AP, il DoJ approva il registro

Nessun problema antitrust per il database digitale sviluppato da Associated Press. Anzi, si tratterebbe di un toccasana per creatori di news e utenti, in particolare per la questione licenze

Roma – “Il registro creato da Associated Press potrebbe costituire un beneficio sia per i creatori di contenuti che per gli utenti, riducendo i costi di transazione legati all’acquisizione di licenze per la Rete”. Così Christine Varney, vice-procuratore generale della divisione Antitrust del Department of Justice (DoJ) statunitense.

In una recente lettera indirizzata ai legali di AP, Varney ha in sostanza espresso il supporto del DoJ al progetto dell’agenzia di stampa statunitense, che prevede lo sviluppo e la gestione di un registro di news a sottoscrizione volontaria . Una maniera per facilitare il licensing e la distribuzione online di contenuti originali di AP, così come quelli dei suoi associati e di altre fonti giornalistiche.

Un registro che era partito in versione beta lo scorso febbraio, attualmente alimentato da circa 200 organi legati ad Associated Press . Il progetto – che dovrebbe essere completamente operativo nel prossimo mese di luglio – aveva tuttavia sollevato particolari dubbi in materia antitrust .

Nuvole ora spazzate via dal DoJ, che ha sottolineato come il registro non vada a minare la competitività tra i vari creatori di contenuti . Anzi, ci sarebbero addirittura dei benefici sia per i proprietari stessi che per chi usufruisce ogni giorno di news online.

Stando ai suoi ideatori , questo particolare registro permetterà ai vari organi d’informazione di stilare una lista di elementi legati ai propri contenuti, specificando ogni volta i possibili utilizzi in Rete. In pratica, un elenco dettagliato di termini e condizioni relativi alle licenze , in modo da rendere più consapevoli gli utenti sugli usi possibili di un determinato contenuto giornalistico.

A convincere il DoJ, alcuni chiarimenti sul registro stesso. Il cui accesso sarà di tipo non esclusivo, oltre ad essere aperto e assolutamente non discriminatorio . Tutti gli organi che vorranno aderire potranno in pratica scegliere il tipo di contenuto da inserire e le proprie condizioni di licenza. Oltre ad essere liberi di scegliere contemporaneamente di prendere parte a altri registri sviluppati da altre agenzie di stampa o quotidiani.

Mauro Vecchio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • MaestroX scrive:
    Argomentazione demenziale
    "I rappresentanti del modello open source si oppongono a questo tipo di protezione e argomentano che nello sviluppo del software non vi sia l'attività inventiva, dal momento che i software nuovi derivano sempre da software già esistenti".A prescindere dal fatto che si oppongano o no l'argomentazione mi sembra demenziale.
    • Osvy scrive:
      Re: Argomentazione demenziale
      - Scritto da: MaestroX
      "I rappresentanti del modello open source si
      oppongono a questo tipo di protezione e
      argomentano che nello sviluppo del software non
      vi sia l'attività inventiva, dal momento che i
      software nuovi derivano sempre da software già
      esistenti".

      A prescindere dal fatto che si oppongano o no
      l'argomentazione mi sembra demenziale.Non vorrei che l'hai fraintesa. Non hanno detto che manca l'attività logica, progettuale ecc. Manca quella "inventiva", che qualifica la brevettabilità. Il copyright comunque rimane, i diritti propri dell'autore anche. ciaops - al di là dell'argomentazione, comunque questa cosa di non poter chiedere la brevettabilità del software mi pare del tutto condivisibile,se non altro perché dato un certo linguaggio e delle API, difficilmente per fare una certa cosa si può scegliere più di una strada.
      • MaestroX scrive:
        Re: Argomentazione demenziale
        - Scritto da: Osvy
        - Scritto da: MaestroX

        "I rappresentanti del modello open source si

        oppongono a questo tipo di protezione e

        argomentano che nello sviluppo del software non

        vi sia l'attività inventiva, dal momento che i

        software nuovi derivano sempre da software già

        esistenti".



        A prescindere dal fatto che si oppongano o no

        l'argomentazione mi sembra demenziale.

        Non vorrei che l'hai fraintesa. Non hanno detto
        che manca l'attività logica, progettuale ecc.
        Manca quella "inventiva", che qualifica la
        brevettabilità. Il copyright comunque rimane, i
        diritti propri dell'autore anche.
        ciaoAvevo frainteso.
        ps - al di là dell'argomentazione, comunque
        questa cosa di non poter chiedere la
        brevettabilità del software mi pare del tutto
        condivisibile,
        se non altro perché dato un certo linguaggio e
        delle API, difficilmente per fare una certa cosa
        si può scegliere più di una
        strada.Condivido. Anche se credo esistano anche altri motivi oltre a quello che tu hai citato.
      • Fiamel scrive:
        Re: Argomentazione demenziale

        Non vorrei che l'hai fraintesa.Brrr... mi vengono i brividi. Neanche i piú sgrammaticati di solito saltano i congiuntivi lí.
        Non hanno detto
        che manca l'attività logica, progettuale ecc.
        Manca quella "inventiva",Almeno una parte di ogni software é nuova: devi scrivere codice, non solo riutilizzarlo. Si parte da istruzioni del linguaggio (e librerie). In questo é come inventare un'automobile: si parte da viti, bulloni, dadi, ingranaggi e meccanismi giá inventati, ma dovrei anche inventarti il modo di metterli assieme, i pezzi e forse ti dovrai anche inventare un pezzo con una forma particolare.
        che qualifica la
        brevettabilità. Il copyright comunque rimane, i
        diritti propri dell'autore anche.
        ciao

        ps - al di là dell'argomentazione, comunque
        questa cosa di non poter chiedere la
        brevettabilità del software mi pare del tutto
        condivisibile,Anche a me. Fra 6 miliardi e mezzo di persone, é troppo facile che molti arrivino ad una soluzione in un modo talmente simile da essere coperto dallo stesso brevetto. A dirla tutta, peró, mi trovo a fare lo stesso parallelismo con la meccanica, dove non so quanto sia piú facile o difficile incorrere nella stessa situazione.
        se non altro perché dato un certo linguaggio e
        delle API, difficilmente per fare una certa cosa
        si può scegliere più di una
        strada.Condivido al 100%
        • jfk scrive:
          Re: Argomentazione demenziale
          - Scritto da: Fiamel
          Anche a me. Fra 6 miliardi e mezzo di persone, é
          troppo facile che molti arrivino ad una soluzione
          in un modo talmente simile da essere coperto
          dallo stesso brevetto. A dirla tutta, peró, mi
          trovo a fare lo stesso parallelismo con la
          meccanica, dove non so quanto sia piú facile o
          difficile incorrere nella stessa
          situazione.No, forse non ti e' chiaro il concetto del brevetto software. Prendiamo una cosa semplice semplice. La barra di avanzamento durante l'installazione (brevetto di ibm).Ebbene che tu lo implementi in assembler, in basic, in ruby o in quello che ti pare, NON ha importanza. NON lo puoi fare, a meno che' non paghi IBM. Non centra il sorgente. Se invece io voglio costruire una caffettiera, trovo il brevetto, prendo i progetti DETTAGLIATISSIMI e realizzo questa benedetta caffettiera, avendo i progetti su come farla. Nel brevetto software, si brevetta SOLO l'idea e quindi non troverai MAI un sorgente che ti dice come realizzare la barra. Ecco qual'e' la mega, passami il termine, megaXXXXXXX dei brevetti software.
          • Fiamel scrive:
            Re: Argomentazione demenziale
            - Scritto da: jfk
            - Scritto da: Fiamel


            Anche a me. Fra 6 miliardi e mezzo di persone, é

            troppo facile che molti arrivino ad una
            soluzione

            in un modo talmente simile da essere coperto

            dallo stesso brevetto. A dirla tutta, peró, mi

            trovo a fare lo stesso parallelismo con la

            meccanica, dove non so quanto sia piú facile o

            difficile incorrere nella stessa

            situazione.

            No, forse non ti e' chiaro il concetto del
            brevetto software. Prendiamo una cosa semplice
            semplice. La barra di avanzamento durante
            l'installazione (brevetto di
            ibm).
            Ebbene che tu lo implementi in assembler, in
            basic, in ruby o in quello che ti pare, NON ha
            importanza. NON lo puoi fare, a meno che' non
            paghi IBM. Non centra il sorgente.

            Se invece io voglio costruire una caffettiera,
            trovo il brevetto, prendo i progetti
            DETTAGLIATISSIMI e realizzo questa benedetta
            caffettiera, avendo i progetti su come farla. Nel
            brevetto software, si brevetta SOLO l'idea e
            quindi non troverai MAI un sorgente che ti dice
            come realizzare la barra. Ecco qual'e' la mega,
            passami il termine, megaXXXXXXX dei brevetti
            software.Alla stesura di un brevetto software europeo ho partecipato e vi abbiamo brevettato un procedimento : devi descrivere tutto il procedimento per filo e per segno. Non c'é scritto il codice sorgente, ma ci abbiamo dovuto scrivere tutta la logica, che puo' essere quindi implementata in qualsiasi linguaggio. Sotto questo punto di vista e' come un brevetto su una caffettiera: hai tutto l'occorrente per riscrivere l'algoritmo brevettato.Alla stesura di un brevetto americano non ho partecipato. A quelli ti riferisci?
          • jfk scrive:
            Re: Argomentazione demenziale
            - Scritto da: Fiamel
            Alla stesura di un brevetto americano non ho
            partecipato. A quelli ti
            riferisci?Si per l'appunto, anche perche' quelli Europei sono completamente "illegali".
Chiudi i commenti