Appello al Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli

di Leonardo Chiariglione - NO alla Dottrina Sarkozy per combattere la cosiddetta pirateria su Internet, SI ad una via italiana per garantire la diffusione dei contenuti digitali attraverso l'interoperabilità

Internet – Sono ormai 10 anni, da quando cioè l’evoluzione combinata delle tecniche di compressione delle reti numeriche e del personal computer ha consentito a tutti i cittadini del mondo la possibilità di accedere, in modo semplice, ad un enorme patrimonio culturale e di fruirne nel modo desiderato, che le associazioni degli autori, esecutori, produttori ed editori rivendicano ulteriori e più efficaci forme di tutela delle proprie opere.

Si tratta di rivendicazioni che – sotto un certo angolo di visuale – sono condivisibili e, anzi, sacrosante.

Chi crea, sviluppa, inventa o produce una opera intellettuale deve essere remunerato per il proprio sforzo creativo e per il beneficio che da tale sforzo deriva alla collettività e merita di essere protetto da eventuali utilizzi abusivi della propria opera da parte di terzi.

È innegabile, peraltro, che nell’era dei bit e dell’immateriale, nella quale ciascuno percepisce la disponibilità di qualsivoglia elemento del patrimonio culturale globale ad un colpo di click, vi sia il rischio che tale remunerazione svanisca.

Muovendo da tali presupposti, d’altra parte, negli ultimi anni ogni gruppo di pressione ha affilato le proprie armi ed attivato i propri canali: l’industria dei contenuti ha fatto inasprire le sanzioni per il loro utilizzo abusivo con il WIPO Copyright Treaty, il consorzio europeo DVB ha emesso le specifiche per la Pay TV, l’industria discografica ha lanciato il consorzio SDMI, i principali attori dell’industria informatica hanno sviluppato le loro soluzioni di DRM, in Italia si è sottoscritto il Patto di San Remo e la lista potrebbe continuare…

La chiave di lettura di tutto questo movimento browniano è semplice: le tecniche numeriche danno la possibilità di realizzare quella che si chiama “società dell’informazione” ma anche di sparigliare l’assetto di tutte le catene del valore dei contenuti.

Tutti vogliono quindi partecipare alla nuova corsa all’oro ma nessuno è pronto a fare compromessi su alcunché.

In tale contesto, leggo con viva preoccupazione le notizie provenienti dalla vicina Francia dove le Autorità, i titolari dei diritti e gli Internet Service Provider si sarebbero accordati per realizzare sistemi di controllo globale idonei a esaminare e scandagliare ogni singolo bit delle comunicazioni personali dei cittadini a caccia di una manciata di bit contenenti questa o quell’opera dell’ingegno.

La strada intrapresa conduce – temo senza ritorno – a scenari più bui ed inquietanti di quelli tratteggiati dalla fantasia di George Orwell nel suo romanzo “1984”!

L’accordo francese ed il fatto che esso sia stato, da più parti, annunciato come uno straordinario successo sono, a mio avviso, indici sintomatici del processo degenerativo della nostra società che, evidentemente, ha leggi che, come tutti i prodotti dell’uomo, sono figlie del loro tempo e che, in un momento di transizione tecnologica come l’attuale, hanno bisogno di essere aggiornate, riviste, corrette e se necessario riscritte senza sacrificare o immolare i diritti di nessuno ed anzi muovendo proprio da un’intesa ampia e condivisa che, tuttavia, coinvolga anche gli utenti ed i consumatori di cultura digitale.

È per questo che l’esempio francese non deve essere seguito.

L’Italia può e deve assumere – nell’ovvio rispetto degli accordi internazionali e del quadro normativo europeo – una posizione di leadership nel procedimento di revisione dell’attuale regolamentazione dell’accesso al patrimonio culturale digitale che occorre avviare senza attendere oltre.

Ho sempre creduto che le nuove tecnologie dovessero essere utilizzate per massimizzare la possibilità di accesso al patrimonio culturale globale e, spinto da questa convinzione, ho contribuito a realizzare tecnologie quali MP3, MPEG-2 ed MPEG-4 senza, tuttavia, mai pensare che ciò significasse chiedere agli autori, agli interpreti, agli esecutori, agli editori o all’industria discografica, cinematografica e televisiva di rinunciare ai loro diritti ed alla giusta remunerazione per lo sforzo creativo compiuto o finanziato.

Negli ultimi dieci anni ho, anzi, lavorato con impegno nel tentativo di individuare soluzioni idonee ad utilizzare tali tecnologie senza sacrificare i diritti di nessuno e l’ho fatto, senza preconcetti ideologici di sorta, presiedendo un consorzio come il SDMI lanciato dall’industria discografica e poi dando vita ad un gruppo interdisciplinare, aperto, senza scopo di lucro, Digital media in Italia, nell’ambito del quale è stata elaborata una proposta (vedi http://www.dmin.it/proposta/index.htm ) che ha per obiettivo l’ottimizzazione e massimizzazione della circolazione dei contenuti digitali nel rispetto dei diritti d’autore e, ad un tempo, dei diritti fondamentali di utenti e consumatori, ivi incluso quello troppo spesso ignorato di accedere ai contenuti digitali con un adeguato livello di interoperabilità.

Digital Media in Italia ha elaborato soluzioni normative, di governance e tecnologiche sulle quali oggi siamo pronti ad un confronto aperto e corretto con tutti i protagonisti del mercato della cultura digitale e con le Istituzioni nella convinzione che solo per questa via sia possibile pervenire a risultati rispettosi dei diritti di tutti, tenendo lontana la tentazione di pochi di ricorrere a scorciatoie liberticide e, comunque, destinate ad un sicuro insuccesso.

La dottrina Sarkozy è dunque, da bocciare, senza riserve e senza prova d’appello, in particolare, per quanto riguarda il medioevale principio di punire un intero nucleo familiare con la privazione dell’accesso ad Internet per un atto compiuto da un suo componente e l’eccessiva generalità delle misure di prevenzione che rischiano di portare ad un’inammissibile analisi e filtraggio dell’intero traffico, ben oltre la collaborazione dei fornitori di servizi nel trasmettere ai propri clienti eventuali segnalazioni di infrazioni.

Altre e diverse sono le strade da intraprendere che non richiedono operazioni di filtraggio dei contenuti digitali, investigazioni e schedature di massa e continui quanto inutili inasprimenti del quadro sanzionatorio.

Tutto ciò finisce inevitabilmente con l’allontanare sempre di più le nuove generazioni dalla proprietà intellettuale facendola apparire come il nemico da combattere anziché come una preziosa alleata per il progresso culturale, tecnologico ed economico del Paese.

Occorre far riscoprire, invece, il valore, la centralità e l’importanza della proprietà intellettuale nella società dell’informazione e, soprattutto, convincere le nuove generazioni che si può accedere alla cultura digitale percorrendo la strada della legalità in modo facile e senza veder calpestati i propri diritti di utenti e consumatori.

Gentile Vicepresidente del Consiglio, Lei ha avuto un’ottima intuizione, affidando ad una Commissione di esperti presso il Ministero dei Beni Culturali il compito di individuare soluzioni idonee ad adeguare il sistema della legge sul diritto d’autore alle sfide lanciate dalla società dell’informazione.

L’auspicio è, dunque, che il nostro Paese, senza perdere tempo nell’imitazione di esempi stranieri che guardano al passato e pregiudicano il futuro, possa finalmente raccogliere questa sfida.

Leonardo Chiariglione

Se vuoi sostenere l’appello di Leonardo Chiariglione scrivi a appello@dmin.it .

Ecco chi ha già firmato:

Giuseppe Corasaniti
Magistrato e docente Universitario già presidente del Comitato consultivo per il diritto d’autore

Fiorello Cortiana
Comitato Consultivo per la Governance di Internet

Giacomo Cosenza
Imprenditore nel settore ICT e sostenitore attivo dell’open source

Luca De Biase
Giornalista, Il Sole 24 Ore

Michele Ficara Manganelli
Presidente Assodigitale

Marco Fiorentino
Presidente, Associazione Italiana Internet Provider

Vincenzo Franceschelli
Ordinario di Diritto privato nell’Università di Milano-Bicocca

Marco Gambaro
Professore di Economia della Comunicazione, Università di Milano

Enrico Gasperini
Presidente, Consulta Digitale Assocomunicazione

Roberto Liscia
Presidente, Netcomm – Il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano

Joy Marino
Presidente del Milan internet exchange (MIX) e della Commissione regole del registro “.IT”

Elio Molteni
Presidente, AIPSI – Associazione Italiana Professionisti Sicurezza Informatica

Maria Lillà Montagnani
Assistant Professor di diritto commerciale, Università Bocconi di Milano

Paolo Nuti
Responsabile del gruppo di lavoro su IP e DRM, Associazione Italiana Internet Provider

Gianni Orlandi
Preside di Facoltà all’Università di Roma La Sapienza

Layla Pavone
Presidente IAB, Interactive Advertising Bureau Italia

Marco Pierani
Responsabile Relazioni Esterne Istituzionali, Altroconsumo

Stefano Quintarelli
Imprenditore e blogger, pioniere di Internet

Stefano Rodotà
Professore di diritto civile all’Università di Roma La Sapienza già Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali

Francesco Sacco
Docente di Strategie e Politiche Aziendali, Università dell’Insubria

Guido Scorza
Avvocato, Docente di diritto dell’informatica, Università di Bologna

Gigi Tagliapietra
Presidente, Clusit – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica

Arturo Di Corinto
Frontiere Digitali, docente di Comunicazione Mediata dal Computer, Università La Sapienza

Lorenzo De Tomasi
Designer multimodale, Frontiere Digitali – Free Hardware Foundation

Marco Scialdone
avvocato, Frontiere Digitali – Computerlaw

Carlo Massarini
Giornalista e conduttore televisivo

Giorgio Sebastiano
Responsabile Area ICT Adiconsum

Elserino Piol
Presidente Fedoweb

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  • CSOE scrive:
    Volgiono far chiudere Adobe ?
    Speriamo abbia abbastanza brevetti da proteggersi da questi pirati del sapere.Fanno il reverse enginerring rubando il knowhow e lo ripubblicano free. Bel lavoro, complimenti, viva la libertà di distruggere le aziende rubando tecnologia.
    • Giambo scrive:
      Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
      - Scritto da: CSOE
      Speriamo abbia abbastanza brevetti da proteggersi
      da questi pirati del
      sapere.

      Fanno il reverse enginerring rubando il knowhow e
      lo ripubblicano free.


      Bel lavoro, complimenti, viva la libertà di
      distruggere le aziende rubando
      tecnologia.LOL ! Aspetta, devo scegliere la faccina giusta ... Hmmm ...(troll4) ecco ;) !
    • Fabio scrive:
      Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
      Ma che c****e dici?Innanzitutto di brevetti ne hanno una valanga...Poi la Adobe ha rilasciato pubblicamente le specifiche non c'è stato alcun reverse engineering.Questo ha consentito alla Adobe, di far diffondere il suo formato, facendolo diventare praticamente uno standard. Cosa non da poco per una ditta!Inoltre questo ha il grosso vantaggio di garantire maggiori possibilità di inter-operabilità fra differenti piattaforme. Cosa non da poco per chi deve scegliere un formato di informazioni da distribuire.
    • next scrive:
      Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
      - Scritto da: CSOE
      Speriamo abbia abbastanza brevetti da proteggersi
      da questi pirati del
      sapere.

      Fanno il reverse enginerring rubando il knowhow e
      lo ripubblicano free.


      Bel lavoro, complimenti, viva la libertà di
      distruggere le aziende rubando
      tecnologia.Si infatti,ma questi dove vivono?Pensano forse che la gente lavora tutta gratis e le aziende di unformatica siano tutte delle onlus?Ma trovatevi un lavoro falliti e scrocconi. Se non vi sta bene il formato adobe fatevene un altro che siete tanto bravi!Perchè non mettete il vostro stipendio e le vostre professioni sotto licenza gpl?Voi mi aggiustate l'auto e il frigorifero e in cambio non vi do un cazzo!
      • eaman1 scrive:
        Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
        Fidati, se devo venirti a 'riparare' qualcosa mi paghi eccome!Ma se preferisci invece che condividerne con te la proprieta' e darti la possibilita' di riutilizzarlo te lo passi con una licenza d'uso... Contento tu.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 dicembre 2007 14.03-----------------------------------------------------------
        • next scrive:
          Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
          - Scritto da: eaman1
          Fidati, se devo venirti a 'riparare' qualcosa mi
          paghi
          eccome!Appunto.Tu non lavori per la gloria e neanche gli altri hanno intenzione da farlo.
          • eaman1 scrive:
            Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
            Concedimi di poter lavorar anche per 'la gloria'e per l'utilita' degli altri quando posso.Ma se devo venire nella tua azienda a riparare qualcosa,non vedo come tu ti possa aspettare che possa farlo 'a gratis'.
      • vrms scrive:
        Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
        - Scritto da: next
        - Scritto da: CSOE

        Speriamo abbia abbastanza brevetti da
        proteggersi

        da questi pirati del

        sapere.



        Fanno il reverse enginerring rubando il knowhow
        e

        lo ripubblicano free.





        Bel lavoro, complimenti, viva la libertà di

        distruggere le aziende rubando

        tecnologia.

        Si infatti,
        ma questi dove vivono?
        Pensano forse che la gente lavora tutta gratis e
        le aziende di unformatica siano tutte delle
        onlus?
        Ma trovatevi un lavoro falliti e scrocconi. Se
        non vi sta bene il formato adobe fatevene un
        altro che siete tanto
        bravi!
        Perchè non mettete il vostro stipendio e le
        vostre professioni sotto licenza
        gpl?
        Voi mi aggiustate l'auto e il frigorifero e in
        cambio non vi do un
        cazzo!Eccone un altro che parla senza sapere... Ma é cosí difficile aprire la pagina di Wikipedia per documentarsi prima di sparare caxxate? (cylon) PDF is an open standard, and was recently approved as ISO 32000. http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_Format
        • next scrive:
          Re: Volgiono far chiudere Adobe ?

          Eccone un altro che parla senza sapere... Ma é
          cosí difficile aprire la pagina di Wikipedia per
          documentarsi prima di sparare caxxate?
          (cylon)

          PDF is an open standard, and was recently
          approved as ISO
          32000.
          http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_For"Abbiamo dunque bisogno di una libreria generica e completa che fornisca un sufficiente numero di funzionalità per realizzare un programma simile ad Acrobat".Fatevelo da soli!!José Marchesi, fondatore del progetto GNU PDF, ha spiegato a Linux.com che le attuali implementazioni free software della specifica PDF mancano di molte caratteristiche importanti, quali ad esempio le funzionalità interattive (form, annotazioni ecc.), la gestione dei contenuti embedded (suoni e filmati), la validazione delle form tramite JavaScript, la visualizzazione di oggetti 3D, funzioni avanzate per l'accessibilità e strumenti per il lavoro di gruppo.E chi le ha chieste queste funzionalità? A chi servono? E chi lo ha deciso?Ma che non scassino le palle ad adobe.Sarebbe democrazia questa? Uno si sveglia e pretende con quale diritto?
          • scionforbai scrive:
            Re: Volgiono far chiudere Adobe ?

            Fatevelo da soli!!Appunto, è quello che faranno.
            E chi le ha chieste queste funzionalità? A chi servono? E chi lo ha
            deciso? Ma che non scassino le palle ad adobe.
            Sarebbe democrazia questa? Uno si sveglia e pretende con quale
            diritto?Non pretendono diritti. Vogliono implementare in un software le funzionalità descritte in uno standard ISO, e rilasciare il codice sotto gpl. Il marchio pdf rimarrà ad Adobe, così come la proprietà intellettuale del formato ed una serie di brevetti legati all'implementazione nel software Adobe Acrobat. Ti faccio notare che al momento non esiste una versione di Adobe Acrobat 8 per linux. Quindi la necessità c'è, anche se non è la tua.Non copieranno da Adobe una riga di codice. Il reverse sarà fatto su parti minori, quelle che sono velatamente oscurate nello standard, e verrà utilizzato per scrivere da zero una nuova implementazione degli algoritmi, rilasciabile sotto gpl3 in quanto non coperta da brevetti.Ecco tutto.
      • cip e ciop scrive:
        Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
        - Scritto da: next
        Ma trovatevi un lavoro falliti e scrocconi. Se
        non vi sta bene il formato adobe fatevene un
        altro che siete tanto
        bravi!
        Perchè non mettete il vostro stipendio e le
        vostre professioni sotto licenza
        gpl?
        Voi mi aggiustate l'auto e il frigorifero e in
        cambio non vi do un
        cazzo!Dormito male, e? si, si mooolto male... :D
    • vrms scrive:
      Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
      - Scritto da: CSOE
      Speriamo abbia abbastanza brevetti da proteggersi
      da questi pirati del
      sapere.

      Fanno il reverse enginerring rubando il knowhow e
      lo ripubblicano free.


      Bel lavoro, complimenti, viva la libertà di
      distruggere le aziende rubando
      tecnologia. PDF is an open standard, and was recently approved as ISO 32000. Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_FormatLa prossima volta prima di sparare a zero sarebbe meglio documentarsi.
      • CSOE scrive:
        Re: Volgiono far chiudere Adobe ?

        PDF is an open standard, and was recently
        approved as ISO
        32000.
        Fonte:
        http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_For

        La prossima volta prima di sparare a zero sarebbe
        meglio
        documentarsi.Reverse Engineering ! Questi vogliono fare il Reverse_engineering. !COPIARE e DISTRUGGERE, questo dovrebbe essere il vostro motto.
        • LonAro scrive:
          Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
          - Scritto da: CSOE

          PDF is an open standard, and was recently

          approved as ISO

          32000.

          Fonte:


          http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_For



          La prossima volta prima di sparare a zero
          sarebbe

          meglio

          documentarsi.
          Reverse Engineering ! Questi vogliono fare il
          Reverse_engineering.
          !

          COPIARE e DISTRUGGERE, questo dovrebbe essere il
          vostro
          motto.Ma quanto rosichi... Lavorano tutti ad Adobe oggi hehehehe
          • Collagene scrive:
            Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
            - Scritto da: LonAro
            - Scritto da: CSOE


            PDF is an open standard, and was recently


            approved as ISO


            32000.


            Fonte:


            http://en.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_For





            La prossima volta prima di sparare a zero


            sarebbe meglio documentarsi.

            Reverse Engineering ! Questi vogliono fare il

            Reverse_engineering.

            !

            COPIARE e DISTRUGGERE, questo dovrebbe essere il

            vostro motto.
            Ma quanto rosichi... Lavorano tutti ad Adobe oggi
            heheheheVeramente, qui stanno tutti a lamentarsi, mentre sembra che la cosa ad Adobe non crei il minimo problema... (rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • next scrive:
            Re: Volgiono far chiudere Adobe ?

            Ma quanto rosichi... Lavorano tutti ad Adobe oggi
            hehehehea gestione dei contenuti embedded (suoni e filmati), la validazione delle form tramite JavaScript, la visualizzazione di oggetti 3D, funzioni avanzate per l'accessibilità e strumenti per il lavoro di gruppo.Suoni e filmati nei pdf??Javascript e oggetti 3d?Veramente quelli che rosicate siete voi morti de fame!E l'adobe dovrebbe darvi le librerie per ste minchiate?AHAHAHAHA
          • Collagene scrive:
            Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
            - Scritto da: next

            Ma quanto rosichi... Lavorano tutti ad Adobe

            oggi hehehehe
            a gestione dei contenuti embedded (suoni e
            filmati), la validazione delle form tramite
            JavaScript, la visualizzazione di oggetti 3D,
            funzioni avanzate per l'accessibilità e strumenti
            per il lavoro di gruppo.
            Suoni e filmati nei pdf??
            Javascript e oggetti 3d?
            Veramente quelli che rosicate siete voi morti de
            fame!
            E l'adobe dovrebbe darvi le librerie per ste
            minchiate ? AHAHAHAHAAi winari non le da e i winari rosicano, ai linari non le da' e i linari se ne scrivono... Al solito : nulla di strano...
          • next scrive:
            Re: Volgiono far chiudere Adobe ?

            Ai winari non le da e i winari rosicano, ai
            linari non le da' e i linari se ne scrivono... Al
            solito : nulla di
            strano...Rosicare per cosa?Io me ne sbattiamo le palle, sono quelli come te che non si danno mai pace.PSIo uso gnu/linux
          • Collagene scrive:
            Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
            - Scritto da: next

            Ai winari non le da e i winari rosicano, ai

            linari non le da' e i linari se ne scrivono...

            Al solito : nulla di strano...
            Rosicare per cosa?
            Io me ne sbattiamo le palle, sono quelli come te
            che non si danno mai pace.
            PS
            Io uso gnu/linuxE quindi cosa centri con il discorso che facevo ?I winari rosicano... Anche io uso gnu/linux.
          • Anonimo scrive:
            Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
            Secondo me i winari se ne fregano tanto loro acrobat 8 ce l'hanno per cui se c'è bene, se non c'è chissene
    • A O scrive:
      Re: Volgiono far chiudere Adobe ?
      - Scritto da: CSOE
      Speriamo abbia abbastanza brevetti da proteggersi
      da questi pirati del
      sapere.pirati del sapere sono coloro che brevettano la conoscenza per impedirne la condivisione e la diffusione e ricavarne ingiusto profitto
  • saimon e garfanchel scrive:
    Non ho afferrEto una cosa:

    Marchesi ha rivelato che sarà necessario eseguire il reverse engineering
    dell'applicazione di Adobe.Ma se le specifiche del PDF sono pubbliche royalty free e bla bla bla ... acchemminghia serve fare il reverse enginerring di acroread ?
    • longinous scrive:
      Re: Non ho afferrEto una cosa:
      forse perché vogliono fare un Acrobat e non un Acrobat Reader?
      • saimon e garfanchel scrive:
        Re: Non ho afferrEto una cosa:
        - Scritto da: longinous
        forse perché vogliono fare un Acrobat e non un
        Acrobat
        Reader?Quindi vuoi dire che la adobe ha rilasciato iso/free/bla bla bla solo come si _legge_ un PDF e non come si _scrive_ ?mah
        • chichibio scrive:
          Re: Non ho afferrEto una cosa:
          - Scritto da: saimon e garfanchel
          - Scritto da: longinous

          forse perché vogliono fare un Acrobat e non un

          Acrobat

          Reader?

          Quindi vuoi dire che la adobe ha rilasciato
          iso/free/bla bla bla solo come si _legge_ un PDF
          e non come si _scrive_
          ?

          mahgrossomodo si, la parte che non si sà bene come scrivere è quella che riguarda le funzionalità "avanzate" dei pdf (es. i moduli di inserimento dati), a quanto ho capito io le specifiche "libere" del formato non riguardavano quelle parti li ma solo le funzionalità base.tieni conto che il processo di standardizzazione ISO del formato pdf è in corso e nella nuova specifica (quella citata dall'articolo) saranno incluse invece anche le parti "avanzate".da qui deriva la necessità di scrivere una nuova apps per la gestione dei pdf 1.7 gplv3.a me quello che ha sempre fatto strano è la qualità dell'implementazione. per scrivere un pdf da openoffice o qualunque tool che usei il pdf writer della gnu ci vogliono pochi secondi, per salvarlo con l'acrobat invece almeno 30 sec.
          • vrms scrive:
            Re: Non ho afferrEto una cosa:
            - Scritto da: chichibio
            - Scritto da: saimon e garfanchel

            - Scritto da: longinous


            forse perché vogliono fare un Acrobat e non un


            Acrobat


            Reader?



            Quindi vuoi dire che la adobe ha rilasciato

            iso/free/bla bla bla solo come si _legge_ un
            PDF

            e non come si _scrive_

            ?



            mah

            grossomodo si, la parte che non si sà bene come
            scrivere è quella che riguarda le funzionalità
            "avanzate" dei pdf (es. i moduli di inserimento
            dati), a quanto ho capito io le specifiche
            "libere" del formato non riguardavano quelle
            parti li ma solo le funzionalità
            base.

            tieni conto che il processo di standardizzazione
            ISO del formato pdf è in corso e nella nuova
            specifica (quella citata dall'articolo) saranno
            incluse invece anche le parti
            "avanzate".
            da qui deriva la necessità di scrivere una nuova
            apps per la gestione dei pdf 1.7
            gplv3.

            a me quello che ha sempre fatto strano è la
            qualità dell'implementazione. per scrivere un pdf
            da openoffice o qualunque tool che usei il pdf
            writer della gnu ci vogliono pochi secondi, per
            salvarlo con l'acrobat invece almeno 30
            sec.Hai fatto caso anche alle diverse dimensioni dei PDF che ottieni a partire dallo stesso documento, usando sistemi differenti (OpenOffice, PDFCreator = Ghostscript, etc.)?A naso direi che c'entra anche il livello di compressione usato in fase di esportazione.
    • CSOE scrive:
      Re: Non ho afferrEto una cosa:

      Ma se le specifiche del PDF sono pubbliche
      royalty free e bla bla bla ... acchemminghia
      serve fare il reverse enginerring di acroread
      ?Perchè loro non sanno scrivere un programma decente e volgiono copiare.
    • pippo75 scrive:
      Re: Non ho afferrEto una cosa:

      Ma se le specifiche del PDF sono pubbliche
      royalty free e bla bla bla ... acchemminghia
      serve fare il reverse enginerring di acroread
      ?è quello che mi chiedevo pure io, che non siano proprio libere?ma il formato è perfettamente libero ed utilizzabile? non credo, se non ricordo male qualche tempo fa Adobe ha fatto togliere l'uso del PDF ad una ditta.chi e' che diceva, usi il mio prodotto, solo se non usi prodotti alternativi? Adobe.http://news.wintricks.it/article.php?ID=4679ciao
    • vrms scrive:
      Re: Non ho afferrEto una cosa:
      - Scritto da: saimon e garfanchel

      Marchesi ha rivelato che sarà necessario
      eseguire il reverse
      engineering

      dell'applicazione di Adobe.

      Ma se le specifiche del PDF sono pubbliche
      royalty free e bla bla bla ... acchemminghia
      serve fare il reverse enginerring di acroread
      ?Eureka, c'è ancora gente che pensa prima di parlare! ;)
      • CSOE scrive:
        Re: Non ho afferrEto una cosa:

        Eureka, c'è ancora gente che pensa prima di
        parlare!
        ;)E c' gente che fa il Reverse Engineering.
  • il gelato che uccide scrive:
    Interessante mossa
    Non mi capita quasi mai di aprire Acrobat Reader originale, di solito uso il viewer di MAC o kpdf su PC.Quando mi capita per caso di aprirlo, mi ritrovo però uno splash screen con scritto qualcosa tipo :Questo programma è protetto dai seguenti brevetti ... e li giù una sfilza di brevetti.Questi brevetti hanno a che fare col formato ?No perché se così fosse la mossa è notevole.Standardizzano il formato PDF e lo rendono un formato aperto, incoraggiano GNU a produrre una libreria (che in Linux significa estensione di sistema) e lo fanno in GPL3 in modo che nessuno ci possa mettere le zampe.Lo trovo un atteggiamento interessante da parte di una azienda come Adobe.
    • cognome scrive:
      Re: Interessante mossa
      Qui non si parla del reader...
    • Fabrizio scrive:
      Re: Interessante mossa
      - Scritto da: il gelato che uccide
      Non mi capita quasi mai di aprire Acrobat Reader
      originale, di solito uso il viewer di MAC o kpdf
      su
      PC.
      io credo non vogliano fare l'acrobat reader gpl (c'è già il già citato kpdf più altri, vedi gnups che legge anche i pdf)il programma da fare è Acrobat in quanto creatore di PDF (openoffice li fa ma mancano le funzioni elencate nell'articolo)
      • il gelato che uccide scrive:
        Re: Interessante mossa

        io credo non vogliano fare l'acrobat reader gpl
        (c'è già il già citato kpdf più altri, vedi gnups
        che legge anche i
        pdf)
        il programma da fare è Acrobat in quanto creatore
        di PDF (openoffice li fa ma mancano le funzioni
        elencate
        nell'articolo)Eh si ... avete ragione non avevo pensato a tutto il mondo che ci ruota intorno.Ciò non toglie che la mossa è interessante, anzi sotto questa luce è ancora più incredibile visto che vuol dire permettere a GNU di entrare, con tanto di GPL3, in un intero parco di prodotti e ... a pieno titolo se il formato è standard ISO.Speriamo che prenda piede anche il nuovo formato flash di Microsoft così magari tra un annetto ci troveremo anche un flash player aperto.
        • A O scrive:
          Re: Interessante mossa
          - Scritto da: il gelato che uccide[...]
          Speriamo che prenda piede anche il nuovo formato
          flash di Microsoft così magari tra un annetto ci
          troveremo anche un flash player
          aperto.Ma già c'è!!!http://www.gnu.org/software/gnash/E funziona benissimo!!!
      • vrms scrive:
        Re: Interessante mossa
        - Scritto da: Fabrizio
        - Scritto da: il gelato che uccide

        Non mi capita quasi mai di aprire Acrobat Reader

        originale, di solito uso il viewer di MAC o kpdf

        su

        PC.



        io credo non vogliano fare l'acrobat reader gpl
        (c'è già il già citato kpdf più altri, vedi gnups
        che legge anche i
        pdf)
        il programma da fare è Acrobat in quanto creatore
        di PDF (openoffice li fa ma mancano le funzioni
        elencate
        nell'articolo)Non é del tutto vero, infatti se rileggi l'articolo si parla di caratteristiche, come il riempimento di campi dei form, attualmente non implementate nei lettori free/open.Quindi bisogna rifare parzialmente anche i lettori.
        • chichibio scrive:
          Re: Interessante mossa
          mi sà che hai ragione, pesano molto meno (dal 30% al 60-70) quelli creati da OO, pesano di più invece se ci includi delle immagini molto grosse (alcuni MB) e lasci la compressione jpeg a default.non conosco le specifiche del pdf ma nn me ne ero mai accorto (di solito lo uso con testi quindi la differenza su pochi k è minima), mai avuto problemi con i lettori qualunque fosse l'origine.gran bel formato il pdf....ci gestisci immagini/testo/tabelle, non hai probemi di font inesistenti sul computer su cui viene aperto e l'impaginazione rimane quella settata da te cascasse il mondo.
          • chichibio scrive:
            Re: Interessante mossa
            - Scritto da: chichibio
            mi sà che hai ragione, pesano molto meno (dal 30%
            al 60-70) quelli creati da OO, pesano di più
            invece se ci includi delle immagini molto grosse
            (alcuni MB) e lasci la compressione jpeg a
            default.

            non conosco le specifiche del pdf ma nn me ne ero
            mai accorto (di solito lo uso con testi quindi la
            differenza su pochi k è minima), mai avuto
            problemi con i lettori qualunque fosse
            l'origine.

            gran bel formato il pdf....ci gestisci
            immagini/testo/tabelle, non hai probemi di font
            inesistenti sul computer su cui viene aperto e
            l'impaginazione rimane quella settata da te
            cascasse il
            mondo.ho risposto sul thread sbagliato
  • gooliver scrive:
    ...ma qualcosa merita di essere pagato?
    Mi chiedo se FSF o i sostenitori del software open-source riconosceranno (prima o poi) il *valore commerciale* del software: è il frutto di un lavoro che merita una retribuzione oppure no?Se è così bisogna solo augurarsi che Acrobat *fatto* da Adobe costi un pò di meno in futuro e non che ci sia una soluzione alternativa gratis ma eternamente in fieri e rabberciata!
    • nattu_panno_dam scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      Ma dacci un taglio con sto' discorso del gratis.
    • nome e cognome scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      - Scritto da: gooliver
      non che ci sia una soluzione alternativa gratis
      ma eternamente in fieri e
      rabberciata!SE il PDF è uno standard basta seguirne le specifiche.Non vedo perché l'alternativa gratis dovrebbe essere "eternamente in fieri e rabberciata".Io piuttosto definirei "rabberciate" certe patch distribuite da produttori di software commerciale.
    • Gigo scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      - Scritto da: gooliver
      Mi chiedo se FSF o i sostenitori del software
      open-source riconosceranno (prima o poi) il
      *valore commerciale* del software: è il frutto di
      un lavoro che merita una retribuzione oppure
      no?Quando mai l'avrebbero messo in discussione?
    • Marco Ravich scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      - Scritto da: gooliver
      Mi chiedo se FSF o i sostenitori del software open-source
      riconosceranno (prima o poi) il *valore commerciale* del
      software: è il frutto di un lavoro che merita una
      retribuzione oppure no?
      A parte che questo lo decide l'autore/i del software, comunque guarda che in quasi tutti i siti dei vari progetti c'è il tasto "donate"...
      • anonimo scrive:
        Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
        - Scritto da: Marco Ravich
        in quasi tutti i
        siti dei vari progetti c'è il tasto
        "donate"...Se pensi che il mondo possa vivere con le donazioni stai fresco
    • Drattak scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      OpenSource e Free Sw Fundation sono due cose distinte sai? accomunati si da filosofie di base, ma che perseguono target diversi... ad es nel mondo opensource la parola "open" non sta necessariamente per "gratuito", cioè non tutto quello che è "open" dev'essere necessariamente gratuita; per questo motivo anche in quest'ambito esistono vari livelli di licenziamento .. il fatto che sia "open" significa prevalentemente che il codice e' "aperto" e quindi modificabile/fruibile/adattabile dalla comunità, sempre ferme restando le clausole di licenziamento contenute in esse- Scritto da: gooliver
      Mi chiedo se FSF o i sostenitori del software
      open-source riconosceranno (prima o poi) il
      *valore commerciale* del software: è il frutto di
      un lavoro che merita una retribuzione oppure
      no?

      Se è così bisogna solo augurarsi che Acrobat
      *fatto* da Adobe costi un pò di meno in futuro e
      non che ci sia una soluzione alternativa gratis
      ma eternamente in fieri e
      rabberciata!
      • felixthecat scrive:
        Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
        - Scritto da: Drattak
        OpenSource e Free Sw Fundation sono due cose
        distinte sai? accomunati si da filosofie di base,
        ma che perseguono target diversi... ad es nel
        mondo opensource la parola "open" non sta
        necessariamente per "gratuito", cioè non tutto
        quello che è "open" dev'essere necessariamente
        gratuita; per questo motivo anche in quest'ambito
        esistono vari livelli di licenziamento .. il
        fatto che sia "open" significa prevalentemente
        che il codice e' "aperto" e quindi
        modificabile/fruibile/adattabile dalla comunità,
        sempre ferme restando le clausole di
        licenziamento contenute in
        esseDa quello che hai scritto sembra che per te la FSF intenda Free come gratuito e non come libero.
    • fdfcf df scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      - Scritto da: gooliver
      Mi chiedo se FSF o i sostenitori del software
      open-source riconosceranno (prima o poi) il
      *valore commerciale* del software: è il frutto di
      un lavoro che merita una retribuzione oppure
      no?

      Se è così bisogna solo augurarsi che Acrobat
      *fatto* da Adobe costi un pò di meno in futuro e
      non che ci sia una soluzione alternativa gratis
      ma eternamente in fieri e
      rabberciata!nessuno ti vieta di guadagnare sul software gpl3cambiano solo i metodi.
    • gooliver scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      E' inevitabile che certi discorsi scadano nella più semplice (e ormai noiosa) polemica. Ci vuole più obbiettività e meno (ingiustificabile) partigianeria.FSF "Sto sviluppando un software che farà più o meno le stesse cose che fa Acrobat di Adobe..."CdV "...ma perchè lo fai se c'è già Acrobat?"1a versione (la favola)FSF "Perchè voglio un software a codice aperto di cui mi posso *fidare*, sviluppato da una comunità di sconosciuti (gente che ha fatto della programmazione una missione) e non da una multinazionale macinasoldi!"2a versione (la realtà)FSF "...perchè Acrobat costa un sacco di soldi!"---CdV = casalinga di Voghera ;-)
      • chichibio scrive:
        Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
        - Scritto da: gooliver
        E' inevitabile che certi discorsi scadano nella
        più semplice (e ormai noiosa) polemica. Ci vuole
        più obbiettività e meno (ingiustificabile)
        partigianeria.

        FSF "Sto sviluppando un software che farà più o
        meno le stesse cose che fa Acrobat di
        Adobe..."

        CdV "...ma perchè lo fai se c'è già Acrobat?"

        1a versione (la favola)

        FSF "Perchè voglio un software a codice aperto di
        cui mi posso *fidare*, sviluppato da una comunità
        di sconosciuti (gente che ha fatto della
        programmazione una missione) e non da una
        multinazionale
        macinasoldi!"

        2a versione (la realtà)

        FSF "...perchè Acrobat costa un sacco di soldi!"mi permetto di aggiungere: e la adobe non lo farà mai per il nostro OS, quindi o ce lo facciamo da noi o non ce lo fà nessuno
        • eaman1 scrive:
          Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
          Altra aggiunta: perche' Acrobat non gira su tutti i sistemi e su tutte le architetture che magari ti interessano.
          • AMEN scrive:
            Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
            - Scritto da: eaman1
            Altra aggiunta: perche' Acrobat non gira su tutti
            i sistemi e su tutte le architetture che magari
            ti interessano.Se non interessano ad Adobe, un motivo ci sarà....
          • eaman1 scrive:
            Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
            Hemm, e se quello che vogliono gli utenti non coincide con gli interessi di abobe? Ci si deve per forza attaccare al tram?
      • vrms scrive:
        Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
        CdV = casalinga di Voghera ;-)La CdV generalmente non userà un computer né tantomeno il relativo sofwtare, ergo il ragionamento é viziato in origine. :)E' un dato di fatto non contestabile che il software a codice chiuso sia potenzialmente il contenitore di funzioni "non dichiarate", ossia backdoor e altre simili amenità, delle quali l'utente medio ma anche quello esperto spesso non sapranno nulla. E' inevitabile che, come minimo, qualsiasi azienda produttrice di software orientata in senso closed tenti di controllare i propri clienti attraverso sistemi di controllo come il WGA di MS. Col software free diventa una pretesa ingiustificabile, nessuno sano di mente accetterebbe una distribuzione commercialie linux contenente meccanismi di controllo.
        • AMEN scrive:
          Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
          - Scritto da: vrms
          E' un dato di fatto non contestabile che il
          software a codice chiuso sia potenzialmente il
          contenitore di funzioni "non dichiarate", ossia
          backdoor e altre simili amenità, Cosa significa "potenzialmente"? Tu, potenzialmente, potresti essere un serial killer....
          E' inevitabile che, come minimo,
          qualsiasi azienda produttrice di software
          orientata in senso closed tenti di controllare i
          propri clienti Veramente nessuno vuole controllare nessuno. Le aziende vorrebbero che tu pagassi per quello che usi. NON mi sembra una cosa assurda....
          Col software free diventa una
          pretesa ingiustificabile, nessuno sano di mente
          accetterebbe una distribuzione commercialie linux
          contenente meccanismi di controllo.E tu cosa ne sai? Ah, già, tu ti sei smazzato tutte le linee di codice del kernel (e di tutti i pacchetti) e SAI che non ci sono....
    • Skywalker scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      - Scritto da: gooliver
      Mi chiedo se FSF o i sostenitori del software
      open-source riconosceranno (prima o poi) il
      *valore commerciale* del software: è il frutto di
      un lavoro che merita una retribuzione oppure
      no?Certo che merita una retribuzione! Ma nessuno ha mai detto che debba essere monetaria. A volte si lavora per:- soddisfazione personale: "Bello! Mi è venuto veramente bello!". Gli Artisti creano per soddisfazione personale, per esprimere quello che hanno dentro; se poi riescono anche a vivere della loro passione tanto meglio. Ma nessun Artista smette di comporre perché non lo pagano...- baratto: "Io do del software a te, e tu dai del software a me. A furia di gente che mette software ho una pletora di librerie da cui attingere". E' il famoso principio della Mercedes GPL: se duplicare una Mercedes fatta e finita costasse quasi niente, io monto una ruota, tu monti una ruota, lui monta un motore e tutti ce ne torniamo con tutta la macchina. In fin dei conti questo è il "costo" della GPL: si baratta software, esperienza, debugging, test, impressioni in cambio di software, esperienza, debugging, test, impressioni. C'è qualche scroccone, ma a dar retta agli scrocconi non si va da nessuna parte. E poi gli scrocconi sono talmente pigri che alla prima cavolata non chiedono nemmeno aiuto, autoeliminandosi (urlando che il software è di pessima qualità)Se ti è chiaro questo sei in grado di risponderti da solo alla tua domanda: più una cosa è usata da tanta gente, più il principio della Mercedes GPL funziona, e quindi meno ha senso pagare qualcosa per cui esiste una base sufficiente per realizzarlo cooperativamente, suddividendo i costi dello sforzo realizzativo su tanti di contributi e realizzando un "prezzo" finale pari al totale dei costi fissi più i costi di copia divisi una infinità di copie: rimane solo il costo di fare una copia, che nel software è quasi nullo.Se invece vuoi una personalizzazione solo per te, per il tuo ufficio, bar, locale, per la cameretta di casa tua o per la tua compagnia degli amici della pesca, beh, l'interesse collettivo è praticamente nullo e quindi o te lo sai fare da solo, o se chiedi a qualcuno di fare qualcosa per te che però a lui non serve, lo paghi.Stesso discorso vale per le installazioni, la consulenza, la costruzione di interfaccie dedicate, l'addestramento, la configurazione, il software specifico.L'Opensource da il massimo quando abbiamo un software standard che tutti usano: nella massa esiste sempre un sottogruppo con le capacità e l'interesse a realizzare quel software per baratto o per soddisfazione personale, ed una volta fatto il lavoro, non si reinventa più l'acqua calda, ma si va avanti. Quante implementazioni dell'algoritmo di compressione JPEG servono?Il Software Libero va oltre: istituzionalizza il baratto. Se fai una cosa che interessa solo a te, ma attingi dalle librerie e dal codice che altri hanno trovato interessante barattare e/o regalare in modo condizionato, anche se quella cosa interessa solo te, caso mai dovesse esserci anche solo un'altro al quale interessa, devi mettere a disposizione di tutti anche la tua aggiunta. Anche se non l'hai fisicamente fatto tu, ma hai pagato qualcun' altro per fartelo.Nulla è gratis, nemmeno il Free Software: si paga in limitazione della propria libertà di fare quel che si vuole a favore della libertà degli altri di fare altrettanto.

      Se è così bisogna solo augurarsi che Acrobat
      *fatto* da Adobe costi un pò di meno in futuro e
      non che ci sia una soluzione alternativa gratis
      ma eternamente in fieri e
      rabberciata!
      • gooliver scrive:
        Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
        Condivido gran parte del tuo discorso... del resto molte delle tesi che sostieni sono bollabili come filantropia (interessata... naturalmente). Ci sta un tizio che nell'800 ha detto più o meno quello che tu hai ripetuto nel tuo post... ma non ha funzionato!Senza alcuna polemica, penso che ci voglia però un pò più di senso della realtà, meno disfattismo e l'assunzione di consapevolezza che i computer (e tutto ciò che ci gira attorno) sono lo *strumento* e non il *fine*.
        • eaman1 scrive:
          Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
          Bo non so: io quando lavoro mi faccio pagare eccome, e rilascio sotto GPL. Poi se voglio riutilizzare il codice per altri progetti lo posso fare, il che vale sia per altri guadagni sia per progetti di mio interesse.Se qualcuno puo' trarre vantaggio dal mio lavoro mi fa solo piacere, se poi lo migliora e anche io mi posso avvantaggiare dei miglioramenti tanto meglio.Ma pensi che tutti gli sviluppatori che lavorano come dipendenti, e quindi passano i diritti sul codice alle aziende, non srebbero piu' motivati a scrivere software libero?E non sarebbero comunque pagati per il lavoro svolto?
          • gooliver scrive:
            Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
            Tu vendi quello che sviluppi? E cosa sviluppi sotto GPL (per curiosità)? E quanto costa? Lo sanno i tuoi clienti che il codice che tu sviluppi *deve* essere liberamente visionabile?Ci si può prendere in giro a vicenda e scadere (come ho già detto) nella polemica. Credo sia inutile ribadire che non avrebbe senso la richiesta di (generose) donazioni sui siti di software GPL se... mi fermo, altrimenti innesco davvero la polemica e non è mia intenzione.Quello che ha scritto skywalker è perfettamente condivisibile sul piano morale ed è l'unica giustificazione all'esistenza di software licenziato sotto GPL... ma l'economia e la morale sono ambiti nettamente distinti!E' per questo che invitavo al pragmatismo.Per quanto riguarda l'inesistenza di un pacchetto Acrobat per Linux bisogna chiedersi se la sua vendita avrebbe un mercato tanto ampio da giustificarne lo sviluppo...
          • eaman1 scrive:
            Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
            - Scritto da: gooliver
            Tu vendi quello che sviluppi? Si e' quello che capita in genere sul pianta terra :P
            E cosa sviluppi
            sotto GPL (per curiosità)? Tipicamente gestionali / back office / applicativi web / servizi
            E quanto costa? Lo sviluppo? be' dipende...sui 50 euro all'ora in genere, ai 150 per sicurezza e amministrazione.
            Lo
            sanno i tuoi clienti che il codice che tu
            sviluppi *deve* essere liberamente
            visionabile?Be' nelle pubbliche amministrazioni, anche comunitarie,ci sono precise direttive che invitano a utilizzarecodice aperto e software basati su standard aperti.Ai privati spesso frega poco della licenza purche'possano utilizzare il risultato senza limiti,e riutilizzando codice / frameworks sotto GPLgli fai risparmiare tanti soldi (anche in licenze)che in genere son contenti.

            Ci si può prendere in giro a vicenda e scadere
            (come ho già detto) nella polemica. Credo sia
            inutile ribadire che non avrebbe senso la
            richiesta di (generose) donazioni sui siti di
            software GPL se... mi fermo, altrimenti innesco
            davvero la polemica e non è mia
            intenzione.Tu hai chiesto e io ti ho risposto: spero sia stato di tuo interesse.

            Quello che ha scritto skywalker è perfettamente
            condivisibile sul piano morale ed è l'unica
            giustificazione all'esistenza di software
            licenziato sotto GPL... ma l'economia e la morale
            sono ambiti nettamente
            distinti!

            E' per questo che invitavo al pragmatismo.

            Per quanto riguarda l'inesistenza di un pacchetto
            Acrobat per Linux bisogna chiedersi se la sua
            vendita avrebbe un mercato tanto ampio da
            giustificarne lo
            sviluppo...
          • eaman1 scrive:
            Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
            - Scritto da: gooliver
            Per quanto riguarda l'inesistenza di un pacchetto
            Acrobat per Linux bisogna chiedersi se la sua
            vendita avrebbe un mercato tanto ampio da
            giustificarne lo
            sviluppo...Guarda io uso kpdf da tempo...E prima usavo xpf, i vari ghost...Mi sa che sei poco informato.
      • CSOE scrive:
        Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?

        attingere". E' il famoso principio della Mercedes
        GPL: se duplicare una Mercedes fatta e finita
        costasse quasi niente, io monto una ruota, tuSe duplicare una panda 30 costasse quasi niente, oggi avremmo solo pande 30 in giro.TUTTE le altre case automobilistiche avrebbero chiuso ed i progettisti di macchine tutti disoccupati.
      • AMEN scrive:
        Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
        - Scritto da: Skywalker
        Certo che merita una retribuzione! Ma nessuno ha
        mai detto che debba essere monetaria. A volte si
        lavora
        per:
        - soddisfazione personale:
        - baratto: Seee, vabbèMe lo paghi tu il mutuo, dolce e utopico comunista??
    • eaman1 scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      - Scritto da: gooliver
      Mi chiedo se FSF o i sostenitori del software
      open-source riconosceranno (prima o poi) il
      *valore commerciale* del softwareDa sempre nella GPL e' previsto il lucro nella redistribuzione del software.A parte il fatto che per scriverlo si viene generalmente pagati, con la differenza che rilasciando sotto GPL dopo anche l'autore puo' riutilizzare il codice.
      • gooliver scrive:
        Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
        Ho un campo di mele: potete venirne tutti qui a raccoglierle e mangiarle... o potete scegliere di comprarle nel banchetto che ho allestito proprio qui davanti.La differenza tra vendere e regalare nell'ambito della GPL sta tutta nella scelta degli utenti di raccogliere le mele o farsele raccogliere.
        • Sky scrive:
          Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
          Beh ma non è sbagliato... poi posso decidere:1) ad inizio stagione di fare lo sconto X a chi mi porta la cassetta, vuota, in cui io metto solo le mele (AKA gli vendo solo il prodotto e non l'imballo) e lo sconto Y a chi se le raccoglie da solo (tot tempo/fatica in meno per me: è giusto che chi usa il suo tempo per raccogliere ne abbia un vantaggio)2) a fine stagione posso aumentare lo sconto X (non gratis, in quanto la mia fatica del raccogliere rimane) e dar via gratis le mele che la gente si raccoglie da sola (a. non fatico nulla e b. mi fanno un piacere: altrimenti le mele marce me le devo raccogliere/buttare io, facendo il caso che io lo debba fare ovviamente)Alla fine si tratta di collaborazione: una ditta può trovare vantaggioso regalare la v1.0 di un software mentre ne vende la v2.0, altri possono mettere in GPL il prodotto (es. il client di SecondLife) guadagnando sui servizi: la community produce patch ed alla fine, pur pagando i propri programmatori, la ditta ci risparmia.Nel caso di AcrobatReader poi, che è gratuito (per motivi pubblicitari, presumo), avere un'implementazione GPL sarebbe utile alla stessa Adobe (AKA fossi in loro rilascerei i source di Acroread in GPL) e fruire delle patch e dello sviluppo da parte della community.Infine una standardizzazione ISO è un'ottima cosa per un formato documentale, al di là del prodotto/OS che poi l'andrà ad usare.
          • gooliver scrive:
            Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
            Qualunque cosa decido per fare soldi *può* essere giusta (dovrebbe anche essere legale... in teoria)... poi bisogna vedere *quanto* funziona: nel caso del software rilasciato sotto licenza GPL o affini i soldi arrivano di solito da chi li fa in altre maniere, non sviluppando software e vendendolo direttamente... ed il più delle volte sta alla *benevolenza* di questi benefattori la sopravvivenza di certi progetti.Proprio qualche giorno fa notavo che Tristan Nitot (presidente di Mozilla Europe) in un'intervista rifiutava di fare sapere quanti soldi (dei 66 milioni di dollari ricavati nel 2006 da Mozilla Corp.) arrivano da Google.Comunque si giri la frittata si può fare una semplificazione a monte che taglia la testa al toro: puoi lavorare per vendere quello che produci (e in questo caso non puoi aspettarti che la gente ti paghi lo stesso se tu lo regali... anche se questo può succedere e succede) o puoi farlo per hobby (e ottenere comunque gratificazioni di altro tipo).
          • eaman1 scrive:
            Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
            - Scritto da: gooliver
            Comunque si giri la frittata si può fare una
            semplificazione a monte che taglia la testa al
            toro: puoi lavorare per vendere quello che
            produci (e in questo caso non puoi aspettarti che
            la gente ti paghi lo stesso se tu lo regali...Guarda uno viene da me e mi chiede il software x,io faccio un preventivo di 5000 euro,lui approva il preventivo,io sviluppo il software e lo licenzio sotto GPL,lui mi paga.Oppure mi si chiede di modificare qualcosa pre esistente,o di implementare / configurare / manutenerequalcosa di gia' esistente.Oppure io offro assistenza e i servizi descritti sopra per un software sotto GPL pre esistente.Cos'e' che non ti torna?
            anche se questo può succedere e succede) o puoi
            farlo per hobby (e ottenere comunque
            gratificazioni di altro
            tipo).Io poi nel mio tempo libero e con i miei soldi=tempofaccio quello che mi pare. E nel farlo posso utilizzarei materiali realizzati per lavoro, e vice versa.
    • vrms scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      - Scritto da: gooliver
      Mi chiedo se FSF o i sostenitori del software
      open-source riconosceranno (prima o poi) il
      *valore commerciale* del software: è il frutto di
      un lavoro che merita una retribuzione oppure
      no?I sostenitori del free software non sono contrari alla retribuzione del lavoro eseguito nello sviluppare un software. Nelle licenze GPL non sta scritto da nessuna parte che non puoi vendere un programma; e teoricamente, la prima volta che lo cedi (rigorosamente insieme ai sorgenti) puoi chiedere una quantità assurda di soldi (se ci riesci). Quel che non puoi fare é togliere agli altri la libertà di fare altrettanto una volta che entrano in possesso di binari+sorgenti.Il problema é che chi vende un software lo vede come un prodotto editoriale vecchia maniera, "pagami un X per copia", il che oggi tendenzialmente non funziona più con nessuna opera dell'ingegno malgrado i tentativi disperati di MPAA, RIAA e consorelle per frenare l'evoluzione.
      Se è così bisogna solo augurarsi che Acrobat
      *fatto* da Adobe costi un pò di meno in futuro e
      non che ci sia una soluzione alternativa gratis
      ma eternamente in fieri e
      rabberciata!Ovviamente mi auguro il contrario, Adobe può sempre continuare offrendo prodotti competitivi sul piano delle caratteristiche optional.
      • gooliver scrive:
        Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?

        ...la prima volta che lo
        cedi (rigorosamente insieme ai sorgenti) puoi
        chiedere una quantità assurda di soldi (se ci
        riesci)...Capisco che l'economia è cambiata a causa/grazie ad Internet... ma rifletti per un attimo su quello che hai scritto.
        • vrms scrive:
          Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
          - Scritto da: gooliver

          ...la prima volta che lo

          cedi (rigorosamente insieme ai sorgenti) puoi

          chiedere una quantità assurda di soldi (se ci

          riesci)...

          Capisco che l'economia è cambiata a causa/grazie
          ad Internet... ma rifletti per un attimo su
          quello che hai
          scritto.Già fatto da un pezzo. Come già accaduto in passato con alcuni software commerciali diveuti open/free, il produttore del software può stabilire un "valore minimo d'asta" e una data limite; si apre una sottoscrizione per gli utenti interessati ognuno dei quali depositerà una quantità di denaro compatibile con le proprie disponibilità. Alla scadenza dei termini, se l'ammontare raccolto uguaglia o eccede la richiesta iniziale il produttore riceve e cede alla comunità sorgenti e binari per la redistribuzione secondo GPL o altra licenza simile.Non vedo perchè un qualsiasi altro lavoratore possa ricevere il corrispettivo del proprio lavoro una sola volta, mentre i produttori di opere dell'intelletto (soprattutto chi ci sta dietro, diciamocelo chiaro) possano lucrare a piacere e senza limite.Per fortuna la tecnologia ci sospinge verso una maggiore equità in questo senso.
          • gooliver scrive:
            Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
            ...possibile che è tanto complicato accettare che se uno lavora deve essere pagato?Perchè montare discorsi su discorsi, tesi incredibili su ipotetici guadagni quando è molto più semplice ammettere che il software non è un *servizio*, che va pagato una volta per l'unica volta che lo si utilizza (quelle sono le *opere di ingegno* a cui ti riferisci...), il software è un *bene* acquistato di cui si dispone pienamente a prescindere da tutte le fesserie che si raccontano estremizzando cavilli delle licenze.ps. Se le licenze sono diventate così lunghe e complicate, piene di insidie, è proprio perchè le multinazionali devono tutelarsi contro chi *ruba* programmi.
          • scionforbai scrive:
            Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?

            ...possibile che è tanto complicato accettare che
            se uno lavora deve essere pagato?I programmatori di Adobe sono stati pagati, credo e spero.
            Perchè montare discorsi su discorsi, tesi
            incredibili su ipotetici guadagni quando è molto
            più semplice ammettere che il software non è un
            *servizio*, che va pagato una volta per l'unica
            volta che lo si utilizza (quelle sono le *opere
            di ingegno* a cui ti riferisci...), il software è
            un *bene* acquistato di cui si dispone pienamente
            a prescindere da tutte le fesserie che si
            raccontano estremizzando cavilli delle licenze.No, non se ne dispone pienamente: non puoi vedere quello che fa, non puoi fare reverse engineering, puoi solo 'usarlo'. Il software libero ti dà l'opportunità di aggiungere le altre libertà, che il software proprietario non ti dà. Io personalmente sono disposto ad usare software meno performante e con meno funzionalità ma libero (ma noterai che sono pochi i casi, e tutti relativi ad ambiti piuttosto 'inquinati' da posizioni di monopolio e standard de facto che anche la massaia di voghera riconosce: pdf, flash, doc eccetera). Se è gratis, ancora meglio, ma in definitiva non è questo il punto: ad esempio, io ho pagato in tempo di apprendimento di linux e latex; se avessi usato mac+adobe forse sarei stato più produttivo fin da subito, a patto di un esborso in denaro iniziale, ma avrei foraggiato il software proprietario, e non ho voluto, investendo del mio nelle soluzioni libere. Ma sono/ero studente; chiaramente un'azienda non darà le stesse risposte: a lei interessa il rapporto costi/benefici, per cui un corso di formazione e tempo di apprendimento di tot impiegati costano più (almeno nel breve periodo) di tot licenze per avere un soft puntaclicca che fa tutto lui. Comprensibile. E paga.
    • A O scrive:
      Re: ...ma qualcosa merita di essere pagato?
      - Scritto da: gooliver
      Mi chiedo se FSF o i sostenitori del software
      open-source riconosceranno (prima o poi) il
      *valore commerciale* del software: è il frutto di
      un lavoro che merita una retribuzione oppure
      no?sei un troll o è solo FUD???nella home page di www.gnu.org (della FSF) c'è scritto bello chiaro: che tradotto (http://www.gnu.org/home.it.html) vuo dire: Se non bastasse si dice anche (http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html): E' chiaro??????????????
  • Anonimo scrive:
    Quanta infantilità
    Creare degli standard aperti è giusto e sacrosanto ma per un semplicissimo motivo: tutti hanno diritto di poter accedere allo scambio di informazioni."Fermare la conquista di microsoft" (oltretutto in un formato dove microsoft non c'entra niente e che può stare fresca di spazzare via con il suo "open" xml) di Star Warsiana memoria è una motivazione incredibilmente futile, da fan boy.FSF dovrebbe preoccuparsi di garantire quanto ho scritto sopra, non di dichiarare guerra a questa o quella multinazionale (spesso senza rilasciare soluzioni concrete, qui si sta ancora aspettando hurd): risulterebbe immediatamente più simpatica.
    • kotaro scrive:
      Re: Quanta infantilità
      - Scritto da: Anonimo
      Creare degli standard aperti è giusto e
      sacrosanto ma per un semplicissimo motivo: tutti
      hanno diritto di poter accedere allo scambio di
      informazioni.

      "Fermare la conquista di microsoft" (oltretutto
      in un formato dove microsoft non c'entra niente e
      che può stare fresca di spazzare via con il suo
      "open" xml) di Star Warsiana memoria è una
      motivazione incredibilmente futile, da fan
      boy.

      FSF dovrebbe preoccuparsi di garantire quanto ho
      scritto sopra, non di dichiarare guerra a questa
      o quella multinazionale (spesso senza rilasciare
      soluzioni concrete, qui si sta ancora aspettando
      hurd): risulterebbe immediatamente più
      simpatica.Veramente di open xml non hanno mai parlato, proprio perche' non c'entra nulla. Microsoft ha presentato un formato concorrente al pdf, a quello si riferiscono.Supportare un formato "aperto" per affossarne uno chiuso e "Microsoft centrico", per la comunita' open source, e' un atto di difesa non di guerra.
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanta infantilità
        Ma sinceramente, sono veramente così convinti che microsoft faccia complotti a destra e manca al punto da poter spodestare uno standard come i pdf ? Il Pdf è troppo radicato per rischiare qualcosa
    • eaman1 scrive:
      Re: Quanta infantilità
      - Scritto da: Anonimo
      FSF dovrebbe preoccuparsi di garantire quanto ho
      scritto sopra, non di dichiarare guerra a questa
      o quella multinazionale (spesso senza rilasciare
      soluzioni concrete, qui si sta ancora aspettando
      hurd): risulterebbe immediatamente più
      simpatica.Hurd?Stai aspettando Hurd?Ma in che mondo vivi? Praticamente hurd non frega a nessuno da dieci anni...Ha ho capito, visto che FSF ha il progetto hurd finche non fa hurd sono tutti dei parolai. KK te statte' bono li e aspetta hurd va'...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 dicembre 2007 01.38-----------------------------------------------------------
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanta infantilità
        Se non interessa più, si scrive nella home del progetto: "scusateci, ci siamo rotti, ci stiamo impegnando in attività più stimolanti, questo progetto è chiuso"
        • eaman1 scrive:
          Re: Quanta infantilità
          Grazie di averci reso partecipi di questo limpido pesiero.Ma sai, ci sono altri motivi... Che richiederebbero un po' piu' di conoscenza dello stato delle cose.Non e' che i sistemi liberi sono nati cosi' dal niente, e non e' senza qualche diga che sono rimasti tali.
          • Anonimo scrive:
            Re: Quanta infantilità
            Altri motivi che a quanto pare nessuno conosce e forse non sanno spiegare neanche quelli che "portano" avanti tutto.Alla luce dei fatti da hurd non si cava un ragno dal buco quindi o chiudono baracca o non sono seri.Meglio 1 progetto fatto bene che un numero immenso di discontinui
          • eaman1 scrive:
            Re: Quanta infantilità
            Mi sembra di capire che non parteciperai al progetto hurd l'anno prossimo...
          • Anonimo scrive:
            Re: Quanta infantilità
            Mi sa che se mi metto da solo sforno il doppio di quanto ha ottenuto hurd in un decennio
          • eaman1 scrive:
            Re: Quanta infantilità
            Gratz!Gia che ci sei scrivi anche il compilatore :P(giusto perche' siamo sotto natale).Ciao
    • cognome scrive:
      Re: Quanta infantilità
      E' un commento dell'autore dell'articolo,usato per farti far polemica....
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanta infantilità
        Certo certo, sono anche commenti dell'autore dell'articolo, quando nella gpl3, il testo ufficiale della licenza, si fanno i riferimento "at aziendam" proprio contro microsoft e TiVo.Sarà solo un'impressione ma ultimamente la FSF da quando se n'è uscita con la Gpl 3 ha perso parecchio di vista qual'è il vero scopo dell'open source.
        • cognome scrive:
          Re: Quanta infantilità
          Mi citeresti i riferimenti ad personam nella gpl3 ?!!! Così tanto per capire se sai di cosa parli....
          • Anonimo scrive:
            Re: Quanta infantilità
            Quando è uscita la gpl 3 è stata progettata proprio per agire contro microsoft la quale viene nominata più volte.Più che una licenza è una dichiarazione di guerra.
          • cognome scrive:
            Re: Quanta infantilità
            Ancora aspetto le presunte citazioni di cui parli....
    • Xilitolo scrive:
      Re: Quanta infantilità
      Veramente nell'articolo c'è scritto che è l'Adobe a voler contrastare lo standard Microsoft, per motivazioni facilmente comprensibili.E per motivazioni altrettanto comprensibili la FSF promuove un programma per la gestione di questo formato, dati che diventerà probabilmente uno standard ISO.
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