Anche Samsung ha un app store

Il colosso asiatico sta aprendo le porte del proprio marketplace per il mobile. Per la fine dell'anno sono previste non meno di 2mila alternative

Roma – Come sottolineato più volte da numerosi addetti al settore, una delle rivoluzioni più importanti nel settore della telefonia mobile è stata l’introduzione dell’App Store di Apple, azienda che si è mossa con l’obiettivo di costruire un ecosistema unico per i propri smartphone. Attualmente, un buon device non può prescindere da un degno parco di applicazioni: questa considerazione ha portato tutti i colossi del settore a metter su il proprio marketplace per applicazioni.

Da LG a RIM, passando per Nokia e Android, per finire con Samsung, unico tra i colossi a non aver ancora provveduto alla realizzazione del proprio store per le applicazioni. Una lacuna che dovrebbe essere colmata entro il 14 di settembre, data scelta dall’azienda per il lancio dell’Application Store.

Lo store sarà destinato per ora a soli tre paesi europei, ovvero Regno Unito, Francia e Italia , ma entro un breve periodo di tempo dovrebbe essere esteso agli utenti di circa 30 paesi complessivi. Al momento del lancio, dovrebbero essere presenti sullo store online circa 300 applicazioni, disponibili solo ed esclusivamente per gli utenti in possesso di modelli come Omnia e I8910 HD.

Con il passare del tempo, stando a quanto dichiarato da Samsung, aumenteranno non solo le applicazioni – le previsioni fatte dall’azienda stimano un numero pari a circa 2mila applicazioni disponibili entro la fine del 2009 – ma anche del parco telefoni che supporta il servizio.

Come ormai consuetudine per ogni nuovo store in procinto di essere lanciato al pubblico, anche Samsung ha stipulato delle partnership con alcune delle maggiori software house volte a portare applicazioni di sicuro interesse tra gli utenti. Tra queste, vanno citate aziende come Gameloft, Electronic Arts e Capcom per il settore dedicato al gaming, ma va comunque specificato che lo store ospiterà diverse tipologie di contenuti.

“Con il lancio dell’Application Store, Samsung sarà in grado di aumentare il numero di vendite degli smartphone, aggiungendo ulteriore valore per gli utenti grazie all’introduzione di applicazioni accuratamente selezionate” ha spiegato Hosoo Lee, dirigente del settore Media Solutions dell’azienda.

Inoltre, stando a quanto dichiarato dall’azienda coreana, in ballo non vi saranno solo ed esclusivamente gli smartphone, dal momento che nei piani di Samsung vi sarebbe anche quello di espandere la piattaforma grazie ad un software per PC che permetterà di scaricare e gestire le applicazioni da trasferire in seguito sul dispositivo.

Vincenzo Gentile

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  • dio cristo scrive:
    assurdo
    Che roba da matti....la situazione non è che rasenta il ridicolo...è proprio ridicola....
  • lufo88 scrive:
    Non sanno il danno reale!
    Non lo sanno perché è indimostrabile! Dovrebbero contattare tutte le persone che hanno scaricato i brani dalla signora e poi vedere chi non ha acquistato la canzone e dimostrare che avrebbero acquistato la canzone se non fosse stato disponibile il download via internet.L'hanno fatto? No! Quindi è impossibile stabilire il danno per negligenza dell'accusa. Quindi Jimmie colpevole e condannabile a pagare le spese processuali. Né di più né di meno.
  • Piracy is not theft scrive:
    Piracy is not theft
    Piracy is not theft[img]http://www.rationalargumentator.com/art_bateman/Bateman_Piracy_Not_Theft.png[/img]
  • fiertel91 scrive:
    La mia indignazione mi permette solo...
    ...di compatire la signora. Ecco con le major che si concretizza il lato umano delle aziende.
  • Trey scrive:
    Colpirne uno per educarne cento...
    Il problema non è tanto sul danno reale o presunto, vogliono semplicemente impaurire la gente: se scarichi ti fanno una multa enorme che sicuramenteti rovina la vita.Badate bene, è diverso da sbagli e paghi, qui non devi sbagliare ne tu ne nessuno, altrimenti le major ci rimettono i loro utili mega giganti.E sottolineo che gli utili sono i loro, non di chi la musica o i film li crea.Sono autoreferenziali e si assicurano le rendite ottenute in virtù dei soldi che hanno investito.E nn hanno ancora capito che se il mi sento una canzone scaricata se mi piace l'album magari me lo compro e soprattutto che se anche se mi scarico 1000 brani non è che invece di comprarli li ho scaricati, ma li ho scaricati e basta. Magari se non ci fosse lapossibilità di scaricare io quei brani non li sentirei mai. Invece di esser contenti che se mi fai conoscere un brano io magari me lo compro, vogliono mantenere il controllo anhe di quello che vale la pena di sentire, controllando magari quanto trasmesso dalle radio e pilotando il mercato drogandolo alla bisogna...Game over signori
    • FuSioNmAn scrive:
      Re: Colpirne uno per educarne cento...
      Il problema è proprio questo. Le major devono fare in modo che tu prima spendi 20 euro e poi puoi dire "che schifo di cd...ho buttato i soldi".Non devi poter valutare prima di buttare soldi.Per conto mio vista la condotta assunta io non comprerò cd. Intanto hanno perso di sicuro qualcosa senza potermi fare niente. Come me penso ne abbiano persi parecchi.Quando cambieranno condotta ne riparleremo.
  • nome e cognome scrive:
    15 per album mi sermba ragionevole ....
    ... ma se riescono a dimostrare che ne ha spediti in giro migliaia, la questione cambia di poco.Mi sembra che in America alle persone fisiche e' conXXXXX "fallire" come alle aziende; ovvero, se ti fanno causa per un miliardo di dollari sono ingenui, visto che la signora ha gia' dimostrato di avere un reddito molto basso ... al massimo potranno prenderti pochi spiccioli, ma poi si fermano li.
    • miao scrive:
      Re: 15 per album mi sermba ragionevole ....
      Cambia nel senso che dovra' risarcire qualche migliaio di dollari, non milioni di dollari. Se permetti e' parecchio diverso :P
  • Wolf01 scrive:
    Danno reale
    Durante il dibattimento in tribunale, i legali delle Big Four si sono rifiutati di discutere del danno oggettivo ricevuto a causa dei brani non autorizzati, spostando al contrario il focus della discussione sul più generico danno complessivo causato all'intera industria dalla pratica altrettanto generica di "pirateria" a mezzo file sharing. "Sarebbe incostituzionale punire Mrs. Thomas per la condotta diffusa e generalizzata di altri - dicono i legali - qualunque sia stato l'effetto di quella condotta sui querelanti". Si sono rifiutati di comunicare il danno reale ricevuto perchè non esiste, questa è la verità
    • Tore_Scaric a scrive:
      Re: Danno reale
      Sky TG 24 Economia ha mandato in onda un interessante servizio sulla pirateria priva di scopo di lucro. In studio Riccardo Tozzi, vice presidente ANICA e presidente dei produttori in seno ad ANICA. In collegamento esterno Dino Bortolotti, presidente di Assoprovider, associazione di quasi 200 ISP italiani, e Luca Neri, autore del libro La Baia dei Pirati. Quì il testo integrale della notizia :http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=3347
      • The passenger scrive:
        Re: Danno reale
        Interessante questo servizio.- Scritto da: Tore_Scaric a
        Sky TG 24 Economia ha mandato in onda un
        interessante servizio sulla pirateria priva di
        scopo di lucro. In studio Riccardo Tozzi, vice
        presidente ANICA e presidente dei produttori in
        seno ad ANICA. In collegamento esterno Dino
        Bortolotti, presidente di Assoprovider,
        associazione di quasi 200 ISP italiani, e Luca
        Neri, autore del libro La Baia dei Pirati. Quì
        il testo integrale della notizia
        :

        http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=3347
  • antonio scrive:
    direi..
    Magari in mezzo alle 30 c'erano anche brutte canzoni :-)
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