Amnesty e EFF contro lo spyware di stato

Detekt riconosce i software di sorveglianza su computer di attivisti e si fregia del supporto di organizzazioni attive sul fronte dei diritti civili e digitali. In Cina, nel frattempo, la Grande Muraglia Digitale è sempre più alta

Roma – Detekt è una nuova iniziativa sponsorizzata da Amnesty International, Electronic Frontier Foundation (EFF), Privacy International e la tedesca Digitale Gesellschaft, che si pone l’obiettivo di gettare luce sul problema degli spyware di stato installati dai governi cosiddetti democratici, come dalle dittature, sui PC degli attivisti dei diritti umani e dei giornalisti in giro per il mondo.

Al centro dell’iniziativa c’è il software open source omonimo, Detekt appunto, che può essere usato per fare la scansione del PC (Windows) alla ricerca di noti spyware commerciali progettati per tenere sotto controllo le attività dell’utente e carpirne le comunicazioni con l’esterno. Si tratta ovviamente di una soluzione tampone , che non necessariamente riconosce tutti i possibili spyware in circolazione e magari risulta inefficace rispetto a nuovi software di sorveglianza o versioni aggiornate di quelli già presenti nel database dello scanner, ma offre comunque un primo livello di verifica.

Le organizzazioni coinvolte nell’iniziativa Detekt mettono in guardia sul possibile falso senso di sicurezza che può derivare dalla mancanza di malware e spyware identificati sul PC, invitando attivisti e giornalisti – o anche chiunque altro sia preoccupato per gli effetti del codice malevolo asservito agli interessi più o meno illegittimi dei guardoni di stato – a consultare la guida anti-sorveglianza approntata da EFF .

Il problema degli spyware commerciali è grave, ma non meno gravi sono gli effetti della onnipresente Grande Muraglia Digitale sulla capacità dei netizen cinesi di accedere alla Internet mondiale: i filtri censori di Pechino si sono ora presi la briga di bloccare l’accesso a un intero network CDN (Content Delivery Network), un colosso del calibro EdgeCast che serve le necessità di interconnessione di organizzazioni e aziende grandi e piccole (Drupal, Mozilla e Gravatar tra gli altri) che non a caso risultano ora irraggiungibili in Cina.

Alfonso Maruccia

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  • Shu scrive:
    Bene, ora anche per gli ads
    Adesso mi piacerebbe che mettessero la categorizzazione anche per le app con pubblicità, in modo che in "free" ci finiscano solo le applicazioni che sono veramente gratis.
  • bradipao scrive:
    dato statistico
    Questa notizia va letta alla luce di un dato statistico molto significativo: il 90% dei guadagni di AppStore e PlayStore provengono da acquisiti in-app di giochi.
    • Pauli scrive:
      Re: dato statistico
      Da dove arriverebbe questo 90%?Non ho mai visto dati ufficiali sulla ripartizione degli introiti.- Scritto da: bradipao
      Questa notizia va letta alla luce di un dato
      statistico molto significativo: il 90% dei
      guadagni di AppStore e PlayStore provengono da
      acquisiti in-app di
      giochi.
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