Apple brevetta il 3D senza occhialini

Cupertino mette le mani su un brevetto per la realizzazione di schermi con effetto stereoscopico incorporato, senza la necessità di occhialini o angoli di visione fissi e predeterminati

Roma – Oltre alle tradizionali revisioni annuali di iPhone, iPad e iMac, in quel di Cupertino pensano anche alla stereoscopia senza occhialini, uno schermo in 3D facile da usare e altrettanto attraente rispetto ai suddetti gadget tecnologici. Apple non è affatto impressionata da quanto realizzato da Nintendo per la sua console 3DS , ed è convinta di poter fornire un’ esperienza tridimensionale molto migliore – posto che il brevetto appena concesso dall’Ufficio Brevetti statunitense si concretizzi in un prodotto commerciale vero e proprio.

Presentato all’USPTO già nel 2006, lo schermo 3D di Apple è un sistema complesso che dovrebbe in teoria ottenere risultati semplici e di sicuro effetto: ogni pixel dello schermo viene proiettato su una superficie riflettente dotata di trama, si spiega nel brevetto concesso a Cupertino, e tale trama viene fatta rimbalzare in maniera separata sull’occhio sinistro e destro dello spettatore producendo l’effetto 3D stereoscopico.

Il sistema sarebbe in grado di riconoscere la posizione di entrambi gli occhi di ogni spettatore, dice il brevetto, permettendo la visione dei contenuti proiettati su schermo da angoli di visuale differenti e da parte di diversi osservatori in contemporanea. In tal modo Apple vorrebbe realizzare “display economici e dotati di 3D auto-stereoscopico in grado di fornire all’osservatore completa libertà di movimento”.

Con il 3D auto-steroscopico di Apple si potrebbe dire addio agli scomodi e ingombranti occhialini ma anche alla necessità di fissare lo schermo da un angolo di visione fisso, come impone una tecnologia 3D che grandi produttori di TV-set come Toshiba sono pronti a sperimentare a partire dalla fine dell’anno in Giappone.

Che le prossime revisioni di iPad siano destinate a proiettare le immagini fuori dallo schermo? Nulla è scritto nemmeno il successo (o il fallimento) della conversione dell’industria al 3D, tanto più che il brevetto sul 3D auto-stereoscopico non è che una delle tante “invenzioni” che le grandi aziende come Cupertino preferiscono detenere tra i propri asset giusto in caso di necessità .

Alfonso Maruccia

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