Il mercatino di Windows 8

Le prime immagini del Windows App Store fanno il giro del Web. Ma il marketplace gestito da Microsoft avrà davvero quell'aspetto? E quel nome?

Roma – Stando alle voci di corridoio, anche il prossimo sistema operativo Microsoft includerà un proprio marketplace con software PC, gratis e non, incentrato su giochi, produttività e musica. Ma le prime immagini rubate del “Windows App Store”, spuntate ufficiosamente online, vanno comunque prese con le pinze.

Le schermate pubblicate recentemente dai blog USA e dal sito cinese CnBeta mostrano un marketplace Windows dal layout quantomeno sospetto, incredibilmente simile all’App Store Apple (e al Chrome Web Store…) a livello d’impostazione. Squadra vincente non si cambia neanche un po’?

Altra stranezza segnalata da molti: la funzione shopping dovrebbe esordire su Windows 8, eppure il suo look appare molto più vicino ad un tema di Windows 7. Presumibilmente anche agli utenti Seven verrà data la possibilità di accedere allo store tramite un update, ma ci si aspettava di vedere Metro-UI in azione. La particolare interfaccia grafica dovrebbe svolgere un ruolo piuttosto importante nel sistema operativo futuro.

Un’ulteriore anomalia riguarda la “banalità” del nome scelto per il progetto, ma è anche vero che il colosso di Redmond sta tentando in tutti i modi di ostacolare Apple proprio su questo fronte. La compagnia della mela morsicata ha depositato il generico marchio App + Store già dal luglio del 2008, ma quelle due paroline magiche fanno gola a tanti altri mercanti di programmi.

Roberto Pulito

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • reXistenZ scrive:
    protesta giusta, strumento sbagliato
    Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.Del resto, se il modello di mercato è questo, inutile rivolgersi ai tribunali.Mi fa specie però che in tanti lo difendano (il modello di mercato). Forse si tratta di persone, come Arianna Vaffhunington, baciate dalla fortuna tanto che, per meriti più vantati che reali, riescono a diventari milionari facendo molto meno delle persone che lavorano gratis per loro, avendo solo qualche dote ruffianesca in più, e ora hanno bisogno di una legittimazione, etica, giuridica, economica, del loro sucXXXXX.Se invece non si tratta di queste persone, voglio solo far presente che un giorno toccherà anche a loro (a noi, a me). Il capo viene e dice: senti, siccome l'azienda l'ho creata io, vive a fa profitti per merito mio, tutti gli altri non sono indispensabili, dobbiamo rivedere le tue condizioni retributive.O si trova un modello alternativo o si muore tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma giuridica di consorzio, associazione o cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori che offra vantaggi paritari a tutti lasciando libertà a chi vuole emergere di farlo per conto proprio, senza sfruttare il lavoro altrui come un parassita.Cambiando discorso, la chiusura di DownloadSquad è demenziale. Hanno ucciso uno dei blog su rete & software più frequentati al mondo, senza offrire nessuna spiegazione. Anche il fondatore di gHacks si chiede perché, facendo due conti.http://www.ghacks.net/2011/04/12/goodbye-download-squad/La ricchezza è fatta dai contenuti, non dai parassiti miliardari, bravissimi solo nell'arte del marchétting e delle trattative economiche, che riscuote i profitti. Quando questi parassiti, idioti e incompetenti nei campi dove hanno fatto sucXXXXX, oltre a sfruttare i contenuti li butta via, decidendo quali sì e quali no, non possono restare, allora siamo al punto in cui la tenia s'è mangiata anche il cervello della persona in cui s'è intrufolata.
    • shevathas scrive:
      Re: protesta giusta, strumento sbagliato
      - Scritto da: reXistenZ
      Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.dipende da cosa si considera come lavoro e come hobby.
      Del resto, se il modello di mercato è questo,
      inutile rivolgersi ai
      tribunali.potrebbe avere senso se c'è stato un raggiro. Difficile che ci sia stato in questo caso in quanto:- era scritto a chiare lettere che gli autori non sarebbero stati retribuiti.- nessuno era obbligato ad accettare di pubblicare con lorola vedo in salita.
      Mi fa specie però che in tanti lo difendano (il
      modello di mercato). Forse si tratta di persone,
      come Arianna Vaffhunington, baciate dalla fortuna
      tanto che, per meriti più vantati che reali,
      riescono a diventari milionari facendo molto meno
      delle persone che lavorano gratis per loro,
      avendo solo qualche dote ruffianesca in più, e
      ora hanno bisogno di una legittimazione, etica,
      giuridica, economica, del loro
      sucXXXXX.Personalmente non vedo cosa ci sia di sbagliato nel comportamento della Arianna, ha avviato un servizio ed è riuscita a farlo decollare, non ha frodato alcuno, promettendoli retribuzione ma solo visibilità, ed è riuscita a guadagnarci.
      Se invece non si tratta di queste persone, voglio
      solo far presente che un giorno toccherà anche a
      loro (a noi, a me). Il capo viene e dice: senti,
      siccome l'azienda l'ho creata io, vive a fa
      profitti per merito mio, tutti gli altri non sono
      indispensabili, dobbiamo rivedere le tue
      condizioni
      retributive.è un diritto del datore di lavoro farlo, così come è un mio diritto mollarlo e nel caso cercare altro. Se poi è così bravo da tenere in piedi l'azienda da solo che si accomodi.
      O si trova un modello alternativo o si muore
      tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma
      giuridica di consorzio, associazione o
      cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori che
      offra vantaggi paritari a tutti lasciando libertà
      a chi vuole emergere di farlo per conto proprio,
      senza sfruttare il lavoro altrui come un
      parassita.questo però implica il dover investire in proprio per prendersi lo spazio web e/o crearsi l' aggregatore. Ci sono molte possibilità ma richiedono sforzo e impegno. Coordinare una serie di pubblicazioni e gestire un sito dai contenuti molteplici evitando che diventi un guazzabuglio incomprensibile non è un lavoro immediato. Per il resto trovo infantile protestare "adesso" di essere stati truffati quando la truffa era palese. Non sono state fatte le solite promesse "acchiappadisperati" come inizia a lavorare e vediamo se vali... domani ti regolarizziamo...Cosa vieta a chi pubblicava i contenuti di staccarsi e creare una piattaforma parallela ?
      La ricchezza è fatta dai contenuti, non dai
      parassiti miliardari, bravissimi solo nell'arte
      del marchétting e delle trattative economiche,
      che riscuote i profitti. servono anche quelle. Avere il prodotto migliore non serve se non riesci a "venderlo" o a renderlo appetibile.
    • ciccio quanta ciccia scrive:
      Re: protesta giusta, strumento sbagliato
      - Scritto da: reXistenZ
      Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.Domanda fuorviante e demagogica.
      Del resto, se il modello di mercato è questo,
      inutile rivolgersi ai
      tribunali.
      Mi fa specie però che in tanti lo difendano (il
      modello di mercato). Non si sta difendendo il modello di mercato (andremmo fuori argomento) ma il fatto che se accetti certe condizioni chiare e limpide molto tempo prima non puoi poi venirtene fuori con pretese assurde e ridicole tempo dopo. Non stiamo parlando di operai con regolare contratto che sono mesi che non ricevono la paga... Alla fin fine stiamo parlando di gente che fa più o meno quello che stiamo facendo noi ora... scrivendo gratis sul web... SAPENDO che sarebbe stato gratis.La contestazione è tutta lì.Forse si tratta di persone,
      come Arianna Vaffhunington, baciate dalla fortuna
      tanto che, per meriti più vantati che reali,
      riescono a diventari milionari facendo molto meno
      delle persone che lavorano gratis per loro,
      avendo solo qualche dote ruffianesca in più, e
      ora hanno bisogno di una legittimazione, etica,
      giuridica, economica, del loro
      sucXXXXX.V. sopra e quello che ti dice shevathas
      Se invece non si tratta di queste persone, voglio
      solo far presente che un giorno toccherà anche a
      loro (a noi, a me). Il capo viene e dice: senti,
      siccome l'azienda l'ho creata io, vive a fa
      profitti per merito mio, tutti gli altri non sono
      indispensabili, dobbiamo rivedere le tue
      condizioni
      retributive.Discorso interessante, utile ma... non a tema.
      O si trova un modello alternativo o si muore
      tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma
      giuridica di consorzio, associazione o
      cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori che
      offra vantaggi paritari a tutti lasciando libertà
      a chi vuole emergere di farlo per conto proprio,
      senza sfruttare il lavoro altrui come un
      parassita.Cosa te lo impedisce di fare ora??? Nulla. Le cooperative esistono da tempo immemore... le collaborazioni non ne parliamo...
      Cambiando discorso, la chiusura di DownloadSquad
      è demenziale. Hanno ucciso uno dei blog su rete &
      software più frequentati al mondo, senza offrire
      nessuna spiegazione. Anche il fondatore di gHacks
      si chiede perché, facendo due
      conti.
      http://www.ghacks.net/2011/04/12/goodbye-download-
      La ricchezza è fatta dai contenuti, non dai
      parassiti miliardari, bravissimi solo nell'arte
      del marchétting e delle trattative economiche,
      che riscuote i profitti. Quando questi parassiti,
      idioti e incompetenti nei campi dove hanno fatto
      sucXXXXX, oltre a sfruttare i contenuti li butta
      via, decidendo quali sì e quali no, non possono
      restare, allora siamo al punto in cui la tenia
      s'è mangiata anche il cervello della persona in
      cui s'è
      intrufolata.Rivedi shevathas. Guarda, i parassiti, marchettari ecc. li detesto pure io da sempre e in linea di massima potrei concordare. Il punto è che puoi essere un fenomeno a fare il tuo lavoro ma essere negato per venderlo e per fare l'imprenditore. C'è gente invece che non sa fare una mazza ma ha le capacità, il XXXX, le conoscenze ecc. per fare affari... è triste - o forse no - ma è così. Tutti i dipendenti si lamentano sempre e tanto sui capi, i padroni ecc. poi però messi al loro posto falliscono e/o comunque ne assumono i vizi... strano eh... è la natura umana il problema non il mercato... che da questa nasce.
      • pippO scrive:
        Re: protesta giusta, strumento sbagliato
        - Scritto da: ciccio quanta ciccia
        C'è gente invece che non sa fare
        una mazza ma ha le capacità, il XXXX, le
        conoscenze ecc. per fare affari... è triste - o
        forse no - ma è così.Quelli in itaGlia vengono eletti :D
        • ciccio quanta ciccia scrive:
          Re: protesta giusta, strumento sbagliato
          Non si parlava di politici ma di "gente d'affari"... poi pure i politici sono messi male...le conseguenze la stiamo già traendo ;)
      • reXistenZ scrive:
        Re: protesta giusta, strumento sbagliato


        Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.

        Domanda fuorviante e demagogica.


        Del resto, se il modello di mercato è questo,

        inutile rivolgersi ai

        tribunali.

        Mi fa specie però che in tanti lo difendano (il

        modello di mercato).

        Non si sta difendendo il modello di mercato
        (andremmo fuori argomento) ma il fatto che se
        accetti certe condizioni chiare e limpide molto
        tempo prima non puoi poi venirtene fuori con
        pretese assurde e ridicole tempo dopo. E' quello che dico anch'io. Inutile andare in tribunale. Mi hai letto?
        Non stiamo
        parlando di operai con regolare contratto che
        sono mesi che non ricevono la paga... Alla fin
        fine stiamo parlando di gente che fa più o meno
        quello che stiamo facendo noi ora... scrivendo
        gratis sul web... SAPENDO che sarebbe stato
        gratis.Già. Mi permetto un'altra domanda fuorviante e demagocia: chi è felice di scrivere gratis sul web sapendo che qualcun altro ne ricaverà miliardi?

        O si trova un modello alternativo o si muore

        tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma

        giuridica di consorzio, associazione o

        cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori che

        offra vantaggi paritari a tutti lasciando
        libertà

        a chi vuole emergere di farlo per conto proprio,

        senza sfruttare il lavoro altrui come un

        parassita.

        Cosa te lo impedisce di fare ora??? Nulla. Le
        cooperative esistono da tempo immemore... le
        collaborazioni non ne
        parliamo...Allora diciamo un tipo di licenza analogo al cc per cui se tu ospiti il mio articolo sul tuo blog e ne ricavi dei soldi devi spartirli con me. E' più chiaro ora? Sicuramente le cose così come stanno ora produrranno contenuti ma non mi pare producano felicità od equità sociale per gli autori.
        Rivedi shevathas. Guarda, i parassiti,
        marchettari ecc. li detesto pure io da sempre e
        in linea di massima potrei concordare. Il punto è
        che puoi essere un fenomeno a fare il tuo lavoro
        ma essere negato per venderlo e per fare
        l'imprenditore. C'è gente invece che non sa fare
        una mazza ma ha le capacità, il XXXX, le
        conoscenze ecc. per fare affari... è triste - o
        forse no - ma è così. Tutti i dipendenti si
        lamentano sempre e tanto sui capi, i padroni ecc.
        poi però messi al loro posto falliscono e/o
        comunque ne assumono i vizi... strano eh... è la
        natura umana il problema non il mercato... che da
        questa
        nasce.Ciò che personalmente rifiuto è che tu giustifichi una ripartizione dei ricavi del tipo 100% e 0% riconoscendo come meritorie di profitto solo un certo tipo di capacità e non le altre.Qualche tempo fa mi pare Teddybear, che pure una volta mi ha coperto di insulti non ricordo per quale motivo, raccontava che da imprenditore pagava un suo dipendente più di quanto ottenesse lui stesso dall'azienda perché era consapevole del suo contributo e della sua bravura.Ora invece siamo all'estremo opposto: è chi lavora che giudica "normale" che il capo si pappi tutta la torta solo perché è il più bravo ad organizzare il lavoro, retribuendo gli altri solo in termini di "visibilità".Siamo alla frutta.
        • pippO scrive:
          Re: protesta giusta, strumento sbagliato
          - Scritto da: reXistenZ
          Ora invece siamo all'estremo opposto: è chi
          lavora che giudica "normale" che il capo si pappi
          tutta la torta solo perché è il più bravo ad
          organizzare il lavoro, retribuendo gli altri solo
          in termini di
          "visibilità".
          Siamo alla frutta.No, no è il modello antico egizio, e funziona benissimo, guarda le piramidi: sono ancora in piedi! :D
        • ciccio quanta ciccia scrive:
          Re: protesta giusta, strumento sbagliato
          - Scritto da: reXistenZ


          Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.



          Domanda fuorviante e demagogica.




          Del resto, se il modello di mercato è questo,


          inutile rivolgersi ai


          tribunali.


          Mi fa specie però che in tanti lo difendano
          (il


          modello di mercato).



          Non si sta difendendo il modello di mercato

          (andremmo fuori argomento) ma il fatto che se

          accetti certe condizioni chiare e limpide molto

          tempo prima non puoi poi venirtene fuori con

          pretese assurde e ridicole tempo dopo.

          E' quello che dico anch'io. Inutile andare in
          tribunale. Mi hai
          letto?
          Sì ti ho letto. Non solo è inutile andare in tribunale ma pure protestare con se stessi davanti allo specchio... chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Ripeto, non sto difendendo un modello di business o altro... astraiamo un momento la questione... semplicemente se hai deciso LIBERAMENTE di fare una cosa che sapevi BENISSIMO cosa comportava, non venirti a lamentare... tutto qua... Non c'entra il capitalismo spinto, la schiavitù moderna o altre questioni... c'entra il normale buon senso. Buon senso.. cosa spesso sconosciuta ed estranea a molta gente a ai tribunali e ai legali d'oltreoceano.

          Non stiamo

          parlando di operai con regolare contratto che

          sono mesi che non ricevono la paga... Alla fin

          fine stiamo parlando di gente che fa più o meno

          quello che stiamo facendo noi ora... scrivendo

          gratis sul web... SAPENDO che sarebbe stato

          gratis.

          Già. Mi permetto un'altra domanda fuorviante e
          demagocia: chi è felice di scrivere gratis sul
          web sapendo che qualcun altro ne ricaverà
          miliardi?
          Evidentemente tante persone visto che si parla di class action e di miliardi fatti... FAtti tu una domanda ora: se i servizi avessero incassato pochi soldi questi signori ora sarebbero così arrabbiati e armati di avvocati? Non credo proprio...Se DECIDI di lavorare gratis, lo fai e basta e quando vuoi smetti. Se eri tanto bravo ti trovavi un LAVORO PAGATO.



          O si trova un modello alternativo o si muore


          tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma


          giuridica di consorzio, associazione o


          cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori
          che


          offra vantaggi paritari a tutti lasciando

          libertà


          a chi vuole emergere di farlo per conto
          proprio,


          senza sfruttare il lavoro altrui come un


          parassita.



          Cosa te lo impedisce di fare ora??? Nulla. Le

          cooperative esistono da tempo immemore... le

          collaborazioni non ne

          parliamo...

          Allora diciamo un tipo di licenza analogo al cc
          per cui se tu ospiti il mio articolo sul tuo blog
          e ne ricavi dei soldi devi spartirli con me. E'
          più chiaro ora?
          Quindi facciamo come i giornali nei confronti di Google e compagnia bella... Se il blog è tuo decidi tu sotto quale licenza pubblicare quindi se qualcuno l'ha violata lo denunci ma non mi sembra sia questo il motivo della causa...
          Sicuramente le cose così come stanno ora
          produrranno contenuti ma non mi pare producano
          felicità od equità sociale per gli
          autori.Se un autore decide di pubblicare gratis avrà fatto le proprie considerazioni... tu che ne sai? Non gli è stata puntata una pistola contro... Decidiamoci poi... vogliamo le cose gratis o vogliamo pagarle? Se ne discute ogni 5 minuti qui su PI con varie posizioni e conclusioni.


          Rivedi shevathas. Guarda, i parassiti,

          marchettari ecc. li detesto pure io da sempre e

          in linea di massima potrei concordare. Il punto
          è

          che puoi essere un fenomeno a fare il tuo lavoro

          ma essere negato per venderlo e per fare

          l'imprenditore. C'è gente invece che non sa fare

          una mazza ma ha le capacità, il XXXX, le

          conoscenze ecc. per fare affari... è triste - o

          forse no - ma è così. Tutti i dipendenti si

          lamentano sempre e tanto sui capi, i padroni
          ecc.

          poi però messi al loro posto falliscono e/o

          comunque ne assumono i vizi... strano eh... è la

          natura umana il problema non il mercato... che
          da

          questa

          nasce.

          Ciò che personalmente rifiuto è che tu
          giustifichi una ripartizione dei ricavi del tipo
          100% e 0% riconoscendo come meritorie di profitto
          solo un certo tipo di capacità e non le
          altre.Dove l'avrei giustificata? Ripeto... si parla di buon senso non di lotte sociali... non mischiare le cose.Io al massimo riconosco capacità (che posso anche di per sé non piacermi particolarmente, sia bene inteso) commerciali/imprenditoriali generiche, non mettermi in bocca cose che non ho detto. Non sto parlando di ripartizione 100-0. Dimentichiamo sempre che abbiamo il coltello dalla parte del manico molto di più di quello che crediamo eh... se tizio di offre 0 tu rifiuti, l'altro rifiuta, il terzo pure... quando tizio vedrà che non trova nessuno passerà magari a proprorre 99-1. Se fai una lotta deve essere vera e credibile non andare in tribunale con pretese assurde e ridicole o fare sciopero ogni tanto 4 ore il venerdì pomeriggio... è come voler vincere a Risiko con 3 armate!
          Qualche tempo fa mi pare Teddybear, che pure una
          volta mi ha coperto di insulti non ricordo per
          quale motivo, raccontava che da imprenditore
          pagava un suo dipendente più di quanto ottenesse
          lui stesso dall'azienda perché era consapevole
          del suo contributo e della sua
          bravura.Non ho mai affermato che il lavoratore (dipendente o meno che sia) va valorizzato il giusto. Nei limiti del possibile ho sempre pagato i collaboratori il giusto e avolte di più. Non dipende sempre da te... il mercato tende al ribasso e il fisco al rialzo... Qui comunque non si parla di dipendenti ma di freelance... se fornisci servizi il prezzo lo decidi TU... poi può essere accettato o meno... spesso chi fa l'autonomo ragiona da dipendente (o peggio ancora da schiavo) ma è un SUO problema che deve superare LUI.
          Ora invece siamo all'estremo opposto: è chi
          lavora che giudica "normale" che il capo si pappi
          tutta la torta solo perché è il più bravo ad
          organizzare il lavoro, retribuendo gli altri solo
          in termini di
          "visibilità".Se lo fa ha seri problemi mentali... può andare bene per farsi le ossa alle prime armi ma qui parliamo di gente che l'ha fatto per anni... è come lasciare aperta la porta di casa per anni e poi lamentarsi che ti sono entrati i ladri...
          Siamo alla frutta.
          • reXistenZ scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato

            momento la questione... semplicemente se hai
            deciso LIBERAMENTE di fare una cosa che sapevi
            BENISSIMO cosa comportava, non venirti a
            lamentare... tutto qua... Non c'entra il
            capitalismo spinto, la schiavitù moderna o altre
            questioni... c'entra il normale buon senso. Buon
            senso.. cosa spesso sconosciuta ed estranea a
            molta gente a ai tribunali e ai legali
            d'oltreoceano.Se fossi stato operaio della Fiat di Mirafiori, forse al recente referendum avrei votato sì. NON dirmi però che si sarebbe tratta di una libera scelta.Se fossi senza lavoro e disperato, e un imprenditore mi dicesse: vieni a lavorare da me, però guarda che per i primi tre anni non ti posso pagare, forse accetterei, ma NON dirmi che si tratta di una libera scelta. E comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore, mentre non mi paga , guadagna milioni di euro, forse anzi sicuramente mi incazzerei.Se fossi senza lavoro e disperato, e un imprenditore mi dicesse: vieni a lavorare da me, però guarda che ti posso ripagare solo in termini di visibilità/esperienza, forse accetterei, ma NON dirmi che si tratta di una libera scelta. E comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore, mentre non mi paga, guadagna milioni di euro, forse anzi sicuramente mi incazzerei.Se accettasi una proposta del genere senza essere disperato, forse sarebbe una libera scelta. E comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore, mentre non mi paga, guadagna milioni di euro, forse anzi sicuramente mi incazzerei lo stesso. Posso dire almeno questo?
            Evidentemente tante persone visto che si parla di
            class action e di miliardi fatti... FAtti tu una
            domanda ora: se i servizi avessero incassato
            pochi soldi questi signori ora sarebbero così
            arrabbiati e armati di avvocati? Non credo
            proprio...Non ci vedo nulla di irragionevole. Mettiamo pure che ti offra il mio lavoro gratis. Se non ci guadagni nulla, pazienza, se ci guadagni milioni e non mi ricososci qualcosa, sei (tu ipotetico, ovviamente) un XXXXXXXXXXXXXX.Poi ovviamente in questo mercato solo i pezzi di XXXXX possono rimanere a galla. Ma rimane il fatto che tu (tu ipotetico, ovviamente) sia un XXXXXXXXXXXXXX.
            Se DECIDI di lavorare gratis, lo fai e basta e
            quando vuoi smetti. Se eri tanto bravo ti trovavi
            un LAVORO
            PAGATO.Questa è un'idiozia bella e buona. Tu evidentemente conosci tutti quelli che oggi lavorano gratis, e sai che lo fanno per libera scelta preferendo questo impegno a quello di un lavoro pagato, vero?
            Se un autore decide di pubblicare gratis avrà
            fatto le proprie considerazioni... tu che ne sai?Già, io che ne so, mentre tu sai che è per libera scelta.

            Ciò che personalmente rifiuto è che tu

            giustifichi una ripartizione dei ricavi del tipo

            100% e 0% riconoscendo come meritorie di
            profitto

            solo un certo tipo di capacità e non le

            altre.

            Dove l'avrei giustificata? Ripeto... si parla di
            buon senso non di lotte sociali... non mischiare
            le
            cose.Io non le mischio. Mi pare solo d'avere letto: hai lavorato gratis mentre io guadagnavo miliardi? Sono XXXXX tuoi.
            Io al massimo riconosco capacità (che posso anche
            di per sé non piacermi particolarmente, sia bene
            inteso) commerciali/imprenditoriali generiche,
            non mettermi in bocca cose che non ho detto. Non
            sto parlando di ripartizione 100-0. Dimentichiamo
            sempre che abbiamo il coltello dalla parte del
            manico molto di più di quello che crediamo eh...
            se tizio di offre 0 tu rifiuti, l'altro rifiuta,
            il terzo pure... quando tizio vedrà che non trova
            nessuno passerà magari a proprorre 99-1. Se faiGià, fintantoché non si trovano degli altri diperati disposti a lavorare per 100-0. Conosci il mondo del giornalismo locale?
            una lotta deve essere vera e credibile non andare
            in tribunale con pretese assurde e ridicole oAncora con questo tribunale. Lasciamo perdere il tribunale. Posso dire che una cosa è ingiusta anche se non ho la legge dalla mia parte?
            Non ho mai affermato che il lavoratore
            (dipendente o meno che sia) va valorizzato il
            giusto. Nei limiti del possibile ho sempre pagato
            i collaboratori il giusto e avolte di più. Non
            dipende sempre da te... il mercato tende al
            ribasso e il fisco al rialzo... Qui comunque non
            si parla di dipendenti ma di freelance... se
            fornisci servizi il prezzo lo decidi TU... poi
            può essere accettato o meno... spesso chi fa
            l'autonomo ragiona da dipendente (o peggio ancora
            da schiavo) ma è un SUO problema che deve
            superare
            LUI.Evidentemente non conosci nessun ex-dipendente che per non rimanere senza lavoro e patire la fame è stato costretto a fare l'autonomo per non fare la fame. Vivi in un posto e in circostanze fortunati.
          • ciccio quanta ciccia scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato
            - Scritto da: reXistenZ
            Se fossi stato operaio della Fiat di Mirafiori,
            forse al recente referendum avrei votato sì. NON
            dirmi però che si sarebbe tratta di una libera
            scelta.
            Non stiamo parlando di lavoratori dipendenti... se fuori tema
            Se fossi senza lavoro e disperato, e un
            imprenditore mi dicesse: vieni a lavorare da me,
            però guarda che per i primi tre anni non ti posso
            pagare, forse accetterei, ma NON dirmi che si
            tratta di una libera scelta. E comunque se mi
            accorgessi che quell'imprenditore, mentre non mi
            paga , guadagna milioni di euro, forse anzi
            sicuramente mi
            incazzerei.Come sopra... senza contare che faresti una XXXXXXX... di cosa vivi per tre anni? Di aria? Non diciamo idiozie dai... Mi pare che qui sia tu a non avere idea del mondo del lavoroÈ ovvio che se sai che guadagna e non ti paga ti inXXXXX e per lo puoi pure far fuori ma non è la situazione descritta nell'articolo

            Se fossi senza lavoro e disperato, e un
            imprenditore mi dicesse: vieni a lavorare da me,
            però guarda che ti posso ripagare solo in termini
            di visibilità/esperienza, forse accetterei, ma
            NON dirmi che si tratta di una libera scelta. E
            comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore,
            mentre non mi paga, guadagna milioni di euro,
            forse anzi sicuramente mi
            incazzerei.È una libera scelta sì: sei tu che stai accettando determinate condizioni. Comunque, se l'accordo da te sottoscritto NON prevede compensi puoi XXXXXXXrti quanto vuoi... MA CON TE STESSO.Scomettiamo che se invece l'imprenditore accumula debiti tu NON vorresti una parte dei suddetti... È un discorso che non sta in piedi.

            Se accettasi una proposta del genere senza essere
            disperato, forse sarebbe una libera scelta. E
            comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore,
            mentre non mi paga, guadagna milioni di euro,
            forse anzi sicuramente mi incazzerei lo stesso.
            Posso dire almeno
            questo?
            Come sopra...

            Non ci vedo nulla di irragionevole. Mettiamo pure
            che ti offra il mio lavoro gratis. Se non ci
            guadagni nulla, pazienza, se ci guadagni milioni
            e non mi ricososci qualcosa, sei (tu ipotetico,
            ovviamente) un pezzo di
            XXXXX.Assolutamente no. Se l'accordo NON prevede che ti paghi e tu l'hai accettato sarò un XXXXXXXXXXXXXX ma tu sarai un grandisismo idiota e non potrai che protestare con te stesso.. è un discorso stile parenti che sbucano quando uno vince alla lotteria...Se uno propone condizioni assurde e tu le accetti mi spieghi in base a cosa protesti? Potevi pensarci prima.
            Poi ovviamente in questo mercato solo i pezzi di
            XXXXX possono rimanere a galla. Ma rimane il
            fatto che tu (tu ipotetico, ovviamente) sia un
            pezzo di
            XXXXX.
            Se ti fa felice... bisogna sempre essere in due nella vita... l'approfittatore non prospera se il danneggiato usa la testolina e reagisce o non cade in trappola dall'inizio.

            Se DECIDI di lavorare gratis, lo fai e basta e

            quando vuoi smetti. Se eri tanto bravo ti
            trovavi

            un LAVORO

            PAGATO.

            Questa è un'idiozia bella e buona. Tu
            evidentemente conosci tutti quelli che oggi
            lavorano gratisNo non ne conosco di gente che lavora gratis (escludendo il free software o il volontariato), e sai che lo fanno per libera
            scelta preferendo questo impegno a quello di un
            lavoro pagato,
            vero?
            Se lavori (intendo lavoro principale, quello per mantenersi) per anni gratis o sei ricco e lo fai per passione qualche problemino di testa ce l'hai, non credi?

            Se un autore decide di pubblicare gratis avrà

            fatto le proprie considerazioni... tu che ne
            sai?

            Già, io che ne so, mentre tu sai che è per libera
            scelta.
            Eh no.. ovviamente ha un plotone d'esecuzione che lo minaccia ogni mattina...


            Ciò che personalmente rifiuto è che tu


            giustifichi una ripartizione dei ricavi del
            tipo


            100% e 0% riconoscendo come meritorie di

            profitto


            solo un certo tipo di capacità e non le


            altre.



            Dove l'avrei giustificata? Ripeto... si parla di

            buon senso non di lotte sociali... non mischiare

            le

            cose.

            Io non le mischio. Mi pare solo d'avere letto:
            hai lavorato gratis mentre io guadagnavo
            miliardi? Sono XXXXX
            tuoi.Ovvio... hai accettato e lo sapevi... sono XXXXX tuoi per forza. Se invece i miliardi erano di debiti che facevi? Mandavi un assegno per aiutare?Come hai iniziato così puoi smettere... libera scelta, caro. Che ti piaccia o meno.


            Io al massimo riconosco capacità (che posso
            anche

            di per sé non piacermi particolarmente, sia bene

            inteso) commerciali/imprenditoriali generiche,

            non mettermi in bocca cose che non ho detto. Non

            sto parlando di ripartizione 100-0.
            Dimentichiamo

            sempre che abbiamo il coltello dalla parte del

            manico molto di più di quello che crediamo eh...

            se tizio di offre 0 tu rifiuti, l'altro
            rifiuta,

            il terzo pure... quando tizio vedrà che non
            trova

            nessuno passerà magari a proprorre 99-1. Se fai

            Già, fintantoché non si trovano degli altri
            diperati disposti a lavorare per 100-0. Conosci
            il mondo del giornalismo
            locale?Sì e chi conosco non lavora gratis. Pagato male e tutto quello che vuoi ma a) non hanno mai protestato b) spirito d'iniziativa zero e quindi anni di pigrizia alla fine li paghi


            una lotta deve essere vera e credibile non
            andare

            in tribunale con pretese assurde e ridicole o

            Ancora con questo tribunale. Lasciamo perdere il
            tribunale. Posso dire che una cosa è ingiusta
            anche se non ho la legge dalla mia
            parte?Sì ma non è questo il caso del tema dell'articolo.


            Non ho mai affermato che il lavoratore

            (dipendente o meno che sia) va valorizzato il

            giusto. Nei limiti del possibile ho sempre
            pagato

            i collaboratori il giusto e avolte di più. Non

            dipende sempre da te... il mercato tende al

            ribasso e il fisco al rialzo... Qui comunque non

            si parla di dipendenti ma di freelance... se

            fornisci servizi il prezzo lo decidi TU... poi

            può essere accettato o meno... spesso chi fa

            l'autonomo ragiona da dipendente (o peggio
            ancora

            da schiavo) ma è un SUO problema che deve

            superare

            LUI.

            Evidentemente non conosci nessun ex-dipendente
            che per non rimanere senza lavoro e patire la
            fame è stato costretto a fare l'autonomo per non
            fare la fame. Vivi in un posto e in circostanze
            fortunati.Non confondere le situazioni a te vicine con quelle dei blogger
          • reXistenZ scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato

            Non confondere le situazioni a te vicine con
            quelle dei
            bloOk, evidentente chi fa il blogger per conto terzi deve essere felice di farlo gratis facendo arricchire i terzi o comunque non deve protestare, se si XXXXXXX è solo colpa sua, poteva trovarsi un lavoro pagato e via dicendo. Ha ragione chi dice che fare i blogger è come fare le puttane solo con meno problemi di igiene. Non avevo mai sentito però che bisognasse fare le puttane gratis.Imparo ogni giorno qualcosa di nuovo.
          • ciccio quanta ciccia scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato
            Se è talmente scemo da lavorare gratis per anni allora è anche felice come dice il detto...Non ti rendi MINIMAMENTE conto delle fesserie che dici e questo è decisamente deludente. Esci di casa e chiedi al primo che passa se vuole lavorare gratis e vediamo che ti risponde o chiedi se vuole gettarsi dalla finestra... tanto ha la stessa valenza.Piuttosto uno sta senza lavoro e almeno non spreca ore per niente e si becca il sussidio di disoccupazione, scelta MOLTO PIÙ SAGGIA che ti permette di mettere qualcosa nello stomaco.
          • krane scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato
            - Scritto da: ciccio quanta ciccia
            Se è talmente scemo da lavorare gratis per anni
            allora è anche felice come dice il detto...
            Non ti rendi MINIMAMENTE conto delle fesserie che
            dici e questo è decisamente deludente. Esci di
            casa e chiedi al primo che passa se vuole
            lavorare gratis e vediamo che ti risponde o
            chiedi se vuole gettarsi dalla finestra... tanto
            ha la stessa valenza.Perche' invece non gli chiedi: hai un hobby ? E vedi cosa ti risponde...Se risponde di si gli dai del defi*ente perche' lo fa gratis, spero che trovi uno che ha l'hobby del pugilato.
            Piuttosto uno sta senza lavoro e almeno non
            spreca ore per niente e si becca il sussidio di
            disoccupazione, scelta MOLTO PIÙ SAGGIA che ti
            permette di mettere qualcosa nello stomaco.
          • reXistenZ scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato


            dici e questo è decisamente deludente. Esci di

            casa e chiedi al primo che passa se vuole

            lavorare gratis e vediamo che ti risponde o

            chiedi se vuole gettarsi dalla finestra... tanto

            ha la stessa valenza.

            Perche' invece non gli chiedi: hai un hobby ? E
            vedi cosa ti
            risponde...
            Se risponde di si gli dai del defi*ente perche'
            lo fa gratis, spero che trovi uno che ha l'hobby
            del
            pugilato.Non capisco cosa vuoi dire. Praticare un hobby gratis è normale, condividerlo con altri e fare arricchire uno solo un po' meno, almeno per me."Fai bricolage? Andiamo a farlo in quel garage, ti presento altri appassionati come te." Tutto bello, fino a quando il tipo adescato si accorge che il tipo che l'ha accalappiato per strada s'è fatto la villa vendendo le fotografie dei lavoretti di tutti gli appassionati che ha invitato. A questo punto mi pare l'XXXXXXXmento sia naturale.
          • krane scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato
            - Scritto da: reXistenZ


            dici e questo è decisamente deludente. Esci di


            casa e chiedi al primo che passa se vuole


            lavorare gratis e vediamo che ti risponde o


            chiedi se vuole gettarsi dalla finestra...


            tanto ha la stessa valenza.

            Perche' invece non gli chiedi: hai un hobby ? E

            vedi cosa ti risponde...

            Se risponde di si gli dai del defi*ente perche'

            lo fa gratis, spero che trovi uno che ha l'hobby

            del pugilato.
            Non capisco cosa vuoi dire. Praticare un hobby
            gratis è normale, condividerlo con altri e fare
            arricchire uno solo un po' meno, almeno per me.Scherzi ? Sai quanti negozi di modellismo ho arricchito io per anni ? E i pesci da acquario poi ? I negozi li prendono solo se glie li regali e poi se li vendono, ma e' una fine migliore rispetto a buttare i cuccioli nel XXXXX no ?
            "Fai bricolage? Andiamo a farlo in quel garage,
            ti presento altri appassionati come te." Tutto
            bello, fino a quando il tipo adescato si accorge
            che il tipo che l'ha accalappiato per strada s'è
            fatto la villa vendendo le fotografie dei
            lavoretti di tutti gli appassionati che ha
            invitato. A questo punto mi pare l'XXXXXXXmento
            sia naturale.Dipende se tu prima di entrare nel garage hai firmato qualcosa, ma soprattutto dipende se hai letto quello che hai firmato.
          • reXistenZ scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato


            Non capisco cosa vuoi dire. Praticare un hobby

            gratis è normale, condividerlo con altri e fare

            arricchire uno solo un po' meno, almeno per me.

            Scherzi ? Sai quanti negozi di modellismo ho
            arricchito io per anni ? E i pesci da acquario
            poi ? I negozi li prendono solo se glie li regali
            e poi se li vendono, ma e' una fine migliore
            rispetto a buttare i cuccioli nel XXXXX no
            ?Già, perché mettere il tempo e la competenza per scrivere un articolo è la stessa cosa che donare un cucciolo.

            "Fai bricolage? Andiamo a farlo in quel garage,

            ti presento altri appassionati come te." Tutto

            bello, fino a quando il tipo adescato si accorge

            che il tipo che l'ha accalappiato per strada s'è

            fatto la villa vendendo le fotografie dei

            lavoretti di tutti gli appassionati che ha

            invitato. A questo punto mi pare l'XXXXXXXmento

            sia naturale.

            Dipende se tu prima di entrare nel garage hai
            firmato qualcosa, ma soprattutto dipende se hai
            letto quello che hai
            firmato.Argh! Ma allora è inutile parlare! Legalmente parlando non c'è storia. Ora non ci si può più nemmeno XXXXXXXre se ti trombano la fidanzata, perché lei non ha firmato nulla e tu ne eri consapevole.Io non proseguo più, se non sono riuscito a spiegarmi finora non ho speranze che succeda più avanti. Lascio la parola a qualcuno di più deciso e sicuro:http://www.ericdsnider.com/snide/leaving-in-a-huff
          • krane scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato
            - Scritto da: reXistenZ


            Non capisco cosa vuoi dire. Praticare un


            hobby gratis è normale, condividerlo con


            altri e fare arricchire uno solo un po'


            meno, almeno per me.

            Scherzi ? Sai quanti negozi di modellismo ho

            arricchito io per anni ? E i pesci da acquario

            poi ? I negozi li prendono solo se glie li

            regali e poi se li vendono, ma e' una fine

            migliore rispetto a buttare i cuccioli nel

            XXXXX no ?
            Già, perché mettere il tempo e la competenza per
            scrivere un articolo è la stessa cosa che donare
            un cucciolo.In effetti per avere cuccioli in acquario e' necessario avere un livello di competenza minimo, dipendente dalla specie, che un giornalista non deve necessariamente avere per scrivere un articolo, magari sgrammaticato e scopiazzato qua e la'.


            "Fai bricolage? Andiamo a farlo in quel
            garage,


            ti presento altri appassionati come te." Tutto


            bello, fino a quando il tipo adescato si
            accorge


            che il tipo che l'ha accalappiato per strada
            s'è


            fatto la villa vendendo le fotografie dei


            lavoretti di tutti gli appassionati che ha


            invitato. A questo punto mi pare
            l'XXXXXXXmento


            sia naturale.



            Dipende se tu prima di entrare nel garage hai

            firmato qualcosa, ma soprattutto dipende se hai

            letto quello che hai

            firmato.

            Argh! Ma allora è inutile parlare! Legalmente
            parlando non c'è storia. Ora non ci si può più
            nemmeno XXXXXXXre se ti trombano la fidanzata,
            perché lei non ha firmato nulla e tu ne eri
            consapevole.

            Io non proseguo più, se non sono riuscito a
            spiegarmi finora non ho speranze che succeda più
            avanti. Lascio la parola a qualcuno di più deciso
            e
            sicuro:
            http://www.ericdsnider.com/snide/leaving-in-a-huff
          • reXistenZ scrive:
            Re: protesta giusta, strumento sbagliato


            Già, perché mettere il tempo e la competenza per

            scrivere un articolo è la stessa cosa che donare

            un cucciolo.

            In effetti per avere cuccioli in acquario e'
            necessario avere un livello di competenza minimo,
            dipendente dalla specie, che un giornalista non
            deve necessariamente avere per scrivere un
            articolo, magari sgrammaticato e scopiazzato qua
            e
            la'.Allora mi inchino di fronte alle virtù di venditrice di Arianna Huffington, che secondo la tua versione dei fatti sarebbe riuscita a fare milioni di dollari facendo scrivere articoli sgrammaticati e scopiazzati a un branco di XXXXXXXXX.
        • shevathas scrive:
          Re: protesta giusta, strumento sbagliato

          Già. Mi permetto un'altra domanda fuorviante e
          demagocia: chi è felice di scrivere gratis sul
          web sapendo che qualcun altro ne ricaverà
          miliardi?
          contro domanda: chi ha scritto gratis è stato costretto in qualche modo a lavorare gratis ? gli è stato promesso un qualche guadagno ?

          Allora diciamo un tipo di licenza analogo al cc
          per cui se tu ospiti il mio articolo sul tuo blog
          e ne ricavi dei soldi devi spartirli con me. E'
          più chiaro ora?
          E, teoricamente parlando, cosa mi vieterebbe di creare un blog aggregatore dove accetto solo contenuti per i quali gli autori rinunciano, liberamente, ai diritti economici ?
          Sicuramente le cose così come stanno ora
          produrranno contenuti ma non mi pare producano
          felicità od equità sociale per gli
          autori.
          gli autori possono tranquillamente chiudere con la tizia e iniziare a vendere contenuti a qualcun altro che è disposto a pagarglieli. Non mi sembra abbiano firmato contratti in esclusiva.
          Ora invece siamo all'estremo opposto: è chi
          lavora che giudica "normale" che il capo si pappi
          tutta la torta solo perché è il più bravo ad
          organizzare il lavoro, retribuendo gli altri solo
          in termini di
          "visibilità".
          Siamo alla frutta.mi sembra che stia confondendo il caso di un dipendente/collaboratore sfruttato con il caso di una persona che, liberamente, decide di collaborare con un blog sapendo dal principio che non sarà pagata. Mi sembrano due casi completamente diversi.
    • panda rossa scrive:
      Re: protesta giusta, strumento sbagliato
      - Scritto da: reXistenZ
      Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.
      Del resto, se il modello di mercato è questo,
      inutile rivolgersi ai
      tribunali.Il modello e' chiarissimo.E' lavoro solo se e' commissionato.Qui invece si pretende di equiparare al lavoro il modello "major" ovvero "produco senza che mi venga commissionato e poi pretendo che mi venga pagato comunque".None!Se pubblichi senza che nessuno ha chiesto, e' di tutti e ti attacchi dove sai.Se non volevi che fosse pubblico, non pubblicavi.
  • Certo certo scrive:
    Mah! Non so chi ha ragione ...
    [img]http://generazionep.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/175040/Arianna-Huffington28135.jpg[/img]... però un colpettino glielo darei.[img]http://it.ejo.ch/wp-content/uploads/ari_huffington.jpg[/img] Heeee, he he he he heeee!!! A cierto cierto, non dir XXXXXXX!
  • suoranciata scrive:
    Sempre su AOL-HuffPo
    http://www.ericdsnider.com/snide/leaving-in-a-huff/
  • atena mi odia scrive:
    arroganza infinita
    E' ora che questi "b. senza gloria" paghino per la loro arroganza.Si credono onnipotenti. Ti offrono un servizio scadente e usano le tue notizie per diffondere la loro peste pubblicitaria, accumulando i dati personali tuoi e di chi legge il tuo blog, e hanno il coraggio di far passare questa XXXXXta in fame per beneficienza. Vai a leggere le condizioni di utilizzo e trovi: "il servizio è gratuito, quindi te lo possiamo sospendere quando ci pare, senza preavviso e senza un motivo valido". Peccato che, anche se non ci guadagnassero nulla (e non è vero, questi infami sono ricchi grazie ai blogger) non potrebbero farlo, perchè nessuna legislazione permette di fare quello che ti pare come ti pare quando ti pare senza preavviso e senza motivo. E' una loro fantasia.Per non parlare del fatto che QUASI NESSUNO dei servizi esteri che presenta condizioni di utilizzo in italiano ti fa accettare un contratto valido legalmente. Ci sono errori di traduzione grossolani che basterebbero per sbeffeggiarli per secoli condannandoli a pulirti il gabinetto fino alla fine dei loro giorni, a patto di avere un avvocato decente. L'errore più ridicolo è di tradurre "editor" con "editore". C'è una piccolissima differenza che ai loro traduttori automatici sfugge: l'editor sei tu, l'editore sono loro. Se mi fanno firmare che l'editore non ha nessun diritto io sono ben felice. Nella prossima vita imparate a tradurre meglio, XXXXXXXXX! hehehe
    • corso di lingua italiana scrive:
      Re: arroganza infinita
      Ognuno è libero di aprirsi un sito e farci un blog.Se una persona accetta di stare su un sito di un altro che esplicitamente gli dice che non gli darà una lira, be'... dopo non può pretendere di essere pagato.Fesso lui che per 5 anni ha lavorato gratis.
      • pippO scrive:
        Re: arroganza infinita
        - Scritto da: corso di lingua italiana
        Ognuno è libero di aprirsi un sito e farci un
        blog.
        Se una persona accetta di stare su un sito di un
        altro che esplicitamente gli dice che non gli
        darà una lira, be'... dopo non può pretendere di
        essere
        pagato.
        Fesso lui che per 5 anni ha lavorato gratis.Quoto! Soprattutto l'ultima riga :D
      • un utente scrive:
        Re: arroganza infinita
        Ma infatti. Non capisco perchè questo sarebbe un problema per Arianna.Se uno si sveglia la mattina e fa cause senza senso non vedo un grosso problema se non la parcella dell'avvocato difensore.
        • Polemik scrive:
          Re: arroganza infinita
          Io di problemi ne vedrei invece molti... In mezzo a mille è più facile trovare quelli che non accettano la sconfitta e se perdono allora ricorrono a mezzi ben più pesanti...
    • shevathas scrive:
      Re: arroganza infinita

      Si credono onnipotenti. Ti offrono un servizio
      scadente e usano le tue notizie per diffondere la
      loro peste pubblicitaria, accumulando i dati
      personali tuoi e di chi legge il tuo blog, e
      hanno il coraggio di far passare questa XXXXXta
      in fame per beneficienza.ti hanno puntato una pistola alla tempia e ti hanno costretto a pubblicare attraverso di loro ?
      Vai a leggere le
      condizioni di utilizzo e trovi: "il servizio è
      gratuito, quindi te lo possiamo sospendere quando
      ci pare, senza preavviso e senza un motivo
      valido". Peccato che, anche se non ci
      guadagnassero nulla (e non è vero, questi infami
      sono ricchi grazie ai blogger) non potrebbero
      farlo, perchè nessuna legislazione permette di
      fare quello che ti pare come ti pare quando ti
      pare senza preavviso e senza motivo. E' una loro
      fantasia.fantadiritto...

      Per non parlare del fatto che QUASI NESSUNO dei
      servizi esteri che presenta condizioni di
      utilizzo in italiano ti fa accettare un contratto
      valido legalmente. Ci sono errori di traduzione
      grossolani che basterebbero per sbeffeggiarli per
      secoli condannandoli a pulirti il gabinetto fino
      alla fine dei loro giorni, a patto di avere un
      avvocato decente.hai qualche notizia di aziende condannate per questo ?
    • ciccio quanta ciccia scrive:
      Re: arroganza infinita
      - Scritto da: atena mi odia
      E' ora che questi "b. senza gloria" paghino per
      la loro
      arroganza.
      Si credono onnipotenti. Ti offrono un servizio
      scadente e usano le tue notizie per diffondere la
      loro peste pubblicitaria, accumulando i dati
      personali tuoi e di chi legge il tuo blog, e
      hanno il coraggio di far passare questa XXXXXta
      in fame per beneficienza. Non è beneficienza, se è scritto chiaro e tondo che NON ti pagano e che il tuo unico EVENTUALE guadagno è la visibilità, non te l'ha ordinato il dottore di accettare il contratto... Un conto è quando c'è un REGOLARE CONTRATTO o un buono d'ordine, una lettera d'incarico, un minimo di documento "ufficiale" dove si configura l'acquisto dei tuoi servizi da parte dell'editore in cambio di denaro... piangere 5 anni dopo è da ipocriti e infantili.Vai a leggere le
      condizioni di utilizzo e trovi: "il servizio è
      gratuito, quindi te lo possiamo sospendere quando
      ci pare, senza preavviso e senza un motivo
      valido". Peccato che, anche se non ci
      guadagnassero nulla (e non è vero, questi infami
      sono ricchi grazie ai blogger) non potrebbero
      farlo, perchè nessuna legislazione permette di
      fare quello che ti pare come ti pare quando ti
      pare senza preavviso e senza motivo. E' una loro
      fantasia.
      Non accetti il contratto se lo ritieni vessatorio ecc. ecc. o ti armi di avvocato disposto a seguirti in USA... a gratis ovviamente;)
      Per non parlare del fatto che QUASI NESSUNO dei
      servizi esteri che presenta condizioni di
      utilizzo in italiano ti fa accettare un contratto
      valido legalmente. Ci sono errori di traduzione
      grossolani che basterebbero per sbeffeggiarli per
      secoli condannandoli a pulirti il gabinetto fino
      alla fine dei loro giorni, a patto di avere un
      avvocato decente. L'errore più ridicolo è di
      tradurre "editor" con "editore". C'è una
      piccolissima differenza che ai loro traduttori
      automatici sfugge: l'editor sei tu, l'editore
      sono loro. Se mi fanno firmare che l'editore non
      ha nessun diritto io sono ben felice. Nella
      prossima vita imparate a tradurre meglio,
      XXXXXXXXX!
      heheheChe spesso siano tradotti male o in automatico non c'è dubbio ma - guarda caso - viene sempre scritto che fa fede la versione in lingua originale... quindi... perderesti anche nel tribunale di Topolinia.Scrivi di meno e leggi di più va'... che serve nella vita.
      • Skywalker scrive:
        Re: arroganza infinita
        - Scritto da: ciccio quanta ciccia
        Non accetti il contratto se lo ritieni vessatorioSe un contratto è VESSATORIO (nel senso legale del termine) lo accetto volentieri: PER LEGGE tutte le clausole vessatorie sono nulle ed il resto del contratto resta valido.
  • butarolo scrive:
    Roma
    non capisco cosa centra Roma all'inizio di ogni post.E' forse sucXXXXX a Roma?Sembra che il centro del mondo sia a Roma, ma per fortuna non lo è...Quindi: che cavolo c'entra ROMA? Io non sono di Roma.Forse è per un forza Roma?Roma Roma Roma Roma Roma...Allora?
    • Enok scrive:
      Re: Roma
      a) Sei XXXXXXXXX, fattene una ragione. La città ad inizio di un qualsiasi articolo, non solo su Punto Informatico, rappresenta il luogo dove è stato scritto. Gran parte della redazione, infatti, scrive da Roma.b) Roma caput mundi, fattene una ragione.
  • Paolo Palumbo scrive:
    Esiste class action anche contro zoidu?
    Amici, vorrei sapere se esiste una class action anche contro zoidu, che mi risulta avere un atteggiamento anche peggiore, ovverosia promette retribuzione e non mantiene, ti bannano senza motivo e senza preavviso e poi alle rimostranze ti viene detto che no, il tuo account è ancora funzionante, mentre non è così, e ti liquidano senza tanti complimenti. Io devo avere "solo" quaranta dollari, ma il sangue, il fegato e la bile e i bocconi amari che ho dovuto sputare per questa presa in giro spudorata...??? Grazie!Paolo Palumbo, blogger trasparente.palumbeto@libero.it
Chiudi i commenti