AI Act: FIMI chiede il rispetto dei diritti d'autore

AI Act: FIMI chiede il rispetto dei diritti d'autore

La FIMI chiede regole precise nell'AI Act che impongano alle aziende una maggiore trasparenza sui dati usati per l'addestramento dei modelli.
AI Act: FIMI chiede il rispetto dei diritti d'autore
La FIMI chiede regole precise nell'AI Act che impongano alle aziende una maggiore trasparenza sui dati usati per l'addestramento dei modelli.

Dopo quelle di aziende e associazioni arrivano anche le osservazioni della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) sulla proposta di regolamentazione dell’intelligenza artificiale, nota come AI Act. Il CEO Enzo Mazza chiede una maggiore trasparenza sull’uso dei dati per l’addestramento dei modelli di IA generativa e quindi il rispetto dei diritti d’autore.

L’obiettivo dell’AI Act, attualmente in discussione tra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo, è stabilire regole per lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale sulla base dei rischi. Il testo originale del 2021 è stato modificato per includere i sistemi di IA generativa. I fornitori dovranno rispettare i requisiti di trasparenza, dichiarando che il contenuto è stato generato dall’IA. Inoltre dovranno indicare i dati protetti dal diritto d’autore utilizzati per l’addestramento.

La FIMI chiede regole precise per quanto riguarda la generazione della musica. Le aziende che sviluppano i modelli dovrebbero conservare la registrazione dei dati per consentire ai titolari del copyright di esercitare i loro diritti. Il CEO Enzo Mazza ha dichiarato:

È fondamentale per lo sviluppo di un mercato sano e competitivo che l’AI Act preveda che le piattaforme rendano disponibili una registrazione dei contenuti utilizzati per la formazione del modello sufficientemente dettagliata, per consentire alle parti legittimate di esercitare o far valere i propri diritti ai sensi del diritto dell’UE, compreso il diritto d’autore. Pensare di non regolamentare in maniera precisa gli obblighi di trasparenza per le piattaforme potrebbe trasformarsi in un grave pericolo per le imprese musicali, gli autori e gli artisti che sono sì pronti ad utilizzare le potenzialità offerte dalle tecnologie di AI generativa, ma in un quadro legislativo chiaro e definito.

Durante gli incontri di Bruxelles con i legislatori, la FIMI ha illustrato i risultati di una ricerca promossa da IFPI. Il 76% dei fan ritiene che la musica o la voce di un artista non dovrebbero essere utilizzate per l’addestramento dell’IA senza autorizzazione, mentre il 79% afferma che l’IA non dovrebbe essere usata per clonare o impersonare artisti senza autorizzazione.

Fonte: FIMI
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il 29 nov 2023
Link copiato negli appunti