Antennagate, tocca ad HTC

Le giustificazioni (e gli errori?) di Apple ripresi dalla azienda taiwanese in difesa del suo HD7. Galeotta fu l'antenna e chi la coprì con la mano
Le giustificazioni (e gli errori?) di Apple ripresi dalla azienda taiwanese in difesa del suo HD7. Galeotta fu l'antenna e chi la coprì con la mano

Roma – Apple non è l’unica a subire le sorti della temibile presa mortale sui suoi dispositivi: l’uscita dei cellulari HTC HD7 è stata accompagnata da una serie di video su YouTube che testimoniavano la perdita di campo dei dispositivi se impugnati in una certa maniera, e la reazione dell’azienda taiwanese assomiglia molto a quella di Cupertino.

L’esordio dei dispositivi con il nuovo sistema operativo Microsoft Windows Phone 7, dunque, è stato battezzato con le stesse problematiche dell’ultimo dispositivo della rivale . E da essa HTC sembra trarre la scusa per cavarsi d’impaccio.

Il comunicato con cui la produttrice taiwanese ha affrontato la questione, infatti, sembra ricalcare le motivazioni di Apple , pur adottando un linguaggio meno diretto: “Per assicurare il miglior segnale possibile le antenne sono state piazzate nelle aree che meno probabilmente sarebbero state coperte dal volto o dalle mani degli utenti durante l’utilizzo del telefono. Tuttavia, è inevitabile che la ricezione degradi un minimo quando questa parte viene coperta interamente dal palmo o dalle dita. Abbiamo testato accuratamente i nostri cellulari e riteniamo che sotto normali circostanze il segnale e le performance saranno più che sufficienti quando la copertura di rete è adeguata”.

HTC, peraltro, era già stata chiamata in causa da Apple che aveva sottolineato come anche altri produttori, come appunto la taiwanese, aveva simili problemi di posizionamento di antenna .

Claudio Tamburrino

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