Altroconsumo: fermate gli spot di Alice

L'associazione denuncia all'Autorità garante del mercato la pubblicità di Telecom Italia che indurrebbe l'utente a ritenere che la velocità di banda descritta sia quella ordinariamente offerta
L'associazione denuncia all'Autorità garante del mercato la pubblicità di Telecom Italia che indurrebbe l'utente a ritenere che la velocità di banda descritta sia quella ordinariamente offerta

Roma – Altroconsumo interviene ancora una volta contro gli spot delle offerte Alice ADSL di Telecom Italia: in una integrazione ad una precedente denuncia all’ Autorità garante del mercato , l’organizzazione dei consumatori ha specificato di ritenere ingannevoli le ultime pubblicità relative alla connettività Alice.

Secondo Altroconsumo si è dinanzi ad una “campagna pubblicitaria legata all’upgrade a 640 kbps i cui profili di ingannevolezza sono vieppiù lesivi degli interessi dei consumatori”.

Tre gli spot presi in esame.
Il primo riguarda il popup che appare accedendo alla pagina di Alice , un popup raffigurante una automobile sportiva con una ragazza a bordo e le seguenti diciture: “Alice diventa più veloce”; “Per tutte le offerte Alice 256 la velocità di navigazione aumenta automaticamente e senza costi aggiuntivi”; “Dal 15 marzo la nuova velocità sarà di 640 kbps in download e 256 kbps in upload”; infine, all’interno di un evidente bollino rosso “640 per tutti”.

Il secondo è la pubblicità diffusa sui maggiori quotidiani , raffigurante il campione del motociclismo Valentino Rossi e la showgirl Fernanda Lessa e le diciture: “Adesso Alice corre di più. La velocità accelera gratis per tutti fino a 640 kbit/s.”; “Fino ad oggi con Alice ti sei divertito molto, ma dal 15 marzo ti divertirai di più: infatti tutte le offerte Alice Adsl con velocità fino a 256 kbit al secondo, accelerano fino a 640 kbit al secondo, automaticamente e senza alcun costo aggiuntivo.”.

Il terzo è lo spot televisivo raffigurante la showgirl Fernanda Lessa che fugge sulla moto di Valentino Rossi da una massa di persone che la vogliono prendere. Lo spot recita così: “Tutti vogliono Alice, specie ora che accelera gratis fino a 640 kbps”.

Secondo Altroconsumo gli spot individuati “fanno riferimento alla prestazione apicale di 640 kbps, ingenerando così nel consumatore la ragionevole aspettativa che sarà ordinariamente possibile, sia durante la navigazione sia durante il download, raggiungere tale prestazione reclamizzata”. Altroconsumo sottolinea che “come abbiamo già avuto modo di segnalare, invece, dalle nostre rilevazioni si evince che i contratti attualmente venduti come adsl a 640 kbps consentono di raggiungere mediamente solo una velocità di 274 kbps, ovvero meno della metà “.

L’organizzazione del consumo sottolinea anche come nel popup internet non ci sia neppure il riferimento “fino a..”, una dicitura che era stata utilizzata “anche se in modo discutibile” indicante che quel valore fosse il limite massimo e non la prestazione ordinaria. Negli altri spot il “fino a…” c’è ma, secondo Altroconsumo “per come è strutturata la frase, è inteso artatamente a fare credere al consumatore che Alice, che prima era più lenta, è stata accelerata tanto da raggiungere l’effettiva velocità di 640 kbps”.

Altroconsumo ha anche rilevato come il disclaimer posto in basso ai messaggi è a caratteri molto più piccoli e, per quanto riguarda il popup, scritto con una tonalità di celeste che, su sfondo blu, risulta difficilmente leggibile. In ogni modo la sua dicitura: “Le velocità di navigazione sono indicative, dipendono infatti dal livello di congestione della rete, dal server a cui si collega e dalle prestazioni del PC in dotazione” secondo Altroconsumo “non solo non appare sufficiente a sanare l’ingannevolezza dei messaggi ma contribuisce addirittura a renderli più fuorvianti riferendo la velocità indicata alla navigazione e non all’accesso”.

Per queste ragioni Altroconsumo ha chiesto la sospensione d’urgenza degli spot.

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21 03 2004
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