Apple contro Samsung, scuse vere ma col trucco

Il sito britannico della Mela ora contiene le scuse alla concorrente come prescritto dal giudice. Ma, come al solito, Cupertino fa le cose a modo suo
Il sito britannico della Mela ora contiene le scuse alla concorrente come prescritto dal giudice. Ma, come al solito, Cupertino fa le cose a modo suo

Un secondo tentativo di scuse in ossequio alla decisione dei giudici britannici: Apple ha modificato il messaggio apparso sul sito ufficiale britannico con il quale era tenuta a esprimere una nota di scuse nei confronti di Samsung, accusata ingiustamente di aver copiato il design del tablet iPad per i tre dispositivi Galaxy Tab 10.1, 8.9 e 7.

Prima di procedere all’aggiornamento del sito così come prescritto da una una corte d’appello del Regno Unito, la Mela ha pubblicato un comunicato in una delle pagine interne del Guardian, messaggio giudicato da alcuni “asciutto” e perfino “sarcastico”: “Il 9 luglio 2012 l’alta Corte di Giustizia dell’Inghilterra e del Galles ha stabilito che i tablet di Samsung Galaxy Tab 10.1, Tab 8.9 e Tab 7.7 non infrangono il design registrato da Apple. La sentenza ha effetto presso l’Unione Europea ed è stata confermata dalla Corte di Appello dell’Inghilterra e del Galles il 18 ottobre 2012. Non vi è alcuna ingiunzione nei confronti del design registrato da Apple, diffuso in tutta Europa”.

A differenza del precedente comunicato, la versione aggiornata non contiene informazioni relative ad altre vicende legali che hanno visto Apple vincere contro il competitor coreano.

Accedendo ora all’ homepage del sito britannico della Mela è possibile rintracciare il messaggio nella parte inferiore della pagina , non senza aver effettuato uno scrolling verso il basso. Si tratta di una posizione che non è passata inosservata , dal momento che è stato implementato un codice JavaScript proprio per posizionare la nota fuori dalla vista principale, indipendentemente dalla risoluzione dello schermo.

Si tratta dunque di un espediente tecnico che, secondo alcuni, nasconderebbe la chiara disapprovazione di Cupertino nei confronti delle disposizioni emanate dalla giustizia d’Albione.

Cristina Sciannamblo

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