Antitrust, multe per Expedia, eDreams e Opodo

415mila euro di multe complessive: offerte ingannevoli e formule opache di contratti agli utenti

Roma – L’antitrust ha sanzionato Expedia Inc, Expedia Italy, eDreams e Opodo Italia: secondo l’autorità le agenzie di viaggio online sono colpevoli di aver messo in atto una serie di comportamenti commercialmente sleali tra cui la pubblicità di tariffe ingannevoli, l’opacità nelle procedure per i reclami e nella gestione del processo di prenotazione.

Tre distinte istruttorie hanno portato l’autorità a condannare le aziende a pagare un totale di 415mila euro di multe: 210mila euro per Expedia Inc, 45 mila euro per Expedia Italy, 135mila per eDreams e 25mila per Opodo.

Tutte le società avrebbero promosso tariffe incomplete e ingannevoli nella propria homepage; Expedia Inc, Expedia Italy e eDreams, poi, sono state condannate per aver gestito in modo scorretto il processo di prenotazione e pagamento dei servizi online e offerto inadeguate procedure di reclami e informazioni sui rischi connessi al sistema di pagamento e alle motivazioni reali del blocco delle somme; sono state inoltre giudicate scorrette le modalità offerte dalla garanzia assicurativa di Opodo (che nel corso del procedimento ha provveduto a modificarla) per la formula All Inclusive proposta nella fase finale del processo di prenotazione, attraverso un meccanismo di silenzio-assenso. Contestate inoltre a Expedia Inc ed Expedia Italy la scarsa trasparenza e chiarezza sull’identità dei professionisti coinvolti in caso di reclami e le modalità di assistenza fornite da eDreams al consumatore mediante un numero telefonico a pagamento dei costi elevati.

Alhena Scardia, country manager di Opodo per l’Italia, dopo aver rilevato la “marginalità delle responsabilità di Opodo”, ha commentato la sentenza cercando di vederci un’occasione per il futuro: “Ci auguriamo che l’intera vicenda possa contribuire a rendere il mercato concretamente più uniforme e trasparente, e che non si perda l’occasione per definire regole comuni da far rispettare a tutti gli operatori”.

Claudio Tamburrino

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  • allora scrive:
    non sanno neanche cosa hanno brevettato
    provate a mandare a mpegla un lista di 100 codec e chiedetegli quali sono sotto brevetto e per quali patent pool, non lo sanno e rispondono "tutti, per tutti i nostri patent pool" posso copiare e incollare l'email di risposta come prova
  • il signor rossi scrive:
    Hanno paura...
    ...e fanno bene, spero proprio che h264 con gli anni faccia la fine che merita, quella di essere dimenticato in favore di formati aperti e liberi da royalties (stessa sorte auguro all'mp3...)
    • FDG scrive:
      Re: Hanno paura...
      - Scritto da: il signor rossi
      ...e fanno bene, spero proprio che h264 con gli
      anni faccia la fine che merita, quella di essere
      dimenticato in favore di formati aperti e liberi
      da royalties (stessa sorte auguro
      all'mp3...)Guada, sulla questione dell'uso che se ne fa dei brevetti siamo d'accordo. Ma da qui a veder sparire h264 ce ne passa.
    • Zuffolo scrive:
      Re: Hanno paura...
      vorrai dire al mp4....
  • Funz scrive:
    Sciacalli
    Per inibire la concorrenza, si appigliano a brevetti fumosi su roba che non andrebbe proprio brevettata per niente: algoritmi e programmi per computer.Speriamo che becchino una sonora batosta.
  • the_m scrive:
    Microsoft e Apple...
    Microsoft e Apple, concorrenti quando si parla di prodotti, ma ben uniti quando si tratta di dragare soldi con brevetti e tecnologie proprietarie...
  • jfk scrive:
    pfui
    Che dire? Proprio come in italia. :D
  • ziovax scrive:
    Correzione articolo
    "Il tentativo di MPEG LA di organizzare un "patent pool" "patent troll" per la gestione unificata dei (presunti) brevetti usati nel codec video VP8..."FIXED.
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