C’è un dettaglio che i comunicati stampa sull’intelligenza artificiale tendono sempre a sorvolare… Tutta questa potenza di calcolo da qualche parte deve pur pescare l’elettricità. E quel “da qualche parte” sono le stesse reti elettriche che alimentano le case, le scuole e gli ospedali delle comunità che si ritrovano un data center sotto casa.
Negli Stati Uniti la questione è ormai entrata nel dibattito politico. Il boom dei data center necessari per alimentare l’intelligenza artificiale sta aumentando la domanda di elettricità, e le reti locali sono sempre più sotto pressione. Le bollette stanno aumentando, mentre nuovi impianti di vengono rallentati o bloccati dalle proteste delle comunità locali. È ovvio che i cittadini si chiedano perché dovrebbero pagare di più o accettare nuovi data center per sostenere chatbot che magari nemmeno utilizzano.
Anthropic vuole ridurre l’impatto dei data center sulle comunità
Anthropic sta cercando di affrontare questo problema e ha annunciato che pagherà tariffe elettriche mensili più elevate per coprire il 100% dei costi di aggiornamento necessari a collegare i propri data center alle reti elettriche, inclusa la quota di questi costi che altrimenti verrebbe scaricata sui consumatori.
Per Anthropic è un passo obbligato, visto che provare a piazzare impianti energivori in comunità già nervose senza offrire qualcosa in cambio è una strategia che non funziona più. Sui dettagli concreti degli accordi con le società energetiche, però, resta vaga. Per ora, è una dichiarazione d’intenti, importante, ma ancora da riempire di sostanza.
Microsoft e Meta precedono Anthropic
Microsoft e Meta hanno già preso impegni simili, promettendo di coprire almeno parzialmente i costi delle nuove infrastrutture energetiche costruite per i loro data center. Sta nascendo una sorta di galateo dell’industria AI, se si vogliono costruire data center che consumano quanto una piccola città, ci si deve anche fare carico di una parte dell’impatto che si genera.
Anthropic aggiunge due impegni ulteriori: sostenere l’attivazione di nuove fonti di energia per rispondere alla domanda crescente dell’AI, e tagliare i consumi durante i picchi, come ondate di calore, tempeste di gelo, quei momenti in cui la rete è già sotto stress e un data center affamato di megawatt è l’ultima cosa di cui si ha bisogno.