AGCOM, nel vortice del copyright

Tra le proteste, escluso il dibattito parlamentare dopo l'audizione del presidente Cardani sull'enforcement tricolore del diritto d'autore. E spuntano i dubbi espressi dalla Commissione Europea

Roma – Dalla necessità di una forma di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti digitali all’intervento nei casi di violazione massiva delle opere tutelate dal diritto d’autore. Al cospetto delle commissioni Cultura e Trasporti alla Camera dei Deputati, il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) Angelo Marcello Cardani ha tenuto l’attesa audizione sul discusso provvedimento – delibera 680/13/CONS adottato alla metà dello scorso dicembre per la tutela della proprietà intellettuale sulle reti di comunicazione elettronica.

All’intervento di Cardani non è seguito alcun dibattito tra i parlamentari presenti, fermati senza alcuna ragione plausibile dallo stesso presidente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione Giancarlo Galan. Tra le vibranti proteste del Partito Democratico (PD) e di M5S, Galan ha deciso di rimandare a data da destinarsi l’attesa girandola degli interventi di chi si era iscritto per interrogare AGCOM sui punti fondamentali della delibera che entrerà in vigore dalla fine del prossimo marzo.

Partito dai principi cardine del provvedimento – tra gli altri, gli utenti o downloader non saranno perseguibili come fatto in Francia con HADOPI – il presidente di AGCOM ha riportato il “costruttivo confronto” avuto con i vertici della Commissione Europea, che avrebbe offerto le sue congratulazioni “per l’equilibrio degli interessi delle parti che la procedura consente di raggiungere”. Le stesse autorità francesi, certamente scottate dal fallimento di HADOPI , hanno già contattato l’Autorità tricolore per “venire a studiare più da vicino il modello italiano”.

Finora circondata da un alone di mistero, la lettera contenente le osservazioni della Commissione Europea sul progetto di regolamento adottato da AGCOM è emersa grazie alla richiesta di trasparenza di due ricercatori italiani, Alberto Bellan e Eleonora Rosati, e pubblicata su IPKat . In sintesi, la stessa Commissione Europea avrebbe espresso più di un dubbio su alcuni punti chiave del provvedimento adottato da AGCOM.

Ad esempio, l’Autorità dovrebbe chiarire meglio i concetti di uploader – chi viene considerato responsabile di un caricamento illecito sul web – piuttosto che di opera digitale e di gestore di un sito Internet. Per quest’ultimo, non sembrano chiari i limiti della responsabilità personale nella gestione delle notifiche e in eventuali azioni di enforcement. E, soprattutto, cosa dovrebbe accadere se solo una parte di un sito risultasse in violazione del diritto d’autore . Esiste dunque un procedimento di blocco selettivo nel regolamento adottato dall’Autorità tricolore?

Tornando all’ audizione parlamentare di Cardani, l’intervento è stato strutturato in due parti, la prima dedicata alle misure per favorire lo sviluppo e la tutela delle opere digitali. Essendo sprovvista del potere di imporre vincoli all’autonomia contrattuale, AGCOM ha conferito molta importanza alle misure positive, volte a creare un ambiente favorevole per il contrasto alla pirateria. L’istituzione di un Comitato presieduto dal Segretario generale dell’Autorità stessa avrà il compito di promuovere accordi di licenza sviluppati ad hoc, piuttosto che la rimodulazione delle finestre di distribuzione delle opere audiovisive . “Lo stesso Comitato potrà, inoltre, promuovere forme di autoregolamentazione (codici di condotta) relativi anche a strumenti innovativi di contrasto alla pirateria fondati sull’analisi delle transazioni economiche e dei modelli di business connessi all’offerta di contenuti in violazione del diritto d’autore (cd. follow the money )”, ha spiegato Cardani.

Nella seconda parte del suo intervento, Cardani si è soffermato sulle direttive in materia di enforcement. AGCOM non vuole colpire i singoli cittadini, bensì quei “soggetti che svolgono l’attività in maniera professionale”. Il regolamento parte dal presupposto che uno strumento come quello del notice and takedown (in stile YouTube) sarà sempre preferibile, ma non applicabile ai siti dediti esclusivamente alla pirateria. “Le esigenze di celerità sono soddisfatte mediante una serrata scansione dei termini procedurali: sette giorni per l’avvio dell’istruttoria, cinque giorni per le controdeduzioni, trentacinque giorni dalla ricezione dell’istanza per l’adozione del provvedimento finale da parte dell’organo collegiale dell’Autorità”, ha continuato Cardani.

Anche su questo punto sono stati espressi dubbi da parte della Commissione Europea – nella lettera pubblicata da IPKat – in particolare per una eccessiva rapidità che potrebbe compromettere il diritto alla difesa . Per dare priorità assoluta ai siti definiti come pirata, AGCOM vuole abbreviare ancora di più i termini d’enforcement – “che vengono ridotti a tre giorni per l’avvio del procedimento, tre giorni per le controdeduzioni e, in totale, dodici per la decisione finale”, ha spiegato Cardani – facendo sollevare altri dubbi alle autorità del Vecchio Continente. Per AGCOM, si tratta comunque di un regolamento equilibrato e rispettoso delle libertà fondamentali, dal momento che non è mirato a colpire i singoli downloader così come i condivisori occasionali, ma semplicemente i siti specializzati nella distribuzione massiva di opere tutelate dal copyright.

Mauro Vecchio

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  • tucumcari scrive:
    che furbata
    havere un account direttamente collegato alla carta di credito!è proprio vero:"it just works " ;)
    • tucumcari scrive:
      Re: che furbata
      - Scritto da: tucumcari
      havere un account direttamente collegato alla
      carta di
      credito!
      è proprio vero:
      "it just works "
      ;)Con buona pace di Giggi er Trojone e dei macachi.
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: che furbata
      - Scritto da: tucumcari
      havere un account direttamente collegato alla
      carta di
      credito!
      è proprio vero:
      "it just works "
      ;)"Havere o hessere", questo è il dilemma!PS: esiste anche la possibilità di impostare una password ogni volta che si debba acquistare un'app o un acquisto in-app, in modo da scongiurare qualsiasi acquisto da parte di figli o nipoti tropo piccoli per capire cosa stanno facendo!!
      • bradipao scrive:
        Re: che furbata
        - Scritto da: Mela avvelenata
        PS: esiste anche la possibilità di impostare una
        password ogni volta che si debba acquistare
        un'app o un acquisto in-app, in modo da
        scongiurare qualsiasi acquisto da parte di figli
        o nipoti tropo piccoli per capire cosa stanno
        facendo!!Credo (credo) che la causa si riferisse a "prima" fosse possibile mettere la password.
        • Mela avvelenata scrive:
          Re: che furbata
          - Scritto da: bradipao
          - Scritto da: Mela avvelenata


          PS: esiste anche la possibilità di impostare una

          password ogni volta che si debba acquistare

          un'app o un acquisto in-app, in modo da

          scongiurare qualsiasi acquisto da parte di figli

          o nipoti tropo piccoli per capire cosa stanno

          facendo!!

          Credo (credo) che la causa si riferisse a "prima"
          fosse possibile mettere la
          password.Pensavo che questa feature fosse presente praticamente da sempre sui sistemi iOS, al contrario di Android che invece so per certo che non ce l'aveva fino ad un anno-anno e mezzo fa.
          • bradipao scrive:
            Re: che furbata
            - Scritto da: Mela avvelenata
            Pensavo che questa feature fosse presente
            praticamente da sempre sui sistemi iOS,Per curiosità ho controllato e effettivamente la password c'era da sempre. Però il problema è nato dal fatto che, dopo l'installazione del gioco da parte del genitore (e inserimento password), per i successivi 15 minuti potevano fare in-app purchase senza richiesta password.
          • stronzolo scrive:
            Re: che furbata
            È una feature!
          • Funz scrive:
            Re: che furbata
            - Scritto da: bradipao
            - Scritto da: Mela avvelenata

            Pensavo che questa feature fosse presente

            praticamente da sempre sui sistemi iOS,

            Per curiosità ho controllato e effettivamente la
            password c'era da sempre. Però il problema è nato
            dal fatto che, dopo l'installazione del gioco da
            parte del genitore (e inserimento password), per
            i successivi 15 minuti potevano fare in-app
            purchase senza richiesta
            password.Non vedo cos'abbiano da lamentarsi, i macachi sono trattati come vacche da mungere, e non hanno diritto di protestare (sacrilegio!) per le politiche di Apple :pAltrimenti, riceveranno gli strali ruppol-maxsix-finalcuttici :p
          • aphex_twin scrive:
            Re: che furbata
            "Pensavo che questa feature fosse presente praticamente da sempre sui sistemi iOS, <u
            al contrario di Android che invece so per certo che non ce l'aveva fino ad un anno-anno e mezzo fa </u
            ."(rotfl)(rotfl)(rotfl)Sei stato munto a tua insaputa.
          • Funz scrive:
            Re: che furbata
            - Scritto da: aphex_twin
            "Pensavo che questa feature fosse presente
            praticamente da sempre sui sistemi iOS,
            <u
            al contrario di Android che invece so
            per certo che non ce l'aveva fino ad un anno-anno
            e mezzo fa </u

            ."

            (rotfl)(rotfl)(rotfl)

            Sei stato munto a tua insaputa.ma a chi stai rispondendo? :psul Play store devi reinserire la pw ogni volta. Pure sull'Amazon Store. Ma vuoi mettere la comodità dell'app store, la mungitrice non te la devi nemmeno mettere da solo :p
      • tucumcari scrive:
        Re: che furbata
        - Scritto da: Mela avvelenata
        - Scritto da: tucumcari

        havere un account direttamente collegato alla

        carta di

        credito!

        è proprio vero:

        "it just works "

        ;)

        "Havere o hessere", questo è il dilemma!

        PS: esiste anche la possibilità di impostare una
        password ogni volta che si debba acquistare
        un'app o un acquisto in-app, in modo da
        scongiurare qualsiasi acquisto da parte di figli
        o nipoti tropo piccoli per capire cosa stanno
        facendo!!Deve essere perché questa è una geniale soluzione universale che spendono in rimborsi no?Ma si tratta di "havere" I soldini... ;)
        • tucumcari scrive:
          Re: che furbata
          - Scritto da: tucumcari
          - Scritto da: Mela avvelenata

          - Scritto da: tucumcari


          havere un account direttamente collegato alla


          carta di


          credito!


          è proprio vero:


          "it just works "


          ;)



          "Havere o hessere", questo è il dilemma!



          PS: esiste anche la possibilità di impostare una

          password ogni volta che si debba acquistare

          un'app o un acquisto in-app, in modo da

          scongiurare qualsiasi acquisto da parte di figli

          o nipoti tropo piccoli per capire cosa stanno

          facendo!!
          Deve essere perché questa è una geniale soluzione
          universale che spendono in rimborsi
          no?
          Ma si tratta di "havere" I soldini... ... E la natura matrigna, dimenticavo.
          • Leguleio scrive:
            Re: che furbata
            - Scritto da: tucumcari
            ... E la natura matrigna, dimenticavo.Eggià ci si dimentica spesso come è ovvio che sia altrimenti non sarebbe poi così "matrigna" no? ;)
          • Leguleio scrive:
            Re: che furbata
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: tucumcari


            ... E la natura matrigna, dimenticavo.
            Eggià ci si dimentica spesso come è ovvio che sia
            altrimenti non sarebbe poi così "matrigna"
            no?
            ;)Infatti... e non è escluso che arrivino anche i macachi e gli imbelli.
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