Google ha appena confermato una cosa che probabilmente nessuno sapeva. Da mesi c’è un modello AI installato sul computer, attivo di default, che analizza quello che si fa su Chrome, senza aver dato alcun consenso esplicito. Non è una cosa molto carina… ma la buona notizia è che sta per introdurre un pulsante per disattivarlo.
AI anti-truffa su Chrome attiva di default all’insaputa di tutti…
L’anno scorso Google ha riempito Chrome di funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Gemini integrato per riassumere pagine, organizzare schede, rispondere a domande. Ha lanciato anche un’altra AI, più discreta, che lavora nell’ombra: il sistema di protezione anti-truffa basato sul machine learning.
Questo modello è progettato per rilevare siti fraudolenti, estensioni sospette, download pericolosi, messaggi ingannevoli. Ed è sempre attivo quando si usa la modalità “Protezione avanzata” di Chrome. Ma a differenza di altri sistemi di sicurezza che funzionano nel cloud, questo funziona direttamente sul proprio dispositivo.
Google lo presenta come un vantaggio per la privacy. I dati non escono dal computer, tutto viene elaborato localmente. Ed è vero. Ma c’è un problemino, occupa risorse sul dispositivo, gira in background costantemente, e fino ad ora non c’era alcun modo per disattivarlo.
Un utente di X, noto come Leopeva64, ha scoperto un nuovo pulsante su Chrome Canary, la versione di test del browser dove Google prova le funzioni prima di rilasciarle a tutti. Il pulsante si chiama “On-device GenAI” e permette di disattivare l’intelligenza artificiale locale dalle impostazioni di sistema. Si clicca per disattivare l’AI, e il modello viene rimosso dal dispositivo.
Chrome Canary è la versione sperimentale, quindi questa opzione non è ancora disponibile per tutti, ma il fatto che esista significa che Google sta lavorando per introdurla nella versione stabile. Quando? Non si sa. Ma probabilmente non dovremo aspettare molto.
Quando Google concede il controllo all’utente
Oggi l’AI viene imposta ovunque senza alternative, e la possibilità concessa da Google per disattivarla, è quasi un miracolo. È un’inversione di tendenza, piccola, certo, ma significativa. Dimostra che, almeno in teoria, l’azienda riconosce che non tutti vogliono l’intelligenza artificiale ovunque e comunque, senza scelta.
Ma serve davvero disattivarla, visto che protegge da truffe e contenuti pericolosi? Sì, e per vari motivi. Primo, risorse. Un modello AI che gira costantemente consuma RAM, CPU, batteria. Secondo, privacy. Google dice che tutto viene elaborato localmente e i dati non escono dal dispositivo. Ma c’è da fidarsi? Terzo, principio. Alcune persone semplicemente non vogliono l’AI sul proprio dispositivo, punto. Non per paranoia, ma perché preferiscono avere controllo totale su cosa gira sul loro hardware. E se un’azienda installa software senza chiederlo esplicitamente, anche se è per la tua sicurezza, è comunque invadente.
Detto questo, per la maggior parte degli utenti la protezione anti-truffa AI è probabilmente utile. Le truffe online sono reali, frequenti, e possono causare danni seri. Avere un sistema che avvisa quando si sta per cliccare su un link sospetto o scaricare un file pericoloso è oggettivamente una buona cosa. Ma dovrebbe essere una scelta, e non un’imposizione.