Antispam, frontiera delle libertà

PI intervista Furio Ercolessi, uno dei maggiori esperti di spam, sull'attualità della battaglia antispam, mezzi utilizzati, iniziative e normative. Perché lo spam cresce, cosa accadrà nel 2004 e perché si può sperare nella sua fine


Roma – Capire le origini dello spam e colpire il suo funzionamento sul piano tecnico, legale e normativo è assolutamente necessario per combatterlo con efficacia. Abbiamo parlato di questo, delle battaglie in corso e di quanto sta accadendo nel mondo e in Italia con uno dei massimi esperti italiani di spam, Furio Ercolessi (*).

Punto Informatico: Ha suscitato molta attenzione il recentissimo arresto di Jeremy Jaynes , alias Gaven Stubberfield, considerato da Spamhaus uno dei 10 spammer più pericolosi. Cambierà qualcosa per noi utenti? Un arresto del genere servirà a qualcosa?
Furio Ercolessi: Quella di Jaynes era in verità una delle operazioni di spam più importanti. E’ responsabile di gran parte dello spam pornografico con contenuto particolarmente offensivo: spam assai fastidioso per gran parte degli utenti e particolarmente dannoso quando raggiungeva le mailbox di minori. A questa tipologia si affiancava spam “truffaldino” di altra natura, come ad esempio quello per spingere all’acquisto di determinati titoli azionari causandone il rialzo. La scelta di Jaynes come “prima vittima” da parte dell’Attorney General della Virginia è stata probabilmente motivata anche dal contenuto dei suoi mailing.

PI: Quindi tutti noi abbiamo ricevuto spam di Jaynes?
FE: Lo spam di Jaynes era relativamente semplice da bloccare in quanto veniva trasmesso da proprie reti – che cambiava con una rapidità sorprendente, ma riconoscibili in quanto sempre situate nei dintorni di Rayleigh nel North Carolina – anzichè utilizzando trojans o proxy aperti come altri spammer. Sono questi ultimi gli spam più difficili da bloccare e quindi la maggior parte di quelli che affliggono le nostre mailbox, così probabilmente la scomparsa di Jaynes passerà abbastanza inosservata.
Anche perchè i committenti che utilizzavano i suoi servizi, semplicemente si rivolgeranno a qualcun altro per recuperare i volumi perduti.

PI: A New York il procuratore generale Spitzer con l’assistenza di Microsoft, che per due mesi ha raccolto gli spam provenienti dai suoi sistemi, ha di recente denunciato anche Scott Richter e i suoi soci chiedendo 20 milioni di dollari di risarcimento. Cosa ne pensi?
FE: La vicenda di Richter – anche se non è un arresto – sta preoccupando gli spammer più di quella che ha coinvolto Stubberfield. Richter non solo è assai maggiore in termini di volumi ma è anche qualcuno che ha sempre cercato di darsi una rispettabilità esteriore dicendo di essere un marketer legittimo . Il rapporto del procuratore generale di New York mette in evidenza le azioni di spam più imponenti ed aggressive tra quelle che occupano la rete.

PI: Non credi che con azioni giudiziarie di questo tipo si possa scuotere davvero il mondo fin qui impunito dei grandi spammer industriali?
FE: Gli altri spammer sono effettivamente spaventati, ma soprattutto coloro che abusano di macchine altrui e falsificano le intestazioni. Tali attività sono infatti espressamente illegali con la nuova legge americana, e chi vuole continuare a tutti i costi si starà probabilmente affrettando ad abbandonare fisicamente gli Stati Uniti.

PI: Quindi la nuova legge americana appena approvata contro lo spam, il CAN-Spam, può far qualcosa…
FE: Consideriamo che i cosiddetti spammer “mainsleaze”, che utilizzano proprie risorse, non falsificano intestazioni e forniscono link di opt-out funzionanti, non sono toccati dalla nuova legislazione – che è infatti disegnata per permettere loro di operare al meglio – e saranno piùforti che mai nel 2004. Sono loro i primi ad avere tutto l’interesse ad eliminare gli spammer falsificatori/hijacker che rovinano il “loro” mercato allontanando la gente dall’e-mail. Vedi anche quanto scritto da Spamhaus sulla nuova legge .

PI: La speranza però è che le normative americane, quelle europee su privacy e antispam, persino quelle australiane in via di approvazione, alla fine, possano nonostante i loro limiti avere un effetto importante contro lo spam internazionale…
FE: Alcuni effetti li stiamo già osservando. Quello che sinora è mancato – ma sono abbastanza confidente che lo vedremo accadere nella prima metà del 2004 – sono operazioni internazionali di polizia che conducano agli arresti di coloro che hanno disegnato, distribuito, utilizzato i programmi trojans che sono oggi il veicolo principale di distribuzione dello spam, arrecando un danno colossale all’infrastruttura e sprechi ingentissimi di risorse per arginare il fenomeno.
Se ci sarà qualche “buon esempio”, lo spam truffaldino dovrebbe calare di volume nel corso del prossimo anno, anche tenendo conto che molti ISP broadband presi alla sprovvista ora si stanno attrezzando per frenare il flusso di spam da PC infettati da trojan di loro clienti.

Interessanti saranno invece gli effetti dovuti alle differenze tra le leggi varate negli USA e in Europa. Lo spammer mainsleaze americano ritiene di avere ora il diritto ad inviare posta in modalità opt-out, e avrà difficoltà nel realizzare che tale operazione è illegale nell’Unione Europea.
I più intelligenti cercheranno di evitarsi guai cercando di non colpire indirizzi palesemente europei, ed effettuando delle classificazioni per nazione dei domini con suffisso.com,.net,.org,.info ecc. I meno saggi non lo faranno ed entreranno in collisione diretta con organizzazioni europee che li denunceranno. In questo senso sarà un anno interessante.


PI: Attacchi legali prima e ora attacchi DDoS contro i loro siti: i servizi antispam sono nel mirino degli spammer professionisti che con aggressioni dirette o indirette , tramite virus, cercano di impedir loro di funzionare. Ci stanno riuscendo? Credi che i servizi antispam dovrebbero essere sostenuti economicamente dai Governi? Non è, in fondo, un servizio di interesse pubblico?
FE: Operare servizi antispam è diventato effettivamente molto oneroso, sia in termini di risorse tecniche che umane. Ci sono state alcune vittime illustri fra coloro che tendevano ad operare in solitudine, tuttavia i servizi più importanti hanno continuato a funzionare grazie a generose donazioni di banda e apparecchiature, e soprattutto grazie al lavoro di numerosi volontari con ottime competenze tecniche in diversi rami.

Tra l’altro, utilizzando trojan per spammare e al tempo stesso attaccare servizi antispam, alcuni di questi criminali hanno commesso errori lasciando tracce chiare e ci sono ottime probabilità che nei prossimi mesi diversi di questi individui saranno messi in condizione di non nuocere più attraverso operazioni di polizia.

PI: Hai detto che la nuova normativa statunitense potrebbe dare corda ad un certo tipo di spammer… Credi ci siano pericoli per i servizi antispam? Non si rischia uno scontro legale tra chi difende la rete e chi ne abusa ma… legalmente?
FE: Sì, la minaccia più importante per le organizzazioni antispam non viene dai DDoS, viene dagli spammer “mainsleaze” che, protetti dalla nuova legislazione USA, potrebbero lanciare un’offensiva legale con l’intento di schiacciare le liste di blocco fastidiose con la forza del denaro.

A prescindere dalla fondatezza di una accusa, è chiaro che qualsiasi combattimento nell’arena legale è molto costoso, e una organizzazione di volontari non-profit non potrebbe non soccombere finanziariamente in uno scontro con un “gorilla del marketing” dotato di un ufficio legale focalizzato ad annichilire l’organizzazione antispam appoggiandosi su un qualche pretesto (diffamazione, ecc.).
Già abbiamo visto accadere qualcosa del genere col Mail Abuse Prevention System (MAPS), che ha perso gran parte del suo mordente iniziale dopo una lunga ed estenuante azione legale da parte di una compagnia di marketing.

Nel 2004 le liste di blocco saranno in molti casi il metodo principale per proteggere i cittadini europei da infrazioni commesse da compagnie statunitensi. Ritengo quindi giusto e doveroso che i governi europei le prendano sotto la propria ala protettiva (con particolare riferimento a quelle basate in Europa come lo Spamhaus Project e ORDB ), per evitare che vengano spazzate via da controversie che si prevede saranno legate soprattutto al loro utilizzo da parte di gestori di server di posta negli USA – quindi, se vogliamo, a “faccende interne del mercato USA”.

E’ necessario che i grandi spammer americani realizzino che le organizzazioni antispam in Europa sono difficilmente insidiabili in quanto organo di difesa – essendo lo spam illegale in Europa.

PI: Da tempo progetti come SPF lavorano su piattaforme tecnologiche antispam. Di recente Yahoo ha dichiarato che nel 2004 si appresta a lanciare una piattaforma open source per l’autenticazione delle email in cui nell’header delle email venga inserita una chiave privata sicura da verificare via DNS. Molti sperano che un sistema del genere possa funzionare. Che ne pensi?
FE: Questi sistemi non risolveranno il problema ma possono senz’altro essere utili per alleviare il problema legato alle falsificazioni dei mittenti, che ha sinora costretto tutti ad utilizzare l’indirizzo IP come parametro principale per classificare il messaggio anzichè il dominio, e causato l’altro enorme problema dei rimbalzi di spam non consegnato verso i domini innocenti falsificati nell’indirizzo mittente.

Il sistema proposto da Yahoo mi sembra un po’ complesso ed oneroso per un’adozione generalizzata da parte di tutta la rete, anche se è sicuramente uno schema valido soprattutto per lo scambio di posta tra grossi ISP consumer. Personalmente la mia simpatia va a SPF, che puo’ essere adottato immediatamente – anche se gli ultimi dettagli sono ancora in via di definizione – e con poca fatica più o meno da chiunque lo desideri.


PI: Su mail-abuse.org il primo dicembre un server mail di Virgilio-TIN è finito nella black list antispam . Non è la prima volta che succede ad un provider italiano di essere considerato un tramite per lo spam. Cosa dovrebbe fare un provider italiano per evitare di finire in una RBL?
FE: Quando un ISP – italiano o non – ha dei mailserver di produzione che sono stati inseriti in una blocking list importante, quasi certamente ci sono stati dei tentativi di contatto da parte della blocking list che non hanno avuto successo. Questi tentativi sono di norma effettuati mediante messaggi inviati all’indirizzo abuse del dominio e agli indirizzi di contatto che appaiono nei database WHOIS.

Il ragionamento della blocking list è, all’incirca: “Se questo ISP non sta rispondendo più nemmeno a me, vuol dire che è arrivato ad un punto in cui non ha più risorse per il monitoraggio delle mailbox, e quindi il suo problema di spam incontenibile presenta delle patologie gravi che possiamo ora curare solo attraverso una “terapia d’urto”, ossia listandolo finchè non si fa vivo e ci presenta un programma ragionevole che gli consenta di uscire dalla crisi in cui si trova nell’arco di qualche mese”.

Situazioni del genere sono generalmente il risultato di organici troppo limitati, oppure outsourcing del servizio di abuse verso entità esterne non equipaggiate per intervenire in modo efficiente, come se si trattasse di un help-desk anzichè di una componente centrale dell’infrastruttura.

PI: Ne hai fatto un accenno poco fa… Dire che esiste un rapporto tra sviluppo della banda larga e aumento dello spam è una eresia?
FE: Oggigiorno, grazie alla diffusione di sistemi operativi insicuri e agli spammer, qualunque macchina dietro a un collegamento broadband puo’ diventare in qualsiasi momento un fortissimo emettitore di spam.
L’esperienza dei provider broadband più attivi nel controllo degli abusi provenienti da utenze consumer ci dice che le misure tecniche più efficaci sono:
– intercettazione di tutto il traffico uscente diretto verso la porta SMTP (25) di qualunque IP su Internet, che viene rediretto verso propri mailserver centrali (adeguatamente dimensionati!);
– indicazione dell’utenza coinvolta mediante una nuova linea che i mailserver centrali inseriscono nelle intestazioni (in cui il nome dell’utenza potrebbe essere encrittato), per un facile trattamento automatico di eventuali successive segnalazioni;
– istituzione di limiti sul numero di messaggi all’ora per ogni utenza che possono essere distribuiti verso l’esterno dai mailserver centrali (da notare che il tasso di accettazione puo’ essere assai più elevato di quello di distribuzione, dal momento che messaggi accettati possono andare subito in coda e uscire un po’ alla volta);
– disconnessione immediata dei sistemi diventati emettitori di spam (questi potrebbero essere confinati ad una “intranet” da dove possono accedere solamente a tool per la disinfezione e eventualmente al sito Microsoft per gli upgrade);
– eliminazione delle mail uscenti presenti ancora in coda (anche grazie ai limitatori descritti) immesse da utenze che risultano oggetto di un flusso di segnalazioni.

PI: Sono misure alla portata di tutti i provider…
FE: Questo programma puo’ comportare delle problematiche di implementazione, ma dovrebbe essere in principio fattibile per tutti gli ISP consumer, in cui le utenze sono altamente standardizzate, e la sua attuazione fa quasi scomparire il problema senza grossi svantaggi pratici per l’utente domestico medio. Il più grosso provider del mondo, America Online , è un esempio vivente di come con misure del genere si possa virtualmente eliminare lo spam pur avendo una base di numerose decine di milioni di utenti.

PI: Ci sono liste di blocco antispam, come quella di Spews.org , che sono criticate da più parti perchè molto severe. Più volte anche su PI sono apparse lamentele di utenti non spammatori, e persino gestori di siti aziendali, che portano lavoro, contro i metodi drastici di operatori come Spews. Succede in particolare se Spews lista un provider di servizi che ha un cliente spammatore. Ha senso colpire gli spammer colpendo, contestualmente, anche molti o moltissimi che nulla hanno a che vedere con lo spam?
FE: Ci sono molti – troppi – fornitori che traggono diretto profitto dall’industria dello spam fornendo connettività o altri servizi a spammer, e continuando a farlo nonostante migliaia di segnalazioni da utenti della rete. In alcuni casi si assiste addirittura a finte “terminazioni”, in cui lo spammer viene solo spostato di indirizzi IP all’interno della stessa rete: operazioni in cui il provider è certamente in malafede e vuole continuare a mantenere sia i clienti spammatori che quelli non. Ci sono persino casi in cui i clienti non-spammatori esistono solamente, in quantità limitata, per costituire uno “scudo umano” con cui proteggersi nei confronti dei blacklisting.

La maggior parte delle “escalation orizzontali” di Spews costituiscono una sorta di boicottaggio nei confronti di queste entità. A differenza di altre blocking list come SBL che cercano di minimizzare gli inconvenienti, l’intento di Spews è quello di forzare gli ISP con spammer a operare una scelta – o sei bianco o sei nero – perchè nel momento in cui scelgono (in qualsiasi dei due modi) cessano di essere un problema per il resto della rete. Ovviamente se uno sceglie di essere “nero” molti altri semplicemente cesseranno totalmente lo scambio di traffico con le sue reti senza che nessuno protesti.

PI: Sì ma qui c’è anche chi parla di Spews come una sorta di guastatore…
FE: Naturalmente i clienti coinvolti non hanno di solito idea di che cosa sta accadendo e di quanto è accaduto nei mesi precedenti al listing, di documentarsi esaminando il file di evidenza o gli archivi di Usenet non se ne parla neanche, e quindi scatta il noto lamento verso Spews e i providers che la usano.

Sta alla sensibilità di ciascun utilizzatore di Spews la scelta tra appoggiare un certo boicottaggio effettuato da parte di Spews, oppure neutralizzarlo con un whitelisting. Entrambe le soluzioni hanno dei pro e dei contro, soprattutto se il problema viene esaminato proiettandolo anche nel futuro anzichè considerando solo l’immediato.
La mia tendenza è sempre stata quella di fornire informazione obiettiva sul caso alle due parti affette dal blocco di corrispondenza, provvedendo a rimuovere il blocco ma in modo mirato, ossia solo per l’indirizzo email di chi ci ha scritto.


PI: Ti ricordi la proposta di Lawrence Lessig, secondo cui mettere una sorta di taglia sugli spammer di alto livello avrebbe spinto l’antispam a inseguire con più forza questi criminali? Pensi che una taglia del genere sia un incentivo utile e che possa davvero sguinzagliare smanettoni ed esperti contro gli spammer?
FE: Sono scettico. A mio avviso la battaglia contro lo spam richiede soprattutto professionalità e la presenza di risorse di rete condivise, funzionanti e ben gestite. Spamhaus, SPEWS, DSBL, NJABL, SORBS, SpamCop e via dicendo sono tutti progetti utili, talvolta essenziali per l’identificazione e la catalogazione di spammer, e tra loro complementari. Ma in molti casi – sempre di più – non c’è assolutamente nulla che un comune cittadino possa fare una volta arrivato a certi indirizzi IP o email o stradali o numeri telefonici, ed è compito di chi deve far rispettare la legge quello di procedere usando gli strumenti addizionali che ha a disposizione, e arrestare i criminali.

Ritengo quindi che la strada giusta sia dotarsi di buone leggi (e ora in Europa le abbiamo), proteggere tutti i progetti antispam da azioni che possano metterli fuori gioco, e mettere le forze di polizia nelle condizioni migliori per operare. L’ultimo passo – identificazione e arresto – spetta a loro, non al cittadino, e date le connessioni sempre più strette tra criminalità comune ed elettronica è senz’altro più opportuno che sia così per la sicurezza del cittadino.

PI: Bill Gates, che in più occasioni ha parlato del problema spam nell’ultimo anno, ritiene che a breve l’industria di settore riuscirà a lasciarsi alle spalle lo spam. Credi in una soluzione tecnica definitiva al problema?
FE: Quello che gran parte degli utenti di Internet percepisce essere il “problema spam” probabilmente non coincide con la percezione che ne ha il sig. Gates, che sembra soddisfatto della incredibile legge appena varata negli USA, e che probabilmente ritiene che la soluzione “industriale” consista in filtri software personalizzabili incorporati nei client di posta – filtri che chi non sarà in grado di ritoccare ogni giorno farà mantenere al suo consulente di fiducia.

Chi è a contatto con la realtà degli eventi quotidiani sa che la soluzione nel lungo termine passa necessariamente attraverso il blocco dei messaggi, e che l’attuale situazione degradata in cui vi sono milioni di sistemi emittenti è il risultato diretto e prevedibile di scelte operate in passato dall’azienda guidata da Bill Gates. A Microsoft è stata sempre criticata l’adozione di un modello di sicurezza assai debole nei loro sistemi operativi; la scarsissima attenzione prestata alla sicurezza degli applicativi; la gestione “allegra” degli allegati da parte di browser e client email che costituisce la strada maestra attraverso cui ogni sorta di malware trova facile accesso all’interno dei sistemi Windows. Il mondo intero sta ora pagando di tasca propria le leggerezze compiute da Microsoft sacrificando la sicurezza sull’altare dei “bells & whistles”.

PI: Però Microsoft sta annunciando diverse novità sul fronte dell’antispam, anche collaborando negli USA con le forze dell’ordine…
FE: Se la Microsoft volesse acquistare una credibilità sul fronte antispam, dovrebbe innanzitutto iniziare a risolvere i gravi problemi che essa stessa ha creato, e al di sopra di tutti quello del numero elevatissimo di sistemi Windows vulnerabili situati soprattutto in Asia e non aggiornabili in quanto copie piratate prive di licenza. La mia controproposta per Bill Gates è: una prossima “totale riscrittura” di Windows davvero sicura, validata da un pannello di saggi esterni a Microsoft. E quando questo nuovo sistema diventerà disponibile, le edizioni precedenti potrebbero diventare open source e venire distribuite gratuitamente dopo essere state “blindate”. In questo modo, chissà, forse si salverebbe Internet dal tracollo a cui la sta portando vandalismo e malavita organizzata.

(*) Fisico teorico nell’area delle simulazioni al computer di materiali, nel 1995 Furio Ercolessi ha affiancato alla sua attività di ricerca quella di Internet provider, fondando Spin assieme ad altri colleghi della SISSA di Trieste. Negli ultimi anni si è occupato prevalentemente dei sistemi di posta, allestendo la farm di mailservers a Spin e dedicando particolare attenzione al problema di virus e spam. Ha collaborato con diversi progetti antispam internazionali. E’ ora rientrato nell’ambito accademico, ed è professore associato all’università di Udine dove sta avviando una linea di ricerca su problematiche di email e sicurezza .

Intervista a cura di Paolo De Andreis

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  • Anonimo scrive:
    se tutti gli italiani decidono di non pa
    Se tutti gli italiani decidono di non pagare piu il canone rai?Cosa potrebbe succedere? Non so quanti abbonati esistono in Italia ma credo che anche se pensiamo 5 milioni di persone pagano 101,66 Euro all'anno....il totale è 501,66 x milioni di Euro! Quanti soldi! E per che cosa? Come mamma preferirei che a scuola ci fosse la carta igenica. Dei bagni decenti. Gli armadietti per i libri. Un aiuto per le spese scolastiche come in Gran Bretagna. Servizi migliori. Aiuti per madre che una volta oltre 30/40 enne con figli non vengono assunte dalle aziende, mentre queste mamma hanno bisogno per vivere dignitosamente, e per avere una pensione per il lavoro che svolgono, prima in casa e poi, (magari), fuori casa. In particolar modo se sono separate o senza marito. Quante altre persone hanno bisogno? E vergognoso pensare ai stipendi dei presentatori, trici e i loro costi. Le valette mezze nude e tutto il resto. Questi soldi dovrebbero essere utilizzati per cose ben piu importanti. Perche gli italiani continuono a pagare? Cosa puo succederci se rifiutiamo tutti a pagare?
    • Anonimo scrive:
      Re: se tutti gli italiani decidono di no
      ma se facciamo fatica ad andare d'accordo col vicino di casa ... cosa vuole, che milioni di italiani si mettano d'accordo per non pagare il canone rai ?Ma per piacere, dai!
  • Killvearn scrive:
    assurdità
    Ho letto vari thread sul fatto che basta un apparecchio potenzialmente sfruttabile per ricevere segnale radiotelevisivo...Abbiamo detto che al pc basta aggiungere una scheda tv per ricevere il segnale televisivo e quindi va pagata la tassa, allora anche una scatola vuota risponde a questo requisito visto che basta inserirci un cinescopio e i vari stadi della tv per avere un apparecchio radiotelevisivo... ditemi voi un apparecchio non potenzialmente utilizzabile per ricevere segnale radiotelevisivo...In pratica per il solo fatto di esistere dovremmo pagare il canone
    • Anonimo scrive:
      Re: assurdità

      In pratica per il solo fatto di esistere
      dovremmo pagare il canoneLa parola stessa lo definisce è un canone.. non una tassa da pagare su una determinata categoria di prodotti (di larghissimo consumo), un somma da pagare per quegl'apparecchi atti a ricevere un servizio (le trasmissioni pubbliche).Se non puoi ricevere, non puoi usufruire di quel servizio e cosa dovresti pagare, la disponibilità?E semplicemente una legge inadatta oggi che andrebbe rivista alla luce della realtà attuale.
  • Anonimo scrive:
    RAI su TIM,non si paga la "videofonata"?
    Boh... o sono l'unica persona intelligente in italia, o sono la piu' stupida... credo di avere la soluzione alla domanda sollevata da questo articolo davanti agli occhi ma, possibile che la veda solo io?Credo che il telefonino non possa essere considerato, nemmeno in questo caso, un apparecchio in grado di ricevere il segnale televisivo semplicemente perche'... non lo riceve! Si fa semplicemente una telefonata, che fra l'altro (promozioni a parte), si paga!
  • yusaku scrive:
    Rai Click
    Forse sono un pò OT, ma è una cosa che da tempo vorrei chiedere a qualcuno, ma non so mai dove postarla. C'e' un servizio rai che si chiama raiclick, che permette di vedere i vecchi sceneggiati, i programmi di musica ecc...tramite internet. Era cosi'...quando ho sottoscritto l'ADSL, potevo tranquillamente entrare in raiclick e vedere (avevo iniziato a vedere Indietro tutta), ovviamente la qualità non era eccezionale perchè richiedeva minimo una 300. Poi la pacchia è finita, ora Rai clikc la si puo' vedere solo utilizzando Fastweb, cosa che non mi sembra il massimo della correttezza per un servizio pubblico. Quindi visto che posso vedere raiclick solo con fastweb io posso fareil ragionamento contrario visto che non vedo la rai allora non pago il canone (ma sappiamo che non è così). Quindi le conclusioni sono due: 1-la rai è un servizio pubblico e non dovrebbe poter discriminare i suoi utenti a seconda della connessione che utilizza. 2-Fastweb è disponibile solo in poche città.Sinceramente di questo unico servizio utile della rai, sono leggermente incazzato di non poterlo usare.
    • Anonimo scrive:
      Rai Click Web
      http://www.raiclick.it/it/per_vedere_raiclick/home_web.htm"La versione per televisore e la versione per computer, rispettivamente Rai Click Tv e Rai Click Web, differiscono solo per la quantità di titoli disponibili e il bit-rate di trasmissione digitale. In entrambe l'offerta di contenuti è ricca e sempre in evoluzione, proveniente dalla programmazione corrente e passata di RaiUno, RaiDue, RaiTre.""RaiClick WebE' la versione internet di Rai Click Tv, probabilmente il progetto più avanzato di video on demand su internet a livello mondiale. Puoi trovare oggi circa 1.500 video, disponibili per intero, visibili in Real a 300 Kbps. Si trova all'indirizzo www.raiclick.rai.it.Puoi navigare liberamente in tutto il sito, perché è ancora totalmente gratuito."
      • yusaku scrive:
        Re: Rai Click Web
        io ci sono entrato l'ultima volta qualche settimana fa...è gratuito ma per chi usa fastweb. Quando clikki sui link si apre real player tenta di connettersi e poi ti dice che è impossibile. Poi vai a leggere bene e ti dice che hai bisogno di fastweb.Cmq, sono appena andato a vedere e hai ragione, ma ti posso assicurare che fino a qualche settimana fa non era cosi'. Non era possibile accedere ai contenuti. Non per niente sia nelle pubblicità TV che nelle info su web c'era scritto "in collaborazione con Fastweb" scritta di cui ora non c'e' piu' alcun traccia.Cmq sono contento del cambiamento :) e grazie a te di avermelo fatto notare.==================================Modificato dall'autore il 22/12/2003 13.06.35
        • Anonimo scrive:
          Re: Rai Click Web
          - Scritto da: yusaku
          io ci sono entrato l'ultima volta qualche
          settimana fa...è gratuito ma per chi usa
          fastweb. Quando clikki sui link si apre real
          player tenta di connettersi e poi ti dice
          che è impossibile. Poi vai a leggere bene e
          ti dice che hai bisogno di fastweb.

          Cmq, sono appena andato a vedere e hai
          ragione, ma ti posso assicurare che fino a
          qualche settimana fa non era cosi'. Non era
          possibile accedere ai contenuti. Non per
          niente sia nelle pubblicità TV che nelle
          info su web c'era scritto "in collaborazione
          con Fastweb" scritta di cui ora non c'e'
          piu' alcun traccia.
          Cmq sono contento del cambiamento :) e
          grazie a te di avermelo fatto notare.

          ==================================
          Modificato dall'autore il 22/12/2003 13.06.35Fastweb è il partner tecnologico di raiclick, ed è anche mezzo leader nella fornitura di servizi in streaming (perchè sono molto competenti in questo)Ovviamente anche fw (di cui son cliente, ma in dsl :( ) ha il suo tornaconto a trasmettere l'archivio dir aiclick e invogliare a prendere la videostation, incassando tanti ????? :P
  • Anonimo scrive:
    aVallo, con una V....
    Nulla, giusto per amore della grammatica :)
    • Anonimo scrive:
      Re: e Giurassico, con la G
      Se è per questo, prima che uscisse il film Jurassic park si scriveva giurassico.Anche questo per amore della grammatica, tanto più che in italiano la lettera "j" si legge "i".
  • Anonimo scrive:
    Se io pago il canone...
    ...è giusto che lo paghi anche chi riceve trasmissioni sul cellulare o sul computer o da Internet!Meglio ancora se togliamo questo balzello, tanto le c@g@te della RAI non le guarda più nessuno. :sViva la liberta di scelta!
  • Anonimo scrive:
    faranno pagare l'accesso
    presto faranno pagare l'accesso e via.
    • Anonimo scrive:
      Re: faranno pagare l'accesso
      Ma cosa centra l'accesso??? Qui si parla del fatto che esiste una tassa per il possesso di apparrecchi atti alla ricezione di segnali televisivi e si sta tentando di dimostrare come ad oggi questa tassa sia ridicola e soprattutto evasa da molti....Il fatto che TIM abbia attivato un servizio per la visione della tv con il telefonino significa che anche questo apparrecchio e' utilizzabile come apparecchio televisivo e quindi dovrebbe essere soggetto alla tassa (insieme per esempio alle schede tv per pc)
      • Anonimo scrive:
        Re: faranno pagare l'accesso
        - Scritto da: Anonimo
        Ma cosa centra l'accesso??? Qui si parla del
        fatto che esiste una tassa per il possesso
        di apparrecchi atti alla ricezione di
        segnali televisivi e si sta tentando di
        dimostrare come ad oggi questa tassa sia
        ridicola e soprattutto evasa da molti....Ad "Al vostro posto" su Radio24, Staffelli ha fatto un paio di trasmissioni in cui ha spiegato che anche chi possiede un computer DEVE pagare la tassa di abbonamento alla TV, essendo il computer POTENZIALMENTE in grado, con apposite schede, di ricevere la TV.Vedete il sito per i dettagli.Quindi non mi stupisco se i telefonini verranno messi in riga.
        • Anonimo scrive:
          Re: faranno pagare l'accesso
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Ma cosa centra l'accesso??? Qui si parla
          del

          fatto che esiste una tassa per il possesso

          di apparrecchi atti alla ricezione di

          segnali televisivi e si sta tentando di

          dimostrare come ad oggi questa tassa sia

          ridicola e soprattutto evasa da molti....

          Ad "Al vostro posto" su Radio24, Staffelli
          ha fatto un paio di trasmissioni in cui ha
          spiegato che anche chi possiede un computer
          DEVE pagare la tassa di abbonamento alla TV,
          essendo il computer POTENZIALMENTE in grado,
          con apposite schede, di ricevere la TV.anche un frigorifero o un asciugacapelli può...POTENZIALMENTE.Il pre-requisito è che ci sia un'antenna altrimenti cicciaIo non ho una radio, non ho una tv, non ho tuners, ho solo internet (e il sito della rai non lo voglio nemmeno vedere!)*non pago* PUNTOQuando avrò un'antenna ed un tuner conserverò la fattura e pagherò il balzello
          Vedete il sito per i dettagli.
          Quindi non mi stupisco se i telefonini
          verranno messi in riga.manca un'antenna capace di ricevere segnale radio televisivo. Non rispondere "ce l'hanno già" altrimenti il canone lo pagherebbero già da mo'....ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: faranno pagare l'accesso

            anche un frigorifero o un asciugacapelli
            può...POTENZIALMENTE.
            Il pre-requisito è che ci sia un'antenna
            altrimenti ciccia
            Io non ho una radio, non ho una tv, non ho
            tuners, ho solo internet (e il sito della
            rai non lo voglio nemmeno vedere!)
            *non pago* PUNTOGuarda che non ti ho detto che TU devi pagare, ho riportato quello che DOVREBBE essere fatto.
            Quando avrò un'antenna ed un tuner
            conserverò la fattura e pagherò il balzello
            manca un'antenna capace di ricevere segnale
            radio televisivo. Non rispondere "ce l'hanno
            già" altrimenti il canone lo pagherebbero
            già da mo'....Il canone non è più "Canone RAI", ma canone di possesso di apparecchi "atti o adattabili" alla ricezione del segnale televisivo. La fuffa del "tanto io la rai non la guardo" non ha giustificazione.Chiaro che poi ognuno fa quello che vuole, io mica riscuoto canoni per conto di nessuno.
          • Anonimo scrive:
            Re: faranno pagare l'accesso
            - Scritto da Anonimo
            anche un frigorifero o un asciugacapelli
            può...POTENZIALMENTE.
            Il pre-requisito è che ci sia un'antenna
            altrimenti cicciaL'antenna non ha nessuna importanza.Se controlli le FAQ sul sito della RAI, anche chi usasse una TV semplicemente per giocare con una console di videogiochi (vivendo magari in un posto sperduto e non raggiunto dai segnali televisivi) è tenuto a pagare il canone-tassa di possesso perchè così dicono le varie leggi in materia.Pietro
          • Anonimo scrive:
            Re: faranno pagare l'accesso
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da Anonimo

            anche un frigorifero o un asciugacapelli

            può...POTENZIALMENTE.

            Il pre-requisito è che ci sia un'antenna

            altrimenti ciccia
            L'antenna non ha nessuna importanza.

            Se controlli le FAQ sul sito della RAI,
            anche chi usasse una TV semplicemente per
            giocare con una console di videogiochi
            (vivendo magari in un posto sperduto e non
            raggiunto dai segnali televisivi) è tenuto a
            pagare il canone-tassa di possesso perchè
            così dicono le varie leggi in materia.

            Pietroesatto, ma se colleghi un monitor senza antenna/tuner, attaccato alla xbox e non hai antenna ...... ciccia. Manca il prerequisito per usufruire del servizio.almeno credo.....ciaolove
          • avvelenato scrive:
            Re: faranno pagare l'accesso
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da Anonimo


            anche un frigorifero o un
            asciugacapelli


            può...POTENZIALMENTE.


            Il pre-requisito è che ci sia
            un'antenna


            altrimenti ciccia

            L'antenna non ha nessuna importanza.



            Se controlli le FAQ sul sito della RAI,

            anche chi usasse una TV semplicemente per

            giocare con una console di videogiochi

            (vivendo magari in un posto sperduto e non

            raggiunto dai segnali televisivi) è
            tenuto a

            pagare il canone-tassa di possesso perchè

            così dicono le varie leggi in materia.



            Pietro

            esatto, ma se colleghi un monitor senza
            antenna/tuner, attaccato alla xbox e non hai
            antenna ...... ciccia. Manca il prerequisito
            per usufruire del servizio.

            almeno credo.....
            ciao
            lovepenso che il problema sia la genericità della definizione di "segnale televisivo".nel senso, anche uno stream dati può essere considerato "segnale televisivo"...che schifo.
          • Anonimo scrive:
            Re: faranno pagare l'accesso
            - Scritto da: avvelenato
            penso che il problema sia la genericità
            della definizione di "segnale televisivo".

            nel senso, anche uno stream dati può essere
            considerato "segnale televisivo".


            ..che schifo.Esatto. Nessuno mette in dubbio che il segnale satellitare (che e' uno stream digitale in mpeg2) sia un segnale video. Il passaggio a considerare la ricezione sul cellulare (mpeg4 o simili) una ricezione televisiva e' breve.
    • Anonimo scrive:
      Re: faranno pagare l'accesso
      - Scritto da: Anonimo
      presto faranno pagare l'accesso e via.ma magari!chi vuole la rai se la paga!io non la voglio -
      non la pagopuntolove
  • Anonimo scrive:
    nulla si distrugge tutto si trasforma
    di tutto, di più:elimineranno il canone e lo metteranno come voce obbligatoria nelle tasse di tutti, anche di chi non ha mai avuto e mai avrà un televisore.in fondo è per un servizio pubblico.e via!basta che però tengano rai 3 che fa almeno un po' DAVVERO da servizio pubblico ... e non solo quei due cestini di immondizia che sono fotocopie a buona ricezione di mediaset
    • sinadex scrive:
      Re: nulla si distrugge tutto si trasforma
      i ci aggiungerei qualche trasmissione tipo voyager o quark, che tra l'altro pero angela se ci si fa caso le sue frecciatine mirate le fa...
  • Anonimo scrive:
    non è un'iniquo balzello
    basta guardare il livello medio della TV commerciale (anche edi quelle estere) per rendersene conto.
    • Alessandrox scrive:
      Re: non è un'iniquo balzello
      - Scritto da: Anonimo
      basta guardare il livello medio della TV
      commerciale (anche edi quelle estere) per
      rendersene conto.Anche secondo me, pero' e' iniquo il modo in cui viene applicato: Io il cellulare lo uso per comunicare e non per vedermi i programmi RAI, se poi le aziende hanno voglia di vendermi cellulari che possono ricevere programmi RAI io che ci posso fare?Devio pagare una tassa anche alla RAI solo perche' ho solo bisogno di telefonare?Mica l' ho voluto io.. se la suonano e se la cantano tra loro e poi pago IO?Ma scherziamo...Esistono altre forme di abbonamento: se uno vuole vedersi i canali RAI sul mobile si paghi un' abbonamento come a una PAY TV e CHIUSO.
      • MaurizioB scrive:
        Re: non è un'iniquo balzello
        - Scritto da: Alessandrox
        Io il cellulare lo uso per comunicare e non
        per vedermi i programmi RAI, se poi le
        aziende hanno voglia di vendermi cellulari
        che possono ricevere programmi RAI io che ci
        posso fare?
        Devio pagare una tassa anche alla RAI solo
        perche' ho solo bisogno di telefonare?
        Mica l' ho voluto io.. se la suonano e se la
        cantano tra loro e poi pago IO?Già, ma purtroppo potrebbero anche dirti che nessuno ti ha obbligato a comprare quel cellulare. Ma sarebbe una bastardata, diciamocelo...E sarebbero anche capaci di farlo, diciamocelo...Saluti
      • Anonimo scrive:
        Io col televisore guardo i DVD
        ... e non guardo MAI la rai, eppure sono costretto a pagare il canone....Quindi: è un iniquo balzello.
    • Fulmy(nato) scrive:
      Re: non è un'iniquo balzello
      - Scritto da: Anonimo
      basta guardare il livello medio della TV
      commerciale (anche edi quelle estere) per
      rendersene conto.
      per quel poco che mi capita di vedere la TV, il livello medio dei programmi della TV pubblica riesce spesso ad essere inferiore a quello della TV privata.
    • Anonimo scrive:
      Re: non è un'iniquo balzello
      - Scritto da: Anonimo
      basta guardare il livello medio della TV
      commerciale (anche edi quelle estere) per
      rendersene conto.
      guarda il livello medio di rai1 e rai2 e dimmi se ti pare serio far pagare per tutto quello che fanno prima delle 22.
    • Anonimo scrive:
      Re: non è un'iniquo balzello
      - Scritto da: Anonimo
      basta guardare il livello medio della TV
      commerciale (anche edi quelle estere) per
      rendersene conto.
      Bene quindi visto che pago il canone mi tolgono pubblicita'?No?E allora scegliessero: o il canone o la pubblicita'.Il resto e' solo chiacchiera.
      • Anonimo scrive:
        Re: non è un'iniquo balzello

        Bene quindi visto che pago il canone mi
        tolgono pubblicita'?
        No?
        E allora scegliessero: o il canone o la
        pubblicita'.
        Il resto e' solo chiacchiera.Guarda che da che mondo e mondo un servizio anche se a pagamento (vedi paytv) ha bisogno della pubblicita'...Naturalmente in maniera inferiore e sistemata nel modo giusto (leggi pubblicita' prima e dopo e al passimo una pausa di un paio di minuti nel mezzo).Il problema qui e' che si usa una tassa assurda sul possesso di un apparrecchio televisivo per finanziare la tv pubblica e far pagare in pratica a tutti un servizio che magari non usano e/o che fa schifo mentre sarebbe piu' logico far pagare un canone solo a chi vuole vedere veramente la rai (con accesso condizionato tipo paytv).Chiaramente questo non avverra' mai perche' in quest'ultimo caso dovrebbero veramente decidersi a fare programmi decenti.p.s. La cosa dell'accesso codizionato (leggasi smart card) per vedere la rai e far pagare solo a chi la vuole vedere non e' una mia invenzione ma e' cioe' che succedde all'estero (leggi tv svizzera e altre).Tra l'altro con questo sistema risolveresti anche il problema degli italiani all'estero che voglio vedere i canali rai e che ora sono costretti a vedersi oscurare dei programmi per mancanzi di diritti televisivi
        • Anonimo scrive:
          VOYAGER si salva!!!
          Voyager il martedì sera su Raidue in seconda serata è l'unico programma della rai che si salva... lo consiglio caldamente a tutti!
  • Anonimo scrive:
    togliamolo!
    ...anzi, piuttosto che spegnere emilio fede (che almeno si ride) spegnamo la rai
    • Anonimo scrive:
      Re: togliamolo!
      - Scritto da: Anonimo
      ...anzi, piuttosto che spegnere emilio fede
      (che almeno si ride) spegnamo la raiper favore
  • Killvearn scrive:
    qual è il problema?
    Nel momento in cui guardiamo la tv su un telefonino noi non stiamo facendo altro ke ricevere uno streaming via internet, e non un segnale radiotelevisivo in quanto il telefonino non ha un tuner e quindi non è neanche etichettabile come televisione. La mia tesi è avallata anche dal fatto che la rai sono mesi che permette la visione di molti dei suoi programmi via internet e fino ad ora nessuno si è mai posto questo problema...
    • Anonimo scrive:
      Re: qual è il problema?
      Se lo sono posti invece...Un'indagine fatta da Valerio Staffelli (con Radio24) ha dimostrato che se sei in possesso di un dispositivo atto alla visione di uno dei canali rai (computer anche vecchissimo, ma con possibilità di upgrade, oppure telefonino) e non hai televisori, DEVI comunque pagare il canone.
      • Anonimo scrive:
        Re: qual è il problema?
        Me lo aveva gia' detto una mia amica, ma mi era sembrata una notizia troppo assurda.Credo la fonte fosse proprio Radio 24.Hai qualche link per caso?
      • Anonimo scrive:
        Re: qual è il problema?
        - Scritto da: Anonimo
        Se lo sono posti invece...
        Un'indagine fatta da Valerio Staffelli (con
        Radio24) ha dimostrato che se sei in
        possesso di un dispositivo atto alla visione
        di uno dei canali rai (computer anche
        vecchissimo, ma con possibilità di upgrade,
        oppure telefonino) e non hai televisori,
        DEVI comunque pagare il canone.ma ki razzo è che non ha un televisore al giorno d'oggi ?qualche alluvionato del Biafra ?
        • Anonimo scrive:
          Re: qual è il problema?
          [cut]
          ma ki razzo è che non ha un televisore al
          giorno d'oggi ?io
          qualche alluvionato del Biafra ?no, è che di vedere costanzo, bonolis. la de filippi, vespa, non me ne può fregar di meno.... eppure dovrei pagare lo stesso!!!Il canone è una tassa, non un'imposta.... se non usufruisco non c'è il presupposto per la tassa.Ti faccio un esempio: il ticket è assimilabile alla tassa, lo paga chi deve usufruire del servizio sanitario, a prescindere dalla capacità contributiva.Il contributo al SSN (servizio sanitario nazionale) è un'imposta ed è commisurato alla capacità contributiva. Lo pagano tutti indistintamente, anche senza dover usufruire del servizio.Se non erro, sul canone ci si paga sopra l'iva, e visto che non ci può essere una doppia imposizione:1) il canone non è un'imposta2) il canone è una tassa (c'è chi dice sia una tariffa)3)Se è una tassa, la pago solo se usufruisco del servizio, altrimenti no (mancanza di presupposto)Queste sono i pochi e vaghi ricordi su questo argomento, feedback welcome....ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: qual è il problema?

            no, è che di vedere costanzo, bonolis. la de
            filippi, vespa, non me ne può fregar di
            meno.... eppure dovrei pagare lo stesso!!!

            Il canone è una tassa, non un'imposta.... se
            non usufruisco non c'è il presupposto per la
            tassa.Infatti e' cosi: se non usufruisci puoi non pagare...il problema e' che usufruire non significa guardare i canali rai, ma significa possedere un apparecchio atto alla ricezione di segnali radiotelevisivi (per assurdo anche uno che non e' in grado di beccare i canali rai).Se hai l'apparrecchio paghi se no no...
        • Fulmy(nato) scrive:
          Re: qual è il problema?
          - Scritto da: Anonimo
          ma ki razzo è che non ha un televisore al
          giorno d'oggi ?Forse qualcuno che ritiene che il livello medio dei programmi televisivi non valgano la spesa per l'acquisto di un televisore.E credo che siano tanti quelli che preferiscono passare il proprio tempo in altra maniera piuttosto che sorbirsi le boiate che trasmettono sia la TV pubblica che quella privata.
          • Anonimo scrive:
            Re: qual è il problema?

            E credo che siano tanti quelli che
            preferiscono passare il proprio tempo in
            altra maniera piuttosto che sorbirsi le
            boiate che trasmettono sia la TV pubblica
            che quella privata.Si hai ragione sono in tanti ma sono convinto che anche queste persone un televisone ce l'hanno.Conosco tante persone che dicono che schifo la tv, che schifo questi programmi e che effettivamente non la guardano praticamente mai, ma nonostante questo almeno un televisore in casa ce l'hanno
        • Anonimo scrive:
          Re: qual è il problema?
          - Scritto da: Anonimo

          ma ki razzo è che non ha un televisore al
          giorno d'oggi ?

          qualche alluvionato del Biafra ?ioCambiando casa 4 anni fa ho deciso di non comprarlo, perche' i programmi televisivi erano una schifezza e perche' non volevo piu'pagare il canone.Ora vivo meglio, ho + tempo libero per me, e se mi voglio realizzaremetto su un bel cd sul computer o mi vado a nolleggiare un dvd .Per informarmi ? uso il web, i quotidiani.Non credo di essere l'unico che ha scelto di fare questo
      • Anonimo scrive:
        Re: qual è il problema?
        Il programma di Staffelli era su una persona che potenzialmente poteva vedere la tv sul PC con un a scheda aggiuntiva (tuner), quindi in questo caso concordo con il primo post. Il telefono non è atto a ricevere segnali radiotelevisimi ma strem dati!.CiaoCiarli
        • Anonimo scrive:
          Re: qual è il problema?
          Prova a chiamare la rai (ufficio abbonamenti) e dichiarati possessore di SOLO un nokia 6600 e chiedi se devi pagare il canone. Senti cosa ti dicono, resterai stupito...- Scritto da: Anonimo
          Il programma di Staffelli era su una persona
          che potenzialmente poteva vedere la tv sul
          PC con un a scheda aggiuntiva (tuner),
          quindi in questo caso concordo con il primo
          post. Il telefono non è atto a ricevere
          segnali radiotelevisimi ma strem dati!.
          Ciao
          Ciarli
      • DPY scrive:
        Re: qual è il problema?
        - Scritto da: Anonimo
        Se lo sono posti invece...
        Un'indagine fatta da Valerio Staffelli (con
        Radio24) ha dimostrato che se sei in
        possesso di un dispositivo atto alla visione
        di uno dei canali rai (computer anche
        vecchissimo, ma con possibilità di upgrade,
        oppure telefonino) e non hai televisori,
        DEVI comunque pagare il canone.Forse è vero, ma cosa si intende per 'canale rai'? Io ipotizzerei (tutto da dimostrare) che invece quelle che erano 'radioaudizioni' una volta e ora sono trasmissioni radiotelevisive siano inquadrabili nelle 'trasmissioni circolari', ovvero quelle ricevibili da tutti e trasmesse contemporaneamente a tutti. Un canale Rai ricade in questa definizione, la trasmissione di un flusso video ad un terminale mobile invece è una trasmissione punto-punto che non può essere definita circolare, è vero che più mobili possono ricevere lo stesso flusso dati, anche contemporaneamente, ma si tratta di trasmissioni separate, una per ogni mobile.E' ovvio che se è così, oltre a decadere qualsiasi problema, viene da consigliare al 'solito' piantagrane dell'Aduc di dedicarsi a problemi più seri, che tanto ne avrebbe a bizzeffe.
    • Anonimo scrive:
      il problema è che ..
      - Scritto da: Killvearn
      Nel momento in cui guardiamo la tv su un
      telefonino noi non stiamo facendo altro ke
      ricevere uno streaming via internet, e non
      un segnale radiotelevisivo in quanto il
      telefonino non ha un tuner e quindi non è
      neanche etichettabile come televisione. La
      mia tesi è avallata anche dal fatto che la
      rai sono mesi che permette la visione di
      molti dei suoi programmi via internet e fino
      ad ora nessuno si è mai posto questo
      problema...che c'è un'associazione di nullafacenti che cerca di nullafacere ancor di piu' :|
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