Apple, è tempo di garanzie

L'antitrust italiana apre un'inchiesta sui tempi di tutela assicurati agli utenti

Roma – Il Centro Tutela Consumatori Utenti ( CTCU ) Alto Adige ha prima portato all’attenzione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) la necessità di verificare le pratiche adottate da Cupertino in materia di garanzie sui propri prodotti e ora ha depositato approfondimenti in materia che dovrebbero permettere all’indagine di entrare nel vivo.

Stavolta si tratterebbe di una questione diversa da quella che ha già portato Apple nel mirino dell’antitrust italiana, cioè la tutela della Apple Care, venduta come “Plus” agli utenti, ma che in realtà si sovrappone in parte e temporalmente alle tutele già garantite per legge.
Apple, secondo l’accusa, offrirebbe per i propri prodotti una garanzia limitata ad un anno , durata contraria alla normativa italiana che ne prevede almeno due.
Si tratta, invece, di un’azione simile a quella condotta nei confronti di Expert, Carrefour, Auchan, Panorama, IPER La Grande I, Eldo Italia, Di Salvo e Della Martina da AGCM lo scorso maggio e che hanno portato queste ad assumere impegni vincolanti.

L’antitrust italiana ha infatti ora aperto un procedimento istruttorio nei confronti dei rivenditori Comet Spa, Apple Retail Italia Srl, Apple Italia Srl e Apple Sales International per valutare la consistenza delle politiche in materia di garanzie con gli obblighi degli articoli 132 e 133 del Codice italiano del Consumo che prevedono una durata della garanzia legale di due anni, stabilendo inoltre che la garanzia convenzionale non può limitare i diritti previsti dalla garanzia legale.

Secondo i rivenditori trentini per il momento direttamente chiamati in causa, invece, si tratterebbe di una pratica consistente alla normativa che prevede che “nel primo anno dopo l’acquisto le riparazioni spettino al produttore, mentre dal secondo anno, per danni di conformità, al rivenditore”.

Chiara, invece, la posizione dell’Antitrust: “Non ha importanza se il rivenditore coincide con il produttore o meno. Una volta che l’utente acquista il dispositivo in Italia, quel dispositivo deve essere garantito per due anni. Sarà poi un problema del rivenditore, se diverso dal produttore, stabilire un accordo con quest’ultimo. Ma non è certo una questione che può ricadere sulle spalle del consumatore”.

Per creare una massa critica utile ad un intervento più efficace CTCU invita ora gli utenti a segnalare eventuali violazioni della normativa in materia di garanzia direttamente all’AGCM. Apple e i distributori presi in esame rischiano, al termine dell’indagine che dovrebbe durare circa due mesi, una multa compresa tra i cinquemila e i cinquecentomila euro e l’obbligo di adottare una diversa politica in materia in Europa .

Claudio Tamburrino

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  • Paco Lanciano scrive:
    eh!
    "Hanno agito nell'ombra, prendendo il controllo dell'account cinguettante del broadcaster statunitense NBC...."esse mo' sono i Navy Seals, avranno fatto il trucchetto con firefox e firesheep.Meglio che non rivelano la loro identita'... Nel vocabolario americano non esiste la frase "e' stata una bravata, perdoniamoli, poveri ragazzi, al massimo arresti domiciliari"
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: eh!
      È stato un procurato allarme. Ed è un crimine, negli USA come da noi.
      • uno che passa per quaso scrive:
        Re: eh!
        - Scritto da: uno qualsiasi
        È stato un procurato allarme. Ed è un
        crimine, negli USA come da
        noi.Gia`, ma a parita` di crimine mi risulta che il trattamento riservato ai criminali sia in genere ben diverso di la` e di qua dall'atlantico.
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