Apple, denuncia per la memoria corta

Con l'installazione di iOS 8 lo spazio di archiviazione a disposizione degli utenti dei dispositivi con la Mela si riduce drasticamente. Una class action contro Cupertino

Roma – Un gruppo di utenti residenti in California ha depositato una class action nei confronti di Apple per la dimensione della memoria a loro disposizione sui dispositivi con la Mela dopo l’aggiornamento ad iOS 8.

Apple è stata accusata per questo di veicolare un messaggio pubblicitario ingannevole in base alla normativa californiana che regola la competizione: lo spazio disponibile per l’archiviazione dei contenuti dei suoi utenti non è rispettivamente di 8 e 16 GB, ma di circa il 20 per cento inferiore: si tratta di una causa simile a quella che ha già messo nei guai Samsung davanti all’autorità antitrust italiana.

Secondo l’accusa le capacità di archiviazione degli iPod pubblicizzati come da 16 GB, dopo l’aggiornamento ad iOS 8 diventano inferiori del 23,1 per cento (che significa circa 3,7 GB non disponibili per i consumatori), come avviene per iPad (a cui vengono sottratti 3,4 GB), mentre lo spazio per iPhone 6 si riduce del 18,8 per cento, il 20,6 per cento per iPhone Plus.

Nelle motivazioni della richiesta di class action, gli utenti Paul Orsahn e Christopher Endara – che vorrebbero tra le parti lese anche i nuovi acquirenti di dispositivi iOS 8 e non solo quelli che hanno subito la perdita in seguito all’aggiornamento – riferiscono che “un consumatore ragionevole” non si aspetterebbe tale differenza dopo l’aggiornamento di sistema, soprattutto non di queste proporzioni: ognuno dei GB andati perduti è calcolato corrispondere a circa 500 fotografie ad alta risoluzione.

Ma non basta: secondo l’accusa la mancata chiarezza e l’erosione della memoria sarebbero state scientemente organizzate da Apple per spingere gli utenti all’acquisto di spazio di archiviazione sul suo servizio sulle nuvole iCloud. Cupertino avrebbe in particolare cercato di approfittare di quei momenti in cui un utente (magari proprio durante le feste in famiglia) si ritrova a scattare foto e – magari – non ha più spazio per registrarle sul proprio dispositivo.

Claudio Tamburrino

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