorizzazione (seppur una banale licenza
            al commercio) e qui stiamo parlando di chi
            il wi-fi lo fornisce, non chi lo utilizza,
            il problema del tuo esempio è che, anche se
            ci fosse un registro di tutti coloro che
            hanno comprato fiammiferi e forbici sarebbe
            comunque impossibile utilizzarlo per
            risalire a chi ha dato fuoco al palazzo o a
            chi ha ucciso con le forbici, per il
            semplice motivo che il gesto di per sè non è
            fisicamente rintracciabile sul luogo del
            "delitto" (è possibile liberarsi facilmente
            sia del fiammifero che delle forbici),
            mentre con l'informatica il luogo del
            "delitto" (Internet) può (se implementato
            nel modo stabilito dal decreto) fornire
            tutte le informazioni necessarie per
            risalire al colpevoleGuarda che internet non ha ancora la "materialità" necessaria a commettere atti di pedofilia (che esiste purtroppo a prescindere da internet e dai media) ne tantomeno ti dà la possibilità di molestare bambini e bambine.La possibilità che hai di commettere un reato a questo riguardo è la stessa che hai con qualunque mezzo di comunicazione (bigliettini di carta compresi) ... cioè usarlo (indirettamente) per commettere illeciti o fare commercio di tali illeciti.Che però rimangono illeciti non relazione al mezzo ma in relazione all'illecito stesso.


            La sostanza del diritto consiste proprio
            nel

            fare i processi per i reati non per le

            intenzioni (o presunte tali).

            Quando una società arriva a presumere la

            colpevolezza a priori è già molto lontana

            dai principi del diritto (persino quelli
            del

            codice di ammurabi per non parlare di
            quello

            romano, su cui si fonda il nostro

            ordinamento).



            La legge (nei paesi di diritto romano) è

            scritta proprio perchè non ci si può
            basare

            sulla presunzione e devono essere

            dimostrabili reato e corpo del reato.

            Il resto sono tutte scuse (per fortuna
            fuori

            dalla nostra costituzione).

            Persino nei paesi di ordinamento "common

            law" c'è un testo scritto (costituzione)

            alla base dei principi di applicazione
            della

            giustizia.

            Nessuno fa processi alle intenzioni o
            presunzioni di reato a priori (o per lo
            meno, non mi pare che lo si voglia fare con
            questo decreto), bensì ci si vuole premunire
            per avere tutto il necessario in caso di
            processi per reati, per non doversi
            ritrovare in un processo, che so, di
            pedofilia a dover assolvere il colpevole che
            ha agito magari esclusivamente tramite
            Internet (nella fattispecie una wlan
            pubblica non controllata da nessuno) perchè
            non si hanno le prove, cioè i log del suo
            accesso. Certamente le cose non sono certo
            così semplici, anche con i log più
            dettagliati ed "inchiodanti", ma almeno qui
            che possiamo fare qualcosa per aiutare la
            legalità, facciamolo!Quello che tu dici non solo non aiuta (come ti ripeto dimostrano le leggi a protezione della privacy) la legalità ma aiutano l'arbitrio incotrollabile da parte anche di operatori non autorizzati (o sei davvero convinto che falsificare un logo sia così complicato?)E sopratutto chi ti tutela se un qualunque impegato di una qualunque telecom può fare danni colossali?La tua idea di legalità è stata superata gia all' epoca di Beniamino Franklin e della costituzione americana!Non mi pare indispensabile fare dei passi indietro!
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo
            I log sono come ben sai dei file del piffero
            dove in teoria chiunque (dal gestore in
            malafede) al dipendente sistemista può
            scrivere a tua insaputa che tu hai
            partecipato ad uno scambio di informazioni
            finalizzato a qualche azione delittuosa.
            E' vero, e l'unico modo possibile di tentare di arginare (non dico impedire, dico arginare) anche simili atti è quello che a fornire tali servizi siano solo coloro che vengono regolarmente autorizzati da un entità che, in teoria, dovrebbe essere superpartes: lo Stato. Che poi lo sia davvero e lo sia per bene, sono d'accordo con chi asserisce che molto spesso non sia vero, ma qui non c'entra nulla questa legge specifica.
            Per questo motivo la legge europea sulla
            privacy impone dei limiti precisi alla
            conservazione di questi dati e la loro
            cancellazione su RICHIESTA DELL'
            INTERESSATO.
            A me risulta invece che su richiesta dell'interessato l'azienda sia tenuta a cancellare i dati anagrafici, non i log di accesso, e comunque quando ciò avviene, l'azienda ha certamente il diritto da parte sua di non fornirti più il servizio.
            Ti auguro che tu non ti debba trovare in
            simili circostanze!
            Diamine! lo spero anch'io: a parte tutto, sono sempre grosse rotture di palle!
            Guarda che internet non ha ancora la
            "materialità" necessaria a commettere atti
            di pedofilia (che esiste purtroppo a
            prescindere da internet e dai media) ne
            tantomeno ti dà la possibilità di molestare
            bambini e bambine.Certo, non mi riferisco al poter mettere fisicamente in pratica qualsiasi reato, mi riferisco ad usare Internet per ciò che può essere usato : facilitare le comunicazione tra criminali e quindi l'organizzazione dei reati, nonchè l'adescamento nel caso specifico della pedofilia

            La possibilità che hai di commettere un
            reato a questo riguardo è la stessa che hai
            con qualunque mezzo di comunicazione
            (bigliettini di carta compresi) ... cioè
            usarlo (indirettamente) per commettere
            illeciti o fare commercio di tali illeciti.
            Che però rimangono illeciti non relazione al
            mezzo ma in relazione all'illecito stesso.Certamente. Non ho l'illusione di fermare del tutto qualsivoglia tipo di reato semplicemente grazie a dei "file del piffero" (perchè tali sono), e tantomeno l'illusione di bloccare lo sfruttamento anche degli altri mezzi di comunicazione; semplicemente ho la speranza di far si che non venga usato anche Internet come mezzo di comunicazione per azioni illegali, cosa che invece accade grazie al sua facilità ed immediatezza di utilizzo, la distanza che può coprire e di conseguenza il numero di persone che può raggiungere

            Quello che tu dici non solo non aiuta (come
            ti ripeto dimostrano le leggi a protezione
            della privacy) la legalità ma aiutano
            l'arbitrio incotrollabile da parte anche di
            operatori non autorizzati (o sei davvero
            convinto che falsificare un logo sia così
            complicato?)beh, è proprio con un decreto come questo che si cerca, tra le altre cose, di impedire arbitri incontrollabili da parte di operatori non autorizzati, dato che, se questo decreto viene applicato per bene e soprattutto se viene vigilato come si deve non ci dovrebbero essere operatori non autorizzati. Che poi si vigili effettivamente come si deve, rimarrà probabilmente un'utopia come moltissime altre cose qui in Italia, ma questa è un'altra faccenda che non c'entra con il decreto in sè.
            E sopratutto chi ti tutela se un qualunque
            impegato di una qualunque telecom può fare
            danni colossali?La tutela dovrebbe arrivare dall'autorità competente (leggi sopra), che dovrebbe inchiodare alle proprie responsabilità la qualunque telecom in questione di cui il fallace qualunque impiegato è dipendente. Se si tiene sotto controllo le società fornitrici di accesso wi-fi come il decreto si prefigge di fare, si sa anche chi deve rispondere di qualsiasi controversia
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            I log sono come ben sai dei file del
            piffero

            dove in teoria chiunque (dal gestore in

            malafede) al dipendente sistemista può

            scrivere a tua insaputa che tu hai

            partecipato ad uno scambio di informazioni

            finalizzato a qualche azione delittuosa.



            E' vero, e l'unico modo possibile di tentare
            di arginare (non dico impedire, dico
            arginare) anche simili atti è quello che a
            fornire tali servizi siano solo coloro che
            vengono regolarmente autorizzati da un
            entità che, in teoria, dovrebbe essere
            superpartes: lo Stato. Che poi lo sia
            davvero e lo sia per bene, sono d'accordo
            con chi asserisce che molto spesso non sia
            vero, ma qui non c'entra nulla questa legge
            specifica.L' autorizzazione di chicchessia non trasforma nessuno che sia di parte in super partes in ogni caso qualunque telecom è "pro sua parte"Io o te siamo potenzialmente molto più superpartes di qualunque telecomse poi siamo un milone siamo sicuramente super partes.


            Per questo motivo la legge europea sulla

            privacy impone dei limiti precisi alla

            conservazione di questi dati e la loro

            cancellazione su RICHIESTA DELL'

            INTERESSATO.



            A me risulta invece che su richiesta
            dell'interessato l'azienda sia tenuta a
            cancellare i dati anagrafici, non i log di
            accesso, e comunque quando ciò avviene,
            l'azienda ha certamente il diritto da parte
            sua di non fornirti più il servizio.E invece ti risulta male esiste una direttiva europea specifica sui log (data contention) sulle telecamere di sorveglianza e via dicendo.Per quanto riguarda il diritto a "non fornire il servizio" tale diritto non si applica ai servizi definiti di pubblica utilità di cui fanno parte i servizi di telecomunicazione che vanno forniti per legge su base "non discriminatoria".Del resto uno dei motivi con cui si giustifica la regolamentazione dei servizi di telecomuniziane è proprio la loro natura di servizi di pubblica utilità.


            Ti auguro che tu non ti debba trovare in

            simili circostanze!



            Diamine! lo spero anch'io: a parte tutto,
            sono sempre grosse rotture di palle!


            Guarda che internet non ha ancora la

            "materialità" necessaria a commettere
            atti

            di pedofilia (che esiste purtroppo a

            prescindere da internet e dai media) ne

            tantomeno ti dà la possibilità di
            molestare

            bambini e bambine.

            Certo, non mi riferisco al poter mettere
            fisicamente in pratica qualsiasi reato, mi
            riferisco ad usare Internet per ciò che può
            essere usato : facilitare le comunicazione
            tra criminali e quindi l'organizzazione dei
            reati, nonchè l'adescamento nel caso
            specifico della pedofiliaAdescamento? .... come le famose (e non regolamentate caramelle?) ...via un poco di senso della misura!oppure i telefonini ? (non so se ti risulta ma puoi comprare una sim del tutto anonima in svizzera e usarla dove e come ti pare).......lascia perdere l'argomentazione non regge.....Ti ripeto ci sono migliaia (milioni) di mezzi atti a compiere illeciti non vedo perchè internet sia considerabile come mezzo privilegiato (se non per fare un po di servizi giornalistici di larga presa sul pubblico).




            La possibilità che hai di commettere un

            reato a questo riguardo è la stessa che
            hai

            con qualunque mezzo di comunicazione

            (bigliettini di carta compresi) ... cioè

            usarlo (indirettamente) per commettere

            illeciti o fare commercio di tali
            illeciti.

            Che però rimangono illeciti non relazione
            al

            mezzo ma in relazione all'illecito stesso.

            Certamente. Non ho l'illusione di fermare
            del tutto qualsivoglia tipo di reato
            semplicemente grazie a dei "file del
            piffero" (perchè tali sono), e tantomeno
            l'illusione di bloccare lo sfruttamento
            anche degli altri mezzi di comunicazione;
            semplicemente ho la speranza di far si che
            non venga usato anche Internet come mezzo di
            comunicazione per azioni illegali, cosa che
            invece accade grazie al sua facilità ed
            immediatezza di utilizzo, la distanza che
            può coprire e di conseguenza il numero di
            persone che può raggiungere




            Quello che tu dici non solo non aiuta
            (come

            ti ripeto dimostrano le leggi a protezione

            della privacy) la legalità ma aiutano

            l'arbitrio incotrollabile da parte anche
            di

            operatori non autorizzati (o sei davvero

            convinto che falsificare un logo sia così

            complicato?)

            beh, è proprio con un decreto come questo
            che si cerca, tra le altre cose, di impedire
            arbitri incontrollabili da parte di
            operatori non autorizzati, dato che, se
            questo decreto viene applicato per bene e
            soprattutto se viene vigilato come si deve
            non ci dovrebbero essere operatori non
            autorizzati. Che poi si vigili
            effettivamente come si deve, rimarrà
            probabilmente un'utopia come moltissime
            altre cose qui in Italia, ma questa è
            un'altra faccenda che non c'entra con il
            decreto in sè.non è utopica l'idea è proprio sbagliata in quanto mette sistemi pericolosi in mano a operatori incompetenti (nen senso giuridico del termine).A parte il fatto che l'era del selvaggio west è finita da un pezzo ... persinogli sceriffi del mitico west dovevano per nominare gli aiutanti accertarsi (almeno in teoria) che avessero conoscenza della legge e curare il loro addestramento... (poi con la civiltà anche questa pratica è stata, per fortuna degli americani onesti, abolita).


            E sopratutto chi ti tutela se un qualunque

            impegato di una qualunque telecom può fare

            danni colossali?

            La tutela dovrebbe arrivare dall'autorità
            competente (leggi sopra), che dovrebbe
            inchiodare alle proprie responsabilità la
            qualunque telecom in questione di cui il
            fallace qualunque impiegato è dipendente. Se
            si tiene sotto controllo le società
            fornitrici di accesso wi-fi come il decreto
            si prefigge di fare, si sa anche chi deve
            rispondere di qualsiasi controversiaLa tutela per esistere deve avere strumenti di controllo ... se non ci sono (come non ci sono) requisiti tecnici per il mantenimento della veridicità e integrita dei log tali dati sono comunque potenzialmente falsi!E quindi la ipotetica tutela si trasforma (al di là delle intenzioni) in puro arbitrio.Non mi pare difficile capirlo...
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono d'accordo...
            - Scritto da: Anonimo

            E' vero, e l'unico modo possibile di
            tentare

            di arginare (non dico impedire, dico

            arginare) anche simili atti è quello che a

            fornire tali servizi siano solo coloro che

            vengono regolarmente autorizzati da un

            entità che, in teoria, dovrebbe essere

            superpartes: lo Stato. Che poi lo sia

            davvero e lo sia per bene, sono d'accordo

            con chi asserisce che molto spesso non sia

            vero, ma qui non c'entra nulla questa
            legge

            specifica.

            L' autorizzazione di chicchessia non
            trasforma nessuno che sia di parte in super
            partesChi ha mai detto cio? Io ho detto che l'autorizzazione deve essere data da qualcuno che è "sopra le parti", intendendo "imparziale". Se dal basso della mia ignoranza di Latino ho usato erroneamente il termine "superpartes" per definire qualcuno che sia "imparziale" e ciò ti ha ferito a morte, ti chiedo umilmente scusa, ma .... suvvia : c'è davvero bisogno di essere così pignoli?




            Per questo motivo la legge europea
            sulla


            privacy impone dei limiti precisi alla


            conservazione di questi dati e la loro


            cancellazione su RICHIESTA DELL'


            INTERESSATO.






            A me risulta invece che su richiesta

            dell'interessato l'azienda sia tenuta a

            cancellare i dati anagrafici, non i log di

            accesso, e comunque quando ciò avviene,

            l'azienda ha certamente il diritto da
            parte

            sua di non fornirti più il servizio.

            E invece ti risulta male esiste una
            direttiva europea specifica sui log (data
            contention) sulle telecamere di sorveglianza
            e via dicendo.In altre parole, tutte le telecamere di sorveglianza sarebbero fuorilegge? in tal caso ad essere tali sarebbero proprio enti governativi di ogni livello, banche, per non parlare delle forze dell'ordine medesime (escludendo quelle militari che, si sa, rispettano altre leggi). Sinceramente ci credo poco....

            Per quanto riguarda il diritto a "non
            fornire il servizio" tale diritto non si
            applica ai servizi definiti di pubblica
            utilità di cui fanno parte i servizi di
            telecomunicazione che vanno forniti per
            legge su base "non discriminatoria".
            Del resto uno dei motivi con cui si
            giustifica la regolamentazione dei servizi
            di telecomuniziane è proprio la loro natura
            di servizi di pubblica utilità.Si, mò ora stai a vedere che la Telecom è obbligata per legge a darmi l'allacciamento telefonico anche se io non adempio a tutte le sue condizioni per fornirmi tale servizio, e di certo tra queste condizioni c'è anche che io devo identificarmi.E poi : questa legge non mi pare che discrimini nessuno. Non dice che non si deve fornire il servizio al tal o il tal'altro ceto sociale o religioso o alla tal razza o persino ai criminali con tanto di fedina penale acquisita. Dice solo che il provider deve cercare di identificare univocamente i propri abbonati e tenere il registro di quando essi accedono al servizio

            Certo, non mi riferisco al poter mettere

            fisicamente in pratica qualsiasi reato, mi

            riferisco ad usare Internet per ciò che
            può

            essere usato : facilitare le comunicazione

            tra criminali e quindi l'organizzazione
            dei

            reati, nonchè l'adescamento nel caso

            specifico della pedofilia

            Adescamento? .... come le famose (e non
            regolamentate caramelle?) ...Esattamente come le famose e non regolamentate caramelle, che sono come le forbici e i fiammiferi di prima. Sei tu che continui a farmi paragoni non calzanti. Se non rafforzi la tua argomentazione non posso fare altro che darti le stesse risposte
            oppure i telefonini ? (non so se ti risulta
            ma puoi comprare una sim del tutto anonima
            in svizzera e usarla dove e come ti
            pare)....No, non lo sapevo ma .... e con ciò? Se in svizzera fanno le cose a c...o di cane è un buon motivo per farle anche noi (oltre a quelle che già facciamo senza prendere spunto da nessuno)?
            Ti ripeto ci sono migliaia (milioni) di
            mezzi atti a compiere illeciti non vedo
            perchè internet sia considerabile come mezzo
            privilegiato (se non per fare un po di
            servizi giornalistici di larga presa sul
            pubblico).Ripeto : perchè è facile ed immediato da usare come nessun altro mezzo di comunicazione prima di esso, perchè un tuo messaggio può raggiungere i pochi istanti ogni parte del mondo (e anche dello spazio ormai, visto che usano Internet anche dagli shuttle) e quindi con esso puoi raggiungere praticamente all'istante un numero di persone assolutamente impensabile fino a pochi anni fa
            non è utopica l'idea è proprio sbagliata in
            quanto mette sistemi pericolosi in mano a
            operatori incompetenti (nen senso giuridico
            del termine).A questo punto mi devi definire "operatori" : I provider o le autorità competenti che dovrebbero vigilarli o chi altri?

            La tutela per esistere deve avere strumenti
            di controllo ... se non ci sono (come non ci
            sono) requisiti tecnici per il mantenimento
            della veridicità e integrita dei log tali
            dati sono comunque potenzialmente falsi!

            E quindi la ipotetica tutela si trasforma
            (al di là delle intenzioni) in puro
            arbitrio.

            Non mi pare difficile capirlo...Ora non è affatto difficile : fai processo a priori e a prescindere a chiunque sia coinvolto nella faccenda e sei anarchico convinto. Dovremmo essere tutti così, ma perchè le cose funzionassero dovremmo essere anche tutti leali ed onesti, nessuno escluso. Ahinoi, la realtà è ben altra e di conseguenza dobbiamo arrangiarci alla meno peggio e tirare avanti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono d'accordo...
      Sono d'accordo.Una selva di reti totalmente gratuite messe su da nerd allacciati con una DSL 640/128 non serve assolutamente a nessuno.Dopotutto i piccoli ISP esistono ancora, in Italia, e se non riescono a sopravvivere è per un mero discorso economico. Economico italiano, ovviamente: questo non è certo il paese della concorrenza e della competizione fra privati.Sappiamo tutti che l'Italia è il paese delle corporazioni in trust, e che di fatto il monopolio di queste connessioni, commercialmente parlando, sarà dei soliti noti.Ma questo non dipende dal decreto in sé. Dipende da una burocrazia da sempre al servizio delle grandi aziende (tramite mazzetta o per raccomandazione).Il decreto in sé non ha niente di male, è chi lo applicherà che è tarato dalla nascita.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sono d'accordo...
        in sostanza vuoi dire che è il sistema che è tarato? le leggi sono sempre buone nell'idea del legislatore ma ricordiamoci che sono gli uomini che le applicano e le interpretano ... cirami e lodo maccanico docet.quindi non mi parlate di libertà che in questo paese esiste solo di facciata. leggi e dm si fanno ma interpretarli e applicarli è tutt'altra storia.
    • FDG scrive:
      Re: Non sono d'accordo...
      - Scritto da: Anonimo
      ...la capacità del richiedente
      l'autorizzazione di mantenere nel tempo
      l'integrità e l'efficienza della rete (a
      tutto vantaggio degli utenti), il rispetto
      delle normative contro le interferenze, il
      rispetto dei limiti di potenza delle
      emissioni, l'implementazione di metodi di
      identificazioni certi, sicuri ed univoci
      degli utenti/abbonati utilizzatori della
      wlan, ed altre cose ancora.I primi due punti hanno senso se si parla di reti a pagamento, dove i consumatori hanno tutto il diritto di pretendere standard qualitativi minimi. Non credo si possa dire lo stesso se si parla di reti amatoriali. Per limitare la potenza degli apparati mi pare si ricorra ad un registro contenente la potenza dei singoli. Non conosco bene come avvenga la registrazione, ma credo che sia fatta solo valutando gli apparati sulla carta (a meno di controlli effettuati in seguito). Anche perché penso sia improponibile un controllo preventivo su tutti gli apparati, se si parla di wi-fi.Per le interferenze, idem. Sono le aziende a presentare i risultati dei loro studi. Non so come faccia il ministero a valutare questi studi.Per quel che riguarda la sicurezza, dubito che esistano metodi certi per stabilire chi e come abbia usato la rete. Comunque, al di la di questo dubbio, la normativa avrebbe senso se stabilisse comportamenti da seguire per garantire la sicurezza della rete. Di per se però tale normativa dice solo che è il ministero a stabilire se una rete è sicura o meno. In pratica, dubito che questo sia vero. Il ministero si limiterà ad approvare il progetto della rete, che magari potrebbe essere realizzata in modo differente, anche sostanzialmente. E questo vorrà dire che solo coloro che saranno in grado di presentare correttamente la domanda, potranno avere l'autorizzazione. Cosa analoga a quanto avviene con i finanziamenti dello stato, dove alla fine a prendere i soldi sono quelli che sanno presentare meglio i progetti (pagano per la consulenza). Questo avviene senza che si entri nel merito del progetto.
      • FDG scrive:
        Re: Non sono d'accordo...
        Comunque, il problema non è se certe esigenze, certi interessi siano legittimi, ma se quelli siano gli unici interessi da proteggere. Forse il punto è che questa normativa protegge solo certi interessi.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sono d'accordo...
        - Scritto da: Anonimo

        Lo dice come comportarsi : devono essere

        implementati metodi di identificazione
        certa

        ed univoca dell' utente, quindi: username
        e

        password oppure smart-card oppure impronta

        digitale, o scansione della retina o

        qualunque metodo sicuro e non aggirabile
        che

        la tecnologia mette a disposizione

        buahhhaadhhhhhahhh biometria?
        Che cavolo dici? da quando i dati biometrici
        sono segreti? le tue impronte digitali le
        lasci continuamente ovunque Ci sono
        bellissimi siti dove ti spiegano come fare
        dita col gel dalle gelatine (quella delle
        caramelle) e bellissimi occhi finti! e via
        dicendo.....

        pensa un attimo alla etimologia della parola
        bio-metria (misurazione di caratteristiche
        biologiche) ... anche se sono univoche ..
        non sono mica segrete! chiunque le vedi ...
        le porti in giro tu stesso!
        E chi ha parlato di "segretezza"? io, se rileggi bene il mio scritto che hai commentato, ho parlato proprio di univocità.
        Lascia perdere la fantasia....
        La biometria ha già dato molte esilaranti
        prove della sua inefficienza.
        E suppongo continuerà a darne ancora finchè
        i cosidetti manager della sicurezza
        prenderanno bustarelle!

        Certo ci sarebbero i token crittogafici
        (quelli se bene implementati
        funzionerebbero) ma le telecom(s) hanno
        paura che siano difficili da usare per
        l'utonto! e quindi rimarranno INSICURE.

        La verità è che è molto più probabile che i
        piccoli providers realizzino tecnicamente
        livelli migliori di sicurezza (proprio
        perchè sarebbe il loro core business) dei
        grandi ... ma i grandi (proprio perchè
        grandi) non saranno mai buttati fuori dal
        business perchè hanno realizzato la
        sicurezza in modo carente!Speriamo! magari! e questo decreto così com'è attualmente non mi pare che tagli fuori i piccoli providers.... scusa se torno su questo punto ma in fondo è l'argomento di questo forum nonchè del mio commento di partenza, no?
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono d'accordo...
      - Scritto da: Anonimo
      ....con l'autore dell'articolo e i molti
      post-ari di questo forum. Ho letto
      attentamente il pdf a cui l'articolo fa
      riferimento e l'autore ha omesso una parte
      fondamentale del decreto : le condizioni che
      devono essere soddisfatte per la concessione
      dell'autorizzazione. Queste condizioni
      riguardano: la capacità del richiedente
      l'autorizzazione di mantenere nel tempo
      l'integrità e l'efficienza della rete (a
      tutto vantaggio degli utenti), il rispetto
      delle normative contro le interferenze, il
      rispetto dei limiti di potenza delle
      emissioni, l'implementazione di metodi di
      identificazioni certi, sicuri ed univoci
      degli utenti/abbonati utilizzatori della
      wlan, ed altre cose ancora. Tutte queste
      condizioni mi sembrano più che giuste,
      sensate e opportune e non possono che
      passare per una autorizzazione chiesta
      all'autorità competente (il ministero), e
      sono certamento alla portata di qualsiasi
      azienda SERIA anche piccola.Peccato che sia molto piu' affidabile un singolo cittadino di una qualsiasi azienda italiana.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sono d'accordo...
        - Scritto da: Anonimo
        Peccato che sia molto piu' affidabile un
        singolo cittadino di una qualsiasi azienda
        italiana.
        va bè, allora, con tutto il rispetto, se vogliamo buttarla in caciara mi sta bene tutto e partecipo anch'io volentieri!! :-)
  • Anonimo scrive:
    WiFi in spiaggia monopolizzato?
    Quanto appare dalla lettura del provvedimento sembra presagire una sorta di pizzo da pagare alle Telecom per poter mettere a disposizione dei clienti una connessione WiFi in spiaggia.Pensate agli alberghi, alle strutture balneari che oggi potrebero allacciarsi ad una ADSL e distribuire un servizio WiFi sulla spiaggia a chi ne fa richiesta, con gli opportuni rientri economici.Tutto questo non sarà più possibile?Occorrerà rivolgersi forzatamente a Telecom per avere questo servizio o basterà pagare una tangente per dare a Telecom la sua fetta di guadagno (evidentemente i rientri da ADSL non gli bastano....) ?Finiremo col dover pagare una quota annuale a Telecom per l'uso del forno a microonde considerando che lavora proprio sulle frequenze di 2.45GHz..... SconcertatoTamerlano
    • Ekleptical scrive:
      Re: WiFi in spiaggia monopolizzato?

      Quanto appare dalla lettura del
      provvedimento sembra presagire una sorta di
      pizzo da pagare alle Telecom per poter
      mettere a disposizione dei clienti una
      connessione WiFi in spiaggia.Esattamente per quale razza di motivo dovresti pagare Telecom, di grazia?Gaurdate che la legge non da nessuna concessione, di nessun tipo! Nessuno può avere l'esclusiva sul Wi-Fi, perchè di tratta di banda di dominio pubblico!Non è che solo Telecom può mettere il Wi-Fi! Lo può fare anche Ciccio Pasticcio Networks!Nessuno ha l'esclusiva e nessuno può averla!E puoi anche fare hotspot ad accesso pubblico, purchè non anonimi (esempio, abbonati con codice, per cui sai chi è che è collegato in quel momento; proprio come avviene con la connessiona via cavo che state usando in questo momento!) e confinati in spazi limitati (locali, grandi magazzini, aeroporti, stazioni, ecc...).Se il gestore del'hotel è in grado, può mettere il Wi-Fi sulla sua spiaggia senza chiedere proprio niente a nessuno!
      • Anonimo scrive:
        Re: WiFi in spiaggia monopolizzato?

        Esattamente per quale razza di motivo
        dovresti pagare Telecom, di grazia?Parti dalla considerazione di dover richiedere un'autorizzazione ministeriale per poter aprire il tuo WiFi-point a pagamento sulla spiaggia.Te la daranno? Quanto costerà?La tuà libertà effettiva di poterlo fare dipende da come quantitativamente ti risponderanno al ministero.Se il ministero intende privilegiare le grandi telecom basta che renda economicamente non conveniente il costo dell'autorizzazione per un singolo albergo che voglia noleggiare portatili wireless alla propria clientela sulla spiaggia.
        Lo può fare anche Ciccio Pasticcio Networks!Facci sapere da Ciccio Pasticcio _se_ gli hanno concesso l'autorizzazione e _quanto_ gli hanno fatto sborsare per averla.
        Se il gestore del'hotel è in grado, può
        mettere il Wi-Fi sulla sua spiaggia senza
        chiedere proprio niente a nessuno!Magari fosse così, il senso del decreto pare andare in una direzione molto diversa purtroppo.Vedremo come andrà a finire.Tamerlano
        • Anonimo scrive:
          Re: WiFi in spiaggia monopolizzato?
          sembra che se l'attività principale non è quella di fornire servizio di accesso, ma rappresenta solo un servizio diciamo "collaterale" , ad esempio una wlan in un albergo, bar etc., non ci dovrebbero essere problemi:http://www.padovawireless.net/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=42suggerimenti?
          • Anonimo scrive:
            Re: WiFi in spiaggia monopolizzato?
            ecco vedi il punto è proprio quello che tu scrivi quando su una "regolamentazione" appena uscita si trova una chiarezza tale da farti cominciare la frase con "sembra" vuorra dire che qualcosa non funziona .... o no?- Scritto da: Anonimo
            sembra che se l'attività principale non è
            quella di fornire servizio di accesso, ma
            rappresenta solo un servizio diciamo
            "collaterale" , ad esempio una wlan in un
            albergo, bar etc., non ci dovrebbero essere
            problemi:

            http://www.padovawireless.net/modules.php?op=

            suggerimenti?
          • Anonimo scrive:
            Re: WiFi in spiaggia monopolizzato?
            - Scritto da: Anonimo
            ecco vedi il punto è proprio quello che tu
            scrivi quando su una "regolamentazione"
            appena uscita si trova una chiarezza tale da
            farti cominciare la frase con "sembra"
            vuorra dire che qualcosa non funziona .... o
            no?
            infatti ci si basa sulle possibili interpretazioni e quella era una, mi chiedevo se qualcuno (magari con un background legale) pensa che potrebbe reggere in quanto tale.ciao
            - Scritto da: Anonimo

            sembra che se l'attività principale non è

            quella di fornire servizio di accesso, ma

            rappresenta solo un servizio diciamo

            "collaterale" , ad esempio una wlan in un

            albergo, bar etc., non ci dovrebbero
            essere

            problemi:




            http://www.padovawireless.net/modules.php?op=



            suggerimenti?
          • Anonimo scrive:
            Re: WiFi in spiaggia monopolizzato?
            - Scritto da: Anonimo
            http://www.padovawireless.net/modules.php?op= "Siamo un gruppo di appassionati di informatica e telecomunicazioni che progetta di costruire una WLan, una rete wireless (senza fili) su tutta l'area metropolitana che da Padova si estende fino a Venezia."Certo che se rimangono alla progettazione sono in regola ma se poi passano a costruirla ...Ma dichiarare di voler far qualche cosa di illegale è legale?Oggi come oggi non si sa mai ...
  • Anonimo scrive:
    Secondo me non è come dice Massimo....
    Salve a tutta la community,devo dire che come sempre consultare una legge per chi è profano e non mastica articoli e decreti ogni giorno è impresa ardua capire ciò Ministro & co abbiano voluto fare con questa legge.Personalmente però ho interpretato diversamente la legge dall'autore (Massimo), la cui versione potrebbe essere quella giusta almeno quanto la mia visto che non ricopriamo alcuna carica ufficiale nel campo giudiziario (almeno non io :)Cmq riprendo proprio uno spezzone altamente contestato da Massimo che secondo me può essere letto diversamente:"locali aperti al pubblico e aree confinate a frequentazione pubblica"Massimo è andato subito al punto, secondo me questa parte è stata fatta a posta per non far capire nulla, ma se mi è facile capire cosa siano i locali aperti al pubblico (un bar, un hotel, casa mia se ci faccio venire la gente a navigare), è difficile capire cosa invece siano le aree confinate a frequentazione pubblica.Secondo me tutto a questo mondo è confinato: una stazione, un centro commerciale, così come una piazza, una via, un paese e un Paese. Quindi secondo me il legislatore non ha voluto mettere l'accento su quel "confinate" ma piuttosto su a "frequentazione pubblica", significa secondo me che certe aree non possono essere coperte da Wi-Fi, tipo gli aereoporti militari o cmq luoghi dove non tutti possono entrare.Voi cosa ne pensate? Può essere un punto di vista coerente il mio?Robertowww.retisenzafili.com
    • Anonimo scrive:
      Re: Secondo me non è come dice Massimo....
      Quando le leggi non sono chiare vuol dire che il legislatore vuole dare ampio margine interpretativo. Questo significa che sarà una legge di volta in volta manipolata in base alle esigenze e agli interessati. E' per questo semplice motivo che la legge è uguale per tutti ma la sua applicazione è sempre diversa a seconda di chi sia il soggetto interessato.A parte questo preambolo, mi sembra che i "luoghi confinati a frequentazione pubblica" siano tutti i luoghi non privati.In altre parole, credo sia possibile utilizzare il Wi-Fi in tutte le abitazioni e anche fra un'abitazione e l'altra o fra un condominio e l'altro, o fra una città e l'altra, a patto che gli accessi non vengano venduti od usati per attività non ad uso private.
  • Anonimo scrive:
    gasparri.it
    Questo è il sito del ministro, e questamaurizio@gasparri.itla sua mail......niente di segreto, basta cercare su google.it :-)Sempre che utilizzi lo strumento (ma ne dubito, data la generale ignoranza dei nostri *onorevoli*, sarà al massimo un portaborse a farlo per lui....), possiamo fargli sapere quanto *apprezziamo* il suo *lavoro* e quello del governo tutto, a partire dal recepimento della EUCD....Cià...Utonto pentito
  • Anonimo scrive:
    Perchè non si può?
    Mi piacerebbe sapere quali sono le ragioni per le quali non posso condividere pubblicamente il mio hotspot. Intendo le ragioni logiche e legali, senza prendere in considerazione ipotetiche logiche di potere sul business.Grazie a tutti quelli che mi sapranno rispondere.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè non si può?
      - Scritto da: Anonimo
      Mi piacerebbe sapere quali sono le ragioni
      per le quali non posso condividere
      pubblicamente il mio hotspot. Intendo le
      ragioni logiche e legali, senza prendere in
      considerazione ipotetiche logiche di potere
      sul business.
      Grazie a tutti quelli che mi sapranno
      rispondere.Il DPR del gennaio 2002 permette l'uso di wi-fi all'interno della propria abitazione/ufficio, e il passaggio su suolo pubblico solo per collegare proprie sedi distaccate. Questo decreto vieta esplicitamente l'utilizzo di wi-fi per offrire a terzi accesso ad Internet e reti pubbliche in generale.Il regolamento appena approvato permette l'uso di wi-fi per offrire accesso ad Internet e reti telefoniche pubbliche solo se questo avviene entro aree ben delimitate, come aeroporti, centri commerciali etc.
  • Anonimo scrive:
    Contrario al WIFI 2
    Perchì non capisce, perchì credere che la storia sia una linea retta,disegnata dalla tecnologia, perchì pensa che l'importante è il fruire di oggi e non il male di domani.. vorrei invitarvi a vedere una storia diversa ma simile a quella che ci troveremo a vivere tra 10 o 20 anni......... http://www.report.rai.it/ram/vid20030609.ram
  • Anonimo scrive:
    wi-fi a costo minore del umts
    caro massimo, beh, ti diro'. come costameno.it abbiamo non pochi rapporti con futuri o gia' reali operatori wi-fi, in primis con tiscali, grazie alla sua acquisizione di freestation.it. E ne sono lieto. Saranno i soliti carrier a fare mercato, ma va bene, perche' saranno i servizi erogati in modalita' wi-fi le vere killer application. il poter comunicare in roaming anche su telefonini predisposti, il poter consultare la posta... il poter tante cose. E queste cose presuppongono che alle spalle di chi mi offre il servizio non ci sia il comune di "roncofrittovattelapesca". La cosa curiosa e' che dato che gli operatori umts hanno pagato fior di miliardi per le loro licenze viene da domandarsi come faranno a ripagarsele dato che i servizi che dovrebbero ripagargliele saranno erogati a costi nettamente inferiori via wi-fi. domandone... :)) thomashttp://costameno.splinder.it
    • Anonimo scrive:
      Re: wi-fi a costo minore del umts

      perche' saranno i
      servizi erogati in modalita' wi-fi le vere
      killer application. il poter comunicare in
      roaming anche su telefonini predisposti, il
      poter consultare la posta... il poter tante
      cose. E queste cose presuppongono che alle
      spalle di chi mi offre il servizio non ci
      sia il comune di "roncofrittovattelapesca".Scusa ma "Internet" non è una killer application del Wi-FIsecondo te?L'Umts è stato ridotto ad un semlice videofonino (che tristezza) , e a un terminale per vedere i gol della domenica da sotto l'ombrellone.Gli Isp diano connettività efficente a prezzi ragionevoli, che ai servizi ci pensa la Grande Rete.....
      • Anonimo scrive:
        Re: wi-fi a costo minore del umts
        Continuiniamo a favorire i monopoli, i grandi gruppi industriali la GDO e così via, complimenti diversificazione zero e 100% di standardizzazione.Il wi-fi è l'opportunità per creare nuove aziende e decine di migliaia di posti di lavoro, ridare fiato agli ISP (che ricordo facevano internet quando gli operatori telefonici neanche ci pensavano) e infine dare la larga banda nei paselli dove telecom ADSL c'è la porterà fra anni.ciauz
      • Anonimo scrive:
        Re: wi-fi a costo minore del umts
        te la metto giu' così. la killer application del wi-fi e' internet. ma e' anche il roaming dei carrier di telefonia gsm dove il gsm non arriva.. p.es metropolitane et altri luoghi.. il punto e' che non si possono siglare settecentomilioni di mini contrattini di roaming... e soprattutto non si possono non riconoscere come operatori wi-fi quei pochi che gia' sono stati "tester".. ergo.. eccoli qui i vari freestation e co. (peccato che il partner di telecom sia un partner che e' riuscito a farsi valorizzare quattro hotspot in croce). Quando un freestation ti permette di connetterti ad internet tramite 400-500 hot spot presenti nelle stazioni italiane, nelle zone di docking o attesa o in universita' o caffe'.. beh.. il servizio e' reale. Degli isp me ne fregherei. Il modello di business che si delinea e' interessante e non sento il bisogno di pluralita' di voci fra operatori nuovi, quando spazio non ce n'è. E poi, wi-fi? vieni a scoprirlo in smau.. lo presenteremo con tutti i suoi annessi e connessi.. con proposte piu' che alettanti al grande pubblico, ma educandoli anche all'uso con le soluzioni di wireless domestico.. che bisogno c'è di altri player? thomas http://costameno.splinder.it
    • Anonimo scrive:
      Re: wi-fi a costo minore del umts
      Da una persona sensibile come te non mi sarei mai aspettato che inserissi un link che spara un "dialer".Dai rimuovilo che ci fai piu bella figura.- Scritto da: Anonimo
      caro massimo, beh, ti diro'. come
      costameno.it abbiamo non pochi rapporti con
      futuri o gia' reali operatori wi-fi, in
      primis con tiscali, grazie alla sua
      acquisizione di freestation.it. E ne sono
      lieto. Saranno i soliti carrier a fare
      mercato, ma va bene, perche' saranno i
      servizi erogati in modalita' wi-fi le vere
      killer application. il poter comunicare in
      roaming anche su telefonini predisposti, il
      poter consultare la posta... il poter tante
      cose. E queste cose presuppongono che alle
      spalle di chi mi offre il servizio non ci
      sia il comune di "roncofrittovattelapesca".
      La cosa curiosa e' che dato che gli
      operatori umts hanno pagato fior di miliardi
      per le loro licenze viene da domandarsi come
      faranno a ripagarsele dato che i servizi che
      dovrebbero ripagargliele saranno erogati a
      costi nettamente inferiori via wi-fi.
      domandone... :))

      thomas
      http://costameno.splinder.it
      • Anonimo scrive:
        Re: wi-fi a costo minore del umts
        ah ma che borioso che e' questo anonimo che vede sempre dialer quando scrivo io. se scrivo e mi firmo e lascio il link e' perche' non ho nulla da nascondere.. che io poi metta dialer nei link la vedo difficile. invidioso o semplice fuffoso?thomashttp://costameno.splinder.it
        • Anonimo scrive:
          Re: wi-fi a costo minore del umts
          - Scritto da: Anonimo
          ah ma che borioso che e' questo anonimo che
          vede sempre dialer quando scrivo io. se
          scrivo e mi firmo e lascio il link e'
          perche' non ho nulla da nascondere..
          thomas
          http://costameno.splinder.itBimbo ... torna dal paparino e non intrometterti in quesitoni dove non hai idea di cosa sia ...E per quanto riguarda il link da te pubblicizzato ti consiglio di togliere tutta la spazzatura che ci hai messo ...
          • Anonimo scrive:
            Re: wi-fi a costo minore del umts
            non prendertela. Il caro Thomas che si sente superiore perchè si firma con uno pseudonimo, sale in cattedra e poi si mette a sparare dialer con i suoi link del piffero.Dai Thomas fai la persona seria, ti abbiamo cuccato e ora fai meglio a stare zitto e contrito (sempre che tu non sei uno dei 25000 denunciati finora)- Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            ah ma che borioso che e' questo anonimo
            che

            vede sempre dialer quando scrivo io. se

            scrivo e mi firmo e lascio il link e'

            perche' non ho nulla da nascondere..

            thomas

            http://costameno.splinder.it

            Bimbo ... torna dal paparino e non
            intrometterti in quesitoni dove non hai idea
            di cosa sia ...

            E per quanto riguarda il link da te
            pubblicizzato ti consiglio di togliere tutta
            la spazzatura che ci hai messo ...
  • Anonimo scrive:
    contrario al WIFI
    sono contrario ad ogni tipo di connessione Radio, cellulare, Wireless (local loop), tv . Quindi penso che anche questa cosa indipendentemente da chi è fatta (liberi utenti, società telefoniche) sono un danno alla mia persona......
    • neoviruz scrive:
      Re: contrario al WIFI
      - Scritto da: Anonimo
      sono contrario ad ogni tipo di connessione
      Radio, cellulare, Wireless (local loop), tv
      . Quindi penso che anche questa cosa
      indipendentemente da chi è fatta (liberi
      utenti, società telefoniche) sono un danno
      alla mia persona......e io sono contrario alla tua persona
      • Anonimo scrive:
        Re: contrario al WIFI
        ..hai idea delle conseguenze dell'elettro smog??
        • Anonimo scrive:
          Re: contrario al WIFI
          Si ti riscalda un po' la m...a che hai dentro la scatola cranica!!
        • DKDIB scrive:
          Re: contrario al WIFI
          Sottoscrivo quanto affermato da Neoviruz.
          • Anonimo scrive:
            Re: contrario al WIFI
            se il problema è l'eettrosmog, ecco un buon motivo per favorire il WiFi, le emissioni sono 2 ordini di grandezza sotto quelle dei cellulari....
        • Anonimo scrive:
          Re: contrario al WIFI
          - Scritto da: Anonimo
          ..hai idea delle conseguenze dell'elettro
          smog??E neppure tu visto che apparentemente nessuna ricerca in merito ha veramente concluso qualcosa.Può darsi che in futuro si scoprirà che è mortale, può darsi che si scoprirà che è innocuo.In ogni caso penso proprio che oggi nessuno ne abbia veramente un'idea chiara.
          • Anonimo scrive:
            Re: contrario al WIFI
            non è vero..tutte le ricerche libere, non finanziate da gruppi di pressione, dicono che l'inquinamento elettromagnetico fà male!!!!!!!
          • Anonimo scrive:
            Re: contrario al WIFI
            - Scritto da: Anonimo
            non è vero..tutte le ricerche libere, non
            finanziate da gruppi di pressione, dicono
            che l'inquinamento elettromagnetico fà
            male!!!!!!!Anche dire troppe boiate fa male, ma qua sembra che tutti ignorino questo...
    • Anonimo scrive:
      Ecco un VERO troll...
      .intendo basso, brutto, con quattro dita per mano....Esistono davvero!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco un VERO troll...
        forse esistono .......... ma forse sarebbe meglio pensare prima alla salute e poi all'evoluzione della tecnica...senza contare che basterebbe un pò di fibra ottica + costosa ma meno dannosa..per poter eliminare le attene tv, e per connettere a banda larga la gente...se poi c'è la necessità per connettere delle persone che sono alla stazione o al ristorante si mette una bella lan su cavo e dei punti di connessione...
        • neoviruz scrive:
          Re: Ecco un VERO troll...
          - Scritto da: Anonimo
          forse esistono .......... ma forse sarebbe
          meglio pensare prima alla salute e poi
          all'evoluzione della tecnica...senza contare
          che basterebbe un pò di fibra ottica +
          costosa ma meno dannosa..per poter eliminare
          le attene tv, e per connettere a banda larga
          la gente...se poi c'è la necessità per
          connettere delle persone che sono alla
          stazione o al ristorante si mette una bella
          lan su cavo e dei punti di connessione...Fate veramente ridere...Siamo invasi da milioni di radiazioni di cellulari (ne abbiamo tutti almeno 3/4 in famiglia vero?) da macchine non catalitiche ancora in circolazione, da trasporto merci su gomma in quantita' industriale, da scarichi nei fiumi, chissa' quanta radioattivita' residua di una qualche esplosione nucleare, senza contare tutto il resto...e vi accanite con il wi-fi e i fumatori... e' quasi imbarazzante...Citando einstein "due cose non hanno limiti:L'universo e la stupidita' umana, e sull'universo ho ancora dei dubbi"
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco un VERO troll...
            e tu non sai leggere...io ho parlato anche di Cellulari, ripetitori Radio e Tv...
          • neoviruz scrive:
            Re: Ecco un VERO troll...
            - Scritto da: Anonimo
            io ho parlato anche di Cellulari, ripetitori
            Radio e Tv...Ok allora da domani mi fai la cortesia di:-Circolare esclusivamente in bicicletta-Evitare di guardare la tv ma fare una bella partita a carte come alternativa-Non fumare (se fumi)-Non ascoltare la radio-Non accendere l'aria condizionata-Non utilizzare il fornello e se devi accendere il fuoco per favore sfrega due bastoncini o usa una pietra focaia....Va beh no dai mi accontento che non spari piu' stronzate... tutto il resto continua pure a farlo...
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco un VERO troll...
            Questi sono gli stessi che poi si vanno a prendere la tintarella al sole. :)Il sole e' naturale,e poi dicono tutti che fa bene!Che importa se negli anni accumulo danni su dannie le statistiche danno un aumento impresssionantedei tumori della pelle nella popolazione.Basta un po' di cremina no?Invece dagli addosso alle onde elettromagnetiche!Ceh ridicoli che siamo!Non siamo mai usciti dal medioevo! altro che era modernae illuminismo!Macs
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco un VERO troll...
            ...il punto è che chi prende il sole lo prende da solo........su sestesso ...se metti lo wifi in un parco pubblico o in un ristorante lo subiscono tutti.
    • paulatz scrive:
      Re: ma non ho capito una cosa
      Ti dirò, francamente io sono di sinistra, anzi sono COMUNISTA, tuttavia:20 000 studi provano che le radiazioni elettromagnetiche NON ionizzanti non fanno maleLe radiazioni ionizzanti fanno male, ma solo ad intensità relativamente elevate e comunque non c'è ne sono.Cernobyl ha causato la morte di 11 persone subito e 34 entro un anno nei dintorni, meno di 250 in tutto il mondo.Una centrale elettrotermica a petrolio causa molti morti di piùVai a studiare, informati, prima di parlare
  • Anonimo scrive:
    Sognavamo ad occhi aperti ?
    Condivido l'amarezza espressa da Mantellini nel suo articolo, ma non posso fare a meno di essere stupito nel leggere di aspettative che hanno il sapore della favola e che non potrebbero mai trovare lo sbocco che scioccamente tutti noi, semplici cittadini, speravamo.Mi sembrerebbe uno scenario quantomeno bizzarro quello in cui un ministro promuovesse una tecnologia capace di affrancare i cittadini dalla tirannia e dal monopolio delle multinazionali delle telecomunicazioni. Del resto quelle multinazionali sono le stesse che portano tanti soldi alle casse dello stato e alle casse di molte testate giornalistiche, per non parlare di quelle dei "nipoti".Come si può anche solo pensare che tutto questo meccanismo perfettamente perfetto possa essere turbato da una tecnologia che dia agli ignoranti di la possibilità di rovinarlo ?No, non credo che le favole possano essere realizzate nel paese dei cachi. Non dove i cittadini non sono cittadini ma consumatori, oppure contribuenti, oppure pirati informatici a priori, oppure ...Sarebbe come pensare che un giorno qualcuno troverà il modo di rendere tutti ricchi, e qualcun'altro troverà il modo di costruire macchine che non hanno bisogno di carburante, e qualcun'altro dirà che tutte le guerre sono un crimine contro l'umanità ...E' bello poter sognare, ma poi non dimentichiamoci che al mattino ci si risveglia, e se tutti quanti non hanno fatto lo stesso sogno, si riprenderà a fare la vita di tutti i giorni.
  • Anonimo scrive:
    Non ci credo.
    E' la classica legge fatta per NON applicarsi. Se io nel mio condominio piazzo una base airport, e la "dimentico" aperta, chi potra' rompermi le scatole se il mio vicino di casa la riceve? Me lo vengono a configurare loro? E specialmente, chi gira per le strade a controllare che non ci siano reti Wi-Fi aperte? Se io nel mio club piazzo una rete wireless, e si prende anche fuori, che ci posso fare io? E del resto, se la mia rete prende tutta la citta' MA per accedervi e' necessaria l'iscrizione ad un club PRIVATO, come faranno a dire che la mia e' una rete -pubblica-? Sono le solite leggi del cavolo.
    • Ekleptical scrive:
      Re: Non ci credo.

      E' la classica legge fatta per NON
      applicarsi. Se io nel mio condominio piazzo
      una base airport, e la "dimentico" aperta,
      chi potra' rompermi le scatole se il mio
      vicino di casa la riceve?Nessuno.
      che ci posso fare io? E del resto, se la mia
      rete prende tutta la citta'Questo non si può fare. Con o senza password.
  • DPY scrive:
    Dubbi
    Dalla lettura (veloce) del decreto non mi risulta chiara una cosa:Ammettiamo che io sia un soggetto che voglia coprire un'area chiusa, sia essa un campeggio, una stazione ferroviaria o quello che si vuole:1) Devo avere il consenso del proprietario dell'area?2) La concessione è esclusiva o potrebbero darla ad altri per la stessa area?Se la risposta alle due domande è (rispettivamente): Sì / No, quali sono i motivi che impediscono ad aziende medio/piccole di farsi le proprie reti e coprire le aree che desiderano?
    • Anonimo scrive:
      Re: Dubbi
      - Scritto da: DPY
      Dalla lettura (veloce) del decreto non mi
      risulta chiara una cosa:
      Ammettiamo che io sia un soggetto che voglia
      coprire un'area chiusa, sia essa un
      campeggio, una stazione ferroviaria o quello
      che si vuole:
      1) Devo avere il consenso del proprietario
      dell'area?
      2) La concessione è esclusiva o potrebbero
      darla ad altri per la stessa area?

      Se la risposta alle due domande è
      (rispettivamente): Sì / No, quali sono i
      motivi che impediscono ad aziende
      medio/piccole di farsi le proprie reti e
      coprire le aree che desiderano?La risposta è si/no. Da quello che ho capito, Il problema è che la maggior parte dei provider indipendenti intendeva usare questa tecnologia in sostituzione dell'ADSL e delle CDN per fornire accesso ad Internet senza avere Telecom fra le scatole. Il mercato degli hot spot è comunque marginale rispetto a tutto il mercato di accesso aziendale e residenziale, e quello rimane bloccato.
    • DKDIB scrive:
      Re: Dubbi
      Alla prima domanda non saprei (ma penso/spero ke la risposta sia si' ^^').Alla seconda invece la risposta e' kiaramente si'.Posso cedere la mia licenza, ma anke la cessazione deve essere approvata dal ministero e sottostare agli stessi vincoli d' una licenza vera e propria.
  • Anonimo scrive:
    Sbagliato.
    Casa mia NON E' UN LOGO PUBBLICO o comunque APERTO A FREQUENTAZIONI PUBBLICHE. Dunque le reti amatoriali tra 'privati' non sono menzionate e, quindi, sottoposte alla regolamentazione in oggetto. Questo è quel che penso.Hot.
    • Ekleptical scrive:
      Re: Sbagliato.

      Casa mia NON E' UN LOGO PUBBLICO o comunque
      APERTO A FREQUENTAZIONI PUBBLICHE. Dunque le
      reti amatoriali tra 'privati' non sono
      menzionate e, quindi, sottoposte alla
      regolamentazione in oggetto. Questo è quel
      che penso.La rete te la puoi fare in casa liberamente senza nessun vincolo. Ovvio.Quello che non puoi fare è dare accesso pubblico dalla rete di casa tua. E rimane poi il vecchio obbligo di autorizzazione per uso di terreno pubblico.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sbagliato.
      - Scritto da: Anonimo
      Casa mia NON E' UN LOGO PUBBLICO o comunque
      APERTO A FREQUENTAZIONI PUBBLICHE. Dunque le
      reti amatoriali tra 'privati' non sono
      menzionate e, quindi, sottoposte alla
      regolamentazione in oggetto. Questo è quel
      che penso.Pensi male, a meno che non voglia ospitare in casa tutti quelli che vogliono accedere all'hot spot. La violazione avviene nel momento in cui fornisci l'accesso a qualcuno al di fuori dell'area coperta, come aeroporti, centri commerciali...Se usi wi-fi nel tuo appartamento non occorre nessuna autorizzazione, se lo fai nel condominio occorre già. Per strada sotto il tuo palazzo non puoi fornire accesso in alcun caso.Questo dicono le norme in vigore.
      • Anonimo scrive:
        Re: Sbagliato.
        - Scritto da: Anonimo
        Pensi male, a meno che non voglia ospitare
        in casa tutti quelli che vogliono accedere
        all'hot spot. La violazione avviene nel
        momento in cui fornisci l'accesso a qualcuno
        al di fuori dell'area coperta, come
        aeroporti, centri commerciali...Più o meno. Ma una rete cittadina non ha bisogno di arrivare a tanto.
        Se usi wi-fi nel tuo appartamento non
        occorre nessuna autorizzazione, se lo fai
        nel condominio occorre già. Per strada sotto
        il tuo palazzo non puoi fornire accesso in
        alcun caso.Sbagliato. Leggi bene a chi è destinata la regolamentazione:"...dell'accesso dei pubblico alle reti e ai servizi di telecomunicazioni, in locali aperti al pubblico o in aree confinate a frequentazione pubblica quali aeroporti, stazioni ferroviarie e marittime e centri commerciali"Allora: 'Locali aperti al pubblico' (bar, cinema, etc...) 'Aree CONFINATE a frequentazione pubblica' (non si possono definire così strade, vie, piazze, nè tantomeno condomini).Come vedi la scappatoia legale c'è grazie anche al fatto che le leggi le fanno col c%%o.Hot
        • Anonimo scrive:
          Re: Sbagliato.
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: Anonimo


          Pensi male, a meno che non voglia ospitare

          in casa tutti quelli che vogliono accedere

          all'hot spot. La violazione avviene nel

          momento in cui fornisci l'accesso a
          qualcuno

          al di fuori dell'area coperta, come

          aeroporti, centri commerciali...

          Più o meno. Ma una rete cittadina non ha
          bisogno di arrivare a tanto. Una rete cittadina deve coprire una città, un'area ben più ampia di un centro commerciale.


          Se usi wi-fi nel tuo appartamento non

          occorre nessuna autorizzazione, se lo fai

          nel condominio occorre già. Per strada
          sotto

          il tuo palazzo non puoi fornire accesso in

          alcun caso.

          Sbagliato. Leggi bene a chi è destinata la
          regolamentazione:

          "...dell'accesso dei pubblico alle reti e ai
          servizi di telecomunicazioni, in locali
          aperti al pubblico o in aree confinate a
          frequentazione pubblica quali aeroporti,
          stazioni ferroviarie e marittime e centri
          commerciali"

          Allora: 'Locali aperti al pubblico' (bar,
          cinema, etc...)
          'Aree CONFINATE a frequentazione pubblica'
          (non si possono definire così strade, vie,
          piazze, nè tantomeno condomini).

          Come vedi la scappatoia legale c'è grazie
          anche al fatto che le leggi le fanno col
          c%%o.
          Ci sono altri regolamenti sulla materia, come il DPR del gennaio 2002 a regolare la materia. Nel complesso il risultato è quello che ti ho scritto.
  • Anonimo scrive:
    Caro Massimo, cosa ci aspettavamo?...
    Del resto, cosa ci potevamo aspettare, da un paese ancora dominato de facto da un'unica ingombrante fallace compagnia telefonica?...Che una volta tanto ci sarebbe stato sviluppo, quando invece quotidianamente si perpetrano abusi più o meno nascosti ai danni di vari utenti? Alzi una mano chi non si è mai trovato almeno un servizio attivato senza il suo consenso, o altri tipi di disavventure telefoniche...Come permettere che un mercato così fruttifero cada nella mani di bieche amministrazioni pubbliche, che probabilmente avrebbero dato via la connettività a due lire? No giammai, che spreco!!!E ci hanno ben pensato loro... quando c'è un giro di affari così, ma dove vuoi che vada la libertà di fare le cose al costo minore per tutti?Dritte nel pozzo nero dei desideri che resteranno solo, amaramente, tali...E' il classico ombrello di Altan, no?... :(:(:(:(:(:(Max M
  • Anonimo scrive:
    Nessuno ne parla?
    Credo che questo sia solo un esempio di un problema ben più ampio: priorità.Sono tantissime le cose che non vanno affatto bene in Italia e che a confronto con altre nazioni, anche nostri vicini europei, evidenziano vistosamente quant'è contorta la nostra società.Il mio è un ragionamento molto astratto e generale, ma se ci fate caso si riscopre sempre di nuovo e su diverse scale (locale, nazionale, PMI, grandi aziende, per strada, in TV, ecc.).Il 'pattern' è il seguente:1) si costruisce un ranking dei stakeholders in ordine decrescente secondo il potere politico ed economico2) si prende la 'torta' e si suddivide tra le prime parti fino a raggiungere un 80% di potere politico o economico totale3) si ignora e manda a quel paese il restante 20% di potere politicoIl problema è che il 20% restante è costituito dall'80% della popolazione Italiana. Quindi l'80% di cui al punto 2) è solo il 20% della popolazione Italiana: UNA MINORANZA!Per quanto possa sembrare 'generico' e 'approssimativo', questo ragionamento calza a pennello, e non ci si crede quanto spesso!GUARDIAMOCI INTORNO! Il nostro paese sta funzionando in un modo spregievole e irriguardevole degli interessi della popolazione 'vera'.Ma che ci voleva a rendere la banda libera per tutti, così com'è successo in altri paesi? Perché si deve SEMPRE mungere la mucca e tagliare le gambe alle iniziative gratuite, che sono le uniche che realmente rappresentano il progresso, in quanto a disposizione di tutti, pure delle fasce più basse.L'aspetto perggiore è poi che non è un problema politico ma sociale, perché sia un lato che l'altro della politica italiana ragiona allo stesso modo, e non sono poche le persone che accettano questa situazione mostrando parzialità per i propri interessi e menefreghismo rispetto ad un reale ed equo senso del giusto.Il problema siamo quindi proprio noi stessi, che come società accettiamo cose del genere. E con questo esempio, l'articolo centra proprio nel pieno!Scusate la lunghezza del post ma dovevo sfogarmi. Il Wi-Fi libero e gratuito era un mio sogno già da molto tempo, e me l'hanno rovinato (e non è il primo, nè sarà certo l'ultimo).Pochi si rendono conto di cosa stiamo realmente parlando. Non di una tecnologia, ma del passaggio della società informatizzata alla società dell'informazione (una svolta epocale insomma, che adesso purtroppo non potrà più avvenire).PS: La società dell'informazione è per definizione 'libera' (aperta e gratuita), ovvero non può restare sotto il controllo del mondo aziendale o industriale (come è adesso, nella società informatizzata) ma deve passare necessariamente di mano ai cittadini privati (che la micro-gestiscono da sé come pare a loro e contribuendo attivamente non solo al contenuto ma anche alla struttura stessa).
    • Anonimo scrive:
      Re: Nessuno ne parla?
      Io penso invece che la maggior parte degli italiani non capisca nemmeno cosa sia il wi-fi e tantomeno le implicazioni nella vita di tutti i giorni.Quindi chi ha dei forti interessi in questi settori può fare il bello e il cattivo tempo senza che le parti politiche abbiano problemi di perdere consenso popolare.Se l'80% della gente capisse di cosa si tratta saprebbe come far conoscere il proprio parere, nella cabina elettorale, ma a quel punto non succederebbe nemmeno. Vedi pensioni.
    • Anonimo scrive:
      Re: Nessuno ne parla?
      SVEGLIA!!!!!!!!!!!!!Da tempo in Italia Internet non è libero!!!!!!Ve ne siete accorti solo ora??????????Avete visto la legge cinese vigente in Italia per realizzare un sito web?Deve essere una testata giornalistica anche se ci metti solo le foto tue, e se non va bene hai sanzioni penali!E questo vale anche per siti registrati all'estero.In italia da tempo, grazie anche ai giudici e gruppi di potere siamo al limite della legalità internazionale. E' nostro pure quello che non è di nostra giurisdizione!Pazzesco!
  • Ekleptical scrive:
    Contro-contro-critiche
    (Ovviamente) non son d'accordo con lo stesore del commento e volevo porre alcuni quesiti sui quali gradirei una sua simpatica risposta:a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia americana e i vari GSM/UMTS sono farina Europea, per quale motivo uno stato sano di mente deve premiare le tecnologie (e quindi l'acqusito di componenti tencologici) stranieri, quando ha un settore all'avanguardia accettato in tutto il mondo (notoriamente gli USA in telefonia cellulare non contano niente) su cui costruire la sua economia? Per un insano spirito alla Tafazzi? Vi piace proprio dipendere dagli USA e fare i loro lacchè per l'eternità?b) Cosa vuol dire esattamente "accesso libero" alla banda 2,4GHz? L'autore sa che il WI-Fi è diviso in 13 fasce (in Europa), che non si possono sovrapporre e creare interferenze a coppie di vicinanza? Detto in altri termini, se A arriva e piazza sotto casa di Mario il suo Wi-Fi e il mese dopo arriva B e si piazza sulla stessa frequenza o su quella adiacente (la vogliamo libera, senza regole, no?), il sistema va in palla e non funziona nè A nè B, con grande gioia di Mario che ha fatto l'abbonamento con A? Nonchè con gioia conseguente di A, che non può rivalersi su B, visto che qeusta no ha fatto niente di illegale?Il sistema gioisce ancora di più se Pietro, nel palazzo di Mario, si fa la sua bella WLAN in casa (mica glielo vogliamo vietare, no??), che si piazza giusto in mezzo fra A e C mandandole in palla tutte e 2? Magari è per quello che è limitato ai luoghi chiusi, no?(E tralasciamo le questioni tecniche di roaming)
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro-contro-critiche
      Succede la stessa cosa sui 27Mhz, banda CB, quella dei CQ, dove un terzo in comunicazione con un quarto può rovinare una precedente comunicazione tra due persone. Eppure tale banda ha funzionato per anni e anni permettendo a tanti di chiacchierare liberamente senza grossi problemi.
      • Ekleptical scrive:
        Re: Contro-contro-critiche

        Succede la stessa cosa sui 27Mhz, banda CB,
        quella dei CQ, dove un terzo in
        comunicazione con un quarto può rovinare una
        precedente comunicazione tra due persone.
        Eppure tale banda ha funzionato per anni e
        anni permettendo a tanti di chiacchierare
        liberamente senza grossi problemi.Direi che ti rispondi da solo. I CB sono mezzi amatoriali di comunicazione. Nessuno ci fonda imprese e servizi su (a parte chi produce gli apparati). Se non funziona, pazienza!Ben altro caso è il Wi-Fi ed eventuali provider Wireless!
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro-contro-critiche
      Non sono lo "stesore" del "commento" (Italiano corretto: "l'autore dell'articolo") ma ti rispondo lo stesso (con permesso).- Scritto da: Ekleptical
      a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia americanaLe componenti rappresentano un costo fisso e non sono necessariamente americane, anzi. Il protocollo di rete è tale solo se è accessibile a tutti, quindi ammesso che non ci siano produttori al di fuori degli affari americani non significa che non ce ne saranno mai. Nulla impedisce ai coreani di produrre chip RT compatibili.Qui si parla piuttosto di costi ricorrenti che si devono affrontare ogni mese, ovvero l'accesso ai nodi che non sono concessi da privati ma da aziende che (con ragione) si fanno remunerare per un servizio erogato.Un viaggio all'estero mostra come viene gestito altrove il patrimonio pubblico (l'acqua, l'aria, le coste (spiagge) e la banda in questione).
      b) Cosa vuol dire esattamente "accesso
      libero" alla banda 2,4GHz?Il problema non è affatto tecnico e viene risolto con un sorriso perché nell'interesse di tutti i coinvolti. Un esempio gratuito sono le freenet, le reti Wi-Fi gratuite (nessun costo di accesso) organizzate da comunità locali che guarda caso risolvono egregiamente il problema accennato. Quindi questo problema si pone ma si risolve senza dover ricorrere ad avvocati.
      • Ekleptical scrive:
        Re: Contro-contro-critiche

        saranno mai. Nulla impedisce ai coreani di
        produrre chip RT compatibili.Per produrre chip compatibili devono versare royalties agli americani sui brevetti. Per produrre roba GSM/GPRS/UMTS devono versare i soldi qua in Europa.Preferisci la 1 o la 2?Ripeto: vi piace arrricchire gli USA e dipendere da loro in eterno? Questa è la domanda che dovete porvi.Se sì, vai di Wi-Fi. Altrimenti magari è meglio che il Wi-Fi vada a spasso e che l'UMTS spadroneggi, all'estremo.
        Il problema non è affatto tecnico e viene
        risolto con un sorriso perché nell'interesse
        di tutti i coinvolti. Un esempio gratuito
        sono le freenet, le reti Wi-Fi gratuite
        (nessun costo di accesso) organizzate da
        comunità locali che guarda caso risolvono
        egregiamente il problema accennato.E il problema torna dalla finestra, se invece parliamo di imprese di servizi che offrono Internet a pagamento Wi-Fi.Oh, ma c'è così tanta gente contenta di sgobbare gratis, in giro?'zzo, è il momento giusto di fondare imprese!
        • Anonimo scrive:
          Re: Contro-contro-critiche

          Per produrre chip compatibili devono versare
          royalties agli americani sui brevetti.Posso sapere quali aziende possiedono questi brevetti?
          Per
          produrre roba GSM/GPRS/UMTS devono versare i
          soldi qua in Europa.
          Preferisci la 1 o la 2?
          Ripeto: vi piace arrricchire gli USA e
          dipendere da loro in eterno? Questa è la
          domanda che dovete porvi.
          Se sì, vai di Wi-Fi. Altrimenti magari è
          meglio che il Wi-Fi vada a spasso e che
          l'UMTS spadroneggi, all'estremo.Ma secondo te Wi-Fi e UMTS sono tecnologicamente equivalenti?
          E il problema torna dalla finestra, se
          invece parliamo di imprese di servizi che
          offrono Internet a pagamento Wi-Fi.Ma perche' i servizi a pagamento dovrebbo usare il Wi-Fi se c'e' gia' l'UMTS?
          Oh, ma c'è così tanta gente contenta di
          sgobbare gratis, in giro?
          'zzo, è il momento giusto di fondare imprese!No. C'e' gente libera, che pensa che non necessariamente tutto debba essere merce, e che la liberta' di espressione (anche tecnica) sia un diritto. Ti ripeto la domanda. Le aziende di telecomunicazioni in Italia disporranno sia sia dell'infrastruttura via cavo, che di frequenze (e tecnologie annesse) per l'UMTS. Perche' devono portare via anche l'unico buco libero che era rimasto per il cittadino qualunque?Per me il motivo e' semplice. Non si sta dando una possibilita' al paese, ma la si toglie. Lo scopo non e' dare un'opportunita' ai cittadini, ma toglierla. Mi vuoi dire in quali altri paesi il Wi-Fi viene regolamentato in questo modo?
        • Anonimo scrive:
          Re: Contro-contro-critiche
          - Scritto da: Ekleptical

          saranno mai. Nulla impedisce ai coreani di

          produrre chip RT compatibili.

          Per produrre chip compatibili devono versare
          royalties agli americani sui brevetti. Per
          produrre roba GSM/GPRS/UMTS devono versare i
          soldi qua in Europa.
          Preferisci la 1 o la 2?
          Ripeto: vi piace arrricchire gli USA e
          dipendere da loro in eterno? Questa è la
          domanda che dovete porvi.
          Se sì, vai di Wi-Fi. Altrimenti magari è
          meglio che il Wi-Fi vada a spasso e che
          l'UMTS spadroneggi, all'estremo.Eklè... parli proprio tu che vorresti vedere Windows su ogni dispositivo elettronico? un po' di coerenza non sarebbe male, dai!

          Il problema non è affatto tecnico e viene

          risolto con un sorriso perché
          nell'interesse

          di tutti i coinvolti. Un esempio gratuito

          sono le freenet, le reti Wi-Fi gratuite

          (nessun costo di accesso) organizzate da

          comunità locali che guarda caso risolvono

          egregiamente il problema accennato.

          E il problema torna dalla finestra, se
          invece parliamo di imprese di servizi che
          offrono Internet a pagamento Wi-Fi.

          Oh, ma c'è così tanta gente contenta di
          sgobbare gratis, in giro?
          'zzo, è il momento giusto di fondare imprese!ok allora invece di fare il polemico dimmi come mai a Londra sono anni che si fanno le LAN condominiali e nessuno si è mai lamentato di niente...ma perché ogni tanto non stai zitto invece di postare i tuoi commenti inutili, sterili, polemici e basati sull'aria fritta?
          • Ekleptical scrive:
            Re: Contro-contro-critiche

            Eklè... parli proprio tu che vorresti vedere
            Windows su ogni dispositivo elettronico? un
            po' di coerenza non sarebbe male, dai!Mai detto una cosa simile! Sul mio comp ci sono 5 OS diversi, di cui solo 2 Microsoft (e compreso Linux, che anzi c'è su 2 computer)!A me sta solo sulle balle la GPL, come già detto varie volte.
            ok allora invece di fare il polemico dimmi
            come mai a Londra sono anni che si fanno le
            LAN condominiali e nessuno si è mai
            lamentato di niente...Non mi sembra che la normativa impedisca in alcun modo le LAN condominiali!!! Dove lo vedi il problema?La normativa ha lo scopo di regolare l'uso commerciale, come fornitori di servizi e operatori Wi-Fi.A casa tua puoi fare quel cavolo che vuoi, proprio come prima.
          • Anonimo scrive:
            Re: Contro-contro-critiche
            - Scritto da: Ekleptical

            Eklè... parli proprio tu che vorresti
            vedere

            Windows su ogni dispositivo elettronico?
            un

            po' di coerenza non sarebbe male, dai!

            Mai detto una cosa simile! Sul mio comp ci
            sono 5 OS diversi, di cui solo 2 Microsoft
            (e compreso Linux, che anzi c'è su 2
            computer)!
            A me sta solo sulle balle la GPL, come già
            detto varie volte.



            ok allora invece di fare il polemico dimmi

            come mai a Londra sono anni che si fanno
            le

            LAN condominiali e nessuno si è mai

            lamentato di niente...

            Non mi sembra che la normativa impedisca in
            alcun modo le LAN condominiali!!! Dove lo
            vedi il problema?

            La normativa ha lo scopo di regolare l'uso
            commerciale, come fornitori di servizi e
            operatori Wi-Fi.
            A casa tua puoi fare quel cavolo che vuoi,
            proprio come prima.non parlavo di normativa, ma di fattibilità/convenienza, su cui tu hai espresso forti perplessità...
          • Ekleptical scrive:
            Re: Contro-contro-critiche

            non parlavo di normativa, ma di
            fattibilità/convenienza, su cui tu hai
            espresso forti perplessità...Ma di cosa? Delle reti di condominio?????Ma quando mai????Io ho espresso dubbi (che sono dati di fatto pratici della tecnologia) per la banda libera a cani e porci senza regole, in un accesso rivolto al pubblico. Ho parlato di provider A, B e C, se rileggi.Che Mario possa fare quel che vuole a casa sua, mi pare sacrosanto e ci mancherebbe altro!!! E' anche per quello che il Wi-Fi libero per strada non ha senso!
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro-contro-critiche
      chissà perché in altri paesi non si affrontano questi problemi con le nostre cosiddette 'soluzioni', si vede che siamo più intelliggienti :D
      • Ekleptical scrive:
        Re: Contro-contro-critiche

        chissà perché in altri paesi non si
        affrontano questi problemi con le nostre
        cosiddette 'soluzioni', si vede che siamo
        più intelliggienti :DNegli altri paesi i problemi non si affrontano. La filosofia attuale è "me ne lavo le mani". Quando i problemi inizieranno a presentarsi, arriveranno le regole anche da loro. Noi ci siamo presi avanti.E' questione di gusti personali se sia meglio il primo o il secondo approccio.Peraltro in USA son contentissimi. La vedono come la contromossa per non dover pagare ai dannati Europei traditori le loro teconologie telefoniche.Hanno inventato il nuovo guinzazglio per tenere a bada l'innovazione tecnologica Europea e sono bravissimi nel marketing, facendolo passare per "libertà" (di far furire la grana nelle loro tasche)!
        • Anonimo scrive:
          Re: Contro-contro-critiche

          Negli altri paesi i problemi non si
          affrontano.Certo che detto da noi italiani questa mi suona un po' audace come affermazione. :))))
          La filosofia attuale è "me ne
          lavo le mani". Quando i problemi inizieranno
          a presentarsi, arriveranno le regole anche
          da loro. Noi ci siamo presi avanti.Si, proibendo di fatto l'uso amatoriale come e' avvenuto altrove, rispettando la nostra filosofia illeberale, fascista (non e' un'affermazione politica in quanto governasse il centro-sinistra sarebbe finita nella stessa maniera) e dirigista dove il cittadino deve essere guidato per il suo bene.
          E' questione di gusti personali se sia
          meglio il primo o il secondo approccio.Certo. C'e' chi e' liberale e chi non lo e'.
          Peraltro in USA son contentissimi. La vedono
          come la contromossa per non dover pagare ai
          dannati Europei traditori le loro
          teconologie telefoniche.
          Hanno inventato il nuovo guinzazglio per
          tenere a bada l'innovazione tecnologica
          Europea e sono bravissimi nel marketing,
          facendolo passare per "libertà" (di far
          furire la grana nelle loro tasche)!Cioe' fammi capire, secondo te puoi offrire un servizio di telefonia mobile attraverso il Wi-Fi negli Stati Uniti? :))))
          • Ekleptical scrive:
            Re: Contro-contro-critiche

            Cioe' fammi capire, secondo te puoi offrire
            un servizio di telefonia mobile attraverso
            il Wi-Fi negli Stati Uniti? :))))Non hai visto il nuovo cellulare Wi-Fi che funziona come Voice-over-IP della Cisco? C'è una bella foto su PcProfessionale! Altrimenti vai qua:http://www.cisco.com/en/US/products/hw/phones/ps379/ps5056/index.htmlRisposta generale per tutti:Il problema non è la sostituibilità dell'UMTS o altri sistemi di telefonia mobile col Wi-Fi. Il Wi-Fi non è fatto per quello e lo sappiamo tutti.Il problema è che in USA è iniziata una "guerra psicologica" contro l'UMTS, proponendo come alternativa trendy e verametne innnovativa (che di innovativa non ha granchè) al pubblico il Wi-Fi. Poco importa che non sia la stessa cosa. L'importante è rallentare nella mente degli americani l'ingresso di questa fastidiosa tecnologia su cui gli USA non possono vantare nessun brevetto, una volta tanto.Basta vedere gli articoli di Wired e altre riviste trend-setter in campo tecnologico, come questo:http://www.wired.com/wired/archive/11.05/unwired/convergence.html
          • Anonimo scrive:
            Re: Contro-contro-critiche
            - Scritto da: Ekleptical

            Cioe' fammi capire, secondo te puoi
            offrire

            un servizio di telefonia mobile attraverso

            il Wi-Fi negli Stati Uniti? :))))

            Non hai visto il nuovo cellulare Wi-Fi che
            funziona come Voice-over-IP della Cisco? C'è
            una bella foto su PcProfessionale!

            Altrimenti vai qua:
            http://www.cisco.com/en/US/products/hw/phones

            Risposta generale per tutti:

            Il problema non è la sostituibilità
            dell'UMTS o altri sistemi di telefonia
            mobile col Wi-Fi. Il Wi-Fi non è fatto per
            quello e lo sappiamo tutti.
            Il problema è che in USA è iniziata una
            "guerra psicologica" contro l'UMTS,
            proponendo come alternativa trendy e
            verametne innnovativa (che di innovativa non
            ha granchè) al pubblico il Wi-Fi. Poco
            importa che non sia la stessa cosa.
            L'importante è rallentare nella mente degli
            americani l'ingresso di questa fastidiosa
            tecnologia su cui gli USA non possono
            vantare nessun brevetto, una volta tanto.

            Basta vedere gli articoli di Wired e altre
            riviste trend-setter in campo tecnologico,
            come questo:
            http://www.wired.com/wired/archive/11.05/unwiSu questo hai perettamente ragione!!Gli USA stanno cercando una scappatoiaper la telefonia mobile. Naturalmente non utilizzeranno mai una tecnologia sulla qualenon hanno voce in capitolo.Ma questo non ha niente a che fare con la regolamentazione del Wi-Fi in italia ....ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Contro-contro-critiche

            Non hai visto il nuovo cellulare Wi-Fi che
            funziona come Voice-over-IP della Cisco? C'è
            una bella foto su PcProfessionale! Embe'? Ma che soluzione concorrenziale sarebbe :)). Gia' li vedo gli americani qua c'ho l'hot spot, qua no, e qua aspe...suono il campanello a questo se mi da l'accesso. Ma dico stati scherzando vero? :))
            Il problema non è la sostituibilità
            dell'UMTS o altri sistemi di telefonia
            mobile col Wi-Fi. Il Wi-Fi non è fatto per
            quello e lo sappiamo tutti.Ah, benomale. Per un attimo mi era parso il contrario.
            Il problema è che in USA è iniziata una
            "guerra psicologica" contro l'UMTS,
            proponendo come alternativa trendy e
            verametne innnovativa (che di innovativa non
            ha granchè) al pubblico il Wi-Fi. Poco
            importa che non sia la stessa cosa.
            L'importante è rallentare nella mente degli
            americani l'ingresso di questa fastidiosa
            tecnologia su cui gli USA non possono
            vantare nessun brevetto, una volta tanto.Ma che discorso e'? Ti sembra vincente? Se non sbaglio tempo fa l'unione europea aveva tentato un discorso analogo con un'internet alternativa....com'e' andata a finire? Se una cosa deve succedere succede. E' come cercare di limitare la vendita di automobili con gli scooter. Qualcosina levi, ma le auto si vendono lo stesso.
            Basta vedere gli articoli di Wired e altre
            riviste trend-setter in campo tecnologico,
            come questo:
            http://www.wired.com/wired/archive/11.05/unwiSi, possono anche cercare di fare una cosa del genere ma e' una battaglia persa in partenza.
        • Anonimo scrive:
          Re: Contro-contro-critiche
          sorry, :) ma noto che scrivendo di fretta scrivo proprio a cacchio....
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro-contro-critiche
      a)Non sono lo stesore dell'articolo.- Scritto da: Ekleptical
      (Ovviamente) non son d'accordo con lo
      stesore del commento e volevo porre alcuni
      quesiti sui quali gradirei una sua simpatica
      risposta:

      a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia americana
      e i vari GSM/UMTS sono farina Europea, per
      quale motivo uno stato sano di mente deve
      premiare le tecnologie (e quindi l'acqusito
      di componenti tencologici) stranieri, quando
      ha un settore all'avanguardia accettato in
      tutto il mondo (notoriamente gli USA in
      telefonia cellulare non contano niente) su
      cui costruire la sua economia? Per un insano
      spirito alla Tafazzi? Vi piace proprio
      dipendere dagli USA e fare i loro lacchè per
      l'eternità?Le tecnologie su cui si basa wi-fi sono di derivazione israeliana (spread spectrum). Comunque non è intercambiambile con UMTS.

      b) Cosa vuol dire esattamente "accesso
      libero" alla banda 2,4GHz? L'autore sa che
      il WI-Fi è diviso in 13 fasce (in Europa),
      che non si possono sovrapporre e creare
      interferenze a coppie di vicinanza? Detto in
      altri termini, se A arriva e piazza sotto
      casa di Mario il suo Wi-Fi e il mese dopo
      arriva B e si piazza sulla stessa frequenza
      o su quella adiacente (la vogliamo libera,
      senza regole, no?), il sistema va in palla e
      non funziona nè A nè B, con grande gioia di
      Mario che ha fatto l'abbonamento con A?
      Nonchè con gioia conseguente di A, che non
      può rivalersi su B, visto che qeusta no ha
      fatto niente di illegale?
      Il sistema gioisce ancora di più se Pietro,
      nel palazzo di Mario, si fa la sua bella
      WLAN in casa (mica glielo vogliamo vietare,
      no??), che si piazza giusto in mezzo fra A e
      C mandandole in palla tutte e 2? Magari è
      per quello che è limitato ai luoghi chiusi,
      no?Su questo sono d'accordo, in luogo pubblico occorre comunicare l'installazione degli apparati per dirimere queste questioni. Inoltre:a) Sui punto-punto è difficile che due trasmissioni di questo tipo possano disturbarsi.b) OFDM (Ortogonal Frequency Division Multiplexing) limita molto le interferenze nei sistemi professionali multipunto.
      (E tralasciamo le questioni tecniche di
      roaming)
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro-contro-critiche
      - Scritto da: Ekleptical[...cut...]
      a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia americana
      e i vari GSM/UMTS sono farina Europea[...cut...]UMTS... europeo? Ma sei sicuro?Ma se è stato partorito in Giappone (e di fatto è solo lì funzionante, per ora) per il pubblico tecnocrate giapponese che-deve-avere-sempre-sottocchio-tutto-con-la-telecamerina...?C'è qualcosa che non torna: spari un pò troppe cose a vanvera.Ripigliati.'Iao
      • Ekleptical scrive:
        Re: Contro-contro-critiche

        UMTS... europeo? Ma sei sicuro?
        Ma se è stato partorito in Giappone (e di
        fatto è solo lì funzionante, per ora)La tecnologia attualmente usata in Giappone non è l'UMTS vero e proprio (a meno che non sia fresca di 4-5 mesi). Era un pre-stanard locale. Ad ogni modo, sì. L'UMTS è una tecnologia principalmente Europea e Giapponese. Gli USA sono fetta di minoranza, come lo sono nel mercato della telefonia cellulare in genere.Credo che l'unica azienda americana che conti qualcosa nel campo, a livello globale, sia Motorola.Negli apparati la fa da padrone la finlandese Nokia. Più Ericsson che è svedese.Credo che questi due marchi facciano, messi insieme, quasi il 100% degli apparati utilizzati ora e in futuro dagli operatori UMTS in Europa.In Giappone probabilmente ci penserà la NEC.Cmq gli americani sono gli ultimi arrivati e non contano niente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Contro-contro-critiche
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Ekleptical
        [...cut...]

        a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia
        americana

        e i vari GSM/UMTS sono farina Europea
        [...cut...]

        UMTS... europeo? Ma sei sicuro?
        Ma se è stato partorito in Giappone (e di
        fatto è solo lì funzionante, per ora) per ilChe io sappia, il primo paese al mondo in cui è stato fatto partire un servizio di telefonia mobile di terza generazioen (aka UMTS) è proprio l'Italia con 3. Almeno questo è quello che ho letto da varie fonti.
    • DPY scrive:
      Re: Contro-contro-critiche
      - Scritto da: Ekleptical
      (Ovviamente) non son d'accordo con lo
      stesore del commento e volevo porre alcuni
      quesiti sui quali gradirei una sua simpatica
      risposta:

      a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia americana
      e i vari GSM/UMTS sono farina Europea, per
      quale motivo uno stato sano di mente deve
      premiare le tecnologie (e quindi l'acqusito
      di componenti tencologici) stranieri, quando
      ha un settore all'avanguardia accettato in
      tutto il mondoCon lo stesso perverso ragionamento allora dovremmo vietare l'uso delle auto, visto che in gran parte sono di produzione estera, in favore degli scooter, che invece sono in massima parte di produzione italiana. Peccato che siano due mezzi di trasporto con caratteristiche diverse per utenti diversi.
      • Anonimo scrive:
        Re: Contro-contro-critiche
        - Scritto da: DPY
        - Scritto da: Ekleptical

        (Ovviamente) non son d'accordo con lo

        stesore del commento e volevo porre alcuni

        quesiti sui quali gradirei una sua
        simpatica

        risposta:



        a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia
        americana

        e i vari GSM/UMTS sono farina Europea, per

        quale motivo uno stato sano di mente deve

        premiare le tecnologie (e quindimega snipGSM/UMTS TECNOLGIA EUROPEA?Ma sei sicuro che tu stia dando una tesi sul wi-fi?Guarda che la tecnologia umts, non è farina europea ma americana ed è stata utilizzata pure in giappone, con risultati nulli.
        • Ekleptical scrive:
          Re: Contro-contro-critiche

          GSM/UMTS TECNOLGIA EUROPEA?
          Ma sei sicuro che tu stia dando una tesi sul
          wi-fi?In effetti la sto dando sul Wi-Fi, non sull'UMTS, che sono 2 cose diverse! :P
          Guarda che la tecnologia umts, non è farina
          europea ma americana ed è stata utilizzata
          pure in giappone, con risultati nulli.In Giappone non utilizzano l'UMTS, ma un altro standard, intermedio, del quale non ricordo il nome. Ed ha avuto ottimi risultati commerciali. I videofonini sono parecchio diffusi in zona e se allo SMAU dell'anno scorso davi un'occhiata al cell NEC, con tipa nippo che spiegava, capivi anche perchè! Ci potevi veramente far di tutto. Era quasi un palmare. E in Giappone costava due lire.Poi la tipa non sapeva una mazza di tecnico e ad una mia domanda ha detto che non sapeva bene come funzionava la tecnoloiga! :)E di americano nell'UMTS c'è gran poco. I produttori di apparati sono europei e giapponesi.
    • ldsandon scrive:
      Re: Contro-contro-critiche

      a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia americana
      e i vari GSM/UMTS sono farina Europea, perGSM è di farina europea, UMTS no, è una standard internazionale. Tra l'altro è molto simile a standard quali CDMA/TDMA già in uso negli USA
      tutto il mondo (notoriamente gli USA in
      telefonia cellulare non contano niente) suContare nulla proprio no, visto che molti chippetini che ti trovi nel tuo cellulare sono "made in USA", Motorola, Texas Instruments o simili. Solo che negli USA 1) Il servizio telefonico locale è così economico che non vale la pena usare il cellulare al suo posto 2) La mancanza di uno standard comune come in Europa e la conseguente mancata interoperabilità ha penalizzato il mercato 3) Il PC come mezzo di comunicazione è più diffuso che in Italia. 4) Solo in un paese tecnologicamente arretrato come l'Italia il cellulare poteva diventare una moda al di là di ogni logica.
      dipendere dagli USA e fare i loro lacchè per
      l'eternità?Ok, butta via il tuo telefono normale, il tuo cellulare, la tua rete ethernet, il tuo PC, non volare in aereo, non usare pellicole a colori, non accendere una lampadina.Tutta tecnologia made in USA. Ma ti rendi conto di che stupidaggini vai dicendo? Ben vangano tecnologie alternative made in Europe (gli USA hanno adottato HTML senza storcere il naso, non sono sciovinisti come gli europei) ma dobbiamo darci una mossa e inventarcele!
      • Elwood_ scrive:
        Re: Contro-contro-critiche


        Ok, butta via il tuo telefono normale, il
        tuo cellulare, la tua rete ethernet, il tuo
        PC, non volare in aereo, non usare pellicole
        a colori, non accendere una lampadina.Tutta
        tecnologia made in USA. Ma ti rendi conto
        di che stupidaggini vai dicendo? Ben vangano
        tecnologie alternative made in Europe (gli
        USA hanno adottato HTML senza storcere il
        naso, non sono sciovinisti come gli europei)
        ma dobbiamo darci una mossa e inventarcele!Ekecleptical è a favore della proprietà intellettuale e dei diritti di autore, magari pure su tulli tulli pannnnnntesi sul wi-fi?che tesona!Quando non sai che la tecnologia UMTS, è internazionale:-Delwood
        • Ekleptical scrive:
          Re: Contro-contro-critiche

          Ekecleptical è a favore della proprietà
          intellettuale e dei diritti di autore,
          magari pure su tulli tulli pannnnnn
          tesi sul wi-fi?
          che tesona!
          Quando non sai che la tecnologia UMTS, è
          internazionaleIntanto secondo te quante righe della mia tesi riguarderanno l'UMTS?Hai mai fatto o letto una tesi? Se l'argomento è x, fai una tesi su x, non su y, z e w che hanno marginalmente a che fare con x, se no ci metti 20 anni a finirla!Poi, l'UMTS è un consorzio internazionale, ma a farla da padroni nella produzione di apparati, dispositivi e tecnolgie applicate, sono gli Europei e i Giapponesi.
          • Elwood_ scrive:
            Re: Contro-contro-critiche

            Intanto secondo te quante righe della mia
            tesi riguarderanno l'UMTS?
            Hai mai fatto o letto una tesi? Se
            l'argomento è x, fai una tesi su x, non su
            y, z e w che hanno marginalmente a che fare
            con x, se no ci metti 20 anni a finirla!L'UMTS è legato al wi-fi, sopratutto, se il wi-fi, potrebbe sostituire l'UMTS, quindi secondo me centra eccome se centra col wi-fi, almeno che nella tesi parli solo dell'utilizzo per piccole reti
            Poi, l'UMTS è un consorzio internazionale,
            ma a farla da padroni nella produzione di
            apparati, dispositivi e tecnolgie applicate,
            sono gli Europei e i Giapponesi.Appunto che bella fregatura, invece di spendere su un protocollo assai più economico come questo, fanno la pubblicità col venditore di Materazzi, che ora manda i messaggini.Io sento il fischio prima del cratere.Ps questo wi-fi è così inutile che la telecom vuole creare un ISP wi-fiavvertimi quando discuterai la tesi, ci vengo volentieri a sentire quello che hai scritto :-D
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro-contro-critiche
      - Scritto da: Ekleptical
      (Ovviamente) non son d'accordo con lo
      stesore del commento e volevo porre alcuni
      quesiti sui quali gradirei una sua simpatica
      risposta:

      a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia americana
      e i vari GSM/UMTS sono farina Europea, perSono d'accordo con te, bisogna puntare su uno sviluppo tecnologico europeo, se non vogliamo morire di royalties.Certo, se tra un po' ci si accorge che una cosa è meglio di un'altra bisogna saper accettare la 'sconfitta', ma per adesso mi sembra che UMTS non sia per nulla inferire al wi-fi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro-contro-critiche

      a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia americana
      e i vari GSM/UMTS sono farina Europea, per
      quale motivo uno stato sano di mente deve
      premiare le tecnologie (e quindi l'acqusito
      di componenti tencologici) Allora togliamo anche il gprs perchè è americano ?Non si può non utilizzare una tecnologia così importante perchè hanno i brevetti gli americani.....Perchè le varie ditte come la telecom eccetera non iniziano ha sviluppare loro stesse dei brevetti ? Invece di spillare i soldi alla gente ? Perchè non fanno ricerca e rivendono poile tecnologie che sviluppano ? Semplice è piu facile fare accordi governativi e guadagnare con le licenze che hanno comprato dai governi.
      (E tralasciamo le questioni tecniche di
      roaming)Spiegami le questioni tecniche di roaming visto che le conosci.Ha mai configurato un access point ?Conosci la differenza tra Hoc e Infrastructure ?
      • Ekleptical scrive:
        Re: Contro-contro-critiche

        Ha mai configurato un access point ?

        Conosci la differenza tra Hoc e
        Infrastructure ?Direi di sì! Ci sto allestendo la tesi di laurea sul Wi-Fi! :P
        • Anonimo scrive:
          Re: Contro-contro-critiche

          Direi di sì! Ci sto allestendo la tesi di
          laurea sul Wi-Fi! :P Bravo ,anche se non sono d'acordo con quello che dici almenoparli con sale in zucca :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Contro-contro-critiche
      - Scritto da: Ekleptical
      a) Visto che il Wi-Fi è tecnologia americana
      e i vari GSM/UMTS sono farina Europea, per
      quale motivo uno stato sano di mente deve
      premiare le tecnologie (e quindi l'acqusito
      di componenti tencologici) stranieri, quando
      ha un settore all'avanguardia accettato in
      tutto il mondo (notoriamente gli USA in
      telefonia cellulare non contano niente) su
      cui costruire la sua economia? Per un insano
      spirito alla Tafazzi? Vi piace proprio
      dipendere dagli USA e fare i loro lacchè per
      l'eternità?Il tuo ragionamento non ha neppure un briciolo di fondamento. Se il decreto, come fai supporre tu, fosse fatto per difendere il prodotto italiano, mi spieghi perche' non si fa un decreto che regolamenta l'importazione di scarpe e vestiario dagli usa? Non siamo i migliori al mondo a fare scarpe e vestiti?Quindi passo oltre, perche' questa qui la considero solo una sonora stupidaggine.
      b) Cosa vuol dire esattamente "accesso
      libero" alla banda 2,4GHz? L'autore sa che
      il WI-Fi è diviso in 13 fasce (in Europa),
      che non si possono sovrapporre e creare
      interferenze a coppie di vicinanza? Detto in
      altri termini, se A arriva e piazza sotto
      casa di Mario il suo Wi-Fi e il mese dopo
      arriva B e si piazza sulla stessa frequenza
      o su quella adiacente (la vogliamo libera,
      senza regole, no?), il sistema va in palla e
      non funziona nè A nè B, con grande gioia di
      Mario che ha fatto l'abbonamento con A?
      Nonchè con gioia conseguente di A, che non
      può rivalersi su B, visto che qeusta no ha
      fatto niente di illegale?
      Il sistema gioisce ancora di più se Pietro,
      nel palazzo di Mario, si fa la sua bella
      WLAN in casa (mica glielo vogliamo vietare,
      no??), che si piazza giusto in mezzo fra A e
      C mandandole in palla tutte e 2? Magari è
      per quello che è limitato ai luoghi chiusi,
      no?
      (E tralasciamo le questioni tecniche di
      roaming)Ecco, rispondimi tu a questa tua stessa domanda. Poi ti rispondo io. Ti dico e lo dico a tutti i favorevoli al decreto Gasparri: rispondete tenendo in considerazione che in america, paese dove e' nata questa tecnologia e dove il fenomeno e' davvero esploso a macchia d'olio e non e' solo un fatto di moda e di costume come qui in italia, si fa effettivamente in modo ANARCHICO, e nessuna telecom e' andata a protestare e sporgere denuncia contro nywireless o seattlewireless.
      • Anonimo scrive:
        Re: Contro-contro-critiche
        - Scritto da: Anonimo
        ... rispondete tenendo in
        considerazione che in america, paese dove e'
        nata questa tecnologia e dove il fenomeno e'
        davvero esploso a macchia d'olio e non e'
        solo un fatto di moda e di costume come qui
        in italia, si fa effettivamente in modo
        ANARCHICO, e nessuna telecom e' andata a
        protestare e sporgere denuncia contro
        nywireless o seattlewireless.
        vorrei proprio sapere cosa intendi per "anarchico". intendi forse che qualunque privato cittadino si è fatto la propria wlan in wi-fi a 2.4 o 5ghz più o meno grande? non ci credo per niente. piuttosto, in america tante persone, sia esso un gruppo di famiglie, un condominio o un isolato o un quartiere o un'intera città si sono uniti per questo contesto per mettere in piedi una rete wi-fi fruibile da tutti i partecipanti : una cosa che non è affatto impedita da questo decreto specifico, che regolamenta solo ed esclusivamente i "locali" o le "aree confinate" e non fa nessun accenno ad altre potenziali locazioni in spazi aperti e di grande estensione (come un intero quartiere o addirittura un'intera città); ma d'altra parte, per mettere in piedi un'infrastruttura basata su wi-fi che copra simili estensioni, le spese di messa in opera e manutenzione non sono certo alla portata di tutti come invece lo sono per locali chiusi o anche aperti ma di estensione non superiore ai 500mt circa
        • Anonimo scrive:
          Re: Contro-contro-critiche
          - Scritto da: Anonimo
          vorrei proprio sapere cosa intendi per
          "anarchico". intendi forse che qualunque
          privato cittadino si è fatto la propria wlan
          in wi-fi a 2.4 o 5ghz più o meno grande? non
          ci credo per niente.Beh, scusa, tu non ci crederai, ma e' proprio cosi'. www.seattlewireless.net e' un buon punto di partenza, per non parlare dei database di hotspot pubblici e gratuiti messi su dai singoli privati che vogliono condividere la loro linea con altri.
          piuttosto, in america
          tante persone, sia esso un gruppo di
          famiglie, un condominio o un isolato o un
          quartiere o un'intera città si sono uniti
          per questo contesto per mettere in piedi una
          rete wi-fi fruibile da tutti i partecipanti
          : una cosa che non è affatto impedita da
          questo decreto specifico, che regolamenta
          solo ed esclusivamente i "locali" o le "aree
          confinate" e non fa nessun accenno ad altre
          potenziali locazioni in spazi aperti e di
          grande estensione (come un intero quartiere
          o addirittura un'intera città);L'hai letto il decreto?Hai capito di cosa stiamo parlando qui?Se si, ti chiedo: faccio la mia piccola rete wlan cittadina, che tu dici essere regolare e legale; arriva telecom nella mia citta' e vole piazzare i suoi hotspot, ma si accorge che c'e' un fottutissimo segnale che interferisce coi suoi hotspot; quel segnale, e' il segnale della tua wlan; secondo te come finisce la storia?
          ma d'altra
          parte, per mettere in piedi
          un'infrastruttura basata su wi-fi che copra
          simili estensioni, le spese di messa in
          opera e manutenzione non sono certo alla
          portata di tutti come invece lo sono per
          locali chiusi o anche aperti ma di
          estensione non superiore ai 500mt circaMa che dici. Parli di qualcosa che non conosci.Basta un access point, una buona antenna autocostruita ed il gioco e' fatto. Lo faccio io, lo fa il mio vicino e il vicino del vicino e abbiamo gia' coperto un intero quartiere.La verita' e' che ogni giorno si ha a che fare con persone ottuse, retrograde ed ignoranti, che rifiutano la liberta' se pure gli viene offerta su un piatto d'argento. Preferiscono pagarla a telecom.
          • Anonimo scrive:
            Re: Contro-contro-critiche
            - Scritto da: Anonimo
            [taglio una marea di chiacchiere che non
            vogliono dire niente]Rispondevano alle tue obiezioni dei messaggi precedenti riguardo all'anarchia di certe soluzioni nonchè riguardo altre cose. Se le mie chiacchiere non volevano dire niente è solo perchè le tue obiezioni erano altrettanto insignificanti e adesso che non hai più nemmeno quegli argomenti ridicoli non puoi fare altre che "tagliare"


            comunque ti do

            ugualmente volentieri la mia risposta che
            è

            : non lo so, perchè non so se esistano già

            leggi che regolano precisamente queste

            questioni

            Bene, non lo sai.Certo. Non sono un giurista e il mio commento non può che riguardare questa legge presa singolarmente. D'altra parte non lo sai nemmeno tu, altrimenti non avresti perso occasione di dimostrarmi la tua saggezza. Invece ti sei limitato ad una risposta da (troll)



            [

            Q. Can I Roam?

            A. Yes. In theory. In practice there
            aren't

            any two nodes close enough for you to be

            able to move between them with out first

            hitting a big area with no coverage.



            D. Posso "vagare libero in città fin dove
            mi

            porta il cuore?"

            R. Si. In teoria. In pratica non ci sono
            due

            nodi sufficientemente vicini per
            consentirti

            di muoverti tra loro senza prima entrare
            in

            una grossa area senza copertura.

            ]



            Secondo te perchè? forse perchè sono

            folletti dispettosi che amano fare

            scherzetti?

            No, il perche' te l'ho gia' scritto, ma
            evidentemente non riesci a leggerlo:


            Ma che dici. Parli di qualcosa che non


            conosci.


            Basta un access point, una buona
            antenna


            autocostruita ed il gioco e' fatto. Lo


            faccio io, lo fa il mio vicino e il
            vicino


            del vicino e abbiamo gia' coperto un

            intero


            quartiere.

            Hai capito?
            Lo faccio io, lo fa il mio vicino e
            ricorsivamente tutti quanti.

            Il quesito che hai preso dal sito di
            seattlewireless, riguarda appunto il caso
            specifico del progetto seattlewireless, che
            al momento dispone di pochi nodi e quindi di
            conseguenza la copertura e' limitata. Ma,
            ripeto, se ci fosse un nodo su ogni palazzo,
            ad esempio, la copertura per il roaming ci
            sarebbe.NONEEEEE!!! E' inutile che ti incaponisci, non è così!!! Lo vuoi capire che gli apparecchi standard hanno una mediamente una potenza non superiore ai 30mw e solo pochi modelli (ovviamente più costosi) arrivano a 100mw e che con tali potenze dal tetto di un palazzo arriveresti a malapena a coprire solo l'ultimo piano del medesimo!! Lo vuoi capire che per avere un apparecchio da mettere su un tetto che abbia la potenza di coprire da solo un intero condominio e le strade immediatamente adiacenti non basta un apparecchio standard ma ci vuole un apparecchio molto più potente e quindi anche molto più costoso!! E lo vuoi capire che, in ogni caso, questa legge (visto che questo è l'argomento del forum) non vieta esplicitamente di fare ciò!! ma se vuoi continuare a trollare fai pure, a me non me ne cale

            o perchè (cito testualmente il

            mio post precedente) " ... per mettere in

            piedi un'infrastruttura basata su wi-fi
            che

            copra simili estensioni le spese di messa
            in

            opera e manutenzione non sono certo alla

            portata di tutti ... "? tu che dici?

            Dico che non mi leggi e vuoi avere per forza
            ragione.Io ti leggo benissimo ed infatti rispondo punto per punto alle tue obiezioni portando dati e numeri facilmente riscontrabili da chiunque ed ovunque proprio perchè sono così risaputi che sono alla portata di tutti
            Guarda, sai meglio di me che esiste la
            modalita' peer-to-peer all'interno della
            tecnologia 802.11b
            Adesso pensa ad una rete di tipo
            peer-to-peer, dove ogni client che vi accede
            ha immediatamente accesso a tutte le risorse
            della rete, ovvero sia vede tutte le
            macchine della rete. Pensa ad ogni nodo come
            se fosse semplicemente una client che si
            aggancia a questa rete P2P (a prescindere
            che dietro questo "nodo" ci sia un singolo
            pc o una rete). Et voila', il gioco e'
            fattoMa che boiate vai dicendo!! lo standard 802.11 prevede una modalità "Infrastructure" (quella usata con access point) ed una modalità "Ad Hoc", detta anche "point-to-point" e NON "peer-to-peer". Sono due cose che non ci incastrano un cazzo l'una con l'altra!!!!!!!!!!! AAARRRRRGGHH!!!Hai un sacco di confusione in testa!! Ma comunque, supponiamo che con "peer-to-peer" tu intendessi riferirti al "point-to-point", ti rendi conto che in una topologia di rete come questa :1) ogni SINGOLO HOST (pc desktop, portatile, palm, ecc...) deve essere fornito di 2 schede wireless una linkata all'host "precedente" e l'altra all'host "successivo" della catena2) basta il malfunzionamento di un host della catena per formare due tronconi di rete completamente isolati l'uno dall'altro3) per evitare quanto detto nel punto 2) tu dovresti lasciare quantomento sempre costantemente acceso il tuo host4) ogni qual volta tu volessi aggiungere un host alla rete dovresti riconfigurare il tuo host già in funzione per connettersi al tuo nuovo host5) NON FORNISCI ALCUNA COPERTURA WIRELESS, TANTOMENTO PUBBLICA, PERCHE' SI PARLA DI CONNESSIONI DA UN PUNTO ALL'ALTRO (POINT-TO-POINT)
            Quello che hai indicato tu, se ho ben capito
            di cosa parli, e' la modalia' point to
            multipoint bridge, ma e' solo una delle
            modalita' che ti e' permessa dagli Access
            PointQuello che ho indicato io è la descrizione di ciò che hanno fatto a Seattle nonchè anche in alcune zone di New York, ed è l'unico modo abbordabile per le tasche dei singoli privati e NON è il "point-to-multipoint-bridge" ma è, rispiego : LAN privata che fornisce accesso wlan aperto TRAMITE ACCESS POINT STANDARD, connessa con 1 o più LAN private adiacenti (ed equivalenti) tramite point-to-point link ottenuto con antenne direzionali (più o meno autocostruite) E PER QUESTO NON FORNENTI COPERTURA WIRELESS PUBBLICA
            E, anche in questa maniera, puoi
            sfruttare la singola antenna e per unire i
            due segmenti di rete e per fornire copertura
            wireless ai vari clientFinalmente ne dici una giusta! Si! il birdging tra access point che lo sappiano fare (non tutti gli AP lo fanno.... solo quelli più costosi.... si casca sempre li) permette di sfruttare una singola antenna sia per i due segmenti che per fornire copertura wireless, ma siccome si parla sempre di AP, devi fare una scelta : o spendi relativamente poco per un AP con potenze standard che a malapena copre stanza adiacenti (a seconda dei muri che hai), o spendi molto(issimo) per AP con potenze che ti permettono di raggiungere tutte le abitazioni di un condominio e/o le strade immediatamente adiacenti. E' inutile che fai i v
  • Anonimo scrive:
    Finalmente se n'è accorto qualcuno !!!
    Beh, era ora!Non sono d'accordo sull'accenno ai piccoli provider, perchè dovrebbero poter aggirare la legge?Il testo preliminare del decreto non restringeva le aree di impiego del wi-fi ai luoghi chiusi.Ma qualcuno si è accorto che in quel modo si permetteva ai cittadini e alle imprese di scavalcare una certa società di Telecomunicazioni e gestire l'ultimo miglio in maniera autonoma.
  • Anonimo scrive:
    e invece qualcuno lo ha scritto
    Un sito che ho l'abitudine di leggere tutti i giorni da diversi anni è Macity, e non solo perché utente Macintosh, c'è di più.Ricordo che a pochi giorni dal decreto "tanto atteso" sottolineavano, dopo aver contattato i consulenti del Ministro, l'impossibilità di realizzare hot-spot VERAMENTE pubblici.Scartabellando nell'archivio si trova questo www.macitynet.it/macity/aA14165/index.shtml, consiglio la lettura a tutti quelli che dicono "nessuno lo ha scritto".
    • Ekleptical scrive:
      Re: e invece qualcuno lo ha scritto

      www.macitynet.it/macity/aA14165/index.shtml,Prima del WLAN Forum c'era stato il Webb.it a PD, dove due dei maggiori consulenti del ministero sul decreto che era ancora in via di completamento, avevano spiegato molto chiaramente che era necessaria l'identificazione di chi accedde alla rete.Peraltro hanno detto esplicitamente che sarà vietato l'accesso anonimo anche negli Internet Cafè.Poi tutti sono scappati ad altre conferenze e siamo rimasti in una 15ina in sala ad ascoltarli fino alla fine e soprattutto ad ascoltare le risposte alle domande serrate che si sono scatenate alla fine (con la sala svuotata). Bravi furbi atutti gli altri: si son persi l'arrosto e si son cuccati solo il fumo! :P
      • Anonimo scrive:
        Se vi piace illudervi......
        Ma veramente qualcuno pensava che il Wi-fi venisse "regalato" alla comunità? Proprio con il Voice over IP ed aggeggi come il nuovo cellulare Cisco ci si doveva rendere conto che, con questa tecnologia, si potevano abbattere veramente le barriere dati/voce e favorire la convergenza del momdo Mobile. E qui Telecom italia piuttosto che l'omonima di un altro paese trema....non è solo il governo italiano.....Visto che vi lamentate di questo "furto" di libertà personale, vi dico che molte di queste opportunità ce le siamo mangiate proprio noi (in decenni chiaro) cercando di aggirare leggi o decreti per benessere personale. Credo che nessuno possa obbiettare che l'Italian Style (non quello produttivo ma quello "furbaiolo") sia conosciuto ovunque. Questo modo di fare non è chiaramente ristretto al singolo cittadino, a volte costretto a comportarsi così per l'assurdità di molte cose: anche nei decenni precedenti i vari governi italiani ci sono riusciti egregiamente (tangentopoli).Io sinceramente sono d'accordo con chi afferma che purtroppo ci dovremmo scrollare di dosso una volte per tutte la coperta e cominciare a sviluppare un po + di senso civico personale. Ne basta una per tutte: non riusciamo ancora a metterci le cinture di sicurezza!
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