Apple si oppone a W3C

La Mela non intende rilasciare due suoi brevetti considerati appartenenti allo standard relativo ai widget. Il consorzio, di conseguenza, fa appello alla ricerca di prior art per invalidarli

Roma – Il World Wide Web Consortium , il consorzio degli standard Web ( W3C ), ha chiesto pubblicamente la ricerca di prior art relativa a due brevetti Apple sui widget, ritenuti afferenti a degli standard, per cui Cupertino aveva rifiutato di concedere licenza gratuita.

W3C richiede che i suoi standard siano rilasciati gratuitamente e sta cercando di creare anche uno standard per i widget e le web app ( Widget Access Request Policy ).

In questa tecnologia, secondo Apple, rientrerebbero due suoi brevetti per cui tuttavia ha rifiutato il rilascio con licenza gratuita .

Un primo tentativo in questo senso era già stato fatto nel 2009. Davanti al nuovo rifiuto di Cupertino, W3C ha ora però chiesto aiuto agli altri suoi membri per cercare prior art, cioè applicazioni della tecnologia precedenti alla domanda di brevetto in discussione (ottobre 2005), a cui appellarsi per cercare di invalidare i titoli Apple.

Se da un lato la situazione è tesa perché chiama in causa Apple che è parte del consorzio, dall’altro Cupertino ha tutto l’interesse a mantenere il controllo su tecnologie che ritiene utili in vista delle numerose battaglie brevettuali che si attende all’orizzonte.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
    Decido IO cosa usare !
    Io uso i cavi che voglio IO, non quelli che vorrebbero loro.P-)
  • campione si riserva scrive:
    Comprare dai cinesi
    Io spesso compro dai cinesi. L'altro giorno ho preso un cavo usb per collegare il lettore mp3 al computer, costava 2 euro e spicci. Nelle grandi catene (di ladri) per la stessa identica cosa avrei speso dai 10 euro in su, un prezzo politico dato che la qualità e la funzione rimane la stessa (nella maggior parte dei casi sempre prodotti made in china). I cinesi sono onesti sui prezzi, mi hanno sempre fatto lo scontrino a differenza di molti truffatori dello stato di nazionalità italiana.Copyright e brevetti andrebbero aboliti o drasticamente ridimensionati, stanno uccidendo il progresso.
    • OldDog scrive:
      Re: Comprare dai cinesi
      - Scritto da: campione si riserva
      Io spesso compro dai cinesi. L'altro giorno ho
      preso un cavo usb per collegare il lettore mp3 al
      computer, costava 2 euro e spicci. Nelle grandi
      catene (di ladri) per la stessa identica cosa
      avrei speso dai 10 euro in su, un prezzo politico
      dato che la qualità e la funzione rimane la
      stessa (nella maggior parte dei casi sempre
      prodotti made in china).Puoi avere ragione, ma non generalizzare. La qualità dei materiali e del proXXXXX produttivo di un cavo PUO' fare differenza, seppure entrembi risultassero prodotti in Cina. In Italia ci vantiamo della buona cucina, ma ci sono certe trattorie che in confronto la cucina a base di insetti è una prelibatezza.

      I cinesi sono onesti sui prezzi, mi hanno sempre
      fatto lo scontrino a differenza di molti
      truffatori dello stato di nazionalità italiana.Ristoranti "giapponesi" gestiti da cinesi: tre nelle vicinanze della mia azienda, ognuno ti presenta solo lo "scontrino NON fiscale". Quindi?

      Copyright e brevetti andrebbero aboliti o
      drasticamente ridimensionati, stanno uccidendo il progresso.Non mi piacciono gli eccessi di brevetti, ma in presenza di un consorzio che definisce i parametri tecnici di un prodotto, posso accettare che respingano eventuali interfacce inadatte e che introducono peggioramenti qualitativi in una catena di dispositivi collegati.
      • panda rossa scrive:
        Re: Comprare dai cinesi
        - Scritto da: OldDog
        Non mi piacciono gli eccessi di brevetti, ma in
        presenza di un consorzio che definisce i
        parametri tecnici di un prodotto, posso accettare
        che respingano eventuali interfacce inadatte e
        che introducono peggioramenti qualitativi in una
        catena di dispositivi
        collegati.In tal caso questo ipotetico consorzio dovrebbe pure definire il prezzo al costo e il prezzo massimo, altrimenti, con lo scudo del consorzio, fanno tutti come apple che vende i propri cavi, con attacchi fuori da ogni standard, al modico prezzo di 40 euro.Il bello del digitale e' che o funziona o non funziona.Quindi se il cavo da due soldi funziona, continuera' a funzionare se io avro' cura di trattarlo bene: ci metto di mio per sopperire alla minore qualita', ma devo poter spendere il meno possibile. E' un mio diritto.
  • suci scrive:
    cavo birulo
    se la mettono cosi' compreremo un cavo birulo (compatibile meccanicamente con HDMI); uno fico pero' si prendera un hdmi originale, cosi' non avra gli enormi problemi del birulo..
  • LeFouReload ed scrive:
    Anacoluto titolo dell'articolo
    "combinano", non "combinando"
  • Fetente scrive:
    offerta che non puoi rifiutare
    Cioè, si può vendere ma a patto che compri anche il loro cavo. Mi ricorda l'offerta "che non puoi rifiutare" di un certo film.
  • mela marcia doc scrive:
    A me...
    ...mi sembra di sognare...mi pare n'a......mi cascan le bracciaad libitum sfumando...Non se ne può più, sta diventanto il mondo globalizzato dei divieti, dei copyright del, "non lo puoi vendere perché non è certificato e potrebbe nascondere dei problemi di compatibilità".Ecchep... ;-)
    • ruppolo scrive:
      Re: A me...
      Gli standard esistono per proteggere te, pecorella del gregge.
      • mela marcia doc scrive:
        Re: A me...
        - Scritto da: ruppolo
        Gli standard esistono per proteggere te,
        pecorella del
        gregge.Si, capisco.Effettivamente voglio uno standard che mi protegga e che imponga delle certificazioni e dei controlli per l'ascensore del mio condominio, per i medicinali che assumo, per il cibo che mangio, ma uno standard che vieta un cavo come questo e non perché potenzialmente a pericolo di incendio, ma per possibile (ma mai verificata) perdita di qualità di segnale è una boiata.Per inciso, nel gregge ci sto, ma sono il cane.E tu smetti di seguire quel montone con la voglia a forma di mela sul deretano.Bau!
Chiudi i commenti