Autodisciplina parziale

di Guido Scorza - Auto-disciplinare i diritti online degli utenti senza gli utenti. Il Governo propone, l'industria dovrà accettare ed utenti e cittadini rischiano di farne le spese

Roma – Lo scorso 12 maggio il Ministro degli Interni Maroni ed il Viceministro alle Comunicazioni Romani hanno presentato agli operatori Internet il testo della loro “Bozza definitiva” di “Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona sulla rete Internet” nonché quella del relativo “Protocollo d’intesa”.

Si tratta della prosecuzione dell’iniziativa già lanciata, nel dicembre dello scorso anno, dal Ministro Maroni, a seguito dei fatti di Piazza del Duomo a Milano: ieri come oggi, l’idea del Governo è quella di affiancare alla disciplina vigente una nuova regolamentazione capace di prevenire la commissione di illeciti a mezzo Internet e/o rimuoverne gli effetti.
È un obiettivo ambizioso e, forse – specie in ragione della “dimensione” solo nazionale nella quale affonda le proprie radici – utopistico, perché evidentemente sarà difficile, se non impossibile, indurre le grandi multinazionali della Rete ad aderirvi. In ogni caso, c’è da chiedersi quale sia il senso di dettare regole speciali per la “Rete italiana”, mentre il resto d’Europa e del mondo prosegue sulla sua strada.

Nel corso della riunione dello scorso 12 maggio, d’altra parte, fatta eccezione per i due giganti Google e Microsoft, non c’era nessuno degli altri grandi Web service provider stranieri. Mancava persino Facebook, ai cui servizi sono iscritti oltre 18 milioni di cittadini italiani.
Il governo, tuttavia, non sembra intenzionato a desistere ed appare anzi convinto che l’attuale regolamentazione italiana ed europea e la pur straordinaria collaborazione ormai da anni instauratasi tra forze dell’ordine e ISP non sia sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi sperati. Autodisciplina e co-regolamentazione, d’altro canto, sono linee di governance suggerite per le “cose della Rete” ormai da anni dall’Unione Europea e, dunque, è certamente legittimo ipotizzarne l’utilizzo anche nel nostro Paese. I documenti e l’iniziativa presentati lo scorso 12 maggio però, allo stato, sono lontani dal potersi dire giunti ad un adeguato grado di maturità e continuano ad evidenziare macroscopiche lacune e perplessità. Andiamo con ordine.

Innanzitutto non si può non rilevare che è una curiosa forma di “autoregolamentazione” quella che sta andando in scena nel nostro Paese: due Ministri della Repubblica predispongono una “bozza definitiva” di codice e la “propongono” agli operatori, auspicandone una rapida – un mese al massimo – adozione. A mia memoria è la prima volta che l’autoregolamentazione di un settore vede la luce da una penna di Palazzo Chigi!

La si chiami solo regolamentazione o, piuttosto co-regolamentazione, ammesso che gli operatori saranno effettivamente posti nella condizione di dire la loro come, per la verità, hanno garantito tanto il Ministro Maroni quanto il Viceministro Romani: non la si chiami però “autoregolamentazione” perché si sbaglierebbe e si rischierebbe di creare pericolose ambiguità anche nel rapporto tra operatori ed utenti.
È sin troppo evidente infatti che gli ISP che operano nel nostro Paese pur condividendo ovviamente la finalità perseguita dai due Ministri, non condividono – se non in minima parte – termini e modalità attraverso i quali il Governo “suggerisce” loro di perseguire detti obiettivi e ben difficilmente si sarebbero spontaneamente determinati ad “autoregolamentare” la propria attività nei termini di cui all’attuale bozza di Codice. Ma guardiamo oltre.

Il cuore del Codice di “autoregolamentazione” – nel senso già chiarito – è certamente rappresentato dall’obbligo che si vorrebbe assunto da tutti i “web service provider” di rimuovere tutti “i contenuti illeciti o potenzialmente lesivi della dignità umana”. Si tratta di una definizione davvero troppo ampia e generica perché possa rappresentare “sicuro approdo” nelle scelte di una moltitudine di imprenditori con sensibilità, filosofie, culture e tradizioni enormemente diverse le une dalle altre. Tra il lecito e l’illecito e, a maggior ragione, tra ciò che può ritenersi potenzialmente lesivo della dignità umana e ciò che non può esserlo, nella più parte di casi, vi è una differenza tanto sottile da non garantire uniformità di valutazioni e decisioni neppure dinanzi ad una medesima Autorità. I contenuti immessi in Rete dagli utenti – quelli appunto potenzialmente lesivi della dignità umana – solo raramente sono bianchi o neri, leciti o illeciti mentre, nella più parte dei casi, sono grigi ed idonei a risultare neri agli occhi di taluno e bianchi agli occhi di talaltro. È, per questo, indispensabile che l’ambito di operatività dell’obbligo di rimozione venga ricondotto ai soli contenuti “palesemente illeciti perché contrari a norme di legge”. Ogni altro riferimento risulterebbe ambiguo e non univoco ed affiderebbe una scelta tanto delicata quale quella relativa alla permanenza online o alla rimozione di un contenuto frutto dell’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero di un utente ad una valutazione approssimativa ed opinabile condotta da un soggetto di natura economica come l’ISP, eventualmente, in coordinamento con – o addirittura sotto il controllo del – Governo e, dunque, del potere politico.

Ma c’è di più e si tratta probabilmente della più macroscopica tra le perplessità che metodi e contenuti dell’iniziativa governativa sollevano.
I contenuti oggetto dell’obbligo di rimozione che attraverso il Codice si vorrebbe assunto dagli ISP operanti nel nostro Paese, infatti, non appartengono né agli ISP né al Governo ma, piuttosto, agli utenti. Utenti che attraverso tali contenuti, avvalendosi dei servizi degli ISP, esercitano la propria libertà di manifestazione del pensiero. In tale contesto è singolare e difficile da condividere l’idea che si possa discutere – al di fuori del Parlamento e, quindi, di ogni meccanismo democratico sebbene rappresentativo – delle modalità e dei limiti di esercizio di una libertà costituzionalmente garantita quale quella di manifestazione del pensiero, in totale contumacia di qualsivoglia ente rappresentativo dei diritti e degli interessi dei cittadini. L’attuale meccanismo evincibile dallo schema di codice, infatti, prevede che gli utenti degli ISP aderenti al realizzando sistema di autodisciplina si ritrovino automaticamente obbligati a sottostare alle medesime regole in forza di una semplice previsione che, in esecuzione del Codice, gli ISP dovranno inserire – modificandole – nelle attuali condizioni generali dei diversi servizi erogati online.

Se il processo di “negoziazione” del Codice di “autodisciplina” si concludesse attraverso il percorso ipotizzato dai Ministri Maroni e Romani e se il contenuto definitivo del Codice fosse in linea con quello sin qui ipotizzato, il risultato dell’ultima iniziativa di questo Governo per la governance della Rete potrebbe essere riassunto così: il Governo propone, l’industria accetta ed utenti e cittadini ne fanno le spese ritrovandosi – all’indomani del varo del Codice e della conseguente modifica delle condizioni d’uso dei servizi – a disporre o, almeno, a rischiare di disporre di una libertà di manifestazione del pensiero fortemente limitata in ragione dell’applicazione di un meccanismo di “filtraggio” dei contenuti basato su formule ambigue ed imprecise e su meccanismi di valutazione affidati a soggetti non qualificati ed in assenza di qualsivoglia regola in grado di garantire obiettività ed uniformità di giudizio. Ce ne sarebbe abbastanza, probabilmente, per domandare semplicemente al Governo di tornare sui propri passi ed agli operatori internet di alzarsi dal tavolo declinando l’invito ad “autoregolamentare” la propria attività in danno dei propri utenti. Ma ciò, probabilmente, darebbe la sensazione che la Rete, ancora una volta, voglia sottrarsi ad ogni regola e rifugiarsi nel caos e nell’anarchia primordiale. Il punto, invece, credo non sia questo.

Se ad un codice di autoregolamentazione vuole guardarsi è dunque necessario, a mio avviso, farlo nel rispetto di alcuni imprescindibili principi.
(a) Cittadini ed utenti – attraverso le associazioni dei consumatori ed ogni altro possibile sistema anche telematico – vanno coinvolti senza ulteriore ritardo nel processo di elaborazione del Codice nella consapevolezza che quella alla quale si sta lavorando sarebbe davvero – a dispetto di quanto sostenuto dal Ministro Brunetta a proposito della sua piccola CEC PAC – una delle più grandi “rivoluzioni culturali prodotte in questo Paese dal dopoguerra ad oggi”: si tratterebbe di un grande “patto sociale” sulla libertà di manifestazione del pensiero attraverso il più potente mezzo di comunicazione di massa di tutti i tempi.
Non si tratta di una “leggina” qualsiasi e non si tratta, pertanto, di un’iniziativa che possa essere assunta, all’insaputa dei più, in un conclave ristretto nel quale sono completamente assenti i rappresentanti dei portatori del principale interesse coinvolto: quello all’utilizzo della Rete per la condivisione di idee ed opinioni.

(b) Occorre accettare l’idea – che essa coincida o meno con gli obiettivi “politici” perseguiti dal Governo – che, in un Ordinamento democratico, è illecito solo ciò che contrasta con una norma di legge e solo dopo – salvo l’eccezionale possibilità di far ricorso a provvedimenti cautelari e provvisori – che un Giudice lo ha dichiarato tale.
L’obbligo di rimozione di un contenuto, pertanto, andrà circoscritto ai soli contenuti la cui pubblicazione contrasti con una norma di legge e subordinato all’immediata instaurazione di una procedura nell’ambito della quale l’utente autore del contenuto pubblicato verrà posto in condizione di difendere la legittimità della propria condotta e, quindi, l’esercizio della propria libertà di manifestazione del pensiero.
All’esito di tale procedura, se le posizioni delle parti – autore del contenuto e richiedente la rimozione dello stesso – non risulteranno composte, chi ha interesse ad ottenere la rimozione del contenuto dovrà rivolgersi all’Autorità giudiziaria o all’Autorità indipendente – Garante Privacy o Agcom – competente in relazione alla natura della contestazione.
Ogni più ampia deroga alle regole del diritto, infatti, risulterebbe ingiustificata ed ingiustificabile soprattutto se si tiene conto che la rimozione di un contenuto pubblicato online rappresenta una forma di compressione della libertà di manifestazione del pensiero costituzionalmente garantita.

Non c’è ragione per dubitare delle buone intenzioni del Governo ma, ad un tempo, non si può commettere l’errore di sottovalutare – come invece sembra stia accadendo – una questione tanto delicata e trattarla alla stregua di un problema tecnico o di procedure da risolversi sulla base di un accordo tra potere politico e potere economico.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione
www.guidoscorza.it

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  • kallsu scrive:
    Scusate, ma stiamo lavorando per voi
    FB ha bisogno di un accurato re-engineering strutturale.È nato da una mera idea di community, senza arte e nè parte, è esploso e la struttura, fin da 2005, non ha mai retto lo scaling subito.Inutile stare a recriminare, su come e su cosa è pubblico o meno, il buon vecchio linux insegna che un firewall inizia con la regola DENY_ALL, poi si fanno le varie ACCEPT. Ora come ora, sarebbe salutare una forte restrizione di tutto, con un bel messaggio "SCUSATE, MA STIAMO LAVORANDO PER VOI".È pur vero anche, che in una social network non esiste una rigida gerarchia di ACL come in un'azienda o normalissimi portale di e-commerce, la struttura si sviluppa in modo orizzontale, e muta di continuo. Però tale livello di dinamicità e non-gerarchizzazione, non è affatto esente da modelli di controllo della connettività fra nodi (in questo caso utenti), e controllo del peso degli archi (informazioni che viaggiano su di esse, dipendenti dal nodo da cui l'arco parte).DiciamoCI la verità, è stata l'ennesima trovata/boiata colossale, che tutti hanno utilizzato perché "piaceva" (amici con cui ho fatto le superiori ed università, appartenenti alla rete Texas), purtroppo dobbiamo guardare in faccia la realtà, parecchi vincoli espressi dall'articolo, sarebbero, a mio avviso, semplici realizzazione, di 1h di lavoro, test inclusi, di aspetti e caratteristiche GIÀ presenti nel modello funzionale dell'applicazione.
  • Sciamano scrive:
    AVidi
    Solo l'avidita' guida tutte queste persone, venderebbero l'anima al diavolo per dei bei verdoni.niente resta semplice e naif....S.
  • Shingo Tamai scrive:
    Alfabetizzazione vs bimbiminkia
    A facebook saranno anche connessi 16 milioni di italiani, ma se il livello e' quello dei vari gruppi "Quelli che...", direi che non c'e' speranza.Titoli e descrizioni rappresentano quella che molti chiamano "la sodomia della lingua italiana".
    • barabas jacob scrive:
      Re: Alfabetizzazione vs bimbiminkia
      - Scritto da: Shingo Tamai
      A facebook saranno anche connessi 16 milioni di
      italiani, ma se il livello e' quello dei vari
      gruppi "Quelli che...", direi che non c'e'
      speranza.Pace fratello, finché utonti, binbiminkia e niubbi senza speranza restano confinati dentro facebook, a me va anche bene.
      Titoli e descrizioni rappresentano quella che
      molti chiamano "la sodomia della lingua
      italiana".L'italiano medio è a livelli di conoscenza tali della sua madrelingua, che un albanese appena arrivato col motoscafo facilmente lo parla meglio di tanti sedicenti puristi della razza italica @^
      • Drummer scrive:
        Re: Alfabetizzazione vs bimbiminkia
        - Scritto da: barabas jacob
        Pace fratello, finché utonti, binbiminkia e
        niubbi senza speranza restano confinati dentro
        facebook, a me va anche
        bene.Questo è un altro punto da tenere in considerazione, anche secondo me.Avete notato quanto sono diminuite le catene di S.Antonio e tutte le altre mail "da diffondere il più possibile", da quando ci sono social network come FB?Basta starne fuori, e tutti i niubbi si sono autoghettizzati lì dentro.In considerazione di questo, direi "Evviva FB"!
        • il solito bene informato scrive:
          Re: Alfabetizzazione vs bimbiminkia
          - Scritto da: Drummer
          - Scritto da: barabas jacob

          Pace fratello, finché utonti, binbiminkia e

          niubbi senza speranza restano confinati dentro

          facebook, a me va anche

          bene.

          Questo è un altro punto da tenere in
          considerazione, anche secondo
          me.
          Avete notato quanto sono diminuite le catene di
          S.Antonio e tutte le altre mail "da diffondere il
          più possibile", da quando ci sono social network
          come
          FB?è vero! (rotfl)Che FB affoghi nel suo stesso spam?
          • Wolf01 scrive:
            Re: Alfabetizzazione vs bimbiminkia
            Lo Spam è morto! Viva lo Spam!Un po' canzonando quello che dicono gli inglesi quando muore un re e ne incoronano un altro :PQuello che era una piaga prima per tutti adesso sta diventando una piaga solo per chi se lo va a cercare.
  • Boh scrive:
    Bah
    Basta impostare il profilo, in modo che solo i tuoi amici possano vedere tutto.Per esempio chi mi cerca, e non è mio amico, non può vedere una cippa.Ovvio che se apro tutto, poi non posso lamentarmi se il mio vicino vede la mia foto di quando ero nudo in piscina.
    • Eretico scrive:
      Re: Bah
      A parte la difficoltà, a quanto sembra voluta, da parte di gran parte degli utenti ad impostare i parametri necessari a proteggere i propri dati, il problema potrebbe essere rappresentato dai tuoi "amici" e non da te. Perciò quello che tu "proteggi" (virgolette volute e dovute) non è detto che qualche tuo "amico" lo non renda di pubblico dominio.
    • Funz scrive:
      Re: Bah
      - Scritto da: Boh
      Basta impostare il profilo, in modo che solo i
      tuoi amici possano vedere
      tutto.
      Per esempio chi mi cerca, e non è mio amico, non
      può vedere una
      cippa.

      Ovvio che se apro tutto, poi non posso lamentarmi
      se il mio vicino vede la mia foto di quando ero
      nudo in
      piscina.Il problema sono le impostazioni di default, che il 92,6% degli utenti* non va a toccare.(*) Fonte statistica: Ad Spannis Analisys
  • gnulinux86 scrive:
    Gli utenti si fidano? Che fessi.
    Buona lettura:http://www.fabioghioni.net/2010/05/il-boss-di-facebook-gli-utenti-si-fidano-che-fessi/
    • bubu scrive:
      Re: Gli utenti si fidano? Che fessi.
      F. G.?!!?Lo stesso F.G. a capo del settore sicurezza di Telecom?Lo stesso apparso ieri sera su Report?Lo stesso che ha patteggiato non so quanti anni?(pura curiosità)
      • Eretico scrive:
        Re: Gli utenti si fidano? Che fessi.
        Lo stesso che spiava gli utenti Telecom ? Il fondatore del Tiger team o come si chiamava ?Il bue che da del cornuto all'asino ?Diciamolo, tra spioni ci si riconosce al volo...
        • gnulinux86 scrive:
          Re: Gli utenti si fidano? Che fessi.
          La preparazione informatica di Ghioni è indiscutibile, il fatto che sia stato pagato per bucare i pc equipaggiati con lo "SCOLAPASTA-WINDOWS" cosa dimostrebbe? Che è l'unico al mondo a sfruttare le proprie capacità informatiche per scopi fittizi.!? (rotfl)
          • Eretico scrive:
            Re: Gli utenti si fidano? Che fessi.
            - Scritto da: gnulinux86
            La preparazione informatica di Ghioni è
            indiscutibile, il fatto che sia stato pagato per
            bucare i pc equipaggiati con lo
            "SCOLAPASTA-WINDOWS" cosa dimostrebbe? Che è
            l'unico al mondo a sfruttare le proprie capacità
            informatiche per scopi fittizi.!?
            (rotfl)Ho percaso messo in dubbio le sue capacità informatiche ? Non mi pare...Rileggi con più calma e rifletti prima di postare le risposte. ;)
          • gnulinux86 scrive:
            Re: Gli utenti si fidano? Che fessi.
            - Scritto da: Eretico
            Ho percaso messo in dubbio le sue capacità
            informatiche ? Non mi
            pare...
            Rileggi con più calma e rifletti prima di postare
            le risposte.
            ;)Non centra quello l'ho scritto io di mia iniziativa, la questione che volevo evidenziare, era un altra: " Se Ghioni è stato pagato per bucare i pc equipaggiati con lo "SCOLAPASTA-WINDOWS" cosa dimostrebbe? Che è l'unico al mondo a sfruttare le proprie capacità informatiche per scopi fittizi.!? ".
      • gnulinux86 scrive:
        Re: Gli utenti si fidano? Che fessi.
        Si proprio quell'esperto informatico, non capisco cosa centra, ha solo riportato un articolo traducendolo.
        • Come si sta al barbecue senza fare pollo scrive:
          Re: Gli utenti si fidano? Che fessi.
          Quando sarai piu' grande capirai anche questo :)
          • gnulinux86 scrive:
            Re: Gli utenti si fidano? Che fessi.
            Potevi tranquillamente scrivere, che non sei in grado di spiegarlo.. :p
  • jumba jumba scrive:
    basta starne fuori?
    Per chi dice che "nessuno è obbligato a usare FB", "basta non usarlo", ecc.Usare FB potrà diventare sempre più necessario nel corso del tempo, se sempre più gente lo usa e se FB riesce nel suo intento, attualmente in corso, di tracimare su altri siti (vedi la diffusione del bottone "mi piace" su altri SN esterni a FB).Le scelte non sono fatte solo di obblighi calati dall'alto o per legge, ma anche di situazioni di fatto derivate da movimenti collettivi.A tutt'oggi nessuno è obbligato per legge a usare l'automobile al posto dell'asinello, il telefono fisso al posto del cellulare, la posta cartacea al posto di quella elettronica, le candele al posto dell'elettricità, il baratto al posto del denaro, e così via.Ma chi fa queste scelte andrà incontro comunque a durissime difficoltà nella vita di tutti i giorni, che partono dalla ricerca di un modo per mantenersi al costruirsi una vita sociale.Man mano che FB penetrerà nella vita di sempre più persone (e visto il trend attuale, FB lo farà ), sarà inevitabile anche per chi vuole "starne fuori" doverci fare i conti, volenti o nolenti.Anche per questo è vitale per tutti interessarsi e capire il funzionamento di FB, darsi da fare per difendere da FB stesso i diritti dei singoli, capire perché così tanta gente è disposta a (o non si preoccupa di) cedere pezzi della propria vita a FB, comprendere se e come sarà possibile raggiungere un compromesso tra il dilagare di FB e i diritti degli utenti, quelli che stanno dentro e fuori da FB.Atteggiamenti snobistici del tipo "solo i fessi usano FB" o "basta starne fuori" non portano da nessuna parte, e sono dannosi per la buona salute della rete stessa.
    • Eretico scrive:
      Re: basta starne fuori?
      - Scritto da: jumba jumba
      Ma chi fa queste scelte andrà incontro comunque a
      durissime difficoltà nella vita di tutti i
      giorni, che partono dalla ricerca di un modo per
      mantenersi al costruirsi una vita
      sociale.La vita sociale te la costruisci tranquillamente anche senza FB.Come dici tu non è imposto dall'alto.Perciò come non è obbligatorio usare l'auto, e anche più sano aggiungerei, non è obbligatorio usare FB. Rifiutare FB non è un comportamento snob. E'un comportamento dettato dall'intelligenza. Non sono contro il social network, anzi, ma non fatto in questo modo e non fatto per secondi fini, non fatto per far soldi approfittando dell'ignoranza informatica delle persone. Anzi rendendo di fatto difficoltoso applicare le regole per la salvaguardia dei propri dati.Questa pratica a casa mia rasenta la circonvenzione d'incapace o se non la truffa vera e propria.
    • tetsuotram scrive:
      Re: basta starne fuori?
      quoto in pieno jumba jumba
    • bla bla scrive:
      Re: basta starne fuori?
      Conosco tanta gente stufa di facebook, che però non può uscirne proprio per questo motivo.Se organizzi una festa e provi a mandare gli inviti via e-mail hai una probabilità di 1/6 che funzioni rispetto ad aprire una pagina facebook.e così via.
  • MeX scrive:
    Facebook
    non usatelo cosí siete al sicuro.
    • panda rossa scrive:
      Re: Facebook
      - Scritto da: MeX
      non usatelo cosí siete al sicuro.Come ha detto gia' qualcuno: a chi usa FB della privacy non frega niente, gli altri non usano FB.Come dire: "A chi usa IE della sicurezza non frega niente, gli altri non usano IE."E nemmeno serve cercare di spiegare le cose: per capire occorre cervello, e chi e' dotato di cervello gia' non usa FB.Non se ne esce.Io nel dubbio me ne frego!
      • ... scrive:
        Re: Facebook

        Come dire: "A chi usa IE della sicurezza non
        frega niente, gli altri non usano
        IE."
        [O.T.] Roba trita e ritrita ormai non più vera
        E nemmeno serve cercare di spiegare le cose: per
        capire occorre cervello, e chi e' dotato di
        cervello gia' non usa
        FB.E' vero, a più di un amico ho segnalato articoli sui problemi di sicurezza per la privacy di FB, inizialmente sembrano interessati... ma poi continuano a sXXXXXXXre le loro vite su FB

        Non se ne esce.Perchè non se ne esce? Basta non usarlo... oppure è vitale usarlo?
    • Eretico scrive:
      Re: Facebook
      Infatti.
    • desyrio scrive:
      Re: Facebook
      Suppongo che chi legga qui sappia già dei pericoli. Per quanto riguarda gli altri, dubito che chi lascia i settaggi di privacy di default su FB legga PI :DE' incredibile comunque la viralità di FB... ho visto conoscenti (per lo più semi-analfabeti informatici) pressare altri per iscriversi, o a chi lo era già per mettere foto vere nel profilo. Manco lo facessero per lavoro...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 17 maggio 2010 12.09-----------------------------------------------------------
      • MeX scrive:
        Re: Facebook
        ma il problema non sono i settaggi di FB, il problema é cosa scrivi su FB.Se sul forum scrivo i dati della mia carta di credito mi rivalgo poi su PI e i suoi deboli filtri sulla privacy?
        • Eretico scrive:
          Re: Facebook
          - Scritto da: MeX
          ma il problema non sono i settaggi di FB, il
          problema é cosa scrivi su
          FB.Prima di tutto sono i settaggi. Se lo scopo ultimo è la raccolta di dati e i settaggi sono volutamente difficili da impostare o poco chiari allora qui siamo di fronte a qualcosa che rasenta la truffa o la circonvenzione d'incapace. Poi, ovviamente, anche ciò che scrivi. Se uno è XXXXXXXXX è XXXXXXXXX e questo valeva anche per le "vecchie" chat o i forum. Ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso. Di subdolo.
          Se sul forum scrivo i dati della mia carta di
          credito mi rivalgo poi su PI e i suoi deboli
          filtri sulla
          privacy?Ti darei ragione se i filtri della privacy fossero facilmente impostabili, ma a quanto sembra non è proprio così di conseguenza le persone ignoranti, informaticamente parlando (e nel tuo esempio specifico oserei dire adirittura XXXXXXXXX), si ritrovano i propri dati esposti e aperti a qualunque applicazione/"amiciccio" collegato a FB. Senza contare che a volte la fonte del problema non è l'utente in se, ma i suoi "amici".
          • MeX scrive:
            Re: Facebook
            non c'é niente di subdolo, c'é che siamo nel 2010, 20 anni fa per accedere ad internet dovevi informarti, capire come funzionava, spenderci soldi, insomma, dovevi sapere cosa stavi facendo.Adesso no, e secondo me, piú che fare queste battaglie mediatiche e "gossip tecnologico" su FB bisogna insegnare alle persone cosa é internet, non risolvi il problema sistemando FB, il problema sono le persone che lo usano.La mail con un "reply all" ti espone a rischi grandiosi, c'é persino il BCC, cosí ché posso far arrivare le tue conversazioni a chiunque senza che tu nemmeno lo sappia... le mail sono circonvenizione di incapace? non credo.
          • Eretico scrive:
            Re: Facebook
            - Scritto da: MeX
            non c'é niente di subdolo, c'é che siamo nel
            2010, 20 anni fa per accedere ad internet dovevi
            informarti, capire come funzionava, spenderci
            soldi, insomma, dovevi sapere cosa stavi
            facendo.Vero, con un differenza che 20 anni fa non c'era l'informatica di massa. Oggi è diverso. Oggi tutti, più o meno, possono accedere in modo mooolto più facile rispeto a 20 anni fa.
            Adesso no, Appunto. Ed è per questo che il paragone non regge.
            e secondo me, piú che fare queste
            battaglie mediatiche e "gossip tecnologico" su FB
            bisogna insegnare alle persone cosa é internet,
            non risolvi il problema sistemando FB, il
            problema sono le persone che lo
            usano.Sicuramente però se oltre a questo ci metti anche chi ne approfitta...
            La mail con un "reply all" ti espone a rischi
            grandiosi, c'é persino il BCC, cosí ché posso far
            arrivare le tue conversazioni a chiunque senza
            che tu nemmeno lo sappia... le mail sono
            circonvenizione di incapace? non
            credo.Sono due cose diverse. Ovviamente XXXXXX li puoi fare anche con l'e-mail, ma li è solo colpa tua. Mentre qui c'è un discorso molto più subdolo dietro che l'e-mail non ha a meno che non sia spam o phishing.
          • MeX scrive:
            Re: Facebook

            Vero, con un differenza che 20 anni fa non c'era
            l'informatica di massa. Oggi è diverso. Oggi
            tutti, più o meno, possono accedere in modo
            mooolto più facile rispeto a 20 anni
            fa.
            Appunto. Ed è per questo che il paragone non
            regge.mi pare ovvio che non ci fosse l'informatica di massa da quello che ho scritto, il paragone non esiste, non ho fatto un paragone.Internet é sempre internet, le persone che vi accedono sono cambiate.
            Sicuramente però se oltre a questo ci metti anche
            chi ne
            approfitta...come gli spammer nigeriani?
            Sono due cose diverse. Ovviamente XXXXXX li puoi
            fare anche con l'e-mail, ma li è solo colpa tua.
            Mentre qui c'è un discorso molto più subdolo
            dietro che l'e-mail non ha a meno che non sia
            spam o
            phishing.perché é solo colpa tua? perché presupponi che una persona sappia cosa é il BCC o il CC... é la pretesa stessa che i tuoi dati siano "protetti" su internet ad essere fallace.Inoltre, le persone che scrivono tonnellate di XXXXX loro su FB sono le prime a non essere interessate alla privacy, altrimenti non lo farebbero.E se lo fanno convinti che FB sia il giardino della sicurezza sbagliano loro a pensarlo.
          • Eretico scrive:
            Re: Facebook
            - Scritto da: MeX

            Vero, con un differenza che 20 anni fa non c'era

            l'informatica di massa. Oggi è diverso. Oggi

            tutti, più o meno, possono accedere in modo

            mooolto più facile rispeto a 20 anni

            fa.


            Appunto. Ed è per questo che il paragone non

            regge.

            mi pare ovvio che non ci fosse l'informatica di
            massa da quello che ho scritto, il paragone non
            esiste, non ho fatto un
            paragone.Come no ?!! Hai paragonato cosa doveva fare la gente per connettersi 20 anni con quello che deve fare oggi. A casa mia è un paragone.
            Internet é sempre internet, le persone che vi
            accedono sono
            cambiate.Sono cambiate le persone ed è cambiata Internet.Tutto cambia, nulla resta immutato nel tempo. Cambiano le persone, cambiano gli usi e i costumi e perciò cambia anche internet.

            Sicuramente però se oltre a questo ci metti
            anche

            chi ne

            approfitta...

            come gli spammer nigeriani?Come Zuckemberg.

            Sono due cose diverse. Ovviamente XXXXXX li puoi

            fare anche con l'e-mail, ma li è solo colpa tua.

            Mentre qui c'è un discorso molto più subdolo

            dietro che l'e-mail non ha a meno che non sia

            spam o

            phishing.

            perché é solo colpa tua? perché presupponi che
            una persona sappia cosa é il BCC o il CC... é la
            pretesa stessa che i tuoi dati siano "protetti"
            su internet ad essere
            fallace.Se sbagli a premere il pulsantino è colpa tua. FB è diverso.Mai sostenuto che i tuoi dati su internet siano a prova d bomba, ma di sicuro se c'è qualcuno che ne approfitta. Allora...
            Inoltre, le persone che scrivono tonnellate di
            XXXXX loro su FB sono le prime a non essere
            interessate alla privacy, altrimenti non lo
            farebbero.Che non siano interessate alla privacy non è detto. Molto probailmente pensano "Tanto chi vuoi che le legge le mie XXXXXXXte". Errore. Le leggono eccome !!! Però non sanno neanche che possano esistere dei software in grado di creare un tuo prolifo accurato che sarà poi dato in pasto a società di marketing.
            E se lo fanno convinti che FB sia il giardino
            della sicurezza sbagliano loro a
            pensarlo.Certo che sbagliano a pensarlo. Sono informaticamente ignoranti.Il discorso è più sottile. Subdolo appunto.
          • MeX scrive:
            Re: Facebook

            Come no ?!! Hai paragonato cosa doveva fare la
            gente per connettersi 20 anni con quello che deve
            fare oggi. A casa mia è un
            paragone.certo, ma non ho paragonato due internet diverse.Internet é una rete, punto.
            Sono cambiate le persone ed è cambiata Internet.
            Tutto cambia, nulla resta immutato nel tempo.
            Cambiano le persone, cambiano gli usi e i costumi
            e perciò cambia anche
            internet.internet non é cambiata, sono cambiati i contenuti e le persone che la utilizzano
            Come Zuckemberg.appunto, che differenza c'é tra Zuck e lo spammer nigeriano?
            Se sbagli a premere il pulsantino è colpa tua. FB
            è
            diverso.e perché la mail ha per default un campo, il BCC che é per definizione una "violazione" di privacy? (permettere di invare a tua insaputa l'email a qualcun'altro)Che protezione offre l'email? nessuna!Chiunque puó condividere le discussioni via email o le foto allegate con chiunque, senza il tuo permesso
            Mai sostenuto che i tuoi dati su internet siano a
            prova d bomba, ma di sicuro se c'è qualcuno che
            ne approfitta.
            Allora...no, ci sono molti piú ignoranti che accedono ad internet.
            Che non siano interessate alla privacy non è
            detto. Molto probailmente pensano "Tanto chi vuoi
            che le legge le mie XXXXXXXte". Errore. Le
            leggono eccome !!! Però non sanno neanche che
            possano esistere dei software in grado di creare
            un tuo prolifo accurato che sarà poi dato in
            pasto a società di
            marketing.e non sanno nemmeno che aprendo una mail con immagini allegate forniscono dati a chi inviato l'email per esempio.Non sanno che i siti lasciano cookies, che goole profila la tua utenza...
            Certo che sbagliano a pensarlo. Sono
            informaticamente
            ignoranti.
            Il discorso è più sottile. Subdolo appunto.no il discorso é tutto li, la colpa di FB forse é provarci a proteggere la privacy, non dovrebbero nemmeno preoccuparsene, cosí almeno la gente forse realizza meglio cosa sta facendo
          • panda rossa scrive:
            Re: Facebook
            - Scritto da: MeX
            e perché la mail ha per default un campo, il BCC
            che é per definizione una "violazione" di
            privacy? (permettere di invare a tua insaputa
            l'email a qualcun'altro)Perche' non posso raccontare ad altri quello che mi racconti tu?Perche' non posso comunicare ad altri quello che comunico a te?Il BCC semmai e' una funzione di tutela della privacy: non far sapere a tutti l'indirizzo di posta di altri.Io che conosco il tuo indirizzo di posta e quello di Caio e nessuno dei due vuole far sapere all'altro il suo indirizzo, io, grazie al BCC, posso scrivere ad entrambi e ricevere risposte, e mettervi pure in collegamento, senza che il vostro indirizzo appaia.
            Che protezione offre l'email? nessuna!La mail e' un veicolo di trasporto dati.Se voglio proteggere i dati, li proteggo alla fonte.
            Chiunque puó condividere le discussioni via email
            o le foto allegate con chiunque, senza il tuo
            permessoCerto, ma se io ti mando una informazione, la mando a te, e so che l'ho mandata a te, e se domani la trovo in giro so che l'hai diffusa tu.Se invece io la pubblico (pubblicare: diffondere a tutti) amen!
          • MeX scrive:
            Re: Facebook
            giá, ma nessuno ti impedisce di pubblicare una conversazione mail:http://gawker.com/5539717/steve-jobs-offers-world-freedom-from-pornAnche FB non carica da solo le foto in cui ci sei tu ad una festa di amici, sono i tuoi amici che le pubblicano
          • Eretico scrive:
            Re: Facebook
            Esatto, ma il servizio di posta elettronica è nato per mettere in comunicazione le persone. Punto. Ovvio che poi qualcuno potrebbe sempre utilizzare la mia e-mail per farci quello che vuole. A parte il fatto che se ho voglia cripto il contenuto e buona notte. Perciò a questo punto il destinatario è l'unico ad esserene a conoscenza. Poi se lui dovesse diffondere la notizia, saprei con certezza che è stato lui. Come sostiene Panda Rossa.FB, invece, è nato anche lui per mettere in comunicazione le persone, ma il realtà fin dall'inizio con uno scopo ben diverso. Molto remunerativo e poco edificante. Questo è il problema. Se fosse un mezzo trasparente, nulla da ridire, ma non è così. Non sono cotro il social network. Sono contro chi sfrutta l'ignoranza informatica delle persone per il proprio tornaconto personale.
          • MeX scrive:
            Re: Facebook

            Sono contro chi sfrutta l'ignoranza
            informatica delle persone per il proprio
            tornaconto
            personale.come lo spammer nigeriano
    • guast scrive:
      Re: Facebook
      Io non mi sono mai scritto. Però ho visto non poche persone incaz.. ehm alterate per come sono cambiate le impostazioni. Non è solo la complicazione di tutte le opzioni, è il dover sempre stare a controllare con la paura che ti cambino tutte le impostazioni sotto il naso.
      • MeX scrive:
        Re: Facebook
        probabilmente sono persone che hanno scritto piú del dovuto su FB, ho pubblicato foto che era meglio non fossero pubblicate...Il punto é sempre quello, FB condivide SOLO quello che tu ci hai messo dentro
        • panda rossa scrive:
          Re: Facebook
          - Scritto da: MeX
          probabilmente sono persone che hanno scritto piú
          del dovuto su FB, ho pubblicato foto che era
          meglio non fossero
          pubblicate...
          Il punto é sempre quello, FB condivide SOLO
          quello che tu ci hai messo
          dentroSi, ma io ci metto dentro informazioni sapendo che oggi ci sono certe regole del gioco.Se dopo che io ho messo dentro le mie informazioni, FB cambia le regole del gioco e le nuove regole a me non stanno piu' bene io che faccio?Il buon senso vorrebbe che prima che stiano per cambiare le regole, io venga informato e possa prendere opportuni provvedimenti.Altrimenti dopo che per anni abbiamo sbrodolato XXXXXXX sul forum di PI, sapendo che solo PI sapeva l'indirizzo IP di chi posta qui, da domani, senza dire niente a nessuno e senza alterare il pregresso, accanto a tutti i nick, comparisse in bella vista l'IP, e l'indirizzo di mail usato per la registrazione.Magari a uno queste cose potrebbero non star bene e dovrebbe avere la possibilita' di de-registrarsi, non dico di pretendere che tutti i suoi messaggi vecchi venissero rimossi (anche perche' molti saranno anche parzialmente quotati), ma che almeno non venga reso pubblico ne' l'IP ne' la mail, ti pare?
  • bubu scrive:
    A chi utilizza FB non importa!
    Come da oggetto, a chi utilizza FB non importa una mazza della privacy!Ho amici che scrivono ogni minuto cosa stanno facendo, se stanno mangiando, se sono al XXXXX, se preferiscono questo o quello, ecc ecc...Provate a chiedere loro se le clausole della privacy su FB li soddisfano o meno!?!? :-)Il problema casomai è l'opposto: diventano fonte di spam!!PS: Io mi sono iscritto con un soprannome, così chi mi conosce sa trovarmi, gli altri ciccia. D'altronde lo dice anche la mamma da almeno 20 anni che non bisogna fornire sempre tutte le proprie generalità!
    • DarkOne scrive:
      Re: A chi utilizza FB non importa!
      - Scritto da: bubu
      Come da oggetto, a chi utilizza FB non importa
      una mazza della
      privacy!
      Ho amici che scrivono ogni minuto cosa stanno
      facendo, se stanno mangiando, se sono al XXXXX,
      se preferiscono questo o quello, ecc
      ecc...

      Provate a chiedere loro se le clausole della
      privacy su FB li soddisfano o meno!?!?
      :-)

      Il problema casomai è l'opposto: diventano fonte
      di
      spam!!

      PS: Io mi sono iscritto con un soprannome, così
      chi mi conosce sa trovarmi, gli altri ciccia.
      D'altronde lo dice anche la mamma da almeno 20
      anni che non bisogna fornire sempre tutte le
      proprie
      generalità!In realtà più che delle condizioni sulla privacy, il vero guaio sono le applicazioni di facebook e il modo in cui sono gestite le impostazioni sulla privacy.Se autorizzi un'applicazione, questa ha acXXXXX completo a tutti i tuoi dati. E' una cosa a dir poco scandalosa.Le impostazioni sulla privacy sono veramente difficili da gestire, non si capisce una mazza e sono disposte (secondo me) in modo fraudolento.Inoltre non sono riuscito a trovare la modifica dei dati personali, se per esempio volessi cambiare nome, data di nascita...non lo trovo. Questa è dimostrazione che le impostazioni sono nascoste (o rese difficilmente accessibili) in modo fraudolento.
      • barabas jacob scrive:
        Re: A chi utilizza FB non importa!
        - Scritto da: DarkOne
        Inoltre non sono riuscito a trovare la modifica
        dei dati personali, se per esempio volessi
        cambiare nome, data di nascita...non lo trovo.
        Questa è dimostrazione che le impostazioni sono
        nascoste (o rese difficilmente accessibili) in
        modo
        fraudolento.Vai nelle impostazioni del profilo e da lì puoi editare tutto quel che ti pare.
        • DarkOne scrive:
          Re: A chi utilizza FB non importa!
          - Scritto da: barabas jacob
          - Scritto da: DarkOne


          Inoltre non sono riuscito a trovare la modifica

          dei dati personali, se per esempio volessi

          cambiare nome, data di nascita...non lo trovo.

          Questa è dimostrazione che le impostazioni sono

          nascoste (o rese difficilmente accessibili) in

          modo

          fraudolento.

          Vai nelle impostazioni del profilo e da lì puoi
          editare tutto quel che ti
          pare.Non la data di nascita, per esempio.
          • aponivi scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            - Scritto da: DarkOne
            - Scritto da: barabas jacob

            - Scritto da: DarkOne




            Inoltre non sono riuscito a trovare la
            modifica


            dei dati personali, se per esempio volessi


            cambiare nome, data di nascita...non lo trovo.


            Questa è dimostrazione che le impostazioni
            sono


            nascoste (o rese difficilmente accessibili) in


            modo


            fraudolento.



            Vai nelle impostazioni del profilo e da lì puoi

            editare tutto quel che ti

            pare.

            Non la data di nascita, per esempio.Quoto
          • il solito bene informato scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            - Scritto da: DarkOne

            Vai nelle impostazioni del profilo e da lì puoi

            editare tutto quel che ti

            pare.

            Non la data di nascita, per esempio.perché? la tua cambia di frequente? ;-)
          • Wolf01 scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            Bhe, se mette quella di suo nonno potrebbe passare come manicaco chattando con le amiche 17enni :D
          • ninjaverde scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            (rotfl)- Scritto da: Wolf01
            Bhe, se mette quella di suo nonno potrebbe
            passare come manicaco chattando con le amiche
            17enni
            :D(rotfl)(rotfl)(rotfl)A parte tutto questo ho provato ad iscrivermi ovviamente con pseudonimo.Nessun altro dato tantomeno foto.Dopo un certo tempo Face si è "preccopato" inviandomi un messaggio di invito con potenziali amici, (e l'invito di inviare dati...) di cui una persona che conosco tramite un altro servizio di incontri....Su pochi amici proposti una persona nota?Chissà come mai... (si fa per dire)....Poi posso vedere i suoi amici su Face e gli amici degli amici così via. L'unica cosa che non riesco a fare è mandarle un messaggio, poichè se scrivo un massaggio, poi i caratteri di controllo non sono visibili (con Firefox o con Opera)...già forse dovrei usare IE ma non voglio usarlo (anzi non posso poichè per Linux non c'è)... Da notare che se non si attivano gli script non funziona assolutamente niente.Forse Firefox non è abbastanza vulnerabile?
          • Wolf01 scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            Tralasciando il discorso di script o no, che tanto ormai tutti gira attorno a javascript, come ho già detto gli amici su facebook sono la peggiore backdoor per la privacy.Appena metti un tuo conoscente come amico parte una reazione a catena che ti fa diventare amico di tutti quelli che conosci.Provato con l'account finto di un mio amico, alla fine ha deciso di tenerselo e far sapere agli altri chi è perchè tanto ormai lo sapevano quasi tutti.
          • Quel dal Formai scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            edit
          • sbranati o sarai sbranato scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            - Scritto da: DarkOne

            Vai nelle impostazioni del profilo e da lì puoi

            editare tutto quel che ti

            pare.

            Non la data di nascita, per esempio.Uomo, guarda che si può.
    • Roberto scrive:
      Re: A chi utilizza FB non importa!
      - Scritto da: bubu
      PS: Io mi sono iscritto con un soprannome, così
      chi mi conosce sa trovarmi, gli altri ciccia.Se pensi che iscriversi con un soprannome sia sufficiente a proteggerti, ti sbagli di grosso. Più informazioni lasci sul web, più è possibile intuire chi sei attraverso data mining. Ora, per spiegarti meglio cosa voglio dire, dovrei spiegarti come funziona RDF, OWL e gli inference engine, ma ti farò una semplificazione.Supponi tu sia Pinco Pallo su FB e abbia un certo set di amici collegati.Supponi ora che tu sia Nome Cognome su LinkedIn, e tu abbia alcuni amici collegati.Ora, se Pinco Pallo e Nome Cognome hanno ciascuno un subset degli amici che è in comune, è probabile che siano la stessa persona. In altri termini, non solo ho scoperto che Nome Cognome è in realtà Pinco Pallo, ma ora posso sapere che conosce gente che però non è sul suo profilo LinkedIn (o Facebook).Ora, se estendi il concetto e fai viaggiare un po' la fantasia, ti rendi conto di quali interessanti cose si possano ottenere attraverso le tue interazioni col web. Far perdere le proprie tracce e restare anonimi è sempre più complesso, man mano che la tecnologia di data mining migliora.
      • bubu scrive:
        Re: A chi utilizza FB non importa!
        Guarda che è più semplice il fatto che Google o Yahoo traccino le tue ricerche ed incroci i dati, non è necessario che tu faccia parte di un social network.Anzi, probabilmente lo stanno già facendo, senza scomodare gli scenari apocalittici che hai descritto! ;-)
        • panda rossa scrive:
          Re: A chi utilizza FB non importa!
          - Scritto da: Drummer
          solo
          gente che avevo già nei miei contatti di Yahoo e
          MSN!
          Inutile dire che ho lasciato tutto com'era,
          chiuso velocemente il browser e non ci sono
          tornato mai più.Pero' di buttare alle ortiche Yahoo, MSN e winsozz, e passare ad altro non ti e' mica passato nell'anticamera del cervello, vero?fessbuk e' cattivo, ma la M$ che gli ha passato i tuoi dati no?
          • Wolf01 scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            Presumo che si basi sull'IP tracciando da che zona provieni e quindi ti butta lì un subset di probabili amicizie.Lo fanno anche vari siti con i banner "Cerca amicizie a $CittaMoltoVicinaSeNonLaTua$"
          • Drummer scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            Ma l'ultima frase l'hai letta?
          • panda rossa scrive:
            Re: A chi utilizza FB non importa!
            - Scritto da: Drummer
            Ma l'ultima frase l'hai letta?L'ho letta, e non mi pare che significhi "ho sbattuto via yahoo mail e MSN", ma solo "ci sto piu' attento", che significa che d'ora in avanti info personali ne beccano poche da me, ma quelle che gia' hanno (ovvero tutte) ormai le hanno.
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