Tra gli ultimi post di Donald Trump sul social network privato Truth ce n’è uno che chiama in causa direttamente Microsoft e l’attività dei suoi data center: il Presidente USA promette che l’impegno dell’azienda sul fronte AI non provocherà un aumento dei prezzi dell’energia. Lo fa in un post che si apre puntando il dito contro i rincari registrati durante l’amministrazione di Sleepy Joe Biden
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Trump su Microsoft, AI e costo dell’energia
Entro le prossime settimane arriveranno annunci mirati. Per il momento si parla di una collaborazione tra la Casa Bianca e le più importanti società tecnologiche americane. L’obiettivo principale è quello di garantire che non siano i cittadini a pagare bollette più care a causa dell’enorme quantitativo di elettricità assorbito dai server dell’intelligenza artificiale.
Trump ha necessità di evitare che anche questo problema si abbatta su un’opinione pubblica con cui ha già qualche attrito. All’orizzonte ci sono le elezioni di metà mandato e un numero non indifferente di sostenitori gli sta voltando le spalle, in conseguenza di alcune decisioni prese durante il primo anno del suo secondo mandato, culminato di recente con l’azione in Venezuela e con la difesa a ogni costo dell’operato dell’agenzia per il controllo dell’immigrazione.
La sua non è comunque un’invettiva né una minaccia nei confronti del settore dell’intelligenza artificiale in generale o di Microsoft nello specifico, di cui anzi apprezza l’operato (Congratulazioni a Microsoft
).
Siamo il paese più HOT del mondo e il numero uno nell’AI. I data center sono la chiave del boom, per garantire la LIBERTÀ e la SICUREZZA degli americani, ma le grandi compagnie tecnologiche che li costruiscono devono
pagare di tasca loro.
L’accaparramento dell’energia da parte di chi gestisce i data center può innescare una dinamica di aumento dei prezzi simile a quella che, sul fronte hardware, sta alimentando al crisi della RAM. Anche in questo caso, i rincari sono provocati dalla forte richiesta di moduli da destinare ai server.