Apple vale 1000 miliardi: la mela dalle uova d'oro

Apple è la prima azienda tecnologica a superare il bilione di dollari di valore: una milestone importante al termine di una lunga cavalcata.
Apple è la prima azienda tecnologica a superare il bilione di dollari di valore: una milestone importante al termine di una lunga cavalcata.

1000 miliardi di capitalizzazione. Tanto vale Apple: 1000 miliardi di dollari. 1000 miliardi, una cifra di difficile comprensione, frutto di una quotazione giunta alla soglia dei 207 dollari che, moltiplicata per 4.829.926.000 azioni, racconta lo storico superamento del “bilione” in data 2 agosto 2018.

1.000.000.000.000 di dollari

Sia chiaro: il superamento di tale soglia non ha alcun significato di per sé, se non il fatto che l’azienda ha dimostrato di poter consolidare la propria crescita dopo l’ultima trimestrale e di poter così ambire ad ulteriori traguardi futuri. Eppure la storia non è stata tutta lastricata d’oro per il gruppo. Le enormi difficoltà degli anni ’90, l’incertezza dell’eterna disfida con Microsoft, il concreto rischio della bancarotta, il dualismo Jobs/Gates, la risalita, i keynote, fino alla dolorosa dipartita di Steve Jobs ed ai dubbi sulla sua successione. Eppure ora a brindare al traguardo c’è Tim Cook, l’eletto, colui il quale, investito del ruolo di CEO direttamente dal lascito di Jobs, ha preso saldamente in mano il timone dell’azienda e l’ha portata verso vette a dodici “zero”.

AAPL

Guardare questa storia in prospettiva è estremamente significativo perché inizia tutto con un iPod: Apple era già Apple prima di quel piccolo player, ma di fatto era un’altra azienda, probabilmente destinata a rimanere chiusa all’interno del proprio iconico logo e senza la capacità di esprimere tutto il potenziale della visione del suo fondatore. Si era ad inizio millennio e quando l’iPod fece capolino nulla lasciava pensare ad una rivoluzione in arrivo. Quando nel 2003 nasce iTunes, però, le cose iniziano a cambiare, i puntini iniziano ad unirsi e la risposta dell’utenza non tarda a farsi sentire. Si tratta di una rivoluzione musicale prima ancora che nell’hardware, ma soprattutto si tratta di una rivoluzione culturale prima ancora che tecnologica.

Il resto è storia. Nel 2007 l’iPhone segna la seconda grande svolta a cui farà seguito l’esordio dell’App Store. E poi l’iPad, e l’Apple Watch, nonché Apple TV, Apple Pay e tutto il resto. Le interruzioni nella crescita della quotazione sono state segnate negli ultimi anni non certo da incertezze nello sviluppo dell’azienda, quanto dalle ripetute crisi economiche che hanno portato via denaro dal Nasdaq. Nei giorni in cui da più parti si teme l’interruzione della crescita sul listino azionario, Apple si lancia oltre l’ostacolo e mette a punto la milestone che nessuno può ancora vantare: AAPL è l’unica azienda tecnologica che raggiunge l’incredibile valore del bilione di dollari.

Cosa cambia da domani? Nulla, perché il valore non è causa, ma conseguenza. Tuttavia è questo il nuovo riferimento su cui verrà misurato l’impatto del prossimo iPhone, il successo strategico dei concorrenti e la bontà delle direttrici dettate da Cook. Si riparte da 1 bilione, in attesa di capire se il Nasdaq inizierà a stornare o se la crescita senza limiti del gruppo riuscirà a continuare la propria strada facendo leva su hardware e servizi di nuova generazione.

Le lettera di Tim Cook

Reuters ha reso note le parole con cui Tim Cook ha salutato, attraverso una lettera interna, il traguardo raggiunto. Quel che Cook sottolinea è come i risultati finanziari non siano l’obiettivo dell’azienda, ma la conseguenza del lavoro di innovazione effettuato: il focus è sui prodotti e sugli utenti, con la conseguenza dell’aumento del valore complessivo. E chiude con un tributo a Steve Jobs:

Steve ha fondato Apple credendo che la forza della creatività umana possa risolvere anche i problemi più complessi – e che le persone che sono sufficientemente pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro le quali lo cambieranno.

 

Update 3/08: aggiunte le parole di Tim Cook emerse dalla memo interna ottenuta e pubblicata da Reuters

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03 08 2018
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