ADUC/ Vannino Chiti, note stonate

L'Associazione degli utenti e dei consumatori attacca: le sviolinate di Chiti sulla legge per l'editoria sono stonate, perché le nuove norme concedono discrezionalità per finanziare certa editoria. E rilancia: c'è già un caso


Firenze – La petizione lanciata dal quotidiano online “Punto-informatico.it”, in cui si chiede la specifica abolizione degli articoli della legge che equiparano il prodotto informatico a quello giornalistico tradizionale, ha raccolto più di 35 mila adesioni e, come conseguenza, ha favorito le ripetute prese di posizione del sottosegretario, con delega all’editoria, Vannino Chiti: “L’obbligo c’è solo per chi aspira a riceve contributi per l’editoria”.

Una machiavellica interpretazione che, pur nella sua autorevolezza, fa a pugni con un’ordinanza del Tribunale di Salerno del 16 marzo 2001, con la quale il giudice ha ordinato alla pubblicazione on line www.oltresalerno.it l’iscrizione nel registro della stampa periodica, proprio grazie a questa legge sull’editoria, e soprattutto alla legge sulla stampa n.47/1948 che obbliga ogni giornale ad avere un direttore responsabile iscritto all’Ordine.

Quindi, mentre Vannino Chiti cerca di imbonire i navigatori dicendo che la legge c’è, ma riguarda solo coloro che vorranno entrare nel club degli assistiti dal denaro pubblico e che, bontà sua, gli altri potranno essere liberi, la legge sulla stampa del ’48 continua a mietere le sue vittime.

Perché il punto centrale è proprio nella legge sulla stampa. Che poteva essere applicata anche prima dell’approvazione di quella sull’editoria, magari dopo l’interpretazione di qualche giudice, ma valida e applicabile proprio nel suo concetto base: la garanzia dell’ordine dei giornalisti per la professionalità dell’informazione. Un concetto che non fa una grinza se applicato anche a chi fa informazione in Rete, ovviamente per chi crede nella sua bontà. Non certamente noi che crediamo nella sua non-attinenza ai dettami costituzionali.

Le sirene di Vannino Chiti sono quindi stonate e pericolose, perché non danno certezza del diritto, ma solo certezza di essere in balia della magnanimità di un sovrano, il Governo e lo Stato nel nostro caso, che, resi sovrani da una legge applicata e non-applicata, ne dispongono come e quando credono nei confronti dei propri sudditi.

Crederemmo altrimenti se il nostro sottosegretario all’editoria ci dicesse, scrivendolo in una legge di modifica di quella del 1948 sulla stampa, che qualunque prodotto d’informazione non dovrebbe avere il direttore responsabile iscritto all’albo, tranne quelli che vogliono i soldi dei contribuenti. L’accetteremmo come situazione di transito, non certo per estendere i contributi pubblici a chiunque, ma per levarli a tutti.

Vincenzo Donvito
Presidente ADUC

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Troppe leggi fanno male al cervello
    Una legge per il bollino blu sui programmi rosa, una per definire i criteri di attuazione delle seghe del mi nonno, l'altra per disciplinare il consumo della carta igienica a seconda sei sia smerdata o no...Io farei una sola legge:"L'autore ha il pieno diritto di lucrare sulle proprie creazioni, ma solo nel momento stesso della prima pubblicazione dell'opera, in qualunque forma essa sia distribuita (Internet, CD, dischetti, radio, tv, giornali, telepatia, scorreggie ecc). Dopodiche' l'opera diventa di dominio pubblico e chiunque se vuole puo' lucrare a sua volta sulla vendita di tale prodotto, a patto che venga sempre citato il nome dell'autore."E io aggiungo: se l'autore e' veramente tale, ed e' capace veramente di creare, non esitera' a farlo una seconda volta. E poi ancora una terza. E cosi' via...Visto come e' semplice? Tutti contenti, tutti felici.Ma ci vuole cosi' tanto per capirlo?
  • Anonimo scrive:
    ABOLIRE LA SIAE ?
    Si', perche' dimostra d'essere solo l'ennesimo rifugio di parassiti ignoranti che devono mangiare a nostre spese.Se gli autori intendono proteggere le proprie opere.. che creino una LORO organizzazione !E' ORA DI FINIRLA CON 'STA GENTE !
  • Anonimo scrive:
    .........INSISTO.................
    MA CHE CAZZO SCRIVETE A FARE A QUEI PASSACARTE ESATTORI DELLA SIAEEEEE???????????BOHHHHHHHH.NON SERVE A NULLAAAAAAAAAAAAAAAAA.SONO ALTRI I FRONTI DI ATTACCOOOOOO, NON CERTO QUELLE TESTE DI LEGNO.
  • Anonimo scrive:
    Uhm...EEPROM...
    Ma non sono quelle dove stanno tutti i programmi che gestiscono VCR, TV, HI-FI, microonde, lavatrici, console, BIOS (nelle motherboard dei PC), telefonini...? Che facciamo, tappezziamo l'interno dei suddetti apparati con i bollini? In fondo anche quelli sono pur sempre software...
  • Anonimo scrive:
    Domanda per la SIAE
    Perchè nell'ultimo CD di De Gregori (che ho acquistatoregolarmente, conservando lo scontrino fiscalefino ai 300 m dal negozio)c'è scritto:(P) & (C) 2001 Sony Music Entertainment (Italy) SpA."COLUMBIA" is the trademark of Sony Music Entertainment Inc./Sony Music Entertainment (Italy) SpA.All rights of the producer and of the owner of the recorded work reserved. Printed in Italy.Mi aspettavo che ci fosse scritto:(P) & (C) Francesco De Gragori. Provate a controllare i vostri CD, magari il mio è un caso isolato.Buon'ascolto a tutti.
  • Anonimo scrive:
    SIAE questa sconosciuta...
    ripubblico il mio intervento qui'...avevo sbagliato pagina :-)Anche quello della siae è un classico esempio di truffa legalizzata, bollini su tutto, controlli su tutto, spettacoli, piccole serate di intrattenimento, anche nei compleanni verrebbero a mettere le mani. Burocrati di gran classe, al servizio dello stato? No, ostacolo per la creatività, ecco cos'è la SIAE. Pagare un dazio salato per chi alla fine? Per Gino Paoli, Baglioni, Daniele. Ricordo che per sbarcare il lunario, visto le misere paghe da sempre elargite ai musicanti, quando facevo il pianista nei locali notturni, segnavamo i pezzi nostri sul mitico borderò, tutto andava bene agni semestre, fino a quando gli autori quelli con la A maiuscola cominciarono a vedere i loro estratti conti dimezzati. Da allora, coppiette insospettabili cominciarono a frequaentare i locali con un micro registratore per riprendere l'intera serata, alcuni colleghi furono multati, altri radiati dalla società. Eppure ancora non esisteva nemmeno internet ne gli mp3, ma la mamma siae protegeva il suo calderone meglio della Guardia di Finanza. Cosa vi aspettavate che vi rispondessero, non rispondono mai. La tutela del diritto d'autore è sacro, solo che in caso di controversie, plagi, o cose del genere il foro competente e quello di Roma, e loro i burocrati del diritto se ne lavano le mani. E io pagoooooo una quota associativa di £ 400.000 ogni anno solo per tutelarmi...ma da chi e da che cosa??
    • Anonimo scrive:
      Re: SIAE questa sconosciuta...
      - Scritto da: http://www.charry.it
      ripubblico il mio intervento qui'...avevo
      sbagliato pagina :-)

      Anche quello della siae è un classico
      esempio di truffa legalizzata, bollini su
      tutto, controlli su tutto, spettacoli,
      piccole serate di intrattenimento, anche nei
      compleanni verrebbero a mettere le mani.
      Burocrati di gran classe, al servizio dello
      stato? No, ostacolo per la creatività, ecco
      cos'è la SIAE. Pagare un dazio salato per
      chi alla fine? Per Gino Paoli, Baglioni,
      Daniele. Ricordo che per sbarcare il
      lunario, visto le misere paghe da sempre
      elargite ai musicanti, quando facevo il
      pianista nei locali notturni, segnavamo i
      pezzi nostri sul mitico borderò, tutto
      andava bene agni semestre, fino a quando gli
      autori quelli con la A maiuscola
      cominciarono a vedere i loro estratti conti
      dimezzati. Da allora, coppiette
      insospettabili cominciarono a frequaentare i
      locali con un micro registratore per
      riprendere l'intera serata, alcuni colleghi
      furono multati, altri radiati dalla società.
      Eppure ancora non esisteva nemmeno internet
      ne gli mp3, ma la mamma siae protegeva il
      suo calderone meglio della Guardia di
      Finanza. Cosa vi aspettavate che vi
      rispondessero, non rispondono mai. La tutela
      del diritto d'autore è sacro, solo che in
      caso di controversie, plagi, o cose del
      genere il foro competente e quello di Roma,
      e loro i burocrati del diritto se ne lavano
      le mani. E io pagoooooo una quota
      associativa di £ 400.000 ogni anno solo per
      tutelarmi...ma da chi e da che cosa?? La tutela te la fai da te, come ho risposto prima. La SIAE si occupa solo di fare le tue veci per riscuotere il "pizzo" e ridistribuirlo adeguatamente purgato ai competenti. In caso di controversia dovrebbbe, e sottolino il condizionale, fare le tue veci in un eventuale causa di plagio.Nessuno mi aveva mai detto che se a me interessava solo evitare il plagio delle mie opere potevo anche fare a meno di iscrivermi.Ovvio che se volessi i soldi dei diritti di riproduzione... o mi arrangio a controllare tutti i locali, o mi iscrivo. Ma, tranne magari ai 10/15 big italiani, chi si mette a fare cover dei tuoi pezzi? O meglio, magari verranno eseguiti 100 volte l'anno. a 100 o 50 lire a esecuzione hai guadagnato ben 50.000£. Inutile dire che tale sistema serve solamente hai pochi veramente famosi, e mette il bastone tra le ruote a chi non lo è, ma magari è più artistico di altri.Quiandi la SIAE serve solo a quelli famosi.A quando una società che tutelerà i piccoli artisti? Che non inseguono solo i soldi, ma vogliono solo strappare qualche applauso in uno sperduto bar di periferia senza dover sbattersi per fare il borderò, + burocrazia varia.E l'EMPAS? Nessuno di voi si lamenta di quella immane ca....ta dell'EMPAS?E' l'assicurazione per gli artisti. Se suoni la devi avere. Ma io pago già la tassa sanitaria con il mio lavoro. Perchè se vado a sciare sono a posto, mentre se suono devo pagarmi un'assicurazione, giusta nel caso fossi professionista, sbagliata se ho già una copertura assicurativa sanitaria perchè tale hobby non è un'attività professionistica?
  • Anonimo scrive:
    Lallero lallero lalla'
    Consiglio a PI di censurare con la X rossa questo messaggio. Dato il titolo, la SIAE potrebbe esigere diritti.
  • Anonimo scrive:
    E per i musicisti ???
    Vorrei infilare un chiodo nelle ferite SIAE e rigirarlo per bene...e riguarda tutti quei musicisti che non hanno voglia o possibilità di farsi tutelare, spendendo quel che c'è da spendere, per uno o due brani...Prendiamo il mio esempio... Io produco da diversi anni musica HipHop, che come si sa, è formata in buona parte da 'sample'.Questo significa che ascolto un brano, trovo magari 2 secondi che mi ispirano e vi creo sopra un brano assolutamente nuovo...sul quale cantano poi i miei soci del gruppo.Ora...i sample a volte sono di sconosciuti,anzi...la maggior parte delle volte...inoltre i giri di basso, ed i loop di batteria devono essere semplici e facili da seguire...e ricordano spesso e volentieri cose già fatte...Al che...io devo pagare 'x' lire alla SIAE per farmi tutelare, poi il primo pirla che passa prende il mio giro di basso, cambia UNA nota su 8 che non modifica l'effetto nella canzone,e io mi trovo a guardare il suo successo...Oppure perchè non parlare di quelle case discografiche che si fanno inviare i DEMO da speranzosi ragazzi e poi fanno cantare i brani da gente ormai conosciuta, facendo STRANAMENTE saltar fuori brani archiviati magari 1 mese o 1 anno prima che sono UGUALI a quello dello sconosciuto ?O ancora...perchè nn parlare di quello di cui ha parlato ELIO in questa edizione di MAI DIRE GOL, ovvero quanto i gruppi italiani abbiano COPIATO senza pudore dagli stranieri del passato ?E io mi chiedo... io che non sto dietro a nessuno di potente, perchè devo pagarla se uso un campione di, che so....Zucchero, quando lui COPIA IN TOTO alcune canzoni e nessuno gli dice nulla ? Ha senso tutto questo ?Ha senso che come al solito chi cerca di Vivere di musica perchè CREDE nella musica e perchè la MUSICA E' COME L'ARIA CHE RESPIRIAMO, alla fine debba soccombere...sempre e comunque ?Pensate un po' ... una delle mie basi è finita su un album che ha venduto più di duecentomila copie in Europa...Nn l'avevo registrato in SIAE perchè all'epoca NON POTEVO PERMETTERMELO [come se fosse un BENE DI LUSSO !!!] ... e sapete cosa mi hanno detto ?e parlo dei responsabili della casa discografica...non dei miei EX-amici-senza-scrupoli...Quelli della casa discografica mi hanno detto"Se anche fosse stato registrato...bè...bastavano 2 o 3 note modificate, una settima su un accordo e te la prendevi nel c..o lo stesso, quindi vedi di andare e non rompere più" ...Ma tanto...nessuno penserà che si pagano degli spropositi per essere presi in giro...Certo...a meno che non si sia POTENTI ... e per diventarlo bisogna piegarsi a cosa vogliono quelli che potenti lo sono già... uccidendo, nel 90% delle volte, quella che è la MUSICA;nel Sacro Nome del Commercio, l' ARTE muore lentamente... e nessuno fa niente ?SalutiDj Ki - HipHopItalianProducer
    • Anonimo scrive:
      Re: E per i musicisti ???
      - Scritto da: Dj Ki
      Vorrei infilare un chiodo nelle ferite SIAE..CUT
      nel Sacro Nome del Commercio, l' ARTE muore
      lentamente... e nessuno fa niente ?
      Saluti
      Dj Ki - HipHopItalianProducerCiao. Ti capisco. Anch'io suono e più che tutelato mi sento torteggiato da questo sistema. Ovviamente nello specifico io non faccio il tuo genere.Però, non ti stò criticando, hai detto delle inesattezze.Non è la SIAE che proteggie i tuoi diritti,ma è lo stato. Io mi sono informato, volevo registrarmi e stavo per farlo, quando ho scoperto che ti puoi difendere anche davanti ad un giudice.Basta che dimostri che un brano lo hai prodotto tu prima dell'eventuale copiatore.Un esempio che mi era stato fatto era autospedirsi una raccomandata con ricevuta conentente il supporto con la tua base, sigillarlo, e non aprirlo mai. In caso di contestazione, fa fede la data sulla ricevuta.Invece il fatto che la musica sia uguale, il fatto di agiungere una settima su un accordo è una emerita cazzata.A parte che in tribunale, l'eventuale plagio verrebbe deciso da una commissione o da un esperto, ti dico che la SIAE per valutare l'uguaglianza di 2 pezzi si basa in gran parte sulla linea melodica principale in quanto solitamente essa distingue molto il pezzo. Eventualmente, se il plagio dovesse essere solo di una parte, potresti inserirti come coautore.NEl tuo caso però, dato l'hip hop molto poco melodico nella linea melodica (scusa la ripetizione) penso che in tale tipo di musica l'importanza della base come fattore distintivo del pezzo sia molto maggiore di altri generi.Nel senso che in un pezzo rock conta molto la linea melodica della voce. In uno HipHop molto conta la linea di accompagnamento della base e gli eventuali giri di basso (IMHO).Quindi, secondo me, ma non sono un esperto, potresti intentare una causa legale contro la casa discografica.Se non hai voglia e soldi da sprecare, potresti tentare la strada del giudice di pace. Dovresti far causa per un massimo di 1.500.000£ mi sembra, però puoi difenderti da solo, e non ci sono grosse spese. Sai se vinci però, a parte i miseri soldi che avresti, la soddisfazione e la pubblicità?Dovresti però avere qualche prova che indica che il pezzo lo hai composto tu. Io, tornando al discorso SIAE, ho abbandonato l'idea di registrarmi quando hanno mandato in onda un nostro concerto alla RAI. Essendo le videocassette sempre in archivio, in un eventuale causa ho le prove della mia creazione. Ciao.
  • Anonimo scrive:
    Mi sono messo nei guai ?
    Salve a tutti,ho comprato da poco l'ultimo CD di Celentano,pagato lo spropositato (per me) prezzo di 40K.Purtroppo il famigerato bollino SIAE stavaappiccicato sull'involucro di plastica del CD equando l'ho scartato, e' stato buttato.Il mio CD originale e' quindi adesso senza piu'il famigerato bollino.Sono quindi fuorilegge ?Finiro' come quel manager dello SPOT della BSA ?Oppure tutta sta faccenda del bollino vale soloper i negozi che vendono l'articolo e quandoarrivo a casa, possono andare tutti in c..o ?A latere ribadisco che se i CD fossero costati10K ne avrei comprati piu' del quatruplo diquelli che compro adesso, (1 ogni 3 anni)Per esempio mi piacerebbe comprare l'ultimo CDdella Vanoni, l'ultimo di Mina, quello deiLunaPop, quello di GABER etc...Ma siccome sono beni di lusso, mi tengo quellodi Celentano e semmai gli altri me li faccioprestare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi sono messo nei guai ?
      - Scritto da: GIO CONDOR
      Salve a tutti,

      ho comprato da poco l'ultimo CD di Celentano,
      pagato lo spropositato (per me) prezzo di
      40K.
      Purtroppo il famigerato bollino SIAE stava
      appiccicato sull'involucro di plastica del
      CD e
      quando l'ho scartato, e' stato buttato.
      Il mio CD originale e' quindi adesso senza
      piu'
      il famigerato bollino.
      Sono quindi fuorilegge ?
      Finiro' come quel manager dello SPOT della
      BSA ?E si !!! Mi dispiace per te ma dovevi tenere il disco avvolto nel cellophan per poter conservare il bollino :-)
Chiudi i commenti