Australia, nuovi filtri antifetish

Siti a luci rosse o siti web dedicati al fetish: tutto secondo un senatore locale deve essere integrato nei filtri di Stato in via di preparazione

Roma – I movimenti che si battono per la tutela delle menti in Australia vanno organizzandosi ora che il governo locale, come ben sanno i lettori di Punto Informatico , predispone filtri di stato senza precedenti per delimitare il perimetro di navigazione del web. Un senatore ora chiede che i filtri siano estesi ad un numero più ampio di contenuti.

In particolare, secondo Steve Fielding, senatore di Family First , pornografia e materiale fetish online deve essere bloccato .

“Family First – ha poi detto un portavoce del senatore – sta parlando di un sistema di filtraggio obbligatorio da parte degli ISP che protegga i bambini bloccando i contenuti illegali come la pornografia infantile, ma consenta agli adulti di chiedere l’opt out per visionare materiale classificato R18+ o meno per maggiorenni”. Una posizione che esclude dunque il materiale “non classificato”, quello che non è visibile da nessuno in quanto messo al bando dalla commissione di censura locale.

La posizione di Fielding è del tutto in linea con quella del Governo, che intende consentire un opt out limitato : gli adulti potranno accedere ai contenuti classificati, ma non a tutti, cancellando di fatto la libertà di navigazione.

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