Apple/ MacOS 9.1, sulla via di MacOS X

MacOS 9.1, uscito quasi in sordina, non sembra un semplice upgrade ma semmai una piattaforma con molte novità nascoste in grado di preparare il terreno a MacOS X


E’ uscito un po’ in sordina, contestualmente all’expo di San Francisco, e senza una presentazione ufficiale. Si tratta dell’aggiornamento 9.1 di MacOS, un aggiornamento tanto atteso, un aggiornamento gratuito e molto corposo: ben 70 MB, dimensione decisamente insolita per un upgrade di MacOS.

Alla pagina del download pare che il requisito minimo sia possedere la versione 9 del sistema operativo, ma una volta scaricato il “malloppo” nel file “Readme” si possono trovare istruzioni e suggerimenti per effettuare un corretto update anche a partire dalle versione 8.6 e 8.1 del sistema operativo. Alcune voci sostengono pure che sia possibile effettuare l’upgrade addirittura dall’ormai vecchissimo 7.5.3! (ovviamente su macchine in grado di far girare MacOS 9.1).

Tutte queste possibilità giustificano la dimensione dell’aggiornamento, ma fanno quantomeno riflettere sul perché di una simile operazione. Con questo aggiornamento Apple sta praticamente regalando l’ultima versione del sistema “classico” a tutti i suoi utenti, o perlomeno al 99% di essi, dato che MacOS 8 è uscito nell’estate del 1997. Cerchiamo di capire il perché di una mossa del genere. Sicuramente Apple non lo fa con intenti pubblicitari, visto che l’aggiornamento è uscito senza il minimo clamore, e visto che nemmeno la pagina di download riporta la numerose possibilistá di upgrade.

La ragione è forse molto più sottile: tra un paio di mesi circa uscirà MacOS X, il nuovo sistema operativo di cui abbiamo già più volte parlato. Visti i profondi cambiamenti (praticamente una riscrittura totale del codice), tutte le applicazioni dovranno essere, almeno parzialmente, convertite per poter funzionare in modo “nativo” sul nuovo sistema. In realtà MacOS X contiene anche le librerie “classiche”, necessarie per far funzionare tutte le “vecchie” applicazioni sotto MacOS X in una sorta di ambiente simulato (e non “emulato”, per quanto sottile possa sembrare la differenza). Tutto ciò funziona anche adesso con la public-beta, a patto di avere installato anche MacOS 9, che verrà lanciato come una normale applicazione per fornire la base alle applicazioni “classiche”. A questo punto basta fare 2+2 per far quadrare i conti: Apple sta investendo tutto il suo futuro sul nuovo sistema che uscirà a breve e, nonostante gli sviluppatori abbiano già assicurato il loro supporto a MacOS X, non tutte le applicazioni chiave saranno disponibili da subito in versione “carbonizzata” (ovvero in versione nativa per MacOS X). Qualche esempio? Photoshop, Office e XPress credo che siano più che sufficienti, anche se potrei continuare… Apple deve spingere MacOS X a tutti i costi, ma non può certo permettersi di perdere per strada applicazioni come quelle appena citate. Cosa fare allora? Una soluzione è quella di offrire ai suoi utenti un metodo gratuito, valido ed efficace per utilizzare con pieno profitto le applicazioni classiche sotto il nuovo sistema.

Chi ha già eseguito l’upgrade (tra l’altro disponibile da subito in tutte le lingue) ha potuto verificare che la 9.1 è una delle migliori versioni di MacOS in termini di stabilità e prestazioni, tanto da far girare la battuta che si trattasse di una “versione ridotta” di MacOS X piuttosto che di un aggiornamento del MacOS 9. Tanto più che l’installazione del 9.1 provoca uno spostamento delle cartelle di applicazioni e documenti, dando al sistema un struttura più simile a MacOS X. A questo punto è facile pensare che la nuova versione del sistema sia ottimizzata per funzionare al meglio all’interno dell’ormai prossimo MacOS X, e la conferma parrebbe anche arrivare dal fatto che poche settimane fa si parlava di nuovi accorgimenti in grado di velocizzare del 30% il funzionamento delle applicazioni classiche in MacOS X. E’ anche facile immaginare che la versione finale di MacOS X, per assicurare un rendimento migliore, farà funzionare le vecchie applicazioni solo con MacOS 9.1: se così fosse, con tutta probabilità sarà possibile effettuare l’aggiornamento dallo stesso CD di MacOS X (e magari direttamente durante la sua installazione).


Cosa possiamo concludere da tutto ciò? I “maligni” diranno che Apple ha studiato questa mossa perché MacOS X si ritrova (o, meglio, si ritroverà) senza software nativo. I “fan” replicheranno invece che il software esiste, e che quel poco che manca è dovuto alla pigrizia degli sviluppatori. La verità come al solito sta nel mezzo, ed è normale che sia cosi visti i profondi cambiamenti che verranno introdotti col nuovo sistema. La fase di transizione è fisiologica e necessaria, ed Apple si prepara ad affrontarla nel migliore dei modi, proponendo (anzi, regalando) un “ottimo ultimo aggiornamento” del suo sistema classico.

Per quanto riguarda la disponibilità di software nativo, la situazione è sicuramente destinata a evolversi nel migliore dei modi.Già dal momento dell’uscita della beta pubblica, sotto MacOS X si sono rese disponibili nuove applicazioni proveniente dal mondo NeXT e dal mondo Unix/Linux: basti pensare ad Apache, all’ottimo browser OmniWeb, al programma di fotoritocco TIFFany o alla prossima uscita di StarOffice. Si tratta di applicazioni che senza MacOS X non sarebbero mai arrivate su piattaforma Macintosh. Se aggiungete che poco alla volta saranno disponibili in maniera nativa anche tutte le altre applicazioni “classiche” (ferma restando la possibilità di utilizzarle comunque nell’ambiente simulato), le prospettive sono sicuramente buone.

Nel frattempo anche lo sviluppo di MacOS X procede senza un attimo di sosta. Che la versione vista qualche settimana fa a San Francisco fosse molto diversa dalla public-beta che tutti gli appassionati conoscono, è cosa ormai nota; le ultime notizie ci dicono però che la versione attualmente in sviluppo sia veramente molto più veloce della versione rilasciata a Parigi, con incrementi del 400% in alcune operazioni. Il merito di questi incrementi è dovuto anche all’ottimizzazione che consente di sfruttare al meglio il motore Altivec del G4. A tal proposito pare che i programmatori siano riusciti a reindirizzare verso le unità Altivec alcune operazioni molto comuni, in modo tale da sfruttare al meglio la potenza dei G4 anche con le applicazioni non ottimizzate. Ora non resta che attendere Tokio per vedere la prossima mossa ufficiale, anche se ultimamente le novità si susseguono ad un ritmo quasi giornaliero e l’interesse verso Apple e MacOS X cresce sempre di più.

Domenico Galimberti

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  • Anonimo scrive:
    Una Rivoluzione alle porte
    Leggendo i commenti altrui mi sembra di sentire paura e resistenza al cambiamento. E' normale, il cambiamento che verrà sarà enorme.Ancora non ci si è resi conto che Internet consentirà alla cultura di viaggiare da un continente ad un altro "bypassando" le grandi corporation solo quando esisterà un sistema affidabile per tutelare il diritto d'autore.D'AUTORE, non delle industrie! Non fate finta di non capire!I singoli autori fra non molto potranno pubblicare le loro opere direttamente su Internet, senza dover passare il vaglio della censura delle case discografiche, delle case editrici ecc. ecc.Ma nello stesso i loro diritti saranno tutelati. Se oggi scaricate un Cd da Internet non danneggiate solo la casa discografica, ma anche il cantante che il Cd l'ha scritto e realizzato.Non fate finta di non capire! Non inventatevi scuse ridicole!Gli autori hanno il diritto di guadagnare sulle loro opere, non ci sono scuse, chi sostiene il contrario forse si è fatto illudere da una ideologia sbagliata.Quando avevo 15 anni andava di moda dire: "la proprietà privata è un furto" e si rubava senza sentirsi dei ladri. Oggi sta succedendo un pò la stessa cosa. Si dice: "il diritto d'autore è un furto" e si preleva tutto quel che si vuole da Internet.Ma tutto questo è illegale. E come possiamo costruire una società più giusta, se noi stessi ci comportiamo come dei delinquenti?
  • Anonimo scrive:
    A quanto il Puffo Controllore sulla mainboard?
    E' bellissimo.E' bellissimo vedere le majors che tentano in tutti i modi di non farsi ciulare i soldi che loro hanno ciulato ad altri...L'hard disk con lo spione dentro non è male come idea, ma sono convinto che qualcosa di ancora più geniale in merito dovrà essere partorito.Tenete pronti i fazzoletti, e non per piangere :)
  • Anonimo scrive:
    Majors e case HW ingorde
    A quando l'identificazione numerica univoca e criptata dei culi, in modo che per pulirsi sia compatibile solo la carta igienica della marca TaldeiTali???? e chi nonc'ha il codice tatuato si arrangi col dito!!!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    quello che sta dietro
    il problema è quello che sta dietro, come sempre. possiamo anche metterla da parte la questione se il cprm partirà o meno, quella che è malata è l'idea. magari fosse solo un tentativo di proteggere i diritti d'autore, è una ghigliottina per la nostra libertà. nel fantastico mondo cprm-compliant che hanno in mente noi non potremmo più creare, parlare. per metafora mi viene in mente un sistema unix solo read-only. quello che sta dietro è 'leggi, ma non dire'. no grazie, mi è già stata propinata la televisione una volta, zapping su mediaset e l'ho smontata. quello che sta dietro è che mirano a non farci comunicare, ma solo assorbire. lo standard era una bellissima idea di migliorare la collaborazione nel pianeta, in mano al mondo economico ha assunto il significato di controllo. quando pensiamo di fregare microsoft duplicando i suoi prodotti, le diamo solo una mano a renderla standard. buon open source a tutti.
  • Anonimo scrive:
    Vi dico subito come si fa a duplicare:
    Esempio con l'audio:1)Metto su il CD originale e lo ascolto2)Viene generato un flusso di bit che viene interpretato dalla scheda audio3)mi aggancio all'uscita SPDIF(digitale)(c'è l'ha anche la SbLive)4)Campiono da un'altra SPDIF(sempre digitale) e salvo in formato WAV o altro.A questo punto Ho creato una copia perfetta digitale-to-digitale della traccia senza criptazione. Sfido chiunque a fare un sistema che mi dica che questa registrazione non è una mia creazione. L'unica soluzione è che mi impediscano di registrare tracce audio.Io ho una proposta ultrasicura da fare al consorzio per evitare di duplicare abusivamente:Smettano di vendere i Pc, i masterizzatori e gli hard disk:Voglio proprio vedere chi di loro, in nome del "riconoscimento ai meriti dell'artista" accetterebbe una tale proposta.Comunque mi sono fatto un'idea. Perchè 'ste case si preoccupano tanto di una cosa di cui non dovrebbe importargli?Secondo me perchè se si inventano una tecnologia che promette di evitare le copie pirate, si beccano i soldi dalle major della musica per implementare la tecnologia.Però perchè il businnes sia continuo, devono fare in modo che questa tecnologia venga "bucata" in modo da poter elaborare altre tecnologia e fare altri soldi vendendo nuove protezioni alle case discografiche: Quindi tali protezioni, appunto perchè create per fare soldi, non possono essere sicure. Un po' come la Microsoft: Se fa un S.O. perfetto, una volta che uno l'ha comprato non avrà bisogno di comprare l'aggiornamento. Invece fa i soldi con WIN95/98/ME, ognuno che risolve i bachi del predecessore e ne cra altri per il seguente: Paghi 3 prendi 1!
  • Anonimo scrive:
    Niente paura!
    Io rido a crepapelle quando leggo di queste notizie... Le case discografiche (e ora anche cinematografiche! DivX!) sono rimaste stordite dall' impatto che l'incredibile crescita di internet in questi ultimi 5 anni ha avuto sui loro introiti, loro che ti fanno pagare un CD audio 40000 lire quando i costi di produzione (inclusi copertina, confezione ecc...) sfiorano appena le 2000 lire... Ora stanno cercando in tutti i modi di correre ai ripari ma inutilmente perchè:1) Volete dirmi quale idiota casa produttrice di HD si azzarderebbe a mettere una tale porcheria nell'HW dei propri prodotti rischiando di non venderne nemmeno un pezzo?2) Secondo voi quanti giorni passano prima che l'azienda X produttrice di HD presenti i propri HD con la dicitura "CPRM Free" e venderà milioni di pezzi?3) Quanti giorni passano prima che il primo hacker si passi il tempo a trovare un sistema che bypassa questa follia?Sono solo fuochi di paglia... Io intanto mi tengo il mio Quantum Fireball da 20 Giga che mi basta e avanza...
  • Anonimo scrive:
    Già sentita. "Io lo proteggo". "E io lo sproteggo"
    C'è sempre uno che si crede più furbo degli altri e che pensa di riuscire a trovare la chiave universale di protezione.Ci avevano quasi convinto che i DVD non si possono copiare; poi salta fuori un ragazzino di 17 anni(!) , e -ma guarda un po'- si scopre che i DVD ci stanno sopra un CD (o due al max.) senza perdita di qualità con una tecnologia freeware libera a tutti. Non ci credete? Pensate che sia roba per pochi eletti?http://www.digital-digest.com/DVD/downloads/encoding.html Per il momento iniziate ad affitarvi i DVD e copiarveli, vi serve solo il codec divx;-), flaskmpeg e virtualdub. Tutto su questo sito.E non state a preoccuparvi... ci sarà sempre un hacker che troverà il modo di fottere questi intelligentoni!Buone copie a tuttiGiovi
  • Anonimo scrive:
    lo scemo del villaggio
    Se fumassero meno canne, la pianterebberocon tutte queste "tecnologie" avanzate...Audio e' video, sono totalmente sprovvistidi un mezzo che impedisca copie.A meno che gli idioti, che se ne occupanoancora non si siano resi conto, che c'e'persino gente che va' al cinema con la videocamerae poi pubblica i film, in formato abbastanza scandente. Figurati se hai un brano o un filmato digitale che puoi acquisire direttamente dal pc, per poi registrarlo e salvarlo in un altro formato. Inoltre tutto e' craccabile nel campo, dato un banale problema: a) la chiave di decrittazione e' software:a forza di debugging, spunta la chiave...b) la chiave di decrittazione e' hardware:di norma le chiavi hardware sfuggono al controllo a causa degli stessi tecnici che le producono, che finoscono col venderle illegalmente, prima ancora che un tecnico esterno impari a sostituirle
  • Anonimo scrive:
    Mi sembra leggermente disonesto...
    Intanto non è lecito introdurmi "di serie" un programma nel disco fisso che, per quello che ne so, potrebbe anche servire alla casa produttrice per monitorare i miei spostamenti nella Rete, per visualizzare i miei dati salvati,... insomma, è come se accettassi di installare nel dico fisso, che so, un file contenente un trojano o peggio.Per me il problema sta a monte, ed è causato dalle majors stesse: perchè devo pagare 30 o addirittura 40.000 lire per un cd contenente una quindicina di canzoni, di cui me ne piaceranno al massimo 3 o 4??!! Il masterizzatore consente, ad esempio, di avere la possibilità di farsi un cd con ciò che preferisci (sarebbe sciocco spendere 500.000 per farsi un cd, è ovvio, ma il masterizzatore serve principalmente a fare il backup di dati, di immagini, di file grossi, insomma). Però la domanda è: acquisto un cd vergine di buona qualità a meno di 2000 lire: ad una casa discografica non può non costare MOLTO di meno! Capisco che ci devono guadagnare gli artisti, la casa disografica, il rivenditore e tutte le tappe intermedie, però i cd pirati te li vendono al massimo a 15.000 con anche le copertine e le etichette stampate!!!Io non mi metterei mai a fare il pirata, però per sole 15.000 'sti pirati riescono a guadagnare MOLTO bene, nonostante il processo di stampa per copertine ed etichette richieda una bella spesa.Ecco: se vendessero un cd originale a 20.000 lire, molta meno gente ricorrerebbe ai cd piratati.Però secondo me internet apre delle prospettive enormi, e le case disografiche sono proprio cieche a non essersene accorte: perchè non posso acquistare direttamente dal sito della casa discografica, ad esempio, un cd con le canzoni scelte da me??!!! lo pagherei volentieri le 30-40.000 che già chiedono,però sarei molto più soddisfatto. Tra l'altro, nei cd masterizzati ci stanno anche una ventina di canzoni, raramente compri un cd con così tanta musica.Va bene: inventatevi uno standard di criptazione che non consenta di copiare il cd audio, però magari dateci la possibilità di andare nel negozio di musica ed ordinargli direttamente un cd con le canzoni che più ci piacciono, e magari dategli la possibilità di prepararcelo subito (in fin dei conti i masterizzatori non hanno più un gran costo): pago al venditore un prezzo equo e le royalties vanno distribuite tra tutti gli autori delle canzoni scelte. Ecco che allora un gruppo poco noto che fa cinque belle canzoni, prende più soldi in proporzione di un gruppo più noto che vende il nuovo cd pompando alla radio sempre la stessa canzone, rifilandoci poi tredici-quattordici tracce di spazzatura.E perchè invece di boicottare Napster non allearsi??? Il software ormai è largamente distribuito, credo che in coscienza gli utenti, sapendo di pagare "realmente" chi lavora (leggi gli autori) accetterebbero, che ne so, un fisso mensile od una quota a download.(consci che, se non incassassero, gli autori smetterebbero di produrre musica).Lo so, sono un illuso, ma almeno ditemi se tutte queste idee sono sbagliate, o se si può recuperare in qualche modo qualcosa: magari, facendoci forza a vicenda, si potrebbe influenzare il mercato (oddio, credo di aver esagerato un pochino)Tralascio dalla trattazione il DVD e gli altri supporti, per non tediare tutti i lettori e perchè il mio interesse per questi settori è tuttora limitato.Ciao a tutti e non tiratevi indietro dal postarmi risposte anche denigranti!!! :)PonZ
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi sembra leggermente disonesto...
      - Scritto da: PonZ
      Intanto non è lecito introdurmi "di serie"
      un programma nel disco fisso che, per quello
      che ne so, potrebbe anche servire alla casa
      produttrice per monitorare i miei
      spostamenti nella Rete, per visualizzare i
      miei dati salvati,... insomma, è come se
      accettassi di installare nel dico fisso, che
      so, un file contenente un trojano o peggio.Pienamente d'accordo.
      Per me il problema sta a monte, ed è causato
      dalle majors stesse: perchè devo pagare 30 o
      addirittura 40.000 lire per un cd contenente
      una quindicina di canzoni, di cui me ne
      piaceranno al massimo 3 o 4??!! Queste tre o quattro sono quelle che vanno su tutte le radio e che ti spingono a comprare la spazzatura :)
      Però la domanda è:
      acquisto un cd vergine di buona qualità a
      meno di 2000 lire: ad una casa discografica
      non può non costare MOLTO di meno! Capisco
      che ci devono guadagnare gli artisti, la
      casa disografica, il rivenditore e tutte le
      tappe intermedie, però i cd pirati te li
      vendono al massimo a 15.000 con anche le
      copertine e le etichette stampate!!!Purtroppo gli artisti prendono molto poco, rispetto agli altri che hai nominato, a meno che non siano grossi nomi (che, tra l'altro, senza un'anticipo non entrano neanche in sala di registrazione).
      Ecco: se vendessero un cd originale a 20.000
      lire, molta meno gente ricorrerebbe ai cd
      piratati.Già... io aspetto che un cd costi meno di 25000 prima di comprarlo... non ha senso spendere 40000 per delle canzoni che ascolti per due giorni e poi ti annoiano!
      Però secondo me internet apre delle
      prospettive enormi, e le case disografiche
      sono proprio cieche a non essersene accorte:
      perchè non posso acquistare direttamente dal
      sito della casa discografica, ad esempio, un
      cd con le canzoni scelte da me??!!! lo
      pagherei volentieri le 30-40.000 che già
      chiedono,però sarei molto più soddisfatto.
      Tra l'altro, nei cd masterizzati ci stanno
      anche una ventina di canzoni, raramente
      compri un cd con così tanta musica.Questo forse è impossibile... sopravvivrebbero solo le canzoni migliori: tutto il resto non riuscirebbero mai a piazzarlo! :)
  • Anonimo scrive:
    sicuramente si decripta la cosa
    Beh possono fare quello che vogliono... ma inutilmente sicuramente ci sará un qualche genio che saprá decriptare il codice e diffonderá nella rete il software per farlo .. cosí le major si mangeranno le mani.I crackers non si possono fermare a meno che non li arresti :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: sicuramente si decripta la cosa
      speriamo!- Scritto da: MaDoNe
      Beh possono fare quello che vogliono... ma
      inutilmente sicuramente ci sará un qualche
      genio che saprá decriptare il codice e
      diffonderá nella rete il software per farlo
      .. cosí le major si mangeranno le mani.
      I crackers non si possono fermare a meno che
      non li arresti :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: sicuramente si decripta la cosa

      Beh possono fare quello che vogliono... ma
      inutilmente sicuramente ci sará un qualche
      genio che saprá decriptare il codiceSe hard-encodano nell'hardware dell'hd ci sara' ben poco da fare...l'unica sara' boicottare le aziende che producono sti cosi e premiare quelle che nonli fanno.
  • Anonimo scrive:
    il prossimo passo sarà questo:
    Verremo tutti, nessuno escluso, dotati di un microfono portatile...così se un giorno ci metteremo a fischiettare la canzone appena sentita in radio, saremo felici di pregiarci di pagare una piccola somma alle case discografiche....Non so voi...ma io ho intenzione di registrare un disco di peti...così ogni volta che ne fate uno dovete pagarmi denaro sonante!!!UaZ uAz
  • Anonimo scrive:
    il capitale krepa anche con questo cazzo di cprm..
    ;-] me lo devono vendere però sto cazzo di hd....stanno freschi!
  • Anonimo scrive:
    Basta ceh un solo produttore...
    Basta che un solo produttore, ma gari nuovo, magari indipendente, si metta a vendere HD senza queste specifiche e si torvera' immediatamente l'unico produttore di HD a vendere.Quando IBM e soci vedranno le loro vendite calare del 30% cominceranno a pensare "perche' devo fare un favore ad una casa discografica ed io vendere un terzo in meno?"QweTime
    • Anonimo scrive:
      Re: Basta ceh un solo produttore...
      Concordo pienamente. Solo mi viene il sospetto che le case produttrici possano essere in qualche modo "forzate" ad aggiungere questo sistema...
  • Anonimo scrive:
    mi ci faccio un seghino col CPRM
    Ammesso che il progetto vada in porto, cosa di cuidubito fortemente...Come tutte le altre, anche questa protezione sara` craccata da qualcuno 1 settimana dopo la pubblicazione del primo prodotto cprm-compliant. C'e` sempre una soluzione a queste cose!E poi cmq non le comprera` nessuno 'ste periferiche, quando IBM e gli altri le metteranno in vendita gli rimarranno tutte li`, e allora faranno dietro-front.
  • Anonimo scrive:
    Ma scherziamo???
    Ci stiamo portando da un periodo di pseudo democrazia, ad un altro ancora peggiore di "ordine imposto". Ma possibile che ci vogliano controllare e vincolare così in profondita?, prima l'INTEL con quella infame schifezza dei processori riconoscibili in rete, e ora questa ancora piu' oscena di guinzaglio hardware-software..Sono esterefatto e preoccupato.Non ci siamo proppio, sosterro' qualunque iniziativa sia contro questa direzione.Statemi bene, e liberi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma scherziamo???
      - Scritto da: erasmospasmo
      Ci stiamo portando da un periodo di pseudo
      democrazia, ad un altro ancora peggiore di
      "ordine imposto". Ma possibile che ci
      vogliano controllare e vincolare così in
      profondita?, prima l'INTEL con quella infame
      schifezza dei processori riconoscibili in
      rete, e ora questa ancora piu' oscena di
      guinzaglio hardware-software..Sono
      esterefatto e preoccupato.
      Non ci siamo proppio, sosterro' qualunque
      iniziativa sia contro questa direzione.
      Statemi bene, e liberi.Tranquilli. I dispositivi hardware e gli algoritmi che generano le più cazzute chiavi criptiche sono ideati da esseri umani. Come esiste un essere umano (bastardo) che inventa il CSS esiste un essere umano (ribelle) che inventa il de-CSS. Per ogni algoritmo o dispositivo hardware che ti impedisce qualcosa esiste sempre una falla, un bug o un semplice raggiro per metterlo fuori gioco. Tutto quello che gira nel mondo dell'informatica e non è pensato e progettato da esseri umani e per ciò NON E' PERFETTO. E proprio perchè non è perfetto prima o poi viene violato. Quindi fregatevene, il tentativo di controllare una cosa potente come la Rete e tutto quello che ci gira intorno è assolutamente vano. Per le case discografiche l'unico modo di salvarsi il culo sarebbe quello di collaborare con la Rete e la comunità. Finchè non lo capiranno prenderanno mazzate assurde a suon di Napster e DivX. Mi dispiace solo per gli autori....WaVeRhttp://www.waversheavyindustries.com
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma scherziamo???
        - Scritto da: WaVeR of WHI
        Tranquilli. I dispositivi hardware e gli
        algoritmi che generano le più cazzute chiavi
        criptiche sono ideati da esseri umani. Come
        esiste un essere umano (bastardo) che
        inventa il CSS esiste un essere umano
        (ribelle) che inventa il de-CSS. Che ragionamento è? "Non vi preoccupate, prima o poi verrà qualcuno a salvarci"?E poi un meccanismo di protezione insito nell'hardware è MOLTO più difficile da superare di uno software.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma scherziamo???

          Che ragionamento è? "Non vi preoccupate,
          prima o poi verrà qualcuno a salvarci"?Ho solo detto che un algoritmo di codifica non può essere perfetto e che una falla si trova sempre. Non ho detto aspetta che qualcuno ti trovi un bug nel controller del disco, te lo puoi trovare anche da te. Volevo sotolineare il fatto che non esiste un metodo sicuro al 100% che critti i dati. E che c'è quasi sempre un metodo che ti consente di forzare un sistema. Sembra una cosa banale ma non c'è niente di più vero.
          E poi un meccanismo di protezione insito
          nell'hardware è MOLTO più difficile da
          superare di uno software.Si, certo, dai un'occhio alla PSX per farti un esempio. Con un cippettino da 600 lire e 5 centimetri di cavo riesci a fottere la protezione sulla lettura dei cd. Sicuramente non sarà così facile fare lo stesso per gli hd... M sarà possibile.
  • Anonimo scrive:
    E' ALLUCINANTE!!!!!!!!!
    Ma vi siete acorti che gli anni 2000 e 2001 sono stati fulminanti per le c*zz**e1) La nuova legge sul copyrght della SIAE2) I casini della BSA3) QuestoOra io mi chiedo alla fine del 2001 dove arriveremo andando di questo passo?!?!?
  • Anonimo scrive:
    ADELANTE CON JUDICIO...
    Attenzione, andiamoci piano, l'argomento merita davvero la massima attenzione.Non voglio generare allarmismi ingiustificati, ma solo avvertire che le prospettive possibile sono allucinanti.Si profila un accordo tra i detentori (a mio giudizio, più volte espresso, illecito ed innaturale) del diritto di fruizione di un'opera dell'ingegno, ed i produttori degli strumenti fondamentali per la fruizione privata dell'opera medesima.La sostanza è che, per tutelare una proprietà privata (che dovrebbe essere invece pubblica), si limita l'utilizzo di uno strumento fin dalla sua progettazione.E' come se, per costringere a rispettare i limiti di velocità, si obbligasse i costruttori di autoveicoli ad inserire un congegno che faccia scattare i freni alla velocità prestabilita.Con la differenza che i costruttori di autoveicoli non prendono ordini da nessuno, mentre i costruttori di strumenti hardware, a quanto pare, sono in una posizione diversa, di totale soggezione alle maiors che "fanno cultura"sfruttando l'ingegno altrui.Se possibile, sventiamo questo nuovo tentativo di limitare la libertà di espressione e di comunicazione, perpretato sopra le nostre teste, perchè potrebbe sfociare nel controllo generalizzato della ricezione delle comunicazioni, realizzato dotando di chiavi hardware i sistemi riceventi ed abilitando solo ed esclusivamente la ricezione delle comunicazioni in accordo con quella chiave.In questo modo sarebbe possibile rendere irricevibili TUTTE le comunicazioni prive di "permesso"...Allucinante, non c'è altro termine...
  • Anonimo scrive:
    Parlando seriamente
    Siamo tutti daccordo sul fatto che un unità di massa deve essere un unità di massa, quindi un unità atta a conservare moli di dati.Quando un sistema di archiviazione si prende la briga di proteggere questi dati (in che maniera?) allora non si tratta di un unità di archiviazione.Se qualcuno aggiunge codici particolari ai miei dati (ad esempio ad una canzone che io ho cantato al microfono) impedendo l'esportazione o il playback allora coloro i quali hanno fatto ciò CONSAPEVOLMENTE (le major) dato che non danno modo al singolo di "evitare" l'inconveniente, sono ree di infrangere i miei diritti personali e, per di piu, sono ree di alterare, falsificare, modificare e trattare SENZA IL MIO SPECIFICO CONSENSO dati personali.Per questo motivo, visto che l'unità di archiviazione NON E'VENDUTA CON UN DISCLAIMER (se ne guardano bene) dove è indicato CHE IO PERMETTO ALLA PERIFERICA IN ESAME DI MANIPOLARE I MIEI DATI PIU O MENO PERSONALI (un EULA insomma) HO DIRITTO di DENUNCIARE la società produttrice in oggetto per FRODE e FALSO IDEOLOGICO, inoltre ho diritto di denunciare i produttori dei software che UTILIZZANO e NON PERMETTONO DI DISABILITARE questa protezione LESIVA nei miei confronti per COMPLICITA' nell'utilizzo e nel trattamento dei miei dati.Per di più si può parlare anche di FRODE in quanto la periferica, venduta come dispositivo di archiviazione, PER VOLONTA'DEI FORNITORI STESSI NON E'IN GRADO DI SVOLGERE manzioni di archiviazione.E'giusto che il software preveda sistemi anti pirateria, ma l'hardware non può, per sua stessa natura, discriminare e, comunque, continuando di questo passo il menù di Windows avrà due sole voci: Start e Shut down; almeno così tutto è legale...Sembra che dal teorizzato futuro di Asimov siamo passati a Orwell...
    • Anonimo scrive:
      Re: Parlando seriamente ...
      Perfettamente daccordo: solo una "nota dolente"le chiavi hardware, e questa è una di quelle sono molto difficili da decriptare: non ho detto impossibili, ma... se è sul mio HD faccio fatica anche a lavorare, per lo stesso probl. che hai detto.Ma riguardo i prob. legali, forse saprei della recentissima legge sui diritti d'autore e copyrigth. Io ho fatto un programmino, freeware, opensource ed assolutamente free. Se ti do un CD con su tutto 'sto bendidio commetto un reato perchè non ci ficco su il bollino! Come vedi hanno anche approvato la legge: sia da DX che SX tutti hanno, +o-, taciuto.Io il prog. l'ho fatto lo stesso. l'ho messo su di un sito ed è liberamente downloadable, ma perchè devo pagare per regalare. Chi incassa? chi di miliardi ne ha già!Devono capire 'ste maior che il periodo delle vacche grasse è finito. Se 1 dei beatles ha venduto a milioni, quanti ne avrebbe venduti senza napster e derivati? di più?sono già pieni di soldi sin nel c.lo, basta con farmi pagare pure la tassa per entrare nelle mostre gratuite e tutte ste vaccate! basta perchè evadiamo tutti in massa. e mi rifiuto di pagare, che mi facciano causa.
      • Anonimo scrive:
        Re: Parlando seriamente ...
        Partiamo dalla base:La SIAE è una società italiana che protegge i suoi autori ed editori dall'utilizzo illecito delle loro proprietà intellettuali.Ciò detto la S.I.A.E. è una società, non lo stato stesso, non la Guardia di Finanza.Se tu ti iscrivi alla S.I.A.E. loro ti danno i bollini e (teoricamente) per ogni bollino apposto tu dovresti prendere una cifra (una percentuale su quanto il produttore paga per avere il bollino).La verità è che se una persona non si iscrive alla S.I.A.E. la S.I.A.E. stessa non dovrebbe avere alcun diritto di pretendere bollini su quella opera in quanto la cosa non dovrebbe tangergli, le proprietà intellettuali non sono infatti monopoli della S.I.A.E.E'come dire che Paul McCartney e Bono Vox fanno una società, arriva John Lennon che distribuisce le sue canzoni e i due di prima gli vogliono far pagare la tangente...Bisognerebbe ricorrere alla Corte dei Conti...
  • Anonimo scrive:
    E' UNO SCHIFO!
    E' una schifezza senza limite che ci sia tanta gente che deruba a manbassa software e musica, e che preferisce spendere un milione in un masterizzatore che negli equivalenti trenta CD musicali.E' ancora piu' una schifezza che le major, per tutelarsi dei primi schifosi, finiscano per imporre vincoli o tasse ai prodotti hardware facendo pagare in scomodità o denaro le porcherie di *alcuni* a tutti gli ONESTI.Se passerà il CPRM sugli HD vorrà dire che farò incetta di vecchi HD da mettere in batteria.Se di persona trovo uno di quelle merde di pirati software/musicali a lamentarsi per il CPRM, gli rompo il muso.
    • Anonimo scrive:
      Tranquillita' ......
      bene...di solito su certe cose sono alquanto ottimista...e' pur vero che non posso esserlo in questo caso...comunque io sono convinto che no faranno un cazzo...primo perche' dovra' essere ben specificato che l'hardware in questione ha quesla limitazione SIA dal negoziante se almeno dotato di un 10 per cento di cervello e coscienza, e soprattutto dalla casa produttrice.Se uno di questo elementi verra' meno, bisogna denunciare...prima che sia troppo tardi...perche' no deve diventare una moda o una sorta di sottomissione. Se ci tenete a spendere bene i soldini, informati e accertatevi del prodotto. Custodite i vostri vecchi hard disk...e siamo fiduciosi...qualcosa sempre uscira' per fregare il tutto...e dubito molto che comunque un hard disk possa innanzitutto IDENTIFICARE...e poi impedire a certi media di funzionare al meglio. E' da vedere...io sono ottimista...per me non potranno farlo PRIMA per problemi morali...e poi magari per questioni oggettive e concrete.a presto...e scopiazzate tutto....come vedete i cd forse scendono a 25 mila lire.Lodate Napster
    • Anonimo scrive:
      Re: E' UNO SCHIFO!
      - Scritto da: déBrando
      E' una schifezza senza limite che ci sia
      tanta gente che deruba a manbassa software e
      musica, e che preferisce spendere un milione
      in un masterizzatore che negli equivalenti
      trenta CD musicali.Guarda che la tanta gente copia il software usando i masterizzatori prodotti dalle stesse major. Un esempio? Cosa fa la Sony? E' una delle più importanti case discografiche mondiali però fa anche miliardi vendendo masterizzatori! Ed essendo uno dei depositari del brevetto del CD si becca una royalty su ogni CD vuoto o pieno venduto sulla faccia della terra... Allora come la mettiamo?? Tanto se i soldi non gli entrano da una parte gli entrano dall'altra, solo che vorrebbe che gli entrassero da tutte e due le parti. La soluzione? Si potrebbe pensare ad eventuale boicottaggio... però...

      E' ancora piu' una schifezza che le major,
      per tutelarsi dei primi schifosi, finiscano
      per imporre vincoli o tasse ai prodotti
      hardware facendo pagare in scomodità o
      denaro le porcherie di *alcuni* a tutti gli
      ONESTI.Peccato che gli alcuni siano almeno 38.000.000 (gli utenti di Napster)

      Se passerà il CPRM sugli HD vorrà dire che
      farò incetta di vecchi HD da mettere in
      batteria.
      E magari ti costeranno il doppio...
      Se di persona trovo uno di quelle merde di
      pirati software/musicali a lamentarsi per il
      CPRM, gli rompo il muso.OK!
    • Anonimo scrive:
      Re: E' UNO SCHIFO!
      - Scritto da: déBrando
      E' una schifezza senza limite che ci sia
      tanta gente che deruba a manbassa software e
      musica, e che preferisce spendere un milione
      in un masterizzatore che negli equivalenti
      trenta CD musicali.Io scarico musica con Napster. 40mila per un CD sono un furto. Ed è un furto anche che meno del 10% vada in tasca all'autore e l'80% in tasca al discografico.Considera anche che 1) molta della roba che scarico non l'avrei comprata comunque perché costa troppo/non mi piace abbastanza. 2) la qualità dell'MP3 è scarsa e se il disco mi piace veramente lo compro. 3) sono venuto a conoscenza di alcuni dei dischi che ho comprato scaricando musica da Napster a casaccio.
      Se passerà il CPRM sugli HD vorrà dire che
      farò incetta di vecchi HD da mettere in
      batteria.E' possibile che il software nuovo si rivelerà incompatibile coi vecchi dischi.
      Se di persona trovo uno di quelle merde di
      pirati software/musicali a lamentarsi per il
      CPRM, gli rompo il muso.Beh, io mi lamento, anzi, sono incazzato nero. Che succederà al software OpenSource ? Potrà continuare a funzionare sui "nuovi" dischi ?
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