Anche la PS3 fa crack

Dopo più di tre anni dall'uscita, anche la console Sony di ultima generazione è capitolata. L'autore dell'impresa, già noto per aver sbloccato il melafonino, non si sbottona ma dice che non esiste patch

Roma – Con una dichiarazione a mezzo blog inaspettata quanto già abbondantemente pronosticata, il giovane smanettone George Hotz ha comunicato al mondo di aver portato a compimento in un’impresa che non era sin qui riuscita a nessuno: GeoHot , com’è conosciuto nella “scena”, ha detto di aver hackerato la PlayStation 3 di Sony aprendo la strada a software homebrew , emulatori di PS2, gli immancabili loader di dischi pirata e altro ancora.

Dopo i modchip, gli exploit e gli hack a cui si erano già arrese Nintendo Wii e Microsoft Xbox 360, la PS3 era l’unica console di ultima generazione a resistere. Merito, dice GeoHot, di un sistema di sicurezza “piuttosto robusto” che però è finito per capitolare agli sforzi di ingegnerizzazione del celebre cracker dell’iPhone dopo 5 settimane e l’impiego di “hardware molto semplice e software non così semplice”.

GeoHot è il ragazzo responsabile di aver sbloccato il blindatissimo iPhone di Apple, ragion per cui è presumibile che le sue parole sulla PS3 corrispondano al vero anche se si è guardato bene dal pubblicare i dettagli del suo lavoro o l’exploit usato per avere “accesso in lettura e scrittura all’intera memoria di sistema e accesso a livello hardware del processore” della console.

Preventivando la solita ricorsa tra “guardie e ladri” che si innesca in casi del genere, GeoHot dice che la falla individuata nel sistema di Sony non può essere chiusa ma il produttore giapponese “può rendere le implementazioni molto più difficili” da battere. Molto lavoro rimane da fare, dice il giovane, e all’appello mancano ancora le chiavi di decrittazione integrate nella console.

Sia come sia, il crack della PS3 apre scenari di sviluppo di notevole interesse, viste le potenzialità dell’hardware della console (processore Cell multi-core a 3,2 GHz, prediletto da militari e ricercatori quando si tratta di calcolo parallelo su problemi e basi di dati complessi) e il precedente del mercato homebrew fiorito sulla console portatile PSP sempre di Sony.

Parlando con BBC circa le motivazioni delle sue imprese, GeoHot ha detto di essere mosso soprattutto dalla “curiosità” e dal desiderio di “aprire la piattaforma”. “Non ho mai davvero giocato con una PS3”, sostiene l’hacker, e la presumibile proliferazione di giochi pirata non ha nulla a che fare con lui e il suo lavoro di reverse engineering sull’hardware della console.

Alfonso Maruccia

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  • aid85 scrive:
    Ma le telecom la loro PEC la hanno o no?
    A me può anke servire una PEC ma non ho nessuno con cui usarla...Si può sapere quale è sto dannattissimo indirizzo di posta elettronica certificata (o anke solo di normalissima posta elettronica) di TelecomInfostrada e resto del cartello ????E' possibile che non ne abbiano una ??!?!?!?!?!!?!?!!?!!!?!!?!!!!!!!
  • boh scrive:
    e invece usare una PKI?
    il mittente si firma con la sua chiave privatail MTA firma e pubblica log -anonimizzati- per cui si ha traccia di ora di trasmissione e ricezione /esitole compromissioni di chiavi etc vengono trattate con i certificati di revocazione etc.Il tutto rende il sistema, complesso ma non mastodontico, implementabile tramite standard e una firma pgp mi pare una garanzia perlomeno decente, in tribunale.
    • andy61 scrive:
      Re: e invece usare una PKI?
      è LA soluzione.Funziona.È standard.È tecnologicamente riconosciuto ed accettato ovunque.Il difetto è che non consentirebbe di istituire un nuovo monopolio da 50.000.000 di Euro per la Telecom.
  • andy61 scrive:
    alcune consider. per non dotarsi di PEC
    Personalmente sconsiglio le PEC individuali.Alcune considerazioni sono le seguenti (ma non esaurisco qui l'argomento):1) la PEC garantisce la conservazione dei documenti elettronici per 3 anni.Dato che la legge prevede che i documenti vengano conservati per un minimo di 5 anni (che poi diventano 6), o addirittura per 10 anni, tocca comunque stamparli e conservarli da qualche parte;2) a corredo di quanto sopra, semmai doveste far valere in giudizio un documento inviato via PEC, ricordatevi che i tempi medi della giustizia sono ben superiori ai 3 anni, di conseguenza, si ricade nel caso precedente: stampare e conservare;3) di fatto, con la PEC si elige un domicilio digitale, che può essere liberamente utilizzato al posto delle raccomandate A/R dall'Amministrazione, ma (e questa è la cosa importante) la PEC NON È EQUIVALENTE AD UNA RACCOMANDATA A/R! Mentre per la seconda è prevista la prova della consegna nelle vostre mani, per la prima viene accettata come equivalente la data/ora di deposito nella vostra casella delle lettere (elettronica, natutalmente).4) la PEC non ha alcuna validità internazionale, non è riconosciuta da nessun altro stato altri che l'Italia, e non si basa su tecnologie standard.5) la PEC non è illimitata: viene garantito uno spazio massimo piuttosto limitato, per cui, oltre un certo numero di allegati, magari un po' ' ciccioni ', vi troverete costretti a pagare per spazio aggiuntivo, e questo credo che avvenga anche per la casella in ricezione: in sostanza, se qualcuno vi invia delle mail di PEC con allegati troppo grandi, può limitare di fatto la vostra possibilità di inviare e ricevere messaggi di PEC, costringendovi a pagare l' upgrade dello spazio.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 gennaio 2010 12.58-----------------------------------------------------------
    • claudio.caprara scrive:
      Re: alcune consider. per non dotarsi di PEC
      - Scritto da: andy61
      Personalmente sconsiglio le PEC individuali.Perdonami andy, ma non sono d'accordo o meglio anche se definisco la PEC Porcheria Elettronica Certificata, non mi sembra giusto boicottarla in maniera cosi evidente visto che è legge dello stato e che "FORSE" qualche effetto positivo lo porterà.Credo che il primo DOVERE del cittadino sia quello di cercare di migliorare lo stato delle cose o non vivere in costante stato di rivoluzione. ripeto a me non piace ma cerco di farne venire fuori un qualche cosa quantomeno usabile e comprensibile.

      Alcune considerazioni sono le seguenti (ma non
      esaurisco qui
      l'argomento):
      1) la PEC garantisce la conservazione dei
      documenti elettronici per 3
      anni.La pec non conserva nulla se non una copia delle ricevute. Spesso si confonde la busta con il contenuto. Per essere precisi , quando si invia un messaggio PEC, all'utente che invia rimane solo la copia del messaggio inviato (se ha attivato la funzione di conservazione dello stesso dal suo client di posta o dal web mail che sta usando)Quando l'email raggiunge il server pec di spedizione, l'utente riceve la ricevuta di ACCETTAZIONE che è solo ricevuta, non contiene niente di quello che hai inviato. La ricevuta è firmata e marcata dal tuo server pec.Quando l'email raggiunge la casella di posta del destinatario ANCHE SE LUI NON L'HA APERTA , il mittente riceve una seconda ricevuta di CONSEGNA che contiene anche la copia della email inviata (allegato eml) anche questa ricevuta è firmata e marcata dal serverRitengo che la conservazione di questi documenti debba essere elettronica (in quanto si tratta di documenti formati elettronicamente che secondo il cad devono essere conservati elettronicamente) e potrai scegliere se farli conservare al tuo gestore pec cheovviamente vorrà dei soldi per questo o se conservarli autonomamente per cui farti un archivio digitale sul tuo pc. Questo dipenderà da come accedi alla pec, se accedi con un client pop3 e fai cancellare la posta del server, la responsabilità di conservazione sarà la tua, se li lasci sul server del provider per il periodo e la dimensione che hai concordato con lui.
      3) di fatto, con la PEC si elige un domicilio
      digitale, che può essere liberamente utilizzato
      al posto delle raccomandate A/R
      dall'Amministrazione, ma (e questa è la cosa
      importante) la PEC NON È EQUIVALENTE AD UNA
      RACCOMANDATA A/R! Mentre per la seconda è
      prevista la prova della consegna nelle vostre
      mani, per la prima viene accettata come
      equivalente la data/ora di deposito nella vostra
      casella delle lettere (elettronica,
      natutalmente).Questo è l'aspetto credo più critico della PEC, la consegna è avvenuta con il recapito della email alla cassetta di posta e non alla persona.Qui Andy ha decisamente ragione, se io vado in brasile e nel trombare una bella gnocca mi prende un colpo e contemporaneamente l'inps mi scrive una pec dicendo che mi aumenta la pensione, risulterà che un morto ha firmato una ricevuta .c'è qualche cosa che non quadra
      4) la PEC non ha alcuna validità internazionale,
      non è riconosciuta da nessun altro stato altri
      che l'Italia, e non si basa su tecnologie
      standard.verissimo, e approfitto per precisare che le pec gratuite che rilascerà il governo sono utilizzabili SOLO PER COMUNICARE CON LA P.A.Per quanto riguarda la validità giuridica mi sembra che la legge ha equiparato gli effetti giuridici della PEC a quelli della raccomandata (in Italia). Ma su questo lascio discutere i Legali. PERCHE' NON MI PIACE LA PEC La PEC è lo scimmiottamento elettronico di un procedimento tipicamente manuale e non è sicuramente lo strumento giusto per recapitare documenti. Come la raccomandata postale, è basata sullo scambio di buste tra utente, servizio postale dell'utente, servizio postale del destinatario e destinatario. un traffico enorme e inutile. Andy parlava di allegati ciccioni, bene la fortuna è che non paghiamo i bit trasmessi visto che con la pec il messaggio viene trasmesso in rete 3 volte e vengono inviate anche 2 ricevute.L'obbiettivo non credo sia quello di inviarsi buste ma quello di inviare e ricevere documenti con la prova che il destinatario lo ha ricevuto e allora a che serve il giro delle Email ???Un sistema specifico per trasferire i documenti , avrebbe il vantaggio di : 1 far transitare il documento in rete solo una volta 2 permettere di indicare con l'intestazione della trasmissione i dati significativi del documento , con l'email per sapere che cosa ti hanno inviato, devi aprire la busta aprire l'allegato e finalmente sai se è una sanzione o l'agognato aumento della pensione. 2b - con i dati di cui sopra, nelle grandi organizzazioni sarebbe più facile organizzare la gestione e distribuzione automatica dei documenti 3 - la ricevuta potrebbe essere una semplice impronta del documento ricevuto firmata dal ricevente (il che indicherebbe che è vivo)4 - La verifica di integrità potrebbe essere facilmente effettuata confrontando l'impronta firmata con quella originale inviata dal mittente. Come avviene il trasferimento del file a questo punto non avrebbe alcuna importanza poichè il server si dovrebbe preoccupare solo di validare le impronte di chi spedisce e di chi riceve e se sono uguali confermare l'avvenuta consegna . Un sistema siffatto sarebbe utilizzabile per la trasmissione di qualsiasi tipo di documento certificato e firmato digitalmente. Anche per le fatture, meno traffico, ricevuta direttamente dal destinatario, identificazione sicura del destinario (firma digitale) insomma un sacco di pregi.
      • andy61 scrive:
        Re: alcune consider. per non dotarsi di PEC
        ' Credo che il primo DOVERE del cittadino sia quello di cercare di migliorare lo stato delle cose o non vivere in costante stato di rivoluzione ... ': ti quoto, e sono felice del tuo pensiero.D'altra parte il contributo del cittadino per migliorare lo stato delle cose può venire anche criticamente e propositivamente.Da quando si è iniziato a parlare di PEC, le critiche e le motivazioni a supporto di alternative più efficaci sono state fatte presenti a chi di dovere, e sono state bellamente ignorate; in cambio, i cittadini ora dovranno sborsare 50 milioni per non avere nulla più di prima.Parlando di miglioramento, è auspicabile che lo stato arrivi a concretizzare un rapporto telematico con i cittadini, ma questo deve venire, per legge, a nessun costo aggiuntivo per i cittadini.Ma veniamo allo spirito che dovrebbe soggiacere all'idea della PEC: l'obiettivo deve essere, evidentemente, quello di sostituire la carta con la trasmissione elettronica di documenti, riparmiando sui tempi, sui costi di trasporto e su quelli di archiviazione, conservazione e ricerca.Come ho evidenziato prima, la PEC non sostituisce la carta, ed obbliga comunque alla conservazione di una copia cartacea; in aggiunta, aggiunge un costo al cittadino, che si trova costretto a pagare tutti gli anni anche se non invia e non riceve messaggi di PEC, mentre con la posta tradizionale si paga soltanto se si invia (e certamente non si paga se si riceve).
        • claudio.caprara scrive:
          Re: alcune consider. per non dotarsi di PEC

          Come ho evidenziato prima, la PEC non sostituisce
          la carta, ed obbliga comunque alla conservazione
          di una copia cartacea; in aggiunta, aggiunge un
          costo al cittadino, che si trova costretto a
          pagare tutti gli anni anche se non invia e non
          riceve messaggi di PEC, mentre con la posta
          tradizionale si paga soltanto se si invia (e
          certamente non si paga se si
          riceve).E' peggio (o meglio dipende dai punti di vista) , la copia cartacea non avrebbe alcun valore , devi conservare quella elettronica
  • sono un suddito scrive:
    contenzioso via PEC
    Che bello, avrò la mia amata PEC e così potro mandare facilmente "raccomandate virtuali" a MediasetPremium con cui ho un contenzioso che va avanti da mesi!!! Peccato che MediasetPremium NON accetti PEC... o se lo fa la relativa mail è molto ben nascosta sul sito!Ma immagino che a nessuno dei geni (geni?) che ci governano (governano??) sia venuto in mente di rendere obbligatoria in homepage -oltre alla partita IVA- la PEC
    • Half Pint scrive:
      Re: contenzioso via PEC
      Le nuove aziende la devono attivare contestualmente alla costituzione; per quelle esistenti diventerà obbligatoria dal 29 novembre 2011.
    • claudio.caprara scrive:
      Re: contenzioso via PEC
      - Scritto da: sono un suddito
      Che bello, avrò la mia amata PEC e così potro
      mandare facilmente "raccomandate virtuali" a
      MediasetPremium con cui ho un contenzioso che va
      avanti da mesi!!! Peccato che MediasetPremium
      NON accetti PEC... o se lo fa la relativa mail è
      molto ben nascosta sul
      sito!non è obbligatorio che una azienda renda pubblica la sua pec, tra l'altro si creerebero dei problemi poichè i messaggi normali si mescolerebbero a quelli fiscalmente o civilmente rilevanti con le ovvie conseguenze. Lo è invece per gli enti pubblici , da giugno scorso anno.c'è anche un elenco Pec da qualche parte, credo nel sito del cnipa o ddi o digitapa o non so + come cacchio si chiamano.
      Ma immagino che a nessuno dei geni (geni?) che ci
      governano (governano??) sia venuto in mente di
      rendere obbligatoria in homepage -oltre alla
      partita IVA- la
      PEC
  • Gigetto scrive:
    Brunetta e' un XXXXXXXX
    COme da oggetto. Ho avuto tanti di quei problemi con quella dell'inps, che non ne avete idea. Ho scritto al nostro amato ministro per esternare i miei problemi con il suo gioiellino, e nemmeno per un cippa.
    • infame scrive:
      Re: Brunetta e' un XXXXXXXX
      perchè, pensavi che ti rispondesse?tu sei un suddito, devi solo votare e stare zitto.P.S.: li aveve voluti, li avete votati e ora godeteveli fino in fondo.
      • poeta medio alto scrive:
        Re: Brunetta e' un XXXXXXXX
        - Scritto da: infame
        perchè, pensavi che ti rispondesse?

        tu sei un suddito, devi solo votare e stare zitto.

        P.S.: li aveve voluti, li avete votati e ora
        godeteveli fino in
        fondo.Prova a scrivere una letterina a fassino, Dalema o chi ti pare a te.Vedi se ti rispondono.......Povera Italia, e' proprio per questo che siamo in declino.La gente invece di pensare al bene comune pensa alla panza propria e poi i poveri popolani invece di ribellarsi si limitano a fare chiacchiere da bar.
        • ullala scrive:
          Re: Brunetta e' un XXXXXXXX
          - Scritto da: poeta medio alto
          - Scritto da: infame

          perchè, pensavi che ti rispondesse?



          tu sei un suddito, devi solo votare e stare
          zitto.



          P.S.: li aveve voluti, li avete votati e ora

          godeteveli fino in

          fondo.

          Prova a scrivere una letterina a fassino, Dalema
          o chi ti pare aPerchè?che differenza c'è?A me sembrano uguali!Il problema è che in Italia ci siamo scordati di passare per il 14 luglio!
  • ggiannico scrive:
    Ma chi la vuole la PEC
    Come da oggetto... Chi mai la userebbe oltre le istituzioni? Mi sembrano soldi buttati nel wc come per italia.it
    • infame scrive:
      Re: Ma chi la vuole la PEC
      - Scritto da: ggiannico
      Come da oggetto...
      Chi mai la userebbe oltre le istituzioni? chiunque abbia la necessità di inviare comunicazioni con valenza legale e non abbia tempo da perdere per andare a fare una raccomandata.certo, se uno ha dodici anni e tanto tempo da perdere, questi problemi non se li pone...
      • Mr. X scrive:
        Re: Ma chi la vuole la PEC
        - Scritto da: infame
        - Scritto da: ggiannico

        Come da oggetto...

        Chi mai la userebbe oltre le istituzioni?

        chiunque abbia la necessità di inviare
        comunicazioni con valenza legale e non abbia
        tempo da perdere per andare a fare una
        raccomandata.

        certo, se uno ha dodici anni e tanto tempo da
        perdere, questi problemi non se li
        pone...Opopure se li pone e si rende conto che la pec è una classica XXXXXXXta all'italiana
        • Francesco scrive:
          Re: Ma chi la vuole la PEC
          La PEC in se non è una XXXXXXXta all'italiana.E' una delle applicazioni della crittografia a chiave pubblica.Serve a garantire (con i limiti intrinseci del sistema a chiave pubblica) l'identità di chi ha inviato il messaggio.La XXXXXXXta all'italiana è il servizio a cui si riferisce l'articolo, ovvero la CEC-PAC (Mauro Vecchio specificalo per favore).Come diceva anche Guido Scorza, se non sbaglio, il cittadino si ritrova ad avere n caselle di posta certificata tramite le quali le PA comunicano con lui senza sapere quale sia effetivamente quella buona.Questa è la vera XXXXXXXta all'italiana
          • claudio.caprara scrive:
            Re: Ma chi la vuole la PEC
            - Scritto da: Francesco
            La PEC .... Serve a garantire .... l'identità di chi ha
            inviato il messaggio.Non è esattamente cosi, non è previsto che il rilascio della PEC individui con esattezza il suo utilizzatore, l'identificazione avviene nel momento in cui in un atto pubblico indichi il tuo indirizzo pec.
            La XXXXXXXta all'italiana è il servizio a cui si
            riferisce l'articolo, ovvero la CEC-PAC (Mauro
            Vecchio specificalo per
            favore).
            Come diceva anche Guido Scorza, se non sbaglio,
            il cittadino si ritrova ad avere n caselle di
            posta certificata tramite le quali le PA
            comunicano con lui senza sapere quale sia
            effetivamente quellaNon mi risulta , se fai una società e non alleghi il tuo indirizzo pec, te ne viene assegnata una d'ufficio, addebitata nei diritti CCIA e comunicata attraverso il modulo di assegnazione partita iva. Perchè ora con una sola dichiarazione apri tutte le posizioni (iva inps inail ccia)di conseguenza tutti gli enti citati potranno usare la pec per le loro comunicazioni.Con questo non voglio dire che la pec è una grande invenzione, intendiamoci. anzi ha un difetto ENORME che poi spiego
            buona.
            Questa è la vera XXXXXXXta all'italianauna mezza XXXXXXXta, alcuni problemi li risolve non tutti e soprattuto è un pò "prepotente" come sistema .
          • Mr. X scrive:
            Re: Ma chi la vuole la PEC
            - Scritto da: Francesco
            La PEC in se non è una XXXXXXXta all'italiana.
            E' una delle applicazioni della crittografia a
            chiave
            pubblica.
            Serve a garantire (con i limiti intrinseci del
            sistema a chiave pubblica) l'identità di chi ha
            inviato il
            messaggio.
            La XXXXXXXta all'italiana è il servizio a cui si
            riferisce l'articolo, ovvero la CEC-PAC (Mauro
            Vecchio specificalo per
            favore).
            Come diceva anche Guido Scorza, se non sbaglio,
            il cittadino si ritrova ad avere n caselle di
            posta certificata tramite le quali le PA
            comunicano con lui senza sapere quale sia
            effetivamente quella
            buona.
            Questa è la vera XXXXXXXta all'italianaHo risposto (e un pò trollato in effetti) in maniera superficiale, ma i dubbi restanoL'applicazione della crittografia si ha solo usando una firma digitale valida (non obbligatoria mi pare) per garantire l'autenticità del mittente, si può fare anche con la posta tradizionale, la pec si limita a fornire una traccia temporale della trasmissione del messaggio.Tale traccia è garantita e valida solo tra caselle pec quindi il cittadino si deve dotare di almeno una di queste caselle, quale sia poi quella valida non si sà.Il problema di ottenere la certezza della ricezione di un messaggio non è di facile soluzione, però credo che la pec non sia la soluzione migliore, anche perchè è una roba fuori standard di cui non si parla all'infuori del nostro paese.
          • claudio.caprara scrive:
            Re: Ma chi la vuole la PEC
            - Scritto da: Mr. X
            Tale traccia è garantita e valida solo tra
            caselle pec quindi il cittadino si deve dotare di
            almeno una di queste caselle, quale sia poi
            quella valida non si
            sà.se invii da pec a un non pec, al ricevente viene evidenziato che la firma del messaggio non è valida o che il documento è stato modificato.per cui ricevere da pec su casella non pec è proprio una angoscia
  • Pablo scrive:
    l'avv. Lisi l'aveva già "predetto"...
    ...questo risultato! :-)guardate qui qusta intervista all'avv. Lisi sul Corriere Telecomunicazioni:http://www.corrierecomunicazioni.it/pdf_giornale/1/2009/15/CorCom_09.pdfovviamente arrivò secca la smentita la settimana dopo del Ministro Brunetta sulle pagine dello stesso giornale.ma era ovvio che si trattava di un bando su misura per Poste...e infatti come volevasi dimostrare...povera italia
    • ullala scrive:
      Re: l'avv. Lisi l'aveva già "predetto"...
      - Scritto da: Pablo
      ...questo risultato! :-)
      guardate qui qusta intervista all'avv. Lisi sul
      Corriere
      Telecomunicazioni:
      http://www.corrierecomunicazioni.it/pdf_giornale/1
      ovviamente arrivò secca la smentita la settimana
      dopo del Ministro Brunetta sulle pagine dello
      stesso
      giornale.
      ma era ovvio che si trattava di un bando su
      misura per
      Poste...
      e infatti come volevasi dimostrare...
      povera italiaLo avevo predetto anche io e anche un sacco di altre persone che conosco!La domanda, a questo punto è :Sarà perchè conosco solo dei maghi e dei geni?
    • infame scrive:
      Re: l'avv. Lisi l'aveva già "predetto"...
      c'è anche da dire che un sistema del genere non lo si può affidare in gestione al cantinaro smanettone...
      • Trabai scrive:
        Re: l'avv. Lisi l'aveva già "predetto"...

        c'è anche da dire che un sistema del genere non
        lo si può affidare in gestione al cantinaro
        smanettone...Perchè secondo te alle Poste.... ;-)
      • ullala scrive:
        Re: l'avv. Lisi l'aveva già "predetto"...
        - Scritto da: infame
        c'è anche da dire che un sistema del genere non
        lo si può affidare in gestione al cantinaro
        smanettone...Secondo me si!Tutto sommato potrebbe venirgli bene anche per caso!Alle poste invece il pessimo risultato è garantito!Ti sei scordato di quello che gli è sucXXXXX con MSQL?E poi almeno per una volta mangerà lo smanettone invece che i soliti "clientes".Sarebbe già un progresso anche a parità di risultato!
    • Francesco scrive:
      Re: l'avv. Lisi l'aveva già "predetto"...
      Ma certo!! Bastava leggersi il bando sulla gazzetta ufficiale per capirlo..Un bando su misura per un servizio di digitalizzazione Italian-Style inutile..:( :( :(
  • Alessio scrive:
    Ma che bel regalo
    50 milioni di euro buttati al XXXXX.
    • ullala scrive:
      Re: Ma che bel regalo
      - Scritto da: Alessio
      50 milioni di euro buttati al XXXXX.Che gli frega tanto mica son soldi loro!Anzi fan contenti i soli noti!Poi sai com'è da favore nasce favore e da favore clientela e da clientela tanti bei votarelli... e alle prossime politiche tutti a fare il tifo come per il milan, la juve e la roma...Tu su quale "foot ball club" metti la crocetta?I giocatori?Mbhe mica li vorrai scegliere te, li scelgono loro, naturalmente, e che siano grati in eterno al loro "capo" che li a messi lì a godere della pappatoria!Sennò la volta prossima a casa!
    • infame scrive:
      Re: Ma che bel regalo
      - Scritto da: Alessio
      50 milioni di euro buttati al XXXXX.pensa a quanti ne stiamo spendendo per mantenere i prestigiosi personaggi che VOI avete eletto...
      • ullala scrive:
        Re: Ma che bel regalo
        - Scritto da: infame
        - Scritto da: Alessio

        50 milioni di euro buttati al XXXXX.


        pensa a quanti ne stiamo spendendo per mantenere
        i prestigiosi personaggi che VOI avete
        eletto...VOI chi?Parla per te!
  • Carlo Romano scrive:
    buggatissima quella telecom
    La pec telecom fa schifo, è piena di BUG e va continuamente in eccezione. Non la consiglio a nessuno !!
    • echoesp1 scrive:
      Re: buggatissima quella telecom
      Anche quella di Actalys, per chi avesse dubbi su quale scegliere.Fino ad ora la web PEC migliore mi è sembrata quella di Aruba.Peccato la palla di avere l'allegato con estensione .eml, ma tanto queste sono le specifiche...
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