Amministrative 2011: la vittoria si costruisce online?

di S. Epifani - In anteprima per Punto Informatico, i risultati della seconda edizione dell'Osservatorio Vox Politica sulle elezioni amministrative. La Rete anticipa i risultati delle urne?

Roma – De Magistris sindaco di Napoli. Pisapia primo cittadino a Milano. Fassino trionfante a Torino. Zedda a Cagliari. Questi sarebbero alcuni dei risultati della tornata elettorale in corso, se lo scrutinio si facesse su Facebook conteggiando le amicizie ed i “Like” alle pagine ufficiali. Meno soldi spesi, meno tempo perso, meno pathos da proiezioni (di solito sbagliate). Tuttavia – e per fortuna – non si vota con Facebook e quello di calcolare i risultati elettorali a partire dalla popolarità dei politici all’interno del social network di Zuckerberg non è che un gioco privo di qualsiasi base scientifica.

Una provocazione volta a porre l’attenzione su un tema, quello della comunicazione politica in Rete, che invece in potenza è estremamente importante. Importante perché segna un passaggio epocale nelle dinamiche di relazione tra i cittadini ed i loro rappresentanti. “In potenza” perché tale passaggio, nella sostanza dei fatti, fatica ad avvenire in maniera compiuta.

Tuttavia questa tornata elettorale dimostra come le dinamiche della Rete stiano pian piano facendo breccia non soltanto nei comportamenti degli elettori, ma anche nell’attenzione dei politici, che si stanno avvicinando agli strumenti conversazionali e soprattutto alle loro regole. È questo – in estrema sintesi – il risultato principale – comunicato in anteprima a Punto Informatico – che emerge dall’elaborazione dei primi dati (quelli riferiti ai capoluoghi) della ricerca dell’osservatorio di Vox Politica sulle attività di comunicazione on line dei candidati alle Amministrative 2011.

La ricerca sulla comunicazione online dei candidati al ruolo di sindaco nelle Amministrative è giunta alla seconda edizione ed è proprio dal confronto tra i risultati della tornata elettorale del 2009 e quella di quest’anno che emergono i dati più interessanti circa le modalità di comunicazione online dei politici sui social media.

In generale, i dati di presenza online sono migliorati più che sensibilmente rispetto a due anni fa. L’88 per cento dei candidati sindaco presidia in qualche modo i social network, con un incremento di ben 21 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione del 2009, dalla quale emergeva come a scegliere canali di comunicazione online fosse soltanto il 67 per cento degli stessi.

Naturalmente, come succede per i politici eletti , è Facebook il reale protagonista della comunicazione online dei candidati di queste amministrative. L’incremento nell’uso di questo strumento è di ben 39 punti percentuali, passando dal 41 di presenza rilevato nel 2009 all’odierno 80 per cento. In altri termini, i candidati che comunicano online lo fanno – anche, prevalentemente o soltanto – tramite Facebook. Non c’è più differenza tra uomini e donne (nel 2009 erano prevalentemente le donne ad essere su Facebook, con una penetrazione di 9 punti maggiore rispetto ai candidati uomini), mentre si è invertita la classifica in base all’appartenenza politica.

Nel 2009 i candidati di centro-destra erano i più attivi su Facebook, con una presenza del 49 per cento: di 8 punti superiore a quella rilevata per i colleghi dello schieramento di centro-sinistra. Oggi “solo” il 75 per cento di loro usa questo strumento, contro il 79 per cento dei candidati di centro-sinistra, che nel 2009 erano fermi al 41. Insomma, nei due anni trascorsi, in termini di presenza su Facebook il centro-sinistra ha guadagnato 38 punti, mentre il centro-destra ha visto una crescita più bassa, di 26 punti percentuali. Per quanto attiene l’area geografica, il sud e le isole hanno recuperato il gap che separava i candidati provenienti da queste zone dai loro colleghi, passando dal 19 per cento di presenza all’attuale 71 e portandoli quindi ad essere addirittura più presenti dei loro colleghi del nord, che invece rimangono fermi ad un tasso di presenza del 41 per cento. Anche il centro è cresciuto, passando dal 61 per cento del 2009 all’odierno 84 che lo piazza in testa alla classifica di presenza.

Che succede al di là di Facebook? Anche Twitter, forte della diffusione che lo ha caratterizzato nell’ultimo anno e dell’attenzione ad esso riservata dai media, è cresciuto più che sensibilmente. Nel 2009 era praticamente inutilizzato – solo il 2 per cento dei candidati lo adottava – mentre oggi è usato da oltre un candidato su cinque. Ancora una volta è il centro-sinistra a vincere il confronto per la frequenza d’uso, con il 29 per cento dei candidati trovati a cinguettare online contro il 17 per cento dei colleghi di centro-destra. Sono gli uomini i cinguettatori più assidui (23 per cento di penetrazione contro il 15 delle donne) e – in questo caso – è il nord con il suo 30 per cento ad essere più attivo del centro e del sud, che si fermano rispettivamente al 22 ed al 16 per cento.

Ma veniamo alle dolenti note: che succede con i blog? Non si può non rilevare come il blog, di tutti gli strumenti analizzati, sia l’unico a mostrare percentuali più basse (e non di poco) rispetto a due anni fa. Se allora, infatti, era il 27 per cento dei candidati a scegliere questo strumento, oggi a farlo è solo il 12 per cento degli aspiranti alla carica di primo cittadino. Un meno 15 che fa riflettere. Gestire un blog implica un impegno maggiore che non essere su Facebook o su Twitter, ma nel contempo è forse l’unica strada che consente davvero di costruire una forma di presenza duratura e strutturata in Rete. Presenza che dai nostri politici viene spesso trascurata per privilegiare altre modalità ed altri strumenti, senz’altro più rapidi ed immediati ma che spesso rappresentano una specie di fastfood del social networking: un contesto, insomma, dove la relazione con il cittadino è consumata in fretta, solo quando serve.

Un elemento pesa infatti come un macigno su tutta la ricerca: un dato emerso dalle Amministrative del 2009. Nel 46 per cento dei casi le pagine Facebook create dai candidati eletti alla carica di Primo Cittadino sono rimaste ferme alla data delle elezioni. In altri termini, quasi un Sindaco su due nel 2009 ha interrotto la relazione con i propri interlocutori quando questi, da elettori, son tornati ad essere semplici cittadini. Un’apertura al dialogo temporanea insomma, viva giusto il tempo di chiedere qualcosa, per poi essere interrotta quando la si è ottenuta.

È inutile sottolineare come tale approccio sia sbagliato, come tale tendenza sia da stigmatizzare.

In queste ore si sta definendo un passaggio importante per il nostro Paese, che influenzerà le sorti del Governo e determinerà gli equilibri della politica dei prossimi mesi. La nostra parte, quella dei cittadini che vanno alle urne per eleggere i propri rappresentanti, l’abbiamo fatta (anche se – va rilevato – con tassi di assenteismo sempre più alti). Quello che ora possiamo e dobbiamo continuare a fare è osservare, controllare, ricordare.

Osservare se le persone alle quali abbiamo dato la nostra fiducia continueranno a mostrare di voler mantenere un dialogo aperto con i propri elettori. Controllare che tale dialogo sia efficace e duraturo. Ricordare, alle prossime elezioni, tutti quei politici che hanno mostrato di voler aprire un dialogo quando ne avevano bisogno, per sparire subito dopo.

Stefano Epifani
Il blog di Stefano Epifani

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  • giusto scrive:
    link
    Giusto per essere informatihttp://www.dday.it/redazione/757/Compensi-SIAE-anche-su-hard-disk-memorie-e-cellulari-.html
  • ... scrive:
    ridicoli
    Quell'uomo ha ucciso la propria moglie a coltellate! Vabbè è un poveraccio, sarà stato un po' giù di corda... dategli un whisky e lasciatelo andare... si ma ha trasmesso tutto in streaming! Cosaaa?!!! Arrestate subito quel criminale, voglio vederlo marcire in prigione
  • Ruttolo scrive:
    qwertyuio
    Che schifo...
  • Homo Vetustus scrive:
    Sarebbe ora!
    Uno dei pochi vantaggi rimasti alla Rete è la possibilità di affrancare il proprio pubblico dalla TV.Ben venga l'eliminazione di qualunque "contenuto" delle major, e la persecuzione di chi ce li mette. E' la volta che i netizen magari cominciano a svegliarsi.In particolare da noi, dove "andare in Rete" è diventato sinonimo di "regalare i propri dati a Facebook e scaricare quello che potresti avere su Sky o MTV".E' ora di dire basta!Cancelliamo i film, i programmi TV sponsorizzati e tutta la fuffa dalla Rete!Questi credono di togliercela, ma ce la stanno solo restituiendo!
  • master scrive:
    Megavideo?
    Guardate che fa riferimento a "persone" che stremmano contenuti protetti e non certo ai gestori delle piattaforme come justin,ustream ecc..
    • Guybrush scrive:
      Re: Megavideo?
      - Scritto da: master
      Guardate che fa riferimento a "persone" che
      stremmano contenuti protetti e non certo ai
      gestori delle piattaforme come justin,ustream
      ecc..La responsabilità penale è personale.Vuol dire che il "responsabile" (persona fisica) di una piattaforma che invia contenuti non autorizzati in streaming, paga di persona.Se il responsabile di megavideo è statunitense e lo streaming manca di qualche autorizzazzione, rischia eccome.Il sistema penale U.S.A. prevede, quando entri negli stati uniti, la lettura di un ameno volantino e la firma di un documento.In questo documento ti impegni, fondamentalmente, a non commettere una serie di azioni all'interno del territorio USA e, se sgarri (ovvero ti incastrano) sei processabile per la legge USA e sanzionabile dal sistema penale USA.CiaoGT
      • Urrrr scrive:
        Re: Megavideo?
        Be' per essere sanzionato penalmente in un paese straniero non è ge serva qualcosa firmare un documento.Vai all'estero e prova a commettere un reato... È ovvio he senti pigliano ti processano anche senza aver firmato un doumento...Non è che essendo straniero ha l'immnita diplomatica se non firmi un documento :)Per l resto tutto giusto, se la legge passa e il responsabile di megavIdeo vive negli stati uniti sono razzi suoi!
        • asdasdasd scrive:
          Re: Megavideo?
          Ma non è japponese megavideo?
          • ciccio quanta ciccia scrive:
            Re: Megavideo?
            No è cinese, fa parte di Megaupload:Megaupload LimitedP.O. Box No. 28410Gloucester Road Post OfficeHong KongIndi... si attaccano al tram... anche perché è una società a responsabilità limitata. È vero che la responsabilità penale è personale ma appunto per quello... se un tuo dipendente uccide qualcuno viene processato lui mica il CdA. In caso di streaming, chi fa lo streaming? La società? Il presidente? L'AD? Il CdA? I tecnici? Come dimostri che è stato tizio e non caio? Processano tutti dal presidente alla donna delle pulizie? Fanno come per i reati finanziari? Fino a che livello possono colpire? La dirigenza? Non ricordo come funziona... idee?Essendo comunque a HK non processeranno nessuno e quindi tutti tranquilli. Al massimo bloccano il sito in USA.
        • Guybrush scrive:
          Re: Megavideo?
          - Scritto da: Urrrr
          Be' per essere sanzionato penalmente in un paese
          straniero non è ge serva qualcosa firmare un
          documento.E' grave se quel documento è riconosciuto a livello internazionale.Se ti arrestano in USA per un crimine non hai la possibilità di scontare la pena in Italia.
          Vai all'estero e prova a commettere un reato...Se non succede negli stati uniti c'e' qualche possibilità che l'ambasciata italiana riesca a farti portare in italia e processare in loco.
          È
          ovvio he senti pigliano ti processano anche senza
          aver firmato un
          doumento...Ovvio una Bega (b come Savona). Ci sono accordi internazionali da rispettare.
          Non è che essendo straniero ha l'immnita
          diplomatica se non firmi un documento
          :)
          Per l resto tutto giusto, se la legge passa e il
          responsabile di megavIdeo vive negli stati uniti
          sono razzi
          suoi!Dovrà adeguarsi: le leggi penali non possono essere retroattive.Se continua sono mazzi suoi.GT
      • master scrive:
        Re: Megavideo?
        Si ma lo streaming di cosa?Megavideo e' una piattaforma legale che permette l'upload di file di grosse dimensioni. Non pensia cosi' facile buttare li qualche legge, anche se gli USA sono molto rigidi un qualsiasi giudice non penso che avellerebbe la questione. Comunque andrebbe preso caso per caso... e i titoli sensaziolnalisti alla punto informatico non aiutano la rete.
        • Zilla scrive:
          Re: Megavideo?
          Paura che finisca la cuccagna e dovrai sborsare danari per comprare qualcosa di digitale? Il futuro è questo, prima o poi ci arriveremo ed il far west di internet finirà, inizia ad abituarti...
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Megavideo?
            Quindi, suggerisci di fare provvista adesso, finchè c'è abbondanza, in modo da avere gli hard disk pieni quando finirà la cuccagna. Ho capito bene?
          • ciccio quanta ciccia scrive:
            Re: Megavideo?
            Occhio che potresti fare la fine degli indiani...
          • giusto scrive:
            Re: Megavideo?
            Nel frattempo un decoder lo paghi 29 euro in più ( che va automaticamente alla SIAE ) + anche l' iva.Se il cd che hai comprato in francia non ha il bollino della SIAE durante un controllo possono prendertelo e spaccartelo... non mi dilungo ma chi li appoggia dovrebbe vergognarsi
          • giusto scrive:
            Re: Megavideo?
            Giusto epr essere informatihttp://www.dday.it/redazione/757/Compensi-SIAE-anche-su-hard-disk-memorie-e-cellulari-.html
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