Arduino, guerre intestine

Spaccatura all'interno del gruppo dirigente di Arduino, con Federico Musto che si autoproclama CEO di Arduino Srl e annuncia nuove iniziative. Tutto falso, parleranno gli avvocati, risponde il fondatore Massimo Banzi

Roma – È un temporale improvviso quello che ha investito Arduino , la popolare piattaforma di open hardware creata da un team italiano e ora popolare nei cinque continenti: Arduino Srl, rappresentata dal sito Arduino.org , ha rilasciato un comunicato in cui viene indicato come nuovo CEO Federico Musto, che prende il posto del co-fondatore della piattaforma Massimo Banzi e parla di una nuova vocazione internazionale per l’azienda.

L’AD Musto parla di una realtà industriale molto diversa, oggi, rispetto agli albori di Arduino, un progetto nato come scheda di sviluppo hardware a basso costo e ora divenuto un player importante nell’ambito di mercati in espansione. L’accordo con Intel per la creazione di Galileo non ha fatto altro che garantire ulteriore visibilità all’iniziativa.

Oggi il catalogo Arduino conta più di 80 prodotti, dice Musto, con sistemi dedicati a ogni genere di mercato di “maker” dalla domotica al settore educativo. È quindi necessario che Arduino abbia una dimensione internazionale per meglio rispondere alle sfide di un business in espansione.

Ma la presunta “transizione” del gruppo italiano verso sfide mondiali non avviene senza contraccolpi, visto che il già citato Banzi ha sconfessato la presa di posizione di Musto e ha chiamato in causa gli avvocati: le parole del presunto nuovo CEO di Arduino si riferirebbero a una società (Arduino Srl) che ha collaborato con il team ma non ha nulla a che fare con il futuro di Arduino.

La mossa di Musto sarebbe in sostanza un vero e proprio colpo di mano, suggerisce Banzi , un atto di forza a cui Arduino ha intenzione di rispondere con “diverse azioni legali” già intraprese nei confronti di Musto e delle società coinvolte sia negli USA che in Italia.

Alfonso Maruccia

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