Apple, vittima del suo successo

di D. Galimberti - I prodotti di Cupertino, come previsto, non riescono a sostenere i ritmi di crescita degli anni scorsi. iPad continua a calare, per la prima volta calano gli iPhone e nemmeno i Mac fanno faville

Roma – Da diversi trimestri ripetiamo che c’è sempre un motivo per attendere i risultati fiscali di Apple. Quelli annunciati ieri sera avevano un motivo di interesse in più, perché per la prima volta dopo 13 anni consecutivi di crescita, la stessa Apple aveva previsto un calo, stimando un fatturato tra i 50 e i 53 miliardi di dollari, contro i 58 dello stesso periodo nello scorso anno.

I motivi di questo calo sono facilmente individuabili sia dai trend di vendita di iPhone, che da quelli di iPad: per il primo, che è stato pur sempre in crescita, c’è da registrare un piccolo stop già nel trimestre precedente; l’iPad invece ha fatto segnare il segno negativo già da diverso tempo. Non è un caso che nelle scorse settimane, con un evento inusuale nei modi e nei tempi rispetto a quanto visto negli scorsi anni, Apple ha presentato l’ iPhone SE e un nuovo modello di iPad Pro .
L’iPhone SE ha il chiaro obiettivo di offrire caratteristiche top in un modello dal prezzo più contenuto (prezzo contenuto utilizzando display più piccoli e alcuni componenti di più basso profilo), mentre l’iPad Pro da 9.7″ ha invece il compito di portare sui tablet della Mela alcune nuove specifiche che possono rendere il prodotto più appetibile.

Ma veniamo all’analisi dei dati presentati ieri sera, e partiamo dai numeri globali per scendere poi nel dettaglio dei singoli dispositivi per capire se l’analisi preliminare ha un riscontro effettivo nella realtà dei numeri.

Apple ha fatturato 50,6 miliardi di dollari, in linea con le previsioni più pessimistiche, e in calo del 13 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto è pari a 10,5 miliardi di dollari (pari a 1,90 dollari per azione diluita) con un margine lordo del 39,4 per cento. Apple, per voce di Luca Maestri, ha inoltre annunciato che il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato un aumento di 50 miliardi di dollari per il programma di restituzione del capitale agli azionisti, prevedendo così di spendere 250 miliardi di dollari cash entro la fine di marzo 2018. Il Consiglio ha inoltre autorizzato un aumentato delle quote di riacquisto delle proprie azioni, arrivando a 175 miliardi di dollari rispetto ai 140 annunciati lo scorso anno. Per completare il quadro (e per cercare di contenere le vendite di azioni), Apple ha annunciato un aumento del 10 per cento del dividendo trimestrale della società, dichiarando un dividendo di 0,57 dollari per azione, da pagare il 12 maggio 2016 agli azionisti registrati alla data di chiusura delle attività il 9 maggio 2016.

Tutto questo non è bastato per limitare i danni visto che nell’after hours, nel momento in cui scriviamo, AAPL ha perso l’8 per cento del proprio valore, assestandosi ad una quota intorno ai 96 dollari per azione (salvo poi recuperare ritornando a superare i 104 dollari). Questo risultato è dovuto anche alle previsioni di calo per il trimestre in corso: per il terzo trimestre fiscale del 2016 Apple prevede di fatturare tra i 41 e i 43 miliardi di dollari, valore che significherebbe un calo compreso tra il 12 per cento e il 16 per cento rispetto ai 49 miliardi del 2015.

Accantonando il dato finanziario, il calo è evidente in quasi tutti i comparti: gli iPhone scendono dai 61,2 milioni del 2015 ai 51,2 milioni attuali (un calo del 16 per cento), mentre gli iPad proseguono il loro trend calante diminuendo le loro vendite del 19 per cento e assestandosi sui 10,3 milioni rispetto ai 12,6 milioni del 2015. A completare il pessimo risultato di questo trimestre, anche i Mac scendono del 12 per cento, fermandosi a poco più di 4 milioni di unità rispetto ai 4,6 milioni del 2015.

Il calo è generalizzato in quasi tutte le aree geografiche, in particolare in Cina (-25 per cento), mercato che nei trimestri precedenti aveva invece fatto segnare crescite tra il 70 per cento e il 100 per cento. Più contenuto il calo europeo, dove Apple perde solo il 5 per cento, e quello americano (-10 per cento) mentre il Giappone si mostra ancora una volta in controtendenza facendo segnare un incremento del 24 per cento.

Da segnalare, invece, i buoni risultati del settore servizi e degli altri prodotti, che crescono rispettivamente del 20 e del 30 per cento. Nella voce “altri prodotti” sono inclusi (oltre a iPod e prodotti Beats) anche Apple TV ed Apple Watch, che in base ad altre indiscrezioni del Wall Street Journal e di Forbes , avrebbe fatturato più del doppio rispetto a marchi come Rolex.

Tornando ai dati negativi, verrebbe da dire che non ci sono scusanti: è evidente (come abbiamo già avuto modo di osservare in passato) che uno dei problemi di Apple è la sua forte dipendenza dall’iPhone, ma dopotutto se la crescita dei melafonini è stata inarrestabile negli ultimi anni, non si può certo considerarla una colpa. oggi stiamo registrando un calo di iPhone del 16 per cento, con un numero di unità vendute pari a 51 milioni, ma nello stesso periodo del 2014 le vendite di iPhone erano state pari a 44 milioni, e l’incredibile aumento dello scorso anno (+40 per cento fino ad arrivare a 61 milioni di unità) è stato raggiunto grazie all’enorme incremento nel mercato cinese (+70 per cento nel periodo in questione), risultato che non può certo essere mantenuto di continuo. Può bastare questo per “giustificare” il risultato di Apple? Non proprio, però aiuta ad inquadrare meglio la situazione, anche perché le previsioni per il trimestre in corso sono altrettanto pessimistiche, mentre alcune fonti sembrano dare invece indicazioni positive sul lancio di iPhone SE. Non dimentichiamo però che anche il terzo trimestre fiscale del 2015 aveva registrato un incremento del 35 per cento nelle unità vendute di iPhone, e un +112 per cento nell’incremento del mercato cinese, risultati quasi impossibile da replicare.

Per certi versi Apple è quindi vittima del suo stesso successo, e lo stesso iPhone 6S è vittima delle vendite dell’iPhone 6 che rimangono alte, ma non si può utilizzare questa scusante per giustificare in toto il risultato fiscale di questo trimestre: il calo di iPad è continuo, e ci sarà da valutare se il nuovo modello riuscirà quantomeno a stabilizzare le vendite. Anche per i Mac (che solitamente hanno un risultato migliore rispetto al resto del comparto PC) si attendono novità in grado di rialzare le vendite, ma per questo dovremo attendere i prossimi mesi o magari gli annunci della WWDC , a partire dal prossimo 13 giugno.

Domenico Galimberti
blog puce72

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