Apple/ A quando il primo Mactel?

di D. Galimberti - Le voci e le indiscrezioni sul periodo di uscita dei primi Mactel si stanno susseguendo senza sosta: le più recenti parlano di gennaio. Un'ipotesi attendibile?


In queste settimane si sta parlando molto della possibilità che Apple anticipi la presentazione dei cosiddetti Mactel , ovvero dei nuovi Mac con CPU Intel, a gennaio. Quanto attendibili possono essere considerate queste voci?

Durante l’ultima WorldWide Developer Conference (WWDC) il CEO di Apple, Steve Jobs, aveva annunciato che le macchine con nuova architettura sarebbero arrivate nell’estate del 2006. Oggi, però, c’è chi è pronto a scommettere che i primi modelli saranno presentati già durante l’expo di gennaio. Ad alimentare tale ipotesi c’è il fatto che lo sviluppo di Mac OS X per processori x86 sta avvenendo in perfetto sincronismo con la versione per PowerPC: un indizio importante della volontà di Apple di accelerare i tempi, quantomeno nello sviluppo del software. Per il momento, tuttavia, non ci sono ancora elementi precisi per stabilire se lo sviluppo dell’hardware Intel-based (e del relativo sistema di protezione) stia procedendo altrettanto rapidamente.

Altri segnali sono poi arrivati, come spesso accade, dagli analisti finanziari, che prevedono un trimestre natalizio roseo (complice il solito iPod, che per l’occasione è stato rinnovato, ma anche il nuovo iMac) e un periodo successivo ancora migliore, legato proprio al successo che dovrebbero riscuotere i nuovi Mac basati su processori Intel. Non per niente il titolo azionario, pur con oscillazioni a tratti marcate, sta puntando verso quote record oltre i 64 dollari.

Ma ancor più importanti delle considerazioni economiche ci sono due brevetti registrati recentemente da Apple, brevetti di cui alcuni siti hanno già fornito indiscrezioni più o meno attendibili.

Il primo brevetto riguarda il sistema di protezione che dovrà impedire l’installazione di Mac OS X sui computer non prodotti da Apple. Quest’ultima, com’era prevedibile, ha studiato i metodi utilizzati per aggirare le protezioni presenti nelle versioni distribuite agli sviluppatori, ed ha optato per una soluzione in realtà già abbastanza diffusa e con un buon livello di sicurezza: aggiungere false istruzioni (più o meno casuali) nel codice, in modo da rendere estremamente difficile il reverse engineering e il conseguente bypass delle protezioni. Fino a qui, come dicevamo sopra, niente di nuovo, ma il brevetto descrive in particolare le modalità con cui queste istruzioni vengono aggiunte al codice: non sarà più il programmatore a dover realizzare a mano (e successivamente gestire) questo “camuffamento”, ma un sistema automatico realizzato ad hoc ed assolutamente trasparente a chi sviluppa il codice. La bontà di questo sistema, ovviamente, sarà tutta da verificare, anche in funzione di quello che verrà implementato a livello hardware. Il cracking, per definizione, sarà sempre possibile, ma se viene reso estremamente complicato, lungo e laborioso, Apple vincerà questa sfida: anche perché ogni mese, in occasione degli update che esegue regolarmente, potrebbe continuamente cambiare le carte in tavola o aggiungere nuovi controlli.

Il secondo brevetto è ancora più interessante, anche se non direttamente legato ad un possibile anticipo sulla presentazione dei nuovi Mac, e riguarda la possibilità di caricare contemporaneamente, su un’unica macchina, due sistemi operativi: uno come primario e uno come secondario. Non stiamo parlando di multi-boot, e nemmeno di emulazione o traduzione dinamica del codice: si tratta di qualcosa di molto più “potente”, in quanto saremmo di fronte a due diversi sistemi operativi che girano in contemporanea, entrambi nativamente, grazie anche alle nuove tecnologie di virtualizzazione messe a punto da Intel. Qual è il significato di questo brevetto? Per il momento è difficile dirlo, specie considerando il gran numero di brevetti registrati ogni anno dalla società di Cupertino. Non è difficile tuttavia notare come Apple sia al momento l’unica azienda autorizzata ad installare Mac OS X sulle proprie macchine (anche materialmente finché le release ufficiali di Mac OS X x86 non verranno sprotette): potenzialmente, quindi, non solo potrebbe essere l’unica azienda a poter creare un multi-boot con tutti i maggiori sistemi operativi in circolazione (Windows, Linux e Mac OS X in primis), ma anche l’unica a poterne caricare due contemporaneamente.

Il vantaggio derivante da questa situazione sarebbe notevole: molti utenti sono restii a provare Mac OS X perché temono di non trovare gli stessi software che già utilizzano su Windows, e temono di non trovarsi a loro agio con del nuovo software e un nuovo sistema operativo. Altri ancora sanno per certo che alcuni software esistono solo per Windows e non hanno alternative equivalenti. Non dimentichiamo inoltre una piccola parte di utenti che magari è attratta dalle caratteristiche degli attuali Mac ma, per vari motivi, ha ancora bisogno di utilizzare Windows (ne ho conosciuti almeno sei nell’ultima settimana, e di questi nessuno aveva mai provato un Mac). La possibilità di caricare più sistemi operativi potrebbe far sì che Apple guadagni sia nuovi acquirenti di hardware che nuovi utenti di software, con conseguente crescita dell’interesse degli sviluppatori verso la propria piattaforma. Tutto ciò sarebbe fattibile anche con un normale multi-boot, ma la possibilità di utilizzare più sistemi in contemporanea amplificherebbe maggiormente l’effetto. Se l’intento fosse solo quello di diffondere il più possibile Mac OS X, Apple potrebbe rilasciarne una versione senza alcuna protezione ma, almeno per il momento, questa opzione va in conflitto con il suo principale interesse: vendere computer. Non va dimenticato, infatti, che il vero core business di Apple è la commercializzazione dell’hardware.

Nonostante alcuni sondaggi evidenzino come Mac OS X sia molto “desiderato” anche tra gli utenti dei normali PC x86, pretendere di fare concorrenza diretta a Windows nell’attuale situazione di mercato è a dir poco azzardato: mancano le premesse, alcuni software e una base di mercato sufficientemente grande; inoltre Apple sarebbe costretta a supportare il gran numero di componenti hardware oggi reperibili sul mercato dei PC. In futuro potrebbe anche accadere che Apple (se lo riterrà conveniente) esplori questa possibilità, ma attualmente credo sia molto remota. Non dimentichiamo inoltre che la casa della Mela ha dichiarato che non farà nulla per vietare l’installazione di altri sistemi operativi sulle proprie macchine, ma nel contempo non fornirà nemmeno alcun supporto in tal senso (anche se con il brevetto per il multi-OS l’azienda sembra contraddire, almeno in parte, l’ultima affermazione).


Ma arriviamo alle indiscrezioni che vogliono i primi Mactel in uscita già a gennaio. Qualcuno sostiene di aver addirittura già visto dei nuovi iMac con processore Intel, esattamente identici agli attuali ma leggermente più sottili e con apertura del case frontale invece che posteriore (identico invece l’accesso allo slot per la RAM aggiuntiva). Il processore usato per questo primo switch sarebbe il tanto annunciato Intel Yonah , con doppio nucleo e clock iniziale di 2,1 GHz, e la migrazione dovrebbe proseguire in primavera con nuove versioni dei PowerBook. Altre voci parlano invece di Mac-mini e/o iBook, sempre con processore Yonah.

Le motivazioni che potrebbero spingere Apple ad accelerare i tempi sono sia economiche che tecniche: tra le prime c’è il rischio che, nell’attesa dei nuovi Mactel, le vendite degli attuali sistemi subiscano una battuta d’arresto. Lanciare in anticipo una macchina con architettura Intel servirebbe a tamponare questa situazione, soprattutto se dovesse avere quel grande successo che gli analisti si aspettano; ma lanciarla con troppo anticipo significherebbe cogliere impreparati gli sviluppatori e cannibalizzare del tutto il mercato dei Mac tradizionali.

Quale sarebbe la macchina adatta per iniziare la transizione? La logica direbbe tutte quelle con processore G4, visto che anche l’ ultimo aggiornamento dei PowerMac non ha introdotto alcuna novità dal punto di vista dei processori. La logica però ci dice anche che finché non esiste software professionale ottimizzato per i processori di Intel, il cambio di architettura potrebbe non essere così favorevole per chi ha bisogno di alte prestazioni: se è vero che Apple ha già tutto il software pronto per entrambi i tipi di macchina, Adobe (tanto per citare uno dei nomi più conosciuti) ha già annunciato che prima della fine del 2006 non rilascerà versioni ottimizzate per x86, quindi chi usa determinati software sarebbe inizialmente costretto ad appoggiarsi a Rosetta.

Se le premesse che abbiamo fatto sono corrette, i migliori candidati ad iniziare lo switch sono le macchine consumer (i cui utenti utilizzerebbero principalmente software Apple) con processore G4, ovvero iBook e Mac-mini. Ma anche questa scelta potrebbe avere dei risvolti poco piacevoli: se Yonah è veramente così efficiente come sembra, e non c’è la possibilità di introdurre novità come un G4 dual-core (adatto ai portatili della linea professionale), ritrovarsi con un iBook più veloce di un PowerBook sarebbe per Apple quantomeno imbarazzante. Sotto questo punto di vista l’iMac potrebbe essere il miglior candidato ad una transizione anticipata: è una macchina consumer che non richiede necessariamente la presenza di software professionale, e nel contempo un eventuale incremento di prestazioni non darebbe fastidio ai PowerMac G5, ormai avviati verso la strada delle configurazioni a quattro core (due G5 a doppio nucleo). È difficile però credere che Apple voglia giocarsi da subito una delle sue macchine più riuscite con processore G5, lasciando invariato il mercato dei portatili (che attualmente guida le vendite) e il Mac mini (che a tutti gli effetti rappresenta la migliore scelta per tutti i potenziali switcher).

Come si può vedere, è davvero arduo fare un pronostico, e credo che anche per Apple la scelta non sarà delle più facili, soprattutto se l’intenzione è quella di forzare i tempi a gennaio: ipotesi cui personalmente credo poco. Se dovessi azzardare delle previsioni punterei ai seguenti sviluppi delle macchine Apple:
– PowerMac G5 e Xserve tutti con doppio processore a doppio core;
– iMac con G5 dual-core (a meno che questa scelta non comporti problemi di dissipazione del calore);
– Mac mini e iBook prime macchine a passare ai processori Intel;
– il PowerBook, se non ci saranno novità in campo PPC, passerà subito ad Intel (in contemporanea con l’iBook), altrimenti potrebbe prima essere aggiornato ai G4 dual-core.

Come tradizione, Apple mantiene la massima riservatezza sui propri piani. Non resta dunque che attendere gennaio per scoprire – in tutto o in parte – i progetti di Jobs sulla migrazione ai chip x86.

Domenico Galimberti

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  • Elwood_ scrive:
    scuserete la mia diffidenza...ma
    1) siamo ormai in piena campagna elettorale o quasi.Per cui io ho sempre guardato con molto sospetto queste "innovazioni" allo scadere di un mandato elettorale.2) probabilmente sbagliero' per cattiva memoria, ma dove erano i radicali e il signor Cappato quando la comunita' opensource con i verdi in testa "questo secondo me va ricordato" manifestavano contro la legge sulla brevettabilita' del software?Dove erano questi ferventi fautori del P2P, quando si manifesto' conto la legge che si voleva approvare al parlamento europeo?Ah io di giustissimi commenti sulle dichiarazioni dell' on. Bonino ne ho sentiti, su molte delle vicende odierne, eppure mi sfugge un solo commento a riguardo del P2P e all'opensource in questi anni.Strano, ma sara' colpa mia :D Eppure i radicali, preparatissimi sui concetti di bioetica embrionale (materia molto complessa) pero' IMHO i loro discorsi, restano "stranamente digiuni" di P2P, creative commons e diritti. che la bioetica sia piu' complessa di una rete P2P?E invece Beppe Grillo, che non e' ne' un politico ne' tantomeno un Europarlamentare ne parla da diverso tempo. strano...Ascolto da parecchi mesi radio radicale, e le interviste di Pannella messe in onda il sabato sera, ma una volta che fosse una volta, l'avessi mai sentito parlare di opensource ne' di parole contro la brevettabilita' del software. Avro' ascoltato le trasmissioni sbagliate?Puo' darsi. Come e' anche vero, che mi sfuggono ancora manifestazioni a favore dell'opensource e contrarie alla brevettabilita' del software.Saro' un pochino sospettoso, ma certo e' che questi signori di brevettabilita' del software e di peer to peer ne parlino (guarda tu il caso) allo scadere del mandato elettorale del Centro Destra.Dubitosamente Vostro Elwood_==================================Modificato dall'autore il 22/11/2005 13.10.18
    • Anonimo scrive:
      Re: scuserete la mia diffidenza...ma
      Caro Elwood,è che sei poco attento. Perché proprio quando i verdi *ritiravano* gli emendamenti contro la legge urbani perché avevano fiducia che urbani cambiasse la legge che Marco Cappato prima si autodenunciava per violazione di quella legge Urbani. Il massimalismo e il clientelismo della sinistra ha fatto votare la legge senza modifiche. Successivamente Cappato ha denunciato lo stesso ministro per la violazione della sua propria legge. Persino la stampa internazionale ha riportato la cosa.sei poco attento perché altrimenti ti saresti accorto che mentre i verdi accendevano una inutile querelle sulle astensioni al voto europeo sui brevetti, Pannella e la Bonino si meritavano un ringraziamento pubblico di tutte le organizzazioni del software libero che avevano condotto la battaglia sui brevetti.sei poco attento perché mentre i verdi hanno continuato a brigare sulla fantomatica legge sul software libero (la cui definizione ormai è quella che da Microsoft: software disponibile, controllare per credere) ti saresti accorto che Somma ha fatto una lunga battaglia contro Vigevano per far ammettere la FSFE alle audizioni della commissione eContent e ha evidenziato il plagio del documento governativo sul DRM.Persino Pannella, alla vigilia del voto europeo, parlò esplicitamente della brevettazione software e dell'open source nella conversazione con Radio Radicale. (mentre qualche leader della sinistra, si può dire?, nell'aula neppure si è presentato, come Bertinotti e Dalema).Perciò è ragionevole che tu sia diffidente, ma solo eprchè sei male informato. Perché tu sia male informato, e diffonda disinformazione, non è dato di saperlo.Punto Informatico ha seguito i radicali in tutti questi passaggi.Se l'appartenenza alla sinistra si contasse più sulle cose che si fanno veramente che nell'acritico supporto a questo o quel colore, sarebbe un bene per tutti.
  • iced scrive:
    Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
    Mi dispiace, ma non mi fido dei Radicali. E vi spiego perché. Qualche anno fa ho navigato per qualche minuto sul loro sito (non lo farò mai più), per curiosità più che altro, senza compilare alcun form, o richiedere alcun tipo di informazione, nè dando nessun mio dato personale.Qualche giorno dopo mi arrivò sulla casella di posta un messaggio "da Emma Bonino", lungo così, che mi spiegava questo e quello, e perché dovevo votarli, o perché dovevo finanziarli.Beh, applausi al ladro! Con qualche tecnica da cracker erano riusciti ad appropriarsi del mio indirizzo di posta elettronica, e iscrivermi d'ufficio alla loro mailing list.Mi sono fatto togliere.Da quanto ho letto, e da quanto ha scritto Emanuele Somma ([OT] è ancora direttore di Linux Magazine?? quello che faceva pubblicità a Microsoft??), non mi piace questo P2P "controllato" da un partito, e con il suo marchio.NON mi spiace nenache tanto. Non mi fido!Ma come facciamo a fidarci di questa gente? Possiamo controllare quello che fanno? Oppure saranno loro a controllare quel che facciamo???Ciao, iced
  • Anonimo scrive:
    radioradicale non parla di p2p o cpyleft
    ciao, ho navigato il sito radioradicale, ma non mi sembra proprio che usino creative commons, copyleft o p2p. e a voi?dove ne parlano? in fondo alla pagina c'è un bel copyright! :)
    • Anonimo scrive:
      Re: radioradicale non parla di p2p o cpy
      infatti. cerco di farlo notare da questa mattina alle 11 ma pare che la cosa non interessi nessuno :(
      • diego galli scrive:
        Re: radioradicale non parla di p2p o cpy
        il nostro comunicato è un annuncio, non il lancio del nuovo sito. appena il nuovo sito sarà pronto (circa un mese da oggi) tutto il materiale sarà distribuito con licenza creative commons attribuzione - condividi allo stesso modo 2.0diego galliresponsabile del sito internet di radio radicaled.galli@radioradicale.it
  • Anonimo scrive:
    Re: dovrebbero metterli in ed2k
    - Scritto da: Anonimo
    dovrebbero mettere i link ed2k ufficiali che
    comprendano anche la fonte http Esatto, e se proprio vogliono diffondere il simbolo dei radicali, basterebbe un programmino che controlla che la firma digitale del file sia quella dei radicali.
  • Anonimo scrive:
    Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
    L'unica cosa che vorrei sapere con chiarezza da Somma è: SARA' POSSIBILE SCAMBIARE FILE QUALSIASI (iso, mp3, pdf, etc.) SUL VOSTRO CLIENT P2P, MANTENENDO LA PRIVACY?
    • Anonimo scrive:
      Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
      - Scritto da: Anonimo

      L'unica cosa che vorrei sapere con chiarezza da
      Somma è: SARA' POSSIBILE SCAMBIARE FILE QUALSIASI
      (iso, mp3, pdf, etc.) SUL VOSTRO CLIENT P2P,
      MANTENENDO LA PRIVACY?t'ha dato l'indirizzo, scrivigli :)e poi posta qui, come ha fatto l'ottimo :)
  • Anonimo scrive:
    Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
    Emmanuele Somma scrive:
    Questo è rilevante in una situazione come quella
    italiana dove la legge Urbani e le ulteriori attività
    della Presidenza del Consiglio dei Ministri sotto la
    guida di Mauro Masi, ex commissario governativo
    alla SIAE, stanno chiaramente ponendo fuori legge
    il peer to peer, la crittografia per uso personale e
    non solo quello. Qualcuno li avverta allora che stanno perdendo il loro tempo. Ci sono già radio che trasmettono in p2p, e presto alcune tv italiane libere trasmetteranno in p2p. Il p2p è una tecnologia che non potranno fermare mai.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
      - Scritto da: Anonimo
      Emmanuele Somma scrive:


      Questo è rilevante in una situazione come quella

      italiana dove la legge Urbani e le ulteriori
      attività

      della Presidenza del Consiglio dei Ministri
      sotto la

      guida di Mauro Masi, ex commissario governativo

      alla SIAE, stanno chiaramente ponendo fuori
      legge

      il peer to peer, la crittografia per uso
      personale e

      non solo quello.

      Qualcuno li avverta allora che stanno perdendo
      il loro tempo.

      Ci sono già radio che trasmettono in p2p, e
      presto alcune tv italiane libere trasmetteranno
      in p2p.

      Il p2p è una tecnologia che non potranno fermare
      mai.
      mica la vogliono fermare.
  • Anonimo scrive:
    Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
    - Scritto da: Anonimo
    Vi giro il commento che mi ha fatto pervenire
    Emmanuele Somma, development leader del progetto.

    commissario governativo alla SIAE, stanno
    chiaramente ponendo fuori legge il peer to peer,
    la crittografia per uso personale e non solo
    quello. Questo è interessante. Non conosco approfonditamente la legge italiana. Si intende che sono in corso di varo norme che proibiranno direttamente l'uso stesso di software p2p o lo scambio di messaggi cifrati?Poi un consiglio: ho visto il sito mediapeer. Mettete un po' a posto l'inglese :) oppure fatene anche una versione in italiano e in esperanto.
  • Anonimo scrive:
    Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
    qui potete trovare tutta la documentazione approfondita:www.radioradicale.it/mediapeerper mettersi in contatto con i responsabili del progetto:staff@mediapeer.orgDiego GalliResponsabile del sito www.radioradicale.it d.galli@radioradicale.it
  • Anonimo scrive:
    Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
    - Scritto da: Anonimo
    condizioni). Questo è rilevante in una situazione
    come quella italiana dove la legge Urbani e le
    ulteriori attività della Presidenza del Consiglio
    dei Ministri sotto la guida di Mauro Masi, ex
    commissario governativo alla SIAE, ***stanno
    chiaramente ponendo fuori legge il peer to peer,
    la crittografia per uso personale e non solo
    quello.***Va bene... fermate il mondo, intendo scendere...Se pensano di intimorirmi con leggi anti-crittazione possono tranquillamente metterselo in quel posto... significa che passerò la mia vita dietro le sbarre per questa ragione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
      Allora sarai in ottima compagnia di Cappato Somma e qualcun altro.
      • Anonimo scrive:
        Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
        - Scritto da: Anonimo
        Allora sarai in ottima compagnia di Cappato Somma
        e qualcun altro.Vedi non tutto il male viene per nuocere... almeno avrò qualcuno con cui parlare che la pensa come me.
        • Anonimo scrive:
          Re: Perché un nuovo client (da Emmanuele
          - Scritto da: Wakko Warner

          - Scritto da: Anonimo

          Allora sarai in ottima compagnia di Cappato
          Somma

          e qualcun altro.

          Vedi non tutto il male viene per nuocere...
          almeno avrò qualcuno con cui parlare che la pensa
          come me.si, con 2 metri di cemento fra di voi da ogni lato.buona permamenza!
  • Anonimo scrive:
    Re: non usate il p2p di RR
    Se il software è open source e si basa sulla crittografia GNU Privacy Guard dove tu solo conosci le tue chiavi private mi sa che la CIA sta facendo un clamoroso autogol. Se i radicali riuscissero a farsi finanziare dalla CIA per fare un software così avrebberto tutto il mio rispetto. Il problema non è che non ti firmi, ma che non usi il cervello!
    • Anonimo scrive:
      Re: non usate il p2p di RR
      - Scritto da: Anonimo
      Se il software è open source e si basa sulla
      crittografia GNU Privacy Guard dove tu solo
      conosci le tue chiavi private mi sa che la CIA
      sta facendo un clamoroso autogol. Sì sì, voglio proprio vedere con chi la scambi la tua password inviolabile.Intanto c'è Massimo Teodori che dalla contentezza si è bagnato i pantaloni.
  • Anonimo scrive:
    Belle parole ma...
    Non è la prima volta che l'emittente diretta da Massimo Bordin annuncia le magnifiche sorti e progressive della messa on-line gratuita dell'immenso archivio audio video. Solitamente questo avviene in prossimità degli appuntamenti pubblici della community come quello che si è tenuto a Torino poche ore fa. La realtà purtroppo è molto diversa come potete facilmente verificare su www.radioradicale.itAl momento infatti i pochi documenti presenti sono sotto copyright e non c'è nessun riferimento alle licenze CC.L'archivio e solo in consultazione ( solo testo ) e gli audio video presenti non sono downloadabili.Il motore di ricerca è "temporaneamente sospeso" da aprile.Inoltre il sito, in violazione della legge Stanca, non supera la validazione W3C.Insomma un vero disastro. Mettete insieme un sito vecchio e pieno di errori, l'assoluta assenza di controllo sui contenuti, il protagonismo di qualche giovanotto di ( ex ) belle speranze, il giornalismo cialtrone di casa nostra che non verifica le notizie e si limita a "passare" i comunicati facendo fiducia al ( ex ) buon nome dell'emittente radicale e il gioco è fatto: si passa sulle agenzie di stampa e si strappa qualche trafiletto sui giornali e su punto informatico.
    • Anonimo scrive:
      Re: Belle parole ma...
      è vero nel sito non c'è una nerchia. VERGOGNA!
    • Anonimo scrive:
      Re: Belle parole ma...
      E' un problema di costi, e di tempo ovviamente. Gestire una tale quantità di audio e video da digitalizzare e organizzare richiede fondi che al momento non sono a disposizione di Radio Radicale, che fa parte ricordo dell'unico partito italiano che rifiuta i finanziamenti pubblici ai partiti. Radio Radicale utilizza i fondi pubblici per la messa in onda in diretta e senza commento radicale dei lavori parlamentari, fornendo perciò un servizio pubblico, e utilizzando per tutte le altre trasmissioni e per la gestione di tutto il resto- siti compresi - soltanto i soldi privati del partito, provenienti dagli iscritti, dalle fondazioni, dai donatori e dai prestiti chiesti a finanziatori e banche (tutto il bilancio è pubblicato ogni anno).Anche per questo motivo s'è deciso di utilizzare una piattaforma come il p2p: non richiede l'acquisto di macchinari e server aggiuntivi. Si tratta solo pazientemente - e questo credo che lo si farà chiedendo aiuto a qualche volontario - di catalogare e digitalizzare tutto l'archivio.Un po' lo si sta facendo già: alcune cose sono già scaricabili (io consiglio gli argutissimi interventi del professor De Marchi, purtroppo disponibili soltanto fino al 2003, per ora). Ma attendo fiducioso il p2p radicale...
      • Anonimo scrive:
        Re: Belle parole ma...
        Caro amico, ma queste favolette chi te le racconta?I bilanci della radio e del partito sono SEPARATI ( e non potrebbe essere altrimenti ... )Al settore internet sono destinati fondi ingenti e all'archiviazione dei documenti lavorano, regolarmente stipendiate, una decina di persone da oltre 15 anni.L'archivio è infatti consultabile a questo indirizzo http://service.radioradicale.it/archivio/?I pregevoli interventi del Prof De Marchi http://www.radioradicale.it/servlet/RadioPublisher?cmd=stampaViewScheda&livello=s4.2non sono scaricabili come tutto il resto.Questo in aggiunta e a precisazione di quanto sopra già indicato rispetto alle licenze CC. Poi naturalmente i mafiosetti possono mettere voti negativi a questo 3d per cercare di occultarlo ma i fatti rimangono a futura memoria se la memoria avrà un futuro.
        • Anonimo scrive:
          Re: Belle parole ma...
          - Scritto da: Anonimo
          Caro amico, ma queste favolette chi te le
          racconta?
          I bilanci della radio e del partito sono SEPARATI
          ( e non potrebbe essere altrimenti ... )Certo, come l'Unità ha bilancio separato dai DS, è ovvio. Se tu non sprecassi il tuo tempo a dare dei mafiosetti e dei boccaloni a i pochi che ancora cercano di salvaguardare le libertà digitali ti saresti accorto che a sua volta il bilancio di Radio Radicale è diviso in trasmissioni proprie e in trasmissioni in convenzione, le prime pagate privatamente, le seconde con i soldi pubblici. Non a caso la scelta di mettere proprio Rita Bernardini come tesoriere è simbolica della voglia di trasparenza che non ha eguali in nessun altro partito italiano.
          Al settore internet sono destinati fondi ingenti
          e all'archiviazione dei documenti lavorano,
          regolarmente stipendiate, una decina di persone
          da oltre 15 anni.Che non hanno ancora finito il lavoro: un conto è archiviare, un conto è digitalizzare, un conto è avere risorse per lasciare tutta quella roba a disposizione del pubblico. Proprio per questo si cercano volontari e si opta per il p2p.
          L'archivio è infatti consultabile a questo
          indirizzo
          http://service.radioradicale.it/archivio/?Appunto.
          I pregevoli interventi del Prof De Marchi
          http://www.radioradicale.it/servlet/RadioPublisher
          non sono scaricabili come tutto il resto.Sono scaricabilissimi. Clicchi sull'intervento e poi a destra compare "Scarica il file".
          Questo in aggiunta e a precisazione di quanto
          sopra già indicato rispetto alle licenze CC. Poi
          naturalmente i mafiosetti possono mettere voti
          negativi a questo 3d per cercare di occultarlo ma
          i fatti rimangono a futura memoria se la memoria
          avrà un futuro.Devono averti fatto qualcosa di personale, mi sa. Altrimenti non si spiega quest'odio verso chi non mette ancora a disposizione tutto l'archivio.quando gli altri non mettono a disposizione alcunché.
          • Anonimo scrive:
            Re: Belle parole ma...
            Guarda, caro amico, che qui nessuno odia nessuno: siamo in un libero spazio di discussione nel quale mi sono limitato a segnalare che nel comunicato diffuso e ripreso da questo e da altri siti oltre che da prestigiosi giornali e agenzie di stampa, si dicono cose, ad oggi, inesatte se non false. Ti ringrazio per esserti candidato a gestire la mia agenda ma preferisco decidere da me come perdere il mio tempo ( sempre se permetti, naturalmente ).Per il resto ti invito, senza retorica e polemica, a meglio informarti sulle cose di partito e sugli obblighi di bilancio dati dal Codice civile. Non ho capito ( e secondo me neppure tu ) cosa c'entri Rita Bernardini che ha già i suoi bei guai a tenere a bada i milioni di euro di debiti prodotti negli anniPer il resto, invece, mi sembri, rispetto al "progetto" di radioRadicale, molto ben informato, molto "interno" e quindi accolgo l'invito alla pazienza anche se i dubbi rimangono quando vedi questa roba http://www.radioradicale.it/mediapeer/ e come è scritta.Ultima cosa: io lavoro ad organizzare contenuti: se questa cosa va in porto non posso che essere felice ( e ricco )Se son rose... ma non mi pare proprio...
          • Anonimo scrive:
            Re: Belle parole ma...

            Ultima cosa: io lavoro ad organizzare contenuti:
            se questa cosa va in porto non posso che essere
            felice ( e ricco )Allora sono io che ho frainteso. Scusa. Davvero.
    • diego galli scrive:
      Re: Belle parole ma...
      il nostro comunicato è un annuncio, non il lancio del nuovo sito. appena il nuovo sito sarà pronto (circa un mese da oggi) tutto il materiale sarà distribuito con licenza creative commons attribuzione - condividi allo stesso modo 2.0, e saranno ovviamente risolti i problemi relativi al motore di ricerca, all'accessibilità, etc.diego galliresponsabile del sito internet di radio radicaled.galli@radioradicale.it
      • Anonimo scrive:
        Re: Belle parole ma...
        Appuntamento allora al 22 dicembre? Speriamo solo non sia il solito annuncio alla radicale...
        • Anonimo scrive:
          Re: Belle parole ma...
          aaaaaaaah perchè ci sarà anche un nuovo sito? meno male perchè quello attuale è una baracca :-)Nel frattempo vedi se riesci ad ottenere la rettifica per le cose che, scorrettamente, hai scritto nel comunicato.Su puntoinformatico infatti leggo ancora:Roma - Trent'anni di storia, di lavori parlamentari, congressi politici, casi giudiziari, scandali dell'intelligence, interviste, dichiarazioni, denunce: il materiale raccolto con certosina pazienza da Radio Radicale, la storica emittente politica romana, E' ORA DISPONIBILE online sul sito RadioRadicale.it, attivo dal 1998, grazie alle Creative Commons.Non basta far cambiare i sottotitoli visto che il tuo sito è tutto sotto copyright...Complimenti anche per esserti registrato prontamente a puntoinformatico a dimostrazione che sei un ragazzo serio e con un grande avvenire... dietro le spalle.
          • Anonimo scrive:
            Re: Belle parole ma...
            Vi ricordare la polemica ( http://punto-informatico.it/forum/poc.asp?fid=56350&tfid=2&r=PI )sul nuovo P2P di Radio radicale e l'annuncio dell'adozione delle CC2 per il materiale dell'archivio? avete qualche novità ? il bel tomo del responsabile del sito sapete che fine ha fatto?
  • Anonimo scrive:
    BENE I RADICALI
    Un' altra battaglia azzeccata come quella sul divorzio.
    • Anonimo scrive:
      Re: BENE I RADICALI
      ...il paragone non calza.Anche l'utente p2p più estremista riconoscerà che il divorzio è "un pò" più importante del rilascio dei contenuti in creative commons
  • Anonimo scrive:
    Brevetti
    Ma i radicali non erano quelli che si sono astenuti al parlamento Europeo quando c'era da votare sui brevetti e hanno fatto una caciara alle ultime amministrative per allearsi con Berlusconi? Adesso basta "blaterare" di open source e adottarlo per non pagare 1 ? di licenze software per essere "cool" e di sinista.Io non ho la memoria così corta e spero che neache molti altri alle prossime elezioni. E come diceva Toto "Accà nescuno è fesso"
    • Anonimo scrive:
      Re: Brevetti
      Sui brevetti i radicali si sono astenuti.. Motivo per cui sono stati ringraziati da Free Software Foundation e da tutti coloro che si sono battuti contro i brevetti.Forse dovremmo iniziare a smetterla con questo riflesso antiradicale per partito preso solo perché non stanno lì a leccare il culo alle gerarchie dei partiti (di destra e di sinistra) e invece si ingegnano per difendere i cittadini nella pratica.Se ci fossero stati radicali in parlamento forse la legge Urbani non sarebbe passata (e senza dubbio non si sarebbero ritirati gli emendamenti per 'fiducia' che Urbani avesse cambiato la sua legge come ha fatto Cortiana, i cui fan, si vede, invece di accettare la loro sconfitta su tutta la linea ora se la prendono con gli unici che continuano a difendere politicamente il peer to peer).Riporto le posizioni di quella storia:[Stefano Maffulli presidente Free Software Foundation Europe]Ringraziamento agli europarlamentariGentili On. Bonino, Pannella, Sbarbati, Toia,voglio esprimervi il mio sentito ringraziamento per l'appoggio fornito in questi anni per evitare che l'oscena pratica dell'EPO di rilasciare brevetti sul software venisse sancita da una direttiva europea. Mi preme ringraziarvi pubblicamente perché i non bene informati potrebbero fraintendere il voto di astensione, che invece per noi rappresenta unachiara censura all'operato dell'EPO. D'altronde con alcuni di voi il lavoro per evitare i danni all'economia europea era iniziato addirittura nella passata legislatura.Nell'attesa di rivolgere le attenzioni all'EPO e risolvere definitivamente la questione brevetti software in Europa, Vi porgo i miei migliori saluti.Stefano Maffulli Presidente sezione italiana FSF [La spiegazione di Strozzi/ILS]Anche qui, l?astensione nei due schieramenti è avvenuta quindi per ragioni opposte:1) Fra i pro-swpat, perchè coloro che si sono astenuti sono quelli che più di altri volevano che la direttiva passasse nella sua forma ?peggiore?.2) Fra gli anti-swpat, perchè coloro che si sono astenuti sono quelli che avrebbero idealmente voluto che la direttiva passasse nella sua forma ?migliore?.Questo per fugare ogni illazione di ?doppio-giochismo? che purtroppo qualcuno, poco informato, ha fatto su alcuni astensionisti dello schieramento anti-swpat.[Marco Menardi/FFII ringrazia Cappato]Marco Menardi (7/7/05 9:45:43 AM) "Grazie x impegno contro i brevetti software!Grazie a te e, all'on. Pannella e all'on. Bonino per quanto avete fatto anche in questa occasione del voto di oggi a Strasburgo. La loro astensione sulla mozione di rigetto è certamente dovuta al fatto che avrebbero preferito avere la direttiva emendata con un secco NO ai brevetti software (emendamenti Rocard). Purtroppo ci si è dovuti accontentare di un rigetto, che è comunque una grande vittoria!Ancora grazieMarco Menardirappresentante FFII per l'Italia"[Sebastiani del LUGROMA]Precisazione su astenuti e contrariAlla luce di queste considerazioni ci sembra doveroso precisare la nostra posizione nei riguardi di quei pochi parlamentari che nella votazione per la bocciatura si sono astenuti, attirando ingiuste critiche.Essi non lo hanno presumibilmente fatto perchè erano favorevoli a testo della direttiva, anzi, molti di essi si sono fortemente spesi per emendare adeguatamente il testo proprio nella direzione per noi più favorevole. E questo spiega la loro corerente scelta di astenersi di fronte all'ipotesi bocciatura. Prendiamo atto del loro coraggio e corenza, visto che hanno pagato ingiustamente la loro scelta, attirando molte critiche all'indomani della votazione. Critiche che noi non sosteniamo ma anzi deprechiamo.
    • salvio scrive:
      Re: Brevetti
      Anonimo,i radicali sono stati sempre in prima fila contro la legge sui brevetti. Se cerchi in giro è pieno di documenti, proposte, convegni coi radicaliin prima fila. L'astensione nella circostanza a cui tu ti riferisci era una mossa tecnica volta a affossare definitivamente la legge. Informarsi prima, informarsi meglio? - Scritto da: Anonimo
      Ma i radicali non erano quelli che si sono
      astenuti al parlamento Europeo quando c'era da
      votare sui brevetti e hanno fatto una caciara
      alle ultime amministrative per allearsi con
      Berlusconi? Adesso basta "blaterare" di open
      source e adottarlo per non pagare 1 ? di licenze
      software per essere "cool" e di sinista.
      Io non ho la memoria così corta e spero che
      neache molti altri alle prossime elezioni. E come
      diceva Toto "Accà nescuno è fesso"
    • Anonimo scrive:
      Re: Brevetti
      - Scritto da: Anonimo
      E come
      diceva Toto "Accà nescuno è fesso"E manco "studiato" suppongo...Se magari prima di parlare e dire cazzate ci si informasse meglio eh?Non c'è un partito che si sia impegnato CONTRO i brevetti software come hanno fatto i Radicali. Certo, il loro "peso" è limitato dal fatto che sono in pochi, ma non è certo colpa loro se gli italiani sono più interessati ad avere i crocifissi nelle scuole che garantire la _VERA_ libertà a tutti.
  • Anonimo scrive:
    Ho scritto a Radio Radicale
    i commenti che avete fatto (indicato i link)Spero che vengano a vedere e magari rispondano ancheCiao
  • Anonimo scrive:
    Bordin sei un grande!
    Come da oggetto.
  • Anonimo scrive:
    I radicali troppo avanti per l'italia
    Ho spesso la sensazione che i radicali siano 10 anni avanti rispetto agli altri partiti politici
    • Anonimo scrive:
      Re: I radicali troppo avanti per l'itali
      - Scritto da: Anonimo
      Ho spesso la sensazione che i radicali siano 10
      anni avanti rispetto agli altri partiti politiciIo invece ho la sensazione che siano gli altri partiti ad essere 10 anni indietro rispetto al resto d'Europa ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: I radicali troppo avanti per l'itali
        Beh la sostanza non cambia molto Allora mettiamola cosìI radicali sono "uomini del nostro tempo" mettiamo per esempio a "livelli inglesi"Gli altri partiti sono a livelli bulgari ;-)
        • gattosiamese scrive:
          Re: I radicali troppo avanti per l'itali
          - Scritto da: Anonimo
          Beh la sostanza non cambia molto
          Allora mettiamola così
          I radicali sono "uomini del nostro tempo"
          mettiamo per esempio a "livelli inglesi"

          Gli altri partiti sono a livelli bulgari ;-)attenti al nostro povero stato sociale:'(
      • tiro scrive:
        Re: I radicali troppo avanti per l'itali
        - Scritto da: Wakko Warner
        - Scritto da: Anonimo

        Ho spesso la sensazione che i radicali siano 10

        anni avanti rispetto agli altri partiti politici

        Io invece ho la sensazione che siano gli altri
        partiti ad essere 10 anni indietro rispetto al
        resto d'Europa ;)o forse e' l'italiano medio ad essere indietro anni luce??? La sua arretratezza si e' acutizzata negli ultimi anni, dai media ovviamente.si, l'italiano medio e' succube dei media e reagisce di conseguenza. Purtroppo.
    • Anonimo scrive:
      Re: I radicali troppo avanti per l'itali
      Per ora sono pochi. I radicali di Pannella ora sono nell'unione. Se poi loro siano di sinistra o se l'unione sia di sinistra non so. Un tempo erano all'estrema sinistra. Poi sotto craxi furono craxiani. Gli ultimi dieci anni con Berlusconi e Capezzone che è dichiaratamente neoconservatore, di sinistra non lo sono stati. Ora sono di sinistra? Boh. E in futuro? Comunque questa cosa del p2p è ben fatta, anche se di una nuova piattaforma probabilmente non c'è bisogno.
      • tiro scrive:
        Re: I radicali troppo avanti per l'itali
        - Scritto da: Anonimo
        Per ora sono pochi. I radicali di Pannella ora
        sono nell'unione. Se poi loro siano di sinistra o
        se l'unione sia di sinistra non so. Un tempo
        erano all'estrema sinistra. Poi sotto craxi
        furono craxiani. Gli ultimi dieci anni con
        Berlusconi e Capezzone che è dichiaratamente
        neoconservatore, di sinistra non lo sono stati.
        Ora sono di sinistra? Boh. E in futuro? Comunque
        questa cosa del p2p è ben fatta, anche se di una
        nuova piattaforma probabilmente non c'è bisogno.ma sei da solo a riempirti la bocca di tutte queste fesserie o ti aiuta qlcn???I radicali sono famosi per le loro lotte per le liberta' individuali, per i diritti civili dei cittadini. I diritti civili e le liberta' individuali non hanno colorore politico (oggi). A livello economico, basta ascoltare radio radicale la mattina presto, per rendersi conto che sono mooolto destrosi. Sicuramente sarebbe una destra piu' decorosa di quella italiana (se ancora la si puo' chiamare destra).Se la politica italiana ha ancora un'anima ed una dignita' allora si chiama partito radicale.Probabilmente preservano ancora integrita' e coerenza perche' non sono mai stati ai piani alti del potere. Chi voleva odorare il potere e' uscito dal partito. Vedi Ciccio Rutelli.
        • Anonimo scrive:
          Re: I radicali troppo avanti per l'itali
          - Scritto da: tiro

          - Scritto da: Anonimo
          ma sei da solo a riempirti la bocca di tutte
          queste fesserie o ti aiuta qlcn???No, no, scrivo tutto da solo :)
          A livello economico, basta ascoltare radio radicale
          la mattina presto, per rendersi conto che sono
          mooolto destrosi. Sicuramente sarebbe una destra
          piu' decorosa di quella italiana (se ancora la si
          puo' chiamare destra).
          Se la politica italiana ha ancora un'anima ed una
          dignita' allora si chiama partito radicale.Guarda, credo che tu dimostri quanto, al di là delle chiacchiere, il curore dei radicali di pannella batta a destra. Tu forse non lo sai, perché non te lo dicono, ma taaanti anni fa i radicali erano un partito di sinistra, poi sono diventati craxiani, poi berlusconiani, come piace a te. Ma non a me e a tanti altri che invece se ne sono andati e si riconoscono nei radicali di sinistra.Ora Pannella sostiene di nuovo di essere di sinistra. Se a te la cosa non piace, faglielo sapere. Però se fossi in te non mi starei a preoccupare, sai. Oggi è di sinistra, ma domani chissà? Basta che aspetti :)
  • midori scrive:
    Grande!!
    Lo hanno scritto nel loro programma che avrebbero promosso P2P e CreativeCommons ed hanno cominciato :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Grande!!
      - Scritto da: midori

      Lo hanno scritto nel loro programma che avrebbero
      promosso P2P e CreativeCommons ed hanno
      cominciato :)
      elezioni 2006! tutti pronti!!! :Dalmeno questa cosa è strautile a tutti :)sarebbe bello rifare un portale di link "tipo" quello che fu di contenuti illegali, ma LEGALE, con recensioni, articoli e commenti sui contenuti.e i link ed2ke se non lo fanno loro lo faranno gli utenti, tanto se è in creative commons :)figata! :)grandi radicali... una volta liberati i contenuti, ognuno può organizzarli alla grande!RADICALI LIBERI... non sempre un danno! ;-)
      • diego galli scrive:
        Re: Grande!!
        abbiamo costretto con l'esempio la Rai a trasmettere le sedute del parlamento. la costringeremo anche a fare come la BBC e rilasciare il suo archivio a chi lo ha pagato: i cittadini.
  • Anonimo scrive:
    innovativi i radicali..
    mi ricordo ancora la radicalbar per navigare su internet... peccato che ultimamente le loro battaglie siano poco condivisibili (per me)
    • Anonimo scrive:
      Re: innovativi i radicali..
      - Scritto da: Anonimo
      mi ricordo ancora la radicalbar per navigare su
      internet... peccato che ultimamente le loro
      battaglie siano poco condivisibili (per me)La battaglia dei radicali è sempre stata quella di difendere le libertà personali. Non si può essere d'accordo con una libertà personale e allo stesso tempo reprimerne un'altra solo perché non si è d'accordo con essa perché questo oltre ad essere ipocrita è anche ridicolo.Nasciamo tutti liberi, se io voglio drogarmi (e io non mi sono mai drogato in vita mia quindi non sto nemmeno parlando per via di un interesse mio personale sull'argomento), per quanto sbagliato, assurdo, ecc. questo possa sembrarti, devo essere libero di farlo perché la mia vita è mia. Sono dei *ridicoli* quelli che ritengono che è giusto mandare in galera un ragazzo perché si droga, è questa la "protezione" che si vuole? Mandiamoli in galera? Bella protezione! No grazie, questa "protezione" non la vogliamo. Volete veramente proteggere i _vostri_ figli? Allora permettete loro di andarla a comprare al bar o da farmacista dove almeno non c'è bisogno di scambiarsi le siringhe e usare roba tagliata male, dove non c'è il pericolo di overdose, dove c'è un minimo di controllo, dove non ci si deve nascondere, dove i soldi spesi non vanno a finanziare la malavita, dove non rischiano di finire in galera per qualche spinello mentre gli stessi ipocriti che firmano queste leggi ridicole vanno nelle pause al bar ad ubriacarsi e fumarsi l'impossibile.A volte nella vita si sbaglia, si scelgono strade discutibili e poco sane, ma sbagliando si _impara_ e le lezioni NON possono essere imposte dall'alto magari sbattendoti in galera e rovinandoti la vita per sempre, ma devono essere capite con la propria testa. Con il proibizionismo non si è MAI arrivati a NULLA.Guarda in America, gli anni del proibizionismo, hanno forse fatto qualcosa di buono? Certo che no.Guarda anche oggi in America, per i minori di 21 anni il proibizionismo sugli alcolici continua tutt'ora... serve a qualcosa? Certo che no... anzi... i ragazzi sono costretti a pagare degli adulti o fare carte false per recuperarsi una birra... e poi esagerano... esagerano perché è una cosa proibita... e alcuni di loro finiscono pure male... se non addirittura in galera... e per cosa... per una birra? Bella schifezza.Stessa cosa per tutte le altre libertà personali, ognuno DEVE essere libero di decidere della propria vita, puoi o meno essere d'accordo con le mie scelte, ma non hai alcun diritto di scegliere per me... tutto qui quello per cui i radicali si battono.==================================Modificato dall'autore il 21/11/2005 1.15.31
      • Anonimo scrive:
        Re: innovativi i radicali..
        Sono perfettamente d'accordo con te!Peccato che i radicali siano attestati da sempre su posizioni ultraliberiste e filoUSA. E' un peccato, perchè le battaglie sui diritti civili sono tutte condivisibili.
      • Anonimo scrive:
        Re: innovativi i radicali..
        - Scritto da: Wakko Warner
        - Scritto da: Anonimo

        mi ricordo ancora la radicalbar per navigare su

        internet... peccato che ultimamente le loro

        battaglie siano poco condivisibili (per me)

        La battaglia dei radicali è sempre stata quella
        di difendere le libertà personali. Non si può
        essere d'accordo con una libertà personale e allo
        stesso tempo reprimerne un'altra solo perché non
        si è d'accordo con essa perché questo oltre ad
        essere ipocrita è anche ridicolo.

        Nasciamo tutti liberi, se io voglio drogarmi (e
        io non mi sono mai drogato in vita mia quindi non
        sto nemmeno parlando per via di un interesse mio
        personale sull'argomento), per quanto sbagliato,
        assurdo, ecc. questo possa sembrarti, devo essere
        libero di farlo perché la mia vita è mia.
        Sono dei *ridicoli* quelli che ritengono che è
        giusto mandare in galera un ragazzo perché si
        droga, è questa la "protezione" che si vuole?
        Mandiamoli in galera? Bella protezione! No
        grazie, questa "protezione" non la vogliamo.
        Volete veramente proteggere i _vostri_ figli?
        Allora permettete loro di andarla a comprare al
        bar o da farmacista dove almeno non c'è bisogno
        di scambiarsi le siringhe e usare roba tagliata
        male, dove non c'è il pericolo di overdose, dove
        c'è un minimo di controllo, dove non ci si deve
        nascondere, dove i soldi spesi non vanno a
        finanziare la malavita, dove non rischiano di
        finire in galera per qualche spinello mentre gli
        stessi ipocriti che firmano queste leggi ridicole
        vanno nelle pause al bar ad ubriacarsi e fumarsi
        l'impossibile.

        A volte nella vita si sbaglia, si scelgono strade
        discutibili e poco sane, ma sbagliando si
        _impara_ e le lezioni NON possono essere imposte
        dall'alto magari sbattendoti in galera e
        rovinandoti la vita per sempre, ma devono essere
        capite con la propria testa. Con il
        proibizionismo non si è MAI arrivati a NULLA.
        Guarda in America, gli anni del proibizionismo,
        hanno forse fatto qualcosa di buono? Certo che
        no.
        Guarda anche oggi in America, per i minori di 21
        anni il proibizionismo sugli alcolici continua
        tutt'ora... serve a qualcosa? Certo che no...
        anzi... i ragazzi sono costretti a pagare degli
        adulti o fare carte false per recuperarsi una
        birra... e poi esagerano... esagerano perché è
        una cosa proibita... e alcuni di loro finiscono
        pure male... se non addirittura in galera... e
        per cosa... per una birra? Bella schifezza.

        Stessa cosa per tutte le altre libertà personali,
        ognuno DEVE essere libero di decidere della
        propria vita, puoi o meno essere d'accordo con le
        mie scelte, ma non hai alcun diritto di scegliere
        per me... tutto qui quello per cui i radicali si
        battono.

        ==================================
        Modificato dall'autore il 21/11/2005 1.15.31mi sa che è conveniente per tutti noi che la droga rimanga in mano ai criminali.. in questo modo loro hanno un modo per sopravvivere (un lavoro!) e non pensano a effettuare rapine o altro. (pensiero radicale:))
  • Anonimo scrive:
    bella idea ma via sbagliata
    No!L'ennesimo client P2P NO.Scegliete uno dei sw esistenti oggigiorno e basate la vostra distribuzione su uno di questi please...
    • Anonimo scrive:
      Re: bella idea ma via sbagliata
      - Scritto da: Anonimo
      No!
      L'ennesimo client P2P NO.

      Scegliete uno dei sw esistenti oggigiorno e
      basate la vostra distribuzione su uno di questi
      please...Senza forzature direi:basterebbe mettere accanto al contenuto il link ed2k o il tracker torrent. Entrambi i soft sono open, quindi possono verificare se rispettano i requisiti che ritengono giusti o meno.Più che altro perchè almeno la soluzione è già fatta e non richiede gli sforzi (tempo e soldi) che servirebbero per partire da zero. Senza contare gli errori e i limiti di gioventù che un sistema simile avrebbe. Senza contare che così la platea potenziale già ci sarebbe e pure vasta, mentre un client dedicato potrebbe soffrire di problemi di popolamento della rete, che in ambito p2p è un fattore alquanto critico per il corretto funzionamento.
      • Anonimo scrive:
        Re: bella idea ma via sbagliata
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        No!

        L'ennesimo client P2P NO.



        Scegliete uno dei sw esistenti oggigiorno e

        basate la vostra distribuzione su uno di questi

        please...

        Senza forzature direi:
        basterebbe mettere accanto al contenuto il link
        ed2k o il tracker torrent. Entrambi i soft sono
        open, quindi possono verificare se rispettano i
        requisiti che ritengono giusti o meno.claro.quoto in pieno
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