Apple mischia le carte

Cambio ai vertici, niente update, iPhone più bloccati. E circolano pure voci secondo cui la domanda di melafonini potrebbe rallentare. Nonostante il calo dei prezzi delle memorie flash

Roma – Con una mossa attesa da giorni, Apple ha ufficializzato quanto in molti già avevano intuito : Tony Fadell , vicepresidente della divisione iPod dell’azienda di Cupertino e autentico motore della crescita incredibile fatta registrare dal lettore in questi anni, lascia la sua carica a tempo pieno e diventa un semplice consulente. Sua moglie Danielle Lambert, vicepresidente delle risorse umane, lascia definitivamente Apple. E in cima alla piramide che produce i lettori musicali con la Mela ci finisce un ex dirigente IBM, Mark Papermaster .

Ufficialmente, e non c’è motivo al momento per sospettare altre ragioni, Fadell e Lambert lasciano Apple per dedicarsi alla propria famiglia . Hanno dei figli piccoli, sono entrambi da anni personaggi chiave a Cupertino, potrebbero aver avuto semplicemente voglia di rallentare o comunque di cambiare aria. Qualcuno, tuttavia, segnala che nel trascorso 25ennale di Papermaster a IBM c’è una certa pratica con i processori PowerPC : un curriculum ideale per garantire ai prossimi iPod un’integrazione perfetta dei chip ARM prodotti dall’acquisita P.A. Semi nella progettazione dei lettori.

L’esperienza di Papermaster è tale che IBM ha anche avviato una causa legale nei suoi confronti: secondo quanto trapelato, l’ingegnere statunitense aveva siglato un accordo specifico in cui si impegnava a non passare alla concorrenza nei 12 mesi successivi la sua partenza. Accordo evidentemente non rispettato, visto che Papermaster sta mettendo la sua esperienza pluriennale al servizio di Apple: che non sarà concorrente diretta di IBM, visto che le due hanno core business piuttosto diversi (una si concentra sul consumer, l’altra sull’enterprise), ma tanto basta agli avvocati di Big Blue per dare vita a un contenzioso.

L’arrivo di Papermaster potrebbe inoltre lasciar presagire un cambio di strategia complessiva per iPod: non più soltanto lettori musicali o multimediali, ma sempre di più un dispositivo mobile multifunzione che ricordi per certi aspetti un PDA, per altri un MID , per altri ancora un notebook o un netbook. Apple potrebbe insomma davvero tentare di ignorare la moda dei mini-portatili per tentare di offrire un prodotto alternativo, con caratteristiche paragonabili e funzioni analoghe, puntando magari sull’ecosistema iTunes per giustificare le differenze in termini di prezzo e feature.

Tutto questo avviene in una situazione complessiva del mercato che mostra luci e ombre. Se infatti gli ordinativi per nuovi iPhone 3G sarebbero in netto calo e, secondo le stime di alcuni analisti, potrebbero far segnare un record negativo di meno 40 per cento in previsione di una contrazione della domanda dopo la fine dell’anno, per Apple le cose non dovrebbero andare comunque troppo male: le memorie flash , nonostante il dollaro in ripresa e la crisi del credito al consumo, continuano a calare di prezzo. Facendo aumentare i margini per Apple e per chi produce dispositivi di archiviazione, complicando la vita a chi invece come Intel, Samsung, Sandisk e Toshiba quei chip li fabbrica.

Forse anche alla luce del rallentamento del mercato, e dunque per non bruciarsi cartucce importanti, Apple ha anche smentito le voci (un evento più unico che raro) su un possibile aggiornamento imminente della propria linea desktop. “La nostra offerta natalizia è già pronta” ha confermato Bill Evans a Macworld , gettando nel più cupo sconforto tutti gli aficionado di iMac e Mac Mini ansiosi di accaparrarsi un modello aggiornato prima della fine dell’anno.

In naftalina finiscono , oltre ai desktop consumer, pure Mac Pro e Cinema Display. Per questi prodotti, tuttavia, l’urgenza di upgrade non è così pressante come per gli altri: gli iMac montano VGA di una generazione precedente (Radeon 2400, Radeon 2600, GeForce 8800), i Mac Mini addirittura sono fermi a due generazioni fa (GMA 950). Senza contare il ritardo nell’aggiornamento delle CPU e del FSB rispetto all’ultima incarnazione dei MacBook. Infine, i nuovi notebook si portano in dote un trucchetto non da poco: una versione personalizzata di iTunes che impedisce, di fatto, il jailbreaking (lo sblocco) di iPhone.

Luca Annunziata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti