Accessibilità, la legge ora c'è

La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale precede di pochi giorni la definitiva entrata in vigore della legge che impone l'accessibilità dei siti e dei servizi informatici della PA. Entro 90 giorni sarà definito il regolamento attuativo


Roma – Lo aspettavano da un giorno all’altro i tanti che ci hanno lavorato e finalmente è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale una delle leggi italiane più interessanti tra quelle promosse in questa legislatura in materia di internet e dintorni.

La legge 9 gennaio 2004, n. 4, “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, ha come obiettivo il riconoscimento del diritto di ciascun individuo di accedere a tutte le fonti informative e rende obbligatorio che tale accesso sia garantito dalla pubblica amministrazione e dagli enti di pubblica utilità, comprese scuole e biblioteche, per quanto riguarda le pagine web e gli altri servizi informatici e telematici forniti ai cittadini.

Come si ricorderà, proprio sul fatto che l’obbligo sia previsto solo per i siti e i servizi pubblici e non anche per i siti di editori ed altri soggetti, si era aperto un acceso dibattito, così come si è dibattuto sulla necessità che i siti accessibili rispettassero le specifiche e gli standard decisi in materia dal World Wide Web Consortium . Una questione stimolata dal lavoro della lista pdl3486 che ha rappresentato il luogo della riflessione in rete sulla nuova normativa (vedi anche: Le idee di Stanca sull’accessibilità .

I punti qualificanti della legge approvata lo scorso dicembre comprendono non solo l’obbligo per la PA e gli altri soggetti di interesse pubblico di dotarsi di infrastrutture informative e di servizio accessibili ma anche lo stimolo, attraverso riconoscimenti i cui termini devono ancora essere definiti integralmente a livello ministeriale, affinché anche i siti e i servizi privati si rendano accessibili secondo lo spirito della legge.

I prossimi passi per l’effettiva partenza della piccola rivoluzione innescata dalla legge comprendono, entro novanta giorni, l’emanazione di un regolamento che dovrà definire i criteri e i principi operativi e organizzativi generali per l’accessibilità, i controlli esercitabili sugli operatori privati che hanno reso nota l’accessibilità dei propri siti e delle proprie applicazioni informatiche e le modalità dei “controlli su richiesta” relativi ad amministrazioni specifiche.

La legge afferma anche che il regolamento sarà adottato in ogni caso solo dopo una consultazione con le maggiori associazioni di disabili, con le associazioni degli sviluppatori che si occupano di accessibilità e con i produttori di hardware e software.

Di seguito il testo completo della normativa.


LEGGE 9 gennaio 2004, n.4
Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici

Art. 1. (Obiettivi e finalità)
1. La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.
2. E’ tutelato e garantito, in particolare, il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili, in ottemperanza al principio di uguaglianza ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione.

Art. 2. (Definizioni)
1. Ai fini della presente legge, si intende per:
a) “accessibilità”: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari;
b) “tecnologie assistive”: gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici.

Art. 3. (Soggetti erogatori)
1. La presente legge si applica alle pubbliche amministrazioni di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici.
2. Le disposizioni della presente legge in ordine agli obblighi per l’accessibilità non si applicano ai sistemi informatici destinati ad essere fruiti da gruppi di utenti dei quali, per disposizione di legge, non possono fare parte persone disabili.

Art. 4. (Obblighi per l’accessibilità)
1. Nelle procedure svolte dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, per l’acquisto di beni e per la fornitura di servizi informatici, i requisiti di accessibilità stabiliti con il decreto di cui all’articolo 11 costituiscono motivo di preferenza a parità di ogni altra condizione nella valutazione dell’offerta tecnica, tenuto conto della destinazione del bene o del servizio. La mancata considerazione dei requisiti di accessibilità o l’eventuale acquisizione di beni o fornitura di servizi non accessibili è adeguatamente motivata.
2. I soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all’articolo 11. I contratti in essere alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 11, in caso di rinnovo, modifica o novazione, sono adeguati, a pena di nullità, alle disposizioni della presente legge circa il rispetto dei requisiti di accessibilità, con l’obiettivo di realizzare tale adeguamento entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.
3. La concessione di contributi pubblici a soggetti privati per l’acquisto di beni e servizi informatici destinati all’utilizzo da parte di lavoratori disabili o del pubblico, anche per la predisposizione di postazioni di telelavoro, è subordinata alla rispondenza di tali beni e servizi ai requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all’articolo 11.
4. I datori di lavoro pubblici e privati pongono a disposizione del dipendente disabile la strumentazione hardware e software e la tecnologia assistiva adeguata alla specifica disabilità, anche in caso di telelavoro, in relazione alle mansioni effettivamente svolte. Ai datori di lavoro privati si applica la disposizione di cui all’articolo 13, comma 1, lettera c), della legge 12 marzo 1999, n. 68.
5. I datori di lavoro pubblici provvedono all’attuazione del comma 4, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

Art. 5. (Accessibilità degli strumenti didattici e formativi)
1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, al materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado.
2. Le convenzioni stipulate tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le associazioni di editori per la fornitura di libri alle biblioteche scolastiche prevedono sempre la fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici fondamentali, accessibili agli alunni disabili e agli insegnanti di sostegno, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

Art. 6. (Verifica dell’accessibilità su richiesta)
1. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie valuta su richiesta l’accessibilità dei siti INTERNET o del materiale informatico prodotto da soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 3.
2. Con il regolamento di cui all’articolo 10 sono individuati:
a) le modalità con cui puo’ essere richiesta la valutazione;
b) i criteri per la eventuale partecipazione del richiedente ai costi dell’operazione;
c) il marchio o logo con cui è reso manifesto il possesso del requisito dell’accessibilità;
d) le modalità con cui puo’ essere verificato il permanere del requisito stesso.

Art. 7. (Compiti amministrativi)
1. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, anche avvalendosi del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, come sostituito dall’articolo 176 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:
a) effettua il monitoraggio dell’attuazione della presente legge;
b) vigila sul rispetto da parte delle amministrazioni statali delle disposizioni della presente legge;
c) indica i soggetti, pubblici o privati, che, oltre ad avere rispettato i requisiti tecnici indicati dal decreto di cui all’articolo 11, si sono anche meritoriamente distinti per l’impegno nel perseguire le finalità indicate dalla presente legge;
d) promuove, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, progetti, iniziative e programmi finalizzati al miglioramento e alla diffusione delle tecnologie assistive e per l’accessibilità;
e) promuove, con le altre amministrazioni interessate, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, l’erogazione di finanziamenti finalizzati alla diffusione tra i disabili delle tecnologie assistive e degli strumenti informatici dotati di configurazioni particolari e al sostegno di progetti di ricerca nel campo dell’innovazione tecnologica per la vita indipendente e le pari opportunità dei disabili;
f) favorisce, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per le pari opportunità, lo scambio di esperienze e di proposte fra associazioni di disabili, associazioni di sviluppatori competenti in materia di accessibilità, amministrazioni pubbliche, operatori economici e fornitori di hardware e software, anche per la proposta di nuove iniziative;
g) promuove, di concerto con i Ministeri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e per i beni e le attività culturali, iniziative per favorire l’accessibilità alle opere multimediali, anche attraverso specifici progetti di ricerca e sperimentazione con il coinvolgimento delle associazioni delle persone disabili; sulla base dei risultati delle sperimentazioni sono indicate, con decreto emanato di intesa dai Ministri interessati, le regole tecniche per l’accessibilità alle opere multimediali;
h) definisce, di concerto con il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, gli obiettivi di accessibilità delle pubbliche amministrazioni nello sviluppo dei sistemi informatici, nonchè l’introduzione delle problematiche relative all’accessibilità nei programmi di formazione del personale.
2. Le regioni, le province autonome e gli enti locali vigilano sull’attuazione da parte dei propri uffici delle disposizioni della presente legge.

Art. 8. (Formazione)
1. Le amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 1, nell’ambito delle attività di cui al comma 4 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonchè dei corsi di formazione organizzati dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione, e nell’ambito delle attività per l’alfabetizzazione informatica dei pubblici dipendenti di cui all’articolo 27, comma 8, lettera g), della legge 16 gennaio 2003, n. 3, inseriscono tra le materie di studio a carattere fondamentale le problematiche relative all’accessibilità e alle tecnologie assistive.
2. La formazione professionale di cui al comma 1 è effettuata con tecnologie accessibili.
3. Le amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 1, nell’ambito delle disponibilità di bilancio, predispongono corsi di aggiornamento professionale sull’accessibilità.

Art. 9. (Responsabilità)
1. L’inosservanza delle disposizioni della presente legge comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ferme restando le eventuali responsabilità penali e civili previste dalle norme vigenti.

Art. 10. (Regolamento di attuazione)
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti:
a) i criteri e i principi operativi e organizzativi generali per l’accessibilità;
b) i contenuti di cui all’articolo 6, comma 2;
c) i controlli esercitabili sugli operatori privati che hanno reso nota l’accessibilità dei propri siti e delle proprie applicazioni informatiche;
d) i controlli esercitabili sui soggetti di cui all’articolo 3, comma 1.
2. Il regolamento di cui al comma 1 è adottato previa consultazione con le associazioni delle persone disabili maggiormente rappresentative, con le associazioni di sviluppatori competenti in materia di accessibilità e di produttori di hardware e software e previa acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, che devono pronunciarsi entro quarantacinque giorni dalla richiesta, e d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Art. 11. (Requisiti tecnici)
1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro per l’innovazione e le tecnologie, consultate le associazioni delle persone disabili maggiormente rappresentative, con proprio decreto stabilisce, nel rispetto dei criteri e dei principi indicati dal regolamento di cui all’articolo 10:
a) le linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità;
b) le metodologie tecniche per la verifica dell’accessibilità dei siti INTERNET, nonchè i programmi di valutazione assistita utilizzabili a tale fine.

Art. 12. (Normative internazionali)
1. Il regolamento di cui all’articolo 10 e il decreto di cui all’articolo 11 sono emanati osservando le linee guida indicate nelle comunicazioni, nelle raccomandazioni e nelle direttive sull’accessibilità dell’Unione europea, nonchè nelle normative internazionalmente riconosciute e tenendo conto degli indirizzi forniti dagli organismi pubblici e privati, anche internazionali, operanti nel settore.
2. Il decreto di cui all’articolo 11 è periodicamente aggiornato, con la medesima procedura, per il tempestivo recepimento delle modifiche delle normative di cui al comma 1 e delle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute.

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  • Anonimo scrive:
    IPv6 = Internet Sicura
    IPv6 ovvero il secondo passo, dopo Palladium verso l'Internet sicura, quella dove non ci sarà più "anonimato" e per girare sulla quale tutti dovranno identificarsi.
    • Anonimo scrive:
      Re: IPv6 = Internet Sicura
      Ma che stronzate stai sparando ?Ma l'hai studiato il protocollo IPv6 ?Ne conosci la struttura ?Sai in cosa consistono i suoi vantaggi ?Se la risposta è no allora evita di vedere complotti da tutte le parti, per cortesia, perché stando a questi preconcetti potevamo anche restarcene all'età della pietra... lì l'anonimato era proprio garantito... non esisteva neppure l'anagrafe ! :D
      • The FoX scrive:
        Re: IPv6 = Internet Sicura
        - Scritto da: Anonimo
        Ma che stronzate stai sparando ?
        Ma l'hai studiato il protocollo IPv6 ?
        Ne conosci la struttura ?
        Sai in cosa consistono i suoi vantaggi ?Uno dei suoi vantaggi sara' la moltiplicazione degli IP.Al punto che qualcuno ha gia' avanzato l'ipotesi in cui ognidispositivo in grado di comunicare venga dotato del proprio IP direttamente in fabbrica.E con una marea di IP statici ad identificare le persone (cellulari, pc, televisori, automobili, lavatrici e frigoriferi, e quanto altro...) i problemi di privacy vengono fuori da soli...Ti ricorda qlcs il seriale dei PIII?
        • Anonimo scrive:
          Re: IPv6 = Internet Sicura
          Anche attualmente l'IPv6 può utilizzare IP mappati sopra il MAC Address della scheda Ethernet del PC... che come ben sappiamo è univoco e fissato in fabbrica. I PC che ho in LAN a casa escono tutti anche con IPv6 in rete ed i 64 bit finali degli inderizzi sono i MAC delle rispettive schede di rete.Con questo ?Sai che un IP appartiene ad un dispositivo... non a chi appartiene quel dispositivo... a meno che per ogni PC, lavastoviglie o cellulare (non sto parlando di SIM) non chiedano un documento di identità del compratore... cosa che io dubito arriveranno a fare e comunque non è detto che le persone accettino un tale livello di controllo...Una tecnologia in se non lede la privacy ma solo l'uso che ne facciamo (o accettiamo di farne).
          • Anonimo scrive:
            Re: IPv6 = Internet Sicura
            - Scritto da: Anonimo
            Sai che un IP appartiene ad un
            dispositivo... non a chi appartiene quel
            dispositivo... a meno che per ogni PC,
            lavastoviglie o cellulare (non sto parlando
            di SIM) non chiedano un documento di
            identità del compratore... Succede già. Vai a comprare una tv.
          • opazz scrive:
            Re: IPv6 = Internet Sicura
            Comprata la tv 2 mesi fa e pure 3 mesi fa.. In 2 negozi diversi nessuna richiesta di documenti.
          • Anonimo scrive:
            Re: IPv6 = Internet Sicura
            Sotoscrivo!!!! Mai avuto richieste di documenti.
    • Anonimo scrive:
      Re: IPv6 = Internet Sicura
      - Scritto da: Anonimo
      IPv6 ovvero il secondo passo, dopo Palladium
      verso l'Internet sicura, quella dove non ci
      sarà più "anonimato" e per
      girare sulla quale tutti dovranno
      identificarsi.l'unica cosa in questo senso dell'ipv6 è che prevede nello standard la possibilità(ripeto, la possibilità,non l'obbligo) di cifrare il payload, come è ora ipsec, che è di fatto un backporting a ipv4domandone:ipsec secondo te aumenta o diminuisce la pivacy?
  • Anonimo scrive:
    IPv6 e Italia... come siamo messi ?
    L'iPv6 è già una realtà da molto tempo. Io me no occupo da qualche anno più per passione che per professione visto che almeno da noi la maggior parte delle persone neppure sanno cosa sia :(Esistono servizi FTP, streaming audio, NNTP (newsgroup) per non parlare dei primi siti web che sono accessibili anche (o solo) tramite connessioni IPv6.Una lista non molto aggiornata la trovate qui:http://www.ipv6.org/v6-www.htmlUn'altra più aggiornata e attendibile la trovate qui:http://6bone.informatik.uni-leipzig.de/ipv6/stats/stats.php3Fate un po' caso dai nomi di nominio quanti sono di paesi come Germania oppure Olanda... poi guardate quanti siti italiani ci sono (in realtà alcuni siti quali quelli di Telecom Italia Lab non sono listati ma sono comunque dei casi a se stanti)...
    • debianaro scrive:
      Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?
      in italia come stiamo messi ? be diciamo che come tutta europa l'ipv6 al momento viene associato a IRC bnc vhost lameri e tunnel broker.se fosse capito per quello che è ossia un protocollodi comunicazione non avrebbe avuto tutto questo interesse perlomeno in italia :)diciamo anche che il ripe ha 1400 e passa classi b da distribuireper tutto il 2004 dopodiche dovra fare richiesta ad arine prenderne la delega..... quindi che fa il ripe siccomenon puo guadagnare di piu si è messa a vendere /32ipv6 ai nuovi lir sperando di fare cassa su risorseinvisibili l'ipv6 appunto.la realta' è molto diversa router con ipv6 nativo costanouno sfracchio i vari noc sparsi per l'europa guadagnanosull'ipv4 IMHO prima che si passa all'ipv6 passeranno 15 20 anni.
      • Anonimo scrive:
        Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?
        eh?- Scritto da: debianaro
        in italia come stiamo messi ?
        be diciamo che come tutta europa l'ipv6 al
        momento
        viene associato a IRC bnc vhost lameri e
        tunnel broker.
        se fosse capito per quello che è
        ossia un protocollo
        di comunicazione non avrebbe avuto tutto
        questo
        interesse perlomeno in italia :)
        diciamo anche che il ripe ha 1400 e passa
        classi b da distribuire
        per tutto il 2004 dopodiche dovra fare
        richiesta ad arin
        e prenderne la delega..... quindi che fa il
        ripe siccome
        non puo guadagnare di piu si è messa
        a vendere /32
        ipv6 ai nuovi lir sperando di fare cassa su
        risorse
        invisibili l'ipv6 appunto.
        la realta' è molto diversa router con
        ipv6 nativo costano
        uno sfracchio i vari noc sparsi per l'europa
        guadagnano
        sull'ipv4 IMHO prima che si passa all'ipv6
        passeranno
        15 20 anni.


      • Anonimo scrive:
        Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?
        Ottimista ! :oIl fatto è che devono passare ad IPv6... perchè le classi A sono da tempo terminate... quelle B stannno finendo e quelle C sono ancor meno. Vogliamo andare avanti tutti a suon di NAT come fa FastWeb con tutti gli svantaggi di un meccanismo che non è quello per cui è stata pensata la rete ?
        • debianaro scrive:
          Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?
          - Scritto da: Anonimo
          Ottimista ! :o
          Il fatto è che devono passare ad
          IPv6... perchè le classi A sono da
          tempo terminate... quelle B stannno finendo
          e quelle C sono ancor meno.è vero le risorse ipv4 sono agli sgoccioli ma passarein poco tempo in ipv6 è materialmente impossibileperche semplicemente alle societa di telecomunicazioninon importa una mazza se si finiscono gli ip tanto lorohanno classi b allocate gia da un bel po e prima che si finiscano ce ne passa di tempo...fastweb è l'unico operatore che fa NAT cosi esteso.scelte sue ma non sparasse fregnacce che gli ip sono finitiio ho fatto propio l'altro mese richiesta per una /21 e il ripe me l'ha rottata sui miei 3 peer in bgb senza tanti problemi.certo devi portare avanti un progetto di rete decente compilare una marea di form ma alla fine gli ip te li danno.poi quando saranno definitivamente finiti dio vede e provvede :) io di certo non ci carico il web su un blocco v6 dove a vederlo sono 4 gatti....ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?
            - Scritto da: debianaro

            - Scritto da: Anonimo

            Ottimista ! :o

            Il fatto è che devono passare ad

            IPv6... perchè le classi A sono
            da

            tempo terminate... quelle B stannno
            finendo

            e quelle C sono ancor meno.

            è vero le risorse ipv4 sono agli
            sgoccioli ma passare
            in poco tempo in ipv6 è materialmente
            impossibile
            perche semplicemente alle societa di
            telecomunicazioni
            non importa una mazza se si finiscono gli ip
            tanto loro
            hanno classi b allocate gia da un bel po e
            prima che si finiscano ce ne passa di
            tempo...
            fastweb è l'unico operatore che fa
            NAT cosi esteso.
            scelte sue ma non sparasse fregnacce che gli
            ip sono finiti
            io ho fatto propio l'altro mese richiesta
            per una /21 e il ripe
            me l'ha rottata sui miei 3 peer in bgb senza
            tanti problemi.
            certo devi portare avanti un progetto di
            rete decente compilare una marea di form ma
            alla fine gli ip te li danno.
            poi quando saranno definitivamente finiti
            dio vede e provvede :)
            io di certo non ci carico il web su un
            blocco v6 dove a vederlo sono 4 gatti....

            ciaodebianaro, come si fa ad avere ip?puoi anche rispondere a pieggibo AT yahoo.itGrazie :)
          • debianaro scrive:
            Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?

            debianaro, come si fa ad avere ip?
            puoi anche rispondere a pieggibo AT yahoo.it
            Grazie :)http://www.ripe.net li ci trovi tutto...cmq in linea di massima se vuoi pochi ip tipo che so 32 devi chiederli al tuo ISP che a sua volta li chiedera al local IR se invece sei AS e puoi annunciare le classi con i tuoi routerse prevedi un uso sconsiderato di risorse IP per i tuoi servizi fai domanda per diventare LIR al RIPE dove loro dopo averesaminato la tua pratica di girano una /21 sui tuoi router.cmq se ti servono pochi ip puoi chiedere al tuo providerdi girarti un piccolo blocco se sono bravi ti fa compilareun piccolo form dove ne giustifichi l'utilizzo e nel girodi poco tempo hai che so una /64 per zurlare :)ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?
            - Scritto da: debianaro

            debianaro, come si fa ad avere ip?

            puoi anche rispondere a pieggibo AT
            yahoo.it

            Grazie :)

            www.ripe.net li ci trovi tutto...
            cmq in linea di massima se vuoi pochi ip
            tipo che so 32
            devi chiederli al tuo ISP che a sua volta li
            chiedera al
            local IR
            se invece sei AS e puoi annunciare le classi
            con i tuoi routers
            e prevedi un uso sconsiderato di risorse IP
            per i tuoi servizi
            fai domanda per diventare LIR al RIPE dove
            loro dopo aver
            esaminato la tua pratica di girano una /21
            sui tuoi router.
            cmq se ti servono pochi ip puoi chiedere al
            tuo provider
            di girarti un piccolo blocco se sono bravi
            ti fa compilare
            un piccolo form dove ne giustifichi
            l'utilizzo e nel giro
            di poco tempo hai che so una /64 per zurlare
            :)
            ciao

            Io ho fastweb, certo che se gli chiedo degli ip (lo facevo per avere ip pubblico :P ) quello mi fa pagare una iperfortuna!Io metterei anche dei miei router (costo?), ma tra il costo dei router, la banda necessaria e il costo degli ip faccio prima a passare ad alice :| o a vendere la macchina :A me basta anche un solo ip :@
          • Anonimo scrive:
            Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?
            - Scritto da: Anonimo
            Io ho fastweb, certo che se gli chiedo degli
            ip (lo facevo per avere ip pubblico :p )
            quello mi fa pagare una iperfortuna!
            Io metterei anche dei miei router (costo?),
            ma tra il costo dei router, la banda
            necessaria e il costo degli ip faccio prima
            a passare ad alice :| o a vendere la
            macchina :
            A me basta anche un solo ip :@mi dispiace amico ma fastweb dubito che ti giri un'ip se nondietro un lauto pagamento... se vuoi un ip publico ti convienefare un contratto con qualche adsl tipo tin galactica o chi ti pareil discorso degli ip sui router era solo se volevi annunciarete il blocco di indirizzi in caso contrario lo fa al posto tuoil tuo upstream provider (tin albacoz infostrada ecc ecc )ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?

            mi dispiace amico ma fastweb dubito che ti
            giri un'ip se non
            dietro un lauto pagamento... se vuoi un ip
            publico ti conviene
            fare un contratto con qualche adsl tipo tin
            galactica o chi ti pare
            il discorso degli ip sui router era solo se
            volevi annunciare
            te il blocco di indirizzi in caso contrario
            lo fa al posto tuo
            il tuo upstream provider (tin albacoz
            infostrada ecc ecc )
            ciao Ho capito, e se volessi mettere su un mio server con ip mieidovrei comprare un router e pagare per la connettività con un isp, giusto?sono interessato a farlo, presto partirò con un servizio che richiede ip pubblico (o meglio, semplifica di molto le cose :))Grazie
          • opazz scrive:
            Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?
            Rivolgiti ad un provider serio. MCLINK in primis.. e nn vuol essere pubblicità, ma esperienza. :|
          • Anonimo scrive:
            Re: Pv6 e Italia... come siamo messi ?
            - Scritto da: debianaro
            io di certo non ci carico il web su un
            blocco v6 dove a vederlo sono 4 gatti....Evidentemente non hai ben compresa la migrazione da IPv4 a IPv6.Uno dei vantaggi è proprio il doppio stack di protocolli sui sistemi. Non è necessario avere una pagina web che sia visibile solo in IPv6 e neppure un server HTTP dedicato che sia solo IPv6. Le due versioni possno coesistere e per un lungo periodo di tempo sarà così.Il concetto è quello di iniziare a fornire servizi e contenuti che siano accessibili anche tramite connessioni IPv6 così da invogliare gli ISP e quindi i loro clienti al passaggio nel minor tempo possibile.Certo se si parte dal concetto "finora solo 4 gatti usano IPv6 che lo supporto a fare" siamo nella classica situazione del gatto che si morde la coda ! Visto che supportare IPv6 attualmente non costa più di tanto perchè non iniziare noi ?
    • Anonimo scrive:
      Re: IPv6 e Italia... come siamo messi ?
      ... come siamo messi ? male come al solito...
  • The FoX scrive:
    IPv6 e Win98
    Questo articolo e' la giusta risposta a chi riteneva che non ci fosse bisogno dell'IPv6 sul vecchio Win98.Visto che la M$ ha (a furor di popolo) esteso il supporto fino ad inizio 2006, e che in Europa l'IPv6 potrebbe arrivare prima di allora, e' giusto che detto protocollo venga implementato.
    • opazz scrive:
      Re: IPv6 e Win98
      E io ribadisco di no.. Prima che si arrivi ad una regolamentazione come si deve sull'ipv6 siamo già al 2010.
      • opazz scrive:
        Re: IPv6 e Win98
        Tutto DEVE essere ancora regolamentato a livello internazionale.. Non è che PIZZA e FICHI fa il suo IPV6, Cacherozzi il suo, e Poponazzi il suo et voilà abbiamo l'IPV6.. Deve essere una cosa conforme visto che anche i produttori maggiori dovranno di consueguenza produrre hardware funzionante con questo protocollo..Hai voglia a campare..
        • Anonimo scrive:
          Re: IPv6 e Win98
          Su ipvs non c'è nulla da inventare: il protocollo ormai è definito, gli apparati di infrastruttura esistono già: bisogna solo (o quasi) decidersi a usarlo
          • opazz scrive:
            Re: IPv6 e Win98
            E di uniformarsi.. Vedi la cifratura..
          • Anonimo scrive:
            Re: IPv6 e Win98
            - Scritto da: opazz
            E di uniformarsi.. Vedi la cifratura..Cina, Giappone e Corea si stanno già muovendo, inmodo corale. Sono solo gli USA che recalcitrano.Questo attendismo è frutto della pressione della lobbydei produttori di componentistica elettronica. IPv4 è quasi monopolizzato da aziende USA, è ovvioche non vedano di buon occhio la possibilità che unmercato di cui detengono la fetta più grossa possa volatilizzarsi, ed essere soppiantato da uno in cuile regole di mercato debbono ancora essere scritte, e nelquale saranno tutti (quasi) sulla stessa linea di partenza.
          • opazz scrive:
            Re: IPv6 e Win98
            Vedo che hai colto nel segno.. Visto che a mio avviso e opinabile opinione, prima che tutto sia scritto, occorrerà un po' di tempo, mi pare inutile, concentrarsi su una tecnologia, in stato di una lenta e indissolubile morte, come Win98 (mi pare quasi un ossimoro Win98-Tecnologia) per lo sviluppo di un tool per il supporto a IPV6
          • Anonimo scrive:
            Re: IPv6 e Win98
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: opazz

            E di uniformarsi.. Vedi la cifratura..

            Cina, Giappone e Corea si stanno già
            muovendo, in
            modo corale. Sono solo gli USA che
            recalcitrano.
            Questo attendismo è frutto della
            pressione della lobby
            dei produttori di componentistica
            elettronica.
            IPv4 è quasi monopolizzato da aziende
            USA, è ovvio
            che non vedano di buon occhio la
            possibilità che un
            mercato di cui detengono la fetta più
            grossa possa volatilizzarsi, ed essere
            soppiantato da uno in cui
            le regole di mercato debbono ancora essere
            scritte, e nel
            quale saranno tutti (quasi) sulla stessa
            linea di partenza.Scherzi? Il mercato delle infrastrutture di rete e' in crisi, sai cosa vorrebbe dire aggiornare i grossi router a IPv6? Miliardi di $$$! Non a caso, Cisco spinge IPv6, ormai il mercato e' saturo di v4 e si fa piu' che altro manutenzione. Semmai, sono le telecom company e gli altri grossi clienti a frenare, non hanno piu' soldi per gli investimenti... Gli americani di indirizzi IP ne hanno a sufficienza, chi glielo fa fare di mettersi a spendere adesso (col vento che tira) per aggiornare la rete?D'altra parte, l'Europa che sponsorizza IPv6 e' (sotto-sotto) anche un modo per dare una mano alle aziende nostrane: Alcatel, Siemens, Ericsson. Dio solo sa quanto hanno bisogno di nuove commesse.salut!
          • Anonimo scrive:
            Re: IPv6 e Win98
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: opazz


            E di uniformarsi.. Vedi la
            cifratura..



            Cina, Giappone e Corea si stanno
            già

            muovendo, in

            modo corale. Sono solo gli USA che

            recalcitrano.

            Questo attendismo è frutto della

            pressione della lobby

            dei produttori di componentistica

            elettronica.

            IPv4 è quasi monopolizzato da
            aziende

            USA, è ovvio

            che non vedano di buon occhio la

            possibilità che un

            mercato di cui detengono la fetta
            più

            grossa possa volatilizzarsi, ed essere

            soppiantato da uno in cui

            le regole di mercato debbono ancora
            essere

            scritte, e nel

            quale saranno tutti (quasi) sulla stessa

            linea di partenza.

            Scherzi? Il mercato delle infrastrutture di
            rete e' in crisi, sai cosa vorrebbe dire
            aggiornare i grossi router a IPv6? Miliardi
            di $$$! Non a caso, Cisco spinge IPv6, ormai
            il mercato e' saturo di v4 e si fa piu' che
            altro manutenzione. Semmai, sono le telecom
            company e gli altri grossi clienti a
            frenare, non hanno piu' soldi per gli
            investimenti... Gli americani di indirizzi
            IP ne hanno a sufficienza, chi glielo fa
            fare di mettersi a spendere adesso (col
            vento che tira) per aggiornare la rete?
            D'altra parte, l'Europa che sponsorizza IPv6
            e' (sotto-sotto) anche un modo per dare una
            mano alle aziende nostrane: Alcatel,
            Siemens, Ericsson. Dio solo sa quanto hanno
            bisogno di nuove commesse.

            salut!Anche se fosse, se producono apparati che funzionano bene come gli altri, non ci vedo niente di male.Anche gli usa fanno politiche del genere, perchè l'Europa non le deve fare?Lunga vita alle aziende europee (che portano posti di lavoro qui)
          • Anonimo scrive:
            Re: IPv6 e Win98
            Ci sono più fattori che vanno visti ...1) gli usa hanno ancora molti ip a disposizione e non hanno esigenze particolari e possono andare avanti con calma2) l'europa e altri paesi in forte crescita non hanno Ip o ne hanno pochi e nel caso finissero gli ip, le cose diventerebbero drammatiche ... un po' come se finisse la benzina. Mettiamo che finiscano gli ip... dall'oggi al domani sarebbe impossibile passare da un provider all'altro o installare nuovi server ... sarebbe imbarazzante per tutti ed inoltre il cambio da ipv4 aipv6 non si può fare in 10 minuti girando una manopola.... deve essere gestito a livello mondiale3) poi ci sono certi provider e telecom che non hanno interesse a spendere soldi in strutture che ora vanno bene. E' come cambiare gomme quando ancora si hanno gomme buone...4) poi ci sono alcuni produttori che spingono per la migraizone in quantosi parla di aggiornare migliaia di router e switch già in produzione .. un sacco di soldi da fare5) poi ci sono società che detengono delle fette di mercato importante e non si volgiono far sopraffare in un anno solo perchè ora c'è un nuovo TCP6) infine ci sono gli utenti ... oramai tutti siamo conessi con più ip contemporaneamwente.. ADSL GPRS WI Fi etcnoi costiamo di tanti IP ...la cina con un miliardo di persone ehehehqualcosa si deve fare...elencati tutti questi punti .. è ovvio che servono più IP altrimenti in caso contrario cisi potrà trovare di fronte a società che li venderanno a peso d'oro heheheCiao ciao
    • carobeppe scrive:
      Re: IPv6 e Win98
      Ma si... già che ci siamo facciamo anche il supporto per l'IPv6 per MS-DOS 5.0 e 3.3, così posso usarlo anche sui miei 80386SX e M24... dai... windows 98 ha fatto la sua storia, è stato spesso incensato come un grande sistema operativo (cosa peraltro molto discutibile, visto che non c'è neanche paragone con la stabilità di versioni come la '95 (per la serie 9x) o la 2000 (per la serie NT), ora sarebbe il momento di chiudere il capitolo '98... anche perché win 98 si monta solo su PC che hanno già 4-5 anni e, contando il fatto che IPv6 non sarà introdotto prima di 5-6 anni, è come voler introdurre il TCP/IP in MS-DOS oggi...
      • Anonimo scrive:
        Re: IPv6 e Win98
        - Scritto da: carobeppe
        Ma si... già che ci siamo facciamo
        anche il supporto per l'IPv6 per MS-DOS 5.0
        e 3.3, così posso usarlo anche sui
        miei 80386SX e M24... dai... windows 98 ha
        fatto la sua storia, è stato spesso
        incensato come un grande sistema operativo
        (cosa peraltro molto discutibile, visto che
        non c'è neanche paragone con la
        stabilità di versioni come la '95
        (per la serie 9x) o la 2000 (per la serie
        NT), ora sarebbe il momento di chiudere il
        capitolo '98... anche perché win 98
        si monta solo su PC che hanno già 4-5
        anni e, contando il fatto che IPv6 non
        sarà introdotto prima di 5-6 anni,
        è come voler introdurre il TCP/IP in
        MS-DOS oggi...http://www.asyncsystems.com/tcpip.htm
        • Alessandrox scrive:
          Re: IPv6 e Win98
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: carobeppe

          Ma si... già che ci siamo
          facciamo

          anche il supporto per l'IPv6 per MS-DOS
          5.0

          e 3.3, così posso usarlo anche
          sui

          miei 80386SX e M24... dai... windows 98
          ha

          fatto la sua storia, è stato
          spesso

          incensato come un grande sistema
          operativo

          (cosa peraltro molto discutibile, visto
          che

          non c'è neanche paragone con la

          stabilità di versioni come la '95

          (per la serie 9x) o la 2000 (per la
          serie

          NT), ora sarebbe il momento di chiudere
          il

          capitolo '98... anche perché win
          98

          si monta solo su PC che hanno
          già 4-5

          anni e, contando il fatto che IPv6 non

          sarà introdotto prima di 5-6
          anni,

          è come voler introdurre il
          TCP/IP in

          MS-DOS oggi...
          www.asyncsystems.com/tcpip.htmBello ma ...zzzo visto quanto costa?Segui i links su www.freedos.org oppure http://www.khet.net/libreria/networkingChe Figata...
  • Anonimo scrive:
    (OT) Sicurezza IPv6
    IPv6, tra le tante altre cose, prevede anche il broadcast dei pachetti, ovvero un pacchetto inviato può essere inviato a più destinatari... ottimo per fare una multi-videoconferenza, ma potenzialmente pericoloso in quando semplifica enormemente lo spionaggio ... ? o mi sbaglio?
    • Anonimo scrive:
      Re: (OT) Sicurezza IPv6
      - Scritto da: Anonimo
      IPv6, tra le tante altre cose, prevede anche
      il broadcast dei pachetti, ovvero un
      pacchetto inviato può essere inviato
      a più destinatari... ottimo per fare
      una multi-videoconferenza, ma potenzialmente
      pericoloso in quando semplifica enormemente
      lo spionaggio ... ? o mi sbaglio?beh, IPv6 prevede questa possibilità, poi come la si usa dipende dalle persone. Chiaramente il broadcast ha più senso all'interno di una LAN, mentre per una video conferenza è più indicato il multicast. Che non dovrebbe rendere più semplice lo spionaggio.
    • KrecKer scrive:
      Re: (OT) Sicurezza IPv6
      - Scritto da: Anonimo
      IPv6, tra le tante altre cose, prevede anche
      il broadcast dei pachetti, ovvero un
      pacchetto inviato può essere inviato
      a più destinatari... mhm... quello è il multicast, e si puo' fare anche con IPv4Ciao
  • Anonimo scrive:
    ADSL IPv6
    ho un router , il mio attuale provider usa l assegazione ip in v4adesso cosa deve fare il provider e io per passarea ipv6 ?da che giorno il mio provider assegnera ipv6 ?faccio notare che lo stack IPv6 di M$ windows e' in rete in versione gpl (e non e' standard)come non lo e' quello in windows xp 2000 ecc..manca della _ciffratura prevista_ nello standard RFCcavoli per fare un ftp mi tocca scrivere troppo ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: ADSL IPv6
      Vuoi l'IPv6 per navigare su internet? E' da un pò di tempo che un pò di gente già lo usa con soddisfazione.. :)Chiama il tuo amico google, e digita "tunnel broker" ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: ADSL IPv6
        quello non e' proprio "navigare in ipv6"... e' farsi regalare tanto tanto bel overhead per nulla... spero' non ci sia nessuno cosi folle da usarlo col gprs ;)pascal
    • Anonimo scrive:
      Re: ADSL IPv6


      da che giorno il mio provider assegnera ipv6
      ?sarebbe bello saperlo, ma credo che per questo ci vorrà ancora qualche anno.

      faccio notare che lo stack IPv6 di M$
      windows e' in rete in versione gpl (e non e'
      standard)in che senso non è standard?
      come non lo e' quello in windows xp 2000
      ecc..mmm, m$ sulle tecnologie di rete è sempre arrivata tardi...
      manca della _ciffratura prevista_ nello
      standard RFCforse che non ce la vogliono mettere apposta?? :D
    • Anonimo scrive:
      Re: ADSL IPv6
      - Scritto da: Anonimo
      Per non parlare poi di blu-ray.it, un
      progetto che sto avviando con amici: dopo la
      masterizzazione remota sarà
      realtà (un server ftp su fibra e vai
      on masterizzazione di 27 giga da casa tua
      senza masterizzatore!Mi spieghi meglio di cosa si tratta?GrazieAndrea
      • Anonimo scrive:
        Re: ADSL IPv6
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo

        Per non parlare poi di blu-ray.it, un

        progetto che sto avviando con amici:
        dopo la

        masterizzazione remota sarà

        realtà (un server ftp su fibra e
        vai

        on masterizzazione di 27 giga da casa
        tua

        senza masterizzatore!

        Mi spieghi meglio di cosa si tratta?
        Grazie

        AndreaIo compro un masterizzatore blu-ray (che costerà molto all'inizio) e i supporti vergini. Tu fai upload via ftp (o altro sistema) sul pc in cui c'è il masterizzatore, e poi masterizzi dal tuo pc tramite neroNet (un plugin per Nero) o qualcosa di analogo. Finito di masterizzare i tuoi 27 giga, imbustiamo il disco e te lo spediamo a casa :)Per maggiori info contattami a blu-ray (at) fastwebnet.itpieggi
    • Anonimo scrive:
      Re: ADSL IPv6
      - Scritto da: Anonimo
      Per non parlare poi di blu-ray.it, un
      progetto che sto avviando con amici: dopo la
      masterizzazione remota sarà
      realtà (un server ftp su fibra e vai
      on masterizzazione di 27 giga da casa tua
      senza masterizzatore!Mi spieghi meglio di cosa si tratta?GrazieAndrea
    • Anonimo scrive:
      Re: ipv6 e fastweb [era: ADSL IPv6]

      cmq è già disponibile un
      servizio di tunneling ipv6 tra la rete
      fastweb e il mondo esterno... cerca su
      google e lo trovi!che paroline mettere su google??
      • Anonimo scrive:
        Re: ipv6 e fastweb [era: ADSL IPv6]
        - Scritto da: Anonimo
        che paroline mettere su google??Ci vuole molto? Fastweb tunnel brokerComunque, ecco quì:http://fast6.fastwebnet.org/
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