Amazon WorkSpaces, il desktop virtualizzato

L'azienda di Seattle crea un nuovo servizio cloud, pensato per virtualizzare il singolo desktop del singolo cliente. Alla modica cifra di 75 dollari al mese si possono avere Windows 7 e Office 2010 nella nuvola

Roma – L’offerta di servizi cloud di Amazon non è dedicata solo ai supercomputer distribuiti ma anche a chi ha necessità di accedere ad ambienti desktop virtualizzati, dove desktop fa rima con Windows 7 e l’aggettivo “virtualizzati” implica l’uso dell’infrastruttura telematica di Amazon Web Services (AWS).

Amazon WorkSpaces , questo il nome del nuovo sistema “desktop-as-a-service” di Amazon, è un servizio per l’accesso a sistemi operativi desktop ospitati e gestiti online da qualsiasi dispositivo client – sia esso un computer fisso, portatile o gadget mobile basato su iOS o Android. Amazon sottolinea come l’uso di AWS fornisca ai clienti piena capacità di controllo e gestione degli ambienti virtualizzati, mentre il costo della nuova offerta sarebbe la metà di quanto richiesto da altre infrastrutture di desktop virtuale (VDI) già attive sul mercato.

Le funzionalità base di WorkSpaces includono l’uso di un sistema operativo Windows 7 funzionante in una virtual machine su sistema Windows Server 2008 R2 con ipervisore Hyper-V (su infrastruttura AWS), mentre le caratteristiche hardware (numero di CPU, memoria e storage) variano in base al prezzo del servizio. Con la modica spesa di 75 dollari al mese, per dire, il fortunato sysadmin cloud-dipendente potrà accedere a due CPU con 7,5 gigabyte di memoria e 100GB di storage.

Variabili anche le applicazioni e il software configurati all’interno della virtual machine “nebulizzata”, software che va dal pacchetto base (Internet Explorer 9, Adobe Reader, Firefox, Java e altro) dal costo di 35 dollari, a quello extra-lusso (Office Pro 2010, Trend Micro Anti-Virus, utility varie) al succitato prezzo di 75.

La sicurezza del servizio VDI è garantita dall’uso protocollo PC over IP (PCoIP) di Teradici, sostiene Amazon, tecnologia che comprime, cripta e trasmette online il flusso video del desktop virtualizzato fino al dispositivo client dell’utente/cliente. PCoIP usa l’algoritmo di cifratura AES-256, mentre poco al momento si sa per quanto riguarda la banda – e gli eventuali costi aggiuntivi – necessaria al sistema.

Alfonso Maruccia

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  • cicciobello scrive:
    Storia già sentita
    Il motore di ricerca che comprende il linguaggio naturale era già stato annunciato con askjeeves (che poi è diventato ask, un motore di ricerca normalissimo) e con wolfram alpha (che è rimasto una nicchia).Cosa avrebbe di diverso questo sistema da wolfram?
    • Anonimo codardo scrive:
      Re: Storia già sentita
      Watson comprende il testo del dominio del problema a cui si applica. Più dati vengono forniti più impara. In questo senso è intelligente (ovvero si comporta come si comporterebbero degli esseri umani).
    • nome e cognome scrive:
      Re: Storia già sentita


      Cosa avrebbe di diverso questo sistema da wolfram?Non saprei, prova a vedere se wolfram vince a Jeopardy...
    • BarbaTruth scrive:
      Re: Storia già sentita
      Questo:http://www.youtube.com/watch?v=WFR3lOm_xhE
  • nome e cognome scrive:
    black mirror
    Sempre più spesso notizie di questo tipo mi fanno venire in mente la miniserie inglese... in questo caso l'episodio "torna da me" (seconda serie).
    • saverio_ve scrive:
      Re: black mirror
      vero, bellissimo e bellissimo il finale.Io invece penso sempre a H.A.L. o più popolescamente a K.I.T.T :D
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