Apple cambia le classifiche di App Store

Cambia il sistema di ranking, per privilegiare la fidelizzazione rispetto al numero di download. Stretta sugli acquisti incrociati: una mossa già anticipata da Google per Android

Roma – Apple ha modificato l’algoritmo che classifica le Top App: la novità è stata evidente quando si è notato cambiare, in alcuni casi drasticamente, la posizione di alcune applicazioni.

Il nuovo metodo di calcolo adottato da Cupertino sembra , secondo la società di analisi Flurry (tra i primi osservatori ad accorgersi del cambiamento), privilegiare l’utilizzo rispetto al numero di download .

Ora, tra le prime app gratuite hanno guadagnato posizioni quelle di Facebook (primo posto), Netflix e Pandora.

Secondo lo sviluppatore Glu Mobile (il cui gioco di punta Gun Bros è salito dalla 75esima alla 32esima posizione), la classifica dovrebbe ora essere basata sugli utenti mensili attivi . Tuttavia, com’è norma con Apple, non sono stati divulgati dettagli della nuova politica e i fattori in base ai quali sono esattamente calcolate le classifiche. Se è effettivamente questo il metodo adottato ora da Cupertino, ci saranno da attendere conseguenze a cascata per l’intero ecosistema di App Store .

Prime influenze potrebbero esservi per il sistema di advertising offerto alle app: alcune reti di pubblicità offrivano compensi in base ai download per sfruttare le posizioni raggiunte tra le Top App . E il connubio ora risulterebbe meno vantaggioso.

Basandosi sull’effettivo utilizzo spalmato sull’arco di un mese, inoltre, la competizione tra app potrebbe risultare più stretta, mettendo sullo stesso piano anche gli sviluppatori minori con meno capacità di pubblicità dei propri prodotti .

Altra ipotesi vede la possibilità di sviluppatori incentivati a fare app qualitativamente migliori, e più coinvolgenti per gli utenti. Particolari vantaggi dal nuovo metodo di calcolo, poi, dovrebbero arrivare per le app editoriali, consultate spesso e volentieri su base quotidiana.

Inoltre la mossa dovrebbe disincentivare gli sviluppatori che utilizzavano pratiche al limite dell’illecito per far guadagnare posizioni alle proprie app (e in particolare a quelle freemium che puntavano poi agli acquisti in app per monetizzare)m per esempio coloro che di fatto “acquistavano” download del proprio prodotto. Recentemente Apple ha peraltro rigettato una dozzina di app con offerte di premi virtuali in-game in cambio del download di altre app . Sistemi che innescano l’acquisto trasversale e reciproco tra due applicazioni.

La stessa strategia di classificazione sembra essere stata adottata anche da Android Marketplace già dai primi di aprile .

Claudio Tamburrino

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  • Undertaker scrive:
    In Itaglia é la regola
    la libertá di perquisizioni improvvisate é una della tante anomalie italiane. solo che qui nessuno protesta
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