AltaVista, codice sorgente open source

AltaVista, codice sorgente open source

Almeno così la mette il motore di ricerca, uno degli indici più popolari, che cerca di trovare nuove strade per controbattere l'avanzata degli altri
Almeno così la mette il motore di ricerca, uno degli indici più popolari, che cerca di trovare nuove strade per controbattere l'avanzata degli altri


Web (internet) – AltaVista ha deciso di sorprendere la concorrenza annunciando ieri di aver iniziato a fornire gratuitamente ai siti che lo richiedono il codice sorgente del proprio motore di ricerca. Non solo, il motore ha anche sottolineato che pagherà i siti che prenderanno parte al suo programma per ogni nuovo visitatore che da quei siti arriverà su AltaVista.

Nel dettaglio, il programma AltaVista Affiliate Network prevede che i siti che ne fanno parte possano utilizzare servizi di ricerca, di traduzione e di segnalazione dell’andamento azionario in modo del tutto gratuito. E per “convincerli” a fare gruppo, AltaVista promette loro 3 centesimi di dollaro per ogni clic-through che riescono a generare portando sul sito del motore i propri visitatori.

Si tratta secondo il CEO di Altavista intervistato da ZDNet, Rod Schrock, di una iniziativa “molto aggressiva che guarda al lungo termine”. Secondo Schrock visto il ritmo di affiliazione entro un mese almeno 10mila siti faranno parte del programma. Unico requisito è quello di avere un sito che funziona e che viene aggiornato spesso. Tra i servizi offerti da AltaVista ai siti anche monitoraggio del traffico con informazioni sul click-through e sul numero complessivo di visitatori sul sito partner (informazione che, va da sé, alcuni potrebbero considerare “molto riservata”).

Stando s Schrock, AltaVista ha fatto due conti scoprendo che il 60 per cento del proprio traffico proviene da utenti non americani: “non stiamo cercando di sviluppare un portale orizzontale. Vogliamo essere attivi globalmente in alcune aree. Queste sono la ricerca online, il commercio elettronico e i servizi di informazione finanziaria. Proabilmente nel tempo ci allargheremo ad uno o due altri settori”.

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Pubblicato il
2 feb 2000
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