Anonymous e la password siriana

Incursione nella posta elettronica di Bashar al-Assad. La password era 12345. Dentro ci sono un paio di chicche sulla rivoluzione in corso. E poi gli hacktivisti tornano al lavoro negli USA
Incursione nella posta elettronica di Bashar al-Assad. La password era 12345. Dentro ci sono un paio di chicche sulla rivoluzione in corso. E poi gli hacktivisti tornano al lavoro negli USA

Una nuova offensiva portata a termine dal celebre collettivo hacker Anonymous, che pare non aver faticato troppo nell’intrufolarsi tra i server sfruttati dal governo siriano. Nessun genio dell’informatica per decifrare la password scelta dallo staff del Presidente Bashar al-Assad. La più banale e vulnerabile serie di numeri da 1 a 5 per accedere a svariate decine di caselle di posta elettronica.

Anonymous ha così pubblicato online ampi stralci delle conversazioni via email avute all’interno della squadra del Presidente siriano. In particolare una serie di considerazioni fatte prima dell’intervista con Barbara Walters del network statunitense ABC . “Il pubblico americano non è interessato alle riforme – si legge nei documenti trafugati – Non le capiscono o non vogliono proprio farlo”.

Poi una dissertazione sulla capacità mediatica di manipolare le menti dei cittadini a stelle e strisce, con particolare riferimento al movimento Occupy Wall Street . Tra le altre password scelte dal governo siriano per l’accesso alla posta, iloveyou e 123vivasyria . Non certo ai primi posti delle parole chiave più sicure della storia del web.

Dopo l’incursione siriana, il collettivo hacker è riuscito ad intrufolarsi tra i meandri cibernetici dell’amministrazione di Oakland, California. Una ritorsione dopo il trattamento riservato ai dimostranti dal movimento Occupy . Anonymous ha dunque pubblicato indirizzi e numeri di telefono appartenenti ai vertici cittadini , dal sindaco al capo della polizia.

Mauro Vecchio

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08 02 2012
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