Aaron Swartz, informatore di Wikileaks?

Il compianto hacker statunitense avrebbe collaborato attivamente con il sito delle soffiate, in comunicazione diretta con il founder Julian Assange. Continuano le polemiche sul procuratore federale Carmen Ortiz
Il compianto hacker statunitense avrebbe collaborato attivamente con il sito delle soffiate, in comunicazione diretta con il founder Julian Assange. Continuano le polemiche sul procuratore federale Carmen Ortiz

Nelle indagini sul presunto coinvolgimento dei servizi segreti statunitensi nel caso Aaron Swartz, i responsabili di Wikileaks hanno deciso di divulgare alcune rivelazioni dal profilo cinguettante ufficiale. Il giovane hacker di Chicago avrebbe collaborato con la celebre piattaforma dei cablo diplomatici, stabilendo un canale di comunicazione con il founder Julian Assange nel biennio 2010-2011 .

“Forti motivazioni” porterebbero a credere che Aaron Swartz facesse parte degli informatori di Wikileaks, dunque tra le principali fonti del sito delle soffiate. I responsabili della piattaforma hanno tuttavia sottolineato come lo stesso coinvolgimento dell’attivista statunitense non possa essere provato con certezza . Probabilmente, una precisazione legata alle precauzioni finora adottate da Wikileaks per la protezione delle sue fonti.

A dieci giorni dalla morte di Swartz, non si placa il fuoco delle polemiche sulla condotta del procuratore federale del Massachusetts Carmen Ortiz. Il senatore repubblicano John Cornyn ha chiesto ulteriori spiegazioni al procuratore generale Eric Holder, suggerendo l’avvio di un’inchiesta interna per capire “su quali basi il procuratore Ortiz ha stabilito l’appropriata condotta del suo ufficio”.

In particolare, nella missiva spedita da Cornyn viene a galla l’ipotesi di una vera e propria vendetta federale nei confronti di Swartz, dopo che quest’ultimo aveva stuzzicato le autorità statunitensi con scomode richieste sulla base legislativa del Freedom of Information Act (FOIA). Supportati dal deputato democratico Zoe Lofgren, gli attivisti digitali continuano a richiedere la revisione del contestato Computer Fraud and Abuse Act (CFAA), che permetterebbe al governo statunitense di perseguire hacker e condivisori di conoscenza.

Mentre Anonymous ha annunciato l’avvio di una seconda fase nella commemorativa Operation Angel , l’eminente accademico Lawrence Lessig è tornato all’attacco degli uffici di Ortiz, accusando la procura federale di aver “contribuito alla morte di Swartz”. In un post intitolato il tempo del silenzio , Lessig ha duramente criticato l’emissione di ben 13 capi d’accusa contro un ragazzo sostanzialmente privato di tutti i suoi diritti costituzionali .

Mauro Vecchio

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21 01 2013
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