Anonymous al contrattacco

Nel mirino finiscono l'azienda che supportava la cyber difesa dell'FBI, il Governo italiano, Mubarak e il governo dello Yemen. Richard Stallman le considera dimostrazioni di piazza mediate dalla Rete

Roma – Gli ultimi arresti nel Regno Unito e i mandati di perquisizione negli Stati Uniti non hanno spaventato gli Anonymous, che anzi sembrano voler rispondere colpo su colpo in quella che ormai è diventata una guerra senza frontiere. L’ultimo obiettivo degli hacktivisti è stata l’azienda HBGary, specializzata in sicurezza e recentemente al centro della cronaca perché affermava di aver individuato l’organizzazione gerarchica del gruppo e alcuni dei suoi membri chiave.

In attesa della nuova udienza per decidere dell’estradizione di Julian Assange, la cyberguerra che si è scatenata dopo il suo arresto non sembra dunque trovare tregua: HBGary aveva affermato di esser riuscita ad addentrarsi fra gli Anonymous individuando alcuni membri chiave attraverso il monitoraggio delle email, di Facebook e dei canali IRC e sembrava intenzionata a vendere le informazioni all’FBI .

Durante l’evento mediatico del Super Bowl statunitense, l’account Twitter del CEO dell’azienda di sicurezza Aaron Barr è stato crackato e utilizzato per inviare dati personali del dirigente (come il suo indirizzo, il suo cellulare e il social security number ). E per minacciare di estendere lo stesso trattamento anche a tutti i membri dell’azienda, a tutte le loro email, al sito aziendale, ai suoi documenti riservati e ai loro prodotti software. Inoltre, per rendere più concreto l’avvertimento, in una serie di tweet gli Anonymous avvertivano di aver cancellato il backup del sito, l’accesso al loro sistema pbx via 8×8.com , il controllo dei server di supporto e dei login dei loro clienti e l’iPad di Barr.

Inoltre, affermano i responsabili dell’attacco, all’indirizzo Web dell’azienda campeggiava – anche se al momento è già stato ripristinato un sito sostitutivo – un comunicato con cui gli Anonymous affermavano, prendendosi gioco dello stile aziendale legalese, che il dominio era stato preso sotto il loro controllo. Rivolgendosi alle vittime provocavano: “Pur avendo l’aspetto di un’azienda di sicurezza , non siete niente rispetto agli Anonymous”. Il tutto, prendendosi anche gioco della minaccia che ha scatenato la loro reazione: nulla di rilevante, dicono, aveva in mano l’azienda di sicurezza, inutili, fuorvianti o nel migliore dei casi pubbliche le informazioni da essa raccolte. Alla fine vi era poi un link per scaricare tutte le email di HBGary.

Gli stessi Anonymous etichettano l’offensiva come un contrattacco rispetto alla recente pressione delle autorità statunitensi: “Sapevamo che gli anonimi stavano diventando paranoici a causa dei raid dell’FBI, così abbiamo deciso di inviare un messaggio anche per allentare la tensione: we will fight back , combatteremo”.

Quello statunitense non è l’unico fronte su cui gli Anonymous si dimostrano attivi: per supportare il movimento di Piazza Tahir e rispondere al momentaneo blocco egiziano della rete, hanno lanciato DDoS contro il sito del Presidente Mubarak (presto, tuttavia, tornato online), contro alcuni siti a supporto del governo, come quello del suo partito e contro il sito del Presidente e del Ministro dell’informazione dello Yemen.

Inoltre, nei giorni scorsi è finito nel mirino degli Anonymous anche il sito del governo italiano : il DDoS non sembra tuttavia essere stato sufficiente a bloccarlo se non per breve tempo.
L’ Operazione Italia , si legge in una dichiarazione del gruppo , vuole rivendicare le libertà sulla Rete e protestare contro il boicottaggio di Wikileaks: “Il Governo italiano ha tra le sue priorità quelle di censurare il web – si legge tra l’altro nel comunicato – di corrompere e manipolare l’informazione per fini personali. No, un governo così non sarà mai un governo appoggiato dai cittadini, dagli Anonymous”. Nel post, poi, critiche alla situazione dei terremotati abruzzesi, alle statistiche sulla disoccupazione giovanile in crescita quanto quelle relative al crimine.

Gli Anonymous, insomma, non si fermano e non si limitano ad un solo fronte, diventando sempre più un fattore da tener conto a livello di opinione pubblica: è questa l’indicazione che dà anche Richard Stallman.
Il guru del movimento del free software parla delle strategie degli hacktivisti come del corrispettivo online di una dimostrazione pubblica, per cui chiede che non si faccia l’errore di parlare di hacking o addirittura cracking. Anche il termine DDoS sarebbe sbagliato, in quando non utilizzano PC zombie .

“Il programma LOIC che utilizzano – spiega Stallman – è precompilato e non necessita di particolari abilità da parte dell’utente. Inoltre non comporta neanche una minaccia per la sicurezza delle vittime, furto dati o altro”.

Insomma, una manifestazione che invece di bloccare piazze o strade va in Rete ad intasare siti. Eppure, con qualche arma in più rispetto agli uomini della strada: quelle messe a disposizione dalla tecnologia e dalle capacità di distribuzione e portata della Rete.

Claudio Tamburrino

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  • Franky scrive:
    Io ho la soluzione....
    registrazione domini opennic
    • contrario scrive:
      Re: Io ho la soluzione....
      bla bla blabasta installarsi un servizio locale (dove ti pare, anche uno straccio di nas con resolver eccetera) per risolvere i DNS in modo indipendente.Be smart!Ti dice niente 'sta frase? :D
      • collione scrive:
        Re: Io ho la soluzione....
        si avete ragione, ma il potere di internet è legato al fatto che fa leva sulla massatutte queste cose da geek alla massa semplicemente non arrivanola vostra idea è buona ma solo se vista in un'ottica di cyberdissenso che coinvolge solo coloro con un pò di sale in zuccaper esempio la vedo vincente come le darknet, ma si tratterà solo di un modo che "chi ha interesse e farlo e ha intelligenza per farlo" potrà usare per creare una rete protetta dagli spioni di Stato
  • brontolo scrive:
    Abolire i domini di primo livello
    io i domini di primo livello li abolirei... XXXXX servono se non a confondere le idee? ci sono .com non commerciali, .org non di organizazioni .biz non di affari, i domini statali che possono benissimo essere di un'altra nazione... insomma in una rete globale che senso hanno queste desinenze?
    • contrario scrive:
      Re: Abolire i domini di primo livello
      - Scritto da: brontolo
      io i domini di primo livello li abolirei... XXXXX
      servono se non a confondere le idee? ci sono .com
      non commerciali, .org non di organizazioni .biz
      non di affari, i domini statali che possono
      benissimo essere di un'altra nazione... insomma
      in una rete globale che senso hanno queste
      desinenze?Come ho risposto a Panda,non esistono piu queste regole anni '90.Su un ORG puoi anche mettere un sito XXXXX, a ICANN non gliene frega una mazza e nemmeno agli hosters.Certo che qui in Itaglia siete rimasti proprio agli anni 90 eh?XXXXXXX...
      • Durabo scrive:
        Re: Abolire i domini di primo livello
        XXXXX sei di legno... Brontolo dice proprio di abolirli perché hanno perso la loro funzione "anni '90"Adesso ti è chiaro il concetto?Insomma invece di google.it, google.fr, google.com digitare semplicemente "google"... Tanto anche il classico www è andato a farsi friggere da tempo...
        • mah scrive:
          Re: Abolire i domini di primo livello
          - Scritto da: Durabo
          XXXXX sei di legno... Brontolo dice proprio di
          abolirli perché hanno perso la loro funzione
          "anni
          '90"

          Adesso ti è chiaro il concetto?
          Insomma invece di google.it, google.fr,
          google.com digitare semplicemente "google"...
          Tanto anche il classico www è andato a farsi
          friggere da
          tempo...è quello che tutti già fanno digitandolo in Google...
  • bubba scrive:
    mercifichiamo anche l'aria
    Groan... si va sempre un maggior sfacelo... se si va a vedere i post di tecnici (leggevo quelli di gestore DNS di eunet) a tutti pare una follia questa TOTALE snaturamento dei gTLD (e poi in generale della costruzione del dns) Al primo punto c'e': It was all about making money and not about GOOD GOVERNANCE of a delicate engineering marvel.Poi ci sono una serie di beghe e problemi tecnici sulla risoluzione corretta dei domini (specie con vecchi resolver), beghe per l'idea DEMENZIALE dell'equiparazione domain=trademark, le mega beghe di censura preventiva citate in questo articolo. Cioe un intero nuovo paradigma di problemi, a fronte di far succhiare nuovi soldi all'ICANN e a i tanti cybersquatter legalizzati in giro per il pianeta.
    • Nicolaus scrive:
      Re: mercifichiamo anche l'aria
      Difficilmente ci saranno moltissimi cybersquatter, da quello che so io, i nuovi domini costeranno anche 100.000 ... poichè non sarai titolare di un "nome a dominio" normale, ma di un tld vero e proprio, quindi probabilmente chi vorrà registrare che ne so: www.pasta.pizza dovrà acquistarlo da chi detiene il tld .pizza sempre che qualcuno l'abbia comprato, altrimenti non penso sia alla portata di tutti, io sono rimasto comunque alle ultime informazioni lette tempo fa, quindi correggetemi se sbaglio o ho capito male.
  • Sandro kensan scrive:
    Non ho letto l'articolo
    Non ho letto l'articolo ma mi pare sia il solito scivolamento verso la Cina che è il faro dell'occidente e delle democrazie più evolute.P.S. e adesso ditemi "leggilo!".
    • Watson Detected scrive:
      Re: Non ho letto l'articolo
      - Scritto da: Sandro kensan
      Non ho letto l'articolo ma mi pare sia il solito
      scivolamento verso la Cina che è il faro
      dell'occidente e delle democrazie più
      evolute.

      P.S. e adesso ditemi "leggilo!".No, dico...che vuoi che ti si risponda...vabbè, va'...LEGGILO!
    • ano nymous scrive:
      Re: Non ho letto l'articolo
      - Scritto da: Sandro kensan
      Non ho letto l'articolo ma mi pare sia il solito
      scivolamento verso la Cina che è il faro
      dell'occidente e delle democrazie più
      evolute.no... non il faro... semmai un degnissimo compare
  • panda rossa scrive:
    Ma continuare ad usare .org?
    Cioe' fatemi capire: se io intendo rilasciare in rete informazioni sui diritti civili, ben sapendo che tali informazioni pesterebbero piu' di un callo a quelli che comandano, vado a farlo su un dominio .humanrights secondo loro?A me pare fin troppo ovvio che io aprirei un sito .orgChe cosa mi sfugge?
    • bubba scrive:
      Re: Ma continuare ad usare .org?
      - Scritto da: panda rossa
      Cioe' fatemi capire: se io intendo rilasciare in
      rete informazioni sui diritti civili, ben sapendo
      che tali informazioni pesterebbero piu' di un
      callo a quelli che comandano, vado a farlo su un
      dominio .humanrights secondo
      loro?

      A me pare fin troppo ovvio che io aprirei un sito
      .org

      Che cosa mi sfugge?non molto... e' semplicemente UNO dei tanti problemini collaterali (veti delle nazioni/organizzazioni per motivi ideologici/politici su un XXXXX di mucchietto di lettere in un tld -che uno si chiede che diavolo c'entrano- ) di questa IDIOZIA di voler liberalizzare i gTLD (per motivi puramente economici, a discapito della creazione di un NUOVO set di problemi tecnici e gestionali)
    • contrario scrive:
      Re: Ma continuare ad usare .org?
      - Scritto da: panda rossa
      A me pare fin troppo ovvio che io aprirei un sito
      .org

      Che cosa mi sfugge?A prescindere da tutto il resto, oggi le estensioni a dominio non hanno alcun peso.Una volta per .org si intendeva un dominio con contenuti gratuiti e privo di pubblicità.Oggi gli .ORG sono come tutti quanti gli altri, cioè come i .COM e cosi via.Non capisco cosa non capisci, perchè forse non hai capito che le cose sono cambiate da parecchi anni sulle policy delle estensioni.
      • panda rossa scrive:
        Re: Ma continuare ad usare .org?
        - Scritto da: contrario
        - Scritto da: panda rossa


        A me pare fin troppo ovvio che io aprirei un
        sito

        .org



        Che cosa mi sfugge?

        A prescindere da tutto il resto, oggi le
        estensioni a dominio non hanno alcun
        peso.
        Una volta per .org si intendeva un dominio con
        contenuti gratuiti e privo di
        pubblicità.
        Oggi gli .ORG sono come tutti quanti gli altri,
        cioè come i .COM e cosi
        via.

        Non capisco cosa non capisci, perchè forse non
        hai capito che le cose sono cambiate da parecchi
        anni sulle policy delle
        estensioni.Non capisco perche' uno che avrebbe interesse a pubblicare informazioni tipo wikileaks, dovrebbe farlo su un dominio .humanrights invece che un tradizionale .orgA prescindere dal fatto che un dominio .humanrights sarebbe facilmente bloccabile dai dns governativi.
  • anonimo scrive:
    Non ci si fida piu' degli USA
    "Piu'"? Perche', una volta ci si poteva fidare?
    • TuttoaSaldo scrive:
      Re: Non ci si fida piu' degli USA
      Direi che se internet fosse nata in qualsiasi altro stato dovresti avere tre licenze e pagare quattro tasse governative per commentare PI.Inoltre sono convinto che un TLD .gay non troverebbe problemi nei puritani USA, mentre avrebbe qualche problema in Italia o Cina.
      • collione scrive:
        Re: Non ci si fida piu' degli USA
        il tld .gay non avrebbe problemi con i puritani?questi sono i puritani USA http://www.ilgiornale.it/esteri/ha_50_fedeli_reverendo_jones_luomo_falo_corano/09-09-2010/articolo-id=472111-page=0-comments=1e nota bene dall'articolo: "Baffoni alla Cecco Beppe, pistola alla cintola"
        • TuttoaSaldo scrive:
          Re: Non ci si fida piu' degli USA
          - Scritto da: collione
          il tld .gay non avrebbe problemi con i puritani?

          questi sono i puritani USA
          http://www.ilgiornale.it/esteri/ha_50_fedeli_rever
          Ok. Tutti e 50 i fedeli si arrabbieranno molto, L'ICANN sta già piangendo.. Un bell'esempio, i Raeliani sbancano:[img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/32/Ra%C3%ABlian_Membership_Estimates.png[/img]
    • il solito bene informato scrive:
      Re: Non ci si fida piu' degli USA
      - Scritto da: anonimo
      "Piu'"? Perche', una volta ci si poteva fidare?quando credevamo che i sovietici mangiassero i bambini
      • MegaJock scrive:
        Re: Non ci si fida piu' degli USA
        - Scritto da: il solito bene informato
        - Scritto da: anonimo

        "Piu'"? Perche', una volta ci si poteva fidare?

        quando credevamo che i sovietici mangiassero i
        bambiniNon é proprio esatto, i comunisti non mangiano i bambini: li masticano e poi li sputano.
      • collione scrive:
        Re: Non ci si fida piu' degli USA
        ovvio, lì i bambini nascevano con la coda :D
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