Anche CloudFlare contro gli haters del Web

Anche CloudFlare contro gli haters del Web

Il network CDN ha chiuso le porte in faccia a The Daily Stormer, una decisione presa direttamente dal CEO non senza difficoltà. Ma la corporation continua a volersi dichiarare terza rispetto a chi pubblica i contenuti
Il network CDN ha chiuso le porte in faccia a The Daily Stormer, una decisione presa direttamente dal CEO non senza difficoltà. Ma la corporation continua a volersi dichiarare terza rispetto a chi pubblica i contenuti

L’avventura del sito The Daily Stormer (TDS) sul Web pubblico sembra essere giunta a una conclusione dopo la recente decisione di CloudFlare , popolare servizio di CDN (Content-Delivery Network) che rappresentava l’ultima ancora di salvezza di una pubblicazione telematica inneggiante all’ideologia neo-nazista dei nazionalisti bianchi americani.

CloudFlare garantiva a TDS una protezione contro gli attacchi DDoS e non solo, permettendo al contempo al discusso sito Web di mantenere celata l’infrastruttura di hosting su cui risiedevano fisicamente i file. E CloudFlare ha alla fine deciso di ritirare quella garanzia, lasciando TDS esposto all’indagine e agli attacchi e forzando i suoi gestori alla chiusura .

La decisione di sbattere fuori i neo-nazisti di TDS è stata presa direttamente dal CEO di CloudFlare Matthew Prince , da tempo impegnato nella difesa della libertà di espressione e contro lo strapotere tecnologico dei colossi commerciali di Internet.

La scelta è pericolosa e non è stata facile, ha ammesso Prince , ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata con un commento sul forum di TDS in cui un utente descriveva CloudFlare come “uno di noi”, una società impegnata nella difesa della paccottiglia ideologica neo-nazi che in questi giorni occupa le cronache che arrivano da oltreoceano .

CloudFlare non ci sta a passare per un servizio neonazista, ha spiegato poi Prince , ma un servizio di intermediazione come la rete di CDN dovrebbe continuare a difendere la propria posizione terza rispettando i principi del giusto processo prima ancora che difendendo la libertà di espressione di tutti.

Alfonso Maruccia

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Pubblicato il 18 ago 2017
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