Addio a Mario Segale, fu l'ispirazione per Nintendo

Si è spento all'età di 84 anni Mario Segale: figlio di emigrati italiani, ha dato involontariamente il nome a un'icona videoludica come Super Mario.

Proprio nei giorni in cui nel nostro paese tiene banco una discussione sui videogiochi, l’ennesima in cui attraverso un’analisi superficiale, anacronistica e pregiudizievole qualsiasi prodotto riconducibile al calderone del gaming viene etichettato come diseducativo e alienante, il mondo saluta colui che fu d’ispirazione per la nascita di uno dei personaggi che maggiormente hanno segnato la storia videoludica. E l’Italia, anche se alla lontana, dev’esserne in qualche modo orgogliosa. Mario Segale, l’uomo che per puro caso contribuì a dar vita a Super Mario, si è spento in un ospedale di Tukwila (Washington) all’età di 84 anni.

Mario Segale, l’ispirazione per Super Mario

La notizia è circolata solo nel fine settimana, nonostante il decesso risalga al 27 ottobre. Nato nel 1934 dai genitori Louis e Rina Segale, entrambi italiani emigrati negli Stati Uniti, dopo aver completato le scuole superiori ha avviato con successo la propria ditta di costruzioni, la M.A. Segale, ceduta nel 2010 per 60 milioni di dollari. Nel corso dei decenni si è occupato anche della gestione di alcune proprietà nei dintorni di Seattle, motivo che l’ha portato a contatto con Nintendo. Quanto accaduto è ben riassunto in un articolo pubblicato nel weekend sulle pagine di Kotaku.

Nel 1981 Segale ha affittato un magazzino di Tukwila a Nintendo of America. Shigeru Miyamoto aveva appena dato vita al personaggio di Mario per il gioco Donkey Kong, chiamando però inizialmente lui Jumpman e la sua ragazza Lady. L’azienda voleva nomi più appropriati per le sue creazioni, così ha scelto quello dell’uomo…

La decisione fu presa quando Mario Segale entrò nella sede di Nintendo of America inveendo contro l’allora presidente Minoru Arakawa per il mancato pagamento dell’affitto. Come si legge nel libro “Game Over: How Nintendo Conquered the World” di David Sheff, l’interazione tra i due colpì Miyamoto e il suo team, portando così alla nascita di quella che sarebbe poi stata destinata a diventare un’icona videoludica.

Segale è sempre rimasto lontano dai riflettori, rifiutando la notorietà. In una delle rare interviste concesse alla stampa, risalante al 1993, affermò di essere ancora in attesa dei pagamenti relativi allo sfruttamento del suo nome. Gli era stato chiesto un commento su quanto accaduto una dozzina di anni prima, in seguito alla pubblicazione di un libro da parte di Nintendo in cui viene raccontato l’episodio. Questa la sua breve replica.

Potreste dire che sto ancora aspettando i miei assegni con le royalty.

Lascia la moglie, quattro figli e un idraulico baffuto che con il suo colorato accento italiano da quasi quarant’anni accompagna l’evoluzione del mondo videoludico.

Fonte: Kotaku

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